Stamattina, con i ragazzi di Amare Crescentino siamo stati al delizioso baretto del Parco Tournon a parlare con gli abitanti del Villaggio Fiat. Prima che ve lo dica qualcun altro, sappiate che c'erano pochissime persone, non più di una ventina. Non è da questi particolari che si giudica un giocatore, direbbe De Gregori, e comunque vada come vada: le Prime Comunioni hanno avuto giusta priorità, ma la discussione è stata ampia e interessante.
Per me, poi, interessantissima. Una signora del Villaggio mi ha detto di esser stata presente sotto i portici, a un minicomizio dell'avv.Mosca per tre/quattro persone (lei era una di quelle persone). E il sullodato avvocato andava dicendo ad ampia voce che, quando ho fatto il sindaco, il Comune mi pagava le telefonate per l'America, o dall'America che è uguale.
Questa, insieme con il fatto che in Comune non c'ero mai, è stata arma di Fabrizietto Greppi per lunga pezza. Purtroppo, lui che c'era sempre, non ha lasciato tracce gloriosissime di questa presenza, e finiamola qui.
Vedo però che la vocazione viene trasmessa. La campagna elettorale ha questo tratto, che tira fuori il meglio dalle persone in lizza: ognuno si comporta per quello che è, con la correttezza che gli è propria, con la propria cultura, la propria visione del mondo. Ognuno sceglie un bersaglio. Mosca ha scelto me.
Vedere l'avvocato cercarsi - giustamente, legittimamente - il suo posto al sole fra le liste, ma con questi mezzucci di bassa macelleria, mi fa un po' tristezza. Per lui, eh, ché a me non importa nulla.
Però, però. Bisogna qualche volta affondare le ragioni pure nel principio di Realtà. Negli Anni Novanta i telefonini circolavano poco fra la gente, e per nulla in Comune, mica come ora che ce l'hanno tutti ("e io pago..." come diceva Totò). Io possedevo già allora l'arnese maledetto che a tutti rovina la vita, anzi ne avevo due, nessuno dei quali pagato dal Comune, naturalmente. E in quanto all'America, poi, posso aver fatto due viaggi di quattro giorni per lavoro, laggiù, in 4 anni di sindaco. Posso aver mandato in malora il Comune in 8 giorni in 4 anni? E quanto avrei dovuto starci, al telefono? Un po' di senso pratico non guasterebbe. Invece si titillano le parti basse degli interlocutori, per colpire la fantasia popolare.
Non sapendo bene di cosa accusarmi, giusto per risplendere per contrasto, si tirano fuori autentiche leggende.
Quali prove in mano ha questo avvocato che io abbia mandato in malora il Comune? E perché non dice invece, per esempio, che nessuno aveva mai chiesto in Comune le tasse dovute per i rifiuti speciali alla Teksid, e che a chiederli fui io, portando nelle nostre casse due miliardi e mezzo di lire, che servirono a molte e utili attività per la Comunità? Beh, certo, questo non si può dire, farei bella figura. Invece: a morte, a morte. Anzi: Mors tua, vita mea (anche se non ha studiato il latino, lui, pur essendo avvocato).
Morale. Le campagne elettorali sempre quelle sono.
Lui adesso sarà tutto contento perché finalmente gli dico qualcosa, così si può confrontare con me, che non ho alcuna voglia di confrontarmi con lui.
Brutto inizio, per uno che ha cominciato la propria campagna elettorale utilizzando una causa (quella degli inerti della Lignola) per la quale percepiva un regolare compenso. Per uno che ha utilizzato, tutto gentile e cortese, questo blog per farsi conoscere, prima di aprirne uno suo. Furbetto, l'avvocato.
Marinella Venegoni