venerdì 24 luglio 2020

Come eravamo: quando sembrava che Palazzo Jona sarebbe stato ristrutturato

Ho visto che parecchi seguaci del blog stanno leggendo di quando, nel '16, speravo che fosse ristrutturato Palazzo Jona. Sono andata a rileggere pure io e ho pensato che magari a qualche altro crescentinese farebbe piacere sognare nuovamente che la cosa avvenisse. Così facciamo anche un pensierino al dott. Alati, l'unico che davvero ci voleva provare. Ciao Leo, dacci una mano da lassù dai! 


MERCOLEDÌ 23 NOVEMBRE 2016

Evviva!!! Lavori a palazzo Jona, finisce la decadenza in Piazza Vische


Vi rompo sempre così tanto le scatole con il Centro Storico che perde i pezzi... e ogni tanto qualcuno se ne ricorda. E mi arriva una bella notizia.
Il palazzo avito già della famiglia Jona a mio parere è il più bello di Crescentino. Non da oggi perde i pezzi, le gelosie sdentate, i mattoni e pezzi di stucco che volano, finestre senza vetri al secondo piano, che sono l'inizio della fine per la piccioneria, l'umidità e il degrado (come si vede in Piazza Caretto: sindaco, sindaco...)
Bene, mi ha chiamata il dott. Leo Alati e mi ha annunciato che c'è un accordo fra i tre proprietari (lui è uno dei tre) per una ristrutturazione che dovrebbe cominciare la prossima primavera. 
L'architetto Carpegna, che si occuperà dei lavori (e che mi deve sempre la cupola del gazebo nei giardini Levi Montalcini) mi ha spiegato che si tratta di una ristrutturazione semplice: per prima cosa sarà rifatto il tetto, poi ci sarà una ripulita generale alla facciata e naturalmente il rifacimento degli infissi che sono diventati una vera schifezza. 
Tutto questo per ora sulla carta, naturalmente. Perché il progetto dovrà passare in Comune, vedersela con l'ing Mascara e diventare un fiore all'occhiello dell'Amministrazione, se mai fosse sensibile al tema.
Già il palazzo giallo della Biverbanca, con i suoi occhioni spalancati vuoti sul nulla, dice che queste non sono priorità. Lo dice in verità anche l'ex scuola guida Vigé, che è stata sventrata completamente ma giace lì come uno scheletro e non succede più niente da tempo, hanno perfino tolto la gru. E' di proprietà del Sindaco, casualmente, e mi è stato persino detto che c'è un problema di violazione di regolamenti e per questo i lavori sono stati bloccati. Ci sarebbero addirittura risvolti penali. Spero che qualcuno si faccio vivo su questo blog a smentire con decisione, ne sarei veramente felice: perché come dicono a Roma, se una casa del Sindaco finisce sotto tiro, annamo bene. 
Sono comunque molto felice di aver molto battuto sul tasto del Palazzo Jona, e grazie a Leo Alati che asfissiato da me su questo problema quando facevo il sindaco, si è ricordato di avvertirmi che il piccolo miracolo in controtendenza sta per avvenire. 
Bravi, ragazzi! 

domenica 5 luglio 2020

Piazza Caretto, la vittoria del senso civico, contro l'indifferenza alla bellezza

La vittoria è di Vittorio, si sa. Ma è anche la vittoria del senso civico: e anche - diciamola tutta - la vittoria del buon senso. Perché un palazzo antico lasciato senza gelosie e senza vetri,  è un palazzo votato a una distruzione rapida, oltre a rappresentare il degrado assoluto: il che è tanto più grave perché questo palazzo è nel cuore della città di Crescentino, in piazza Caretto, di fianco al Comune. 

Già in piazza Vische ci troviamo ad assistere alla morte lenta del più bel palazzo della città, Palazzo Jona. Una tristezza infinita. Qualche anno fa il compianto Leo Alati, uno dei proprietari, aveva pensato di cominciare a provarci, e me lo fece subito sapere anche se non ero più sindaco. Lo avevo martellato. Si trattò purtroppo di un falso allarme. L'indifferenza alla bellezza degli attuali proprietari è evidente. 

Invece è stata una gran gioia, veder riapparire le persiane su quegli occhi vuoti del palazzo giallo di Piazza Caretto. Non so come si sia potuto permettere che vetri e protezioni venissero tolte. Ogni sindaco di buon senso avrebbe fatto l'impossibile perché ciò non accadesse, Vittorio ha fatto anche di più. Le ha fatte rimettere, e grazie pure al proprietario che alla fine ha capito, speriamo non succeda mai più da nessuna altra parte; mi viene anche il nervoso a pensare alla Biver che è stata lì per tanti anni  tronfia sotto la sua brutta insegna senza mai rendersi partecipe del decoro cittadino con qualche iniziativa: che so, magari anche farsi promotrice attiva di una ripulita alla facciata. Ma si sa che le banche fanno altro, e basta. Un'indifferenza incredibile.

Circola tra l'altro la voce che presto potrebbe essere ridipinta la facciata del condominio Lanza, l'altro scandalo storico di Piazza Caretto, di fronte al municipio. Un palazzo bellissimo del Settecento ridotto a un rudere (come me che sono nata proprio lì, al secondo piano), con una parte che era stata rimessa a nuovo ma il tempo aveva già degradato; anni fa avevano persino dipinto un cortile interno perché gli abitanti non lo potevano vedere com'era. E fuori?  

Però ci sono alcuni proprietari che da tempo erano d'accordo sull'operazione facciata, e speriamo che davvero sia arrivato il momento di riannodare il filo del buon senso anche lì, e che questa piazza possa tornare a quella bellezza che doveva esser stata in un lontano passato. 

Intanto, complimenti per il restauro del palazzo ancor più antico, penso, di via Tournon angolo via Clerico. Su quello proprio avevo perso le speranze, e invece eccolo nel suo bel giallo trionfare su tutte le muffe decrepite che gli sono intorno, e ora si vedono ancora di più.