Insomma, per taluno tutte le armi sono buone a provare a vincere, importante è dare per scontato ciò che va dimostrato e poi costruirci su una bella teoria. Un esempio illuminante lo vediamo ripetuto in questi giorni quando Berlusconi dice che una "sentenza politica" lo ha condannato, e questo dimostrebbe che la magistratura è "di sinistra"; ora, il fatto è che è anzitutto da dimostrare che la sentenza Mills sia "politica", ma dandolo per scontato si mira a convincere che dunque è proprio vero che la magistratura sia di sinistra.
Sono artifizi retorici di bassa lega, ma funzionano sempre, o quasi. Qui, da noi, su un piano più modesto, pare che si voglia seguire quello schema, tanto, ricordate, il vecchio detto afferma: "Calunnia, calunnia, qualcosa resta comunque nell'aria".
In questa campagna di denigrazione, per esempio, si parte dicendo: la Sindaca non c'era mai, o quasi, e si aggiunge - proprio per confermare un assunto che invece è tutto da dimostrare (ricordate l'esempio della sentenza "politica" ) - che questa assenza la sanno bene i cittadini che andavano in Comune e non mi trovavano.
In realtà, basta parlare con i cittadini che davvero mi cercavano, e verrà fuori che mai mi sono rifiutata di ascoltare, e sempre ho tentato di risolvere i problemi che mi venivano prospettati (chiunque venisse a parlarmi, di destra o di sinistra che fosse - erano tutti cittadini: mi verrebbe da dire, anche mettendo spesso le mani nel mio proprio portafoglio).
Può stare sempre in Comune chi non abbia altro lavoro; diciamocelo chiaro, che Crescentino non è New York, e neanche Chivasso.
E se qualcuno monta la campagna denigratoria per convicervi surrettiziamente, come nesso logico, che - oh, lui, invece sì, lui altrochè - sarebbe "sempre" in Comune, qualora voi lo ascoltaste nella sua predica ingannatoria, allora la mia impressione è che vi stiate lasciando menare per il naso, proprio come Berlusconi con la sua storia della sentenza "politica".
Io, in Comune, ci stavo. Vi ricordo che i soldi della Fiat (due miliardi e mezzo), la piscina, il bocciodromo, il recupero sociale della nostra Città, il riordino dell'amministrazione pubblica con l'avvio dell'informatizzazione, una nuova relazione tra uffici comunali e comuni cittadini, la valorizzazione del verde, la raccolta differenziata dei rifiuti, l'Estate crescentinese che ogni settimana ci dava teatro, musica, conferenze, e balli in piazza, beh tutto questo e altro che non sto qui a rammentarvi (e che l'Amministrazione che mi è succeduta non pare abbia curato con lo stesso amore e lo stesso disinteresse personale!!), tutto è stato reso possibile dal fatto che io il sindaco lo facevo.
E non è affatto detto che se ci si stia dal lunedì al sabato si faccia davvero di più, o di meglio. Il ritorno mio a una candidatura nasce proprio dal convincimento diffuso che in questi anni si è fatto tutt'altro. Confrontate, prima di votare, e poi decidete senza le sirene ingannatrici che giocano di artifici retorici.
Quanto poi alla presunta bolletta stratosferica che io avrei fatto pagare per il telefono (visto che la Sindaca non c'era mai...), davvero poco da dire. Il confronto tra le cifre portate a sostegno della tesi della "Sindaca assenteista e spendacciona" avrebbe un qualche valore d'uso soltanto se facesse riferimento a dati omogenei: identità di lavoro degli uffici nel tempo, identità di contratti con le società telefoniche, identità di soggetti e di uso dell'apparecchio telefonico etc. Questa omogeneità è inesistente; e chiunque faccia uso di dati che - al di là dell'apparenza - hanno al proprio interno una diversità di fatto, beh costui o costei fa un uso scorretto e ingannatorio di quei numeri.
Come ben sapete, non ho clienti da guadagnarmi. Non ho affari da curare e migliorare se mi sceglierete; non ho onori da aggiungere al mio curriculum (al contrario!). E comunque, mi basta già aver potuto - e voluto - riproporre alla mia Città l'idea che la politica si possa identificare come servizio pubblico e non come strumento di affari e di interessi di parte. Tutto il resto: calunnia, calunnia, qualcosa resterà.












