mercoledì 24 febbraio 2016

Il Governatore toscano Rossi si candida segretario PD contro Renzi

Qualcosa si muove nello stagno del potere all'interno del PD, l'avrete letto sui giornali ma mi fa piacere riproporvi qui la dichiarazione pubblicata sull'Huffington Post di Enrico Rossi, Governatore della Toscana. 

Praticamente, un derby... 



Enrico Rossi si candida alla segreteria Pd. "Sono alternativo a Matteo Renzi"

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ENRICO ROSSI
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"Mi candido alla segreteria nazionale del Pd". Lo ha annunciato il governatore della Toscana, Enrico Rossi, parlando con i giornalisti a Pisa. Rossi intende raccogliere le firme per partecipare al congresso del partito che si svolgerà entro la fine del 2017. "Io non sono renziano, sono convintamente rossiano", ha detto.
"Faccio sul serio - ha dichiarato il presidente della Regione Toscana - Mi candido con l'idea di superare una contrapposizione tra renziani e antirenziani che non mi sembra faccia bene al partito. Io non sono renziano e mi candido in alternativa a Renzi. Diversamente da altri, come gli amici 'turchi' che fanno parte della maggioranza, io mi candiderò, se avrò i numeri, in alternativa a Renzi. Ma non condivido neanche certe posizioni della sinistra, con cui ovviamente dialogo e penso che in questo partito bisogna starci con le proprie posizioni con serenità".
Già nel settembre scorso il governatore Rossi aveva manifestato la sua volontà di correre alla segreteria nazionale del Pd. "E' mia personale convinzione che lo devo fare ora, una convinzione che si è fortemente rafforzata - ha spiegato - guardando alla politica nazionale, al partito democratico, andando in giro per la Toscana e l'Italia".
Secondo Enrico Rossi, è "bene" che ci sia "una selezione anche dal basso della classe dirigente del partito democratico: e quale migliore occasione per presentarsi in vista del congresso nazionale?". Esporrò le mie posizioni, poi vedremo i numeri che raccoglierò. Io non ho nessuna squadra, esprimo solo le mie opinioni. Ora non vedo altro modo di fare politica in questa fase se non propormi come candido alla segreteria nazionale del Pd. 

sabato 20 febbraio 2016

La sinistra perduta cerca se stessa partendo da Roma

Dobbiamo alla penna di Riccardo Barenghi, conosciuto come Jena per i suoi sapidi aforismi , ex Manifesto ed ora a La Stampa, questa cronaca che ci porta il lavorio in corso all'interno della Sinistra che non si riconosce nelle politiche di Renzi. Alcuni inquieti si sono ritrovati a Roma, ci sono i pensieri di Cofferati e pure di Bersani.
Leggere è obbligatorio, e altrettanto discuterne, e pensarci bene. 

Riccardo Barenghi
Alla ricerca della Sinistra aspettando mezzo Pd
Sulle ceneri di Sel nasce il nuovo partito. Bersani e Cuperlo in stand by
La Stampa, 20 febbraio 2016
Alla ricerca della sinistra perduta, si potrebbe dire con tante scuse a Marcel Proust per l’impropria parafrasi. Oppure della sinistra che non c’è, o magari che c’è ma non si vede. Comunque sia, questa è la scommessa che ha lanciato Sinistra italiana ieri pomeriggio dal Palazzo dei congressi di Roma. L’obiettivo è un nuovo partito, ovviamente di sinistra, che segni la fine di Sel sperando e lavorando affinché tanti italiani in cerca di una casa politica diversa, e per molti aspetti antagonista a quella di Renzi, la trovino accogliente.
Erano più di mille in platea, molti volti della sinistra storica ma anche nuove facce. Comunque tanti. Alfredo D’Attore, uno dei transfughi dal Pd, non si aspettava tanta partecipazione, infatti aveva scommesso che sarebbero stati meno con Nicola Fratoianni: «Purtroppo, anzi per fortuna, ho perso». Il vincitore, che poi è l’attuale coordinatore di Sel, amico e compagno di viaggio da una vita di Nichi Vendola, non nasconde la sua soddisfazione: «Qui sta nascendo qualcosa di nuovo, un progetto politico alternativo al renzismo. Vogliamo conquistare tanti cittadini, tanti elettori che oggi sono delusi o incazzati con l’attuale quadro politico, il sistema economico, la finanza che cancella diritti e futuro. Lo spazio c’è, eccome. Proviamo a occuparlo».
Ma il vero creatore di tutto questo è proprio Vendola, che però non c’è né verrà. Domenica parlerà attraverso un video di nove minuti: «Ho detto a Nichi che ha fatto un record, non aveva mai parlato così poco in vita sua», gioca Fratoianni. E’ in Canada, il presidente di Sel, con il suo compagno Ed. I pettegoli dicono, e qualche giornale l’ha anche scritto, che starebbe lì in attesa di un figlio fatto con la maternità surrogata. Diciamo solo che sono fatti suoi.
…Si avvicinano le elezioni amministrative, in molte città i candidati di Sel correranno per conto loro, senza accordi con quelli del Pd. Giorgio Airaudo, per esempio, sta facendo la sua campagna elettorale a Torino, e gli ultimi sondaggi lo accreditano dell’11 per cento: «Il nostro obiettivo è unire tutto ciò che sta a sinistra del Pd, nella società e nella politica». A Roma Stefano Fassina è in corsa da tempo mentre a Milano non c’è ancora un candidato della Sinistra, potrebbe essere Pippo Civati ma ancora non si sa. «In ogni caso – spiega Cofferati – noi non possiamo sostenere Giuseppe Sala, che è totalmente alternativo alla buona esperienza di Giuliano Pisapia». Passa Luca Casarini, anche lui impegnatissimo nella costruzione di questo nuovo partito. «Ma chi l’avrebbe mai detto – scherza l’ex leader della Cgil – che io e Casarini ci saremmo ritrovati insieme…». Miracolo di Renzi.
Che potrebbe farne un altro, con il referendum sulla riforma costituzionale. «Quello – dice D’Attorre – sarà il vero spartiacque: da una parte Renzi, Verdini e, Alfano, dall’altra noi e la Sinistra. Voglio vedere cosa faranno i miei ex compagni del Pd».
Il nuovo Partito dovrebbe nascere a dicembre. Per ora un leader non c’è. E non c’è neanche il nome: Sorpresa di Fratoianni: «Potrebbe pure non esserci la parola sinistra, tanto lo sanno tutti che siamo la sinistra».

venerdì 19 febbraio 2016

Le fortune dei piccoli borghi secondo Fabrizio Barca

Chiedo scusa della lunga assenza dovuta alla celebrazione del secondo anniversario del benservito di Franco Allegranza nella lieta terra dei cachi di Sanremo. Ogni martedì, quando il Festival comincia, mi ricordo di quella bella letterina piena di lodi nei miei confronti che arrivò ai giornali locali mentre ero alle prese con la più difficile giornata di lavoro della settimana. Cose che fanno bene al cuore.

Ma non è per questo che vi scrivo. Molti di voi conoscono Fabrizio Barca, un docente e politico di grande forza e raffinatezza, che tiene alto il morale sulla politica, quando la morale della politica si abbassa. Ho letto il blog di un personaggio, Alberto Cottica, che gli ha chiesto perché egli, Barca, sia così appassionato alle vicende dei piccoli borghi italiani, tanto da averne visitati tantissimi (purtroppo non ancora il nostro, ma non si sa mai). Riassumo la lunga disamina di chefuturo.it (al quale vi rimando nel caso voleste leggere tutto) nella quale si evidenziano i motivi di interesse di Barca per posti di dimensioni ancora più piccole di Crescentino. 

Perché il più interessante policy maker italiano non si occupa di città? Perché questa fascinazione per i borghi di montagna e le vallate?
Qualche settimana fa, durante una lunga chiacchierata nel suo ufficio romano, gli ho fatto la domanda direttamente. Riassumo la risposta: Fabrizio pensa che le aree interne siano il futuro non del mondo, ma dell’Italia. Per tre ragioni:
  • Rappresentano la maggior parte del territorio nazionalee sono abbastanza omogenee tra loro. La Val Simeto in Sicilia e la Val di Vara in Liguria hanno problemi simili. I loro dirigenti si capiscono al volo tra loro, e possono collaborare, scambiandosi esperienze. Una policy per le aree interne ha buone possibilità di scalare al livello nazionale.
  • Per contro, le città italiane sono molto diverse tra loro, e diverse anche dalle altre città europee. Napoli è l’unica vera area metropolitana d’Italia. Milano ha alcune delle caratteristiche della grande città europea (design, finanza, creatività) ma non ne ha le dimensioni. Roma è un conglomerato turistico-burocratico-pastorale. Nessuna generalizzazione è possibile. Ciascuna grande città va affrontata come un problema a sé stante.
  • Ma soprattutto, in Italia, le aree interne danno segnali di vitalità. Vi nascono produzioni di eccellenza legate al turismo, alla cultura, all’agrifood. La scuola tiene, e in molti casi rilancia, arricchendosi di tecnologia. Lo stesso abbandono del territorio è a un millimetro dal rovesciarsi in una grande opportunità. Perché nelle aree interne c’è spazio. C’è attenzione delle comunità, c’è fame di innovazione, ci sono spazi a basso costo (e spesso molto belli) in cui portare nuove idee e nuove persone (Fabrizio: “Si offre diversità a un mondo che domanda diversità”).
Raccontata così, la storia di Barca mi sembra convincente – tanto più che ha una valanga di dati a suffragarla. Quindi il futuro è nelle aree interne, nelle loro colline e nei loro campanili. D’altra parte, anche la storia che emerge dagli studi di Banca Mondiale, Bettencourt-West e Brand è convincente, e anche quella è sostenuta da moltissimi dati. Quindi il futuro è nelle città, nelle loro università, nei loro laboratori, e anche nelle loro favelas. Come fanno queste due storie ad essere vere contemporaneamente?
 La mia ipotesi è questa: l’innovazione territoriale ha bisogno di libertà, di luoghi dove provare a fare cose nuove senza troppi vincoli

Dove le norme sociali approvano, o perlomeno non condannano, chi prova a percorrere strade insolite. Dove lo spazio non è già tutto rivendicato da stakeholders potenti e strutturati. Se mi guardo intorno, mi sembra che tutti gli spazi innovativi siano spazi più liberi della media. La libertà si trova nelle favelas raccontate da Brand, perché lo stato rinuncia a mantenervi un controllo capillare. Si trova nelle web farm e nei data havens della Silicon Valley, perché quel mondo (finora) è stato velocissimo e impermeabile agli strumenti tradizionali di controllo dell’economia. Si trova nello spazio, dove Elon Musk e gli altri space billionaires costruiscono un loro pezzo di futuro. E si trova nelle aree interne, aperta proprio dagli spazi fisici e dalla bassa densità di popolazione, che ti mettono al centro della società locale se appena prendi un’iniziativa coraggiosa. Questi luoghi sono la frontiera della società contemporanea, il nostro West, il nostro spazio vitale.
Se è così, allora la narrazione unificante del 2016 è più o meno questa. Le persone intelligenti, ambiziose o soltanto irrequiete sono in fuga dagli spazi chiusi, dove organizzazioni potenti (politica, stato, grande industria) limitano il raggio d’azione dell’iniziativa individuale. Dove vanno? Vanno a colonizzare gli spazi di frontiera. Le frontiere sono luoghi pieni di contraddizioni, talvolta anche spietati, ma forniscono agli individui meccanismi di mobilità sociale, e alle società laboratori di sperimentazione. L’Italia ha una frontiera in più: le aree interne. Ci servirà soprattutto per innovare sull’ambiente, sul turismo, sul leisure, sul presidio del territorio. È una bella occasioneGiochiamocela bene.
Vedo un ottimismo in questo riassunto che mi rallegra ma non riesco a condividerlo, per il carattere crescentinese tendente al pessimismo, che preferisce piangere e lamentarsi invece che agire o sognare e poi inventare. Anche la situazione politica locale ha un ruolo nella propulsione di idee o al contrario nello stringersi sempre più intorno alle proprie paure invece di aprirsi e abbracciare le novità. Temo che noi siamo nella seconda ipotesi, però è bello sognare e non si sa mai. Prima o poi... 

lunedì 8 febbraio 2016

I furti, Arlotta e la mazza

Quando ci si mette tutti insieme, come Comuni, capita anche che qualcuno raccolga il grido di dolore. (Magari succedesse anche di mettersi tutti insieme parlando del deposito nucleare di Saluggia...)
In attesa di vedere se succede qualcosa, una domanda tutti i cittadini di Crescentino dovrebbero fare ad Arlotta: che cosa ne vorrebbe fare, delle mazze da baseball che si augurava portassero i candidati alle ronde? 

venerdì 5 febbraio 2016

I debiti dell'ATC e la memoria corta di Fabrizio Greppi

A volte capita di doversi accorgere che le memorie si accorciano. E così dicendo voglio pensar bene dell'attuale Sindaco di Crescentino Fabrizio Greppi, quando leggo sulla Sesia del 29 gennaio un articolo a firma Sara Corsini nel quale, parlando della cronica mancanza di danaro di questi tempi, egli sembra ignorare ogni gesto compiuto dall'Amministrazione precedente, cioè la mia. 
Il povero Sindaco deve "contenere i danni fatti dall'Amministrazione Venegoni", dice lui. E cita ovviamente le case Bianco, ma purtroppo per lui anche lo "stratosferico debito con l'ATC". Si dà il caso che si trattasse di una situazione pregressa:  io stessa ricordo benissimo di aver dovuto - pochi mesi prima della fine del mio mandato - rinegoziare il debito con la stessa ATC e con il suo Presidente dell'epoca, piombato nel mio ufficio. In 5 anni non potevamo aver accumulato un debito di circa 150 mila euro, se ricordo bene: è vero che più gente aveva cominciato a non pagare l'affitto perché dal 2009 la condizione economica generale era peggiorata, ma ricordo anche bene che almeno 70 mila euro di questo debito appartenevano agli anni dell'Amministrazione Greppi 1999-2008; e che il Presidente mi disse che il debito non era mai stato trattato, con un impegno di rientro anche rateizzato: come feci poi invece io, impegnando il Comune per gli anni futuri. Ovviamente, si rateizza. 

In quanto a sistemare le scuole, credo che nessuna Amministrazione si sia dedicata come la nostra al patrimonio scolastico. La messa a norma delle elementari, l'ampliamento della scuola materna con sfinenti annessi-e-connessi, la collaborazione (sempre molto faticosa) con la Provincia per ridipingere l'esterno su via Roma della Ragioneria: appalto vinto da una ditta (di cui non ricordo il nome) dei Fratelli Speranza, portato a termine nell'aprile 2014 e come ognuno che passa può vedere, già deteriorato e mai ripristinato, con tanto di bella bestemmiaccia che alberga sul muro stinto da almeno un anno, senza che nessuno si scandalizzi o che scriva un pensoso articolo di fondo per chiedersi che paese è, un paese che non copre una bestemmia sul muro delle scuole (tra l'altro, una cosa da 5 minuti di lavoro che può fare chiunque con 10 euro di spesa). Allora che cosa dovrei pensare io di Speranza, che sempre mi cita a proposito degli attacchi di Mosca (per farmi sapere quanto lui e i suoi siano virilmente fighi e quanto io abboccassi invece alle provocazioni del sirenetto di via Michelangelo)? 
Ma per concludere delle Scuole, ricordo almeno che avevamo fatto ridipingere l'interno delle elementari, che avevamo trovato in stato comatoso al nostro arrivo. Ricostruirono che le elementari non erano mai più state ridipinte dagli Anni 80 (quindi anche durante il mio primo mandato, giusto per essere onesta). Rimasero fuori le Medie, perché i tempi non consentivano, con tutto il problema successivo del richiamo che ricevetti quando ero ormai fuori dal Comune.
E comunque se magari, come ha fatto per le cene di Carnevale, Greppi va a verificare la progressione del debito ATC, e a quanto ammontava quando se ne dovette andare per decisione della maggioranza del Consiglio Comunale, sarà costretto a darmi ragione.


mercoledì 3 febbraio 2016

Grillo è tornato in teatro: "Voglio la libertà, basta grillini"

Mai vi sarà accaduto di leggere una recensione così rapida... Grillo è tornato in teatro, al suo mestiere, e qui sotto l'agenzia Ansa racconta cos'è successo a Milano la sera di martedì 2 febbraio.



 Torna sul palco per recuperare "la libertà", Beppe Grillo, che questa sera a Milano ha debuttato con il suo nuovo spettacolo caratterizzato dalla "schizofrenia" del suo personaggio. Il politico che ha fondato il Movimento 5 Stelle e vuole liberarsi del ruolo di leader. E il comico che ha sempre cercato di essere scomodo e vorrebbe tornare predominante. 
'Grillo vs Grillo', il titolo dello spettacolo che sarà a Milano fino a venerdì, poi a Roma. Sul palco è apparso per primo un ologramma del Grillo politico (in giacca e cravatta), in scena a parlare del successo del Movimento 5 Stelle. 
Ha anche ironizzato sulle espulsioni: "I parlamentari? Sono rimasti in tre ma va bene". L'ologramma di Grillo ha detto che il M5S "è un grande, grandissimo movimento, e' la grande arca di Noè, l'arca dei grandi disadattati". 
Poi a un certo punto è entrato in scena, in carne e ossa, il Grillo comico, camicia bianca fuori dai pantaloni, che guardava il suo ologramma politico con sguardo sconsolato: "Ma come è successo? Come sono riuscito a fare questo movimento che forse è il primo movimento italiano? Io scherzavo!", ha detto il fondatore dei 5 Stelle suscitando i primi applausi.
"Sto perdendo la mia libertà - il cuore del Grillo pensiero una volta svanito l'ologramma -, sono stato 5, 6, 8 anni con questo sdoppiamento di personalità. Prevaleva prima la personalità del comico, poi quella del politico. Ma non si può pensare che possa continuare questo casino. Io voglio tornare ad analizzare la realtà come facevo prima". 
Così determinato da suscitare una grande risata quando ha sbottato: "Non voglio più vedere grillini, sono 7 anni che vedo solo grillini". E quando ha confessato in tono semiserio: "Abbiamo rubato tutti, ho rubato una canzone persino a Pippo Franco!". Grillo ha mostrato di ricredersi un po' sugli effetti positivi dell'Expo di Milano. E ha immaginato un'unica tassa sui consumi al 50% per finanziare un reddito universale. 
Per il resto lo spettacolo è stato un sunto di quanto ha fatto e detto Grillo in tutta la sua carriera pubblica, senza azzannare la stretta attualità. Il comico, appunto, e il politico che non riesce a uscire definitamente di scena. Con un pubblico che ha fatto la fila sotto la pioggia per entrare ma è apparso piuttosto freddo durante lo spettacolo e avaro di applausi.
    In teatro, a Milano, anche l'altro fondatore del M5S, Gianroberto Casaleggio, la cui figura è entrata più volte in scena sotto forma di ologramma. E il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, del direttorio del movimento. "Parleremo di futuro", ha detto Di Maio arrivando. Secondo lui Grillo non uscirà definitivamente di scena ma "sarà il garante di un movimento che però continuerà a camminare sempre di più sulle sue gambe". 
Quello che poi si è visto sul palco, due anni dopo il tour sui mali dell'Europa portato in giro da Grillo prima delle elezioni per il Parlamento Ue. Alla fine per il comico-politico bisogna smettere di pensare che la società sia divisa in destra e e sinistra. La differenza, per Grillo, e' "fra chi ha il cervello e chi non ce l'ha". 
"Io non sono andato via. Io osservo. Ma dobbiamo cambiarlo questo paese e ognuno deve fare la sua parte". Così Beppe Grillo ha chiuso il suo spettacolo, dopo aver abbracciato il suo ologramma e aver auspicato che il comico e il politico siano una sola persona: e si è fatto mandare a 'vaffa' dal pubblico per chiudere in bellezza.

martedì 2 febbraio 2016

L'innamoramento nel Terzo Millennio (e in tutti i secoli)

Mi è piaciuto molto questo "Buongiorno" di Massimo Gramellini comparso questa mattina su La Stampa, e mi piace condividerlo con voi
MV

Cirinnamoreremo
di Massimo Gramellini 


Nel giorno in cui il Senato comincia a votare la legge Cirinnà viene naturale chiedersi su chi si fondi davvero una famiglia. Su un uomo e una donna, oppure su due persone che si amano a prescindere dal proprio sesso? In natura ogni creazione presuppone il maschio e la femmina. Ma prima di tutto, anche del maschio e della femmina, la natura riconosce l’energia dell’amore. Due uomini o due donne che si amano sono da ritenersi contro natura più di un uomo e di una donna che stanno insieme detestandosi? Offende l’intelligenza emotiva di chiunque considerare famiglia naturale il tizio che ieri a Pozzuoli ha dato fuoco alla compagna incinta e famiglia innaturale la signora che accudisce in ospedale la sua fidanzata malata. In nome di quale principio astratto, ormai solo in questa nazione che ha la ventura di confinare con il Vaticano, bisognerebbe impedire a due individui dello stesso sesso di vedere riconosciuta la loro unione da una legge dello Stato?  

Quanto al temuto articolo 5 sull’adozione del figlio del partner, non è il cavallo di Troia per l’utero in affitto, ma il tentativo di risolvere una questione che riguarda poche centinaia di coppie omosessuali con cui vive un figlio rimasto privo dell’altro genitore biologico. Nell’ipotesi di morte del genitore superstite, è preferibile che il bambino rimanga nella casa e tra gli affetti in cui è cresciuto o che cominci il gioco dell’oca degli sballottamenti e magari degli orfanotrofi? Anche in questo caso la risposta è suggerita dall’amore. E l’amore non è mai contro natura. 


sabato 30 gennaio 2016

Greppi si inalbera, ma...

... Ma io non sono mica la proprietaria del Vickingo...
(lui, dell'agriturismo, sì)

mercoledì 27 gennaio 2016

Greppi e le questioni di opportunità o di conflitto di interesse

Leggo sul periodico "La Periferia", a proposito del programma di Carnevale:
Sabato 30 gennaio, ore 20,30
"Cena di Gala del Carnevale in onore della quarantaduesima Regina Papetta, presso il salone delle feste dell'Agriturismo Greppi...".
Io avrò finito due mandati con una maggioranza diversa da com'ero partita, come Greppi dice sul blog di Mauro Novo (la seconda volta, più che diversa, molto ridotta in verità), però su questo blog non ho neanche parlato del libro di mio marito appena uscito, anche se non sono sindaco di niente, perché il libro non riguarda Crescentino o i problemi generali che tratto di solito nello spazio. 
Invece vedo che il mio successore tanti problemi di conflitti di interesse, o anche soltanto di semplice opportunità, non se li pone proprio, nei rapporti fra la carica istituzionale e le sue attività private, tra l'altro con il Carnevale che dal Comune riceve un finanziamento e sponsorizzazione (giustamente).  Poi magari la cena è gratuita, e allora ritiro tutto. 
Lo dico solo per sottolineare quanto siamo diversi (cosa evidente, ma lo dico una volta in più).  Io non l'avrei fatto mai, se avessi avuto un ristorante. 

PD Crescentino: La mensa, il palazzetto gelato... E rifugiati alle Case Bianco?

Un comunicato stampa del PD di Crescentino
Un pessimo inizio d'anno
Fra Mensa, palazzetto gelato
E sfratti alle Case Bianco
(Arrivano i rifugiati?)

La Comunità crescentinese assiste dall'arrivo dell'Amministrazione Greppi a una serie di criticità che vengono assorbite in modo ovattato, quasi a rendere invisibili problemi che sono sotto gli occhi di tutti e che si vanno via via ampliando. 
Non parliamo soltanto della mensa scolastica, il cui bubbone è scoppiato in questi giorni con un caos di riunioni e contro riunioni, dopo l'allarme lanciato dal solito Consigliere in cerca di visibilità .
E' la situazione complessiva che fa acqua da tutte le parti.
2. Le strutture destinate allo sport, con l'inverno si trasformano in igloo. Genitori di bambini che al Palazzetto partecipano ai Campionati di Basket, ma anche adulti che praticano lo stesso sport, lamentano una temperatura di 12 gradi, nel l'indifferenza silenziosa del Comune e purtroppo anche di altri frequentatori in passato ben più esigenti.
3) Il Mercato. È' stato risistemato per motivi di sicurezza, giustamente. Purtroppo non è stato usato il minimo senso pratico e merceologico, con il rischio imminente di abbandono di commercianti e del depauperamento dell'appuntamento storico del venerdì.
4.Sulla CH4, dopo tanto vociare, è caduto il silenzio ma non la puzza, che torna a farsi viva malgrado il freddo invernale, in questi giorni. Non si hanno più avute notizie, negli ultimi 2 anni, dei controlli dell'Arpa né di vigilanza del Comune. Sarebbe opportuno che il Sindaco desse informazioni sugli ultimi sviluppi.
5. Ma il detonatore finale di questo quadro fosco è la fine del progetto di Social Housing nelle case Bianco. Voluto dalla precedente Amministrazione per andare incontro alle famiglie più povere e con bambini, favorendo un avvio di uscita dalla povertà con lavori socialmente utili e coinvolgimento della Protezione Civile, tale percorso è stato dapprima abbandonato rinunziando ai lavori socialmente utili, e ora stanno per arrivare ai residenti lettere di sfratto.
Nel frattempo, la proprietà si starebbe attrezzando per ospitare negli stessi locali rifugiati e/o profughi, di intesa con la Prefettura.
6) Registriamo invece con piacere l'apertura di una pagina di Facebook da parte della Sig. Elisabetta Mancuso, sui diritti delle persone gay, lesbiche e transgender. Sperando che questo sia di buon auspicio in vista della votazione di giovedì.
PD di Crescentino 

venerdì 22 gennaio 2016

Il nuovo mercato del venerdì e una gola profonda

Ricevo da posta privata e volentieri pubblico, perché mi fa persino sorridere:
"Ciao Marinella.
Questa mattina sono uscito e ho visto come hanno spostato il mercato. Mi sono detto che se c'era la Marinella avrebbe avuto gli ambulanti sotto casa con a capo il Mosca".
ehehehehe

giovedì 21 gennaio 2016

Butti la sigaretta per terra? 300 euro di multa dal 2 febbraio (150 per i fazzoletti)

Sulla Gazzetta Ufficiale è stata pubblicata la legge sulla "Green Economy" (al Governo Italiano la lingua italiana non piace molto) secondo la quale gettare a terra o nelle acque e negli scarichi (tombini compresi dunque) causa - a partire dal 2 febbraio 2016 - una multa che va dai 30 ai 300 euro. 
Parte da 30 euro e arriva a un massimo di 150, invece, la sanzione amministrativa per chi butta a terra, nelle acque, nei tombini o negli scarichi: scontrini, fazzoletti di carta, gomme da masticare.
E' la volta che il Comune di Crescentino (se si applica) può diventare ricco. 

La Gazzetta, La Sesia, La Periferia. La crisi è fatta di tanti particolari...

Quando vengo a casa, trovo sempre ad aspettarmi una pila di giornali locali. Me li faccio comprare tutti, sempre. I giornali sono una grande parte della mia vita, e anche se il mio rapporto con le pubblicazioni di qui durante i miei due mandati di sindaco è stato tumultuoso, con 2 su 3 testate querelate (una è in corso, l'altra vinta come ho spesso raccontato), penso di non perder mai di vista la loro posizione sul mercato, la linea, le risorse di cui dispongono.  E credo in modo oggettivo. 
Internet ha colpito duro sulla lettura quotidiana dei giornali, che già non è mai stata in Italia particolarmente brillante. Vedendo i tagli di spesa nelle grandi testate, a partire dal Corrierone della Sera e da La Stampa o Repubblica, immagino le sofferenze locali. Poi, esse si materializzano in vari modi. Ed è crisi, non c'è alcun dubbio. 

La GAZZETTA di Umberto Lorini ha appena annunciato il ritorno alla formula quindicinale, che sarà affiancata da un sito, del quale ormai i giornali non possono più fare a meno. La Gazzetta è una mia grande nemica, il perché mai l'ho capito e ci ho anche sofferto: ma per amor di verità debbo dire che è il giornale più professionale della nostra zona, se non fosse per le intemerate nelle quali il direttore si infila, con una serie di nemici da puntare fissi, con attacchi o con silenzi (nel caso di Gabriele Massa, per esempio: e anche all'opposto di Mauro Novo, mi accorgo a posteriori che mi era rimasto nei pensieri e non era uscito sui tasti).  Se uno non capita nel cerchio d'ombra o in quello di fuoco, non se ne accorge magari neanche. Però restano metodi (l'uno e l'altro) incomprensibili sul piano professionale, e a lungo andare penalizzanti perché i lettori amano pensare ai giornali come oggettivi, e qui il gioco è troppo scoperto. 

Proprio la Gazzetta ha annunciato che la SESIA, giornale bisettimanale storico del Vercellese, ha licenziato due redattrici, e la redazione è ora ridotta a tre persone, compreso il Direttore. La penuria di personale è evidente, il giornale si è assai impoverito, e dispiace veramente vederlo così aereo. Dispiace anche che Crescentino sia sempre più ridotta a una mezza pagina insieme con Fontanetto, ma è anche vero che nella nostra cittadina si vive una prolungata stagione di letargo umano e culturale e sociale. 

LA PERIFERIA invece sembra lievitare, con la sua prima pagina sempre puntata su qualche morto (mi facevano morir dal ridere le recensioni di Lorini sulla Gazzetta, a queste prime pagine sempre luttuose). Materiale fotografico locale abbondantissimo, che fa sempre acquistare copie, e sagre carnevali bellezze, un po' di sesso pruriginoso che dà pepe. Ma anche lì le idee mancano, e l'attenzione pure: Maria Giulia Alemanno, la pittrice di Crescentino che sta esponendo a Cuba, nell'ultimo numero viene definita "fotografa", il che denota conoscenza scarsa del territorio.
Ma poi si sa in che condizioni terribili si possa lavorare con tante pagine da fare (un lavoro difficile che richiede appunto attenzione e conoscenza) e poche persone al lavoro. 

Che brutta stagione per il giornalismo, grande o piccolo. Se non si è delle star del settore, la vita è veramente miseranda (come gli stipendi, del resto). 

sabato 16 gennaio 2016

SEL ha fatto il primo passo verso nuova Sinistra

SEL ha fatto il primo passo verso il sogno di una sinistra unita. L'Assemblea Nazionale del partito ha votato, con un solo contrario, lo stop al tesseramento 2016.
SEL parteciperá all'assemblea del 19/20/21 febbraio, promossa dall'appello "per la sinistra di tutti" con l'obiettivo di costruire "un nuovo soggetto politico della Sinistra italiana".
(Fonte: Ansa)

giovedì 14 gennaio 2016

Quel Ragazzo che Si Vuole Ammazzare

Come si è spostato il senso della nostra umanità, alla luce dei numerosi arrivi di genti che altrove soffrono, oppure (anche) uccidono? Se lo chiede Massimo Gramellini, nel suo doloroso Buongiorno su La Stampa di mercoledì 13 gennaio.
Marinella

Nella civilissima Ferrara un ragazzo nigeriano si butta sotto un treno in corsa e subito sul web cominciano le olimpiadi del disumano: brindisi, evviva, uno di meno. Chi si azzarda a commiserare il suicida viene accusato di ipocrisia: ma come, per una volta che uno di questi mangiatori a sbafo si toglie spontaneamente dai piedi? La medaglia d’oro della desolazione va al tizio che critica quelli che gioiscono, ma solo perché non si rendono conto che la disgrazia ha provocato disagi ai passeggeri.  

Questi commenti anonimi, denunciati dal giornale online «Ferrara Italia», registrano un umore sempre più diffuso. A dettarli sono la paura dell’immigrato non integrabile, la rabbia per i trattamenti di favore di cui godrebbe rispetto ai residenti. Quel rancore del piccolo borghese impoverito verso i miserabili e i poteri forti che storicamente è alle origini di tutti i movimenti razzisti. Il cosiddetto «buonismo» finge di ignorare il problema e finisce per annegarlo in una melassa di buone intenzioni impraticabili. Ma quando la morte di un essere umano non suscita più neanche un sussulto di immedesimazione significa che la guerra di civiltà, agognata dal Califfo e non disdegnata dai lepenisti d’Europa interessati a fare cassa elettorale a qualunque costo, ha piantato il suo seme venefico nei cuori. Resta da capire quale sia la civiltà sotto attacco che certa gente si sente in dovere di difendere: quella che esulta per un giovane depresso gettatosi sotto un treno non sembra, a occhio, troppo superiore alla visione del mondo reclamizzata dai tagliagole dell’Isis. 

mercoledì 6 gennaio 2016

Buon Anno anche al Teatrino Civico


Questa foto l'avete già vista, in un lontano passato. E' il teatrino del Palazzo Comunale, rimasto chiuso e via via degradato fino a questo stato, dopo che sono scomparse anche le quinte di legno in verde acqua e dipinte di oro, certo da restaurare ma c'erano, le avevo fatte portare nel magazzino della Protezione Civile nel 1999 prima di andarmene e non le ho mai più trovate, quando le ho cercate prima di cominciare i lavori di ristrutturazione.
Nessuno - nessuno - si ricordava di averle mai viste, quando ho chiesto notizie al mio ritorno in Municipio nel 2009. Io me le ricordo benissimo. Strano no?
Comunque il teatrino è rinato, e questo che vedete è solo un utile ricordo di come può andare in rovina il bene collettivo, quello di tutti noi, quando semplicemente lo si lascia andare.
Per 110 anni.
Come sia ora il teatrino, così bello con le sue poltrone rosse di velluto, lo sanno in pochi. Esso è chiuso a chiave e destinato a ri-marcire per altri 110 anni?
Così sembra che potrebbe succedere. 
Mi auguro di no.
Buon anno e Buona Befana a tutti voi, e anche al nostro Teatrino Civico. 


giovedì 31 dicembre 2015

Buon 2016 a tutti

Avevo una zia (magna Tinin...) che era nata il 29 febbraio. Questo 2016 è bisestile, e avrebbe potuto festeggiarlo, se avesse resistito fino ai 115 anni.
Chissà se quelli che compiono gli anni il 29 febbraio invecchiano di meno...
Pensieri a caso (e anche un po' stupidi per alleggerire) con un anno in più che ci lasciamo alle spalle, così duro, difficile in tutto il mondo. Così spaventoso per certi versi, con il terrore che si è sparso come una polvere mefitica ai quattro angoli del pianeta.
Vi auguro di non perdere mai la fiducia, né la pazienza. Due cose che noi Crescentinesi abbiamo poco. Ma bisogna coltivarle (io per prima)
Buon Anno a tutti, con il corazon
Marinella 

giovedì 24 dicembre 2015

Buon Natale a Crescentino


Tanti auguri a tutti i Crescentinesi che passano di qui, con una fantasiosa poesia del grande Gianni Rodari
Marinella 

Il pianeta degli alberi di Natale
Dove sono i bambini che non hanno 
l'albero di Natale 
con la neve d'argento, i lumini 
e i frutti di cioccolata? 
presto, presto adunata, si va 
sul Pianeta degli alberi di natale, 
io so dove sta. Che strano, beato Pianeta… 
Qui è Natale ogni giorno. 
Ma guardatevi attorno: 
gli alberi della foresta, 
illuminati a festa, 
sono carichi di doni. 
Crescono sulle siepi i panettoni, 
i platani del viale 
sono platani di Natale. 
Perfino l'ortica, 
non punge mica, 
ma tiene su ogni foglia 
un campanello d'argento 
che si dondola al vento. 
In piazza c'e' il mercato dei balocchi. 
Un mercato coi fiocchi, 
ad ogni banco lasceresti gli occhi. 
E non si paga niente, tutto gratis. 
Osservi, scegli, prendi e te ne vai. 
Anzi, anzi, il padrone 
Ti fa l'inchino e dice:"Grazie assai, 
torni ancora domani, per favore: 
per me sarà un onore…" Che belle le vetrine senza vetri! 
Senza vetri, s'intende, 
così ciascuno prende 
quello che più gli piace: e non si passa 
mica alla cassa, perché 
la cassa non c'è. Un bel Pianeta davvero 
Anche se qualcuno insiste 
A dire che non esiste… 
Ebbene, se non esiste, esisterà: 
che differenza fa?

sabato 19 dicembre 2015

Il cardinale Bertone, il suo attico, la donazione al Bambino Gesù e i Vescovi di Vercelli...








. BERTONE FA DONAZIONE A OSPEDALE, FITTIPALDI: "E' AMMISSIONE DI COLPA"

Argomento scottante, quello dell'attico del cardinale Bertone di 300 m quadri mentre il Papa se ne sta in una stanzetta a Santa Marta. Vedrete finalmente qui sotto l'attico, entrato ormai nell'immaginario collettivo come il famoso appartamento di Scajola, il pagamento del quale era avvenuto "a sua insaputa". 
Il recente annuncio della donazione di 150 mila euro da parte del cardinale all'ospedale pediatrico Bambin Gesù sta buttando benzina sul fuoco, come leggerete, ripreso da Dagospia, su questo articolo di Repubblica online. 
Ma prima, una notazione. Da queste parti forse abbiamo dimenticato che il cardinale Bertone, originario di Romano Canavese, è stato Vescovo di Vercelli. Me lo ricordo bene io, era durante il mio primo mandato, e venne al Santuario per una cerimonia, alla quale naturalmente partecipai munita di fascia. Un uomo cordiale, e sorridente, stretta di mano molto energica e amicale quando il Parroco Don Luigi (che sant'uomo, ve lo ricordate?) mi chiamò a sé per presentarmelo. 
Aveva cominciato qui il suo cursus honorum che lo avrebbe portato in Vaticano su decisione di Giovanni Paolo II, di cui fu stretto collaboratore così come di Ratzinger, il Papa ora a riposo, che lo aveva nominato cardinale e poi Segretario di Stato nel 2007. Nel 2014, Papa Francesco gli ha dato il benservito. 
Tra l'altro, il secondo Vescovo di Vercelli che ho conosciuto (si fa per dire) è stato Masseroni, sempre al Santuario, in occasione della posa della prima pietra del nuovo Oratorio (a proposito: come vanno i lavori?), con Santa Messa. Anche lì mi precipitai dotata di fascia tricolore com'era ovvio, ma il probo Masseroni non mi degnò di uno sguardo, prima durante e dopo la cerimonia. Avrà pensato: "Chi è quella matta con 'sta fascia addosso?". Vabbé, spero sia andata meglio ad altri sindaci. 
E comunque leggete qui sotto che vespaio con la donazione di Bertone...
Cheers 
Marinella 


Il cardinale Tarcisio Bertone donerà 150mila euro all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Secondo le informazioni contenute nel libro "Avarizia" del giornalista dell'Espresso Emiliano Fittipaldi (ora sotto processo), il suo attico sarebbe stato ristrutturato con i soldi della fondazione dell'ospedale. L'ex segretario di Stato vaticano ha fatto sapere che si ritiene comunque estraneo alla vicenda e che farà la donazione solo per sostenere l'ospedale danneggiato dallo scandalo Vatileaks.
EMILIANO FITTIPALDI AVARIZIAEMILIANO FITTIPALDI AVARIZIA

fotomontaggi su tarcisio bertone by spinozaFOTOMONTAGGI SU TARCISIO BERTONE BY SPINOZA
"Il buon giornalismo - commenta invece Fittipaldi - ha dato dei risultati. Il cardinal Bertone ha sentito la necessità di restituire parte di quei soldi, che ora potranno servire di nuovo alla ricerca contro le malattie dei bambini. Ma la storia dell'attico è solo la punta dell'iceberg del business sugli ospedali vaticani. Ci sono anche spese per feste e un trasporto in elicottero"


2. VATICANO, IL CARDINAL BERTONE RISARCISCE IL "BAMBIN GESÙ" CON 150MILA EUROVATICANO, IL CARDINAL BERTONE RISARCISCE IL "BAMBIN GESÙ" CON 150MILA EURO


Lo fa sapere la presidente della Fondazione, Mariella Enoc, che precisa: l'ex segretario di Stato vaticano, pur considerandosi "estraneo", ha ritenuto un danno i riferimenti nella nuova Vatileaks alla ristrutturazione del suo alloggio con denaro dell'ospedale pediatrico. "E' un atto che gli abbiamo chiesto e che lui ha fatto volentieri"
ATTICO DI BERTONEATTICO DI BERTONE 

"Il cardinale Bertone, riconoscendo che quello che è successo ha costituito un danno per il Bambin Gesù, ha voluto venirci incontro, devolvendo una somma di 150 mila euro". Lo ha fatto sapere il presidente dell'ospedale pediatrico Mariella Enoc, a margine di una visita fatta oggi dal segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, alla struttura. Bertone, ha precisato Enoc, si considera "estraneo e non responsabile", ma ha ritenuto un danno arrecato all'ospedale i numerosi riferimenti che nella nuova Vatileaks sono stati fatti a soldi della Fondazione Bambin Gesù che sarebbero stati utilizzati per fini diversi, tra cui pagare i lavori di ristrutturazione dell'abitazione del cardinale ed ex segretario di Stato vaticano.

Come si legge nel libro Avarizia del giornalista dell'Espresso Emiliano Fittipaldi sulla base dei documenti riservati giunti in suo possesso e per i quali ora è alla sbarra in Vaticano con il collega Pierluigi Nuzzi, autore a sua volta di Via Crucis, e con i presunti artefici della diffusione illecita delle carte: Francesca Chaouqui e il monsignore spagnolo dell'Opus Dei Lucio Angel Vallejo Balda, che furono componenti della Commissione di studio sulle attività economiche e amministrative, organismo voluto dall'allora neo eletto papa Bergoglio per analizzare la situazione patrimoniale e gestionale della Santa Sede, uno studio preparatorio delle sue riforme.

BERTONE PROFITIBERTONE PROFITI
Fittipaldi, in un passaggio pubblicato anche da Repubblica, scrive: "Ma c'è un'altra spesa della fondazione non pubblicata sul rapporto PwC (PricewaterhouseCoopers, ndr) che rischia di imbarazzare il Papa e il Vaticano. Quella che riguarda il pagamento dei lavori della nuova casa di Bertone a palazzo San Carlo. La fondazione, definita da PwC come 'un veicolo per la raccolta di fondi volti a sostenere l'assistenza, la ricerca e le attività umanitarie del Bambin Gesù' ha saldato le fatture dei lavori per un totale di circa 200mila euro, pagati all'azienda Castelli Real Estate dell'imprenditore Gianantonio Bandera".
CARDINAL BERTONECARDINAL BERTONE

Di fronte all'emergere di simili informazioni, la stessa presidente Enoc, lo scorso novembre, aveva affermato: "Se effettivamente le carte dicono che qualcosa è stato tolto, certamente noi chiederemo tutti i danni, non soltanto quelli economici ma anche i danni morali che l'ospedale ha subito". A distanza di un mese, Enoc spiega:  "Abbiamo risolto la questione che riguardava il cardinale Bertone e il suo appartamento, questa vicenda che ha suscitato così tanto scalpore. E' un atto che gli abbiamo chiesto di fare, ma che lui ha fatto volentieri. Il mio incontro con lui è stato molto sereno. Credo che sia un bel gesto, anche un po' di riconciliazione col passato".

giovedì 17 dicembre 2015

Un altro modo di guardare a Licio Gelli


Tutti avrete seguito nei decenni la parabola di Licio Gelli e i suoi percorsi sghembi e furbastri. Dice Bisignani (un altro che di queste tecniche se ne intende) che andandosene a 96 anni, il re della P2 abbia portato nella tomba i suoi veri segreti. Ma fra le sue caratteristiche palesi, l'ex materassaio ne aveva alcune che vengono messe in rilievo dal Buongiorno di Gramellini sulla Stampa di oggi (lo potete leggere qui sotto). E proprio Gramellini mi fa venire in mente tanti personaggi che incontro ed ho incontrato e che conoscete pure voi, anche al nostro Paesello, senza cultura e con quei pochi talenti che sempre funzionano al mondo, e che a Crescentino come dovunque danno risultati. Anche ottimi. 

Marinella  






SfraGelli d’Italia


newsletter
17/12/2015
Di Licio Gelli ho sempre trovato sconvolgente il divario tra l’enormità della sua influenza e la pochezza della sua cultura. Quando uno immagina il Potere tende a raffigurarsi luoghi inaccessibili solcati da creature eteree e raffinate che decidono le sorti degli altri mettendo intelligenza e competenza al servizio di cinismo e crudeltà. Licio Gelli parlava un italiano da terza elementare, trafficava in affari dozzinali e tesseva trame da operetta in una stanza d’albergo di via Veneto dove riceveva cialtroni e spioni, generali e sensali, complottisti e fancazzisti. Era un trapezista del nulla, capace di saltare con una capriola dal fascismo all’antifascismo e di infilarsi in tutti i posti dove ci fosse odore di chiuso e non per aprire le finestre, ma per abbassare le serrande. Non esiste mistero italiano da cui non spunti la sua faccia di italiano qualunque, più furbo che intelligente. E questo la dice lunga sulla qualità mediocre che da noi hanno persino i misteri.  

Mi sono sempre chiesto come mai il Gotha della politica, dell’amministrazione, del giornalismo e dell’imprenditoria si sia servito o messo al servizio di questo misirizzi di provincia, privo di carisma e capace di mettere insieme un cardinale con un generale, ma non tre frasi di senso compiuto. L’unica risposta possibile è che la nostra classe dirigente di intrallazzoni raccomandati senza spessore vale anche meno di Gelli. Allora come oggi, chi ha talento e passione non ha tempo per tramare e millantare, cioè per acquisire potere. È troppo impegnato a lavorare.  

sabato 12 dicembre 2015

Il caso Massa, Greppi sindaco a vita e i rifugiati

Come sanno tutti, e non ho intenzione di nascondere, voglio bene a Gabriele Massa come una zia vuole bene a un nipote. Lo conosco da quand'era piccolo, sono affezionata da sempre alla sua famiglia e ora anche alla sua bambina, Matilda.

Fine del preambolo. Sul piano politico, anche le pietre sanno che la sua gestione della campagna elettorale (mentre era mio Vicesindaco, tra l'altro) mi ha quando meno mortificata e non vado oltre per carità di patria ma ormai chissenefrega. Fine del preambolo 2. 

Tutto ciò premesso, credo che abbia fatto male a sparire nel nulla dopo il mistero della convocazione non ricevuta, o ricevuta, non si sa, per il Consiglio Comunale. Credo che debba ai suoi elettori numerosi una spiegazione, e il silenzio onestamente non lo capisco e non ne vedo la ragione. Punto, e a capo.

Invece mi diverto molto a leggere Greppi che fa il mattatore sul blog di Mauro Novo. Greppi è mattatore di suo, un bell'esemplare di Leone astrologicamente inteso. In questo mandato folleggia addirittura, forte di un'opposizione debole e divisa, con i miei ex Vice che manco si guardano in faccia (una grande vittoria politica del PD dell'epoca, questa), e il prode consigliere Mosca che è sceso dalle barricate dopo l'eroica tenuta per 5 anni (che gli ha fatto molto onore, anche per l'allure così signorile, e soprattutto gli ha fatto guadagnare tanti voti, abbiamo visto). Il Sindaco è dominus a tutto campo o almeno si sente tale. Sognerà una statua sui flutti della fontana luminosa, rarissima opera che ha dato al suo Paese: nel frattempo, in una risposta a non so quale post nel blog di Novo, arriva a prefigurare un altro mandato come un dato di fatto acquisito. 
Se l'opposizione resta quella, potrebbe anche farne tre o quattro, di mandati, legge permettendo. Non si è ancora vista una contestazione ufficiale, per esempio, al non-modo con il quale questa Giunta ha trattato il tema dei rifugiati. Oggi, in cittadine molto più piccole come Saluggia, e anche molto più a destra di Greppi (non so se sia possibile, in verità) si assiste ad un recupero umano di queste persone - non manipoli, ma poche decine - da parte di associazioni di vario tipo, anche legate ai Comuni. Che il nostro si comporti come fa è una vera vergogna. Oltretutto, nel silenzio generale, e in una città dove le forze più sensibili a queste tematiche hanno preso, congiuntamente, circa 1.700 voti alle ultime amministrative.