mercoledì 3 febbraio 2016

Grillo è tornato in teatro: "Voglio la libertà, basta grillini"

Mai vi sarà accaduto di leggere una recensione così rapida... Grillo è tornato in teatro, al suo mestiere, e qui sotto l'agenzia Ansa racconta cos'è successo a Milano la sera di martedì 2 febbraio.



 Torna sul palco per recuperare "la libertà", Beppe Grillo, che questa sera a Milano ha debuttato con il suo nuovo spettacolo caratterizzato dalla "schizofrenia" del suo personaggio. Il politico che ha fondato il Movimento 5 Stelle e vuole liberarsi del ruolo di leader. E il comico che ha sempre cercato di essere scomodo e vorrebbe tornare predominante. 
'Grillo vs Grillo', il titolo dello spettacolo che sarà a Milano fino a venerdì, poi a Roma. Sul palco è apparso per primo un ologramma del Grillo politico (in giacca e cravatta), in scena a parlare del successo del Movimento 5 Stelle. 
Ha anche ironizzato sulle espulsioni: "I parlamentari? Sono rimasti in tre ma va bene". L'ologramma di Grillo ha detto che il M5S "è un grande, grandissimo movimento, e' la grande arca di Noè, l'arca dei grandi disadattati". 
Poi a un certo punto è entrato in scena, in carne e ossa, il Grillo comico, camicia bianca fuori dai pantaloni, che guardava il suo ologramma politico con sguardo sconsolato: "Ma come è successo? Come sono riuscito a fare questo movimento che forse è il primo movimento italiano? Io scherzavo!", ha detto il fondatore dei 5 Stelle suscitando i primi applausi.
"Sto perdendo la mia libertà - il cuore del Grillo pensiero una volta svanito l'ologramma -, sono stato 5, 6, 8 anni con questo sdoppiamento di personalità. Prevaleva prima la personalità del comico, poi quella del politico. Ma non si può pensare che possa continuare questo casino. Io voglio tornare ad analizzare la realtà come facevo prima". 
Così determinato da suscitare una grande risata quando ha sbottato: "Non voglio più vedere grillini, sono 7 anni che vedo solo grillini". E quando ha confessato in tono semiserio: "Abbiamo rubato tutti, ho rubato una canzone persino a Pippo Franco!". Grillo ha mostrato di ricredersi un po' sugli effetti positivi dell'Expo di Milano. E ha immaginato un'unica tassa sui consumi al 50% per finanziare un reddito universale. 
Per il resto lo spettacolo è stato un sunto di quanto ha fatto e detto Grillo in tutta la sua carriera pubblica, senza azzannare la stretta attualità. Il comico, appunto, e il politico che non riesce a uscire definitamente di scena. Con un pubblico che ha fatto la fila sotto la pioggia per entrare ma è apparso piuttosto freddo durante lo spettacolo e avaro di applausi.
    In teatro, a Milano, anche l'altro fondatore del M5S, Gianroberto Casaleggio, la cui figura è entrata più volte in scena sotto forma di ologramma. E il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, del direttorio del movimento. "Parleremo di futuro", ha detto Di Maio arrivando. Secondo lui Grillo non uscirà definitivamente di scena ma "sarà il garante di un movimento che però continuerà a camminare sempre di più sulle sue gambe". 
Quello che poi si è visto sul palco, due anni dopo il tour sui mali dell'Europa portato in giro da Grillo prima delle elezioni per il Parlamento Ue. Alla fine per il comico-politico bisogna smettere di pensare che la società sia divisa in destra e e sinistra. La differenza, per Grillo, e' "fra chi ha il cervello e chi non ce l'ha". 
"Io non sono andato via. Io osservo. Ma dobbiamo cambiarlo questo paese e ognuno deve fare la sua parte". Così Beppe Grillo ha chiuso il suo spettacolo, dopo aver abbracciato il suo ologramma e aver auspicato che il comico e il politico siano una sola persona: e si è fatto mandare a 'vaffa' dal pubblico per chiudere in bellezza.

martedì 2 febbraio 2016

L'innamoramento nel Terzo Millennio (e in tutti i secoli)

Mi è piaciuto molto questo "Buongiorno" di Massimo Gramellini comparso questa mattina su La Stampa, e mi piace condividerlo con voi
MV

Cirinnamoreremo
di Massimo Gramellini 


Nel giorno in cui il Senato comincia a votare la legge Cirinnà viene naturale chiedersi su chi si fondi davvero una famiglia. Su un uomo e una donna, oppure su due persone che si amano a prescindere dal proprio sesso? In natura ogni creazione presuppone il maschio e la femmina. Ma prima di tutto, anche del maschio e della femmina, la natura riconosce l’energia dell’amore. Due uomini o due donne che si amano sono da ritenersi contro natura più di un uomo e di una donna che stanno insieme detestandosi? Offende l’intelligenza emotiva di chiunque considerare famiglia naturale il tizio che ieri a Pozzuoli ha dato fuoco alla compagna incinta e famiglia innaturale la signora che accudisce in ospedale la sua fidanzata malata. In nome di quale principio astratto, ormai solo in questa nazione che ha la ventura di confinare con il Vaticano, bisognerebbe impedire a due individui dello stesso sesso di vedere riconosciuta la loro unione da una legge dello Stato?  

Quanto al temuto articolo 5 sull’adozione del figlio del partner, non è il cavallo di Troia per l’utero in affitto, ma il tentativo di risolvere una questione che riguarda poche centinaia di coppie omosessuali con cui vive un figlio rimasto privo dell’altro genitore biologico. Nell’ipotesi di morte del genitore superstite, è preferibile che il bambino rimanga nella casa e tra gli affetti in cui è cresciuto o che cominci il gioco dell’oca degli sballottamenti e magari degli orfanotrofi? Anche in questo caso la risposta è suggerita dall’amore. E l’amore non è mai contro natura. 


sabato 30 gennaio 2016

Greppi si inalbera, ma...

... Ma io non sono mica la proprietaria del Vickingo...
(lui, dell'agriturismo, sì)

mercoledì 27 gennaio 2016

Greppi e le questioni di opportunità o di conflitto di interesse

Leggo sul periodico "La Periferia", a proposito del programma di Carnevale:
Sabato 30 gennaio, ore 20,30
"Cena di Gala del Carnevale in onore della quarantaduesima Regina Papetta, presso il salone delle feste dell'Agriturismo Greppi...".
Io avrò finito due mandati con una maggioranza diversa da com'ero partita, come Greppi dice sul blog di Mauro Novo (la seconda volta, più che diversa, molto ridotta in verità), però su questo blog non ho neanche parlato del libro di mio marito appena uscito, anche se non sono sindaco di niente, perché il libro non riguarda Crescentino o i problemi generali che tratto di solito nello spazio. 
Invece vedo che il mio successore tanti problemi di conflitti di interesse, o anche soltanto di semplice opportunità, non se li pone proprio, nei rapporti fra la carica istituzionale e le sue attività private, tra l'altro con il Carnevale che dal Comune riceve un finanziamento e sponsorizzazione (giustamente).  Poi magari la cena è gratuita, e allora ritiro tutto. 
Lo dico solo per sottolineare quanto siamo diversi (cosa evidente, ma lo dico una volta in più).  Io non l'avrei fatto mai, se avessi avuto un ristorante. 

PD Crescentino: La mensa, il palazzetto gelato... E rifugiati alle Case Bianco?

Un comunicato stampa del PD di Crescentino
Un pessimo inizio d'anno
Fra Mensa, palazzetto gelato
E sfratti alle Case Bianco
(Arrivano i rifugiati?)

La Comunità crescentinese assiste dall'arrivo dell'Amministrazione Greppi a una serie di criticità che vengono assorbite in modo ovattato, quasi a rendere invisibili problemi che sono sotto gli occhi di tutti e che si vanno via via ampliando. 
Non parliamo soltanto della mensa scolastica, il cui bubbone è scoppiato in questi giorni con un caos di riunioni e contro riunioni, dopo l'allarme lanciato dal solito Consigliere in cerca di visibilità .
E' la situazione complessiva che fa acqua da tutte le parti.
2. Le strutture destinate allo sport, con l'inverno si trasformano in igloo. Genitori di bambini che al Palazzetto partecipano ai Campionati di Basket, ma anche adulti che praticano lo stesso sport, lamentano una temperatura di 12 gradi, nel l'indifferenza silenziosa del Comune e purtroppo anche di altri frequentatori in passato ben più esigenti.
3) Il Mercato. È' stato risistemato per motivi di sicurezza, giustamente. Purtroppo non è stato usato il minimo senso pratico e merceologico, con il rischio imminente di abbandono di commercianti e del depauperamento dell'appuntamento storico del venerdì.
4.Sulla CH4, dopo tanto vociare, è caduto il silenzio ma non la puzza, che torna a farsi viva malgrado il freddo invernale, in questi giorni. Non si hanno più avute notizie, negli ultimi 2 anni, dei controlli dell'Arpa né di vigilanza del Comune. Sarebbe opportuno che il Sindaco desse informazioni sugli ultimi sviluppi.
5. Ma il detonatore finale di questo quadro fosco è la fine del progetto di Social Housing nelle case Bianco. Voluto dalla precedente Amministrazione per andare incontro alle famiglie più povere e con bambini, favorendo un avvio di uscita dalla povertà con lavori socialmente utili e coinvolgimento della Protezione Civile, tale percorso è stato dapprima abbandonato rinunziando ai lavori socialmente utili, e ora stanno per arrivare ai residenti lettere di sfratto.
Nel frattempo, la proprietà si starebbe attrezzando per ospitare negli stessi locali rifugiati e/o profughi, di intesa con la Prefettura.
6) Registriamo invece con piacere l'apertura di una pagina di Facebook da parte della Sig. Elisabetta Mancuso, sui diritti delle persone gay, lesbiche e transgender. Sperando che questo sia di buon auspicio in vista della votazione di giovedì.
PD di Crescentino 

venerdì 22 gennaio 2016

Il nuovo mercato del venerdì e una gola profonda

Ricevo da posta privata e volentieri pubblico, perché mi fa persino sorridere:
"Ciao Marinella.
Questa mattina sono uscito e ho visto come hanno spostato il mercato. Mi sono detto che se c'era la Marinella avrebbe avuto gli ambulanti sotto casa con a capo il Mosca".
ehehehehe

giovedì 21 gennaio 2016

Butti la sigaretta per terra? 300 euro di multa dal 2 febbraio (150 per i fazzoletti)

Sulla Gazzetta Ufficiale è stata pubblicata la legge sulla "Green Economy" (al Governo Italiano la lingua italiana non piace molto) secondo la quale gettare a terra o nelle acque e negli scarichi (tombini compresi dunque) causa - a partire dal 2 febbraio 2016 - una multa che va dai 30 ai 300 euro. 
Parte da 30 euro e arriva a un massimo di 150, invece, la sanzione amministrativa per chi butta a terra, nelle acque, nei tombini o negli scarichi: scontrini, fazzoletti di carta, gomme da masticare.
E' la volta che il Comune di Crescentino (se si applica) può diventare ricco. 

La Gazzetta, La Sesia, La Periferia. La crisi è fatta di tanti particolari...

Quando vengo a casa, trovo sempre ad aspettarmi una pila di giornali locali. Me li faccio comprare tutti, sempre. I giornali sono una grande parte della mia vita, e anche se il mio rapporto con le pubblicazioni di qui durante i miei due mandati di sindaco è stato tumultuoso, con 2 su 3 testate querelate (una è in corso, l'altra vinta come ho spesso raccontato), penso di non perder mai di vista la loro posizione sul mercato, la linea, le risorse di cui dispongono.  E credo in modo oggettivo. 
Internet ha colpito duro sulla lettura quotidiana dei giornali, che già non è mai stata in Italia particolarmente brillante. Vedendo i tagli di spesa nelle grandi testate, a partire dal Corrierone della Sera e da La Stampa o Repubblica, immagino le sofferenze locali. Poi, esse si materializzano in vari modi. Ed è crisi, non c'è alcun dubbio. 

La GAZZETTA di Umberto Lorini ha appena annunciato il ritorno alla formula quindicinale, che sarà affiancata da un sito, del quale ormai i giornali non possono più fare a meno. La Gazzetta è una mia grande nemica, il perché mai l'ho capito e ci ho anche sofferto: ma per amor di verità debbo dire che è il giornale più professionale della nostra zona, se non fosse per le intemerate nelle quali il direttore si infila, con una serie di nemici da puntare fissi, con attacchi o con silenzi (nel caso di Gabriele Massa, per esempio: e anche all'opposto di Mauro Novo, mi accorgo a posteriori che mi era rimasto nei pensieri e non era uscito sui tasti).  Se uno non capita nel cerchio d'ombra o in quello di fuoco, non se ne accorge magari neanche. Però restano metodi (l'uno e l'altro) incomprensibili sul piano professionale, e a lungo andare penalizzanti perché i lettori amano pensare ai giornali come oggettivi, e qui il gioco è troppo scoperto. 

Proprio la Gazzetta ha annunciato che la SESIA, giornale bisettimanale storico del Vercellese, ha licenziato due redattrici, e la redazione è ora ridotta a tre persone, compreso il Direttore. La penuria di personale è evidente, il giornale si è assai impoverito, e dispiace veramente vederlo così aereo. Dispiace anche che Crescentino sia sempre più ridotta a una mezza pagina insieme con Fontanetto, ma è anche vero che nella nostra cittadina si vive una prolungata stagione di letargo umano e culturale e sociale. 

LA PERIFERIA invece sembra lievitare, con la sua prima pagina sempre puntata su qualche morto (mi facevano morir dal ridere le recensioni di Lorini sulla Gazzetta, a queste prime pagine sempre luttuose). Materiale fotografico locale abbondantissimo, che fa sempre acquistare copie, e sagre carnevali bellezze, un po' di sesso pruriginoso che dà pepe. Ma anche lì le idee mancano, e l'attenzione pure: Maria Giulia Alemanno, la pittrice di Crescentino che sta esponendo a Cuba, nell'ultimo numero viene definita "fotografa", il che denota conoscenza scarsa del territorio.
Ma poi si sa in che condizioni terribili si possa lavorare con tante pagine da fare (un lavoro difficile che richiede appunto attenzione e conoscenza) e poche persone al lavoro. 

Che brutta stagione per il giornalismo, grande o piccolo. Se non si è delle star del settore, la vita è veramente miseranda (come gli stipendi, del resto). 

sabato 16 gennaio 2016

SEL ha fatto il primo passo verso nuova Sinistra

SEL ha fatto il primo passo verso il sogno di una sinistra unita. L'Assemblea Nazionale del partito ha votato, con un solo contrario, lo stop al tesseramento 2016.
SEL parteciperá all'assemblea del 19/20/21 febbraio, promossa dall'appello "per la sinistra di tutti" con l'obiettivo di costruire "un nuovo soggetto politico della Sinistra italiana".
(Fonte: Ansa)

giovedì 14 gennaio 2016

Quel Ragazzo che Si Vuole Ammazzare

Come si è spostato il senso della nostra umanità, alla luce dei numerosi arrivi di genti che altrove soffrono, oppure (anche) uccidono? Se lo chiede Massimo Gramellini, nel suo doloroso Buongiorno su La Stampa di mercoledì 13 gennaio.
Marinella

Nella civilissima Ferrara un ragazzo nigeriano si butta sotto un treno in corsa e subito sul web cominciano le olimpiadi del disumano: brindisi, evviva, uno di meno. Chi si azzarda a commiserare il suicida viene accusato di ipocrisia: ma come, per una volta che uno di questi mangiatori a sbafo si toglie spontaneamente dai piedi? La medaglia d’oro della desolazione va al tizio che critica quelli che gioiscono, ma solo perché non si rendono conto che la disgrazia ha provocato disagi ai passeggeri.  

Questi commenti anonimi, denunciati dal giornale online «Ferrara Italia», registrano un umore sempre più diffuso. A dettarli sono la paura dell’immigrato non integrabile, la rabbia per i trattamenti di favore di cui godrebbe rispetto ai residenti. Quel rancore del piccolo borghese impoverito verso i miserabili e i poteri forti che storicamente è alle origini di tutti i movimenti razzisti. Il cosiddetto «buonismo» finge di ignorare il problema e finisce per annegarlo in una melassa di buone intenzioni impraticabili. Ma quando la morte di un essere umano non suscita più neanche un sussulto di immedesimazione significa che la guerra di civiltà, agognata dal Califfo e non disdegnata dai lepenisti d’Europa interessati a fare cassa elettorale a qualunque costo, ha piantato il suo seme venefico nei cuori. Resta da capire quale sia la civiltà sotto attacco che certa gente si sente in dovere di difendere: quella che esulta per un giovane depresso gettatosi sotto un treno non sembra, a occhio, troppo superiore alla visione del mondo reclamizzata dai tagliagole dell’Isis. 

mercoledì 6 gennaio 2016

Buon Anno anche al Teatrino Civico


Questa foto l'avete già vista, in un lontano passato. E' il teatrino del Palazzo Comunale, rimasto chiuso e via via degradato fino a questo stato, dopo che sono scomparse anche le quinte di legno in verde acqua e dipinte di oro, certo da restaurare ma c'erano, le avevo fatte portare nel magazzino della Protezione Civile nel 1999 prima di andarmene e non le ho mai più trovate, quando le ho cercate prima di cominciare i lavori di ristrutturazione.
Nessuno - nessuno - si ricordava di averle mai viste, quando ho chiesto notizie al mio ritorno in Municipio nel 2009. Io me le ricordo benissimo. Strano no?
Comunque il teatrino è rinato, e questo che vedete è solo un utile ricordo di come può andare in rovina il bene collettivo, quello di tutti noi, quando semplicemente lo si lascia andare.
Per 110 anni.
Come sia ora il teatrino, così bello con le sue poltrone rosse di velluto, lo sanno in pochi. Esso è chiuso a chiave e destinato a ri-marcire per altri 110 anni?
Così sembra che potrebbe succedere. 
Mi auguro di no.
Buon anno e Buona Befana a tutti voi, e anche al nostro Teatrino Civico. 


giovedì 31 dicembre 2015

Buon 2016 a tutti

Avevo una zia (magna Tinin...) che era nata il 29 febbraio. Questo 2016 è bisestile, e avrebbe potuto festeggiarlo, se avesse resistito fino ai 115 anni.
Chissà se quelli che compiono gli anni il 29 febbraio invecchiano di meno...
Pensieri a caso (e anche un po' stupidi per alleggerire) con un anno in più che ci lasciamo alle spalle, così duro, difficile in tutto il mondo. Così spaventoso per certi versi, con il terrore che si è sparso come una polvere mefitica ai quattro angoli del pianeta.
Vi auguro di non perdere mai la fiducia, né la pazienza. Due cose che noi Crescentinesi abbiamo poco. Ma bisogna coltivarle (io per prima)
Buon Anno a tutti, con il corazon
Marinella 

giovedì 24 dicembre 2015

Buon Natale a Crescentino


Tanti auguri a tutti i Crescentinesi che passano di qui, con una fantasiosa poesia del grande Gianni Rodari
Marinella 

Il pianeta degli alberi di Natale
Dove sono i bambini che non hanno 
l'albero di Natale 
con la neve d'argento, i lumini 
e i frutti di cioccolata? 
presto, presto adunata, si va 
sul Pianeta degli alberi di natale, 
io so dove sta. Che strano, beato Pianeta… 
Qui è Natale ogni giorno. 
Ma guardatevi attorno: 
gli alberi della foresta, 
illuminati a festa, 
sono carichi di doni. 
Crescono sulle siepi i panettoni, 
i platani del viale 
sono platani di Natale. 
Perfino l'ortica, 
non punge mica, 
ma tiene su ogni foglia 
un campanello d'argento 
che si dondola al vento. 
In piazza c'e' il mercato dei balocchi. 
Un mercato coi fiocchi, 
ad ogni banco lasceresti gli occhi. 
E non si paga niente, tutto gratis. 
Osservi, scegli, prendi e te ne vai. 
Anzi, anzi, il padrone 
Ti fa l'inchino e dice:"Grazie assai, 
torni ancora domani, per favore: 
per me sarà un onore…" Che belle le vetrine senza vetri! 
Senza vetri, s'intende, 
così ciascuno prende 
quello che più gli piace: e non si passa 
mica alla cassa, perché 
la cassa non c'è. Un bel Pianeta davvero 
Anche se qualcuno insiste 
A dire che non esiste… 
Ebbene, se non esiste, esisterà: 
che differenza fa?

sabato 19 dicembre 2015

Il cardinale Bertone, il suo attico, la donazione al Bambino Gesù e i Vescovi di Vercelli...








. BERTONE FA DONAZIONE A OSPEDALE, FITTIPALDI: "E' AMMISSIONE DI COLPA"

Argomento scottante, quello dell'attico del cardinale Bertone di 300 m quadri mentre il Papa se ne sta in una stanzetta a Santa Marta. Vedrete finalmente qui sotto l'attico, entrato ormai nell'immaginario collettivo come il famoso appartamento di Scajola, il pagamento del quale era avvenuto "a sua insaputa". 
Il recente annuncio della donazione di 150 mila euro da parte del cardinale all'ospedale pediatrico Bambin Gesù sta buttando benzina sul fuoco, come leggerete, ripreso da Dagospia, su questo articolo di Repubblica online. 
Ma prima, una notazione. Da queste parti forse abbiamo dimenticato che il cardinale Bertone, originario di Romano Canavese, è stato Vescovo di Vercelli. Me lo ricordo bene io, era durante il mio primo mandato, e venne al Santuario per una cerimonia, alla quale naturalmente partecipai munita di fascia. Un uomo cordiale, e sorridente, stretta di mano molto energica e amicale quando il Parroco Don Luigi (che sant'uomo, ve lo ricordate?) mi chiamò a sé per presentarmelo. 
Aveva cominciato qui il suo cursus honorum che lo avrebbe portato in Vaticano su decisione di Giovanni Paolo II, di cui fu stretto collaboratore così come di Ratzinger, il Papa ora a riposo, che lo aveva nominato cardinale e poi Segretario di Stato nel 2007. Nel 2014, Papa Francesco gli ha dato il benservito. 
Tra l'altro, il secondo Vescovo di Vercelli che ho conosciuto (si fa per dire) è stato Masseroni, sempre al Santuario, in occasione della posa della prima pietra del nuovo Oratorio (a proposito: come vanno i lavori?), con Santa Messa. Anche lì mi precipitai dotata di fascia tricolore com'era ovvio, ma il probo Masseroni non mi degnò di uno sguardo, prima durante e dopo la cerimonia. Avrà pensato: "Chi è quella matta con 'sta fascia addosso?". Vabbé, spero sia andata meglio ad altri sindaci. 
E comunque leggete qui sotto che vespaio con la donazione di Bertone...
Cheers 
Marinella 


Il cardinale Tarcisio Bertone donerà 150mila euro all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Secondo le informazioni contenute nel libro "Avarizia" del giornalista dell'Espresso Emiliano Fittipaldi (ora sotto processo), il suo attico sarebbe stato ristrutturato con i soldi della fondazione dell'ospedale. L'ex segretario di Stato vaticano ha fatto sapere che si ritiene comunque estraneo alla vicenda e che farà la donazione solo per sostenere l'ospedale danneggiato dallo scandalo Vatileaks.
EMILIANO FITTIPALDI AVARIZIAEMILIANO FITTIPALDI AVARIZIA

fotomontaggi su tarcisio bertone by spinozaFOTOMONTAGGI SU TARCISIO BERTONE BY SPINOZA
"Il buon giornalismo - commenta invece Fittipaldi - ha dato dei risultati. Il cardinal Bertone ha sentito la necessità di restituire parte di quei soldi, che ora potranno servire di nuovo alla ricerca contro le malattie dei bambini. Ma la storia dell'attico è solo la punta dell'iceberg del business sugli ospedali vaticani. Ci sono anche spese per feste e un trasporto in elicottero"


2. VATICANO, IL CARDINAL BERTONE RISARCISCE IL "BAMBIN GESÙ" CON 150MILA EUROVATICANO, IL CARDINAL BERTONE RISARCISCE IL "BAMBIN GESÙ" CON 150MILA EURO


Lo fa sapere la presidente della Fondazione, Mariella Enoc, che precisa: l'ex segretario di Stato vaticano, pur considerandosi "estraneo", ha ritenuto un danno i riferimenti nella nuova Vatileaks alla ristrutturazione del suo alloggio con denaro dell'ospedale pediatrico. "E' un atto che gli abbiamo chiesto e che lui ha fatto volentieri"
ATTICO DI BERTONEATTICO DI BERTONE 

"Il cardinale Bertone, riconoscendo che quello che è successo ha costituito un danno per il Bambin Gesù, ha voluto venirci incontro, devolvendo una somma di 150 mila euro". Lo ha fatto sapere il presidente dell'ospedale pediatrico Mariella Enoc, a margine di una visita fatta oggi dal segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, alla struttura. Bertone, ha precisato Enoc, si considera "estraneo e non responsabile", ma ha ritenuto un danno arrecato all'ospedale i numerosi riferimenti che nella nuova Vatileaks sono stati fatti a soldi della Fondazione Bambin Gesù che sarebbero stati utilizzati per fini diversi, tra cui pagare i lavori di ristrutturazione dell'abitazione del cardinale ed ex segretario di Stato vaticano.

Come si legge nel libro Avarizia del giornalista dell'Espresso Emiliano Fittipaldi sulla base dei documenti riservati giunti in suo possesso e per i quali ora è alla sbarra in Vaticano con il collega Pierluigi Nuzzi, autore a sua volta di Via Crucis, e con i presunti artefici della diffusione illecita delle carte: Francesca Chaouqui e il monsignore spagnolo dell'Opus Dei Lucio Angel Vallejo Balda, che furono componenti della Commissione di studio sulle attività economiche e amministrative, organismo voluto dall'allora neo eletto papa Bergoglio per analizzare la situazione patrimoniale e gestionale della Santa Sede, uno studio preparatorio delle sue riforme.

BERTONE PROFITIBERTONE PROFITI
Fittipaldi, in un passaggio pubblicato anche da Repubblica, scrive: "Ma c'è un'altra spesa della fondazione non pubblicata sul rapporto PwC (PricewaterhouseCoopers, ndr) che rischia di imbarazzare il Papa e il Vaticano. Quella che riguarda il pagamento dei lavori della nuova casa di Bertone a palazzo San Carlo. La fondazione, definita da PwC come 'un veicolo per la raccolta di fondi volti a sostenere l'assistenza, la ricerca e le attività umanitarie del Bambin Gesù' ha saldato le fatture dei lavori per un totale di circa 200mila euro, pagati all'azienda Castelli Real Estate dell'imprenditore Gianantonio Bandera".
CARDINAL BERTONECARDINAL BERTONE

Di fronte all'emergere di simili informazioni, la stessa presidente Enoc, lo scorso novembre, aveva affermato: "Se effettivamente le carte dicono che qualcosa è stato tolto, certamente noi chiederemo tutti i danni, non soltanto quelli economici ma anche i danni morali che l'ospedale ha subito". A distanza di un mese, Enoc spiega:  "Abbiamo risolto la questione che riguardava il cardinale Bertone e il suo appartamento, questa vicenda che ha suscitato così tanto scalpore. E' un atto che gli abbiamo chiesto di fare, ma che lui ha fatto volentieri. Il mio incontro con lui è stato molto sereno. Credo che sia un bel gesto, anche un po' di riconciliazione col passato".

giovedì 17 dicembre 2015

Un altro modo di guardare a Licio Gelli


Tutti avrete seguito nei decenni la parabola di Licio Gelli e i suoi percorsi sghembi e furbastri. Dice Bisignani (un altro che di queste tecniche se ne intende) che andandosene a 96 anni, il re della P2 abbia portato nella tomba i suoi veri segreti. Ma fra le sue caratteristiche palesi, l'ex materassaio ne aveva alcune che vengono messe in rilievo dal Buongiorno di Gramellini sulla Stampa di oggi (lo potete leggere qui sotto). E proprio Gramellini mi fa venire in mente tanti personaggi che incontro ed ho incontrato e che conoscete pure voi, anche al nostro Paesello, senza cultura e con quei pochi talenti che sempre funzionano al mondo, e che a Crescentino come dovunque danno risultati. Anche ottimi. 

Marinella  






SfraGelli d’Italia


newsletter
17/12/2015
Di Licio Gelli ho sempre trovato sconvolgente il divario tra l’enormità della sua influenza e la pochezza della sua cultura. Quando uno immagina il Potere tende a raffigurarsi luoghi inaccessibili solcati da creature eteree e raffinate che decidono le sorti degli altri mettendo intelligenza e competenza al servizio di cinismo e crudeltà. Licio Gelli parlava un italiano da terza elementare, trafficava in affari dozzinali e tesseva trame da operetta in una stanza d’albergo di via Veneto dove riceveva cialtroni e spioni, generali e sensali, complottisti e fancazzisti. Era un trapezista del nulla, capace di saltare con una capriola dal fascismo all’antifascismo e di infilarsi in tutti i posti dove ci fosse odore di chiuso e non per aprire le finestre, ma per abbassare le serrande. Non esiste mistero italiano da cui non spunti la sua faccia di italiano qualunque, più furbo che intelligente. E questo la dice lunga sulla qualità mediocre che da noi hanno persino i misteri.  

Mi sono sempre chiesto come mai il Gotha della politica, dell’amministrazione, del giornalismo e dell’imprenditoria si sia servito o messo al servizio di questo misirizzi di provincia, privo di carisma e capace di mettere insieme un cardinale con un generale, ma non tre frasi di senso compiuto. L’unica risposta possibile è che la nostra classe dirigente di intrallazzoni raccomandati senza spessore vale anche meno di Gelli. Allora come oggi, chi ha talento e passione non ha tempo per tramare e millantare, cioè per acquisire potere. È troppo impegnato a lavorare.  

sabato 12 dicembre 2015

Il caso Massa, Greppi sindaco a vita e i rifugiati

Come sanno tutti, e non ho intenzione di nascondere, voglio bene a Gabriele Massa come una zia vuole bene a un nipote. Lo conosco da quand'era piccolo, sono affezionata da sempre alla sua famiglia e ora anche alla sua bambina, Matilda.

Fine del preambolo. Sul piano politico, anche le pietre sanno che la sua gestione della campagna elettorale (mentre era mio Vicesindaco, tra l'altro) mi ha quando meno mortificata e non vado oltre per carità di patria ma ormai chissenefrega. Fine del preambolo 2. 

Tutto ciò premesso, credo che abbia fatto male a sparire nel nulla dopo il mistero della convocazione non ricevuta, o ricevuta, non si sa, per il Consiglio Comunale. Credo che debba ai suoi elettori numerosi una spiegazione, e il silenzio onestamente non lo capisco e non ne vedo la ragione. Punto, e a capo.

Invece mi diverto molto a leggere Greppi che fa il mattatore sul blog di Mauro Novo. Greppi è mattatore di suo, un bell'esemplare di Leone astrologicamente inteso. In questo mandato folleggia addirittura, forte di un'opposizione debole e divisa, con i miei ex Vice che manco si guardano in faccia (una grande vittoria politica del PD dell'epoca, questa), e il prode consigliere Mosca che è sceso dalle barricate dopo l'eroica tenuta per 5 anni (che gli ha fatto molto onore, anche per l'allure così signorile, e soprattutto gli ha fatto guadagnare tanti voti, abbiamo visto). Il Sindaco è dominus a tutto campo o almeno si sente tale. Sognerà una statua sui flutti della fontana luminosa, rarissima opera che ha dato al suo Paese: nel frattempo, in una risposta a non so quale post nel blog di Novo, arriva a prefigurare un altro mandato come un dato di fatto acquisito. 
Se l'opposizione resta quella, potrebbe anche farne tre o quattro, di mandati, legge permettendo. Non si è ancora vista una contestazione ufficiale, per esempio, al non-modo con il quale questa Giunta ha trattato il tema dei rifugiati. Oggi, in cittadine molto più piccole come Saluggia, e anche molto più a destra di Greppi (non so se sia possibile, in verità) si assiste ad un recupero umano di queste persone - non manipoli, ma poche decine - da parte di associazioni di vario tipo, anche legate ai Comuni. Che il nostro si comporti come fa è una vera vergogna. Oltretutto, nel silenzio generale, e in una città dove le forze più sensibili a queste tematiche hanno preso, congiuntamente, circa 1.700 voti alle ultime amministrative. 


Il caso Boschi, la maretta nel PD, Saviano e Bersani ...


Non si parla d'altro in questi giorni della Leopolda di Renzi. Imbarazzante la questione della Banca D'Etruria di cui il padre della ministra Boschi è stato vicepresidente: una delle quattro salvate dal Governo, come si legge qui sotto nell'esauriente articolo della Repubblica online ripreso da Dagospia.
Il PD fa "quasi" quadrato intorno all'alter ego femminile di Renzi, mentre lo scrittore Roberto Saviano ha acceso le polveri chiedendone le dimissioni, dimenticandosi però di dimettersi da se stesso dopo aver copiato on line più volte mentre scriveva gli ultimi libri.
Qui il riassunto della vicenda, e le posizioni dei partiti, da M5S a SEL, sullo scottante argomento banche. Imbarazzante la vicenda lo è, ma tanto sappiatelo che non succederà niente, dopo tanto parlare.
Marinella



Sarà il ministro per le riforme Costituzionali e per i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, a chiudere i lavori della seconda giornata della Leopolda .Ma non si placano le polemiche politiche che l'hanno investita dopo la richiesta di dimissioni giunta da Roberto Saviano per il presunto conflitto di interessi in seguito alla vicenda della Banca Etruria, di cui suo padre è stato vicepresidente, una delle quattro banche 'salvate' dal governo. In molti la difendono a spada tratta.

Il Pd si divide tra chi la difende senza se e senza ma, e chi lo fa ma con qualche distinguo, dando ragione nel merito a Saviano, sostenendo che esagera sulle dimissioni. E chi, invece, chiede al ministro un passo indietro; quasi tutte le opposizioni, tranne la Lega.

M5S, Sel e Fi si schierano con Saviano. "Saviano - dice il Nichi Vendola - ha il merito, o il torto, di chiamare in causa il governo sul conflitto d'interessi. Un ingrediente di retorica renziana fino a quando Renzi non è entrato a Palazzo Chigi. Poi il tema è sparito". Per Annamaria Bernini, Fi, "di fronte a conseguenze così tragiche ed enormi, dovremmo forse accontentarci delle rassicurazioni di Delrio che autocertifica l'assenza di conflitti di interesse del ministro Boschi? Il conflitto, con buona pace del governo, c'è ed è evidente.

Lo hanno capito tutti, risparmiatori compresi. Purtroppo, troppo tardi". "Il ministro Boschi deve dimettersi e il Paese ha diritto di sapere se le misure del governo su Banca Etruria abbiano favorito suoi parenti". Lo chiede in un tweet Alessandro Di Battista, membro del direttorio M5s.

Ex segretario Pd: "Saviano esagera". "Il ragionamento generale" di Roberto Saviano, spiega Pier Luigi Bersani, già segretario del Pd, è "giusto e condivisibile. Ma le sue conclusioni sono esagerate".

Il coro in difesa di Boschi. In difesa del ministro delle Riforme scendono in campo l'Ncd (Fabrizio Cicchitto, senatore: "Se siamo ancora un Paese civile, le responsabilità quali che siano, o addirittura non siano, dei padri non possono ricadere sui figli. Per questo

BOSCHI SAVIANO BERSANIBOSCHI SAVIANO BERSANImaria elena boschiMARIA ELENA BOSCHI
va difesa Boschi". Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, Pd: "Non riesco a capire dove sia il conflitto di interessi, perché quello che ha fatto il governo è stato salvare 4 banche. Non le dirigenze, ma coloro che ci lavorano e tutti i correntisti".

domenica 6 dicembre 2015

I banchetti del PD nelle cronache (avverse) di due giornali

Molto attesi, non dovunque praticati, molto discussi.  Qui potete trovare cronache nazionali dei famosi banchetti PD, attraverso due testate allineate e non, collezionate dal sito Dagospia.com

MV

IL BANCHETTO DELLA DISCORDIA - “REPUBBLICA” CANTA IL PEANA DI RENZI TRA I BANCHETTI MILITANTI DEL PD, “IL FATTO” SMONTA LA PROPAGANDA: “C’ERA POCA GENTE E TANTA DISILLUSIONE” - A ERCOLANO UN 94ENNE VIENE FERITO NELLA RESSA CHE SI SCATENA ALL’APPARIZIONE DI ‘MADONNA’ BOSCHI


1 - RENZI E LE PIAZZE DEL PD "L' ITALIA NON È IN LETARGO" E BERSANI: STIAMO UNITI
Simona Poli e Conchita Sannino per “la Repubblica”

In 380 mila hanno visitato i 2.113 banchetti allestiti da 20 mila militanti Pd da Nord a Sud, per l' iniziativa "Italia Coraggio" promossa da Matteo Renzi. Il segretario premier arriva nella piazza di Rignano sull' Arno verso mezzogiorno, accompagnato dal padre Tiziano che lo scorta fino al banchetto.

renzi tra i banchetti pd a rignanoRENZI TRA I BANCHETTI PD A RIGNANO 
Per il presidente del Consiglio il ritorno nel paese d' origine è un rito frequente nel fine settimana, la gente lo saluta, lui bacia e abbraccia tutti, si fa fotografare, entra in macelleria e in farmacia, si ferma a parlare, fa pure una diretta con la tv dell' Unità. «Oggi succede una cosa meravigliosa», dice, «stiamo animando tutti insieme questa iniziativa in duemila piazze italiane.

Diciamo che il Pd non ha paura e che l' Italia deve essere in grado di ripartire, non siamo in letargo». Alla vigilia dell' apertura del Giubileo si preoccupa ancora una volta di mandare un messaggio rassicurante. «È un momento difficile a livello internazionale», dice Renzi. «Però l' idea di avere la forza di far vedere di cosa l' Italia è capace è un valore per tutti, a maggior ragione per il Pd. Qualcuno vorrebbe che ci chiudessimo in casa per la paura e invece noi usciamo nelle piazze».
orfini tra i banchetti pd a romaORFINI TRA I BANCHETTI PD A ROMA

Ad Ercolano nello stesso momento parla il ministro delle Riforme. Maria Elena Boschi torna nella città degli Scavi a sostenere per il tesseramento il renzianissimo sindaco Ciro Buonajuto ma intorno si scatena la ressa. Quasi cinquecento persone in attesa, senza una transenna di sicurezza, e appena lei si materializza si perde il polso dell' evento.

Tre uomini vengono trascinati a terra, tra loro il 94enne Nicola Loffredo, un sopravvissuto al naufragio del "Corvo Rosso" della II guerra mondiale, che finisce in ospedale con una ferita non grave alla testa. A soccorrerlo proprio la Boschi. Nel Piacentino partecipa anche l' ex segretario Pierluigi Bersani che giudica l' iniziativa «saggia e giusta». «Il Pd deve essere un collettivo - dice - dalle Alpi alla Sicilia».
maria elena boschi a ercolanoMARIA ELENA BOSCHI A ERCOLANO

2 - PD FLOP AI BANCHETTI: POCA GENTE E TANTA DISILLUSIONE
Cosimo Caridi, Luigi Franco e Antonio Monti per il “Fatto quotidiano"

Lui, il premier -segretario, è rimasto nella "sua" Rignano a inaugurare questa "cosa meravigliosa", ovvero i duemila banchetti che il Pd porta in piazza (ieri e oggi) per dare "coraggio" all' Italia che "deve essere in grado di ripartire".

maria elena boschi a ercolanoMARIA ELENA BOSCHI A ERCOLANO 
Ma in giro per le città, a Matteo Renzi, non tutti sono venuti a portare messaggi di assoluta speranza. A Torino, per esempio, c' è tanto materiale da distribuire, ma poca gente. "È la prima volta in un anno che ci chiedono di uscire dai circoli, per parlare con la base. Forse qualcosa sta cambiando", dice Paolo Benedetti, giovane membro di uno dei circoli Pd più in crisi del torinese. "Le tessere erano 200 ora sono 50", gli fa eco Adriana, 32 anni siciliana, iscritta dai tempi dei Ds: "Non sono contenta del partito e nemmeno di Renzi. Ha vinto le primarie, ma il Pd non è suo, per questo ne faccio parte, per cambiarlo".

maria elena boschi a ercolano 5MARIA ELENA BOSCHI A ERCOLANO 5
Il banchetto è al mercato di piazza Madama, nel cuore di San Salvario, quartiere gentrificato dove i ristoranti bio hanno preso il posto dei phone center magrebini, che a loro volta avevano soppiantato le botteghe artigiane. A rappresentare i democratici sono venuti tre trentenni, ma a parlare con loro si fermano solo persone di una certa età: "Del resto la popolazione di Torino è in prevalenza composta di anziani", sottolinea pronto il segretario provinciale Fabrizio Morri.

"Salvini è una merda e i 5stelle sono infidi" giudizi netti quelli della 73enne signora Ricca, professoressa in pensione. "Renzi è un ganzo. Voto Pd da anni, ma questa è la prima volta che faccio la tessera" dice un' altra signora distinta, mentre consegna 50 euro, per l' iscrizione sua e del marito.

maria elena boschi a ercolano 4MARIA ELENA BOSCHI A ERCOLANO 4
Nunzia ha invece le tessere degli ultimi cinque anni tutte conservate gelosamente con la carta d' identità: "Renzi ci guiderà per i prossimi vent' anni, ma scelgo il Pd per Fassino, per il radicamento locale. Vivo qui da 44 anni e la città sta andando sempre meglio".
Non proprio quello che pensano a Roma, dove il commissario del partito, Matteo Orfini, ha scelto di incontrare gli iscritti a Tor Bella Monaca, una delle periferie più complicate della Capitale, con i suoi palazzoni popolari senza manutenzione e i rifiuti che traboccano dai cassonetti.

maria elena boschi a ercolanoMARIA ELENA BOSCHI A ERCOLANO 
A ridosso del mercato rionale una ventina di militanti Pd allestisce il banchetto, ma l'organizzazione è minimale: niente bandiere di partito appese, il volantinaggio non è indicato nemmeno sulla mappa digitale della federazione. La parola d'ordine è disillusione. Verso gli slogan del governo innanzitutto. "L'Italia riparte? Per cortesia, ma avete visto dove siamo? Facciamo i seri", dice un militante. E poi per i dirigenti del partito.

"Credo nel Pd, la base è la nostra forza, ma la federazione romana non ha fatto nulla per questa periferia", riflette amareggiato un pensionato. Orfini ci mette la faccia: "Il Pd vuole ripartire proprio da qui, dove la gente vive situazioni complicate". Una commerciante lo ferma: "Perché hai cambiato idea su Marino?". Lui replica: "Perché ha combinato una quantità di casini, qui per voi ha fatto qualcosa? No. Gli avevo detto di lavorare sulle periferie, non lo ha fatto". Lei insiste: "Tu sei bravo ma Renzi è troppo Fonzie, dice cose che poi non fa, qui siamo nel degrado, devo votare Grillo?".

lotti e bonifazi ai banchetti pd a firenzeLOTTI E BONIFAZI AI BANCHETTI PD A FIRENZE
Orfini sorride: "E che ti risolvono i 5 Stelle? Guarda cosa fanno nel le città dove governano". Il riferimento, ovvio, è a Livorno, dove da giorni è in corso una campagna contro il sindaco M5S Nogarin, accusato di stare mandando a rotoli la municipalizzata dei rifiuti. Ieri, a Livorno, Renzi ha mandato Simona Bonafè e Andrea Romano. Ma l' iniziativa non ha suscitato il clamore previsto: pochi partecipanti, nessuna contestazione.
Non va meglio a Milano.

Accanto al Piccolo Teatro Strehler, di gente, al gazebo del Pd, se ne vede poca. Eppure per buona parte della mattinata è presente il numero due del partito, il vicesegretario Lorenzo Guerini. Con lui una ventina di militanti dei circoli cittadini che si alternano dietro al banchetto. Sopra, in bella mostra, le brochure per promuovere l' operato del governo. Nessun volantino dà invece informazioni sulle primarie. La loro data del resto non è certa, mentre sia il favorito Giuseppe Sala, sia la probabile sfidante Francesca Balzani al momento sono solo candidati potenziali.

guerini tra i banchetti pd a milanoGUERINI TRA I BANCHETTI PD A MILANO
Non resta che ascoltare gli iscritti: "Sala in passato si sarà anche sporcato le mani con quelli di destra - dice Patrizia del circolo Barona - ma ora ha detto chiaramente di essere del Pd ed è una persona capace". Mister Expo ha già ricevuto la benedizione di Renzi: "È l' uomo giusto", sostiene Rita del circolo Giambellino, zona popolare della periferia sud ovest. Lei ha 65 anni, un passato di militanza nel Pci e non è una renziana di ferro ("del premier non mi piace l' atteggiamento da giovane intemperante"), ma su Sala non ha dubbi: "Milano è diventata finalmente una città europea, lui interpreta bene questo momento".

E il rischio di spaccare la sinistra, se Sel non ci sta? "Di divisioni a sinistra ne ho già vissute tante. Se Sel non ci sta, è responsabilità di Sel". Luciana voterebbe invece Emanuele Fiano, che è lì accanto e non si sbilancia sul suo possibile ritiro: "Cosa farò se Sala si candida? Valuterò con serietà quando il quadro si chiarirà".

Sono già cominciate, invece, le manovre per far ritirare Pierfrancesco Majorino. Spiega Paola Giudiceandrea, segretaria del circolo Lia Bianchi: "È chiaro che lui e Balzani si portano via voti a vicenda". Intanto nessuno sa se lunedì partirà davvero la raccolta di firme per le candidature. La data è stata fissata tempo fa, ma l' ultimo litigio tra Pd e Sel non si è ancora ricomposto.