lunedì 28 marzo 2011

Consiglio Comunale: il Bilancio

Stasera in Piazza Caretto seduta fiume, all'ordine del giorno il Bilancio 2011 e l'approvazione del PEC in area ex Teksid. Sul bilancio, qui di seguito interviene il Vicesindaco e Assessore al Bilancio Franco Allegranza. ************************************************************ ******************************************************************* E’ stato approvato dalla Giunta comunale lo schema di bilancio di previsione per l’anno 2011 che sarà sottoposto all’approvazione definitiva del Consiglio Comunale entro il 31 marzo. Il pareggio di bilancio (uscite uguali alle entrate) per l’anno in corso è di € 9.176.211,41. Rispetto all’anno precedente le entrate subiranno da un lato una diminuzione a causa del minor introito derivante dall’ICI e dai minori trasferimenti di denaro da parte dello Stato (il tutto per una somma di circa 150.000 euro) ma dall’altro lato registreranno un incremento grazie ai proventi da privati a seguito dell’insediamento ILVO / Mossi & Ghisolfi nell’area ex Teksid.. Tra le uscite, circa 1.300.000 euro saranno destinati alla copertura finanziaria per le spese relative al personale e 65.000 saranno dedicati al rinnovo dei cantieri di lavoro che, come è avvenuto nei due anni scorsi, offriranno una possibilità di lavoro a circa dieci persone. Una parte consistente delle voci di spesa è quella relativa alle spese energetiche, come il riscaldamento delle scuole, l’illuminazione pubblica, etc. ed a quelle telefoniche. E’ invece necessario un approfondimento sulla questione raccolta rifiuti. In seguito all’ingresso del Comune nel Consorzio Co.Ve.Var (decisione della precedente amministrazione), la raccolta rifiuti costerà al Comune 250.000 euro in più). L’amministrazione ha deciso, nonostante questo, di non mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Quindi non ci sarà nessun aumento della tassa sulla raccolta rifiuti e dell’ addizionale IRPEF. Analogamente è stato deciso non aumentare le rette per la mensa scolastica e di tenere invariati i costi per l’occupazione di spazi pubblici. Riguardo i fondi destinati all’assistenza sociale, dopo i 550.000 euro impiegati lo scorso anno, nel 2011 è previsto lo stanziamento di 660.000 euro. Quindi nonostante i minori introiti e le maggiori spese, l’amministrazione ha deciso il mantenimento ed il miglioramento dei servizi per le persone più bisognose. Tutto questo troverà copertura economica utilizzando in parte le entrate (822.000 euro) derivanti dall’insediaento ILVO / Mossi e Ghisolfi). In ultimo è da considerare l’ingente importo (quasi 2 milioni di euro) che sarà destinato agli investimenti per il territorio (opere pubbliche, rifacimento strade, illuminazione, piste ciclabili, interventi nelle frazioni, giardini, parchi,etc). Complessivamente è un bilancio che tiene in considerazione principalmente le esigenze delle famiglie in difficoltà ma allo stesso tempo non fa mancare i fondi ad un reale programma di investimenti potenzialmente in grado di rilanciare Crescentino. Assessore Bilancio e Finanze Franco Allegranza

domenica 27 marzo 2011

Pace preventiva

Da La Stampa 27 marzo 2011 Arco baleno DI RICCARDO BARENGHI Hanno ragione i pacifisti quando dicono che per un mese, mentre in Libia divampava la rivolta, l’Occidente è stato a guardare senza prendere neanche un’iniziativa politica, diplomatica o umanitaria per aiutare i ribelli e costringere Gheddafi a trattare una soluzione pacifica. In effetti nessuno ha mosso un dito se non per sparare quando è cominciato l’attacco. Tuttavia, non è che in quel mese sia sia sentita vibrare la voce della pace, non si è visto un corteo, un convegno, una qualsiasi mobilitazione che anticipasse la guerra e indicasse una strada alternativa. Eppure i pacifisti lo sanno meglio di chiunque altro: la pace o è preventiva oppure non è.

mercoledì 23 marzo 2011

Il bollettino e il diretur della Gazzetta


La mamma dei guai è sempre incinta. E alla vigilia delle giornate del Fai che celebrano le bellezze italiane, e che a Crescentino avranno come oggetto d'interesse il Palazzo Comunale, debbo mettere da parte la gioia per un quadro arrivato oggi in Comune da parte del vecchio PCI, del 1948, che raffigura la fucilazione dei 9 Martiri e diventerà patrimonio collettivo. Un dono importante, significativo, per la nostra Comunità.

E comunque la storia non è questa, adesso. La storia è che a quelli ormai leggendari della "Periferia" (la finezza è che piuttosto che pubblicare una mia foto ci mettono una sedia vuota) si aggiungono ormai da tempo gli strali della quindicinale "Gazzetta", il mio giornale preferito. Che tutte le volte me le canta e me le suona, ma ultimamente ha anche alzato il tiro.

E in un fondino malizioso del suo giovane direttore Umberto Lorini (che spesso mi dà lezioni di vita) mi viene rimproverato di essere una furbetta del quartierino: "E pensare che questi si sono presentati alle elezioni per metter fine al malcostume, dicevano, di chi li ha preceduti in Municipio. Che tristezza".

Che tristezza, sì. Anche per me. Siamo in due.

Lorini mi rimprovera di essermi aumentata di 200 euro l'indennità mensile, per dar vita a un bollettino di informazione ("Notizie in Comune") che arriverà in tutte le case la prossima settimana.
Mi spiega che dovevo aprire un capitolo nel bilancio, "allocarvi" (orrore di parola) 2.400 euro, aprire un bando di gara, etc etc.

Lui mi spiega. E io gli debbo spiegare allora che l'art.6 comma 8 della Legge 122/2010 riduce per gli Enti Locali le spese di pubblicità dell'80 per cento rispetto al 2009: anno in cui a Crescentino c'è stato il Commissario per sei mesi, e non s'è speso praticamente nulla.

Tale fatto non è stato nemmeno preso in considerazione, malgrado fosse scritto in delibera (le delibere vanno lette, diretur!) perché l'assunto, a prescindere, è che voglio far la furba. Sigh.

Ah. "Notizie in Comune" non è in collaborazione con la Gazzetta, ma con La Voce, periodico un po' defilato nel nostro territorio, che promuove questa formula già in vari altri paesi del circondario. Noi gli diamo gli articoli, loro li pubblicano. Stop.

Quando lo vedrete, capirete che l'intenzione è solo di far arrivare a tutta la popolazione (via posta) le attività e le iniziative del Comune, perché è giusto che la gente sappia che cosa si decide in piazza Caretto. Già l'anno scorso era arrivato il bilancio a tutte le famiglie a casa, un buon metodo per far conoscere quel che si decide per il bene (secondo noi) della città.

Dice anche il diretur che la mia è una iniziativa privatistica, che toccherà al Comune pagare gli oneri. Ma io, che incasso i 200 euro mensili in più dentro la mia indennità e sottolineo mia, ci debbo pagare le tasse e lo faccio volentieri, non sono mai vissuta per i soldi sennò a quest'ora sarei altrove. Però ritengo anche che ognuno con i propri soldi possa fare ciò che vuole: e io ho deciso così, invece che andare a far la bella vita con questi 200 euro mensili.

Però, aggiungo, bisognerebbe avere un po' di pazienza, prima di dar del furbastro al prossimo, così alla leggera. E vedere almeno di cosa si tratta. Sfogliare, capire se è un giornale scorretto, prima di sparare sentenze, parlare di "pietosi trucchetti" e accusare di violare la deontologia professionale.
Sennò, dopo un attacco così pesante, viene in mente Esopo.
"Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, si ritrovarono a bere allo stesso ruscello. Il lupo era più a monte, mentre l'agnello beveva verso valle. La fame spinse il lupo ad attaccar briga: "Perché osi intorbidarmi l'acqua?".
L'agnello tremando rispose: "Come posso fare questo se l'acqua scorre da te a me?".
"E' vero, ma tu sei mesi fa mi hai insultato con brutte parole"
"Impossibile, sei mesi fa non ero ancora nato".
"Allora - riprese il lupo - fu certo tuo padre a rivolgermi tutte quelle villanie". Quindi saltò addosso all'agnello e se lo mangiò. Questo racconto è diretto a tutti coloro che opprimono i giusti nascondendosi dietro falsi pretesti"
(ma in realtà, va bene anche l'altra favola esopiana della Volpe e dell'Uva).

domenica 20 marzo 2011

Italia-Libia



Mani

"Dal baciamano alla bomba a mano"
(Jena, La Stampa 20 marzo 2011)

mercoledì 16 marzo 2011

Per gli studenti di Crescentino nei 150 anni d'Italia

Questa mattina, per i bambini della Scuola Materna e delle Elementari, e per i ragazzi delle Scuole Medie, ho tenuto un breve discorso.

Si sono riuniti in piazza Caretto per festeggiare i 150 anni dell'Unità d'Italia. Uno spettacolo bellissimo, vederli con le loro magliette tricolori, e sentirli cantare l'Inno, con la presenza degli Alpini che hanno fatto l'Alzabandiera, e con due trombettisti, padre e figlio, che hanno suonato una versione di "Fratelli d'Italia" con il loro strumento.

Che cosa gli ho detto.


Cari ragazzi.

Se c’è una cosa che vorrei fermamente oggi, è che questa nostra festa in piazza non venga vissuta da voi come una cerimonia ufficiale, di quelle che si fanno per obbligo, perché così ha deciso la scuola, o il preside, o il calendario istituzionale. Per carità, teniamoci alla larga da qualsiasi ombra di rituale o di liturgia canonica. Guardiamoci in faccia, e parliamo, senza parolone ridondanti o tamburi solenni.

Sia ben chiaro. Voi siete venuti qui per fare una festa di famiglia, una di quelle feste che si fanno tutti assieme – sapete, quelle feste dove si mescolano e fanno una felice confusione papà, mamma, nonni, zii, cugini, parenti anche lontani e mai conosciuti – tutti assieme per riscoprire l’uno accanto all’altro chi siamo, per ritrovarci simbolicamente in un legame unico che ci confermi nella nostra comune identità.

Una festa di famiglia che – ne sono certa – ricorderete con nostalgia dolce tra 50 anni, quando celebrerete i 200 anni di vita dell’Italia e sarete ormai adulti, papà e mamme felici, e ripenserete a quel lontano 16 marzo del 2011, a una giornata umida di pioggia nella quale voi, ancora ragazzi, siete stati invitati a far sventolare una bandiera o a celebrare con la vostra semplice presenza in piazza una identità che è vostra, incancellabile, orgogliosamente unica.

Tra 50 anni sarete, ben più che oggi, cittadini dell’Europa, viaggiatori del mondo. Parlerete più lingue, vi muoverete con mezzi oggi nemmeno immaginabili, Internet e il computer saranno strumenti comuni d’ogni vostro minuto di vita.

Eppure, passati quei 50 anni, sarete, ancora quel giorno come oggi, interpreti d’una storia che è soltanto vostra, dove ci stanno certamente Garibaldi, Cavour, Mazzini, Pisacane, i fratelli Bandiera, i mille della camicia rossa, Vittorio Emanuele, e tutti quelli che hanno fatto l’unità nazionale del nostro paese, ma una storia dove stanno anche Dante e Leonardo da Vinci, Cesare e Cicerone, Michelangelo e Petrarca, Boccaccio e Moravia e Pasolini, Marconi e Belli, Cristoforo Colombo e Amerigo Vespucci: una storia, insomma, fatta di un lungo tempo che ha saputo segnare la cultura, l’intelligenza, il sapere di un mondo intero, anche ancor prima di farsi unità nazionale.

Siate orgogliosi di questo patrimonio, che è vostro soltanto. Non cedete alle lusinghe che qualche speculatore tenta agli umori facili delle emozioni irrazionali piuttosto che alla vostra intelligenza; Dante, Colombo, Marconi, Leonardo sono la vostra storia, e lo saranno sempre, anche tra 50 anni, e la vostra storia sarà - quel giorno del 2061 – una bella storia come oggi.

Una storia con la bandiera tricolore di tutti noi, una bandiera nella quale, accanto a quei nomi orgogliosi che avete studiato e state studiando sui libri di scuola, Giulio Cesare, Dante, Colombo, Leonardo, c’è scritto anche – e se guardate bene lo vedrete – il nome di quanti, i vostri papà, le vostre mamme, gli interpreti senza grandi nome di un lavoro quotidiano e semisconosciuto che fa la vita della nostra società, nomi tutti che trovano nelle parole della nostra Costituzione - la Costituzione mia e di ciascuno di tutti voi – l’affermazione concreta di un impegno a difendere sempre una società che è e sia democratica nel convincimento comune che la difesa della legalità, l’onestà dei poteri, il rispetto dei doveri, la parità delle persone senza differenza di sesso, lingua, religione, condizione sociale, sono la struttura fondamentale della nostra convivenza.

Se rispetteremo quanto sta scritto nella Costituzione, e lo difenderemo, non cedendo alla forza illegittima dei potenti, battendoci perché giustizia e libertà siano nostri compagni di vita, allora quel 16 marzo del 2061 voi potrete ricordare con dolce nostalgia questo 16 marzo di oggi e ancora una volta potrete cantare tutti insieme le parole, certamente retoriche, anche un tantino roboanti, che scrisse 150 anni fa un giovanotto, poco più di un ragazzo della vostra stessa età, ma sincere, autentiche, sentite nel profondo dell’animo: “Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta”.

Ragazzi miei cari, sognate quel giorno tra 50 anni. E abbiate una vita felice, orgogliosi di essere italiani. Italiani liberi, senza distinzioni di sesso, razza, religione, condizione sociale.
Italiani tutti.

domenica 13 marzo 2011

Per favore mettete fuori il Tricolore

Toc toc, disturbo?

Volevo chiedervi una cortesia.

Potreste mettere la bandiera tricolore fuori dalle finestre o dai balconi di casa vostra, in questi giorni?

Grazie, e buon centocinquantenario d'Italia

venerdì 11 marzo 2011

Taverna, telefonini da buttare e beneficienza



Gianni Taverna è un assessore all'Ambiente pieno di idee, appassionato, e che si dà un sacco da fare. Ci sono un sacco di progetti nella cartellina gialla che si porta sempre dietro, il primo ci darà da fare domani mattina, ed è questo.

Sabato 12 in Piazza Caretto, dalle 9 alle 18, in collaborazione con la Croce Rossa, una iniziativa che comprende diverse sfere: riduzione rifiuti, recupero e/o smaltimento corretto dei materiali altamente inquinanti se gettati nell' indifferenziato.
I cittadini potranno smaltire i cellulari che non usano più, quelli che si accumulano nei cassetti perché non si sa dove buttarli.
I dati sono impressionanti. Ogni anno il 27 per cento degli europei cambia il cellulare, ma solo il 2,5 per cento (2,5 milioni su 100)viene riciclato in modo corretto.
Ovviamente non contiamo di raccogliere grandi cifre l'importante è
offrire un modo corretto di smaltire i cellulari.
Grazie all'impegno della Croce Rossa potremmo trarre anche un piccolo
vantaggio economico per finanziare iniziative sociali e meritevoli, appunto della stessa Croce Rossa.


giovedì 10 marzo 2011

Giustizia, minato l'equilibrio fra i Poteri

Carlo Federico Grosso
da La Stampa di oggi.
Oggi il Consiglio dei ministri dovrebbe varare la riforma costituzionale della giustizia: Una riforma «epocale», l'ha definita qualche giorno fa il Presidente del Consiglio.
Se il Parlamento, a chiusura del lungo iter parlamentare previsto, dovesse davvero approvarla, la giustizia italiana non sarebbe, in effetti, più la stessa. Cambierebbe pelle, caratura, peso, incisività, colore. Sarebbe una giustizia del tutto diversa rispetto a quella che conosciamo.
I punti salienti della riforma dovrebbero essere, stando alle indiscrezioni, la separazione delle carriere, la spaccatura in due del Csm, l'istituzione di una «Alta corte di giustizia» destinata a gestire la disciplina dei magistrati, un diverso livello d'indipendenza a seconda che si tratti di giudici o di pubblici ministeri.
L' elenco prosegue con la limitazione dell'obbligatorietà dell'azione penale (che diventerebbe esercitabile «secondo le priorità stabilite da una legge» votata ogni anno dal Parlamento), la polizia giudiziaria autonoma dal pubblico ministero, l'introduzione della responsabilità civile dei magistrati che sbagliano.
Ebbene, nel suo insieme questo complesso di innovazioni determinerebbe una profonda alterazione del rapporto oggi esistente fra i poteri dello Stato. L'idea liberale di una magistratura destinata ad esercitare in modo indipendente il controllo di legalità sull'attività dei cittadini, soggetta soltanto al rispetto della legge, cederebbe il passo all'idea di una magistratura condizionata dal potere politico, ed in particolare dal potere esecutivo. Si realizzerebbe in modo traumatico, e fortemente limitativo delle prerogative della giurisdizione, quel «riequilibrio» fra i poteri che viene da tempo vagheggiato da una parte consistente della nostra classe politica.
Soprattutto, una riforma così configurata rischierebbe d'incidere profondamente sull'autonomia delle Procure della Repubblica e, pertanto, sull'esercizio dell'azione penale da parte dell'ordine giudiziario.
Pensate: il pubblico ministero, secondo quanto si prefigurerebbe, non farebbe più parte di un «ordine autonomo ed indipendente da ogni altro potere dello Stato», ma costituirebbe, più semplicemente, un «ufficio» al quale la legge «assicura l'indipendenza»; esso non sarebbe più il protagonista delle indagini, ma dovrebbe sottostare alle iniziative ed alle valutazioni di una polizia giudiziaria resa autonoma dal suo ufficio e gerarchicamente dipendente dal governo; esso non sarebbe più libero di scegliere le priorità nelle indagini penali, ma dovrebbe comunque sottostare alle priorità dettate dal Parlamento.
Si consideri, d'altronde, la profonda modificazione che subirebbe il principio di indipendenza dell'ordine giudiziario, considerato a ragione cardine dello Stato di diritto. Oggi il principio d'indipendenza della magistratura è formulato in maniera piena dalla Costituzione, che stabilisce che «la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere», e prevede, a presidio concreto di questo enunciato, un Csm forte ed autorevole, presieduto dal Capo dello Stato. Domani, se la riforma avviata dal governo dovesse essere approvata, s'indebolirebbe il principio generale d'indipendenza (riconoscendo la funzione di potere dello Stato autonomo dagli altri poteri soltanto alla magistratura giudicante), e, soprattutto, si vanificherebbe il presidio concreto dell'indipendenza dell'ordine giudiziario costituito dal sistema di autogoverno della magistratura.
Dividere, spaccare, significa già di per sé indebolire. S'ipotizza, peraltro, non soltanto di dividere in due il Csm, ma, altresì, di privarlo dei suoi poteri più nobili e incisivi, attraverso i quali esso ha potuto, negli anni, costituire uno strumento di tutela efficace dei singoli magistrati e della magistratura nel suo insieme ed essere voce autorevole dell'ordine giudiziario, riducendolo, nei fatti, a mera istituzione burocratica per la gestione dei trasferimenti e delle promozioni dei magistrati. Davvero una iniziativa utile per il Paese?
C'è un ulteriore profilo che, su tutt'altro piano, preoccupa. Si prevede che i due Csm siano modificati nella loro composizione, con incremento dei componenti laici di designazione politica, si prevede di istituire una «Alta corte di giustizia» anch'essa a maggioranza «laica», si prevede di introdurre la responsabilità civile dei magistrati che sbagliano. Talune di queste innovazioni di per sé potrebbero anche essere apprezzate. Non c'è tuttavia il rischio che esse, ancora una volta considerate nel loro insieme, e sommate alle altre novità proposte, realizzino, nei fatti, una intimidazione destinata a rendere i magistrati timorosi, e pertanto più timidi nel perseguire i reati e i loro autori?
Tutti riteniamo che la giustizia italiana oggi non funzioni come dovrebbe e che sia pressante l'esigenza di una riforma in grado di restituirle efficienza, rapidità e credibilità. Per soddisfare questa esigenza prioritaria servono peraltro incisive modificazioni dei codici e della legislazione ordinaria. Non serve sicuramente l'azzardo di una modifica dei principi costituzionali.
***

mercoledì 9 marzo 2011

Napolitano: donne, contrastate i luoghi comuni

"In Italia, come in tutti gli stati democratici, le donne hanno raggiunto molti obiettivi, ma in questo viaggio verso la parità c'è stata una forte accelerazione nell'ultimo cinquantennio". Lo ha affermato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel corso del suo intervento al Quirinale per la celebrazione della Giornata internazionale della donna, occasione per ripercorrere il percorso compiuto dalla condizione femminile nei 150 anni dell'Unità d'Italia.

"Il merito - ha aggiunto - si deve soprattutto all'impegno combattivo delle donne, alla loro capacità di unirsi e di rivendicare con fermezza i propri diritti. Oggi si può affermare che il grado d'impegno delle donne per la parità, l'affermazione del loro ruolo nei vari ambiti sociali, il livello di uguaglianza, di dignità e di considerazione di cui esse godono sono tra i principali indicatori della maturità e dello stato di salute dei sistemi democratici".

"Tuttavia - ha proseguito il Capo dello Stato - le donne italiane sono ancora lontane dall'aver conquistato la parità in molti campi. Basti ricordare il divario di genere, quale risulta anche dai rapporti internazionali, nella rappresentanza politica, nei media, ancora in qualche carriera pubblica, nella conduzione delle imprese, basti più in generale ricordare il divario e le strozzature che pesano nell'accesso al mercato del lavoro. Ne soffrono soprattutto le ragazze, le giovani in cerca di occupazione : e per comprendere quali energie e potenzialità rischino così di essere sacrificate, basta vedere - porto solo questo esempio - come si fanno valere ricercatrici italiane quali quelle che ho incontrato qualche giorno fa al CERN di Ginevra".

"Ma credo - ha aggiunto il Presidente - che per raggiungere una parità sostanziale sia necessario incidere essenzialmente sulla cultura diffusa: sulla concezione del ruolo della donna, sugli squilibri persistenti e capillari nelle relazioni tra i generi, su un'immagine consumistica che la riduce da soggetto ad oggetto, propiziando comportamenti aggressivi che arrivano fino al delitto. Per favorire il cammino verso una parità sostanziale, molto devono fare la scuola e i mezzi di comunicazione attraverso i valori che trasmettono, e una rilevante responsabilità cade su quanti hanno ruoli preminenti in tutti gli ambiti e le professioni ; alle donne in particolare, tocca offrire validi modelli di comportamento.

Non solo a quante hanno particolari funzioni e visibilità, ma a tutte le donne spetta, nella quotidianità della loro vita, il dovere di contrastare luoghi comuni, di esigere rispetto e considerazione". "Ne consegue - ha rilevato il Presidente - che l'ulteriore cammino verso la parità di genere non può non essere parte di una generale ripresa di valori civili".Il Presidente della Repubblica nel corso del suo intervento ha anche sottolineato come "in occasione del 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia ci si sta giustamente adoperando per valorizzare la partecipazione femminile al percorso risorgimentale". "Il Risorgimento - ha detto - non aveva come solo obiettivo l'Unità nazionale, ma si proponeva anche il rinnovamento istituzionale, civile e morale del paese. Il ramo femminile della carboneria aveva come motto "Onore e virtù". In questa necessaria opera di rinnovamento morale le donne di oggi, come quelle di ieri, sono chiamate a dare un contributo fondamentale".

"E sono certo - ha concluso il Presidente Napolitano - che anche le nuove italiane, le tante donne immigrate che sono già diventate o diventeranno nostre concittadine, le tante che lavorano con abnegazione e senso del decoro, faranno anche esse la loro parte".-->

(dal sito del Quirinale)

martedì 8 marzo 2011

La ballata della donne

Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.

Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.

Perché la donna non è cielo,
è terracarne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.

Femmina penso, se penso l'umano
la mia compagna, ti prendo per mano.
Edoardo Sanguineti
(stasera, cena delle "Donne in cerca di guai" al Polivalente, ore 20)

domenica 6 marzo 2011

Ciao Carlo, scomparso troppo presto sotto la neve



Qui di seguito la drammatica sequenza delle agenzie Ansa che nel pomeriggio di domenica hanno annunciato la scomparsa di Carlo Graziano, figlio di Ettore, studente brillante e musicista, durante un'escursione a Oropa.
A Ettore e a sua Moglie, oggi alle prese con un dolore senza confini, le condoglianze più sentite di Amare Crescentino e mie personali.




++ VALANGA NEL BIELLESE: CI SONO DUE VITTIME ++



(ANSA) - BIELLA, 6 MAR - Ci sono due vittime nelle slavine
cadute sopra Oropa. Lo conferma il Soccorso Alpino.
Le vittime sono due uomini: non sono ancora state rese note
le identità, anche se si sa che uno è di Pollone (Biella).
Quattro sciatori sono stati ricoverati all'ospedale di Aosta,
mentre le altre persone coinvolte, una decina, sono sotto choc
ma non hanno riportato lesioni. (ANSA).


VALANGA NEL BIELLESE: CHI SONO LE DUE VITTIME



(ANSA) - BIELLA, 6 MAR - Le due vittime della valanga caduta
sopra Oropa sono Carlo Graziano, 25 anni, di Crescentino
(Vercelli), dottorando, e Raffaele Mosca, di Graglia (Biella), 65 anni, odontotecnico in pensione
La ricostruzione dei soccorritori ha permesso di accertare
che le slavine non erano due ma una sola, ma l'enorme massa di
neve si è divisa in due fronti precipitando a valle. Sono stati
investiti tre diversi gruppi ciascuno formato da 5-6
sci-alpinisti e con una guida.
Sono state proprio le guide a prestare i primi soccorsi e a
dare l'allarme al Soccorso Alpino.
Tutti i ricoverati negli ospedali di Biella e Aosta hanno
accusato uno stato di ipotermia. (ANSA).



VALANGA NEL BIELLESE:IN 3 GIORNI ESCURSIONE TERMICA 14 GRADI



(ANSA) - TORINO, 6 MAR - In tre giorni a Oropa c'é stata
un'escursione termica, nelle temperature massime, di quasi 14
gradi, di oltre cinque tra ieri e oggi.
Nella stazione meteorologica dell'Arpa (Agenzia regionale di
protezione ambientale) giovedì il termometro non è salito
oltre gli 0.8 gradi, mentre oggi è arrivato a 14.
Il grado di rischio valanghe sulle Alpi Biellesi nel
bollettino emesso venerdì era 3 (marcato), al confine però con
un settore con rischio a livello 4 (marcato). Ed è stato
proprio il forte rialzo termico quasi sicuramente a provocare il
distacco della slavina dal monte Camino, meta frequentata dagli
sci-alpinisti. (ANSA).

martedì 1 marzo 2011

Le indennità

Ci siamo, sembrerà strano ma non è stato facile offrire i dati completi, dal lordo fino al netto, delle indennità della Giunta del nostro Paese dal 2011. Ognuno ha situazioni contributive differenti, nella sua vita personale e professionale, e queste incidono sulle indennità medesime.

Eccoci dunque (i dati si riferiscono al mese).
Sindaco lordo E. 1.650 lordi, netti 940, 50 (200 dei quali destinati a bollettino mensile di informazione alla cittadinanza)
Vicesindaco lordo E. 1.254,99, netti 715,35
Assessore Malara lordo E.789,77, netto 450,17
Assessore Massa lordo E.789,77, netto 608,12
Assessore Casa lordo E.564,74, netto 350,14
Assessore Ravarino lordo E.564,74, netto 304,06
Assessore Taverna lordo E.564,74, netto 434,85.

Indennità piena, da legge, per un Comune delle nostre dimensioni:
Sindaco E.2.509,98
Vice Sindaco E.1,254,99
Assessori E.1.129,49

Ecco infine ciò che viene lasciato ogni mese nelle casse comunali dalla Giunta rispetto a quanto previsto dall'indennità piena:
Sindaco E.859,98
Malara E.339,72
Massa E.339,72
Ravarino E.169,86.
_______________________
totale E. 1.709,28


venerdì 25 febbraio 2011

Quando si crea odio, quando non ci si rispetta

Ormai lo sapete tutti, hanno tentato di bruciare la macchina al vicesindaco Allegranza, e se non se ne fosse accorto qualcuno in tempo utile, sarebbero stati guai seri.
Un gesto che evoca scenari camorristici, inqualificabile.
Naturalmente, a Franco va la nostra solidarietà.
Ma io sempre penso a questo concetto: la contesa politica non deve mai sforare in odio personale, mentre dalla mia seggiolina, e dai blog, vedo che purtroppo questo succede.
Non c'è più partecipazione alla vita politica delle città o del Paese, ma tifoseria cieca. C'è anche puro divertimento nel mettere le persone sulla graticola, senza il senso del rispetto umano che è un elemento imprescindibile della vita civile.
Meditate gente, meditate.

martedì 22 febbraio 2011

I ROM, il dibbbattttito, e noi


La Regione non ha dato al Comune il richiesto finanziamento per fare un Campo Nomadi. Ci ha inoltre imposto, il 2o gennaio scorso, la restituzione dei container, uno dei quali ospita la famigliola Rom con 3 minorenni; e ha anzi inviato lunedì scorso un sollecito perché questa restituzione avvenga in fretta. Debbono proprio averne bisogno.
Mai vista una simile efficienza.
Ma invece di protestare e di fare le previste rimostranze, l'Amministrazione di Crescentino sta pragmaticamente cercando una soluzione per questi cittadini. Non è tempo di guerre sante sulla pelle delle persone deboli.
In questo contesto, mi è stato proposto domenica scorsa via sms da un consigliere comunale di partecipare a "un simpatico incontro pubblico con Tiramani ed altri, giovedì sera in sala del Consiglio, per dibattere del Campo Nomadi abusivo e illecito". Dagli aggettivi riconoscerete il mittente.

Debbo precisare che finora non ho ricevuto alcun avviso dalla Procura di Vercelli. Non si sa mai ma questa storia va avanti da luglio e - a proposito - i cittadini hanno altre esigenze, ci sono tante questioni da risolvere, una miriade di progetti anche belli e che miglioreranno la nostra città: non mi sembra normale che si vada avanti solo a litigare su questo tema ormai superato non per merito mio, il senso di responsabilità dovrebbe prevalere.

Non è dunque per mancanza di rispetto ad alcuno che non sarò giovedì sera a dibbbbattttere, e mi dispiace per qualcuno che manchi il piccione per il solito sport del tiro al (io).

Grazie all'efficientismo regionale (che spero di ritrovare intatto quando ci saranno altre esigenze) il problema nomadi ormai è quasi alle spalle, bisogna guardare avanti. Spero che l'incontro di giovedì sia meglio utilizzato nell'interesse generale.

lunedì 14 febbraio 2011

Sempre valida

Versi di Giuseppe Gioachino Belli (1791-1863)

Mentre ch'er ber paese se sprofonna
tra frane, teremoti, innondazzioni
mentre che so' finiti li mijioni
pe turà un deficì de la Madonna
Mentre scole e musei cadeno a pezzi
e l'atenei nun c'hanno più quadrini
pe' la ricerca, e i cervelli ppiù fini
vanno in artre nazzioni a cercà i mezzi
Mentre li fessi pagheno le tasse
e se rubba e se imbrojia a tutto spiano
e le pensioni so' sempre ppiù basse
Una luce s'è accesa nella notte.
Dormi tranquillo popolo itajiano
A noi ce sarveranno le mignotte.

venerdì 11 febbraio 2011

Che onore, l'attacco di un leghista

Non sono mica abituata io. Finora ero stata attaccata da gente qualunque, Simona Ventura, Gigi D'Alessio, Bruno Vespa, perfino Francesco De Gregori con il quale ho avuto dei bei momenti esaltanti di dibbbattito, talvolta (talvolta) seguiti da riconciliazioni. Finora mi era successo solo in tv (e poi naturalmente nel nostro piccolissimo in Consiglio Comunale, dove Gian Maria Mosca - uno per tutti - ha fatto di me carne di porco, con tanto di striscione "dimissioni" in piazza Caretto).


Però in un'aula di un Consiglio Regionale, via, fa un altro effetto. Ho visto il video del quale è molto fiero Mauro Novo nel di lui blog, con il signor Tiramani del quale ignoravo finora l'esistenza (colpevolmente) che dice che non sono un sindaco serio, e che lì mica si dan le pagelle a nani e ballerine, come faccio io nella mia professione. Io non tratto ballerine, vorrei dirgli se lo conoscessi, a meno che si vogliano considerare tali Bob Dylan o Franco Battiato, ma non posso pretendere di spiegarglielo: lui è un Regionale, io una persona piccola piccola, di una realtà minuscola.
So distinguere fra nani e ballerine, però: e queste ultime mi sembrano soprattutto, invece, una specialità che riguarda da vicino più lui e le sue appartenze di coalizione, che non me.

Sempre nel nostro piccolo, noi crescentinesi cerchiamo di difenderci. E di difendere per esempio il principio di non dover dividere i cittadini in bianchi, neri, rossi, rom, marocchini, calabresi, crescentinesi, pugliesi, rumeni. Il nostro paese è veramente un colorito ensemble di etnie: dovevo specificare, nel chiedere un container alla Protezione Civile? Secondo me, no.

Lui voleva sapere che il container era per i Rom (così magari non lo avrebbe mandato, visto che è stata poi chiesta la restituzione dei container). Dice che sono in mala fede. Io, in mala fede. E loro, i leghisti, che proprio come Gian Maria Mosca hanno chiesto le mie dimissioni in un bel manifesto, proprio sulla vicenda dei container ai Rom?

Io invece penso di rispettare le persone, e non badare alle razze e religioni. Me lo dice perfino la Costituzione, quella piccola vecchia Carta di cui pure si vuol fare - nella sua immensità - carne di porco. Speriamo che resista, e noi con lei.
Resistere, resistere, resistere.








giovedì 10 febbraio 2011

Il presidente Napolitano per il Giorno del Ricordo

Saluto del Presidente Napolitano in occasione della cerimonia per il Giorno del Ricordo
Palazzo del Quirinale, 10/02/2010
Siano consentite anche a me brevi parole, anche se tutto è stato detto nel modo migliore nei vibranti e ricchi interventi del sottosegretario Letta e del professore De Vergottini, che ho entrambi apprezzato anche perché si sono collocati in piena continuità con le nostre cerimonie degli scorsi anni e con quanto io stesso ho voluto dire fin dalla prima occasione, dopo la mia elezione a Presidente, di celebrazione del Giorno del Ricordo. E che ho voluto dire per spiacevoli e ingiustificate poi abbiano potuto essere alcune reazioni fuori d'Italia alle mie parole pur rispettose di tutti.
Siamo qui per rinnovare anche quest'anno l'impegno comune del ricordo, della vicinanza, della solidarietà, contro l'oblio e anche contro forme di rimozione diplomatica che hanno pesato nel passato e che hanno causato a tanti di voi profonde sofferenze. Siamo dunque più che mai con quanti vissero la tragedia della guerra, delle foibe, dell'esodo, siamo accanto a loro e ai loro famigliari, accanto alle famiglie delle vittime innocenti di orribili persecuzioni e massacri. Questo significano i riconoscimenti che sono stati consegnati dal sottosegretario Letta a nome del governo al Quirinale e che vengono consegnati anche in altre città italiane. Il nostro è un impegno di vicinanza anche per la soluzione dei problemi ancora aperti, e certamente all'attenzione del nostro Governo, nel rapporto con le nuove istituzioni e autorità slovene e croate.
Ho ricevuto nei giorni scorsi una lettera molto bella da Trieste, a firma di due docenti, il prof. Segatti e il prof. Spadaro, e vorrei che la stessa equanimità mostrassero tutti coloro che intervengono con loro scritti per ricostruire la storia di vicende così dolorose. La stessa equanimità e lo stesso rigore scientifico che hanno caratterizzato la straordinaria opera che ho ricevuto questa mattina dagli autori, professore De Vergottini e professore Lago che, con la decisiva collaborazione dell'Istituto geografico militare, hanno ricostruito la toponomastica nei secoli di Istria, Fiume e Dalmazia.
Credo comunque di poter citare e fare mie le considerazioni dei due studiosi triestini che mi hanno scritto sul valore dell'occasione che il Giorno del Ricordo offre per riflettere anche su "quale sia stata l'esperienza storica, civile, politica degli italiani della costa orientale dell'Adriatico, dei giuliani, fiumani e dalmati, di lingua italiana".
Condivido questa sollecitazione, e condivido l'esigenza che un "capitolo così originale e specifico della cultura e della storia non solo italiana ma europea" sia non semplicemente riconosciuto ma acquisito come patrimonio comune nelle nuove Slovenia e Croazia che con l'Italia si incontrano oggi nell'Unione Europea, in una Unione Europea che è per sua natura portatrice di rispetto delle diversità e di spirito della convivenza tra etnie, culture e lingue già fecondamente e lungamente convissute nel passato.
Un eminente scrittore italiano, Claudio Magris, ha anche dato di recente notizia del saggio di una studiosa austriaca dedicato all'apporto di grandi intellettuali giuliani all'irredentismo democratico che si espresse in una generosa partecipazione alla guerra del 1915-18, con il fine politico del pieno conseguimento del moto risorgimentale per l'Unità d'Italia e insieme con il fine ideale di una pacificazione dell'Europa nella libertà e nella fraternità tra i popoli.
Si tratta di memorie da coltivare tutte in vista del centocinquantenario dell'Italia unita e di un rinnovato impegno a costruire quell'Europa sempre più rappresentativa delle sue molteplici tradizioni e sempre più saldamente integrata di cui c'è bisogno nel mondo globalizzato di oggi e di domani. -->








martedì 8 febbraio 2011

Il 13 tutte le donne saranno in piazza per ridare dignità a tutte le donne


La mia amica Anna Bravo, storica, che lo scorso ottobre è stata al Centro Anziani per parlare di Lidia Fontana, ha scritto questo articolo l'8 febbraio sulle pagine di Repubblica, che mi piace riproporvi.

Non capisco perché alcuni uomini debbano fare appello alla propria componente femminile per indignarsi di fronte al cosiddetto Rubygate, mentre avrebbero di che indignarsi in prima persona. A uscire devastata dalla vicenda è più l´immagine maschile che l´immagine femminile.

Ragazze che si vendono - un fatto che mette ansia, perché la prima giovinezza è un impasto delicato di furbizia, ingenuità, voglia di spadroneggiare, vulnerabilità.

Ma soprattutto uomini che soltanto grazie al denaro e al potere dispongono del loro corpo (o magari solo della loro attenzione) e le gratificano con regali comprati all´ingrosso.

Eppure, mentre molte di noi si preoccupano della dignità femminile, nessun uomo ha sentito il bisogno di difendere quella del genere maschile.

Certo, il modello Berlusconi è così grezzo e simbolicamente violento che per un uomo di buona volontà può essere difficile vederlo come una ferita inferta (anche) alla propria immagine. Ma, cari, quel modello vi rappresenta in giro per il mondo.

Mi stupisce che la vergogna provata da tanti di voi riguardi l´essere italiani, e non l´essere uomini italiani.

Vi sentite incolpevoli? ma allora dovreste sentirvi incolpevoli anche come italiani. Berlusconi vi sembra un alieno? forse, ma non cambia il fatto che appartenete allo stesso sesso.

Alcuni uomini (penso a singoli, all´associazione Maschile plurale, a vari altri gruppi) hanno capito da decenni che non aver mai commesso stupro non basta a chiamarsi fuori da un mondo maschile in cui la violenza contro le donne si ripete ogni giorno. Uno sforzo, e potreste capire che neppure dallo svilimento delle donne è possibile chiamarsi fuori, che c´è una responsabilità
sovraindividuale - beninteso, non come colpa general/generica o dannazione originaria, ma nel senso in cui la intende Amery: come somma delle azioni e omissioni che contribuiscono a fare (o a lasciar sopravvivere) un clima.

Non mi riferisco soltanto al sesso in compravendita, e neanche al rischio di degradazione che pesa sulle relazioni uomo/donna - problema politico per eccellenza, a dispetto di chi invoca: «torniamo alle cose serie».

Intendo un clima in cui le parole delle donne spesso non sono richieste, e se sì, si ascoltano con l´orecchio sinistro, in cui i vertici di qualsiasi realtà sono clan maschili. Eccetera. Un clima, anche, in cui pochissimi e pochissime possono invecchiare in pace senza sognare/temere/detestare la bellezza e la giovinezza.

Prima di indignarsi per interposta donna, alcuni di voi potrebbero aiutarsi con la memoria. Nel Sessantotto e con molta più forza nel femminismo, c´era la buona abitudine di chiedere alle persone da che luogo parlassero, e il luogo era la condizione personale, i comportamenti, l´ideologia, l´istituzione di cui si faceva parte e altro ancora.

Voi parlate come se viveste in una camera sterile, con un filtro all´entrata per proteggervi dal contagio delle brutture altrui, e uno all´uscita per fare il restyling alle vostre - diverse, perché no, ma brutture comunque.

Parlate come se la buona volontà e un po´ di buon gusto vi mettessero per così dire al di sopra delle parti. Il che può spiegare certe dichiarazioni stravaganti, ma fa anche sospettare che in un angolo della vostra mente riposi la vecchia filosofia secondo cui il maschile equivale all´universale.

Capire che i soggetti sono due, uomo e donna, e che il primo non può rappresentare il secondo, per noi è stata una delizia. Su, non fateci ripetere cose tanto ovvie!

mercoledì 2 febbraio 2011

Benvenuto a Giuseppe Andrea Angelone

Un nuovo bambino rallegra l'ampia e tumultuosa famiglia del Consiglio Comunale. E' nato Giuseppe Andrea Angelone. Al papà, alla mamma, al piccolo Giuseppe, i migliori auguri dell'Amministrazione.

domenica 30 gennaio 2011

"Porrajmos", l'altra faccia della Shoah in mostra a Crescentino

In pochi conoscono il significato della parola «porrajmos», anche se fa parte della nostra storia tanto quanto la Shoah. Vuol dire «divoramento», in lingua sinti. E racchiude in sé tutta l’atrocità del destino subito, al pari degli ebrei, da sinti e rom. E’ anche il titolo della mostra allestita nella sala consiliare del Comune di Crescentino dall’Istituto per la Storia della Resistenza di Biella e Vercelli.

«Abbiamo scelto Crescentino – spiega il direttore dell’istituto, Enrico Pagano - seguendo le vicende legate alla presenza nel paese di un campo rom. Il nostro intento è quello di diffondere il più possibile la storia di queste persecuzioni, di cui pochi hanno notizia e memoria». E il sindaco, Marinella Venegoni, ha accolto subito con interesse la proposta.

«Porrajmos. Altre tracce di un sentiero per Auschwitz» si snoda attraverso una trentina di pannelli espositivi con immagini, fotografie e testimonianze scelte tra la scarsa produzione storiografica di rom e sinti. L’Europa nazista e fascista fu il teatro dell’annientamento di almeno metà dell’intera popolazione nomade europea: 500 mila uomini, donne e bambini uccisi, deportati nei lager e seviziati, vittime di esperimenti medici, sterminati nelle camere a gas e nei forni crematori.

Ma in nessuno dei processi ai nazisti, nemmeno in quello di Norimberga, la loro tragedia ebbe spazio: solo nel 1980 il governo tedesco riconobbe ufficialmente la persecuzione razziale. E neanche la legge del 2000 che istituisce il Giorno della Memoria ricorda lo sterminio di rom e sinti.

Eppure Porrajmos e Shoah sono stati generati dalla stessa Europa cristiana e cattolica in cui viviamo oggi: «Ci appartengono intimamente - aggiunge Pagano - e per non perpetrare l’oblio nel quale si rischia di cancellarli, ecco iniziative come questa».

La mostra resterà aperta fino al 7 febbraio, dal lunedì al venerdì, dalle 8,30 alle 12,30. L’esposizione, presentata per la prima volta a Biella in occasione del «Giorno della Memoria» nel 2008 e realizzata dall’istituto di cultura Sinta di Mantova con l’associazione Nevo Drom di Bolzano, è curata da Carlo Berini e Paola Dispoto e ha il patrocinio dell’assessorato alla Cultura di Crescentino e della Regione.

Esposta anche in altre città piemontesi, nel Vercellese registra la sua prima assoluta a Crescentino in occasione della celebrazione 2011 del Giorno della Memoria.
(da "La Stampa" del 30 gennaio, di Laura Di Caro)

sabato 29 gennaio 2011

Non solo ribellione


Gli egiziani pensano a Mubarak e si ribellano, i tunisini pensano a Ben Ali e si ribellano, gli albanesi pensano a Berisha e si ribellano, gli italiani pensano a Berlusconi e si masturbano
(Dai pensieri di Jena, La Stampa, 29 gennaio 2011)

"Prova a metterti nei panni di Berlusconi...
Panni? Quali panni?"
(Dai Panni di Jena, La Stampa, 30 gennaio 2011)

venerdì 28 gennaio 2011

I container e quei simpaticoni della Regione


Il 20 gennaio è arrivata in Comune una lettera della Direzione Opere Pubbliche, Difesa del Suolo, Economia Montana e Foreste della Regione Piemonte, con la quale il dirigente incaricato chiede la restituzione dei suoi moduli abitativi - cioè i container sulla Statale nei quali la famiglia Rom di 6 persone ha fin qui passato l'inverno - perché in un sopralluogo non è stato ravvisato un loro impiego coerente con la richiesta del Comune. E citano le nostre motivazioni: "...per sopperire all'emergenza abitativa sempre più crescente nel nostro territorio, dovuta all'aumento degli sfratti esecutivi". Secondo loro, motivazioni inesistenti.


La lettera tira in ballo pure una tesi cara a molti che ne hanno fatto un cavallo di battaglia contro l'Amministrazione, per il campo nomadi provvisoriamente messo su dal Comune proprio per far fronte all'emergenza abitativa. Si legge: "i moduli sono stati ubicati all'interno di un'area di proprietà comunale adibita a campo nomadi abusivo". Cosa non vera.

Bene. I nomadi hanno distrutto le loro casette ottemperando a un ordine del Comune, e sono rimasti perciò senza casa. Per questo sono stati chiesti i container alla Protezione Civile, appunto per emergenza abitativa.

Mi ha impressionato l'assoluta assenza, nella lettera della Regione, di riferimento a qualunque essere umano stia lì dentro: come se sei persone - due genitori che da almeno 16 anni vivono lì, 4 figlie tre delle quali minori - non esistessero, ed esistesse solo il problema container.

Ho cercato l'assessore della Regione Ravello, ho lasciato il mio numero di telefono. Non mi ha richiamata. Scortesia istituzionale? E' vero, non appartengo alla sua formazione politica: ma basta, questo, per non richiamare un sindaco che ti cerca?


Si potrebbe intavolare una battaglia, sul tema, con quei simpaticoni della Regione. Ma non lo faremo. Troveremo un'altra soluzione per la vita di queste persone che sono residenti qui da tanti anni e non se ne vogliono andare, con l'augurio che alle figlie possa toccare un futuro migliore rispetto ai loro genitori.
Con l'augurio, anche, che sia per sempre bandita la storia che ci racconta la Mostra ora esposta in Comune in occasione del Giorno della Memoria, dove si parla delle persecuzioni dei Rom durante il Nazismo, e dei loro bimbetti simpaticamente seppelliti vivi.



mercoledì 26 gennaio 2011

In Comune Mostra per il Giorno della Memoria

Si inaugura giovedì 26 gennaio alle ore 17, in occasione della Giornata della Memoria, nell'atrio del Comune di Crescentino, la mostra "Porrajmos-altre tracce del sentiero per Auschwitz", realizzata dall'Istituto di Cultura Sinta di Mantova e dall'Associazione Nevo Drom di Bolzano. Il progetto è a cura dell'Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nelle province di Biella e di Vercelli "Cino Moscatelli".

La Mostra rimarrà aperta fino al 7 febbraio.
Siete tutti invitati a partecipare all'inaugurazione, e non perdetevi la Mostra.

sabato 22 gennaio 2011

Kennedy, parole valide 50 anni dopo

Il 20 gennaio del 1961, in un discorso, il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy pronunciava una frase celeberrima, e ancora utile:
"Non chiedete che cosa il vostro Paese può fare per voi, ma cosa voi potete fare per il vostro Paese".

mercoledì 19 gennaio 2011

Rosso indagato per Terre d'Acqua

Da "La Stampa" del 18 gennaio 2011 - edizione Vercelli


di Roberta Martini
Spuntano sei nomi nell’inchiesta su Terre d’acqua. Sono in calce alla notifica, con la proroga delle indagini, chiesta dalla procura che sui conti della Fondazione ha disposto una perizia contabile. E sono i nomi dei sei indagati: Roberto Rosso, Alessandro Giolito, Tino Candeli, Nicola Sirchia, Roberto Saviolo e Gianfranco Chessa.Finora era nota soltanto la posizione di Alessandro Giolito, ex assessore di Trino ed ex componente del Consiglio di amministrazione di Terre d’acqua: per questa doppia posizione è indagato per abuso d’ufficio.

E’ la prima volta invece in cui emerge il nome del parlamentare trinese Roberto Rosso, che di Terre d’acqua è stato l’artefice. Le ipotesi d’accusa per il deputato, e oggi coordinatore regionale del Fli, sono peculato (in un periodo compreso tra il 2005 e il 2008), turbata libertà dei pubblici incanti (in un periodo precedente il febbraio 2007) e truffa aggravata per ottenere erogazioni pubbliche (in più occasioni, dal febbraio al dicembre 2007). Ancora peculato, turbata libertà dei pubblici incanti e truffa sono le ipotesi d’accusa per il libero professionista casalese Nicola Sirchia, il solo peculato per il commercialista e consigliere comunale vercellese Tino Candeli. L’ex assessore provinciale Roberto Saviolo è indagato invece per concussione, con episodi legati all’estate del 2006, mentre per l’ex direttore generale della Provincia Gianfranco Chessa l’ipotesi d’accusa è la truffa aggravata. Roberto Rosso, Alessandro Giolito, Nicola Sirchia e Tino Candeli sono chiamati in causa come amministratori della Fondazione, Gianfranco Chessa e Roberto Saviolo come rappresentanti della Provincia nei confronti di Terre d’acqua.

Altri dettagli dell’inchiesta, condotta dalla sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri e coordinata dal sostituto procuratore Pier Luigi Pianta, al momento non emergono. La nuova perizia - è l’unico commento degli inquirenti - è anche a tutela degli interessi degli indagati. Restano invece le notizie dei sequestri di documenti dalla sede trinese della Fondazione, in corso Italia, e la lunga serie di interrogatori a Palazzo di giustizia di Vercelli di persone che, per ragioni diverse, hanno ricevuto compensi dalla Fondazione, nata nel 2005 come società consortile a responsabilità limitata, controllata per il 62,5 per cento dalla Provincia e per il 37,5 dal Comune di Trino.L’ex assessore Giolito, già in settembre, si era detto tranquillo: il suo ruolo era contemplato dallo statuto del Comune di Trino.

Oggi è invece Roberto Rosso a parlare: «Mi sembra una follia. Abbiamo evitato di toccare noi i soldi, infatti la Fondazione ha un amministratore delegato. Non abbiamo mai fatto grandi cose. Non abbiamo preso o estorto denaro: sfido chiunque a dimostrare il contrario». Tranquillità è anche la parola d’ordine del parlamentare di Trino: «E’ giusto che la magistratura verifichi. E confido che venga dimostrata la completa estraneità ad ogni accusa. Siamo tranquilli di non aver fatto nulla di cui poterci vergognare». Anzi, Rosso capovolge il concetto: «Questa è una vicenda legata a iniziative culturali di cui sono orgoglioso, che non credo possano aver creato scompensi di qualsiasi tipo».Tra le ipotesi d’accusa il peculato e la truffa per ottenere erogazioni pubbliche.

martedì 18 gennaio 2011

Il Coro di Crescentino, il tiro al piccione e il Silenzio


Nel Consiglio Comunale di oggi pomeriggio, su proposta di Fabrizio Greppi, anche il Coro Città di Crescentino diretto dal maestro Cortese è stato proclamato Gruppo di interesse comunale, dopo che il Maestro ha firmato una dichiarazione nella quale s'impegna a costituire una Associazione: il Coro diventerà una realtà stabile, come la Banda, della quale Emilio - nel frattempo molto tranquillo - ci ha raccontato in sala del Consiglio la storia che affonda i suoi inizi nell'800.
Bella serata, che pensavo esente per una volta (visto l'argomento unificante, la musica) dal Tiro al Piccione (io, il sindaco). Invece il Consigliere Speranza ha ritenuto che fosse il momento opportuno per rimproverarmi di aver "criticato la banda nell'occasione del concerto di Natale, fatta da volontari che sottraggono tempo alla loro vita".
Ohibò. Non son stata al concerto di Natale, ma al finale del pranzo della Banda, nel corso del quale ho suggerito - bonariamente - ai fiati di prepararsi di più. E' un'offesa? In vita mia, per mestiere, ho registrato le stonature di Liza Minnelli come di Ligabue, di Vasco o di Springsteen (capita, capita) e debbo stare zitta se sento una nota falsa quando nelle cerimonie ufficiali suona Il Silenzio?
Non mi risulta che si possa migliorare a forza di (finti) complimenti, magari quel musicista (di cui non so il nome, e non mi importa) farà qualche esercizio in più, che gioverà al suo percorso di passione, e lo farà maggiormente gradire quando si cimenta in pubblico.

Consiglio Comunale per la Banda, e per il coro Città di Crescentino

Oggi alle 17,30 (un'ora che il Ministero dei Beni Culturali ritiene congrua, tanto che ha chiesto a tutti i Consigli Comunali italiani di riunirsi oggi, e tutti proprio a quest'ora) ci riuniremo - Maggioranza e Opposizione - in Consiglio, nella sala del nostro Comune, dove vorremo riconoscere come gruppo d'interesse comunale l'Associazione Musicale Luigi Arditi, e proporremo di inserire nel bilancio di previsione 2011 la voce "Contributo per la valorizzazione delle attività del gruppo di Musica popolare e amatoriale".
Il provvedimento verrà poi inviato al Presidente del Tavolo Nazionale per la promozione della Musica Popolare e Amatoriale, presso il Ministero dei Beni Culturali.
A che cosa serve, questa piccola cerimonia? E' una specie di consacrazione per quei gruppi che operano sul territorio senza scopo di lucro, come accade alle Bande, e promuovono la nostra musica e partecipano alle manifestazioni ufficiali e non, nel corso dell'anno.
Con una lettera, il Ministero ci ha invitati a tenere un Consiglio dedicato, oggi alle 17,30, in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia.
La nostra banda verrà riconosciuta, come le altre dei Comuni che aderiscono all'iniziativa, di Interesse Nazionale.
E' un grazie a chi occupa il suo tempo libero all'interno di queste realtà, che fanno da colonna sonora alla vita di ogni comunità.
Ci è sembrata una bella cosa. Tanto più bella, quasi romantica, suona oggi, con le notizie che arrivano dai Tg, dove si racconta un'Italia del potere e della crapula che niente ha a che vedere con le persone normali, e con le difficoltà della loro vita di tutti i giorni.
(l'Emilio è agitatissimo: stai tranquillo, Emilio, andrà tutto bene)


martedì 11 gennaio 2011

Non è vero



Sono sbarcata a Caselle da Roma alle 19, e ho trovato sul cellulare un tot di chiamate inquietanti. Poi il mio vice Franco Allegranza mi ha raccontato di esser stato contattato da qualche addetto all'informazione locale: "Mi hanno detto che Paola Perego oggi su Raiuno ti ha chiesto se ti dimettevi, e tu hai detto Oh yes".
Risposta:
1) a Paola Perego non potrebbe importare di meno se io mi dimetta o no.
2) Non sarebbe comunque una notizia per nessuno, al di là del nostro territorio.
3) Paola Perego mi ha detto: "Ma è vero Marinella che tu oltre al tuo lavoro fai il sindaco in un posto che si chiama (e qui legge) Crescentino?"
4) Io rispondo: "Oh Yes"
5) E lei chiede: "Ma è più facile criticare, o essere criticati?"
6) Io ribatto: "Criticare, criticare".
Fine della conversazione su Crescentino, e ritorno al tema precedente per il quale mi trovavo lì.
In tutto, neanche 40 secondi.
Cara gente mia, il telefono senza fili funziona male, male proprio. Ricordatevene sempre.

lunedì 3 gennaio 2011

Addio ai sacchetti di plastica (ma si possono esaurire le scorte, e non si fanno pagare)

(Dal sole24ore.com)


Dal primo gennaio addio alle shopper, ma solo virtualmente. I negozianti infatti potranno esaurire le scorte, senza però far pagare i sacchetti ai clienti. Occhio allo scontrino: non dovrà più comparire la voce "Shopper". Il ministero dell'Ambiente e quello dello Sviluppo economico hanno già annunciato che saranno effettuati controlli per verificare "il rigoroso rispetto della normativa".
Dopo tre proroghe l'addio alle buste inquinanti entra nel vivo, anche se serviranno diversi mesi – forse anni – per farle scomparire del tutto. Qualcuno continuerà a portarsele dietro al supermercato, altri le useranno per la spazzatura oppure le getteranno nel cassonetto della differenziata riservato alla plastica, liberandosene definitivamente.
Vengono banditi tutti i sacchetti non rispondenti ai criteri fissati dalla norma tecnica comunitaria EN 13432. Lo stop alle shopper di plastica consentirà di mettere al bando le buste realizzate in polietilene, un materiale i cui tempi di degradazione vanno dai 100 ai mille anni. Al suo posto sono già arrivati materiali biodegradabili e quindi più ecologici.
Uno dei brevetti è italiano: si tratta delle shopper realizzate con l'amido. «Le buste biodegradabili, brevettate da un'azienda di Novara e prodotte ad oggi in 200mila tonnellate a Terni – spiega Mario Malinconico, dirigente di ricerca sulla chimica e le tecnologie dei polimeri dell'Ictp-Cnr a Pozzuoli - consentono il riutilizzo per più volte, reggono differenze termiche fino a 50 gradi, e quelle di ultima generazione sono così impermeabili da superare anche la prova-pioggia». Tuttavia, dopo circa sei mesi, sono a rischio strappo. «La normativa non lo prevede al momento – aggiunge l'esperto del Cnr - ma sulle buste biodegradabili andrebbero indicate data di fabbricazione e di scadenza, per garantire il consumatore, che tenderà a riutilizzarle».

sabato 1 gennaio 2011

.... e a seguire Buon Anno

Buon Anno alla mia Crescentino

Marinella




venerdì 24 dicembre 2010

Buon Natale

"Non c'è niente di più triste nel mondo che svegliarsi il giorno di Natale e non essere un bambino."
(E. Bombeck)

"Insegnami la dolcezza ispirandomi la carità, insegnami la disciplina dandomi la pazienza"
(S. Agostino)

"Eravamo così poveri che a Natale il mio vecchio usciva di casa, sparava un colpo di pistola in aria, poi rientrava in casa e diceva: spiacente ma Babbo Natale si è suicidato."
(J. La Motta)

"Il tacchino va bene per il Natale, ma il Natale non va bene per il tacchino"
(Achille Campanile)

"Il piccolo Gesù si alzò dalla mangiatoia, e vedendo tutte quelle pecore disse: Tanto non dormo"
(Flavio Oreglio)

(e non è vero che a Natale sono tutti più buoni...)
Tanti auguri a tutti i Crescentinesi da Marinella

martedì 21 dicembre 2010

L'Inferno, e il Paradiso

Dal "Buongiorno" di Massimo Gramellini, La Stampa 21 dicembre 2010


"Come biglietto di auguri natalizi, una lettrice ha spedito agli amici questa storiella edificante.

Un sant’uomo chiede a Dio di poter visitare l’inferno e il paradiso, possibilmente nell’ordine (preferisce il lieto fine). Dio lo conduce davanti a due porte chiuse e spalanca la prima.

Al centro della stanza spicca una tavola rotonda e al centro della tavola un pentolone da cui emana un profumo delizioso. Ma le persone sedute intorno alla tavola sono ridotte a scheletri. Ciascuna di esse ha un mestolo attaccato al braccio, lo tuffa nel recipiente per raccogliere il cibo e però poi non riesce a portarlo alla bocca perché il manico del mestolo è più lungo del braccio.

Che supplizio atroce, pensa il sant’uomo, compatendo gli affamati.

«Hai appena visto l’inferno», dice Dio e spalanca la seconda porta, quella del paradiso.

C’è una tavola rotonda al centro della stanza anche lì. Al centro della tavola un pentolone da cui emana lo stesso profumo. E le persone sedute intorno alla tavola hanno un mestolo attaccato al braccio che nessuna di esse riuscirà mai ad avvicinare alla bocca. Eppure sono ben pasciute.

«Non capisco», sbotta il sant’uomo.

«È semplice» - risponde Dio -. «All’inferno gli uomini muoiono di fame perché non pensano che a se stessi. In paradiso, invece, stanno tutti in salute perché ognuno mangia dal mestolo degli altri».

Questo apologo mi ha talmente toccato il cuore che avrei voglia di dare una mestolata a Gasparri".

Caro Prefetto, cari Consiglieri

Al Prefetto
Ai Consiglieri Comunali



OGGETTO: Convocazione Consiglio Comunale giorno 22/12/2010 ore 10,30

Le rimostranze di alcuni Consiglieri verso la prevista convocazione del Consiglio Comunale per il giorno 22/12/2010 alle ore 10,30 impongono almeno una riflessione.
Tutti noi siamo chiamati ad occuparci della cosa pubblica con serietà e impegno, per il bene della città e di coloro che la abitano.
Non tutti, però, dimostrano di avere ben chiaro questo obiettivo, essendo l’ufficio protocollo del Comune in permanenza invaso da interpellanze/interrogazioni/mozioni delle minoranze anche per questioni di minore importanza (es. perché è stato rimosso il cartello che vieta di andare in bici sotto i portici, o perché sia stato rimosso il Crocifisso dalla Sala Comunale e abbiamo poi scoperto che l’aveva tolto il Pedrale per una proiezione nella sera sullo stato di calamità), o di competenza non nostra ( es.la questione Profer che è invece di competenza della Regione) . Arrivano anche, sui computer del Palazzo Comunale, scambi di accuse e discussioni fra Consiglieri di opposizione che non sono materia dell’Amministrazione alla quale siamo chiamati: una confusione che denuncia leggerezza e scarsa consapevolezza istituzionale.
Vi ricordo che nella maggior parte dei casi, le questioni potrebbero essere risolte in altro modo (es. con una semplice segnalazione telefonica); vi ricordo che la richiesta di risposte, in sede consiliare, rischia di paralizzare l’attività amministrativa, in questa fase dell’anno nella quale sono richiesti atti imprescindibili per il funzionamento della macchina comunale (riorganizzazione uffici, Consigli Tributari, ecc.). Sacrificata com’è alla voglia di protagonismo di alcuni Consiglieri, la gestione delle sedute consiliari diventa estenuante e poco produttiva; il tono poi di alcuni scritti contribuisce a creare un clima di odio, finendo per parlare alla pancia delle persone del pubblico e non favorendo un serio confronto su questioni vitali per la collettività.
Ho richiamato più volte le SS.LL. ad una proficua collaborazione, pur da posizioni diverse, ma devo rilevare che la voglia di sterili polemiche da parte di alcuni ha il sopravvento sul dovere di bene adempiere al mandato conferitoci dalla nostra gente.
Nonostante la mia delusione per il comportamento di alcuni Consiglieri, l’ora fissata per il Consiglio è volta a consentire la risposta ad almeno una decina di richieste dei Consiglieri e ad affrontare le questioni amministrative all’ordine del giorno. Si ricorda che sono 19 fra interrogazioni e interpellanze, più due mozioni.
Tutti i Consiglieri richiedenti riceveranno una risposta ai loro quesiti anche se alla presenza di un pubblico meno numeroso.
Nel richiamare tutti ad un comportamento istituzionalmente più corretto e a toni più distensivi, nell’interesse generale, colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
La presente è inviata alla Prefettura di Vercelli per quanto di competenza.

P.S. Al termine del Consiglio siete tutti invitati a un brindisi augurale con i dipendenti, e che il Natale vi renda più buoni.

Crescentino lì, 15/12/2010
IL SINDACO
Dott.sa Marinella Venegoni

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CONVOCAZIONE CONSIGLIO COMUNALE
DEL 22 DICEMBRE 2010 - ORE 10,30
ADUNANZA STRAORDINARIA
SALA CONSILIARE
ORDINE DEL GIORNO

1) Interpellanza Lista Piolatto-Lega Nord – “Provvedimenti per il contenimento della popolazione dei piccioni terraioli al fine di limitare danni alle colture, ai fabbricati e monumenti e lotta alle zanzare”
2) Interrogazione del Consigliere Mosca su deposito dichiarazione dei redditi
3) Interrogazione del Consigliere Mosca su temperature nel plesso scolastico
4) Interrogazione del Consigliere Speranza su illuminazione pubblica in Via Viotti
5) Interrogazione Consigliere Speranza su messa in sicurezza campo di bocce
6) Interrogazione Consigliere Speranza su servizio Vigile Urbano in occasione dei Consigli Comunali
7) Interrogazione Lista Piolatto-Lega Nord “Area con presenza di nomadi in Strada Torino – situazione residenti e non”
8) Interrogazione del Consigliere Mosca su lavori Asilo Comunale e varie
9) Interpellanza del Consigliere Mosca su intenzioni dell’Amministrazione opere di adeguamento campo nomadi in assenza di finanziamento regionale
10) Interrogazione Consigliere Greppi su produttività, progressioni, responsabili 2011 e programmazione personale
11) Interrogazione Consigliere Greppi su progetto PROFER
12) Interrogazione Consigliere Mosca su giorno di chiusura esercizi commerciali
13) Interpellanza Lista Piolatto-Lega Nord “Deliberazione G.C. 237/2010: Incarico per consulenza tecnica in ambito urbanistico ambientale sito denominato ex Teksid
14) Interrogazione della lista Crescentino Ricomincia - Gian Maria Mosca su iniziative per rilancio commercio e manifestazioni e su creazione negozi nel centro commerciale di Via Viotti
15) Interrogazione Consigliere Greppi su incarico a ditta esterna per valutazione carichi di lavoro dipendenti
16) Interrogazione Consigliere Greppi su pagamento straordinari ai dipendenti in occasione CHICOBUM Festival
17) Interrogazione Consigliere Greppi su procedimento di VIA località Lignola
18) Interrogazione Consigliere Greppi su centro commerciale Via Viotti
19) Interrogazione Consigliere Mosca su rimozione cartelli divieto di transito in bici sotto i portici
20) Interrogazione Consigliere Greppi su rimozione crocefisso in sala consiliare
21) Mozione della lista Piolatto-Lega Nord “Sostegno al popolo Veneto”
22) Mozione della lista Crescentino Ricomincia su riscaldamento all’interno del plesso scolastico
23) Approvazione del Piano Esecutivo Convenzionato Residenziale denominato PECR RSc64
24) Approvazione della variante al Piano Esecutivo Convenzionato Produttivo denominato PECP “La Siderurgica”
25) Convenzione per il Servizio Tecnico Manutentivo tra i Comuni di Crescentino e Brusasco - Rinnovo
26) Convenzione Crescentino- Lamporo per il servizio associato di trasporto scolastico
27) Nuovi criteri generali sull’ordinamento degli uffici e dei servizi e sulla performance e trasparenza attuazione dei principi generali dettati dal D.Lgs 27/10/2009 n. 150
28) Richiesta Consigliere Mosca integrazione verbale C.C 76 in data 18/11/2010

venerdì 17 dicembre 2010

Lettere

Ci si scrive, e si scrive molto in questo periodo di Amministrazione nel quale sembra che si debbano scoprire chissà quali sepolcri. La scrittura è un utile esercizio di chiarimento e confronto di idee, sempre se si è in buona fede, ciascuno con le proprie ragioni e non solo con l'idea di partenza di fare nero l'avversario.

Così, ho letto il comunicato del Consigliere Piolatto che troverete qui sotto, e ho pensato bene di rispondere con la precisazione che segue.

Comunicato Stampa di Riccardo Piolatto
Mai come in questi ultimi mesi è emerso in modo così chiaro il fallimento politico “Venegoni”.
La Sindaca si è candidata con l’ambizione di ricompattare la sinistra crescentinese, doveva essere la salvezza della sinistra tutta, il leader unico ed indiscusso: il risultato è stato quello di aver sfasciato il “carrozzone” di sinistra da Lei creato e sostenuto.
La sua missione politico-amministrativa è fallita, ed è fallita a causa delle ormai troppe imposizioni da Soviet del Partito Democratico, che di democratico non ha assolutamente più nulla.
L’ultima iniziativa, ignobile, del PD è quella di aver distribuito un volantino con su scritto a caratteri cubitali rossi “Pino Rotondo dimettiti”: nemmeno la peggior dittatura rossa era mai arrivata a tanto.
Nel Consiglio Comunale di lunedì abbiamo sentito un discorso leale e, trasparente da parte del neo capogruppo Rotondo (gruppo Consiliare Ambiente e Società), che ha avuto il coraggio di esprimere il proprio modo di pensare e di valutare le scelte amministrative ed ha manifestato la volontà di continuare a sostenere la maggioranza: peccato che il Sindaco non ci abbia pensato neanche due secondi a voltare loro le spalle, affermando: “La maggioranza è costituita da nove persone”, lasciando ovviamente ad intendere che Rotondo, Gallo e Angelone sono stati messi alla porta.
La nostra solidarietà ai suddetti consiglieri, di cui si è lesa anche la dignità, è totale.
Quella di Venegoni si dice un’amministrazione di sinistra, ma in realtà non è un’amministrazione progressista, mentre rappresenta il più bieco Stalinismo che mai nella storia abbia okkupato Crescentino, se neppure una volta, una sola volta fino a prova contraria, si può manifestare un parere diverso dai capi, come è accaduto a Rotondo.
La storia si ripete: sono trascorsi tredici anni dal primo mandato Venegoni e già a quel tempo lei ne uscì con “le ossa rotte”; oggi a distanza di diciotto mesi dal suo insediamento è ridotta peggio di allora, dal punto di vista amministrativo non “ne ha azzeccata una” ed ha sbancato le casse comunali, tra zingari e Chicobum; dal punto di vista politico peggio che mai.
Spero però che negli anni sia maturata e che, per il bene della sinistra stessa ma soprattutto dei crescentinesi, si renda conto che è giunto il momento di dimettersi e non trascinare nel barato Crescentino con i suoi cittadini.


Risposta di Marinella Venegoni

E' cominciata la campagna elettorale? Vedo che il geom.Piolatto la butta sul partitico, mentre com'è noto la nostra era (ed è) una lista civica, che certo si rifà ai valori e ai principi di Centro-Sinistra, ma è anche popolata di persone senza alcuna tessera.
Come sindaco, non ho ricevuto nessuna imposizione dal PD, e anzi mi scuso se qualche volta sorrido in Consiglio Comunale, ma le descrizioni di tetra burocrate che vengono fatte di me (è successo quando si è dimesso Ratto da assessore, a causa di una promozione sul lavoro) non corrispondono per nulla alla mia persona. Giova ricordare che non sono un politico, ma una cittadina innamorata della propria città che si è messa in gioco e ha vinto le elezioni, tutto lì. Non cerco altre poltrone perché questa basta e avanza, non ho la colla sulla sedia, cerco di fare il mio dovere finché mi sarà possibile, poi tornerò al mio mondo che è molto più lieto di quello delle piccole beghe che diventano macigni, e delle antipatie personali che rovinano la vita ma non c'entrano nulla con l'amministrare.
Ho parlato di una maggioranza di nove, solo perché quello è il numero certo, ma non smetterò di confrontarmi con i transfughi. Certo, mi dispiace che Pino Rotondo abbia votato con la minoranza sulla richiesta di VAS per la Mossi&Ghisolfi: perché, come ho spiegato in Consiglio, la VAS è decisa dai tecnici; e se capisco che la minoranza utilizzi ogni mezzo (anche inutile) per contrastarci, non capisco perché proprio lui non abbia chiesto a me personalmente più delucidazioni prima del voto, almeno. Mi dispiace anche che Dario Gallo non abbia partecipato al voto sul progetto del campo provvisorio dei Nomadi, essendo questo un problema culturale che pensavo nelle sue corde. Ma sono solo dispiaceri passeggeri, e spero che il dialogo prosegua e, chissà, si possa recuperare una collaborazione.
E poi, caro Piolatto, io dal primo mandato non sono uscita con le ossa rotte: lei era piccolo, gliela avranno contata non giusta. Ho avuto la maggioranza (i soliti nove) fino all'ultimo, 13 luglio 1999. Quello che era rotto erano le scatole, semmai, tant'è che non mi sono candidata più, avendo già un mestiere. Perché Crescentino è una cittadina difficile, e molto litigiosa e sospettosa. E' poi vero che dopo dieci anni mi ero dimenticata di tutto, e vedendo il mio paese così malconcio, immobile, cadente, ho pensato di rimettermi in gioco. Bella idea, no?
Le casse comunali non sono sbancate, il Chicobum è finito male ma adesso tutti fingete di dimenticarvi che tutta la città ha visto GRATIS due grandi concerti di gruppi di un livello che difficilmente si vedrà più sul nostro amato suolo. In quanto ai ROM, aspettiamo che la Regione esamini la richiesta di finanziamento che abbiamo chiesto per il campo. Per ora, abbiamo dato loro un tetto provvisorio per l'inverno con l'aiuto della Protezione Civile, un atto umanitario del quale vado fiera, come vado fiera che nessuna delle numerose famiglie sfrattate con bambini sia finita in mezzo alla strada, ma abbia trovato asilo negli appartamenti affittati all'uopo dal Comune.
E comunque, si rassegni il Consigliere Piolatto. Io a dimettermi non ci penso nemmeno, e la mia città (che è anche la sua) non è affatto nel baratro, come egli ben sa. Che facciamo, lo sport delle elezioni ogni anno, che com'è noto non sono gratis? Con i tempi che corrono? Con i comuni svuotati di risorse e bloccati, come spiego altrove, dalla legge Tremonti? Bisognerebbe anche che trovaste parole e suggerimenti nuovi, voi che da grandi volete fare i politici veri. Possibilmente senza prendere esempio da Roma, in questo periodo...
Marinella Venegoni

martedì 14 dicembre 2010

Comuni italiani "commissariati" da Roma

(si rammenta che non si accettano commenti anonimi)

(Da "La Stampa" del 13-12-10)



Il Lombardoveneto è il fronte avanzato degli enti locali in sofferenza. Comuni mediamente virtuosi falcidiati da tagli lineari, uguali per tutti, senza alcun meccanismo di premialità. Ad eccezione di un fondo da 200 milioni istituito con la manovra correttiva di luglio da assegnare ai cosiddetti «virtuosi», ancora in attesa del decreto del Viminale che deve fissare i criteri di ripartizione.
Ma sono le casse di tutti i comuni d’Italia ad essere miseramente vuote. L’ordine di scuderia è chiaro: risparmiare, tagliare, razionalizzare. L’altro giorno la Conferenza stato-città ha dato luce verde al rinvio dei termini per chiudere i bilanci preventivi, che slittano dal 31 dicembre al 31 marzo. Per gli oltre ottomila sindaci del Belpaese si prospetta infatti un Natale tremendo, da festeggiare nella più completa austerità: che potrebbe sfociare nella povertà più nera. Nel 2011, oltre a subire 1,5 miliardi di euro di tagli nei trasferimenti erariali da Roma, dovranno contribuire per circa 1,8 miliardi di euro al rispetto del Patto di stabilità. Inoltre sui Comuni finirà per scaricarsi la riduzione dei trasferimenti statali alle Regioni.
Peserà, a cascata, la scure che è calata sul Fondo nazionale per le politiche sociali (nel 2011 scende a 75,2 milioni di euro dai 380,2 del 2010), sul Fondo delle politiche per la famiglia (52,4 milioni dai 100 di quest’anno) e sul Fondo di sostegno all’accesso abitativo in locazione (sforbiciato a 33,5 milioni dai 143,8 del 2010).
Insomma un moria di risorse straordinaria, profonda, inesorabile. Una correzione finanziaria richiesta sul biennio 2011-2012 che appare sproporzionata in termini assoluti e incoerente con il livello di avanzo già raggiunto da tutti i territori. Sono l’ultimo argine di un Paese slabbrato in cui ogni emergenza finisce per atterrargli addosso: dalla gestione degli extracomunitari alle crisi industriali, dalle alluvioni alla monnezza che negli ultimi anni ha tanto fatto parlare di sé.
Eppure la cura da cavallo non è ancora bastata: oltre un terzo dei Comuni italiani nel prossimo anno dovrà realizzare un ulteriore taglio della spesa superiore al 10%, nonostante il contributo dei municipi al miglioramento dei saldi di finanza pubblica nell’ultimo quinquennio sia stato di 4 miliardi contro un passivo dell’intera Pubblica amministrazione pari a 32 miliardi.
Il risultato, negli ultimi 5 anni, è stato un calo drastico della spesa per investimenti (-13,6%) e la svendita di pezzi del territorio per tamponare il taglio dei trasferimenti. Una droga abusata e pericolosa. Il 55% dei Comuni italiani raggiunge l’equilibrio di bilancio grazie all’« aiutino» degli oneri di urbanizzazione, che vale in termini cumulativi circa 3 miliardi di introiti straordinari l’anno. Per ottenere il pagamento degli oneri, però, bisogna dare permessi per costruire: e non è bello che un Comune decida su materie come questa con l’acqua alla gola dal punto di vista delle finanze.
Fino ad oggi s’è usata la solita ciambella di salvataggio, che si è concretizzato in una deroga rinnovata di Finanziaria in Finanziaria con la quale si è sempre permesso ai Comuni di utilizzare tre quarti del cash per finanziare la spesa corrente. Quest’anno la manovra di stabilità non prevede più la deroga, ma le parti stanno trattando ed è possibile che possa rientrare al fotofinish nel Milleproroghe. Sullo sfondo, resta il miraggio del federalismo fiscale. Ma anche su questo fronte i Comuni non si fanno troppe illusioni, non almeno per risolvere i loro problemi nell’immediato. Con la scusa dell’autonomismo di domani, oggi - nel tempo dell’attesa - si ri-centralizza tutto. La leva fiscale dei Comuni resterà tassativamente (ironia della sorte) bloccata fino al 2014. Per ora, si lamenta malinconico, il presidente dell’Anci Sergio Chiamparino, «siamo
commissariati». [M. ALF.]

lunedì 13 dicembre 2010

Lo stato di calamità di Ferragosto? Mistero



Per il 14 dicembre sera il PDL ha chiesto la sala del Consiglio Comunale per un incontro con la cittadinanza. All'ordine del giorno, la dichiarazione di Stato di Calamità per gli eventi alluvionali di Ferragosto, da parte della Regione. Sarà presente l'assessore regionale Cavallera, e Luca Pedrale, che è il deus ex machina dell'operazione.
Di quest'incontro con la cittadinanza abbiamo saputo dal mitico blog di Mauro Novo. Solo stamattina, lunedì, è arrivato all'Amministrazione un invito a partecipare all'incontro.
Ma c'è un ma. In Comune non risulta alcun arrivo di documentazione ufficiale in proposito: leggasi che lo Stato di Calamità non è ufficiale, dunque niente potremo dire ai cittadini che verranno ad informarsi, avendo sentito parlare di quest'incontro.
Si può? No che non si può.
Quando si passa dal piano istituzionale a quello dei partiti, che fanno politica per conto proprio, è il caos. Tocca accettare che le Istituzioni vanno rispettate, e informate. Perché rappresentano la collettività: anche se chi è stato eletto non ci piace.

martedì 7 dicembre 2010

Ciao Oscar


Oscar Nepote Bernardon, sindaco di Fontanetto, se n'è andato ieri a soli 49 anni, dopo una lunga battaglia contro una malattia che alla fine non gli ha lasciato scampo. Era un combattente: soltanto la scorsa settimana, aveva voluto essere presente al Consiglio Comunale, nonostante fosse visibilmente sofferente.
Era innamorato del suo mestiere di sindaco, che faceva da quasi dieci anni. Un mestiere che richiede nervi saldi, nel quale ogni giorno puoi trovare uno che ti dice o ti scrive che non capisci niente, che ce l'hai con lui o con un altro, che non ci sai fare e via discorrendo. Un mestiere non facile, che mette alla prova i migliori caratteri, lasciando poco tempo per occuparsi di sé.
Non so di che partito fosse, o se ne avesse uno, ma qui non ci importa nulla. E' stato uno che ha molto lavorato per la riqualificazione del suo Paese e per la cultura, fino alle manifestazioni di questi giorni in nome di Viotti, con il concerto di martedì 7 dicembre di Antonella Ruggiero che è poi stato rinviato, per lutto.
Ciao Oscar.

venerdì 3 dicembre 2010

Napolitano e la solidarietà



"La solidarietà è scritta nella Costituzione, è un dovere ma è anche una grande fonte di soddisfazione per chi la pratica. Ed è importante che siano tanti a praticarla nel nostro Paese"
Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica
3 dicembre 2010

mercoledì 1 dicembre 2010

Gentilezza antidoto alla crisi

Da La Repubblica del 30-11-10
Voglia di Gentilezza/Antidoto alla crisi



BASTA con gli insulti e il disprezzo. All' epoca della crisi, in un tempo brutale e rude, molti invocano (e praticano) un ritorno della gentilezza. Dolcezza, pazienza, educazione, cortesia, galateo, capacità di chiedere scusa, attenzione all' altro... È una sorta di decalogo dei valori un po' desueti, un "piccolo mondo antico" che torna alla ribalta.
E che quest' anno è stato celebrato il 13 novembre, nella Giornata Mondiale della Gentilezza, persino dai manager, categoria che fin qui non aveva mai aderito. D' altra parte questa giornata è la punta dell' iceberg di una mobilitazione più generale, il World Kindness Movement, nato a Tokyo nel 1997 e poi diffusosi negli Stati Uniti e in Europa. Una "voglia di tenerezza" ormai rivendicata e osannata. Celebrata anche da El País che ha trasformato in simbolo Vicente del Bosque, tecnico campione del mondo della nazionale di calcio spagnola, scelto per le sue virtù di "leader mite".
Torna così un modello che sembrava definitivamente perso negli ultimi decenni, quando coach, esperti in comunicazione e manager di ogni tipo invitavano a non cadere nella trappola della gentilezza.
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Ho letto questo inizio di articolo così rinfrancante, e mi è venuto in mente l'inizio di una interrogazione nel Consiglio dove non c'ero che cominciava così:
"Egregio Signor Taverna, visto il settore nel quale le è stata conferita delega dopo il rifiuto di altri in via primaria interpellati dal sindaco....". Etc etc.

E a parte il fatto (non ininfluente) che io a Pino Rotondo avevo solo chiesto (gentilmente) se voleva fare l'assessore, e non l'assessore all'Ambiente perché per lui avevo altri programmi, mi sono chiesta: Arriva un nuovo assessore, un ragazzo di 27 anni (in un momento storico nel quale i ragazzi si allontanano dalla politica), è al suo debutto, ed è questo il benvenuto? Dirgli subito che la sua scelta è stata una soluzione di ripiego? (che tra l'altro non era nemmeno vero?).
Posto che in Consiglio Comunale la regola è guardarsi in cagnesco fra parti in causa (che ormai sono tante) oppure annoiarsi come di fronte a un canale tv sbagliato, non si potrebbe almeno, prima di tentare di sbranarlo, augurargli buon lavoro, salvo poi trovarsi fieramente a discutere su fronti opposti?
E' giusto che il conflitto personale si confonda con le diversità di posizioni? Questo è un tema scottante, in questi giorni.
E non è meglio che la forma della cortesia abbia un suo spazio, anche per alleggerire la pesantezza (spesso) del confronto?
E se la gentilezza, poi, è anche antidoto alla crisi, come dice questo articolo, perché almeno non provarci?