lunedì 21 novembre 2011

La CRISI secondo Albert Einstein




"Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.

La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie.

Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere 'superato'.


Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza.

L' inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita.

Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito.

E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze.

Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro.

Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla."

Albert Einstein


sabato 19 novembre 2011

Lavoro in cambio della casa


Demetrio Malara

Assessore all'Assistenza
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La crisi economica che ha interessato il nostro Paese negli

ultimi mesi, ha avuto ricadute pesanti sul territorio del Co-

mune di Crescentino causando difficoltà alle famiglie non

più in grado di sostenere le spese di affitto.

L’Amministrazione nell’intento di promuove azioni di so-

stegno e non potendo contare sulla disponibilità di alloggi

di edilizia residenziale pubblica ha acquisito da tempo in comodato

d’uso quindici alloggi situati in Via Mazzini al fine di con-

cederli ad altrettante famiglie. L’obiettivo di questo pro-

getto è quello di responsabilizzare il soggetto richiedente

che nell’impossbilità totale o parziale di corrispondere al

Comune la quota mensile di € 180,00 quale rimborso spe-

se, accetta di essere impiegato in lavori di pubblica utili-

tà per il valore equivalente (€ 10,00 orarie per 18 ore men-

sili).

L’attività di pubblica utilità potrà essere svolta dall’assegna-

tario dell’alloggio di pubblica emergenza o da un componen-

te del nucleo familiare che occupa l’alloggio (designato dal-

l’assegnatario) purchè di età non superiore ad anni 70.

Le aree di attività individuate sono indirizzate allo svolgimen-

to di attività sociali:

sorveglianza per attività culturali, folkloristiche, accompagna-

mento di anziani e disabili, pulizia locali, manutenzione di

aree verdi, piccoli lavori di manutenzione.

Le mansioni, l’orario e/o la durata dell’attività sarà condor-

data tra l’assegnatario dell’alloggio di emergenza e il Re-

sponsabile del Gruppo di Volontari della Protezione Civile.

Il Comune si impegna a fornire al soggetto coinvolto nel

Progetto idonea copertura INAIL e per la Responsabilità Civile

e tutte le attività di tutoraggio per consentire l’esecuzione

delle mansioni individuate.

Le intenzioni della nostra Amministrazione ben si identificano

in questo progetto: l’impegno per contrastare i momenti criti-

ci delle famiglie deve corrispondere una collaborazione

da parte di tutti perché le difficoltà economiche oggi colpiscono

anche i comuni ma con un piccolo impegno reciproco possiamo

migliorare la qualità della vita della nostra comunità.

sabato 12 novembre 2011

Si è dimesso Berlusconi

Il Presidente del Consiglio Berlusconi

Ha rassegnato le dimissioni

Nelle mani del Presidente della Repubblica

Giorgio Napolitano

(sabato 12 novembre 2011, ore 21,40)

venerdì 11 novembre 2011

La Bibbia, La Periferia, la malafede


Mimmo Càndito, che come sanno tutti è mio marito, ha scritto un post che ci riguarda da vicino per il suo blog.
Ho pensato che fosse interessante condividerlo, eccolo.

Quando l'informazione è piegata alla politica
Qualche anno fa, il Pulitzer - il più prestigioso premio giornalistico - non venne assegnato al "New York Times", nè al "Washington Post", e nemmeno al "Wall Street Journal", ma a un piccolo settimanale provinciale che stampa circa 10.000 copie. La motivazione diceva di "un esempio di giornalismo", capace di raccontare con obiettività la vita di una realtà locale. Bene, quello che è certo è che molto difficilmente quel premio sarebbe potuto essere assegnato ad alcuni dei giornali locali che - per mie vicende familiari - mi accade talvolta di sfogliare nel comprensorio di Vercelli.
Quello che mi colpisce, soprattutto, è la spregiudicatezza con la quale si scopiazzano alcuni vizi di molta stampa nazionale - particolarmente il vizio di "fingere" di fare informazione piegando le notizie a un obiettivo politico preciso: "sputtanare" chi fa politica in un campo che non sta negli interessi della proprietà del giornale (e/o dei suoi direttori) . Si chiama ormai "metodo Boffo", e sconcerta con quanta diligenza venga applicato anche alla realtà locale.
Qualche giorno fa, ho letto il titolo di apertura di prima pagina d'uno di questi giornaletti, "la Nuova Periferia". Diceva quel titolo: ."Crescentino "butta via" la parola di Dio". Poichè ho qualche interesse familiare in Crescentino (mia moglie ne è Sindaca), ho letto il pezzetto, che veniva pubblicato in un riquadrato, pensando: Poffarbacco, sono in mezzo ai miscredenti, agli inceneritori della fede religiosa, ai distruttori di qualsiasi etica, ai violentatori della libertà di pensiero, e non me n'ero accorto.
La notizia era vera. Ma era anche falsa.
Di che cosa si trattava? Il Comune di Crescentino ha deciso di riordinare la biblioteca cittadina, e rimettendo in ordine la dotazione dei libri offerti alla lettura ha proceduto alla eliminazione dei volumi che sono in doppione oppure sono troppo vecchi e inutilizzabili. Tra questi volumi, anche una copia della Bibbia (altre copie, ovviamente, restano nella dotazione in lettura). Sono pratiche usuali nelle biblioteche di tutto il mondo. Non solo: ma c'è che quei volumi non vengono affatto "buttati via", e sono soltanto accantonati in attesa di destinarli ad altre istituzioni che non li hanno in biblioteca (un carcere, pe esempio).
Dunque, appariva vero che a Crescentino si era "buttata via la parola di Dio".
Ma era falso che il fatto rispondesse al senso che si ricava leggendo quelle frasi.
Infatti, leggendo il titolo del giornale piazzato con ogni evidenza in prima pagina, quello che se ne interpretava era: a Crescentino il Comune usa violenza alla religione, la disprezza, addirittura la manda nella spazzatura. Insomma, i soliti "comunisti".
Credo che utilizzerò questo esempio per una delle mie lezioni all'Università: un classico caso di manipolazione, che piega l'informazione a un obiettivo politico.







domenica 6 novembre 2011

Crescentino fra Po e Dora, giorni difficili (ma monitorati)


Desidero tranquillizzare chi passi da questo blog, sul monitoraggio della situazione della Dora e del Po, in questi giorni problematici. L'unità di Protezione Civile è attiva, anzi attivissima, con l'aiuto della Croce Rossa (pronta con posti letto e pasti caldi in caso di sfortunate evenienze) e di quant'altri, e con la supervisione della Protezione Civile della Provincia.
Abbiamo il conforto dell'attenzione del Prefetto, e del presidente della Provincia Riva Vercellotti. Entrambi ieri a tarda sera hanno partecipato a una lunga riunione alla Protezione Civile locale, durante la quale sono stati informati delle attività di sorveglianza svolte finora.
I fiumi vengono monitorati minuto per minuto, c'è raccordo con il resto del territorio che essi attraversano prima del nostro. La popolazione che vive sulle fasce che si affacciano sui corsi d'acqua è stata allertata, una prossima riunione si terrà stasera alle 18 per fare il punto.
Speriamo di avere anche un po' di fortuna, con il tempo. Preghiamo, e incrociamo le dita.

venerdì 4 novembre 2011

Malara: ecco il Natale solidale

(A cura dell'assessore all'Assistenza Demetrio Malara)

Anche quest’anno gli interventi a favore delle famiglie in

difficoltà, colpite dalla perdita del lavoro e dall’inflazione

trovano una risposta solidale da parte dell’Amministrazione

Comunale che mette a disposizione n. 250 buoni spesa

da destinare a residenti nel nostro Comune che rientrino in una

delle seguenti casistiche:

  1. Utenti del banco solidale;

  2. Famiglie senza reddito i cui componenti non

percepiscano ammortizzatori sociali;

  1. Pensionati al minimo senza altri redditi;

  2. Nuclei familiari con ISEE dell’anno 2011, per i

redditi 2010, minore o uguale a € 5.600,00.


I moduli di richiesta saranno disponibili presso il Comune

(ufficio anagrafe) dal 15 novembre 2011 e dovranno essere

presentati entro il 5 dicembre 2011.

I buoni spesa potranno essere ritirati dagli aventi diritto a

partire dal 15/12/2011 presso l’ufficio anagrafe e potranno

essere spesi esclusivamente negli esercizi commerciali

presenti sul territorio di Crescentino che aderiscono all’ini-

ziativa esclusivamente da sabato 17 dicembre 2011 a dome-

nica 8 gennaio 2012.

Le risorse disponibili per l’erogazione dei buoni acquisto

ammontano a € 7.500,00; i buoni hanno un valore nominale

di € 30,00 cadauno e verranno erogati rispetto alle domande

privilegiando i nuclei familiari con presenza di minori

e di soggetti portatori di handicap.

L’elenco dei negozi aderenti verrà consegnato unitamente

al buono.

L’Amministrazione si rende conto che l’entità dell’aiuto è

minimo ma, tenuto in considerazione il momento di manca-

ti trasferimenti di risorse da parte del Governo centrale ai Co-

muni, con questo importante stanziamento il Comune

di Crescentino vuole dare alle famiglie in difficoltà un gesto

di solidarietà che le faccia sentire meno sole.


mercoledì 2 novembre 2011

Il commercio, i portici, l'Ascom






Quasi quasi mi ha fatto più male l'Ascom delle mie 5 fratture.
Riepiloghiamo. All'ultima riunione dei commercianti, per parlare degli annosi problemi delle attività economiche nel Centro Storico di Crescentino, avevo notato una bionda, sorridente signora, che era appunto dell'Ascom. E non so se debbo a lei la terribile reprimenda che ha fatto sul giornale dell'Associazione dei Commercianti a proposito dei volonterosi tentativi di ravvivare la zona della città che cerchiamo tutti disperatamente di non spegnere. Potrà anche darsi che io sia una carogna incompetente, come leggo fra le righe, ma anche al nemico più efferato andrebbe riconosciuta una briciola di umanità e magari di buone intenzioni.
I tentativi di questi ultimi mesi sul blocco parziale di parte di traffico nel Centro Storico, andavano tutti nella direzione di portare vita ai negozi che restano sotto i portici di Via Mazzini e nei dintorni. Assicuro i miei concittadini e i commercianti che la sopravvivenza di tali negozi è interesse della collettività tanto quanto dei privati che esercitano la loro professione. Sappiamo bene che la crisi ha ricominciato a mordere, e che non abbiamo ancora toccato il fondo: ma un Comune non può intervenire con sussidi per attività private (a parte il fatto che i soldi non ci sarebbero) e l'unica cosa che ci resta è cercare di animare il Centro con molte attività (cosa che è stata fatta quest'estate, copiosamente), restituire una bella piazza al passeggio (Piazza Caretto, che ora piace ma per la quale all'inizio sono volate bordate tremende), favorire i cosiddetti mercatini del sabato (e purtroppo c'è qualcuno che tratta male gli espositori, cosa veramente riprovevole).
Certo, se questo Centro Storico è cadente, se le facciate e i tetti vanno letteralmente in pezzi, se i proprietari delle case vivono altrove e lasciano indifferenti i loro beni all'affronto inesorabile del tempo, ben diverso risulta l'appeal di una passeggiata fra mattoni usurati e tristi. Forse l'Ascom, oltre che dare a me della carogna incompetente, potrebbe alzare gli occhi sopra i negozi, e cercare di affrontare un argomento che non sarà interamente nelle sue corde, ma a Crescentino come altrove, non è più rinviabile. Non sono temi facili ma a risolvere i problemi della prima elementare siamo tutti capaci. Le criticità del commercio nei centri storici si intrecciano in modo inesorabile con quelli degli edifici che tale commercio ospitano. Facciamoci un pensiero tutti insieme, guardiamo alle Fondazioni Bancarie o ad altri enti che ci possano aiutare. La strada per affrontare la questione non è solo quella della polemica sterile. La guerra si fa tra nemici, il Comune e i Commercianti hanno invece un interesse comune: arginare il degrado e favorire lo sviluppo delle città.

sabato 29 ottobre 2011

2/ Fine della relazione tecnica

Occorre precisare che in sede di Conferenza di servizi è emerso che l’area oggetto dei lvori è limitrofa
alla Roggia Camera (canale demaniale di irrigazione non arginato gestito dall’Associazione di Irrigazione Ovest Sesia)
e pertanto sulla medesim area grava il vincolo di cui agli articoli 22 delle N.T.A. allegate al vigente P.R.G.C.
e all’art. 29 della L.R. 56/77 e s.m.i.

Poiché tale progetto è definito dalla normativa vigente come opera di pubblica utilità, indifferibile e urgente
(articolo 12 comma 1 del D.Lgs.387/2003 e s.m.i.) si è potuto richiedere alla Regione Piemonte – Direzione Opere
pubbliche , Difesa del suolo, Economia montana e foreste – Settore Tecnico Opere Pubbliche la deroga
prevista dall’art. 31 della L.R. 56/77 e s.m.i. successivamente concessa Determinazione n. 2455 del 27 settembre 2011

Si ritiene pertanto errato affermare che occorreva, in funzione del vincolo prescritto dall’art. 29 della L.R. 56/77 e s.m.i.,
invitare la ditta proponente a spostare la localizzazione del proprio impianto, in quanto la deroga concessa dalla
Regione Piemonte non è un privilegio per pochi eletti ma per tutti coloro che rientrano nelle casistiche previste dalle normative.

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In ultimo occorre precisare che i progetti della società CH4 e quello presentato dall’azienda Agricola Greppi non sono stati
sottoposti nè a verifica di Valutazione di impatto ambientale nè alla valutazione di impatto Ambientale
in quanto non previsto dalla normativa vigente (D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. e L.R. 40/98 e s.m.i.).
L’azienda Agricola Greppi ha presentato il proprio progetto in Provincia di Vercelli al fine dell’ottenimento
dell’Autorizzazione Unica di cui all’art. 12 del D.Lgs. 387/2003 e s.m.i. in quanto la normativa vigente all’epoca
prevedeva per quella tipologia di impianto (impianto non in assetto coogenerativo) il procedimento di cui all’articolo appena citato.
(a cura dell'Ing. Fabio MASCARA
Area Pianificazione e Gestione del Territorio
Settore Urbanistica, Edilizia privata - pubblica, Ambiente del Comune di Crescentino)
>

Biomasse e teleriscaldamento, la relazione tecnica

Ognuno avrà ormai sentito parlare dell'impianto a biomasse CH4, che sorgerà nei dintorni dell'Ente Risi
e che permetterà al Comune di Crescentino di usufruire del teleriscaldamento per le Scuole medie
e il teatro Angelini, con una riduzione per 15 anni del 70 per cento della tariffa.
Il teleriscaldamento viene considerato uno dei metodi più ecologici,
per la notevole riduzione dell'inquinamento atmosferico.
Dalle nostre parti è un metodo usato ancora pochissimo, ma i suoi vantaggi
si riconosceranno meglio in futuro. Quello che segue è un riassunto tecnico
della procedura adottata dal nostro Comune per l'istruttoria di questo progetto,
che ha generato discussioni e polemiche.
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In data 07 luglio 2011 con nota prot. n. 9762 la società CH4 s.a.s. di Barra Giovanni e Brizio Marco ha presentato
presso lo Sportello Unico per L’Edilizia la “Procedura Abilitativa Semplificata” prevista dall’art. 6
del D.Lgs. n. 28 del 03 marzo 2011.

Il primo comma dell’articolo soprarichiamato recita: ”… per l'attivita' di costruzione ed esercizio degli impianti
alimentati da fonti rinnovabili di cui ai paragrafi 11 e 12 delle linee guida, adottate ai sensi dell'articolo 12,
comma 10 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 si applica la procedura abilitativa semplificata…”.

Il paragrafo 12 delle linee guida recita:
“Sono realizzabili mediante denuncia di inizio attività:
a) Impianti di generazione elettrica alimentati da biomasse, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas non ricadenti fra quelli di cui al punto 12.3 ed aventi tutte le seguenti caratteristiche (ai sensi dell'articolo 27, comma 20, della legge 99/2009):
1. operanti in assetto cogenerativo;
2. aventi una capacità di generazione massima inferiore a 1000 kWe (piccola cogenerazione) ovvero a 3000 kWt”

Affinchè un impianto possa essere definito in assetto coogenerativo occorre che i parametri di IRE e LT
(valori stabiliti dalla deliberazione n. 42/02 dell’AEEG) siano rispettati e, dalla documentazione progettuale prodotta
dalla società CH4 entrambi i valori risultano rispettati. Inoltre come richiesto dal Servizio Energia – Settore Pianificazione
territoriale della Provincia di Vercelli vi era la necessità che il Comune accertasse che il rispetto delle condizioni precedenti
fosse concretizzato tramite la realizzazione della rete di sfruttamento del calore. Pertanto è stato richiesto, ad integrazione
del progetto di teleriscaldamento presentato in data 07 luglio 2011, un progetto maggiormente definitivo e dettagliato
(come prescrive la normativa vigente) con allegato un disciplinare per la definizione di tale misura compensativa.

Analogamente avviene per un qualsiasi Strumento Urbanistico esecutivo o Permesso di costruire convenzionato,
in cui la convenzione tra l’Ente pubblico e il Proponente venga istruita e siglata contemporaneamente
alla presentazione della relativa istanza. Se la convenzione fosse stata realizzata antecedentemente,
allora si sarebbe potuto palare di accordi precedenti tra le parti coinvolte.

Rispetto al Documento programmatico “Piano Energetico Provinciale - Linee Guida Provinciali per la realizzazione
di impianti energetici, per il risparmio energetico e per la riduzione delle emissioni di gas climalteranti” approvato
con Delibera di Consiglio Provinciale n. 148 del 30.03.2009 ed aggiornato con D.C.P. n. 185 del 28.09.2009
– Sezione 8 – Capitolo 8.2.2 punti1. e 2.”, considerata la potenza dell’impianto, è stato affermato dalla Provincia di Vercelli
che l’impianto proposto è compatibile con le previsioni del Documento programmatico sopra ricordato.

Il Comune, nell’ambito della propria attività istruttoria, doveva verificare la compatibilita' del progetto
con gli strumenti urbanistici approvati e i regolamenti edilizi vigenti e la non contrarieta' agli strumenti urbanistici
adottati, nonche' il rispetto delle norme di sicurezza e di quelle igienico-sanitarie, e nel caso fossero stati
necessari atti di assenso nelle materie di cui al comma 4 dell'articolo 20 della legge 7 agosto 1990, n. 241,
e tali atti non fossero allegati alla documentazione prodotta, il Responsabile del procedimento doveva provvedere
a convocare, entro venti giorni dalla presentazione della pratica, una conferenza di servizi ai sensi degli articoli 14
e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni.

In allegato all’istanza presentata gli elaborati prodotti erano i seguenti:

§ Elaborato n.1: Inquadramento generale;

§ Elaborato n.2: Piante Sezioni Prospetti;

§ Elaborato n.3: Relazione tecnica;

§ Elaborato n.4: Documentazione amministrativa relativa ai terreni;

§ Elaborato n.5: Documentazione fotografica;

§ Elaborato: Relazione geotecnica redatta dall'ing. Paolo Doria (iscritto all'ordine degli ingegneri della
Provincia di Torino al n. 8431 T) dello studio STA Engineering;

§ Elaborato: Valutazione previsionale di impatto acustico redatta dal Perito Industriale Fea Federico
iscritto al Collegio dei periti industriali e Periti industriali laureati della Provincia di Cuneo al n.185;

§ Documentazione amministrativa relativa alle imprese esecutrici dei lavori in progetto prevista
dagli articoli 90 e 99 de D.Lgs. 81/08 e s.m.i.;

§ Preventivo di connessione alla rete MT di Enel Distribuzione per Cessione per l’impianto di produzione
da fonte Biogas per una potenza in immissione richiesta di 975 kW sito in strada Rabeto sn con allegato
Tavola di progetto (Elaborato 1 ) e Codice rintracciabilità;

§ Parere preventivo igienico sanitario ai sensi dell’art. 48 della L.R. 56/77 e s.m.i. (Parere favorevole condizionato);

§ Parere Comando Provinciale Vigili del Fuoco Vercelli (parere favorevole).
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Al fine comunque di tutelare maggiormente tutti gli interessi coinvolti si è ritenuto opportuno sospendere
l’iter istruttorio della pratica e convocare per il 25 luglio 2011 una conferenza di servizi così come consentito
dalla normativa vigente. A seguito di tale conferenza sono pervenuti i seguenti pareri, ognuno dei quali
contiene una serie di prescrizioni riportate nella Relazione del Responsabile del procedimento
e successivamente recepite nella Determinazione n.29 del Responsabile del Servizio Urbanistica:

§ Nota della Regione Piemonte – Direzione Opere pubbliche, difesa del suolo, Economia montana e foreste
datata 22 luglio 2011 e pervenuta in data 21 luglio 2011 ed assunta al prot. n. 10553;
§ Nota della Provincia di Vercelli – Settore Tutela Viabilità, Difesa del suolo, Protezione civile – Servizio
Geologico e Difesa del Suolo datata 25 luglio 2011 e pervenuta in data 25 luglio 2011 ed assunta
al prot. n. 10577 avente ad oggetto: “Istanza di Procedura abilitativa semplificata presentata ai sensi
dell’art. 6 del D.Lgs. n. 28/2011 e s.m.i. per la realizzazione ed esercizio di un Impianto di digestione
anaerobica da biomassa di origine agricola da situarsi nel Comune di Crescentino (Vc). Società agricola
CH4 di Barra Giovanni e Brizio Marco e C. s.a.s. da Torino (Potenza elettrica pari a 999 kW)
Parere per la conferenza di servizi del 25/07/2011”;
§ Nota della Provincia di Vercelli – Settore Tutela Ambientale – Servizio Rifiuti – Emissioni – Inquinamenti
e bonifiche datata 22 luglio 2011 e pervenuta in data 25 luglio 2011 ed assunta al prot. n. 10578 avente
ad oggetto: “Società agricola CH4 di Barra Giovanni e Brizio Marco. Istanza di PAS per Impianto di digestione
anaerobica da biomassa di origine agricola Parere per conferenza di servizi ex art. 6 c.5 D.Lgs. n. 28/2011”;
§ Nota della Provincia di Vercelli – Settore Pianificazione territoriale – Servizio Energia datata 22 luglio 2011
e pervenuta in data 25 luglio 2011 ed assunta al prot. n. 10593 avente ad oggetto: “Istanza di Procedura abilitativa
semplificata presentata ai sensi dell’art. 6 del D.Lgs. n. 28/2011 e s.m.i. per la realizzazione ed esercizio
di un Impianto di digestione anaerobica da biomassa di origine agricola da situarsi nel Comune di Crescentino (Vc).
Società agricola CH4 di Barra Giovanni e Brizio Marco e C. s.a.s. da Torino (Potenza elettrica pari a 999 kW.
Parere per la conferenza di servizi del 25/07/2011”;
§ Nota della Provincia di Torino – Servizio Gestione Rifiuti e bonifiche datata 25 luglio 2011 e pervenuta
in data 25 luglio 2011 ed assunta al prot. n. 10637 avente ad oggetto: “Società agricola CH4 -
conferenza dei servizi indetta per il 25/7/2011 Trasmissione parere”;
§ Nota dell’Associazione d’Irrigazione Ovest Sesia datata 25 luglio 2011 e pervenuta in data 27 luglio 2011
ed assunta al prot. n. 10735 avente ad oggetto: “Società agricola CH4 di Barra Giovanni e Brizio Marco.
Istanza di procedura abilitativa semplificata per la realizzazione di un impianto di digestione anaerobica
da biomassa di origine agricola in Comune di Crescentino. Conferenza di servizi del 25/07/2011”;
§ Nota dell’Agenzia Regionale per la protezione Ambientale datata 26 luglio 2011 e pervenuta
in data 29 luglio 2011 ed assunta al prot. 10894 avente ad oggetto:” Istanza di Procedura abilitativa
semplificata presentata ai sensi dell’art. 6 del D.Lgs. n. 28/2011 e s.m.i. per la realizzazione ed esercizio
di un Impianto di digestione anaerobica da biomassa di origine agricola” ubicato in Comune di
Crescentino (Vc) e presentato dalla ditta CH4 con la quale si comunica l’impossibilità di presenziare
alla Conferenza di servizi convocata per il 25 luglio 2011.

Dato atto che la procedura abilitativa semplificata di cui all’art. 6 del D.Lgs. 28/2011, attuata
con il progetto presentato dalla Società CH4, discende sostanzialmente dall’autorizzazione unica
di cui all’art. 12 del D.Lgs. 387/2003 e s.m.i. il Responsabile del Procedimento ha provveduto, in sede
di istruttoria della pratica, a far integrare la documentazione prodotta con le richieste emerse dai
pareri sopraelencati e con ulteriore documentazione quale:
§ la valutazione di Incidenza Ecologica (ex art. 5 del D.P:R. n.357/1997 e s.m.i., L.R. n. 19/2009 e s.m.i.)
dalla quale risulta che il progetto presentato non determina un’incidenza negativa diretta sui SIC
e sulle ZPS adiacenti: tuttavia emergono alcune criticità da cui discendono alcune prescrizioni finalizzate
a evitare gli effetti negativi indiretti a tutela dello stato di conservazione dei Sic e delle ZPS;
§ la comunicazione alla Soprintendenza relativamente alla verifica archeologica preventiva sull’area
interessata dai lavori in oggetto dalla quale è scaturita la prescrizione di dover effettuare delle trincee
esplorative con l’obbligo di comunicare il nominativo della ditta esecutrice dei lavori e il relativo calendario di cantiere.

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Occorre precisare che in sede di Conferenza di servizi è emerso che l’area oggetto dei lvori è limitrofa
alla Roggia Camera (canale demaniale di irrigazione non arginato gestito dall’Associazione di Irrigazione Ovest Sesia)
e pertanto sulla medesim area grava il vincolo di cui agli articoli 22 delle N.T.A. allegate al vigente P.R.G.C.
e all’art. 29 della L.R. 56/77 e s.m.i.

Poiché tale progetto è definito dalla normativa vigente come opera di pubblica utilità, indifferibile e urgente
(articolo 12 comma 1 del D.Lgs.387/2003 e s.m.i.) si è potuto richiedere alla Regione Piemonte – Direzione Opere
pubbliche , Difesa del suolo, Economia montana e foreste – Settore Tecnico Opere Pubbliche la deroga
prevista dall’art. 31 della L.R. 56/77 e s.m.i. successivamente concessa Determinazione n. 2455 del 27 settembre 2011

Si ritiene pertanto errato affermare che occorreva, in funzione del vincolo prescritto dall’art. 29 della L.R. 56/77 e s.m.i.,
invitare la ditta proponente a spostare la localizzazione del proprio impianto, in quanto la deroga concessa dalla
Regione Piemonte non è un privilegio per pochi eletti ma per tutti coloro che rientrano nelle casistiche previste dalle normative.

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In ultimo occorre precisare che i progetti della società CH4 e quello presentato dall’azienda Agricola Greppi non sono stati
sottoposti nè a verifica di Valutazione di impatto ambientale nè alla valutazione di impatto Ambientale
in quanto non previsto dalla normativa vigente (D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. e L.R. 40/98 e s.m.i.).
L’azienda Agricola Greppi ha presentato il proprio progetto in Provincia di Vercelli al fine dell’ottenimento
dell’Autorizzazione Unica di cui all’art. 12 del D.Lgs. 387/2003 e s.m.i. in quanto la normativa vigente all’epoca
prevedeva per quella tipologia di impianto (impianto non in assetto coogenerativo) il procedimento di cui all’articolo appena citato.
(a cura dell'Ing. Fabio MASCARA
Area Pianificazione e Gestione del Territorio
Settore Urbanistica, Edilizia privata - pubblica, Ambiente del Comune di Crescentino)
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sabato 15 ottobre 2011

Impianti a biomasse, la doppia reazione


Una sconcertante contraddizione si è manifestata su una stessa realtà. La costruzione in corso d'un impianto di biomasse, alla Frazione Cerrone, a ridosso del quale vivono le famiglie dei proprietari dell'impianto (e tra questi l'ex sindaco Fabrizio Greppi) e dov'è collocato un grazioso agriturismo, non pare aver destato l'interesse di alcuno, né proteste di alcun genere. Ben diversa la reazione di alcuni crescentinesi di fronte alla prossima costruzione di un secondo impianto, del quale è stato approvato dal Comune di Crescentino il progetto nella Giunta dello scorso lunedì, 10 ottobre, e che comporta il forte vantaggio per la Città di una convenzione che prevede per 15 anni l'erogazione del teleriscaldamento alle Scuole Medie e all' Auditorium Angelini con una riduzione del 70 per cento della tariffa: in tempi nei quali gli Enti Locali saranno sempre più colpiti dai tagli dei trasferimenti dello Stato, e costretti dunque a ridurre servizi, con questa convenzione saranno risparmiati dalla Città ben 500 mila euro, che potranno esser destinati ad altri fini pubblici dalle Amministrazioni che si succederanno.
E' evidente come questo sia un risultato notevole per la Collettività, ma è poco accorto - o in malafede - chi ritiene che il Comune abbia badato soltanto al risparmio (sia pure un risparmio nell'interesse della Città). Infatti sono anche state attivate nell'interesse della salute degli abitanti dell'area tutte le procedure previste; ma non solo: a garanzia di tutti si è voluto acquisire ogni e qualsiasi possibile parere di Enti coinvolti, fino a portare - dopo aver provveduto, dunque, a tutte le tutele - alla recente conclusione dell'iter, per un'opera che - lo ricordiamo - la normativa vigente definisce "di pubblica utilità", indifferibile e urgente. Tanto più oggi, che un referendum ha cancellato per la seconda volta il nucleare in Italia, e l'energia da qualche parte deve pure essere ricavata.

La reazione di alcuni cittadini che abitano a circa 300 metri dall' Ente Risi, vicino al quale sorgerà l'impianto della CH4, si è fatta sentire la scorsa estate, quando si è diffusa la notizia dell'intenzione della costruzione. Purtroppo le legittime perplessità, e il comprensibile timore di veder perdere di valore le proprie abitazioni, sono stati cavalcati da terzi in modo scomposto e strumentale.

Occorre sottolineare che gli abitanti dell'area, pur volendo difendere un proprio interesse, non hanno cercato informazioni più dettagliate, e non hanno nemmeno voluto ascoltare il punto di vista dell' Amministrazione. Hanno organizzato un loro incontro pubblico in Comune ma non hanno invitato né Sindaco né assessori. Non solo: una visita organizzata dalla CH4 a un impianto simile a quello progettato, in modo che fosse possibile rendersi conto direttamente dell'impatto ambientale, è andata incredibilmente deserta. L'unica richiesta aprioristica e pregiudiziale è stata quella della sospensione della decisione: che poi era un atto impossibile da attuare, in base alle normative vigenti. E in più la CH4, se avesse voluto, avrebbe tranquillamente potuto iniziare i lavori scavalcando il Comune, con il solo parere della Provincia, e non concordare il teleriscaldamento che invece ci fa risparmiare 500 mila euro.

Peccato per questi cittadini, che si mostrano pieni di ciechi pregiudizi verso un'Amministrazione che in due anni e mezzo ha saputo - è sotto gli occhi di tutti - cambiare il volto di una città tramortita dall'incuria. Peccato per questi cittadini, perché prima o poi - non avendo voluto vedere di persona un impianto esistente - scopriranno il modesto impatto ambientale del nuovo impianto, che sarà circondato da filari di alberi e vegetazione e addirittura renderà più gradevole di oggi il panorama che si scorge dalle loro finestre. Peccato, anche perché potrebbero usufruire dell'acqua calda prodotta, a condizioni favorevoli, e così risparmiare sulla spesa del riscaldamento, cosa che aumenterebbe perciò il valore della loro abitazione. Nel Nord Europa ci sono ormai mini-impianti di biomasse a disposizione dei condomini, che si riscaldano con la propria produzione di umido.

Di tutto questo, che è ormai presente e futuro, non si cura l'ex assessore Salvatore Sellaro, che contro l'impianto CH4 ha addirittura incominciato uno sciopero della fame, con un gesto del tutto legittimo ma con un sapore di eroismo d'altri tempi (e però anche una sapiente promozione mediatica propria dei tempi d'oggi: eccezionale la foto del medico che gli controlla la pressione!), per alimentare le paure - legittime quanto per fortuna ingiustificate - delle persone, in base a quelli che appaiono risentimenti personali.

L'intento, ci pare, è ancora una volta quello di vendere un'immagine spregiudicata e trafficona d'una Amministrazione che invece agisce semplicemente ed esclusivamente nell'interesse collettivo, in ogni suo atto. Anche questa volta (e spiace davvero vedere certo ambientalismo dei dintorni - che non si è scaldato sulla costruzione del nuovo deposito D2 delle scorie nucleari - accorrere per un richiamo degno di miglior causa). Gli strumentalismi sono miserie che nulla hanno a che fare con la difesa di valori ideali nei quali molti - e certamente l'Amministrazione che oggi guida la Città - si riconoscono, non solo a parole ma anche soprattutto nella prassi e nelle decisioni.

Amministrazione Comunale di Crescentino

venerdì 14 ottobre 2011

Sellaro, lo sciopero della fame, le multe


La mattina del 10 ottobre, il signor Salvatore Sellaro ha iniziato uno sciopero della fame, per far conoscere pubblicamente la sua personale contrarietà alla installazione di una centrale di biomasse nel territorio della nostra Città. Non appena ho appreso di questo sciopero da un cittadino ch'era passato davanti al Peso Pubblico (dove Salvatore stava iniziando la sua protesta e già aveva accanto a sé alcuni collaboratori di giornali locali), sono andata immediatamente a incontrare Sellaro nella mia qualità di Sindaco, per informarmi della natura del suo proposito e per rendergli noto che - pur rispettando in toto il suo diritto a manifestare pubblicamente l'opposizione alle scelte della Città - comunque i permessi per l'installazione erano stati dati nel pieno e integrale rispetto dei requisiti che la legge detta.

Il giorno successivo, ho appreso che i vigili urbani della nostra Città, sollecitati dalle telefonate di alcuni cittadini, erano andati a fare un sopralluogo al Peso Pubblico e, avendo riscontrato alcune violazioni della legge, avevano multato il signor Sellaro per le infrazioni da lui commesse: auto in sosta vietata, e mancata autorizzazione a una manifestazione pubblica.
Questi, i fatti. Che necessitano di alcune precisazioni, per evitare speculazioni.

1) Il diritto di esprimere dissenso pubblico contro decisioni che non si condividono (comprese quelle della mia Amministrazione, ovviamente) è sacro, inviolabile, e verrà difeso da me sempre e comunque.

2) Il signor Sellaro sostiene di aver inviato informazione del suo proposito di sciopero alle istituzioni di Vercelli, ma non ha informato il Comune di Crescentino.

3) Per quanto mi rincresca che le multe comminate dai vigili " per dovere di ufficio" possano apparire - nel contesto - una ritorsione contro la protesta del signor Sellaro, non posso non prendere atto di quanto i vigili hanno fatto in esecuzione dei loro compiti istituzionali. E' diritto di Salvatore ricorrere contro queste sanzioni presso l'Autorità competente.

4) Però, proprio per riaffermare il mio principio di tutelare sempre e comunque il diritto al dissenso - specie se questo dissenso è rivolto verso di me - ribadisco che il "dovere di ufficio" non ha alcuna relazione con le decisioni politiche del Sindaco.


Invito infine l'ex assessore - cui mi lega una antica amicizia - a desistere dal suo sciopero, ora che ha ottenuto per il suo gesto tutta la pubblicità che si voleva procurare.


venerdì 23 settembre 2011

Comune di Saluggia: riapra il cantiere del D2

Da La Stampa del 23 settembre 2011
(Gloria Pozzo)


Nell’impianto Eurex di Saluggia possono riprendere i lavori per la costruzione del deposito temporaneo D2, in cui saranno stoccati i rifiuti radioattivi già presenti nel sito e quelli che saranno prodotti dal decommissioning dell’impianto. Il tutto in vista del successivo trasferimento al fantomatico deposito nazionale di cui ancora non si conosce la localizzazione, che molti temono essere la stessa di quello temporaneo.

Il cantiere era chiuso dal 29 luglio, quando il Comune di Saluggia, con un’ordinanza, aveva disposto la sospensione dei lavori perché la documentazione risultava incompleta. Ora, scaduti i 45 giorni previsti, il via libera, «dopo aver verificato che le prescrizioni dell’ordinanza erano state completamente rispettate». La decisione è stata comunicata sia alla società Monsud, incaricata dei lavori, sia alla Sogin.

La volumetria complessiva del deposito temporaneo è di circa 30 mila metri cubi: ospiterà rifiuti a bassa e media radioattività dell’ impianto Eurex di Saluggia (circa 4.300 metri cubi, di cui 2.300 già presenti nel sito e altri 2.000 prodotti dalle attività di smantellamento dell’impianto). Per la sua costruzione sono previsti tre anni, e al termine del trasferimento dei rifiuti già esistenti, l’attuale deposito sarà smantellato. Il deposito è progettato per una vita utile di 50 anni. «Il nostro principale obiettivo - ha detto il sindaco di Saluggia, Marco Pasteris - è quello di prestare la massima vigilanza affinché siano prese tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza del deposito e di conseguenza la salute pubblica. Per questo abbiamo attivato tutti i meccanismi previsti dalla legge affinché i lavori vengano monitorati costantemente».

Sembrano invece destinate a restare sulla carta le direttive della Commissione Europea, arrivate in risposta ad un’interrogazione dell’europarlamentare del Pd Gianluca Susta. Sia l’interrogazione che la risposta partirebbero infatti dal presupposto che il D2 sia un impianto nucleare da costruire ex-novo, mentre, come ribadisce Sogin, si tratta di un deposito temporaneo per i rifiuti già presenti sul sito.

La storia del deposito parte il 5 novembre 2004, quando Sogin presenta al Comune di Saluggia la domanda per ottenere il permesso di costruire l’impianto Cemex e le altre opere a questo connesse. Nel 2006 il Comune incassa 526 mila euro di oneri di urbanizzazione.

martedì 13 settembre 2011

Incidente nucleare in Francia


(vi ricorda qualcosa?)
Da "La Stampa" del 13 settembre 2011
Di Alberto Mattioli

Un’altra Fukushima, sei mesi e un giorno dopo l’originale? E stavolta non dall’altra parte del mondo, ma a Marcoule, in Linguadoca, a pochi chilometri da due visitatissimi gioielli romani, il Pont du Gard di Nîmes e il teatro di Orange, a 30 da Avignone e a 257 da Torino? C’è da rabbrividire. E, nonostante l’incidente sia avvenuto alle 11,45 e alle 16 le autorità l’abbiano dichiarato chiuso, tutto il mondo ha trattenuto il fiato. Tutto, tranne gli interessati più diretti, cioè i 700 abitanti di Codolet, il paese più vicino al forno esploso, che in pratica ieri pomeriggio si sono divisi in due gruppi: la minoranza ha sentito la sirena d’allarme della centrale e si è preoccupata, la maggioranza non l’ha sentita e si è accorta di abitare nella Fukushima europea solo quando i parenti emigrati a Parigi hanno iniziato a telefonare e i giornalisti di tutto il mondo ad aggirarsi per le strade facendo domande idiote alla ricerca di una psicosi da nucleare che proprio non c’è.

Il villaggio è talmente tipico da sembrare finto. C’è una bella chiesa antica, purtroppo deturpata dalla decisione di qualcuno che dovrebbe finire sotto processo, di installare un orologio al centro del rosone sulla facciata. C’è il solito municipio magniloquente. Ci sono un panificio, un market e una tabaccheria. Tutti si conoscono, tutti si salutano per la strada e tutti sono convinti che la centrale è forse un pericolo, ma certamente un’opportunità. In effetti qui le possibilità di lavoro sono due: o il nucleare o le vigne (Tavel, dove si produce un celebratissimo rosé, è appena qualche campo più in là). Così ieri mattina, da bravo amministratore, il sindaco, Serge Boissin («Partito? Ma quale partito, qui la politica non esiste», spiegano gli amministrati), si è affrettato a mettere le mani avanti, dicendo che non c’è pericolo e che qui nessuno è contrario al nucleare. Insomma, nessuno tocchi la centrale.

Poi il sindaco è andato a ricevere la rampante ministra dell’Ecologia, Nathalie Kosciusko-Morizet (tanto rampante che ha già diritto alla sigla, massimo segno di considerazione francese: dunque per tutti è Nkm) che, pallidissima, elegantissima, pariginissima, ha reso omaggio alle vittime (un morto, un ferito gravissimo - ustioni sull’80 per cento del corpo - e tre più leggeri) e ripetuto per l’ennesima volta il mantra della giornata: «È un incidente industriale, non nucleare». Poi ha aggiunto che non c’erano fughe radioattive e non ci sarebbero nemmeno state, che era appena uscita dalla centrale di controllo dove tutto era, appunto, sotto controllo, che il piano d’emergenza interno era scattato come previsto e via rassicurando. Anche se poi, incalzata dai giornalisti, la gaffe le è scappata e dal suo labbro è uscita l’empia parola: «Incidente nucleare». Ma si è subito corretta.

Il sindaco non ha nemmeno fatto suonare le sirene comunali, che pure ci sono. Chi a Codolet ha sentito quelle della centrale ha creduto che fosse l’allarme per il Rodano, che in effetti scorre a due passi, e si è molto stupito perché il grande fiume non è affatto in piena. L’unico panico clamoroso è stato quello di un avventore dell’albergoristorante «La petite hutte», che ha ricevuto una telefonata sul cellulare, si è alzato di scatto, ha lasciato lì il «flan patissier» che aveva davanti «ed è scappato a gambe levate», ride la padrona Sibylle Angeli. Qualcun altro è andato a fare incetta di bottiglie d’acqua nell’unica bottega di alimentari, quella di Chantal e Alain Benedicto: «E già, ci hanno avvisati: in caso di allarme, dobbiamo restare chiusi in casa e non bere l’acqua del rubinetto. Ah, e dobbiamo inghiottire le pastiglie di iodio, ma le nostre per la verità sono scadute da un pezzo e in paese non c’è la farmacia, quindi in realtà non le ha nessuno». Anche voi favorevoli alla centrale? «Se l’alternativa è la disoccupazione, sì. Certo, sarebbe meglio l’eolico. Infatti il nostro gatto l’abbiamo battezzato Eole».

Ecco, Codolet è così. Mentre il resto del mondo si angoscia, qui la centrale è un mostro buono, magari pericoloso ma alla fine innocuo: «In trent’anni queste benedette sirene le abbiamo sentite poco, e quel poco per il Rodano». Quelli che ci lavorano hanno anche un soprannome, «les marcouliens». Che l’Asn, l’Autorità per la sicurezza nucleare (Asn), dal 2000 abbia recensito 18 incidenti alla Centraco, l’inceneritore-succursale dov’è capitato anche quello di ieri, non lo sa nessuno.

«Non è il Giappone, via - conclude Jean-Yves Caporale (molta gente ha cognomi italiani, questa è terra di emigrazione) -. E poi, chiudiamo pure la centrale di Marcoule. Ma a pochi chilometri c’è quella di Pierrelatte, e siamo daccapo». Per trovare un antinuclearista convinto bisogna davvero fare il tour del paese. Si chiama Florian Jacrot, porta i capelli rasta, gira a torso e piedi nudi e, insomma, si capisce che è l’hippie locale: «Incidenti? Ci sono tutti i giorni. Poi ne capiterà uno più grave e bum!, salteremo tutti per aria. Ma è inutile dirlo: sulla centrale mangia troppa gente».

Dunque tutti prendono per buone le rassicurazioni delle autorità. Magari con beneficio d’inventario. Il tassista che porta i giornalisti da Avignone a Codolet è lapidario: «Incidente chiuso? Lo dissero anche a Cernobil...».

Ricordiamo ai visitatori che questo blog non pubblica commenti anonimi

venerdì 9 settembre 2011

Europa: l'Italia deve proteggere meglio i diritti di Rom e Migranti

Da "La Stampa" del 9 settembre 2011


Critiche dal Consiglio d’Europa per il linguaggio usato verso rom e sinti

La politica italiana bocciata in razzismo

VLADIMIRO ZAGREBELSKY

Chi aprisse in questi giorni la pagina web del Commissario ai diritti umani del Consiglio d’Europa, sarebbe subito colpito dal primo grande titolo, che dice: «L’Italia deve proteggere meglio i diritti dei rom e dei migranti». Esso è accompagnato da una fotografia, che riproduce un manifesto, divenuto ben noto, largamente affisso sui muri di Milano durante la recente campagna elettorale per l’elezione del sindaco. Vi si legge: «Milano Zingaropoli con Pisapia» e nel testo si stigmatizza anche il progetto di costruzione di una moschea. Dunque l’Italia, la cui immagine già per altro verso non brilla ora in Europa, è nuovamente e negativamente esposta all’attenzione. E’ possibile che in Italia a pochi interessi cosa dice il Consiglio d’Europa e che le questioni legate ai diritti fondamentali siano da molti trattate con sufficienza e fastidio. Ma così non è nell’Europa di cui l’Italia è parte. E tout se tient quanto ad immagine e a opinione che gli altri hanno della sua credibilità e affidabilità.

Il documento reso noto dal Commissario ai diritti umani contiene le sue valutazioni dopo una visita in Italia nello scorso maggio.
Esso riguarda vari aspetti della situazione dei rom e dei sinti e della condizione degli immigrati nel difficile periodo legato al conflitto in Libia.

Tra le tante di cui il governo e la società civile italiana dovranno tener conto, merita attenzione quella cui si riferisce il titolo di apertura del sito del Commissario: la qualità del discorso politico e la frequenza di un tono razzista con riferimento ai rom e sinti (ma anche ai musulmani).

Sperimentiamo ogni giorno la volgarità del lessico (e dei gesti) di tanti politici. Essa caratterizza non solo le loro chiacchiere al telefono con amici e amiche (un aspetto da non trascurare di ciò che emerge dalla pubblicazione delle intercettazioni telefoniche ordinate dalla magistratura), ma anche i loro discorsi pubblici. Si tratta di un abbrutimento della dialettica politica, che naturalmente non resta in patria, ma fa subito il giro del mondo, contribuendo anch’esso allo svilimento dell’opinione internazionale sull’Italia. Ma non di questo si occupa il Commissario ai diritti umani. Egli è preoccupato per l’effetto che certi discorsi, certo linguaggio tenuto da responsabili politici, hanno sulla formazione dell’opinione pubblica, con il pericolo che essi stimolino e legittimino atteggiamenti razzisti e discriminatori. Il rapporto del Commissario cita una dichiarazione del ministro dell’Interno Maroni, riportata l’anno scorso dal Corriere della Sera nel periodo in cui la Francia espelleva i rom di nazionalità bulgara e romena. Il ministro esprimeva disappunto poiché molti rom e sinti sono cittadini italiani «e quindi non ci si può far niente». E’ solo un esempio, ma noi sappiamo quanto frequente e spesso anche aggressivo sia il linguaggio denigratorio. Qui è la posizione ufficiale e autorevole del ministro che viene in considerazione e quanto la frase sottintenda su ciò che bisognerebbe fare, se solo fosse possibile. E sul disvalore, che non è nemmeno il caso di dire, delle persone cui si riferisce. La loro dignità (che è un diritto fondamentale, proclamato dal primo articolo della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea) è offesa ed è coltivato il terreno propizio a politiche discriminatorie e di esclusione sociale.

In un mondo che vede gravissime violazioni dei diritti fondamentali delle persone, potrebbe sembrare eccessiva l’attenzione del Commissario al linguaggio. Ma così non è. Intanto il Commissario ai diritti umani del Consiglio d’Europa non è isolato in questa sua denunzia. La stessa preoccupazione e condanna sono già state espresse dal Comitato della Convenzione europea per la protezione delle minoranze e dal Comitato della Carta sociale europea. E poi, chi non vede che il disprezzo che cola, esplicito o implicito, dal linguaggio scelto per esprimersi lascia il segno, offende e discrimina, suggerisce che si tratta di estranei, di gente di poco o nullo valore, che non merita la considerazione che meritiamo «noi»? Razzismo dunque, tanto più condannabile e pericoloso quando si coglie nel discorso politico che in una democrazia dovrebbe essere degno e rispettoso.



mercoledì 7 settembre 2011

La Maggioranza, il Sindaco, i Nomadi



In riferimento all’articolo comparso su La Stampa del 06/09/2011 ad oggetto “Campo nomadi il sindaco dal giudice il 15 novembre” si comunica che, dal momento del suo insediamento, la Maggioranza di centrosinistra di Crescentino, con il Sindaco Marinella Venegoni, ha sempre operato per il bene della collettività amministrata. Lavori pubblici sulle piazze, strade, parcheggi, reti di illuminazione, scuole, teatro Angelini, gli interventi nel campo del commercio e della produzione turistica, nel settore culturale, l’attenzione all’ambiente e ai trasporti, ne sono ampia testimonianza.

L’Amministrazione non ha dimenticato neppure le fasce più deboli della popolazione sostenendo economicamente progetti ambiziosi come cantieri di lavoro, inserimenti lavorativi con la collaborazione del CISS, servizi di ambulanza gratuiti, Natale Solidale, alloggi d’emergenza.

In tale ambito (emergenza) la Giunta, con la collaborazione della Protezione civile regionale che ha concesso al Comune l’utilizzo provvisorio di due container, ha ritenuto di contribuire a dare un tetto provvisorio a due famiglie ROM (residenti da decenni sul territorio) con minori, che versavano in grave situazione di disagio sociale e in condizioni igienico-sanitarie precarie.

Tutto ciò premesso, la Maggioranza ribadisce la sua totale adesione all’operato della Sindaca, che ritiene pienamente legittimo, e valuta infondata qualsivoglia richiesta di costituzione di parte civile dell’Amministrazione comunale contro la d.ssa Venegoni nel procedimento di cui trattasi.



Crescentino, 06/09/2011


La Maggioranza di “Amare Crescentino”

in Consiglio Comunale


Franco Allegranza

Demetrio Malara

Nicoletta Ravarino

Gabriele Massa

Gianni Taverna

Fabrizio Casa

Fabio Ratto

Giovanni Graziano


martedì 6 settembre 2011

Il sindaco dal giudice il 15 novembre

Da "La Stampa" di oggi 6 settembre

[L. D. C.]

E’ fissata per il 15 novembre l’udienza preliminare per la vicenda del campo nomadi che vede coinvolto il sindaco di Crescentino, Marinella Venegoni. La procura ha chiesto il rinvio a giudizio per il primo cittadino con le ipotesi di accusa di abuso d’ufficio e abuso edilizio e, per il costruttore locale, Franco Ulla, per il solo abuso edilizio. Secondo l’inchiesta condotta dalla sezione di pg della polizia e coordinata dal pm Pierluigi Pianta, il sindaco sarebbe incorso negli abusi perché avrebbe ordinato la costruzione del basamento per insediare 2 container della Protezione Civile, dove poi è stata ospitata una famiglia di nomadi: per quanto il sindaco volesse risolvere un’emergenza abitativa, non avrebbe rispettato gli strumenti urbanistici. Il primo cittadino avrebbe anche investito denaro pubblico, intervenendo su un terreno comunale che nel piano regolatore aveva destinazione agricola. La Procura propone anche la segnalazione alla Corte dei Conti, per 5 mila euro di lavori fatti eseguire e poi demoliti. Per Ulla si profilerebbe l’abuso edilizio perché non avrebbe verificato se la documentazione fosse corretta. Nessuna dichiarazione da Franco Ulla, difeso dall’avvocato Balzola, se non la conferma di «aver agito eseguendo un ordine del Comune». Attende con fiducia l’udienza Marinella Venegoni, difesa dal legale torinese Palumbo: «Sono contenta che si avvicini questo appuntamento chiarificatore. Potrò spiegare le mie ragioni e spero che vengano comprese e accettate».