Di Gabriele Massa
"In questi giorni che precedono la presentazione delle liste elettorali, ho fatto ogni possibile tentativo per tentare di ricomporre attorno a un progetto unitario tutte le componenti della nostra città che possano riconoscersi in un
programma dove forze politiche e uomini e donne della società civile impegnino la loro intelligenza e la loro passione al servizio dell'interesse comune.
In questo tentativo, ho avuto appoggi e sostegni che mi hanno inorgoglito per la fiducia e la disinteressata disponibilità che mi manifestavano. Ho ringraziato, e ne ho tratto forza per continuare ancora nel mio tentativo, sperando che la ragione prevalesse alla fine sulle ambizioni personali che
sembravano marcare altri tentativi.
L'insistenza ed il forte appoggio creatosi attorno alla mia figura mi spingono a rompere ogni indugio, e a presentare pubblicamente la mia candidatura al ruolo di Sindaco della nostra città. Sono consapevole che, nel degrado della politica che ha creato tanta profonda frattura tra la vita di
tutti noi e l'esercizio delle istituzioni, diffidenza e scetticismo possono seguire il progetto di chi dichiara apertamente di non avere altra ambizione che quella di mettersi al servizio della città; ma è tempo che ciascuno di noi assuma responsabilità e non si fermi alla manifestazione del disgusto per una
pratica che spesso, non solo a destra ma anche a sinistra, ha come unico obiettivo la conquista del potere.
La vita politica di Crescentino non deve più sopportare le solite figure del potentato locale. Deve rinnovarsi profondamente, come già sta avvenendo a livello nazionale. Questo cambiamento sta nelle mani nostre, di tutti noi, di
noi giovani, delle donne, degli uomini che vogliono sostituire l'amarezza con la speranza. Spero che questo tentativo possa diventare una piattaforma che in un dialogo costruttivo recuperi gruppi politici e componenti sociali che paiono
orientati verso altri progetti. Ci guiderà tutti l'impegno a servire il nostro paese".
lunedì 31 marzo 2014
domenica 30 marzo 2014
Benvenuta Anne Hidalgo
Anne Hidalgo, 54 anni, socialista. Primo sindaco donna di Parigi.
Benvenuta!!
Benvenuta!!
Il successo e l'ambizione
Il successo è l'arte di passare da un fallimento all'altro senza perdere l'entusiasmo
Winston Churchill
L'ambizione è l'ultimo rifugio del fallito
Oscar Wilde
Winston Churchill
L'ambizione è l'ultimo rifugio del fallito
Oscar Wilde
venerdì 28 marzo 2014
Per chi avesse dimenticato
Copio dal blog di Mauro Novo, senza chiedere permesso, una missiva del 18 febbraio scorso che a me stranamente non fu mandata, per chi si fosse dimenticato quel che è successo negli ultimi 40 giorni.
Egregio Mauro Novo
Credo che sia giunta l’ora di fare un po’ di chiarezza in merito alle esternazioni della Sindaca in privato ed in pubblico riportate anche da un giornale in data 1 febbraio u.s.
E’ doveroso riconoscere che nel 2009 la lista civica “AMARE CRESCENTINO” di fatto non ha vinto le elezioni comunali, ma sono state perse dal centro destra per le divisioni Greppi – Piolatto/Tasso. Di questo sarebbe stato opportuno tenerne conto ed amministrare ricercando il dialogo e condividendo le scelte con coloro che avevano avuto il coraggio di differenziarsi, anche se tardivamente, dalla politica catastrofica della giunta Greppi e con tutti coloro che in questi anni hanno fatto un’opposizione costruttiva sui contenuti.
In quell’occasione i voti portati dal PD alla lista “AMARE CRESCENTINO” in base alle preferenze dei candidati sono stati il 61% del totale, indipendenti di area PD il 7%, Rifondazione comunista il 6%, Italia dei valori il 4%, gruppo Sellaro il 9%, Comunisti italiani il 4% e solo il 9% dai candidati proposti da Marinella Venegoni. Dire che il PD amministra grazie alla sindaca è un atteggiamento sleale, non veritiero e privo di senso.
Gli assessori ed i consiglieri del PD hanno amministrato con serietà ed impegno cercando di fare tutto ciò che era umanamente e tecnicamente possibile in base alle deleghe ricevute (strada della stazione, giardino infermeria S. Spirito, recupero degli immobili comunali, rotonde in via Po, allargamento strade dei Galli e del Monte, piazza impianti sportivi, recupero e illuminazione di viali e giardini, piazza del municipio, asfaltatura di strade del centro e delle frazioni, piste ciclabili, illuminazione a risparmio energetico, impianti fotovoltaici, manutenzione straordinaria alle scuole, assistenza, trasporti, tasse comunali , ecc..). Bene hanno pure operato l’assessore alle manifestazioni e tempo libero avendo avuto a disposizione in 5 anni circa € 300.000 cosa mai avvenuta prima e l’assessore all’ambiente nella gestione del passaggio della raccolta rifiuti a sistema porta a porta. Tutto ciò mantenendo le tasse quasi al minimo e comunque molto più basse dei comuni vicini senza indebitare il Comune.
Gli amministratori del PD al loro interno hanno avuto anche discussioni vivaci quando sono stati chiamati a dover decidere su proposte della Sindaca non da tutti condivise o peggio ritenute da molti cittadini inutili o dannose ( Chico Bum – campo nomadi strada Torino – modalità assegnazione alloggi in emergenza abitativa – progetto ristrutturazione municipio – assenza di politiche per il rilancio del commercio ed infine la pessima gestione della variante al piano regolatore). La decisione finale è stata sempre e comunque di sostenere con lealtà la Sindaca anche quando non ne condividevano le proposte.
Crescentino ha la fortuna di avere il primo impianto al mondo di bioetanolo ricavato da prodotti non alimentari. Questo impianto ha portato alle casse comunali circa sei milioni di euro che hanno permesso l’esecuzione dei lavori indicati precedentemente e che sono sotto gli occhi di tutti, un milione di euro sono pure serviti nei vari bilanci a contenere le tasse e quindi a dare un risparmio ai cittadini ed alle imprese. Questo impianto inoltre sta dando lavoro a più di 60 residenti a Crescentino oltre all’indotto, ha dato una boccata di ossigeno a parte del commercio ed a coloro che danno in affitto appartamenti. Gli amministratori del PD e quelli vicini a loro (Ratto, Malara,Allegranza, Casa e Graziano) hanno fatto questa scelta da subito, altri, in primis la Sindaca, erano contrari o avevano tutte le loro perplessità. Vi ricordate quando la Sindaca in Consiglio Comunale ha dichiarato che prima di dare il suo consenso sarebbe andata nel Minnesota a sentire gli odori? Quali odori se in quel luogo come in tutto il resto del mondo non c’erano e non ci sono ad oggi impianti di questo tipo.
Personalmente ho avuto l’onore e l’onere di essere Vicesindaco, pur con errori, ho fatto tutto il possibile per onorare questo incarico, sono e sono sempre stato presente in municipio rinunciando a ferie ed impegni famigliari e personali, ho ascoltato tutti (decine di persone alla settimana di tutte le categorie e ceti sociali), ho dialogato con tutti, amici ed avversari politici , mi sono assunto colpe anche quando non ne avevo, ho dovuto in molte occasioni fare il sindaco anche senza esserlo per le continue assenze, poca disponibilità o incapacità della Sindaca nel saper affrontare e risolvere i problemi. Sono sempre stato leale nei suoi confronti , quando non ero in sintonia con le sue proposte ho sempre manifestato in modo chiaro il mio dissenso perché questa è la democrazia, ma mi sono sempre allineato ai voleri della maggioranza perché questo è il compito di chi sta in un gruppo di persone. Credo di aver raggiunto tutti gli obiettivi che mi erano stati richiesti in riferimento alle deleghe assegnate (bilancio e finanze, Lavori pubblici, manutenzione e patrimonio, viabilità e protezione civile). In cambio invece di ricevere qualche ringraziamento ho ricevuto dalla Sindaca insulti, denigrazioni e umiliazioni in pubblico ed in privato. In una riunione ufficiale ho pure ricevuto in faccia, dalla signora del bon-ton, un pacchetto di sigarette.
Pur con tutte le difficoltà è stata un’esperienza positiva.
Si poteva fare di più con gli stessi impegni finanziari, farlo meglio, con meno lavoro e meno polemiche, ma comunque Crescentino credo che abbia avuto, da questa amministrazione, dei benefici.
Per fortuna sta terminando questo “incubo” e già si intravvede la luce in fondo al tunnel. Verso fine Maggio ci saranno le elezioni e i cittadini decideranno che amministrazione dare alla città per i prossimi cinque anni.
Non ho ancora deciso se sarò candidato e in che forma (sindaco o consigliere). Da più parti, da molti cittadini e da tutto il direttivo del PARTITO DEMOCRATICO ho ricevuto l’invito a ricandidarmi. Sono molto grato a tutti per gli atti di stima e riconoscenza ricevuti.
La dott.ssa Venegoni continua, in modo provocatorio, a richiedere le elezioni primarie del centrosinistra. Le primarie si fanno per confrontare candidati e proposte programmatiche alternative che ad oggi non ci sono . Altrimenti non hanno senso se servono solo per misurarsi all’interno dello stesso partito, finendo per aumentare la litigiosità.
Se c’è qualcuno che ritiene di proporre soluzioni migliori di quelle del PD prego, si faccia avanti. Inoltre qualora decidessi di essere candidato sarei molto onorato di potermi confrontare alle primarie con la dott.sa Venegoni.
Cordialmente
Franco Allegranza
Vice sindaco di Crescentino Crescentino: 14 febbraio 2014
Il nuovo candidato sindaco di Crescentino è di Verrua Savoia
Radio Portici ha trasmesso la fatale notizia. Franco Allegranza candidato sindaco di Crescentino per il PD, Magda Balboni con lui con la promessa del vicesindaco (ché, in caso di vittoria, almeno la donna stia finalmente di sotto). Una lista di intesa con i moderati, è evidente, che farà fiorire almeno un paio di liste a sinistra e asfalterà la strada alla destra.
Per me, Marinella Venegoni, è uno schiaffo sonoro. Il PD del mio paese, con il quale ancora per qualche settimana sono al governo della città, ha indicato come candidato sindaco una persona di Verrua Savoia e fin lì amen, ma una persona scorretta, che ha violato la mia fiducia approfittando di una mia assenza per lavoro per dire delle cose tremende su di me, su tutti i giornali, in vista dei propri traguardi che ora si concretizzano. Uno che ha dato i voti a tutti i suoi colleghi assessori, in questa specie di succursale dell'Italcardano di cui eravamo tutti dipendenti in Municipio.
Non sarà mica un caso che nessuno della mia lista, tranne credo Graziano e Casa, abbia voluto candidarsi con lui in questa tornata.
Molti auguri alla prof. Magda Balboni, e stia attenta alla sua salute.
Per me, Marinella Venegoni, è uno schiaffo sonoro. Il PD del mio paese, con il quale ancora per qualche settimana sono al governo della città, ha indicato come candidato sindaco una persona di Verrua Savoia e fin lì amen, ma una persona scorretta, che ha violato la mia fiducia approfittando di una mia assenza per lavoro per dire delle cose tremende su di me, su tutti i giornali, in vista dei propri traguardi che ora si concretizzano. Uno che ha dato i voti a tutti i suoi colleghi assessori, in questa specie di succursale dell'Italcardano di cui eravamo tutti dipendenti in Municipio.
Non sarà mica un caso che nessuno della mia lista, tranne credo Graziano e Casa, abbia voluto candidarsi con lui in questa tornata.
Molti auguri alla prof. Magda Balboni, e stia attenta alla sua salute.
martedì 25 marzo 2014
Risicoltori, una serata per voi il 27 marzo
In Sala Consiglio del Palazzo Comunale, giovedì 27 marzo
alle 20,45, a cura del prof. Vito Barone
alle 20,45, a cura del prof. Vito Barone
LO SVILUPPO DELLA RISICOLTURA TRA PROGRESSO TECNOLOGICO ED ORIENTAMENTO AL MERCATO.
"Alla luce delle criticità emerse dall’evoluzione del contesto socio-economico e delle fragilità strutturali presenti nel sistema, l’intervento mira ad analizzare le opportunità di rilancio della risicoltura connesse, da un lato, al progresso tecnologico, inteso come leva in grado di influire non solo sull’andamento delle performance economiche aziendali ma anche come strumento per il miglioramento dell’impatto ambientale dei processi; dall’altro, all’evoluzione dei mercati, laddove la consapevolezza dei meccanismi che guidano le scelte del consumatore, unitamente alla ricerca di nuove opportunità di integrazione al reddito attraverso l’implementazione di modelli d’impresa multifunzionale, diventano un presupposto indispensabile per il conseguimento di una strategia efficace e sostenibile".
domenica 23 marzo 2014
Un uomo pieno di sé
"Un uomo pieno di sé è sempre vuoto"
(Charles Régismanset)
La superbia è la ferma convinzione del proprio superiore valore; la vanità invece è il desiderio di suscitare negli altri tale convinzione, per lo più accompagnata dalla segreta speranza di farla diventare una convinzione propria. Per conseguenza la vanità rende loquaci, la superbia silenziosi" (Arthur Schopenhauer)
(Charles Régismanset)
La superbia è la ferma convinzione del proprio superiore valore; la vanità invece è il desiderio di suscitare negli altri tale convinzione, per lo più accompagnata dalla segreta speranza di farla diventare una convinzione propria. Per conseguenza la vanità rende loquaci, la superbia silenziosi" (Arthur Schopenhauer)
mercoledì 19 marzo 2014
Gabriele Massa e le Elezioni Amministrative 2014
Di Gabriele Massa
Ripetutamente, e con una insistenza per la quale esprimo gratitudine, sono stato sollecitato ad aderire a vari progetti elettorali di forze della società che si richiamano alla storia della sinistra riformista. Ho chiarito a tutti che ero restio a impegnarmi ancora nella contesa amministrativa, per ragioni familiari e di lavoro, e che comunque una mia eventuale, ultimativa, disponibilità sarebbe stata vincolata da due principi irrinunciabili.
Il primo è la formazione di una lista di candidature che esprimano quel desiderio di rinnovamento della politica che sta attraversando la nostra società con un dinamismo irresistibile, e che, se ha avuto già un suo riscontro a livello nazionale, non è riuscito ancora a manifestarsi a livello locale, dove tutti i tentativi che si stanno rappresentando nei media - a destra come a
sinistra - rivelano purtroppo le vecchie stanche attitudini di ambiziosa conquista personale del potere cittadino. Non sono perciò disponibile a un progetto di
quel tipo, che frantumerebbe le liste e i voti.
Le vecchie figure che popolano le pagine dei giornali - vecchie per concezione della gestione politica e/o anche per anagrafe - ripetono i riti di sempre, insensibili a quanto invece è cambiato il sentimento dei nostri concittadini verso la politica. Il risultato del voto espresso a Crescentino alle primarie del Pd, lo scorso anno, con una vittoria netta della candidatura di Renzi,
dovrebbe essere pedagogico per tutti gli aspiranti candidati, quali che siano i partiti ai quali essi possano esprimere adesione.
Il secondo principio è che una lista unitaria - nella quale sono disponibile a cimentarmi come candidato sindaco - deve manifestare la volontà di una continuità con l'impegno che l'amministrazione tuttora in carica aveva espressamente proclamato (e dove io mi sono sempre riconosciuto), e cioè che l'assunzione di una responsabilità amministrativa è dettata unicamente da spirito di servizio verso la città e mai da ambizioni - pur legittime - di conquista di un potere personale.
Ripetutamente, e con una insistenza per la quale esprimo gratitudine, sono stato sollecitato ad aderire a vari progetti elettorali di forze della società che si richiamano alla storia della sinistra riformista. Ho chiarito a tutti che ero restio a impegnarmi ancora nella contesa amministrativa, per ragioni familiari e di lavoro, e che comunque una mia eventuale, ultimativa, disponibilità sarebbe stata vincolata da due principi irrinunciabili.
Il primo è la formazione di una lista di candidature che esprimano quel desiderio di rinnovamento della politica che sta attraversando la nostra società con un dinamismo irresistibile, e che, se ha avuto già un suo riscontro a livello nazionale, non è riuscito ancora a manifestarsi a livello locale, dove tutti i tentativi che si stanno rappresentando nei media - a destra come a
sinistra - rivelano purtroppo le vecchie stanche attitudini di ambiziosa conquista personale del potere cittadino. Non sono perciò disponibile a un progetto di
quel tipo, che frantumerebbe le liste e i voti.
Le vecchie figure che popolano le pagine dei giornali - vecchie per concezione della gestione politica e/o anche per anagrafe - ripetono i riti di sempre, insensibili a quanto invece è cambiato il sentimento dei nostri concittadini verso la politica. Il risultato del voto espresso a Crescentino alle primarie del Pd, lo scorso anno, con una vittoria netta della candidatura di Renzi,
dovrebbe essere pedagogico per tutti gli aspiranti candidati, quali che siano i partiti ai quali essi possano esprimere adesione.
Il secondo principio è che una lista unitaria - nella quale sono disponibile a cimentarmi come candidato sindaco - deve manifestare la volontà di una continuità con l'impegno che l'amministrazione tuttora in carica aveva espressamente proclamato (e dove io mi sono sempre riconosciuto), e cioè che l'assunzione di una responsabilità amministrativa è dettata unicamente da spirito di servizio verso la città e mai da ambizioni - pur legittime - di conquista di un potere personale.
domenica 16 marzo 2014
Berlusconi, la raccolta di firme, la Germania
Ho appena sentito al TG3 che è in corso una raccolta di firme per chiedere la grazia per Berlusconi. E mi è venuto in mente il "Buongiorno" di ieri di Massimo Gramellini, che vi propino.
"Non mi considero un fan della rigidità tedesca, ma ci sono secoli di storia e di riforma protestante dietro le parole pronunciate da Uli Hoeness, campione del mondo di calcio nel 1974 e presidente del Bayern Monaco condannato in primo grado a tre anni e mezzo di carcere per evasione fiscale.
«Ho chiesto ai miei avvocati di non presentare appello, in linea con la mia idea di decenza, comportamento e responsabilità personale. Evadere le tasse è stato l’errore della mia vita. Affronto le conseguenze di questo errore». Letto da qui, sembra uno squarcio di fantascienza, ma questo signore ha dato davvero le dimissioni e ora si accinge a entrare in carcere.
Con un esercizio di fantasia proviamo a supporre che un personaggio altrettanto popolare in Italia, magari anche lui presidente di un club, si ritrovasse coinvolto in un processo per evasione fiscale.
Intanto esperirebbe tutti i gradi di giudizio, compreso il quarto che non esiste, utilizzando ogni espediente per procrastinare la resa dei conti. Nel frattempo attaccherebbe i giudici, prevenuti e corrotti, indossando i panni della vittima. Poi troverebbe un deputato, un avvocato, una commercialista o una sciampista, possibilmente imparentata con un Capo di Stato estero, in grado di testimoniare la sua completa estraneità ai fatti.
Dopo di che si appellerebbe al popolo dei tifosi, rivendicando il diritto a un trattamento speciale. Infine si candiderebbe alle Europee, senza perdere fascino agli occhi di molti connazionali. E chi osasse criticarlo verrebbe bollato come moralista, quando in certe lande desolate del Nord Europa passerebbe banalmente per morale.
mercoledì 12 marzo 2014
Renzi chiede di adottare una scuola, Crescentino risponde...
Nella e-mail di tutti i sindaci d'Italia è arrivata una lettera del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, con la quale non si può non essere d'accordo. Sentiti l'assessora all'educazione dott. Nicoletta Ravarino, il funzionario del Comune, il dirigente dell'Istituto Comprensivo Serra dott. Giuseppe Graziano, abbiamo scelto di progettare il rinnovamento delle Scuole Medie.
Va precisato che in questi anni ci sono stati molti lavori nelle scuole della Città.
In collaborazione con la Provincia abbiamo ridipinto il monumentale edificio della Ragioneria, nell'ala che si affaccia su via Roma. Grazie al finanziamento di E. 500.000 del Cipe è stato rinnovato e messo in sicurezza l'edificio storico delle Elementari; riordino e ampliamento sono stati portati avanti alla Materna, mentre le scuole Medie sono rimaste indietro. Speriamo che questa scommessa lanciata in modo tanto inusuale abbia una risposta sul piano burocratico da parte del Governo, come sembra prometta la missiva di Renzi che potete leggere qui sotto.
Va precisato che in questi anni ci sono stati molti lavori nelle scuole della Città.
In collaborazione con la Provincia abbiamo ridipinto il monumentale edificio della Ragioneria, nell'ala che si affaccia su via Roma. Grazie al finanziamento di E. 500.000 del Cipe è stato rinnovato e messo in sicurezza l'edificio storico delle Elementari; riordino e ampliamento sono stati portati avanti alla Materna, mentre le scuole Medie sono rimaste indietro. Speriamo che questa scommessa lanciata in modo tanto inusuale abbia una risposta sul piano burocratico da parte del Governo, come sembra prometta la missiva di Renzi che potete leggere qui sotto.
Caro collega,
stiamo affrontando il momento più duro della crisi economica. Il più difficile dal punto di vista occupazionale. E un sindaco lo sa. Perché il disoccupato, il cassintegrato, il giovane rassegnato, il cinquantenne scoraggiato non si lamentano davanti a Palazzo Chigi: bussano alla porta del Comune. Voi Sindaci siete stati e siete sulla frontiera e paradossalmente lo avete fatto in un tempo di tagli senza precedenti. Grazie, a nome del Governo.
Ma dalla crisi non usciremo semplicemente con una ricetta economica, anche se fin dalla prossima settimana arriveranno i primi provvedimenti economici del nuovo Governo. No, dalla crisi si esce con una scommessa sul valore più grande che un Paese può incentivare: educazione, educazione, educazione.
Investire sull'educazione necessita naturalmente di un progetto ad ampio raggio, che parta dal recupero della dignità sociale delle insegnanti e degli insegnanti. Ci sarà modo per parlarne nel corso dei prossimi mesi. Ora la vostra e nostra priorità è l'edilizia scolastica. Nessun ragionamento sarà credibile finché la stabilità delle aule in cui i nostri figli passano tante ore della loro giornata non sarà considerata il cuore dell'azione amministrativa e di governo.
Non vi propongo un patto istituzionale, ma più semplicemente un metodo di lavoro. Vogliamo che il 2014 segni l'investimento più significativo mai fatto da un Governo centrale sull'edilizia scolastica. Stiamo lavorando per affrontare le assurde ricadute del patto di stabilità interno. Vi chiedo di scegliere all'interno del vostro Comune un edificio scolastico. Di inviarci entro il 15 marzo una nota molto sintetica sullo stato dell'arte. Non vi chiediamo progetti esecutivi o dettagliati: ci occorre – per il momento – l'indicazione della scuola, il valore dell'intervento, le modalità di finanziamento che avete previsto, la tempistica di realizzazione. Semplice e operativo come sanno essere i Sindaci.
Noi cercheremo nei successivi quindici giorni di individuare le strade per semplificare le procedure di gara, che come sapete sono spesso causa di lunghe attese burocratiche, e per liberare fondi dal computo del patto di stabilità interna.
Ma è fondamentale che nel giro di poche ore arrivino da voi – all'email sindaci@governo.it che abbiamo appositamente aperto – una sintetica nota sull'individuazione di un edificio scolastico – uno – che riteniate la priorità del Vostro comune.
Con il più caro augurio di buon lavoro,
Matteo Renzi
sabato 8 marzo 2014
Fabrizio Greppi e l'8 marzo. La piasa, la tasa, la staga in casa.
La rilevanza assunta dai blog rispetto all'informazione tradizionale, nel nostro Paese, è indubbia. Anche nel nostro piccolo. Parlo soprattutto del blog cittadino di Mauro Novo, dove
sotto elezioni i pensieri diretti fioriscono. E' tornato a farsi leggere il leggendario Saint-Just, il mio ex-vice mi ha pugnalata alle spalle dal blog di Novo, Mosca vi è di casa a demonizzare chi non fa come vuole lui, e ora Fabrizio Greppi riappare improvvisamente vivace, interviene perfino sulla presunta incapacità dell'Amministrazione contro i proprietari-speculatori della CH4 (pare che anche il suo impianto puzzi, secondo quanto dicono alcuni di coloro che vivono alla fine della frazione Campagna, e questo non aiuta certo a risolvere i problemi).
Vabbé.
E però io penso alle parole di Greppi per quel che non è detto esplicitamente ma in qualche modo traspare, nel suo intervento a proposito del PD. Quando lui scrive che io avrei "strapazzato il segretario del PD stesso" e tuttavia "nessuno dei consiglieri del partito, zitti zitti come bravi scolaretti, ne ha preso le difese", dietro quelle parole a me par di leggere il sottopensiero del machismo che dice: "Guardate cosa succede quando lasciamo uscire le donne. Si permettono perfino di maltrattare gli uomini".
Sarà che secoli di maltrattamenti, quelli sì davvero, hanno bastonato noi donne, e ci hanno dato una sensibilità che coglie bene certi processi mentali, ma proprio mentre si discute di ruolo di donne nella politica e nella società, le sue parole mi ricordano un vecchio proverbio veneto assai pregnante riferito all'universo femminile. Una regola aurea: "La piasa, la tasa, la staga in casa".
Si racconta che nei suoi mandati Fabrizio fosse a dir poco col pugno di ferro, in Consiglio. Mi raccontano anche di documentazione data all'opposizione il giorno prima delle adunate, roba che se l'avessi fatto io Mosca mi avrebbe già fucilata, mentre passo in bici davanti a casa sua.
Per l'episodio in questione, della mia richiesta in Consiglio a una persona del pubblico di lasciar libero il passaggio davanti alla porta, Fabrizio fa trapelare sul silenzio dei Consiglieri del PD una accusa di pusillanimità che trovo veramente sgradevole, ingiustificata. Io non ho "strapazzato" nessuno, nemmeno il segretario del PD. Io non "strapazzo", non fa parte della mia cultura, e mi rendo conto che a taluni del Consiglio - che di ben altra cultura sono impastati - questo appaia incomprensibile, o che fingano di non capirlo. Quella sera, io ho semplicemente detto a un signore presente, che casualmente era il segretario del PD, di togliersi dalla porta davanti alla quale stava in piedi. Da lì sarebbe potuta entrare altra gente, e lui invece si sarebbe potuto agevolmente accomodare visto che era pieno di seggiole e spazi vuoti. Perché stare in piedi, e proprio davanti alla porta?
Io zittisco? Io atterrisco? Ma per piacere! Credo che descrivere i consiglieri come atterriti di fronte a una donna rappresentata come una virago (che poi sarei io !) non renda merito all'intelligenza di Greppi, che è un uomo con una sua acutezza. E' un'accusa, come dire, di basso livello. E fa capire come si sia capaci di stravolgere la realtà delle cose quando si è presi dal traguardo di un nuovo potere.
Credo poi sia poco nobile, e non renda merito al candidato ma soprattutto all'ex sindaco Greppi, scambiare per pusillanimità il senso di responsabilità che stanno invece mostrando quasi tutti i miei compagni di strada di questi anni - ottime persone, con le quali ho avuto e ho un ottimo rapporto - alle prese con un problema che si è posto in modo inaspettato per tutti (me compresa) e che comunque va gestito in questo scorcio di fine legislatura con sensibilità verso il bene della città. A lui, Greppi, non andò altrettanto bene, cinque anni fa.
Ma quel che soprattutto mi spiace leggere, del candidato sindaco Greppi, è la frase "Il disastro che tutti insieme hanno combinato", riferendosi al nostro mandato. Da quando la campagna elettorale ha cominciato a svolgersi più apertamente, le ambizioni dei candidati politici non hanno più misura, e per raccattare consensi si lasciano andare a giudizi che, ripetuti a man bassa, finiscono per essere accolti come fossero una verità da chi è mosso da poca attenzione al reale o da pregiudizi immodificabili.
Disastro? Ma mi faccia il piacere, il candidato Greppi! Io non credo proprio - e nemmeno lui può crederlo, se riuscisse a giudicare con onestà intellettuale - non credo proprio che la città che lasciamo ai successori sia "un disastro".
Disastro? Ben altro, e lo dico con orgoglio. C'è una città pulita e ordinata, con giardini anche nuovi e viali ben tenuti, con le strade rifatte anche nelle Frazioni, con la Resurrezione in ristrutturazione anche grazie alle nostre pressioni e incoraggiamenti, con il wi-fi che ne modernizza il tessuto sociale. Una città con qualche posto di lavoro in più, con una capacità reale (mai elettoralistica!) di ascolto delle persone e dei loro problemi, con la speranza anche di una ripresa dopo anni durissimi. Certo che restano mille problemi, e che errori ci possono esser stati, sempre e comunque nella visione del bene comune e della mani pulite; ma noi abbiamo tentato di fare tutto quello che le finanze ci permettevano; la insensibilità degli interlocutori non sempre ci ha consentito di attivare progett: penso, per tutti, alla ristrutturazione del Centro Storico, che va veramente incoraggiata, e che è una risorsa economica oltre che un fatto culturale; non ce l'ho fatta a convincere i privati, ma se non si comincia, in un decennio saranno cumuli di macerie. E di patrimoni di gente che non sa spesso neanche cosa farsene.
Detesto le zuffe, dopo cinque anni così come li ho passati. Le faccio proprio se mi tirano per i capelli, se mi insultano come sta avvenendo dal candidato sindaco Mosca, immerso fin dal primo giorno nelle sue ambizioni e capace di insolentire giorno dopo giorno per conquistarsi audience di recite meschine e traendo profitto dalla mia pazienza; non direbbe mai di un uomo al comando quel che dice di me, non gli si rivolgerebbe mai con così poco rispetto (anche lui opta per il proverbio veneto).
Dunque, dicevo, non ho nessuna intenzione nemmeno adesso di infierire sulla gestione di Greppi della città. Come non ho intenzione di parlare dei voti che abbia o meno preso quando sono stata eletta io, voti che - ricordiamolo dopo 5 anni, perché pare che taluni lo abbiano dimenticato - andavano al mio progetto di una città liberata finalmente da sospetti e affari.
Io e Greppi abbiamo mentalità differenti, etica diversa, un senso opposto della collettività. Ma ho tanti amici da varie parti politiche che fanno bene il proprio lavoro nelle varie comunità, senza creare barriere insormontabili a puri fini di potere e partigianeria, senza far aspettare quarant'anni o negare aiuto a chi si sa di parte avversa, come avviene ora in Regione, Provincia, e anche in Comune ai tempi di Greppi, pare nel giudizio comune. Gli ostracismi pregiudiziali sono una iattura, ricadono sui cittadini incolpevoli, accarezzano solo gli ego del potere. Bisogna ormai cambiare mentalità, tutti quanti, nell'interesse di Crescentino (come dell'Italia, certo), ammesso che qualcuno consideri questo interesse un valore alternativo alle ambizioni di potere.
sotto elezioni i pensieri diretti fioriscono. E' tornato a farsi leggere il leggendario Saint-Just, il mio ex-vice mi ha pugnalata alle spalle dal blog di Novo, Mosca vi è di casa a demonizzare chi non fa come vuole lui, e ora Fabrizio Greppi riappare improvvisamente vivace, interviene perfino sulla presunta incapacità dell'Amministrazione contro i proprietari-speculatori della CH4 (pare che anche il suo impianto puzzi, secondo quanto dicono alcuni di coloro che vivono alla fine della frazione Campagna, e questo non aiuta certo a risolvere i problemi).
Vabbé.
E però io penso alle parole di Greppi per quel che non è detto esplicitamente ma in qualche modo traspare, nel suo intervento a proposito del PD. Quando lui scrive che io avrei "strapazzato il segretario del PD stesso" e tuttavia "nessuno dei consiglieri del partito, zitti zitti come bravi scolaretti, ne ha preso le difese", dietro quelle parole a me par di leggere il sottopensiero del machismo che dice: "Guardate cosa succede quando lasciamo uscire le donne. Si permettono perfino di maltrattare gli uomini".
Sarà che secoli di maltrattamenti, quelli sì davvero, hanno bastonato noi donne, e ci hanno dato una sensibilità che coglie bene certi processi mentali, ma proprio mentre si discute di ruolo di donne nella politica e nella società, le sue parole mi ricordano un vecchio proverbio veneto assai pregnante riferito all'universo femminile. Una regola aurea: "La piasa, la tasa, la staga in casa".
Si racconta che nei suoi mandati Fabrizio fosse a dir poco col pugno di ferro, in Consiglio. Mi raccontano anche di documentazione data all'opposizione il giorno prima delle adunate, roba che se l'avessi fatto io Mosca mi avrebbe già fucilata, mentre passo in bici davanti a casa sua.
Per l'episodio in questione, della mia richiesta in Consiglio a una persona del pubblico di lasciar libero il passaggio davanti alla porta, Fabrizio fa trapelare sul silenzio dei Consiglieri del PD una accusa di pusillanimità che trovo veramente sgradevole, ingiustificata. Io non ho "strapazzato" nessuno, nemmeno il segretario del PD. Io non "strapazzo", non fa parte della mia cultura, e mi rendo conto che a taluni del Consiglio - che di ben altra cultura sono impastati - questo appaia incomprensibile, o che fingano di non capirlo. Quella sera, io ho semplicemente detto a un signore presente, che casualmente era il segretario del PD, di togliersi dalla porta davanti alla quale stava in piedi. Da lì sarebbe potuta entrare altra gente, e lui invece si sarebbe potuto agevolmente accomodare visto che era pieno di seggiole e spazi vuoti. Perché stare in piedi, e proprio davanti alla porta?
Io zittisco? Io atterrisco? Ma per piacere! Credo che descrivere i consiglieri come atterriti di fronte a una donna rappresentata come una virago (che poi sarei io !) non renda merito all'intelligenza di Greppi, che è un uomo con una sua acutezza. E' un'accusa, come dire, di basso livello. E fa capire come si sia capaci di stravolgere la realtà delle cose quando si è presi dal traguardo di un nuovo potere.
Credo poi sia poco nobile, e non renda merito al candidato ma soprattutto all'ex sindaco Greppi, scambiare per pusillanimità il senso di responsabilità che stanno invece mostrando quasi tutti i miei compagni di strada di questi anni - ottime persone, con le quali ho avuto e ho un ottimo rapporto - alle prese con un problema che si è posto in modo inaspettato per tutti (me compresa) e che comunque va gestito in questo scorcio di fine legislatura con sensibilità verso il bene della città. A lui, Greppi, non andò altrettanto bene, cinque anni fa.
Ma quel che soprattutto mi spiace leggere, del candidato sindaco Greppi, è la frase "Il disastro che tutti insieme hanno combinato", riferendosi al nostro mandato. Da quando la campagna elettorale ha cominciato a svolgersi più apertamente, le ambizioni dei candidati politici non hanno più misura, e per raccattare consensi si lasciano andare a giudizi che, ripetuti a man bassa, finiscono per essere accolti come fossero una verità da chi è mosso da poca attenzione al reale o da pregiudizi immodificabili.
Disastro? Ma mi faccia il piacere, il candidato Greppi! Io non credo proprio - e nemmeno lui può crederlo, se riuscisse a giudicare con onestà intellettuale - non credo proprio che la città che lasciamo ai successori sia "un disastro".
Disastro? Ben altro, e lo dico con orgoglio. C'è una città pulita e ordinata, con giardini anche nuovi e viali ben tenuti, con le strade rifatte anche nelle Frazioni, con la Resurrezione in ristrutturazione anche grazie alle nostre pressioni e incoraggiamenti, con il wi-fi che ne modernizza il tessuto sociale. Una città con qualche posto di lavoro in più, con una capacità reale (mai elettoralistica!) di ascolto delle persone e dei loro problemi, con la speranza anche di una ripresa dopo anni durissimi. Certo che restano mille problemi, e che errori ci possono esser stati, sempre e comunque nella visione del bene comune e della mani pulite; ma noi abbiamo tentato di fare tutto quello che le finanze ci permettevano; la insensibilità degli interlocutori non sempre ci ha consentito di attivare progett: penso, per tutti, alla ristrutturazione del Centro Storico, che va veramente incoraggiata, e che è una risorsa economica oltre che un fatto culturale; non ce l'ho fatta a convincere i privati, ma se non si comincia, in un decennio saranno cumuli di macerie. E di patrimoni di gente che non sa spesso neanche cosa farsene.
Detesto le zuffe, dopo cinque anni così come li ho passati. Le faccio proprio se mi tirano per i capelli, se mi insultano come sta avvenendo dal candidato sindaco Mosca, immerso fin dal primo giorno nelle sue ambizioni e capace di insolentire giorno dopo giorno per conquistarsi audience di recite meschine e traendo profitto dalla mia pazienza; non direbbe mai di un uomo al comando quel che dice di me, non gli si rivolgerebbe mai con così poco rispetto (anche lui opta per il proverbio veneto).
Dunque, dicevo, non ho nessuna intenzione nemmeno adesso di infierire sulla gestione di Greppi della città. Come non ho intenzione di parlare dei voti che abbia o meno preso quando sono stata eletta io, voti che - ricordiamolo dopo 5 anni, perché pare che taluni lo abbiano dimenticato - andavano al mio progetto di una città liberata finalmente da sospetti e affari.
Io e Greppi abbiamo mentalità differenti, etica diversa, un senso opposto della collettività. Ma ho tanti amici da varie parti politiche che fanno bene il proprio lavoro nelle varie comunità, senza creare barriere insormontabili a puri fini di potere e partigianeria, senza far aspettare quarant'anni o negare aiuto a chi si sa di parte avversa, come avviene ora in Regione, Provincia, e anche in Comune ai tempi di Greppi, pare nel giudizio comune. Gli ostracismi pregiudiziali sono una iattura, ricadono sui cittadini incolpevoli, accarezzano solo gli ego del potere. Bisogna ormai cambiare mentalità, tutti quanti, nell'interesse di Crescentino (come dell'Italia, certo), ammesso che qualcuno consideri questo interesse un valore alternativo alle ambizioni di potere.
giovedì 6 marzo 2014
Impegnarsi
Possiamo impegnarci per essere miserabili, oppure per essere felici. La quantità di lavoro che ci mettiamo è la stessa.
(Carlos Castaneda)
(Carlos Castaneda)
martedì 4 marzo 2014
Temo i greci anche se portano doni
Laocoonte - la cui possente figura marmorea svetta ai Musei Vaticani, con i figli avvolti da serpenti - era un veggente e gran sacerdote di Troia, di cui racconta Virgilio nell'Eneide.
Dopo dieci anni di guerra senza risultati, i greci seguirono il piano di Ulisse l'astuto, e lasciarono alle porte di Troia un enorme cavallo di legno pieno di guerrieri (Ulisse compreso), fingendo di voler abbandonare la terra e tornarsene a casa.
I troiani si affacciarono convinti dello scampato pericolo, e decisero di portarsi in città quello che sembrava un dono sacrificale.
Si opposero ai più due personaggi di rilievo: Laocoonte e la profetessa Cassandra ("Verace sempre e non creduta mai"). Laocoonte si lanciò contro l'animale, considerato sacro dai troiani, e scagliò una lancia dicendo: "Timeo Danaos, et dona ferentes". Cioè: "Temo i greci anche se portano doni".
Il seguito della storia prova che aveva ragione.
(Per chi non sapesse: il cavallo fu portato dentro le mura, nella notte Ulisse e i suoi uscirono dalla pancia dell'animale e fecero stragi. Troia cadde, vinta dall'astuzia di Ulisse: perché non aveva dato retta né a Cassandra né a Laocoonte).
P.S.: e io avrei dovuto accettare in Consiglio Comunale un cosiddetto regalo dal consigliere Mosca, uno che fa sembrare Ulisse un dilettante? (anche grazie a generosi aiutini, però).
Dopo dieci anni di guerra senza risultati, i greci seguirono il piano di Ulisse l'astuto, e lasciarono alle porte di Troia un enorme cavallo di legno pieno di guerrieri (Ulisse compreso), fingendo di voler abbandonare la terra e tornarsene a casa.
I troiani si affacciarono convinti dello scampato pericolo, e decisero di portarsi in città quello che sembrava un dono sacrificale.
Si opposero ai più due personaggi di rilievo: Laocoonte e la profetessa Cassandra ("Verace sempre e non creduta mai"). Laocoonte si lanciò contro l'animale, considerato sacro dai troiani, e scagliò una lancia dicendo: "Timeo Danaos, et dona ferentes". Cioè: "Temo i greci anche se portano doni".
Il seguito della storia prova che aveva ragione.
(Per chi non sapesse: il cavallo fu portato dentro le mura, nella notte Ulisse e i suoi uscirono dalla pancia dell'animale e fecero stragi. Troia cadde, vinta dall'astuzia di Ulisse: perché non aveva dato retta né a Cassandra né a Laocoonte).
P.S.: e io avrei dovuto accettare in Consiglio Comunale un cosiddetto regalo dal consigliere Mosca, uno che fa sembrare Ulisse un dilettante? (anche grazie a generosi aiutini, però).
Verso l'8 marzo: perché "Sindaca" o "Ministra"
Oggi sarebbe il giorno del settantunesimo compleanno di Lucio Dalla se fosse fra noi. E' Martedì Grasso, è la sera del Consiglio Comunale a Crescentino. E' anche il giorno nel quale mancano solo 4 giorni all'8, Festa della Donna. Ho trovato sull'"Internazionale", via Twitter, una piacevole disamina sulla femminilizzazione di parole per lo più al maschile. E poiché sono di quella scuola, e sono (ancora per poco) la "Sindaca" del nostro amato paesello, vi copio-e-incollo l'articoletto. Ciauz a tutti/e.
Le parole delle donne
- Per la maggior parte dei giornali italiani Elsa Fornero è un ministro. Per noi di Internazionale (numero 927, pagine 19 e 20) è una ministra. Come darci torto? Lo sanno tutti che i nomi in -o formano il femminile in -a. Se ministra suona strano, è per una questione di abitudine: in Italia i ministri sono quasi sempre maschi.
Scegliendo il femminile riconosciamo alle donne un ruolo sociale a cui la lingua si sta ancora adeguando. Inoltre, per evitare discriminazioni, evitiamo il suffisso -essa e usiamo la forma unica al maschile e al femminile: la presidente, non la presidentessa. Senza mai dimenticare, però, che imporre parole artificiali è impossibile.
Scrivendo la professora, la studente e la poeta, non faremmo un buon servizio a nessuno. Preferiamo procedere senza forzature: rispettando le professoresse, le studentesse e le poetesse, che si sono affermate nella società e nella lingua, e incoraggiando le presidenti e le presidi, che si stanno affermando insieme alle avvocate, alle ministre e alle sindache. Ma neanche così riusciamo ad accontentare tutte le donne.
Molte preferiscono farsi chiamare ministro e avvocato. È un modo per sentirsi riconosciute per quello che fanno, a prescindere dal sesso.
lunedì 3 marzo 2014
La pazienza
(Pablo Neruda)
Muore lentamente chi si rende schiavo delle sue abitudini, chi ripete ogni giorno un tragitto sempre uguale, chi non cambia marchio, chi non osa indossare colori nuovi e non parla con chi non conosce.
Muore lentamente chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i punti sulle "i" ad un vortice di emozioni, che riscattano occhi nell'ebbrezza, sorrisi fra sbadigli, cuori e sentimenti vacillanti.
Muore lentamente chi non rivolta il tavolo se infelice nel lavoro, chi non rischia il certo per l'incerto per inseguire un sogno, chi non sceglie, almeno una volta, la fuga dai consigli sensati.
Muore lentamente chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non si trova buffo.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare.
Muore lentamente, chi passa i giorni lagnandosi della sorte cattiva o della pioggia incessante.
Muore lentamente, chi abbandona un progetto prima di cominciarlo, chi non fa domande su cose che ignora, o non risponde su cose che conosce.
Evitiamo la morte a rate, ricordando sempre che a vivere ci vuole sforzo più grande che a respirare.
Una pazienza vibrante, da sola, fa conquistare splendide felicita'.
Muore lentamente chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i punti sulle "i" ad un vortice di emozioni, che riscattano occhi nell'ebbrezza, sorrisi fra sbadigli, cuori e sentimenti vacillanti.
Muore lentamente chi non rivolta il tavolo se infelice nel lavoro, chi non rischia il certo per l'incerto per inseguire un sogno, chi non sceglie, almeno una volta, la fuga dai consigli sensati.
Muore lentamente chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non si trova buffo.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare.
Muore lentamente, chi passa i giorni lagnandosi della sorte cattiva o della pioggia incessante.
Muore lentamente, chi abbandona un progetto prima di cominciarlo, chi non fa domande su cose che ignora, o non risponde su cose che conosce.
Evitiamo la morte a rate, ricordando sempre che a vivere ci vuole sforzo più grande che a respirare.
Una pazienza vibrante, da sola, fa conquistare splendide felicita'.
domenica 2 marzo 2014
Radio Fagiolata
Affollatissima distribuzione, tra appetito e commozione, in ricordo di Enzo Madur, del quale spiccava in Piazza Garibaldi una grande fotografia; è stato mostrato in anteprima anche il cartello colorato della pista ciclabile che gli è stata intitolata. Intanto, Radio Fagiolata diffondeva in mezzo ai pentoloni fumanti una notizia: il candidato sindaco del PD crescentinese sarà il Premio Lealtà 2009/2014.
venerdì 28 febbraio 2014
Il nuovo Arcivescovo, tutto suo Papa
Da "La Stampa" di oggi 28 febbraio, edizione Vercelli
ERI LA NOMINA. TOCCANTE PASSAGGIO DI CONSEGNE TRA TORINO E PIAZZA D’ANGENNES
ERI LA NOMINA. TOCCANTE PASSAGGIO DI CONSEGNE TRA TORINO E PIAZZA D’ANGENNES
L’arcivescovo è don Arnolfo
L’ex parroco di Orbassano: scoprirò Vercelli in sella alla mia bicicletta
L’ex parroco di Orbassano: scoprirò Vercelli in sella alla mia bicicletta
ALESSANDRO BALLESIO
MASSIMO MASSENZIO
«Se il Signore ha voluto scegliere una zappa, cercherò di dissodare la terra come Lui chiede. Tanto più che Vercelli è zona di riso». Sono le prime parole - semplici, come è lui - di don Marco Arnolfo da nuo- vo arcivescovo di Vercelli. Era a Torino nella sede dell’arcidiocesi, ieri a mezzogiorno, quando è stata annunciata la nomina della Santa Sede. Mentre a Vercelli le campane suonavano a festa: nella sala del trono l’ideale passaggio di consegne con monsignor Enrico Masseroni che ha letto a una folla di parroci e di autorità la comunicazione di Roma.
Non farà il suo ingresso prima di un mese
Ma c’è chi ipotizza
la cerimonia a maggio
Ora tutti si chiedono quando don Arnolfo inizierà il nuovo incarico. «Non prima di un mese», è il messaggio che arriva dalle due curie. E forse nemmeno prima di Pasqua. «Perchè in tempo di Quaresi- ma è difficile trovare spazio per una liturgia solenne come una consacrazione episcopale», spiegano in piazza d’Angennes. C’è chi ipotizza un ingresso ufficiale domenica 11 maggio, in occasione della Fe- sta del buon pastore. Dopo essere stato ordinato vescovo, a Torino. Per questo motivo la Chiesa vercellese sarà retta ancora da Enrico Masseroni,
«Se il Signore ha voluto scegliere una zappa, cercherò di dissodare la terra come Lui chiede. Tanto più che Vercelli è zona di riso». Sono le prime parole - semplici, come è lui - di don Marco Arnolfo da nuo- vo arcivescovo di Vercelli. Era a Torino nella sede dell’arcidiocesi, ieri a mezzogiorno, quando è stata annunciata la nomina della Santa Sede. Mentre a Vercelli le campane suonavano a festa: nella sala del trono l’ideale passaggio di consegne con monsignor Enrico Masseroni che ha letto a una folla di parroci e di autorità la comunicazione di Roma.
Non farà il suo ingresso prima di un mese
Ma c’è chi ipotizza
la cerimonia a maggio
Ora tutti si chiedono quando don Arnolfo inizierà il nuovo incarico. «Non prima di un mese», è il messaggio che arriva dalle due curie. E forse nemmeno prima di Pasqua. «Perchè in tempo di Quaresi- ma è difficile trovare spazio per una liturgia solenne come una consacrazione episcopale», spiegano in piazza d’Angennes. C’è chi ipotizza un ingresso ufficiale domenica 11 maggio, in occasione della Fe- sta del buon pastore. Dopo essere stato ordinato vescovo, a Torino. Per questo motivo la Chiesa vercellese sarà retta ancora da Enrico Masseroni,
Dopo la nomina, monsignor
Marco Arnolfo ha rivelato che
la chiamata del Papa, attraverso il Nunzio Apostolico, era già
avvenuta la scorsa settimana.
«La prima reazione è stata di
sorpresa e stordimento. Già in
passato avevo fatto capire che
quello del vescovo non era il mio posto, ma sono uscito da quel colloquio sollevato e ho detto: "eccomi!". Don Marco non ha mai nascosto la sua intenzione di rimanere ad Orbassano, anche quando il suo nome era stato accostato al vescovado di Ivrea e Aosta. La chiamata del Papa, però, gli ha fatto cambiare idea: «Da quel momento mi si è scongelato il ghiaccio attorno al cuore e ho messo tutto nelle mani del Signore. Mi sono detto che questo incarico o si svolge con uno spirito di fede o non si inizia nemmeno».
Ma non nasconde le prime preoccupazioni: «Tra i desiderata della diocesi vercellese c’è quello di avere un vescovo di esperienza, con un alto profilo spirituale e culturale. Io credo di non avere queste caratteristiche e nemmeno la preparazione adeguata per quanto riguarda le relazioni ufficiali».
Il nuovo vescovo non è mai stato a Vercelli, ma si dice affascinato dalla nuova avventura: «Non conosco la città, ma mi piace l’idea di questo pellegrinaggio che mi porta nella città di Sant’Eusebio, culla del Cristianesimo in Piemonte e in Italia. Parto con grande fiducia, sapendo di trovare un vescovo che mi vuole bene. Avrò bisogno più che mai della sua esperienza e della sua guida».
Di certo non lascerà la sua inseparabile bicicletta: «A Orbassano mi spostavo comodamente sulle due ruote: continuerò a farlo anche a Vercelli».
Ma non nasconde le prime preoccupazioni: «Tra i desiderata della diocesi vercellese c’è quello di avere un vescovo di esperienza, con un alto profilo spirituale e culturale. Io credo di non avere queste caratteristiche e nemmeno la preparazione adeguata per quanto riguarda le relazioni ufficiali».
Il nuovo vescovo non è mai stato a Vercelli, ma si dice affascinato dalla nuova avventura: «Non conosco la città, ma mi piace l’idea di questo pellegrinaggio che mi porta nella città di Sant’Eusebio, culla del Cristianesimo in Piemonte e in Italia. Parto con grande fiducia, sapendo di trovare un vescovo che mi vuole bene. Avrò bisogno più che mai della sua esperienza e della sua guida».
Di certo non lascerà la sua inseparabile bicicletta: «A Orbassano mi spostavo comodamente sulle due ruote: continuerò a farlo anche a Vercelli».
Carta d’identità
Nato a Cavallermaggiore è anche laureato in Fisica
Nato a Cavallermaggiore (Cuneo) il 10 novembre 1952, è stato ordinato sacerdote a Monasterolo di Savigliano dal cardinale Anastasio Alberto Ballestrero il 25 giugno 1978. Viceparroco a Chieri e a Santena dal 1982 al 1987. Rettore del Seminario Minore di Torino dal 1987 al 2001 (i primi 5 anni a Giaveno, poi a Torino). Direttore Opera «Città dei Ragazzi», dal 1995 al 2009. Parroco a San Giovanni Battista, in Orbassano, dal 1° ottobre 2001 (è la parrocchia più popolosa della diocesi di Torino). Vicario Episcopale per il Distretto Torino Ovest dal 2008 al 2011. Cappellano di Sua Santità dal 20 marzo 2010. Fa parte del Consiglio Presbiterale Diocesano e della Commissione scrutini candidati al presbiterato. Si è laureato in Fisica all’Università di Torino.
Le immagini e i video su
www.lastampa.it/vercelli
martedì 25 febbraio 2014
Due giornalisti e la Segretaria Provinciale del PD candidati sindaco a Vercelli
Ormai sapete tutti che nelle imminenti elezioni amministrative del 25 maggio, che ci coinvolgono, a Vercelli si presenteranno candidati a sindaco ben due miei colleghi e amici, l'un contro l'altro armati. Non ricordo sia mai successo, qualcosa di simile. Enrico De Maria, con Pedrale, è stato per tanti anni capo delle pagine de La Stampa di Vercelli, e ultimamente dalla pensione collaborava con la Sesia: giornale di cui è stato direttore, fino a poche settimane fa, Remo Bassini, un tipo tosto, scrittore di romanzi, che si candida invece dalla parte opposta, con SEL e Voce Libera.
Entrambi hanno dimestichezza con il mondo della politica locale, per via della loro professione, a differenza di me che sono sempre vissuta in un mondo a parte, delle arti nazionali e internazionali, per mia scelta espressa, dopo una militanza di pochi anni nelle cronache italiane. Chi l'avrebbe mai detto, che sarei decenni dopo diventata per due volte sindaco del mio Paese. Anche loro faranno i conti con attacchi feroci, e cattiverie magari più mascherate con l'educazione rispetto a quel che succede a me. Glielo auguro.
Completamente nei meccanismi della politica è invece Maura Forte, professoressa e segretario provinciale del PD, che ho conosciuto soltanto due settimane fa e mi è sembrata una persona forte davvero, e positiva. Nomen o men Che bello che ci siano delle donne candidate sindaco, e che si sia ora obbligati a mettere donne nelle liste. Una grande speranza.
Entrambi hanno dimestichezza con il mondo della politica locale, per via della loro professione, a differenza di me che sono sempre vissuta in un mondo a parte, delle arti nazionali e internazionali, per mia scelta espressa, dopo una militanza di pochi anni nelle cronache italiane. Chi l'avrebbe mai detto, che sarei decenni dopo diventata per due volte sindaco del mio Paese. Anche loro faranno i conti con attacchi feroci, e cattiverie magari più mascherate con l'educazione rispetto a quel che succede a me. Glielo auguro.
Completamente nei meccanismi della politica è invece Maura Forte, professoressa e segretario provinciale del PD, che ho conosciuto soltanto due settimane fa e mi è sembrata una persona forte davvero, e positiva. Nomen o men Che bello che ci siano delle donne candidate sindaco, e che si sia ora obbligati a mettere donne nelle liste. Una grande speranza.
Il metodo Boffo applicato a Crescentino
Vi ricordate il metodo Boffo? Tristemente famoso, così chiamato dall'ex direttore del quotidiano cattolico l'Avvenire. Dino Boffo nel 2009, avendo assai criticato sul proprio giornale le avventure di Berlusconi con le sue innumerevoli signorine, si vide accusare in contropartita certi pregressi non commendevoli come molestie sessuali e altre amenità su "Il Giornale", di proprietà della famiglia Berlusconi.
Seguirono dimissioni di Boffo dall'Avvenire, indagini, denunce: finché Vittorio Feltri fu costretto a scrivere sul Giornale, tre mesi dopo: "La ricostruzione dei fatti descritti nella nota, oggi posso dire, non corrisponde al contenuto degli atti processuali". Feltri fu poi sospeso, per questo fatto, per tre mesi dall'Ordine dei Giornalisti.
La calunnia, insomma, non è solo un venticello. E il metodo Boffo applicato alla Venegoni (che sono io) va forte a Crescentino. A partire dal consigliere Mosca, che Manzoni adorerebbe, e che d'ora in poi ripartirà con rinnovata energia. Ma dopo aver scritto che non sono mai in ufficio - la calunnia più odiosa - il mio ex Vice dal blog di Novo ne ha dato un nuovo buon esempio stamattina, andatevelo a leggere di là perché io non ho più voglia, e finisce qui.
Mentre il PD di Crescentino (o alcuni dirigenti) mi chiede di reintegrarlo, lui rincara la dose della settimana scorsa, e sull'episodio della mia richiesta di solidarietà nei confronti di chi ha problemi economici, tira fuori che avrei chiesto per le persone in difficoltà la sua indennità di agosto che lui si era guadagnato mentre io stavo a Miami in vacanza.
Ora, anche le pietre sanno perché io vado a Miami. "Quell'imbecille di mio marito", come lo ha chiamato lui venerdì scorso, ha avuto dei per così dire problemini, e i protocolli americani richiedono controlli ricorrenti, anche a distanza di tempo come nel nostro caso. Utilizzare questo mezzuccio, assai demagogico, qualifica chi lo faccia.
Intanto in Comune, da lunedì scorso, abbiamo smesso di essere tutti dipendenti dell'Italcardano. Si lavora in armonia, per quel poco tempo che resta.
Seguirono dimissioni di Boffo dall'Avvenire, indagini, denunce: finché Vittorio Feltri fu costretto a scrivere sul Giornale, tre mesi dopo: "La ricostruzione dei fatti descritti nella nota, oggi posso dire, non corrisponde al contenuto degli atti processuali". Feltri fu poi sospeso, per questo fatto, per tre mesi dall'Ordine dei Giornalisti.
La calunnia, insomma, non è solo un venticello. E il metodo Boffo applicato alla Venegoni (che sono io) va forte a Crescentino. A partire dal consigliere Mosca, che Manzoni adorerebbe, e che d'ora in poi ripartirà con rinnovata energia. Ma dopo aver scritto che non sono mai in ufficio - la calunnia più odiosa - il mio ex Vice dal blog di Novo ne ha dato un nuovo buon esempio stamattina, andatevelo a leggere di là perché io non ho più voglia, e finisce qui.
Mentre il PD di Crescentino (o alcuni dirigenti) mi chiede di reintegrarlo, lui rincara la dose della settimana scorsa, e sull'episodio della mia richiesta di solidarietà nei confronti di chi ha problemi economici, tira fuori che avrei chiesto per le persone in difficoltà la sua indennità di agosto che lui si era guadagnato mentre io stavo a Miami in vacanza.
Ora, anche le pietre sanno perché io vado a Miami. "Quell'imbecille di mio marito", come lo ha chiamato lui venerdì scorso, ha avuto dei per così dire problemini, e i protocolli americani richiedono controlli ricorrenti, anche a distanza di tempo come nel nostro caso. Utilizzare questo mezzuccio, assai demagogico, qualifica chi lo faccia.
Intanto in Comune, da lunedì scorso, abbiamo smesso di essere tutti dipendenti dell'Italcardano. Si lavora in armonia, per quel poco tempo che resta.
lunedì 24 febbraio 2014
Il lancio delle sigarette, e il fattore G (come generosità)
Leggo sui giornali locali qualche titolo che mette in rilievo "le sigarette lanciate contro il vicesindaco".
I giornali fanno il loro mestiere, e il titolo è succoso. Ma il giornalismo dice anche che i fatti vanno contestualizzati, altrimenti non se ne coglie il senso reale.
L'episodio del titolo è sicuramente riprovevole, e me ne dolgo; anche perchè non corrisponde al mio carattere, visto che le cronache di questi giorni rivelano di quali incredibili di capacità di sopportazione io abbia dato prova per 5 anni. Ma la contestualizzazione dell'episodo che ora porto a conoscenza pubblica penso possa mitigare la dimensione della mia reazione.
Alcune famiglie della nostra città si erano rivolte in Comune, ad inizio anno scolastico, perché in difficoltà ad acquistare gli abbonamenti ferroviari dei loro ragazzi che viaggiano per frequentare scuole superiori a Casale o Vercelli o Chivasso; alcuni avevano anche altre esigenze, di cancelleria e varie necessità, come sa chi abbia figli studenti.
Fortemente convinta del valore che ha lo studio, e la scuola, e del nostro compito di amministratori attenti a sostenere le famiglie in crisi, alla prima riunione di Giunta ho proposto agli Assessori, che tutti rinunciassimo a una mensilità della indennità di carica - quali che ne sia l'importo (c'è chi la percepisce integralmente e c'era già chi invece l'ha dimezzata o parzialmente ridotta, e chi l'ha interamente destinata a cause) - per costituire un piccolo fondo cassa con il quale dare intanto un aiuto a questi studenti; in alternativa, ci potevamo privare di una parte della somma almeno. Ciascuno avrebbe dato secondo le proprie possibilità - quando ci fossero state - e la propria sensibilità.
L'ex-vicesindaco, invece, ha reagito con le sue solite maniere: "Ma no, figuriamoci! Io non ci metto una lira, queste sono cose tue, che sei una radical chic".
L'avevo seduto al mio fianco, e io avevo tra le mani un pacchetto vuoto di sigarette. D'istinto, conoscendo la sua dichiarazione dei redditi, e indignata per una accusa con la quale tentava di coprire il suo rifiuto, ho scagliato verso di lui il pezzo di cartoncino che avevo tra le mani.
Sono cose che non si fanno, lo so bene, e me ne dolgo. Ma era un moto immediato dell'animo che denunciava il mio disprezzo. Non avrei comunque mai raccontato questo episodio se non fossi stata tirata per la manica.
I giornali fanno il loro mestiere, e il titolo è succoso. Ma il giornalismo dice anche che i fatti vanno contestualizzati, altrimenti non se ne coglie il senso reale.
L'episodio del titolo è sicuramente riprovevole, e me ne dolgo; anche perchè non corrisponde al mio carattere, visto che le cronache di questi giorni rivelano di quali incredibili di capacità di sopportazione io abbia dato prova per 5 anni. Ma la contestualizzazione dell'episodo che ora porto a conoscenza pubblica penso possa mitigare la dimensione della mia reazione.
Alcune famiglie della nostra città si erano rivolte in Comune, ad inizio anno scolastico, perché in difficoltà ad acquistare gli abbonamenti ferroviari dei loro ragazzi che viaggiano per frequentare scuole superiori a Casale o Vercelli o Chivasso; alcuni avevano anche altre esigenze, di cancelleria e varie necessità, come sa chi abbia figli studenti.
Fortemente convinta del valore che ha lo studio, e la scuola, e del nostro compito di amministratori attenti a sostenere le famiglie in crisi, alla prima riunione di Giunta ho proposto agli Assessori, che tutti rinunciassimo a una mensilità della indennità di carica - quali che ne sia l'importo (c'è chi la percepisce integralmente e c'era già chi invece l'ha dimezzata o parzialmente ridotta, e chi l'ha interamente destinata a cause) - per costituire un piccolo fondo cassa con il quale dare intanto un aiuto a questi studenti; in alternativa, ci potevamo privare di una parte della somma almeno. Ciascuno avrebbe dato secondo le proprie possibilità - quando ci fossero state - e la propria sensibilità.
L'ex-vicesindaco, invece, ha reagito con le sue solite maniere: "Ma no, figuriamoci! Io non ci metto una lira, queste sono cose tue, che sei una radical chic".
L'avevo seduto al mio fianco, e io avevo tra le mani un pacchetto vuoto di sigarette. D'istinto, conoscendo la sua dichiarazione dei redditi, e indignata per una accusa con la quale tentava di coprire il suo rifiuto, ho scagliato verso di lui il pezzo di cartoncino che avevo tra le mani.
Sono cose che non si fanno, lo so bene, e me ne dolgo. Ma era un moto immediato dell'animo che denunciava il mio disprezzo. Non avrei comunque mai raccontato questo episodio se non fossi stata tirata per la manica.
venerdì 21 febbraio 2014
Ma che bello fare il Sindaco
Uffa.
Ora, proprio basta. Per anni ho sopportato in silenzio vilipendi, insolenze,
slealtà, dileggio, perfino volgari menzogne; da ogni parte. Da
destra e da sinistra. L'ho fatto per amore della mia città,
sacrificando il mio orgoglio e arricchendo la mia incredulità
soltanto per evitare una possibile crisi istituzionale (sto reggendo
il governo della città con una risicata maggioranza di 9 a 8, questo a oggi...).
Ma
ora basta, mi sono proprio stufata.
Le
insolenze e le villanie e la malaeducazione (non solo politica) di
chi appare uno scaltro seguace di Azzeccagarbugli e usa l'istrionismo
come arma politica, si congiungono felicemente – da parti opposte -
con la cieca ambizione personale di chi dovrebbe difendere il lavoro
del gruppo di maggioranza e invece si sgancia di continuo, per
mettere in risalto la propria differenziazione, disprezzando ogni
dovere di lealtà.
Ora
basta, mi sono proprio stufata.
Questo
mio lungo silenzio è stato considerato manifestazione di debolezza,
e non di responsabilità, perchè la vacca di Valenza – quella che
come la fa la pensa - ama praticare le strade di Crescentino, a
destra e a sinistra.
Invece la Giunta ha lavorato
molto bene con impegno e sacrificio per realizzare il proprio
obiettivo, di riportare al centro della vita pubblica della città
l'egemonia dell'interesse pubblico su affari e traffici privati, ed è per questo atta sottoposta a ogni tipo di attacco.
Presa
a tenaglia tra questi due interessi così spregiudicatamente
personali (mentre io considero l'attività politica come esercizio di
un servizio all'interesse pubblico), sono apparsa stritolata nell'eco
che fogli locali davano alle vicende politiche di Crescentino
dipingendo con sollazzo presunte incapacità - e per questo ho anche dovuto querelare per tutelare la mia onorabilità, Non
che io non faccia e non abbia fatto errori, ci mancherebbe. Ma sono stati
sempre atti e scelte di cui mi sono assunta la responsabilità.
Ma contrariamente a quanto queste due morse amavano mettere in giro, in
Comune ci sto, eccome, lavorando in ufficio come qualunque persona che venga a cercarmi sa, a disposizione dei cittadini che vogliono incontrarmi e
impegnandomi a risolvere i problemi, aiutare chi è in crisi o in
difficoltà economiche, dare direttive sui progetti allo studio
ascoltando tutti i pareri degli assessori che arrivando in Comune - tutti, meno uno - sono sempre passati nel mio ufficio a salutarmi e a discutere i problemi; quando debbo assentarmi, sto attaccata al telefono, in modo simile a quanto per esempio avrà fatto Renzi per dirne uno che conoscono tutti, e nessuno se n'è scandalizzato, sebbene i suoi
incarichi e i suoi problemi fossero incommensurabilmente più gravi
di questi di Crescentino.
E comunque sempre ho
assunto responsabilità mia, diretta, di ogni atto, anche quando
c'era chi - come questa settimana, come fanno i topi se il gatto non c'è – approfittava
della mia lontananza e si muoveva come se lui fosse quello che non è
e che invece ambisce pazzamente di essere.
Penso
che molti avranno trovato assai divertente che, dopo aver baccagliato
per 5 anni a proporsi come “sindaco in pectore”, ora in una
intervista pubblica c'è chi va professando che mai e poi
mai lui ha pensato di candidarsi, e che è il popolo, invece, a
chiamarlo a questo incarico. Petrolini, quando prendeva in giro
Mussolini, non sarebbe stato capace d'inventare una gag altrettanto
spassosa. E' però più grave che, vestendo malamente i panni
deamicisiani di maestrino dalla penna rossa, si permetta di giudicare
e votare il lavoro dei suoi colleghi, assegnando naturalmente a se
stesso il 10 in condotta. Solo Berlusconi s'era visto capace di tanta
presunzione.
A
chi poi, nella stessa intervista, dice che “il pd mi ha dato i suoi
voti” e legge i dati statistici preferendo ignorare il fattore
“trascinamento” della leadership, ricordo che io ho apprezzato la
presenza di membri del Pd nella mia Giunta e ho valorizzato il lavoro
che i suoi assessori, tutti, hanno svolto insieme con gli altri
assessori per realizzare il programma presentato 5 anni fa alla
Città. E poi: è così difficile per il PD dire "grazie" a un sindaco come me, che da cinque anni le prende da destra e da sinistra? Come io dico "grazie" al Pd che mi ha sorretta, perché quel Pd di Crescentino fa così fatica a compiere un semplice gesto di gentilezza, e naturale cortesia istituzionale? Già, ma in questa storia il Pd di Crescentino, i suoi uomini e le sue donne, i suoi elettori anche senza tessera, non c'entrano nulla; sono altri che non sopportano la cortesia.
Ma voglio anche ricordare con ogni chiarezza che mai e poi
mai, né nel '94 né nel 2009, ho avanzato autonomamente una mia
candidatura; in entrambe le elezioni, sono stata richiesta, o pregata, di candidarmi per aiutare un progetto di sinistra
destinato altrimenti a essere sconfitto. Sono stati sconfitti gli
altri, quelli della destra, ma l'intervistato, nella sua ossessione
di delegittimare comunque la figura del sindaco, si affanna a
precisare che il sindaco ha vinto perchè è stata la destra a
perdere. Che genialità.
La
spregiudicatezza è arrivata al punto che mi è stato mandato un
messo con un ultimatum, come si comporterebbe un qualsiasi padrone
del vapore e non chi esercita soltanto un semplice compito vicario
(compito al quale, poi, è stato chiamato soltanto come terza scelta,
come scelta di ripiego, dopo che altri due candidati che a me
apparivano più adeguati avevano dovuto rifiutare per impegni
professionali).
Con
questi ultimi atti sconsiderati, che mi sembrano non più
sopportabili, lesivi del lavoro di gruppo, e comunque strumentali a
una provocazione per chissà quali fini, il vicariato appare
definitivamente inadatto a chi l'avevo assegnato. Spiace per il lavoro che ha fatto, indubbio, e del quale lo ringrazio. Ma non è soltanto il lavoro che qualifica una persona. La correttezza e lo spirito di gruppo non hanno mai ammazzato nessuno.
Ho
ritirato quindi le deleghe a Franco Allegranza, tenendole per ora ad interim nelle mie mani, e al suo posto di vicario ho scelto l'assessore Gabriele Massa.
Sono perfettamente consapevole della
gravità di questo momento, e dei rischi nei quali vengo trascinata a
forza data l'esiguità dei numeri, ma il tempo della chiarezza e delle responsabilità è giunto,
alla fine. In questi 5 anni, ho tentato di realizzare un compito che
rendesse manifesta la totale mancanza d'un qualsiasi interesse
personale nell'attività politica che svolgevo per la mia città, e
ho trovato compagni di strada come Taverna, Malara, Massa, Ravarino, Casa, Ratto, Graziano non soltanto leali ma, anche, portatori
d'una forte concezione dell'impegno individuale, spesso anche con il
costo di sacrifici non comuni.
Sono grata a ciascuno di loro a nome
della città intera, quali che siano le scelte elettorali che i
cittadini avevano fatto: sappiano, i cittadini di Crescentino, di
aver avuto alla guida della città donne e uomini preziosi, che hanno
sempre operato per il bene comune e mai per stessi, quando hanno
fatto bene o anche quando hanno sbagliato. E quando hanno sbagliato,
se errori ci sono stati, la responsabilità è stata sempre mia, comunque.
L'idea è stata di mostrare concretamente che è possibile esercitare il
potere pubblico con le mani pulite e senza badare a interessi di
parte. Solo un'assunzione, alla Mossi&Ghisolfi, soprattutto perché nemmeno a me comunicata anche solo per pura cortesia, mi ha fatto molto male. Per me, per noi, essere alla guida del Comune non è stato mai
conquista del potere ma gestione degli interessi comuni, spesso con a disposizione più fantasia che non soldi se non i propri (vero, dott. Ravarino?). In questo,
qualcuno, purtroppo, è mancato, e ha minato l'efficacia del nostro
lavoro e la coesione del gruppo, al punto che il presunto “candidato
del popolo” non è riuscito a trovare per la sua lista elettorale in
preparazione nemmeno l'adesione di coloro che, eppure, erano stati
suoi compagni nella difficile avventura di “Amare Crescentino”.
Le figure divisive raccolgono soltanto
tempesta (io, nella mia ingenuità, sono perfino stata più volte a
parlare con i dirigenti provinciali del partito comunque coinvolto,
perchè riportassero alla ragione chi stava danneggiando il nostro
comune lavoro). L'ultima esternazione pubblica così furente e fuori da ogni ragionevolezza mi ha però costretto
a un atto che per 5 anni non avevo voluto decidere, perchè io “amo
Crescentino”. Però, c'è un limite.
Quando, tra non molto, tornerò al mio
lavoro professionale e alla vita privata, potrò essere orgogliosa
delle energie e del tempo che in questi difficili momenti ho
dedicato alla mia città, per tentare di aiutarla a venir fuori dalla
drammatica crisi che sta vivendo insieme con il nostro Paese.
venerdì 14 febbraio 2014
Una targa per Josef Steiner, ultima opera dei fratelli Salati
Sabato 15 febbraio, alle ore 15, scopriremo in via Roma, accanto alla porta di Palazzo De Gregory, una targa in ricordo di Joseph Steiner, il cittadino tedesco a lungo residente a Crescentino, proprio in quel palazzo, che con la sua azione diplomatica contribuì a salvare molti crescentinesi negli anni tragici del nazifascismo e della Resistenza.
A ricordare la figura di Steiner sarà la prof. Marilena Vittone.
La targa marmorea, che reca una frase di Primo Levi, è l'ultima opera dei Fratelli Salati, prima dell'imminente chiusura del loro celeberrimo laboratorio artigiano. Se ne va, con la loro sapienza che riassume più generazioni di maestri, un altro pezzo di una Crescentino capace di primeggiare, bonaria e operosa. Grazie al loro talento, con l'augurio di un riposo sereno in questa stagione della loro vita.
giovedì 13 febbraio 2014
Correttore di bozze
"Solo più" in italiano non si dice, e non si scrive. E' un piemontesismo che traduce letteralmente "mac pi".
lunedì 10 febbraio 2014
Nicoletta Ravarino: la serata per i risicoltori
Di Nicoletta Ravarino, assessore alla Cultura e all'educazione.
La serata del 5 febbraio è stata dedicata ai nuovi aspetti della risicultura nella sfida del mercato globale.
Sono intervenuti la dott.ssa Cinzia Mainini e Dott. Vito Baroni , ricercatori presso il Dipartimento di Studi per l'Economia e l'Impresa dell'Università degli Studi del Piemonte Orientale.
Chi ha sfidato la serata piovosa è stato ricompensato dalle idee offerte dalla bravura dei 2 relatori che hanno analizzato il panorama italiano, valutando i pro e i contro della nostra organizzazione agricola a vocazione risicola.
Solo per citare 2 dati statistici, la produzione italiana rappresenta il 56% a livello europeo contro lo 0,4% a livello globale. Il che permette di capire che la sfida va compattuta soprattutto facendo forza sulla peculiarità del nostro prodotto.
Quindi mantenimento dei livelli di qualità a fronte di una riduzione del 13% dello scorso anno del coltivato, con problematiche legate alla parcellizzazione del settore. Le nuove strategie passano, alla luce della riduzione dei contributi europei, attraverso la capacità degli agricoltori di fare cooperazione, requisito fondamentale in futuro per avere accesso ai fondi europei.
Questo il primo grosso problema che i relatori intravvedono: iniziare a ragionare non più in termini individuali ma collettivi. Non ci siamo abituati.
L'Europa prevede anche la costituzione di aree di rispetto per salvaguardare la biodiversità, per i terreni meno produttivi. E potrebbe essere un'opportunità per il territorio favorire fonti di reddito alternative, ad esempio legate al turismo europeo di birdwatching, cioè l'osservazione degli uccelli, un'attività e una passione che godono di un successo crescente.
Nel nostro territorio esistono già aree dedicate, come la palude di SanGenuario, e cascina Ressia che adeguatamente potenziate potrebbero rientrare in questi circuiti.
Le relazioni sono state esaustive. Si è parlato nella prima di sviluppo locale, distretti agroalimentari e ampiamenti di risicoltura.
Nella seconda relazione, più tecnica, si sono affrontate le soluzioni finanziare innovative per favorire accesso al credito e sviluppo locale.
Alla fine, vivace dibattito.
I relatori hanno soddisfatto a pieno la miriade di domande dei presenti che ho intervistato alla conclusione.Tutti molto soddisfatti ma un po' scettici per quanto riguarda la cooperazione. Alcuni hanno citato esperienze pregresse non troppo positive.
Cercherò di organizzare, a breve, un altro evento analogo, fermamente convinta che la formazione sia fondamentale per un processo di ammodernamento anche rapido a cui siamo tutti tenuti se non vogliamo restare ai margini . I relatori hanno raccolto un questionario con i temi di approfondimento desiderati , che saranno oggetto del prossimo incontro.
Vorrei vedervi ancora più numerosi perchè è in gioco la nostra sopravvivenza, e mi piacerebbe insieme con voi mettere le basi per una strategia vincente che faccia crescere il nostro paesello, come abbiamo cercato di fare con la rete informatica.
sabato 8 febbraio 2014
Un complesso maschile
Di Natalia Aspesi, da Repubblica dell'8/2/14
Un tempo c'erano le madonne e le puttane, e ogni donna aveva la sua collocazione e la sua funzione. Adesso le donne invadono luoghi, per esempio gli anfratti della politica, dove per secoli avevano diritto di accesso solo gli uomini.
Che se le trovano sempre tra i piedi, un po' puttane forse, visto che se fossero madonne starebbero a casa. Certe addirittura ai vertici del potere, e va bene la parità, ma non esageriamo: si ricordano uomini importanti sghignazzare su donne che non avrebbero dovuto essere importanti in quanto culone, vecchie, inscopabili, e fare arrivare anche al governo le meritevoli, cioè le giovani e belle, idealmente scopabilissime.
Urge una riflessione sul complesso di inferiorità degli uomini, che quelle cose là pensano di non meritarsele gratis, e si sentono costretti a pagare, con denaro, o addirittura poltrone, le gentili officianti e parenti. Quelle che ci arrivano per conto loro, alle poltrone, devono per forza essere un nuovo tipo pericoloso di puttana esente da baratti sessuali: quindi, meritevoli di insulti.
Un tempo c'erano le madonne e le puttane, e ogni donna aveva la sua collocazione e la sua funzione. Adesso le donne invadono luoghi, per esempio gli anfratti della politica, dove per secoli avevano diritto di accesso solo gli uomini.
Che se le trovano sempre tra i piedi, un po' puttane forse, visto che se fossero madonne starebbero a casa. Certe addirittura ai vertici del potere, e va bene la parità, ma non esageriamo: si ricordano uomini importanti sghignazzare su donne che non avrebbero dovuto essere importanti in quanto culone, vecchie, inscopabili, e fare arrivare anche al governo le meritevoli, cioè le giovani e belle, idealmente scopabilissime.
Urge una riflessione sul complesso di inferiorità degli uomini, che quelle cose là pensano di non meritarsele gratis, e si sentono costretti a pagare, con denaro, o addirittura poltrone, le gentili officianti e parenti. Quelle che ci arrivano per conto loro, alle poltrone, devono per forza essere un nuovo tipo pericoloso di puttana esente da baratti sessuali: quindi, meritevoli di insulti.
venerdì 7 febbraio 2014
domenica 2 febbraio 2014
Chi si fa agnello, il lupo se lo mangia
(Da Esopo, segue traduzione…)
Lupus et agnus
Ad rivum eundem lupus et agnus venerant, siti compulsi.
Superior stabat lupus, Tunc fauce improba "Cur - inquit - turbulentam fecisti
aquam mihi bibenti?"
Laniger contra timens "Qui possum - quaeso - facere quod quereris, lupe?
A te decurrit ad meos haustus liquor."
Repulsus ille veritatis viribus: "Ante hos sex menses male - ait - dixisti mihi". Respondit agnus: "Equidem natus non eram!" "Pater, hercle, tuus - ille inquit - male dixit mihi!" Atque ita correptum lacerat iniusta nece. qui fictis causis innocentes opprimunt. |
Il lupo e l'agnello
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