Qui sotto, preso da "Il Post", c'è un racconto sereno ed equilibrato della situazione ligure, a pochi giorni dalle elezioni regionali. Continuiamo così, facciamoci del male... evvai.
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Liguria
La situazione del centrosinistra in Liguria è piuttosto complicata. Raffaella Paita del PD, considerata vicina al segretario e presidente del Consiglio Matteo Renzi, ha ottenuto la candidatura a presidente della Liguria dopo aver vinto le primarie superando Sergio Cofferati, che aveva contestato il risultato denunciando irregolarità e annunciando che avrebbe lasciato il Partito Democratico. Paita – che è anche assessore regionale del PD alle Infrastrutture e alla Protezione civile – è indagata per quanto accaduto a Genova durante l’alluvione del 9 e 10 ottobre del 2014 e per il voto del prossimo 31 maggio aveva cercato un’alleanza con partiti di destra per governare in Liguria, similmente a quanto sta accadendo col governo nazionale.
La situazione del centrosinistra in Liguria è piuttosto complicata. Raffaella Paita del PD, considerata vicina al segretario e presidente del Consiglio Matteo Renzi, ha ottenuto la candidatura a presidente della Liguria dopo aver vinto le primarie superando Sergio Cofferati, che aveva contestato il risultato denunciando irregolarità e annunciando che avrebbe lasciato il Partito Democratico. Paita – che è anche assessore regionale del PD alle Infrastrutture e alla Protezione civile – è indagata per quanto accaduto a Genova durante l’alluvione del 9 e 10 ottobre del 2014 e per il voto del prossimo 31 maggio aveva cercato un’alleanza con partiti di destra per governare in Liguria, similmente a quanto sta accadendo col governo nazionale.
Per gli stessi motivi di Cofferati, a seguito dell’esito delle primarie, Luca Pastorino, sindaco di Bogliasco e parlamentare vicino a Pippo Civati, si è dimesso dal gruppo del PD alla Camera entrando nel gruppo misto e candidandosi alla presidenza della regione appoggiato anche da SEL, da altri partiti di sinistra e da alcuni deputati critici con il PD nazionale. In questi ultimi giorni – anche dopo l’uscita dal PD di Civati, che ha raggiunto Pastorino in Liguria per la campagna elettorale – ci sono state diverse discussioni e polemiche da parte del PD: c’è chi ha invitato gli elettori e le elettrici liguri a «turarsi il naso e a votare PD» e c’è chi ha accusato i “fuoriusciti” di voler far perdere Paita e vincere il centrodestra. Pastorino e Civati hanno risposto: «se Paita non vince non deve certo dare la colpa a chi non la vuole votare. È una tautologia: la volessero votare in molti, vincerebbe».
Il centrodestra ha candidato Giovanni Toti, originario di Viareggio, sostenuto da sette liste: Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Nuovo Psi, Riformisti, Ap-Liguria, Liberali. Alice Salvatore è la candidata del Movimento Cinque Stelle. Gli altri candidati sono Antonio Bruno per Progetto Altra Liguria (lista che si ispira al leader greco Tsipras); Enrico Musso, per la lista di centrodestra Liguria Libera; Matteo Piccardi del Partito comunista dei lavoratori; Mirella Batini per Fratellanza donne.
Sulla Stampa di oggi Amedeo La Mattina fa il punto della situazione in Liguria dove l’esito delle elezioni è piuttosto incerto. E dice:
«I due fuoriusciti dal Pd stanno provocando una preoccupante emorragia di voti che potrebbe far perdere la candidata del Pd o consegnarle una vittoria senza maggioranza. Il primo giugno la Paita rischia di poter contare solo 15 consiglieri regionali su 30 e di non riuscire a governare la Liguria. Sarebbe un’anatra zoppa. A quel punto il vertice del Pd non esclude nulla, anche alleanze con Forza Italia e Ncd».










