martedì 31 marzo 2009

I giovani

Una nuova lista per le amministrative. Dopo le due ufficiali presentate da Roberto Minoli per il Pdl e la lista civica di Gian Maria Mosca, un’altra candidatura si affaccia nel panorama politico crescentinese, una formazione di centro sinistra che vede come capolista il segretario crescentinese e tesoriere provinciale dei Verdi Dario Gallo. Il ventiquattrenne di Crescentino, laureato in diritto ed economia per le imprese alla facoltà di giurisprudenza di Torino, iscritto all’ultimo anno della laurea specialistica in giurisprudenza e candidato alle ultime provinciali per la lista «Insieme a sinistra», si presenterà con la lista civica «Rinnoviamo Crescentino».
«Dato il disagio socio economico in cui si trova Crescentino – commenta Gallo – riteniamo di dover costruire una lista di reale rinnovamento che nasce dalla sensibilità di partiti politici del centro sinistra e di persone della società civile che realmente credono in una migliore gestione della risorsa pubblica ed in una politica al servizio del più debole». Il programma è già stato reso pubblico, ma non ancora i componenti della lista che sosterrà il giovane verde. Sta nascendo anche l’ipotesi della formazione di un’altra lista composta da giovani in cui il possibile capolista potrebbe essere l’ex vice presidente di Alleanza Nazionale, Mario Guida.


Pubblicato su "La Stampa" del 31 marzo 2009


giovedì 26 marzo 2009

L'obiettivo

Sembra una rappresentazione fra le risaie (ancora per poco asciutte) di "En Attendant Godot" di Samuel Beckett, dove ci sono quei due tipi seduti sulle scale, davanti a una porta, che discutono di qualcosa che deve accadere e non accade. Ma certo, alla fine, qualcosa a Crescentino accadrà.
Ciò che si attende è l'annuncio del candidato sindaco al quale farà riferimento il centro-sinistra.
Si attende anche la notizia della compagine che lo sosterrà: solo centro-sinistra, centro-sinistra allargato, ampia coalizione, due liste, tre liste?
Sono tutte possibilità ancora aperte.
Se s'è fatto tardi, è perché si sono esplorate molte strade.
Se s'è fatto tardi, è perché ci sono molte possibilità e opzioni aperte.
Se s'è fatto tardi, è perché il momento è delicato. Non è facile mettere insieme il puzzle che possa portare al successo contro il centro-destra rappresentato dal candidato Minoli.
Perché l'obiettivo è sconfiggere quel centro-destra, dentro il quale ci sono persone che hanno mostrato di non voler troppo bene alla nostra cittadina, e di preferire di gran lunga gli affari propri. E questo, i cittadini di Crescentino non lo vogliono più sopportare. Almeno, così pare.

lunedì 23 marzo 2009

Gentile Commissario

Laura Ravarino è una signora "decisamente decisa". La sua idea "Dal dire al fare" è diventata da domenica mattina 22 marzo un comitato, per ora composto da coloro che si sono trovati alle 9 in Piazza Caretto armati di guanti e sacchi per la spazzatura: più me (che sono arrivata tardissimo e a lavoro compiuto perché i 3 mila km in due giorni mi avevano piallata più del solito, sarà la gioventù). Da piazza Caretto alla prima rotonda verso Livorno, poi la prima rotonda verso Vercelli, i sacchi sono stati tanti, e pieni, e il lavoro spesso; spero che qualcuno di coloro che hanno partecipato si faccia vivo a raccontare, se ne avrà voglia.: qualcosa ha già scritto più sotto Mauro Novo.

Ma prima di andare verso il centro a prendere un caffè, abbiamo fatto una gita disperante. Ho pregato la comitiva di percorrere il sentiero dell'Appendicite: quello che costeggia la ferrovia, dal passaggio a livello fino alla piazza della stazione: sono affezionata a quei luoghi perché ci ho vissuto da piccola, un tempo era costeggiato di more, andavo a raccoglierle; ma già sapevo che il sentiero si sarebbe presentato IMPRESENTABILE. Lurido sì, ma anche pericoloso. E dovete vedere in che stato sono gli esterni della stazione.
Questo povero nostro paese, il nostro Crescentinuccio, sembra reduce da anni di guerra. Sporco è dire poco, malandato, cadente: per essere che in Municipio erano tutti esteti del mattone e dei calcinacci e della cazzuola, e alzavano a tutto spiano piani magari non autorizzati, non c'è male no?
Noi ci ritroveremo il primo aprile, alle 19,30, sempre in Piazza delle Catene, per pulire i portici, e i commercianti sono invitati a collaborare (senza impegno eh:-)))
Ma per ora, la passeggiata dell'Appendicite ha prodotto una lettera che abbiamo deciso di mandare al Commissario Icardi, come "Comitato dal dire al fare". Mi sono impegnata a consegnarla personalmente e lo farò.

Questo il testo:

Gentile Commissario, un gruppo di Cittadini ha intrapreso ieri mattina un lavoro di pulizia in puro volontariato per cercare di restituire un po' di decenza alle strade e ai dintorni della città, funestati da una sporcizia mai rimediata negli anni. E' un lavoro destinato a continuare nei prossimi mesi, secondo un calendario che ci siamo dati: però nel corso della prima "passeggiata" abbiamo percorso il cosiddetto "Sentiero dell'Appendicite", che costeggia la Ferrovia dal passaggio a livello fino alla stazione; e vi abbiamo trovato non solo quantità di immondizie senza fine, ma soprattutto una situazione di pericolosità che ci induce a rivolgerci a Lei, temporaneo Amministratore della Cosa Pubblica Crescentinese.
La staccionata che separa il terreno della ferrovia dal sentiero, tuttora percorribile a piedi e in bicicletta, è in gran parte caduta sotto il peso degli anni e dell'incuria. Alcune parti sono in piedi ma vistosamente traballanti, piegate, e potrebbero ferire chi si avventuri nella zona. Occorre anche capire di che materiale sia la staccionata medesima, e se sia o no pericoloso.
La preghiamo di verificare di chi sia di pertinenza la zona, se del Comune o della Ferrovia, e nel caso probabile si tratti di responsabilità di quest'ultima, Le chiediamo di intervenire perché venga riparato al più presto il recinto, e sia eliminata la pericolosità evidente.I
n fatto di sporcizia e abbandono, anche la zona della Stazione, verso i binari, non scherza. Il sopralluogo di un qualunque responsabile del Comune sarà sufficiente a verificare lo stato di degrado, e il probabile pericolo igienico, visto che si tratta di un luogo di pubblica frequentazione: ci sono pali caduti e abbandonati, l'antica torre di mattoni è divenuta preda dei piccioni, ci sono resti di cibo a terra e quant'altro.
La preghiamo, gentile Signor Commissario, di fare quanto possibile perché a queste zone venga restituita sicurezza, dignità e decoro. Le anticipiamo che filmeremo i dintorni e le invieremo le immagini.

Firmato: Comitato Dal Dire al Fare Dante Balzola, Elisa Balzola, Fabrizio Casa, Ettore Graziano, Maurizio Novella, Mauro Novo, Fabio Ratto, Laura Ravarino, Pino Rotondo, Salvatore Sellaro, Marinella Venegoni.

***** Vi racconteremo gli sviluppi.....ciao a tutti.

Marinella Venegoni

domenica 22 marzo 2009

Un centro commerciale?

Una cosa che ci ha sempre affascinato del nostro amato paese è la facilità con la quale voci più o meno attendibili nascono, si articolano e si diffondono nell'arco di una giornata. per poi insinuarsi come un tarlo nella mente di chi, come noi, con questo blog si era prefissato l'obbiettivo di portare a conoscenza dei concittadini i vari aspetti della vita politica amministrativa crescentinese ponendo l'accento su decisioni che dovrebbero interessare tutti, proprio tutti.
Un paio di anni fa, durante il secondo mandato Greppi, si inizia a parlare in maniera abbastanza insistente della possibilità di fare insediare un maestoso centro commerciale situato nell'area agricola di Via Viotti nei pressi di Piazza Matteotti.
In questi giorni, ci viene riferito da alcuni residenti della zona che persone armate di telecamera e taccuino, avrebbero insistentemente fatto domande di vario genere ai passanti.
La notizia, trova fondamento e riscontro in un recente articolo apparso sul quindicinale "La Gazzetta", nel quale si riporta la notizia di una indagine di mercato svolta nei pressi di Via Viotti da un equipe di esperti.
Già ci sono più supermercati che abitanti, più poveri che ricchi, più nullafacenti obbligati che non persone che lavorano, a Crescentino. E adesso, un altro centro commerciale? E hai visto mai che lo tirino su in quel pezzettino di prato fra la circonvallazione e la strada per Casale, che originariamente doveva essere l'area verde di quelle villette a schiera che ci sono subito dopo? Terreno Alemanno, per la cronaca.

giovedì 19 marzo 2009

Dal dire al fare!

Ecco a voi il promemoria per l'attività di domenica 22:
Per chi vuol fare una bella camminata e un po’ di flessioni; per chi dice che Crescentino non è pulita e bisogna fare qualcosa. Ecco il programma di “Dal dire al fare…….”

Domenica 22/3/2009:
Ritrovo ore 9.00 Piazza delle Catene, partenza ore 9.10.
Percorso: Rotonda per San Grisante – Rotonda per Vercelli – Cavalcavia – Peso – Via Viotti - Ritorno.
L' attività consisterà in una passeggiata con raccolta rifiuti lungo la strada.
Partecipate numerosi!!

mercoledì 18 marzo 2009

Uno e Trino

Le lotte intestine che hanno portato alla caduta del sindaco Ravasenga sono state un brutto colpo per il centrodestra. Soprattutto per il suo esponente più rappresentativo, che ha sempre fatto di Trino la sua roccaforte. Tanto da spingerlo ad azzardare la discesa in campo.
Onorevole Rosso, è ufficiale?
«Diciamo che ho dato la mia disponibilità, come mi è stato chiesto dagli amici del partito e dai cittadini di Trino».
Ancora attriti da limare?
«Vorrei la disponibilità di tutti a risolverli. Dovrebbero ricordarsi il grande cuore che campeggiava sulla lista con cui sono stati eletti».
Una decina di anni dopo la sconfitta a Torino ci riprova. E’ sicuro?
«Intendiamoci, è una candidatura di servizio, non certo un obiettivo. Ripeto, si tratta di soltanto di non vanificare il grande lavoro fatto in questi anni. Forse non tutti ricordano com’era Trino durante l’alluvione, prima che noi facessimo l’argine e lo scolmatore delle acque».
E se a Trino ci fossero altre liste alternative alla sua, ma dello stesso schieramento politico?
«E’ facile fare la guerra, molto più complicato, quasi un miracolo, ottenere la pace. Ma è quello che ci chiedono i nostri elettori».
Lo dice a Ravasenga o a Felisati?
«Invito tutti a superare le difficoltà personali e a ritrovare l’accordo, per il bene di Trino».
Il bene di Trino, un suo leitmotiv. Perché?
«Ho sempre fatto di tutto per rilanciare questo paese, anche a costo di attrarre critiche».
A Vercelli, invece, a che punto siete con la lista?
«Il lavoro è quasi terminato. Purtroppo abbiamo dovuto stringerci un po’ per lasciare spazio anche ad An, ai socialisti, alle liste minori e ad alcuni rappresentanti della società civile».
E con la Lega?
«Questa volta dovremmo correre insieme, con l’armonia che caratterizza i nostri rapporti in Provincia».
Siete ottimisti, insomma.
«Tutto può accadere. Ma Corsaro ha agito bene. Anche sul fronte lavoro: non è morta nessuna azienda vercellese, anzi ce ne sono tre in arrivo. Non ci sono stati licenziamenti, e Vercelli ha a disposizione la più grande area industriale del Nord Ovest».
La sinistra gioca la carta del volto nuovo.
«Stanno pensando al futuro, serrando le fila. Un buon lavoro, ma è ancora troppo presto per i grandi risultati».
Torniamo a Trino. Il programma è già pronto?
«Il primo punto sarà la sicurezza del territorio. Dopo l’argine e lo scolmatore è il momento di rifare il ponte sul Po, con sette nuove arcate. Sono già stati stanziati 25 milioni di euro».
Di questi tempi, il primo pensiero corre al lavoro.
«Sono a disposizione due aree industriali, e ho contattato personalmente alcune imprese che dichiareranno presto la disponibilità a trasferirsi».
Spettacoli, manifestazioni, kermesse?
«Per attrarre i giovani a Trino, e per farli restare, sono necessari i servizi. Le scuole, con nuove materne ed elementari. E il Teatro Civico: Nordind avrà a diposizione un milione di euro per riarredarlo. Potrà ospitare anche riprese televisive, come Zelig».
Pubblicato su "La Stampa" del 18 marzo 2009

lunedì 16 marzo 2009

Il sito nazionale


Sono aree inondabili e, per questo, non idonee ad ospitare il deposito nazionale. Le paventate ipotesi di Saluggia o Trino, come possibili sedi del maxi sito in cui trasferire tutte le scorie radioattive italiane, sarebbero definitivamente da escludere. Alla luce delle prescrizioni contenute nel documento elaborato dal gruppo di lavoro voluto dall'ex ministro Bersani. La commissione era stata istituita con il compito di individuare le procedure per la scelta dell'area in cui realizzare gli impianti. Ed ha quindi fissato i cosiddetti criteri di escludibilità. Grazie ai quali, per esempio, non sarà possibile costruire il deposito in zone soggette ad eventi sismici o vulcanici. Ma nemmeno, è stato ribadito, in zone potenzialmente inondabili. Un fattore cruciale per il Vercellese. In questo modo, vista la vicinanza della Dora Baltea e le paurose alluvioni già avvenute in passato, dovrebbe essere escluso il comprensorio di Saluggia. «E’ un grosso vantaggio per noi - dice con forza il primo cittadino Pasteris -. Dall'analisi effettuata dal comitato, il nostro comune, di fatto, non deve venire neanche preso in considerazione. La realizzazione del sito è prioritaria e dobbiamo continuare a sollecitarla. In modo che, al più presto, potremo finalmente allontanare tutte le scorie da Saluggia». Allo stesso modo dovrebbe essere del tutto scartata anche l'ipotesi Trino, che si trova a breve distanza dal corso del Po. «Ci troviamo in fondo alla classifica, come una delle aree certamente meno idonee - spiega l'ex sindaco, Giovanni Ravasenga -. Costruire impianti nucleari accanto ai fiumi è stato un errore assolutamente da non ripetere». Il gruppo di lavoro ha anche stabilito che dovrà essere istituita un'apposita «agenzia nazionale, incaricata di provvedere allo svolgimento delle attività dirette alla scelta del sito». Ma i dubbi, tuttavia, restano. Viene previsto un «negoziato bilaterale» con le regioni disposte ad ospitare il deposito. Ma ci sarà davvero qualcuno che si farà avanti? «La prima regione che capisce la convenienza ad accettare la proposta, farà la sua fortuna - osserva Piero Risoluti, uno dei massimi esperti italiani di nucleare ed ex direttore della task force dell'Enea che, già in passato, ebbe il compito di individuare il sito nazionale -. I provvedimenti per incentivare l'accettazione saranno importanti. E verrà realizzato un autentico polo di sviluppo». Al cui interno, oltre ai depositi per rifiuti a bassa ed alta attività, troverà posto anche un avanzato centro ricerca. Per un progetto che, nel suo complesso, richiederà un investimento imponente: 1,5 miliardi di euro.


Pubblicato su "La Stampa" del 15 marzo 2009

domenica 15 marzo 2009

Lotta alle zanzare

Lotta alle zanzare, anno terzo. E ultimo della trilogia della guerra ai moscerini, piano di collaborazione tra Regione Piemonte, Provincia e Comune di Vercelli. Stanziati dalla Provincia per il 2009 altri 150 mila euro, che si affiancano ai 7 milioni della Regione, spalmati sull’intero territorio piemontese, con le province di Asti, Alessandria, Verbano Cusio-Ossola.
La novità rispetto all’anno scorso è una maggiore collaborazione tra gli enti pubblici e gli agricoltori. Il punto più critico della guerra, della quale si occuperà tecnicamente ancora l’Ipla di Torino, specializzata di settore. La superficie da coprire resta di circa 40 mila ettari, nel dettaglio 20 mila per l’area vercellese (che comprende il casalese) e 7.500 ettari intorno al capoluogo. I buoni risultati delle precedenti due campagne non modificano i piani operativi sul terreno. Ovvero l’eliminazione delle larve in risaia, a poche ore dall’immissione dell’acqua. Il momento più critico. Le larve (fino a venti per litro d’acqua) si formano infatti nel momento in cui entra l’acqua nelle camere delle risaie, prima della coltura e durante la semina.
Il compito dell’agricoltore è quello di spargere un insetticida liquido (diflubenzuron, basso impatto ambientale) fornito gratuitamente dalla Regione. Questo lavoro è cruciale per la riuscita di tutta l’operazione, toglie buona parte della possibilità alle zanzare di riprodursi. Naturalmente si tratta della prima generazione di larve, la parte più consistente del lavoro arriva in tarda primavera e nei mesi dell’estate. Quando le piantine di riso a giugno cominciano ad essere alte i trattori non possono passare a spargere il diflubenzuron, così l’Ipla provvede a irrorare sul terreno il Bti, un prodotto innocuo (persone, animali e colture) attraverso l’impiego di elicotteri che sorvolano le risaie a bassa quota. I velivoli controlleranno le infestazioni di zanzare irrorando prodotti biologici a base di «bacillus thuringiensis israelensis». Per questo è necessaria la collaborazione dei risicoltori, una percentuale che fino all’anno scorso era intorno al 30 per cento.
Fin qui la campagna. C’è una novità anche per la guerra ai moschini cittadini. Dice Antonio Prencipe, assessore all’Ambiente: «Quest’anno tratteremo tutte le zone interessate già a partire da maggio». In virtù dei buoni risultati della scorsa estate, con debellamento in alcuni punti del 90 per cento, la lotta vercellese riprenderà dai parchi, dalle siepi, dalle zone verdi, dai tombini. Gli addetti del Comune scandaglieranno l’intera superficie metropolitana, e con cadenza settimanale. Saranno presenti postazioni di controllo, che monitoreranno tutte le superfici più a rischio.I piani vercellesi arrivano il giorno dopo la chiusura a Torino di un workshop mondiale dedicato alla lotta alle zanzare e organizzato dall’Emca (European Mosquito Control Association), al quale hanno partecipato i massimi esperti del campo, provenienti da 35 Paesi.
Sull’impegno regionale, ha detto l’assessore all’Agricoltura Mino Taricco: «Il piano ha avuto e ha una valenza importante per il territorio in quanto nasce da un approccio innovativo. Ovvero il coordinamento di tutti i soggetti interessati, dalle amministrazioni locali, agli agricoltori, al mondo della ricerca e il diretto coinvolgimento degli operatori agricoli, e in particolare dei risicoltori, indispensabili per un’azione efficace e diffusa. Il nostro intervento quindi prevede una vasta azione preventiva, che colpisce all’origine la proliferazione delle larve, agendo sulle pratiche colturali e sui metodi di irrigazione».
Pubblicato su "La Stampa" del 15 marzo 2009

venerdì 13 marzo 2009

Grazie a tutti

Un po' ci avevo creduto anch'io, mi ero fatta dei sogni e dei progetti. Mi sono anche fatta delle paure, e non ho nemmeno dormito per qualche notte. Ma quando è arrivato il momento del "dunque", mi sono poi confrontata con Mimmo, mio marito, com'è ovvio.
Nel 2005, Mimmo - non fumatore, salutista, atleta, corrispondente di guerra - è stato operato di un cancro al polmone, probabilmente un regalo che gli ha lasciato la frequentazione con l'uranio impoverito in Arabia come in Iraq come in Afghanistan. Stanno ancora studiando il suo caso, all'Università di Bologna come al Medical Cancer Center dell'ospedale Mount Sinai di Miami, centro d'eccellenza americano per quelle malattie, dov'è stato operato due volte in pochi giorni: e lo portano nei congressi perché era un caso difficilissimo, ma misteriosamente se l'è cavata, forse grazie alla sua vita sana. Però però. Debbono passare cinque anni, ne sono passati solo tre, ci sono controlli ogni 3/6 mesi, si sta sempre con il fiato sospeso: chi ha passato queste cose, sa.
Adesso scrive, insegna all'Università, fa conferenze in giro per l'Italia. Ma...
Insomma, scusate se vi racconto gli affari miei.
E Mimmo mi ha detto: "Come avremmo fatto, in quei sei mesi di ospedale a Miami, se tu fossi stata sindaca? E come faremmo, se tu vincessi le elezioni, e il cancro tornasse ancora?".
Siamo ottimisti, ma era una domanda giusta, con una sola risposta.
Così, ho messo da parte i miei sogni e i miei progetti per la mia città.
Ringrazio chi mi ha sostenuta e pensata. Ma quando di mezzo ci sono cose come la vita, non si può rischiare di abbandonare un incarico così importante e delicato come quello di sindaco.
Adesso spero ancora, come avevo in mente io, nell'unità di un progetto di centro-sinistra per il Comune. Spero che qualche persona, e ragazzi di buona volontà, si facciano avanti per rimpolpare le fila di una compagine che ha bisogno di fiducia, e di speranza, e di onestà, contro il bullismo e gli affari con la scusa dell'Amministrazione, una piaga che affligge storicamente Crescentino. Ad ascoltare chi ha avuto rapporti con l'ultima tornata di governanti, si sarebbe instaurato uno stile che poco ha a che fare con le corrette regole di un vivere civile e dei diritti del cittadino.
Ma, come ho sempre detto dall'inizio dell'avventura del blog Amare Crescentino, non farò più Cincinnato. Ci sarò, con progetti fisici come andare a pulire il paese insieme con Laura e Nicoletta una domenica al mese, e per organizzare quel filo di comunità, di dibattito e consapevolezza, di sguardo sul mondo, di proposizione, senza il quale una piccola città muore, o si trasforma in dormitorio. Essere cittadini attivi, è tanto importante quanto stare in Piazza Caretto. Il blog resterà qui, a raccogliere le vostre testimonianze. Imparate a darvi un nome, però. Vi prego, basta Anonimi.

Marinella Venegoni

Dal dire al fare...

Per chi vuol fare una bella camminata e un po’ di flessioni; per chi dice che Crescentino non è pulita e bisogna fare qualcosa...
Ecco il programma di “Dal dire al fare…….”

22/3/2009 Ritrovo ore 9.00 partenza ore 9.10 – Piazza delle Catene (Municipio)
Percorso Rotonda per San Grisante – Rotonda per Vercelli – Cavalcavia – Peso – Via Viotti - Ritorno.
Attività Passeggiata con raccolta rifiuti lungo la strada.

1/4/2009 Ritrovo ore 19.30 Piazza delle Catene (Municipio)
Percorso Portici Crescentino.
Attività Pulire i portici - se i commercianti volessero partecipare ci farebbero cosa gradita.

13/4/2009 Ritrovo ore 10.30 partenza ore 10.40 – Piazza delle Catene (Municipio)
Percorso Ponte sul Po – Rocca di Verrua – Pasquetta alla Fortezza in compagnia
(pranzo al sacco).
Attività Passeggiata con raccolta rifiuti lungo la strada.

17/5/2009 Ritrovo ore 9.00 partenza ore 9.10 – Piazza delle Catene (Municipio)
Percorso Rotonda per San Grisante – Rotonda per Saluggia – Cavalcavia – Ritorno
Attività Passeggiata con raccolta rifiuti lungo la strada.

13/09/2009 Ritrovo ore 9.00 partenza ore 9.10 – Piazza delle Catene (Municipio)
Percorso Piazza della Stazione (se per caso quella fosse pulita) Viale Madonna del Palazzo
Attività Passeggiata con raccolta rifiuti lungo la strada.

15/11/2009 Ritrovo ore 9.00 partenza ore 9.10 – Piazza delle Catene (Municipio)
Percorso Prima del passaggio a livello a destra –Stradina “Appendice” - Ritorno
Attività Lavori di giardinaggio e pulizia.
Attrezzatura – sacchetti per la raccolta – guanti da lavoro - buona volontà.

Per l’attivita del 1/4/2009 – togli ragnatele o scope - buona volontà.

Regole: Numero partecipanti minimo 5.
Se pioviggina o peggio non si va.
Ognuno è responsabile di se stesso ovvero “L’organizzazione declina ogni responsabilità” .

Grazie a Tutti, vi aspettiamo
“Dal dire al fare…..”

giovedì 12 marzo 2009

L'ennesima fregatura per Vercelli

Riceviamo e pubblichiamo:

Il discorso che si riapre sul nucleare? «Attenzione, per Vercelli può essere una fregatura, l’ennesima». Gianni Esposito, segretario della Camera del lavoro, è molto scettico sulla riproposta del nucleare a Leri Cavour.
Perché?
«Innanzitutto perché, come mi pare stiano dicendo un po’ tutti, abbiamo già dato, e non poco, per oltre quarant’anni. Abbiamo dato e continuiamo a dare perché sia a Trino sia, soprattutto, a Saluggia sono ancora custodite tonnellate di scorie nucleari. Ed è proprio questo che ora mi preoccupa»
Si spieghi meglio.
«Vede, io non vorrei fare il dietrologo ma sono sospettoso. La costruzione di quattro nuove centrali nel nostro Paese comporterà la ricerca immediata del sito nazionale dove portare le scorie che già sono presenti in Italia, soprattutto, ripeto, nella nostra provincia. Non vorrei che ci venisse fatto questa specie di baratto: siete la zona più adatta alla costruzione di uno dei nuovi impianti, ma visto che non lo volete, diventate almeno il sito nazionale delle scorie...»
Rischio tangibile?
«Assolutamente sì, visto che a Saluggia già si sta realizzando, con un cospicuo investimento finanziario, l'impianto Cemex per la solidificazione delle scorie nucleari. Non vorrei proprio che il nostro territorio diventasse, di fatto, il sito nazionale. Ipotesi da scartare, non importano le contropartite economiche».
Dunque un no secco sia alla nuova chance nucleare sia alla possibilità di tenerci per sempre le scorte...
«La nostra provincia ha già due grandi centrali a gas vapore, ci sono aziende che, al loro interno, producono energia per il proprio fabbisogno, non c’è alcuna necessità di ritrovarci un nuovo mega impianto da 1600 megawatt. Anche perché, come ha ricordato la presidente della Regione Bresso, questi impianti di cosiddetta terza generazione hanno bisogno di molta più acqua rispetto alle vecchie centrali. E il nostro territorio, negli ultimi anni, si sta segnalando per carenze idriche sempre più accentuate. L’ipotesi di fare qui una delle quattro centrali dell’accordo Berlusconi-Sarkozy è completamente sballata. Piuttosto stiamo attenti al rischio che potremmo correre, quello del baratto...»
Il presidente della Provincia Renzo Masoero, pur dicendo no alla centrale, ha però aggiunto che, se proprio dovessimo incassarla, dovremmo pretendere forti contropartite a livello occupazionale...
«Ragionamento un po’ forzato; non me lo vedo un governo in grado di dire a una grossa industria: devi andare a collocarti lì perché c’è un impianto nucleare. Le imprese, vedi la vicenda-Sharp, vanno dove ci sono risorse economiche. La scelta del nucleare non è quella in grado di rilanciare l’economia vercellese. Purtroppo il momento è nerissimo e a Vercelli c’è un forte saldo negativo di occupazione ma, obiettivamente, non si possono far colpe agli enti locali. Sulla Sharp ci siamo mossi tutti assieme, abbiamo fatto squadra ma non è servito. Io però sono fiducioso: Usa e Inghilterra stanno cercando di invertire il trend, dobbiamo crederci.
Pubblicato su "La Stampa" del 10 marzo 2009

mercoledì 11 marzo 2009

Una fiction su Giuseppe Di Vittorio

Riceviamo e pubblichiamo:
La Rai ha completata la produzione della Fiction sulla figura e l’opera di Giuseppe Di Vittorio, il cui titolo è “ PANE E LIBERTA’ “ e che è stata realizzata dalla Palomar S.p.A. Una produzione che la Cgil e la Fondazione Di Vittorio avevano auspicato poter essere realizzata nelle stagioni contrassegnate dalla celebrazione del Centenario della nascita della Cgil e del Cinquantesimo anniversario della morte del grande sindacalista di Cerignola. La produzione si è avvalsa anche di alcune consulenze storiche attivate dalla Fondazione Di Vittorio.
La Fiction verrà messa in onda in prima serata in due puntate nella giornata di domenica 15 marzo e in quella di lunedì 16 marzo.
I nostri iscritti e tanti cittadini possono essere indubbiamente interessati a conoscere e ad approfondire la vita di Peppino Di Vittorio, una personalità straordinaria del sindacalismo confederale italiano, uno dei costruttori della democrazia del nostro paese, un uomo che ha speso la propria esistenza al servizio della causa dell’emancipazione dei lavoratori.
La Rai ha realizzato un’opera, con l’attore Pierfrancesco Favino che interpreta Giuseppe Di Vittorio e con altri qualificati protagonisti, capace di trasmettere una ricchezza straordinaria di emozioni e costruita con un rigore storico non usuale.
CGIL Vercelli-Valsesia

martedì 10 marzo 2009

Acqua passata

Alberto Cortopassi, leader di An, sta elaborando, con Roberto Rosso e il sindaco, e gli alleati di governo, le strategie per le elezioni del 6 e 7 giugno. La notizia del giorno, anticipata dal nostro giornale, è che a Trino scenderà direttamente in campo Rosso.
Cosa c’è di vero, Cortopassi?
«Di vero c’è che Rosso è l’unico in grado di ricompattare Forza Italia a Trino, sanando tutte le incomprensioni che hanno portato alla clamorosa caduta di Ravasenga. Senza poi contare che, per Trino, la sua città, Rosso ha fatto tanto, oggettivamente, anche troppo. Ma, sempre oggettivamente, Trino gli deve molto e la sua sarebbe una candidatura vincente».
A Borgosesia avete qualche problema...
«Sì, e mi dispiace. Noi dobbiamo rispettare il patto di governo e quindi appoggeremo la lista che Buonanno sta mettendo in campo. Rotti è un amico, nonché un autorevole esponente di An, inoltre ha lavorato benissimo nelle ultime tre legislature, dieci anni come sindaco e ora da vicesindaco. Quella di candidarsi è una scelta assolutamente rispettabile, ma anche individuale, e penso che lo sappia bene anche lui».
A Livorno, con la ricandidatura di Masoero, non avete problemi, a Crescentino invece, di grattacapi ne avete, eccome.
«Vero, però penso che siano risolvibili. Pedrale, ad esempio, ha chiesto di inserire tre suoi candidati, accettando la regola che saranno assessori i più votati. Le trattative per formare la lista del centrodestra stanno procedendo: ricompattare non è facile perché durante le ultime settimane non è che le parti in causa si siano scambiate fiorellini, però riusciremo ad accordarci, ne sono certo. Ma più che parlare dei problemi interni del Pdl anche a Crescentino io vorrei soffermarmi sul candidato a sindaco: Roberto Minoli. Una scelta forte e autorevole, con la quale siamo in grado di fronteggiare qualunque avversario ci proponga il centrosinistra».
E passiamo al capoluogo, si parla di un vero e proprio mercato per accaparrarsi i posti nella lista e, soprattutto, quelli in giunta...
«Per la prima volta Fi e An sono assieme, e poi si è aggiunto anche il Nuovo Psi e, ovviamente, anche il sindaco ha propri candidati. Sfoltire la lunga lista e arrivare a quaranta non è agevole, ma anche qui ce la faremo senza tragedie, non ho dubbi.
L’Udc sarà con voi?
«Se non arriveranno contrordini da Roma o da Torino, direi proprio di sì: come la Lega, l’Udc farà una lista autonoma che appoggerà Corsaro. Gli apparentamenti si faranno, in tutta trasparenza, al primo turno; al ballottaggio non accetteremo nessun altro alleato»,
E per la giunta?
«La regola aurea è quella che entreranno i più votati, poi varrà il gioco delle alleanze politiche e il sindaco dirà ovviamente la sua. E se la domanda successiva è se si salirà a dodici assessori, io le anticipo già che la risposta è probabilmente sì».


Pubblicato su "La Stampa" del 10 marzo 2009

lunedì 9 marzo 2009

Più mattone per tutti!

Ieri mattina, un altro annuncio del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dal sapore molto amaro per chi crede che la cementificazione selvaggia non sia il rimedio alla crisi che si sta abbattendo come uno tzunami anche sul Bel Paese, ci ha svegliati di soprassalto: "un piano straordinario con effetti eccezionali sulla casa verrà discusso venerdì in Consiglio dei Ministri per essere di seguito approvato. Secondo le fonti di Palazzo Chigi, sarebbe pronto un piano da 550 milioni concordato con le regioni per la realizzazione di case che saranno date in affitto a giovani coppie, anziani, studenti e immigrati regolari, con diritto di riscatto.
Fino a qui il provvedimento potrebbe sembrare anche condivisibile e lungimirante, ma in realtà il grosso della manovra è un altro: il via libera a un sostanzioso aumento delle cubature di tutto il patrimonio edilizio esistente, una liberalizzazione spinta delle norme per costruire, un ritorno in alcuni casi al "ravvedimento operoso" dal sapore di condono. Il provvedimento darebbe infatti la possibilità alle Regioni disposte ad accettarlo, la possibilità di ampliare gli edifici esistenti del 20%, di abbattere edifici realizzati prima del 1989 per poi ricostruirli, con il 30% di cubatura in più, in base agli "odierni standard qualitativi, architettonici, energetici", di abolire il permesso di costruire per sostituirlo con una certificazione di conformità, giurata, da parte del progettista, di rendere più veloci e certe le procedure per le autorizzazioni paesaggistiche.
Ancora una volta il governo Berlusconi si adopera per trovare una scappatoia alle leggi esistenti in materia edilizia. Sarà casuale ma altrettanto noto che il suo insediamento a palazzo Chigi corrisponda quasi sempre con misure di condono degli abusi edilizi italiani.
Premiare con il 20-30% di aumento di cubatura interventi che verrebbero realizzati in deroga a piani urbanistici e regolamenti edilizi, significherebbe premiare gli speculatori edilizi e fare dell'illegalità una cultura da diffondere a tutti i livelli della società.
Questo nuovo provvedimento-mostro prevederebbe la sola autocertificazione del progettista per garantire sugli interventi predisposti con il decreto. Ancora una volta le logiche di profitto vengono anteposte a quelle della sicurezza dei cittadini.
Verrà infine inserita anche una ridefinizione delle sanzioni, solo amministrative nei casi più lievi e più severe se nel caso di beni protetti oltre a norme per semplificare le procedure riguardanti i permessi in materia ambientale e paesaggistica.

domenica 8 marzo 2009

Viva le donne

Otto marzo, Festa della Donna. La leggenda racconta che abbia avuto origine da un episodio drammatico accaduto nel 1908, quando le operaie di una fabbrica tessile presso New York, la Cotton, scioperarono per protesta contro le disumane condizioni di lavoro. Dopo alcuni giorni di fermo, proprio l'8 marzo, il proprietario della fabbrica Mr.Johnson avrebbe chiuso tutte le porte dello stabilimento, per impedire loro di uscire. All'edificio fu appiccato il fuoco e 129 operaie morirono arse vive fra le fiamme.
Nei decenni, la festa ha cambiato pelle, seguendo l'evoluzione dei costumi. Nei '60 e '70 l'8 marzo è diventato un giorno di orgoglio e lotta femminista, per poi perdere gradatamente quella connotazione e trasformarsi in un momento consumistico, passeggero come le mimose che appassiscono in un sol giorno.
Oggi che la crisi si mangia anche il momento consumistico, si vede ben poco da festeggiare: la solidarietà femminile è venuta meno, la sorellanza pure; le donne sono spesso (e come non mai) bersaglio di violenza, nelle case, per strada, nella gestione dei diritti. In nessun paese industrializzato come in Italia, siamo così poco rappresentate nelle istituzioni, nei partiti, nelle aziende, nei sindacati, nelle amministrazioni comunali. E ieri, a celebrare la ricorrenza in nome del Governo presso la Presidenza della Repubblica, è intervenuta la ministra per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, che non è certo esempio di una condizione femminile condivisa.
Eppure, ancora e sempre, viva le Donne. Che resistono, che sopportano, che lottano, che sono le più brave nelle scuole e nelle università. Che sorridono, e ridono, perché sono forti, e sanno guardare avanti. Alla faccia delle mimose.
Marinella Venegoni

sabato 7 marzo 2009

Sognando Chernobyl



In questi giorni, anche sul blog, molto si è parlato dell'accordo intergovernativo firmato dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con il presidente francese Nicolas Sarkozy che vedrà Italia e la Francia sempre più vicine nella produzione di energia nucleare.
Sull'argomento nucleare si è espresso anche Adriano Celentano, ovviamente in musica, con una canzone - manifesto ecologista uscita a fine novembre, che sembra non lasciare grandi speranze.
Consoliamoci questa notte con un pò di buona musica. Buonanotte a tutti gli utenti collegati in questo momento.

venerdì 6 marzo 2009

Cambiamo musica!



Questa sera, alle ore 21, presso la pizzeria bar Vikingo si terrà una serata informativa dal titolo “Cambiamo musica” per parlare ad ampio raggio sul come poter ottimizzare la raccolta rifiuti e su come sviluppare un'idea di mobilità sostenibile anche a Crescentino.
Moderatrice della serata sarà la dott.ssa Marinella Venegoni.

mercoledì 4 marzo 2009

Il candidato della destra

Lunedì sera alla presenza dei coordinatori provinciali di Forza Italia (Roberto Rosso), Alleanza Nazionale (Alberto Cortopassi), degli ex assessori Speranza, Chiocchetti, Arlotta e Birocco, è stato presentato il candidato sindaco del Pdl Roberto Minoli.
Erano presenti anche gli esponenti della Lega Nord Omassi e Venaruzzo, il Presidente della Provincia Renzo Masoero e l'assessore provinciale Massimo Camandona.
Nel suo intervento, l'ex sindaco Greppi si è detto sicuro della vittoria della compagine elettorale guidata dall'imprenditore Minoli mentre l'on. Roberto Rosso con molta diplomazia ha cercato di gestire l'assenza del consigliere regionale e coordinatore comunale di Forza Italia Luca Pedrale.
L'ex assessore Arlotta avrebbe tuonato: “in lista con Minoli noi o i traditori della giunta Greppi”.
Minoli, ha dichiarato di presentare le dimissioni da presidente della Crescentinese calcio qualora venga eletto Sindaco e di non essere tagliato per un ruolo di oppositore in consiglio comunale.
A giorni verrà presentato il programma elettorale di riferimento.

martedì 3 marzo 2009

Riceviamo e pubblichiamo:

Buongiorno, cerco volontari per organizzare "Puliamo Crescentino & Dintorni" una domenica mattina ogni 2 mesi. Da qualche parte bisogna cominciare!!!Saluti

Laura R.

venerdì 27 febbraio 2009

Qualche ulteriore riflessione


Ho visto grandi entusiasmi su gran parte della stampa italiana per l' accordo italo francese per la costruzione di 4 centrali nucleari sul suolo italiano. Presi dall'entusiasmo, i media hanno commesso clamorosi errori e taciuto diverse scomode verità .
(1) Quale accordo?
Come spiega benissimo Ugo Bardi in questo post, non esiste al momento alcun contratto tra ENEL e EDF, ma solo un memorandum of understanding. Tutto quello che appare sui media è essenzialmente fumo.
(2) 25% del fabbisogno nazionale? Sarebbe meglio scrivere 14%!
Secondo Repubblica, le 4 nuove centrali potrebbero garantire il 25% del fabbisogno di energia elettrica. Chi ha fatto i conti per l'articolista Marco Patucchi? Ora, anche uno scolaretto sa che
in un anno ci sono 8760 ore,
una centrale nucleare è attiva più o meno per l'80% del tempo (valore medio sul funzionamento di una decina di centrali francesi)
6,4 GW * 8760 h * 80% = 44850 GWh = 44,85 TWh
Secondo Terna, i consumi elettrici italiani sono pari a 320 TWh all'anno
44,85 TWh/320 TWh = 14%
Questa percentuale corrisponde all'ipotesi che i consumi elettrici restino costanti. Forse all'ENEL pensano invece che nel 2020 avremo operato una notevole decrescita.
(3) Si vende la pelle dell'orso prima di averlo catturato
Molti scrivono che i reattori EPR di terza generazione sono più potenti e più efficienti di quelli del passato. Peccato che ci si dimentichi di dire che al momento nessuno di questi reattori è ancora in funzione.
Si dicevano meraviglie anche del Superphénix, prima della sua costruzione; poi ha funzionato solo per 13 anni, con un costo di ben 9 miliardi di euro. The Independent segnala il fatto che, in caso di incidente, il rilascio di radiazioni potrebbe essere maggiore che per le centrali di vecchia generazione.
L'unico reattore EPR in costruzione si trova a Okiluoto in Finlandia. I tempi di realizzazione sono come segue:
autorizzazione: 2000
inizio lavori: 2005, con prevista conclusione nel 2009
dopo vari stop, problemi e ritardi, ora sembra che debba essere completa nel 2012
Qui parlo dei vari problemi di sicurezza in cui è incorso il reattore.
I precisissimi e efficientissimi finlandesi impiegheranno probabilmente 12 anni dall'autorizzazione alla messa in rete. E qualcuno pensa seriamente che i caciottari, lottizzati, pasticcioni e litigiosi italiani riescano a farcela in 11 anni, senza aver nemmeno raggiunto un accordo sui siti delle centrali?
(4) Qualcuno si preoccupa dei costi?
Nessuno dei principali giornali italiani ha pubblicato una sola riga su quanto dovrebbero costare agli italiani le 4 centrali (non la Repubblica, nè il Corriere, nè La Stampa).
Evidentemente, quando si tratta di fare propaganda, meglio tacere certi numeri. Conosciamo però la storia del reattore finlandese. Inizialmente doveva costare 3,7 miliardi di euro, ma i vari guai e iritarddi hanno fatto lievitare i costi a ben 5,2 miliardi di euro .
Quattro centrali in Italia ci costerebbero oltre 20 miliardi di euro, sempre che si riesca a essere parsimoniosi e onesti come i finlandesi. In pratica qualcosa come quattro ponti sullo stretto di Messina.

Flavio Bruzzesi

Lo stralcio


Dopo il tentativo fallito di affossare le detrazioni per l'efficienza energetica, nascosto nel decreto mille proroghe, viene tolto in questi giorni l'obbligo per i nuovi edifici di avere almeno in parte, energia prodotta da fonti rinnovabili. La norma, inserita nella finanziaria 2008 dal Governo Prodi, aveva introdotto a decorrere dal 10 gennaio 2009, l'obbligo per gli edifici di nuova costruzione di installazione degli impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, come condizione indispensabile per il rilascio della concessione edilizia.
In questo modo si sarebbe garantita una produzione energetica non inferiore a 1 kW per ciascuna unità abitativa.
Chiediamo insieme a gran voce che l'obbligo venga reintrodotto alla Camera dei Deputati. Le energie rinnovabili non sono più una alternativa ma una necessità per arginare il pericolo nucleare.

mercoledì 25 febbraio 2009

Il no della CGIL

Confermiamo il nostro “NO” al nucleare. Abbiamo già dato; l’area di Leri Cavour è stata venduta ad un privato, evitiamo di ricomprarla di nuovo.
Nel caso che qualche persona anche in provincia di Vercelli pensasse a questa scelta, vogliamo ribadire, sin da ora, che il Sindacato CGIL ma credo anche unitariamente non starà a guardare e chiamerà tutti alla mobilitazione.
Questo Territorio ha già pagato molto in termini di nucleare, il materiale radioattivo deve andare via al più presto dai siti dove oggi è presente e portato fuori dall’Italia laddove esistono siti dove può essere stoccato, così come convenuto.
Vogliamo ribadire che l’Area su citata, oggi, è già utilizzata da Enel essendoci una centrale a ciclo combinato da 600 MW e di fronte è stata da poco costruita la nuova centrale E.ON.

Il segretario CGIL
Vercelli Valsesia
Giovanni Esposito

Più nucleare per tutti


Il governo non ha dubbi: uno dei principali motivi della perdita di competitività da parte delle imprese italiane è l'eccessivo costo dell’energia.
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi rilancia in questi giorni la possibilità di un ritorno al nucleare anche se, con il referendum del 1987, gli italiani esclusero questa ipotesi non accettando “il rischio nucleare”.
L’Italia, oggi, importa il 16% dell’energia elettrica dalla Francia che è rimasto l'unico paese occidentale a investire su questo tipo di energia costosa e rischiosa. Berlusconi in queste ha firmato con Sarkozy un'intesa per lo sviluppo congiunto delle strutture di nuova generazione.
Ci dobbiamo interrogare su cosa comporterebbe un ritorno al nucleare in termini concreti tralasciando volutamente i noti rischi per la salute dei cittadini delle zone limitrofi alle centrali:
- della perdita di know-how da parte dell'Enel. Passerebbero minimo cinque anni per la costruzione della prima centrale.
- gli amministratori locali, tenendo conto di decisioni impopolari, bloccherebbero le installazioni delle centrali sul territorio;
- occorrerebbero grandi quantità di denaro pubblico nel sovvenzionare il tutto;
- dovrebbe essere risolta lin primis la questione dei rifiuti radioattivi che nella nostra provincia è tristemente d'attualità. Le scorie radioattive dell'ultima esperienza nuclearista italiana attendono ancora un sito di stoccaggio definitivo.
Il nostro governo procede sul versante opposto rispetto a quello tracciato dall'Unione Europea (entro il 2012 l’apporto energetico da fonti rinnovabili deve ammontare al 12% del totale) discostandosi dalla tendenza generale degli altri paesi comunitari, i quali si sono attrezzati da tempo per dipendere meno dalle energie non rinnovabili attraverso una serie di strategie volte all'ottemperanza della direttiva europea.
Inoltre non è presente nei piani di investimento Enel, nessun investimento relativamente all'ottimizzazione della rete elettrica che è fatiscente. Un domani così potremmo avere l’energia creata dal nucleare, ad alti costi, di cui una non trascurabile quantità si perderà prima dell‘utilizzo. Davanti all’aumento della sensibilità di tutta l’opinione pubblica su questi temi, c’è l’estraneità più totale di questo governo che dimentica di guidare un territorio a forte vocazione turistica.

lunedì 23 febbraio 2009

Question time

Rilanciamo con questo post le tre domande rivolte da un utente che si autodefinisce “uomo non di sinistra” in particolare ai dirigenti del Partito Democratico crescentinese.

Ecco le tre domande fatte:

1) in una Repubblica democratica gli esponenti del centro sinistra avranno ben il diritto di incontrarsi ovunque per dialogare con avversari politici? O no secondo voi?
2) hanno il dovere di riferire in merito, istantaneamente e pubblicamente? O trattandosi magari di una consultazione informale possono farlo e basta?
3) nel caso specifico lo hanno fatto? (in questo caso la risposta è facoltativa)

domenica 22 febbraio 2009

La Commissione

Se il padre di tutte le città è il Piano Regolatore - quel complesso progetto che nelle intenzioni dei virtuosi serve a mettere ordine nel nostro vivere fisico all'interno della Comunità - soprattutto dalla nostre parti la mamma di questa stessa vita è stata nei decenni la Commissione Edilizia. Una commissione nata per valutare e decidere sui progetti di abitazioni, edifici produttivi e quant'altro, dei cittadini, e spesso trasformatasi - vista l'ovvia composizione di professionisti del ramo - in un centro di potere, ossia un modo spiccio per avere più clienti. Se io, geometra, sto per esempio nella commissione edilizia della mia città, avrò molte più persone che si rivolgono a me per i loro progetti, confidando che la mia posizione li faciliti e li avvantaggi.
Ebbene, non tutti sanno che questa famosa Commissione Edilizia non è più imprescindibile. Se ne può fare tranquillamente a meno.
La sentenza n.3674 24 aprile 2007 TAR Lazio-Roma, Sez. II bis stabilisce che la formulazione del parere da parte della Commissione edilizia comunale costituisce un atto preparatorio ed interno al procedimento amministrativo di rilascio della concessione edilizia e non equivale, né formalmente né sostanzialmente, all'adozione di quest'ultima. La concessione edilizia infatti è un atto formale di competenza del sindaco (ora, del responsabile del servizio) che può essere ammessa solo in esito ad una procedura specifica, sancita dagli artt. 4 e 11, l. n. 10 del 1977 e tale da non ammettere equivalenti.
Per noi comuni mortali, questo significa che la Commissione edilizia non è indispensabile per rilasciare una licenza, infatti basta che l'ufficio urbanistica visioni tutti i documenti necessari in modo da poter rilasciare il permesso per costruire.
In alcuni Comuni anche più piccoli, e anche intorno a Crescentino, l'informatizzazione permette ormai ai cittadini di poter seguire l'iter della propria pratica da casa attraverso internet, collegandosi con una password all'Ufficio Urbanistica.
Spesso si parla della scarsa efficienza della pubblica amministrazione, questa potrebbe essere anche per la prossima Amministrazione di Crescentino una buona idea per ottimizzare i tempi di concessione della licenza ed offrire al cittadino un servizio importante direttamente a casa.
Inoltre, in questo modo, anche per le richieste di licenze edilizie concesse in passato, si potrebbe istituire un modulo on line da compilare con gli estremi della concessione che si vuole in copia, predisporre un metodo di pagamento dei diritti sempre tramite internet, ed ottenere dunque il tutto in formato elettronico. Con trasparenza, senza inciuci e senza prebende...Mettendo tutti i professionisti sullo stesso piano. E che vinca la qualità.


giovedì 19 febbraio 2009

Un altro caduto


ATTENZIONE!! Pare che anche il sindaco Ravasenga di Trino Vercellese questa mattina sia caduto per le contemporanee dimissioni di 9 consiglieri comunali.

mercoledì 18 febbraio 2009

L'addio di Veltroni


Walter Veltroni questa mattina alle 11 ha ufficializzato le sue dimissioni dalla segreteria del Pd.
Al Tempio di Adriano, l'ormai ex segretario democratico spiega le motivazioni del suo abbandono. Spiega di non essere riuscito a realizzare il partito nuovo e aperto nel quale aveva creduto. Si scusa per non avercela fatta. «Ho fatto il possibile, ce l'ho messa tutta, ma non è bastato».
Veltroni durante il suo discorso continua a sognare l'America di Obama. L'Italia, secondo l'ex leader Pd, «ha bisogno di un cambiamento profondo e radicale e mai come oggi la nostra storia, le nostre stesse biografie, devono essere al servizio di questo in modo che anche nel nostro paese possa accadere quanto accade negli Stati Uniti».
Difende le diversità che convivono nel partito. «Abituamoci - dice Veltroni - che un grande partito è luogo di diversità», non è una caserma. Ma dice anche che «nel centro-sinista c'é bisogno di più solidarietà, che ci si senta tutti di più una squadra». Veltroni chiede di superare personalismi e divisioni per arrivare a trasformare la sinistra: «da salottiera deve recuperare il rapporto con la società reale, da giustizialista deve abbracciare il valore della legalità, da pessimista e conservatrice a un centrosinistra innovatore». E indica la rotta. «Penso che il passaggio dei prossimi giorni si dovrà accompagnare all'avanzare di forze e energie nuove, a esperienze legate ai territori e ai nostri amministratori». Dice di essere «più uomo di governo e delle istituzioni che uomo di partito».
L'obbiettivo per Veltroni non è quello di creare nel paese una maggioranza del Pd ma una maggioranza riformista, richiamandosi all'esperienza dell'Ulivo della prima fase nel quale confluirono anche i Verdi oltre al Pds e al PPi poi Margherita.
Walter Veltroni tornerà a fare il «militante», semplice deputato nelle file del partito.
A Dario Franceschini il compito di illustrare il percorso da seguire: il coordinamento del partito traccerà la rotta per i prossimi mesi, affidando probabilmente la reggenza proprio a Franceschini fino al congresso. Congresso che molti vogliono prima delle elezioni europee, perché la reggenza potrebbe rappresentare un limbo che premierebbe la logica oligarchica che ha abbattuto il partito.
L'ex sindaco di Roma lascia un partito indebolito dalla sconfitta sarda e da mesi di navigazione difficile tra questione morale, divisioni e litigi locali e nazionali. Aleggia il rischio scissione, infatti sono in molti a temere che l'addio di Veltroni segni un punto di non ritorno con il rischio, evocato da Rosy Bindi, che «si torni ai due partiti» e l'avviso dei rutelliani che senza Veltroni il partito è a rischio.

martedì 17 febbraio 2009

Io m'impegno



Il blog Amare Crescentino sostiene l'iniziativa del Comitato Ambientalista Rifiuti Piemonte diffondendo questo adesivo sul tema molto importante della gestione dei rifiuti. Cliccate sull'immagine per visualizzarla a pieno schermo.
Lo Staff

Lettera aperta della CGIL Piemonte alle forze politiche, alle associazioni, alla società civile



Il 28 febbraio abbiamo deciso di organizzare una manifestazione regionale contro la crisi e per la difesa dei diritti contrattuali. Come è noto la crisi colpisce il lavoro e con esso le imprese e il reddito.
I dati del Piemonte dimostrano che per la prima volta sono coinvolti in contemporanea tutti i settori e tutte le Province. La CIGL a fine gennaio ha coinvolto circa 50 mila lavoratori ai quali vanno aggiunti i 28 mila in mobilità e i 125.000 con contratti atipici che scadono nel corso del 2009. La cassa integrazione non è ancora riconosciuta a tutti nonostante l’Accordo Stato-Regioni perché il Governo non ha ancora erogato la sua parte lasciando i territori privi di fondi e migliaia di lavoratori senza reddito.
Con i lavoratori l’effetto della crisi colpisce le imprese anche sul versante del credito che ci fa presagire in assenza di interventi efficaci ulteriori problemi di liquidità e, conseguentemente, sul reddito dei lavoratori. Il rischio è uscire dalla crisi più deboli e conseguentemente più poveri. I primi a pagarne il prezzo più alto sono i giovani, le donne, i migranti.
Dal Governo abbiamo risposte che giungono in ritardo e parziali a differenza di quanto fanno gli altri paesi europei, le risorse a disposizione sono ancora scarse. La Confindustria continua ad appoggiare le proposte del Governo il giorno prima e si dichiara insoddisfatta il giorno dopo.
C’è ancora una grave sottovalutazione del rischio che, ritardando e sbagliando le azioni per fronteggiare la crisi, da essa ne potremo uscire tutti peggio. I pesanti tagli sulla formazione delle persone, sull’Università e nella scuola sottraggono strumenti indispensabili per uscire dalla crisi e minano il welfare delle famiglie. Tutto questo anche se la Regione Piemonte e gli EE.LL. hanno dimostrato grande sensibilità e iniziative che però, senza la sponda governativa, non bastano. Le risorse possono essere reperite tassando i redditi alti (oltre i 150.000€) per ridistribuirle ai più deboli.
Non possiamo più solo stare a guardare, c’è bisogno di una risposta forte che metta al centro della crisi il Piemonte con le sue caratteristiche e le sue potenzialità, non sottacendo le gravi responsabilità del Governo centrale che, in ritardo, comincia a riconoscere la gravità della situazione.
Bisogna fare presto!! Una soluzione diversa è possibile. In questo quadro risulta ancora più evidente l’inutilità dell’adesione all’accordo separato sulla Riforma della Contrattazione. Non l’abbiamo sottoscritto perché quell’Accordo non offre nessuna tutela alle retribuzioni, né con il contratto nazionale, né con la contrattazione aziendale.
Infatti il meccanismo con cui viene calcolata l’inflazione, con la decisione di depurare l’indicatore dei prezzi dei beni energetici importati, insieme all’alleggerimento del valore punto su cui vengono costruiti i contratti nazionali, porterà ad un netto ridimensionamento del potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori.
Ridimensionamento confermato dallo svuotamento della contrattazione aziendale che diventa la sede a cui si affida la riduzione fiscale che, come è noto, riguarda una parte esigua di lavoratori, mentre tutti sanno che la contrattazione integrativa dovrebbe aiutare a rilanciare la produttività. Nell’Accordo non esistono cenni sui temi classici della contrattazione sulla condizione di lavoro, a partire dalla organizzazione, qualità e sicurezza sul lavoro.
Se poi guardiamo alle deroghe, si capisce che potranno servire a cancellare tanti diritti con il ricatto della delocalizzazione; e, infine, l’intervento sul diritto di sciopero ci fa dire che siamo in presenza di una scelta neocorporativa in un quadro di relazioni neoautoritarie che cancellano qualsiasi barlume di concertazione oltre a mettere in discussione basilari diritti costituzionali.
La crisi non giustifica queste scelte che risultano ancora più sbagliate proprio perché cadono in una situazione economica così grave e dagli esiti ancora imprevisti. Non accettiamo che ancora una volta i lavoratori e i pensionati paghino il costo più elevato della crisi.
L’insieme di queste questioni ci fanno pensare che le risposte per affrontare l’emergenza determinata dalla crisi economica e finanziaria devono tener conto della condizione sociale dei lavoratori e dei pensionati.
Queste sono le ragioni che ci hanno spinto a lanciare l’iniziativa del 28 febbraio. Lo spirito che ci anima è quello di condividere con le Istituzioni e la società la centralità del lavoro e della condizione lavorativa come punto essenziale sul quale concentrare l’attenzione di tutte quelle persone e quelle forze che in questo ci credono, anche se non condividono tutte le nostre posizioni.
Sarebbe utile l’unità contro questa crisi che divide; l’unico modo oggi è quello di ridare ai lavoratori, alle lavoratrici, ai pensionati l’ultima parola sulle scelte attivando le procedure democratiche come già fatto in passato.
Come sempre, lo spirito che ci anima è aperto al confronto e alla ricerca di soluzioni il più largamente condivise.
Con l’auspicio di incontrarvi il 28 febbraio, cordiali saluti.
p. la Segreteria CGIL Piemonte Vincenzo Scudiere

La forza della vita

Su questo blog molte volte si è discusso sulla capacità di ogni individuo di autodeterminarsi, di organizzarsi, di migliorare il presente ed il futuro grazie alle proprie esperienze ed alle proprie capacità.

Gianluca Ferrara direttore editoriale delle Edizioni Creativa, 37 anni, residente a Torre del Greco è riuscito nella straordinaria impresa di salvare una vita umana fermando la mano del boia a poche ore dall'esecuzione del detenuto Larry Swearingen in Texas.
Tra Gianluca e Larry è nata casualmente un amicizia di penna come tante se ne creano, prescindendo però dal fatto che lo stesso Larry fosse detenuto presso il braccio della morte in attesa di esecuzione. Gianluca, dopo mesi di corrispondenza, crede all'innocenza che Larry professa già in sede di processo e decide di fare qualcosa di concreto per riuscire a dimostrare la non colpevolezza del detenuto.
Da subito nasce uno spazio on line su facebook ed un sito dedicato alla vicenda (www.congliultimi.it) tramite i quali potere firmare una petizione in grado di bloccare l'esecuzione e riaprire il processo.
Gianluca non si ferma: in Italia scrive una lettera a Repubblica, è ospite di alcune trasmissioni televisive come Uno Mattina e Rai 3 Neapolis. L'appello a firmare la petizione viene pubblicato anche dal Messaggero e dal Corriere della Sera.
Larry, grazie all'aiuto di Gianluca, riesce a convincere anche gli italiani i quali inviano 5000 adesioni alla petizione che viene subito recapitata al governatore del Texas ed al Board of Pardons and Paroles.
A questo punto il caso verrà riesaminato e saranno valutate prove mai prese in considerazione che potranno in grado di dimostrare l'estraneità di Larry in relazione all’assassinio della giovane figlia di un senatore dello Stato del Texas.
Questa storia è la dimostrazione che nella vita tutto è possibile lottando. Facciamolo anche noi.

Uno Mattina: http://it.youtube.com/watch?v=9nyCKhxwscQ


RAI 3 Neapolis: http://it.youtube.com/watch?v=85Arf-SG30E&feature=related


Studio Aperto: http://it.youtube.com/watch?v=SWC05ZRlD0o


sabato 14 febbraio 2009

Amare Crescentino è...

Oggi è San Valentino, festa degli innamorati. In ogni bar c'è sempre chi organizza qualcosa e allora ecco un'idea: dimostriamo in questo post di essere tutti innamorati del nostro paese.
Lasciate qui un pensiero d'amore per la nostra città.

venerdì 13 febbraio 2009

Una bella notizia

Dopo la condanna per diffamazione subita in prima istanza dal Tribunale di Casale Monferrato, ieri mattina, presso la Terza Sezione della Corte d'Appello di Torino, il settimanale La Nuova Periferia è stato nuovamente condannato in secondo grado per lo stesso reato. Chi ha diffamato, la Nuova Periferia? Modestia a parte, me: Marinella Venegoni. Avevo denunciato la testata nell'ormai lontano 2003, leggendo una paginata di cronaca del processo contro una impiegata del Comune di Crescentino, dentro la quale avevano messo un titolo: "Venegoni la grande assente", con un occhiello "Duro il presidente: La manderò a prendere dai carabinieri", il tutto scritto e impaginato in un modo che suggeriva che io stessa fossi in qualche modo imputata. Già, quella era la grande ambizione di qualcuno: di buttarmi nella friggitrice con l'olio acceso.
Ora su quel processo, dopo l'assoluzione dell'impiegata, è sceso il silenzio (Il Comune continua a pagare, però). Invece la mia epopea è andata avanti per sei anni. In due gradi di processo è stato sentenziato che il settimanale si è occupato di me in tutta malizia.
Ora, non era questa una novità. Durante i miei anni in Comune, era un martirio settimanale. Molti luoghi comuni intorno alla mia esperienza amministrativa passavano da quella testata: scrivevano che mi facevo pagare il telefono dal Comune, che non c'ero mai, e chissà cos'altro che poi mi sono per fortuna scordata, perché non si può passare la vita in tribunale. Ma durante il mio mandato, ho sempre sopportato in silenzio in nome del diritto di critica.
Oggi però mi sento più leggera, e volevo condividere con il blog questa - per me - bella notizia.

Marinella Venegoni


giovedì 12 febbraio 2009

M'illumino di meno

Per il quinto anno consecutivo Caterpillar lancia per il 13 febbraio 2009 M’illumino di meno, la grande giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico. Dopo il successo delle passate edizioni, i conduttori del noto programma di Radio2 Cirri e Solibello chiederanno nuovamente agli ascoltatori di dimostrare che esiste un enorme, gratuito e sotto utilizzato giacimento di energia pulita: il risparmio. L’invito rivolto a tutti è quello di spegnere luci e dispositivi elettrici non indispensabili il 13 febbraio 2009 dalle ore 18.
Nelle precedenti edizioni M’illumino di meno ha contagiato milioni di persone impegnate in un’allegra e coinvolgente gara etica di buone pratiche ambientali. Semplici cittadini, scuole, aziende, musei, gruppi multinazionali, società sportive, istituzioni, associazioni di volontariato, università, commercianti e artigiani hanno aderito, ciascuno a proprio modo, alla Giornata del Risparmio. Lo scorso anno il “silenzio energetico” coinvolse simbolicamente le piazze principali in Italia e in Europa: a Roma il Colosseo, il Pantheon, la Fontana di Trevi, il Palazzo del Quirinale, Montecitorio e Palazzo Madama, a Verona l’Arena, a Torino la Basilica di Superga, a Venezia Piazza San Marco, a Firenze Palazzo Vecchio, a Napoli il Maschio Angioino, a Bologna Piazza Maggiore, a Milano il Duomo e Piazza della Scala ma anche Parigi, Londra, Vienna, Atene, Barcellona, Dublino, Edimburgo, Sofia, Palma de Mallorca, Lubiana si sono “illuminate di meno”, come altre decine di città in Germania, in Spagna, in Inghilterra, in Romania.
Anche grazie al contributo di ANCI e ANPCI nella diffusione capillare dell’iniziativa, molte città italiane si sono mobilitate per coinvolgere i comuni gemellati all’estero: un passaparola virtuoso che ha consentito di spegnere luci davvero in ogni parte del mondo.
La campagna di M’illumino di meno 2009, che ha ottenuto il patrocinio del Parlamento europeo per il secondo anno consecutivo, dando voce alle idee più interessanti e innovative in Italia e all’estero, per razionalizzare i consumi d’energia e di risorse.
Gli sprechi possono essere tagliati con piccoli gesti quotidiani o con accorgimenti tecnici che ognuno può declinare a proprio modo.

martedì 10 febbraio 2009

Viva la Costituzione!

Ancora una volta negli ultimi dieci anni siamo costretti a lottare per difendere la Carta fondamentale della Repubblica, nata dall’impegno e dalla lungimiranza dei Costituenti dopo i drammi del Ventennio fascista, i danni enormi della Guerra e sulle fondamenta della Liberazione conquistata dai partigiani di tutte le fedi politiche democratiche.
Quella Costituzione è il frutto delle culture e delle sensibilità cattoliche, liberali, repubblicane, socialiste e comuniste, cosa ben lontana dalla concezione che ne ha Berlusconi. E’ il frutto del lavoro di quelle intelligenze di uomini e donne che avevano rischiato la vita per la democrazia e la libertà. Molti di quei Costituenti avevano conosciuto l’esilio e le carceri fasciste, cosa ben diversa dalle agiatezze di altri che oggi sentenziano con approssimazione.
I valori di quella Costituzione, invidiataci in tante parti del Mondo, sono irrinunciabili; tra quei valori vi è la funzione di garanzia costituzionale del Presidente della Repubblica, ruolo svolto in modo puntuale e saggio dal Presidente Giorgio Napolitano.
In ossequio a questi valori ed a questo rispetto di ogni opinione è necessario sottolineare quanto sia preoccupante che, il Disegno di Legge presentato dal Governo Berlusconi, dopo la forzatura del Decreto Legge, su materia tanto delicata quale quello della fine della vita e dei relativi interventi sanitari non abbia un percorso ampiamente democratico, che garantisca appieno il ruolo attivo dei parlamentari, nella libertà di ciascuno di essi di esprimere e contribuire con le proprie sensibilità, culture e convinzioni etiche e religiose.
Ancora una volta il Parlamento è coartato nella sua suprema funzione democratica, sancita dalla Costituzione. Ancora una volta il Parlamento viene svuotato delle sue prerogative e delle sue funzioni. Ancora volta un decreto legge non viene utilizzato per motivi d'urgenza ma per sorvolare il democratico dibattito parlamentare.
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi torna alla carica in questi giorni sulla riforma della giustizia e si dice pronto a farla cambiando la Costituzione, anche senza i voti dell'opposizione.
La modifica costituzionale del centrodestra nello specifico prevederebbe nelle altre materie:
- il cambiamento dell'intera Seconda parte della Carta del ’48, ledendo le disposizioni dell’art.138 che impone al legislatore della revisione costituzionale di intervenire con modifiche puntuali di singoli istituti;
- lo stravolgimento della forma di governo parlamentare attraverso l’introduzione del premierato assoluto, annullando il ruolo del Parlamento, ridotto ad esecutore della volontà del Primo Ministro;
- la trasformazione delle elezioni in un processo di investitura del Primo Ministro, che non dovrà richiedere neppure la fiducia e potrà controllare a suo piacimento la maggioranza parlamentare disponendo del potere di scioglimento della Camera;
- la manomissione delle istituzioni di garanzia – Presidente della Repubblica, CSM, Corte Costituzionale – svuotandole dei loro compiti di salvaguardia del pluralismo istituzionale e dei diritti civili, politici e sociali di ogni cittadino;
- la devolution delle competenze in materia sanitaria ed educativa, cosi da spezzare l’unità giuridica e politica della Repubblica, l'annullamento del diritto di eguaglianza e l'abolizione della pari dignità sociale delle persone, sancita dall’art. 3 della Costituzione.

domenica 8 febbraio 2009

La nostra dolce utopia

Questo piccolo blog, nato il 4 dicembre - due mesi fa! - dall'incontro fra due teste di diverse storie, e generazioni, è diventato nelle ultime settimane davvero il bar virtuale che ci auguravamo. I giornali parlano di noi, siamo a quasi 9 mila contatti, la scorsa settimana le note vicende del Comune di Crescentino ci hanno fatto toccare punte quotidiane insperabili anche a blog ben più frequentati e di spessore nazionale. Abbiamo scoperto, in una città il cui Comune non ha nemmeno un sito internet, una Crescentino telematica: di persone attente e curiose, di molti timorosi di scoprirsi, di altri sinceramente preoccupati per il futuro della nostra amata città, di burloni che prendono in giro tutto e tutti, di odi antichi fra persone che riaffiorano sulla grande rete intorno a temi che ci riguardano tutti.
Ma questo piccolo blog è nato anche nel segno di un sogno, certo un po' utopistico. Raccogliere cioè persone di ogni generazione intorno a un'idea virtuosa della collettività, che aggreghi buone idee, progetti, intenti e sentimenti intorno al tema dell'Amare Crescentino. Se si ama, non si può non essere onesti; si vuole solo il bene della cosa amata e si lavora a un futuro migliore.
Non è un mistero che all'ombra del nostro Comune sono spesso fioriti spiriti che guardano all'Amministrazione della Cosa Pubblica con il senso degli affari. Traversie passate, vicende giudiziarie ancora in corso nel silenzio prudente del gran santuario del business collettivo, ci mostrano che il senso dell'etica - quando si ha a che fare con la gestione della Collettività - è spesso visto come una mosca noiosa, un rumore insolente. Per questo, bisogna alzare la voce e chiedere a tutti coloro che si occupano di Politica e che potremmo presto trovare in Municipio, che cosa pensino della morale in politica, e che giudizio diano su personaggi che hanno attraversato in modo non specchiato la vita della nostra Città.
I movimenti che si intravvedono in questo tumultuoso scorcio preelettorale, certe presenze nelle riunioni, ci dicono che la morale, il rispetto per la scelta di servire il Paese, non sono una conquista acquisita. Ci dicono che la memoria è corta, e che siamo anche giudicati un po' fessi noi che la pensiamo così. Un po' di disinvoltura, via. Meglio un potere forte, che un potere virtuoso, pensano in molti.
Io sono lieta di essere fessa, da questo punto di vista. E invito tutti i cittadini che la pensino come me, e come noi di Amare Crescentino, a stare molto attenti a ciò che succederà nelle settimane e nei mesi futuri.
Marinella Venegoni

sabato 7 febbraio 2009

Una serata dal Partito Democratico

Ieri sera presso il salone dell'autoscuola La Monferrina, si è tenuto un dibattito pubblico organizzato dal Partito Democratico per discutere sulla caduta della Giunta Greppi e sulle iniziative da intraprendere nel futuro prossimo per dare a Crescentino una amministrazione comunale capace di guardare ai bisogni della cittadinanza. Sono intervenuti sull'argomento diversi cittadini e esponenti dei partiti politici crescentinesi. La serata ha riscosso un buon successo di pubblico, è stata caratterizzata da proposte concrete per la nuova Crescentino e da alcune polemiche all'indirizzo dei consiglieri di minoranza sulla gestione della questione Lignola.
Oltre al “caso Lignola” si è discusso approfonditamente sulla raccolta differenziata, sull'emergenza occupazionale che investe il nostro paese in seguito alla chiusura di Teksid, sui nuovi canali di informazione da utilizzare per informare i cittadini, sulla possibilità concreta di voltare pagina da una amministrazione di centro - destra che nulla ha saputo fare per tutelare le fasce più deboli della popolazione.
Tra le persone più in vista del paese sottolineiamo la presenza del Geom. Franco Bonesso, del candidato sindaco dei Circoli della Libertà Riccardo Piolatto e quella dell'Avv. Gianmaria Mosca che si è reso autore di alcuni accesi scambi dialettici con i consiglieri comunali del Pd.
Nel complesso la serata ha visto un buono scambio di opinioni e di critiche costruttive volte a creare un progetto di innovazione e di crescita che possa portare la nuova amministrazione a dare ai crescentinesi una politica più attenta alle loro esigenze.

venerdì 6 febbraio 2009

Pani e pesci


Le indennità di gennaio di Greppi, Arlotta, Birocco, Speranza e Borgondo devolute al volontariato e ad eventi nelle frazioni. La richiesta è stata inviata al commissario del Comune di Crescentino, Giovanni Icardi, dall’ex sindaco e dai componenti della giunta.
Queste le proposte: Greppi ha scelto la Bocciofila, Cerrone e San Genuario e il 50° della Fidas; Birocco Anna Baccinelli, la Caritas locale e il Monte; Arlotta la frazione San Silvestro, Speranza il Villaggio Annunziata; Borgondo le frazioni Galli e Campagna.
Pubblicato su "La Stampa" del 6 febbario 2009

giovedì 5 febbraio 2009

Addio nucleare

E’ articolata in una trentina di cartelle la relazione che la Sogin, la Spa pubblica che gestisce il residuo nucleare in Italia, ha presentato l’altro giorno al «tavolo della trasparenza» convocato dall’assessore regionale per l’Ambiente Nicola de Ruggiero. Vi hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni, delle organizzazioni sindacali ed ambientaliste, dell’Ispra, dell’Arpa Piemonte, del ministero per lo Sviluppo economico, ed i sindaci dei Comuni interessati, tra i quali quello di Saluggia, Marco Pasteris, presente anche in veste di assessore provinciale.
La relazione Sogin presenta l’intero piano di «decommissioning», vale a dire dello smantellamento definitivo, per gli otto siti nucleari italiani: Bosco Marengo, Caorso, Casaccia, Garigliano, Latina, Saluggia, Trino e Trisaia, per i quali si prevede la restituzione entro il 2019 a «brown field, prato bruno». Per quanto riguarda i due siti vercellesi, Trino e Saluggia, lo smantellamento è previsto rispettivamente entro il 2013 e il 2019, con un totale di sette anni di anticipo rispetto ai programmi del precedente quinquennio. Dall’intero Piemonte l’allontanamento del combustibile nucleare ancora presente inizierà l’anno prossimo per concludersi nell’anno successivo: per quanto riguarda il deposito Avogadro, tra il marzo e il giugno 2010 partirà il combustibile Eurex; tra giugno 2010 e luglio 2011 quello di Trino; e tra luglio e dicembre 2011 quello del Garigliano.

Alla «Enrico Fermi»

Le 47 barre irraggiate, pari a 15 tonnellate e mezza di biossido di uranio ancora presenti nel «cilindrone» centrale, se ne andranno tra gennaio e marzo 2011. Entro il prossimo mese di marzo verrà modificato il sistema di ventilazione nell’edificio del reattore, e si concluerà l’adeguamento dell’impianto elettrico nell’edificio della turbina; invece entro il primo trimestre dell’anno prossimo si concluderà la rimozione dei materiali non contaminati dalla zona controllata. Impianto «Eurex»
La messa in sicurezza e lo smantellamento del sito saluggese costerà 240 milioni di euro. Una novità: entro il mese prossimo, sul fondo della famosa piscina dalla cui intercapedine fuorusciva acqua contaminata, sarà praticata una perforazione, per consentire indagini ambientali. Concluso a novembre il trasferimento dei rifiuti liquidi nel nuovo parco serbatoi, tra agosto prossimo e settembre inizieranno i lavori per il deposito temporaneo di rifiuti a bassa attività. Fra 17 mesi si aggiudicherà la gara d’appalto per costruire l’impianto Cemex, destinato al deposito temporaneo dei manufatti condizionati. I 300 metri cubi di rifiuti a bassa attività di provenienza Ifec, partiranno nel febbraio 2011 con destinazione condizionamento, e la loro riconsegna è prevista per il primo semestre del 2012.

Ambientalisti scettici

Gian Piero Godio, di Legambiente Piemonte e Pro natura, contesta. «Siamo di fronte - dice - ad un grande bluff: quella che Sogin chiama pomposamente ‘’disattivazione’’, nasconde la trasformazione dei siti nucleari in depositi di se stessi, dalla durata illimitata e senza scadenza. Nel dettaglio, se abbiamo capito bene, ci troveremmo con sei depositi nucleari, di cui tre a Trino, due a Saluggia e uno a Bosco Marengo, tutti pronti per contenere indefinitamente scorie radiattive, in luoghi del tutto inidonei ed a grande rischio. In effetti si può notare una stonatura, a proposito del colore che verranno ad avere i diversi prati».
Il 22 settembre 2003, a Trino, l’ingegnere Marco del Lucchese, alla presenza dei sindaci dei Comuni compresi nel raggio di dieci chilometri dalla «ex Fermi», di funzionari regionali e prefettizi, dei Vigili del fuoco e dell’Arpa, aveva dichiarato che entro il 2014 l’area della ex centrale sarebbe diventata «green field, prato verde»; mentre ora si parla di «brown field, prato bruno». La differenza tra i due colori è sostanziale: è Godio a spiegarla. «La situazione ‘’brown’’ - dice - prevede che nel sito continuerà lo stoccaggio dei rifiuti radiattivi conseguenti all’attività dismessa, opzione esclusa dall’ipotesi ‘’green’».


Pubblicato su "La Stampa" del 5 febbraio 2009

mercoledì 4 febbraio 2009

Un vice prefetto per Crescentino

Si è insediato a Palazzo Caretto il primo commissario della storia moderna di Crescentino. Si chiama Giovanni Icardi, 59 anni, vice prefetto vicario della Prefettura di Vercelli.
Icardi ha dichiarato dalle pagine de “La Nuova Periferia” la volontà di volere effettuare una ricognizione sullo stato di salute del Comune e di svolgere alcuni atti dovuti come il Bilancio di previsone 2009.
Il commissario ha dichiarato di essere a disposizione di tutti i crescentinesi per ascoltare e cercare di risolvere i problemi dei cittadini durante il suo operato.

martedì 3 febbraio 2009

Idee

Dall'idea di Massimo abbiamo deciso di pubblicare un singolo post per ogni proposta di miglioramento delle condizioni attuali del paese che ci sono pervenute. In questo modo potrete commentare le diverse idee. Buona giornata, lo staff.

Più cultura

Cara Marinella, mi piacerebbe che Crescentino tornasse ad essere quella che era quando governavi tu, un paese in cui ci sono belle iniziative culturali frequenti, non da vivere solo al chiuso come il teatro, ma come facevi tu con il restate insieme, farla diventare una piccola città dove anche da fuori ci si viene per rilassarsi e divertirsi, magari incentivando l'arrivo di una multisala, visto che gia' se ne vociferava, siamo in una ottima posizione geografica a cavallo di molte provincie, sfruttiamole questa benedetta posizione,
Un plauso anche a chi ha detto che il centro storico è mal tenuto, verissimo, grazie Marinella per questo spazio, davvero utile.
Cordialmente

Mauro Novo

Gestire gli spazi pubblici

Gestire meglio gli spazi pubblici: spostare o non spostare la biblioteca? Recuperare l'ex teatro del Comune?

Massimo

Vigili del Fuoco

Nuova sede dei Vigili del fuoco che accorpi anche la nuova sede della Croce Rossa, magari aggiungendoci la Protezione civile in modo da gestire meglio le emergenze e magari prevenirle.

Massimo