lunedì 28 maggio 2018

Il western di Di Maio e Salvini (e tanta ignoranza)

Titolo II,art.68:"Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale...vigila sul rispetto della Costituzione...assicura il rispetto dei trattati e dei vincoli derivanti dall'appartenenza dell🇮🇹ad organizzazioni internazionali e sovranazionali"

L'ignoranza è il male del nostro tempo. Ma ancora peggio, c'è la fierezza di questa ignoranza, il rifiuto di leggere tre righe di un articolo della Costituzione e cercare di capirlo.
Quando studenti e genitori prendono quasi ogni giorno a sberle i professori e non capita (quasi) niente, il gioco è fatto. Dovevamo aspettarci tutto questo: solo così si comprendono le innumerevoli prese di posizione di queste ore sui social contro il Presidente della Repubblica, che la Costituzione ha rispettato, e la ridicola proposta di impeachment del medesimo, da molti supportata anche in assoluta malafede.
Succede che l'onda montante di demagogia abbia fatto compagnia all'incredibile pomeriggio e serata di ieri domenica, quando i giornalisti più bravi (evviva Mentana e le sue dirette sulla 7) hanno scoperto che prima Salvini e poi Di Maio erano andati di nascosto uno dall'altro a parlare con Mattarella, prima che il Presidente vedesse il primo Ministro incaricato, per cercare di tirargli la giacchetta a proprio favore. 
Ha fatto pena anche il povero Conte, scomparso in un amen dal circo mediatico.
Peggio di un western mediocre, da seguire fino al colpo di scena notturno, quando un Di Maio qualunque ha chiamato in diretta Fazio su Raiuno per ripetere il suo stanco copione. Seguito da Martina... per fortuna Salvini era distratto in Umbria. Il saloon di Fazio.
Su quanto è successo, gli analisti concordano sul trucco della valigia di Salvini, che si è impuntato su Savona come ministro per smarcarsi dal provvisorio compagno di strada Giggino e andare verso le elezioni approfittando del favore dei sondaggi, che i 5 Stelle non hanno più. 
Di Maio deve ancora mangiarne, di pappa, per raggiungere l'ex partner in furbizia. 
Grazie da parte di tutti gli Italiani che almeno la Costituzione, in queste ore, si mettono a leggere.



martedì 1 maggio 2018

Scusate il ritardo... si riparte con gli Ego (e W il Primo Maggio)

Evviva il Primo Maggio. Sempre e comunque, anche per coloro che non sanno nemmeno che cosa si festeggia.
Torno per celebrare la Festa del Lavoro di questi tempi grami che hanno trasformato le nostre vite in una Caccia al Tesoro dove la posta in gioco è una sopravvivenza al di sopra della miseria. Ci sono (tanti) ricchi, (tantissimi) poveri, e la classe media che era il nostro tessuto sociale è sparita, nell'indifferenza generale. 
Da quasi un mese non mi affaccio qui. Almeno, mi affaccio ma non scrivo. Spesso sono sopraffatta dalla malinconia. Comprenderà, chi vuole. Scusate,  voi 2 o 3 che passate.
Torno anche perché oggi ce l'ho ancora con il narcisismo di Renzi che vive nel suo mondo. Oggi Gramellini sul Corriere gli dedica il suo Caffè, che vi giro: perché la politica rigorosamente in minuscolo è ormai una rappresentazione di narcisi. Evviva Gentiloni tutta la vita, come stile.

Massimo Gramellini
Di Maio accusa Matt-ego Renzi di avere un ego smisurato. Renzi non ha potuto rispondergli perché era impegnato a farsi un selfie davanti allo specchio. Eppure, quanto a ego, non scherza neanche il capo di Raggi di Sole e tutte le altre Stelle, che pretende di sottoporre contratti a chiunque senza allearsi con nessuno: al potere vuole andarci da solo, con gli amici della Casal-ego Associati.

Poi c’è l’ego a lunga conservazione di chi, in un raro sprazzo di umiltà, prima di entrare in politica commissionò a una sua rivista il seguente sondaggio: è più popolare Berlusconi o Gesù Bambino? Gesù Bambino si dovette accontentare della vicepresidenza, lo stesso ruolo a cui adesso Matt-ego Salvini vorrebbe relegare lui. Il leader della L-ego, un apostrofo verde tra le parole m’amo, ha postato ieri su Facebook la carta del due di picche per illustrare l’alta considerazione in cui tiene gli avversari, alleati compresi.

Un tempo l’ego arroventato era un prerequisito per entrare in politica. Ora lo è diventato per non uscirne. Appaio più indispensabile se minaccio di andare alle elezioni per avere il governo o se minaccio di andare al governo per avere le elezioni? Se resto zitto e li lascio parlare di me o se ricomincio a parlare di me proprio quando si erano illusi che restassi zitto? Però l’algebra politica ha regole ferree: Casal-ego per Silvi-ego diviso Matt-ego al quadrato uguale Gentiloni premier a vita. Qui lo dico e qui lo ego.