Prima vi dico una cosa romantica.
Questa mattina ho avuto un afflato di tenerezza, andando a prendere il caffè al Gianduja, perché c'era la Angela (per sempre "del Barin" anche se ora è altrove) con in mano una ghirlanda di fiori bianchi e verdi, e la porgeva a Walter che su una scala stava incorniciando tutte le vetrine e le porte del bar alla vigilia della Festa del Prajet.
Queste piccole iniziative amorose (ma la Angela, pur con il suo bel caratterino, è una che da sempre ama decorare il proprio locale) sono un balsamo nello spettro totale dei Portici che non ne vogliono sapere di rinascere, anche se magari ora ci stanno pensando e a breve ci sarà la riapertura del Gran Bar. Voler ingentilire, voler far dimenticare le brutture, voler fare qualcosa di bello per il nostro Paese straordinariamente ripulito come non mai.
Una cosa davvero romantica, che speriamo sia premiata dal futuro. Piccoli segni, che contano molto. Brava Angelina.
Ma l'eroismo più impegnativo ha luogo nell'Alessandrino, dove alcuni sindaci e cittadini, ho letto stamattina su Repubblica, hanno acconsentito a un esperimento che consiste nel sedersi nelle ore più disperate delle zanzare, dalle 19 alle 20, vicino al campo sportivo di Alluvioni Piovera ai bordi della Lomellina, e senza alcun repellente farsi da esse pungere: anzi ,lasciarle "atterrare" sulla pelle e certo ammazzarle prima che pungano, se si riesce, però contandole. Un signore ha contato 84 punture, per dire.
Una parte sola della pelle è coperta da una fascetta, per contare la differenza che fa. Alcuni invece sono intabarrati in tute di una stoffa speciale, una tela con inserite nano particelle studiata per un progetto della Italian Mosquito Control Association, nata per questo fine, che si ispira al repellente a base di curcuma ed eucalipto usato nelle fibre delle divise dei soldati americani: tiene lontani gli insetti e protegge la pelle.
Mah.
E la faccia, che ne facciamo della faccia?
Vabbé.
Negli anni in cui sono stata sindaco abbiamo sempre (direi sempre, direi con il condizionale) partecipato con altri paesi al progetto dell'Università di Reggio Emilia che individuava i posti dove le zanzare depongono le uova, e le neutralizzava con certi enzimi. Negli anni Novanta l'abbiamo fatto con più determinazione, e qualche risultato a me sembrava che si ottenesse. Costava caro, ma valeva la pena.
Il problema era che appena scappavo dopo il mandato, arrivava Greppi chiudeva il progetto e tornava a usare gli antizanzare tradizionali, chimici, rendendo inutile tutto il lavoro precedente. Sono tecniche che richiedono tempo, ma quella nostra mi sembrava più utile di questa in atto nell'Alessandrino.
In fin dei conti delle zanzare si occupano solo quelli che ci vivono dentro, e mai nessuno darà il Nobel a uno che ha inventato qualcosa per eliminarle. Per quello è difficile debellarle, no?
giovedì 29 agosto 2019
sabato 27 luglio 2019
Che bella idea la Notte Bianca ma...
(questo post è dedicato a una mia amica che mi ha appena sgridata perché non scrivo più. Grazie dell'incoraggiamento)
Ho letto sul leggendario blog di Mauro Novo che si prepara una Notte Bianca per i 40 anni del leggendario Prajet, una compagine e una formula che non ne ha mai sbagliata una.
Ho letto degli ombrelli colorati che animeranno i leggendari portici, è una bella idea per coprire le sporcizie e le colorazioni impossibili tipo il giallo sfasciato dell'ex Barin, ché tutte le volte che ci passo davanti piango sia per il Barin che per il giallo sfasciato... ma non è solo lì lo sappiamo tutti dai: neanche a dargli il colore in omaggio e a esentarli dalla Tosap, durante il mio ultimo mandato, è servito ad ammorbidire i cuori di pietra dei proprietari che se ne fanno un baffo e una barba.
Mi è venuta un'idea, sperando di non ferire le residue forze dei nostri rigogliosi nuovi amministratori.
Voi che siete pieni di muscoli e di energia, invece di fare la pulitura dei portici che sono già stati lavati da cima a fondo (non benissimo, in verità) da Speranza che ancora sperava nella rielezione, tanto che sono spariti anche i nidi delle rondini, seguendo l'antico proverbio di buttare via il bambino con l'acqua sporca... voi perché, dicevo, non contattate gli ignavi proprietari proponendo loro di fare una reimbiancata di massa?
Invitate tutti i ragazzi che se la sentano, più Don Edoardo e i suoi e i ragazzi dell'Oratorio e quelli della Croce Rossa, a darvi una mano. Fate un fine agosto da pittori, mettendo qualche chitarra in giro che suona e vi fa compagnia, e dateci sotto.
E fate sti portici nuovi. Sono stata a Cherasco in luglio e vi ci porterei, hanno i portici identici ai nostri vedeste che bellezza: azzurro chiaro il soffitto, azzurro scuro le pile, poi verde chiaro e verde scuro, e via dicendo, cambiando ogni tanto. Un'autentica delizia...
Cosa dite, che sono pazza?
Non lo escludo.
Ho letto sul leggendario blog di Mauro Novo che si prepara una Notte Bianca per i 40 anni del leggendario Prajet, una compagine e una formula che non ne ha mai sbagliata una.
Ho letto degli ombrelli colorati che animeranno i leggendari portici, è una bella idea per coprire le sporcizie e le colorazioni impossibili tipo il giallo sfasciato dell'ex Barin, ché tutte le volte che ci passo davanti piango sia per il Barin che per il giallo sfasciato... ma non è solo lì lo sappiamo tutti dai: neanche a dargli il colore in omaggio e a esentarli dalla Tosap, durante il mio ultimo mandato, è servito ad ammorbidire i cuori di pietra dei proprietari che se ne fanno un baffo e una barba.
Mi è venuta un'idea, sperando di non ferire le residue forze dei nostri rigogliosi nuovi amministratori.
Voi che siete pieni di muscoli e di energia, invece di fare la pulitura dei portici che sono già stati lavati da cima a fondo (non benissimo, in verità) da Speranza che ancora sperava nella rielezione, tanto che sono spariti anche i nidi delle rondini, seguendo l'antico proverbio di buttare via il bambino con l'acqua sporca... voi perché, dicevo, non contattate gli ignavi proprietari proponendo loro di fare una reimbiancata di massa?
Invitate tutti i ragazzi che se la sentano, più Don Edoardo e i suoi e i ragazzi dell'Oratorio e quelli della Croce Rossa, a darvi una mano. Fate un fine agosto da pittori, mettendo qualche chitarra in giro che suona e vi fa compagnia, e dateci sotto.
E fate sti portici nuovi. Sono stata a Cherasco in luglio e vi ci porterei, hanno i portici identici ai nostri vedeste che bellezza: azzurro chiaro il soffitto, azzurro scuro le pile, poi verde chiaro e verde scuro, e via dicendo, cambiando ogni tanto. Un'autentica delizia...
Cosa dite, che sono pazza?
Non lo escludo.
domenica 14 luglio 2019
Un prato sintetico da 200 mila euro? Manco morta
Speriamo che dopo il botto non cadano su un tappeto... sintetico!!!
Ci dia il suo onorevole parere sulla querelle..
Tirocross
Ci dia il suo onorevole parere sulla querelle..
Tirocross
Caro Tirocross, si figuri se io spenderei 200 mila euro per un tappeto di plastica. Manco morta, a meno di avere una paccata di soldi da spendere, o di trovare uno sponsor, un finanziamento o che ne so.
Una città, anche piccola come la nostra, deve preservare la propria identità, fanno bene a comprare l'oratorio vecchio: anche noi, avevamo un accordo con la Parrocchia e poi quando Greppi è arrivato lo ha cancellato. C'è l'Archivio Storico di cui non si parla da anni, ci sono le frazioni da tirare su.
Adesso leggo che Speranza scalpita perché la nuova Amministrazione mette in moto il proprio programma: non hanno fatto loro, con Greppi, altrettanto? Penso sempre a quei poveri miei 6 mila euro di fine lavori che avevo lasciato per fare l'ascensore per il teatrino... col cavolo. Almeno, stesse zitto.
E si figuri se si cade con una maggioranza così coesa. Auguro loro di rimanere tali e di diventare amici e non farsi i dispetti né i cavoli propri per primeggiare. Ma di napoleoni non ne vedo, certo è presto ma andare d'accordo è una bellissima avventura che vale la pena vivere, anche in nome di chi vota.
domenica 7 luglio 2019
La partenza col botto
Che botto ragazzi.
Poche parole e tanti fatti, la sorpresa di persone che elette dai cittadini si tirano su le maniche e fanno le pulizie pasquali, di tutte le Pasque del mondo che sono passate invano sopra il nostro amato paesello.
Il fatto è che nessuno dice niente perché nessuno può dire niente. Non è stato chiesto niente a nessuno, è stato dato un esempio. C'è gente che non scopa neanche davanti a casa propria, che non l'ha mai fatto, figurarsi.
Il seguito ovvio è che il Paesello, una volta pulito, avrà un disperato bisogno di un po' di restyling, per passare dalla attuale dimensione Aleppo a una più consona alla nostra cultura, per così dire pacifica.
Allora cara la mia gente adesso vi voglio vedere, dovrete tirar fuori gli attributi e mostrare che anche voi potete fare qualcosa. Tutti possiamo fare qualcosa, altrimenti sarà stato un bellissimo ed esemplare gesto, ma se noi stiamo fermi facciamo delle belle figure di emme.
Poche parole e tanti fatti, la sorpresa di persone che elette dai cittadini si tirano su le maniche e fanno le pulizie pasquali, di tutte le Pasque del mondo che sono passate invano sopra il nostro amato paesello.
Il fatto è che nessuno dice niente perché nessuno può dire niente. Non è stato chiesto niente a nessuno, è stato dato un esempio. C'è gente che non scopa neanche davanti a casa propria, che non l'ha mai fatto, figurarsi.
Il seguito ovvio è che il Paesello, una volta pulito, avrà un disperato bisogno di un po' di restyling, per passare dalla attuale dimensione Aleppo a una più consona alla nostra cultura, per così dire pacifica.
Allora cara la mia gente adesso vi voglio vedere, dovrete tirar fuori gli attributi e mostrare che anche voi potete fare qualcosa. Tutti possiamo fare qualcosa, altrimenti sarà stato un bellissimo ed esemplare gesto, ma se noi stiamo fermi facciamo delle belle figure di emme.
mercoledì 19 giugno 2019
Il teatro Mimmo Càndito
Una settimana fa il neo Sindaco Vittorio Ferrero annunciava che il teatrino civico all'interno del Comune sarà intitolato a Mimmo Càndito.
Me lo aveva detto in campagna elettorale, confesso di aver pensato che era sì una bellissima idea, ma che non si sarebbe realizzata.
Ero seduta in sala davanti al Consiglio, quella sera, non mi sono neanche alzata né ho applaudito (grazie a chi l'ha fatto) perché in preda ad un'emozione fortissima.
Che strano destino. Combattere come una pazza per mandare avanti quel progetto, trovare per fortuna il sì dell'Ingegner Ravarino, autore del progetto, che conosce bene la storia, e si ricorda come me bene di ciò che c'era e che è stato trafugato da quella che era una soffitta polverosa e anche pericolosa; uno che ama fortissimamente la sua città come noi ma altrettanto ama le regole e la regolarità di quello che fa e dunque non è per questo troppo simpatico ad alcuni.
Il teatro finito in tempo prima delle elezioni 2014, inaugurato con un concerto per il 25 aprile (si è cantata Bella Ciao, quella stessa che ha fatto rivoltare le budella a qualcuno/qualcuna miei vicini di tavolo alla cena di San Crescentino, e che è appena stata incisa a modo suo perfino da Madonna).
Il teatro poi miracolosamente riutilizzato durante il mandato Greppi (pensavo facesse la fine della ex Chiesa della Resurrezione con Don Edoardo, confesso)
Quello stesso teatro, ora dedicato alla persona più importante della mia vita.
Che destino. Tanto dolore, una grande gioia.
Grazie al Sindaco e alla Giunta, grazie a coloro che sono felici dell'iniziativa. E scusate se stasera ho fatto la moglie, con questo post.
lunedì 3 giugno 2019
Amare Crescentino (e dimostrarlo)
E' inutile, posso andare fino a Timbuktu (città del Mali adesso non proprio sicura, come ci spiegherebbe Mimmo, è tanto per dire eh) ma quando torno qui, a casa, ci sono dei momenti nei quali mi sento in pace con me stessa (e di questi tempi non è facile).
Quanto mi è piaciuta la cena in mezzo ai portici, che bello vedere gli amici di Crevalcore cucinare il loro immenso gnocco fritto, e l'eleganza di quella fila di tavoli che arrivava fino a piazza Caretto; con la complicità dell'imbrunire non si vedevano nemmeno le scritte "vendesi" e quelle pile tutte maltrattate del Luigi del Barin, che mi ha sempre giurato che non ci metterà mai mano (non solo le sue, in verità).
Abbiamo cominciato questa avventura della megatavolata proprio con Vittorio Ferrero e la Cri, che 7 anni fa era andata a dare una mano dopo il terremoto. Da allora, non ci siamo più lasciati, con i ragazzi di Crevalcore.
E che bello vedere tutti gli amici, anche d'infanzia, pazienza interrotti da qualche non-amico. Ho provato una grande tenerezza a star seduta lì e abbiamo perfino cercato di cantare, ma senza Ettore come si fa, è davvero difficile, mannaggia. E poi erano tutti maledettamente timidi, non si sono rilassati. Pazienza, siamo fatti così. La Croce Rossa ha lavorato come sempre come una matta, intorno a quei tavoli; Vittorio avrà perso 10 chili, in questi mesi.
Hanno ragione coloro che sul blog del Mauro si lamentano di non aver visto nessuno dell'Opposizione fresca fresca, nel giorno di San Crescentino. Non è elegante. Non l'ha ordinato il medico che si vincano le elezioni. E ben ha fatto il neo sindaco a ringraziare chi aveva preparato la festa. Odiarsi è veramente una cosa pessima, da noi è sempre stato lo sport preferito, specie quando di mezzo c'ero io. Ho visto gente dare il peggio di sé. Ne abbiamo già uno in Italia che va in giro a seminare odio. Basta, e avanza.
Quanto mi è piaciuta la cena in mezzo ai portici, che bello vedere gli amici di Crevalcore cucinare il loro immenso gnocco fritto, e l'eleganza di quella fila di tavoli che arrivava fino a piazza Caretto; con la complicità dell'imbrunire non si vedevano nemmeno le scritte "vendesi" e quelle pile tutte maltrattate del Luigi del Barin, che mi ha sempre giurato che non ci metterà mai mano (non solo le sue, in verità).
Abbiamo cominciato questa avventura della megatavolata proprio con Vittorio Ferrero e la Cri, che 7 anni fa era andata a dare una mano dopo il terremoto. Da allora, non ci siamo più lasciati, con i ragazzi di Crevalcore.
E che bello vedere tutti gli amici, anche d'infanzia, pazienza interrotti da qualche non-amico. Ho provato una grande tenerezza a star seduta lì e abbiamo perfino cercato di cantare, ma senza Ettore come si fa, è davvero difficile, mannaggia. E poi erano tutti maledettamente timidi, non si sono rilassati. Pazienza, siamo fatti così. La Croce Rossa ha lavorato come sempre come una matta, intorno a quei tavoli; Vittorio avrà perso 10 chili, in questi mesi.
Hanno ragione coloro che sul blog del Mauro si lamentano di non aver visto nessuno dell'Opposizione fresca fresca, nel giorno di San Crescentino. Non è elegante. Non l'ha ordinato il medico che si vincano le elezioni. E ben ha fatto il neo sindaco a ringraziare chi aveva preparato la festa. Odiarsi è veramente una cosa pessima, da noi è sempre stato lo sport preferito, specie quando di mezzo c'ero io. Ho visto gente dare il peggio di sé. Ne abbiamo già uno in Italia che va in giro a seminare odio. Basta, e avanza.
martedì 28 maggio 2019
In bocca al lupo a Vittorio Ferrero (e Fabrizio riposati)
Giuro che non è per snobberia che arrivo solo adesso a complimentarmi con Vittorio Ferrero. Un impegno di lavoro con 12 ore di treno in 2 giorni (una barba) mi ha tenuta lontana, tutto qui.
Vittorio è un bravo ragazzo e una brava persona, è preparato e astuto, ha tutte le carte in regola per essere un buon sindaco, mi pare che abbia con sé molte persone per bene (cosa fondamentale) e dunque sulla carta - per ora - Crescentino ha fatto un buon affare.
Onore delle armi a Fabrizio Greppi: quando ho visto la foto nella quale lui stesso metteva la fascia al rivale, mi sono rinfrancata. Le penultime elezioni erano state piene di odio, che aveva lasciato amarezza dovunque. Con quel gesto, egli ha riscattato alcune criticità della campagna elettorale.
Credo che Fabrizio stesso in cuor suo sarà più rilassato e potrà occuparsi finalmente di sé, della sua salute, dei suoi affari.
Con il cuore straziato per Chiamparino che se n'è andato, e per Salvini che ha già cominciato a farci fare brutta figura in Europa e a far alzare lo spread, auguro ogni bene al mio amato Paesello e a tutti noi. Ne abbiamo bisogno.
sabato 18 maggio 2019
Stelle e stalle della campagna elettorale
Ascolto i resoconti di questa vivace campagna elettorale 2019 dagli amici che mi chiamano o che incontro.
Intanto mi pare che rispetto alle stagioni volenterose e ancora molto vecchia politica, si sia fatto un deciso passo avanti in fatto di comunicazione e determinazione. C'è più serietà, penso che l'ingresso in campo di Vittorio Ferrero abbia alzato l'asticella degli oggetti e dei soggetti, costringendo tutti a non menare il can per l'aia.
Salvatore
Ma vi dico che il più piaciuto nei dibattiti corali, secondo quel che mi è stato riportato, quindi di certo in una visione molto parziale, è stato Salvatore Sellaro. Lui, un istrione nato, uno che (ho sempre pensato io) se avesse studiato sarebbe andato lontano. Ne ha passate di tutti i colori per il suo carattere, molte le abbiamo passate insieme ma poi mi ha mollata senza fare un plissé, nella sua corsa verso un universo sempre più utopistico. Un grillino ante litteram: si è appena lasciato soggiogare dai paroloni di un certo avvocato che l'opposizione la faceva anche ad personam, ma poi ha ripreso la sua strada.
La sua proposta è puramente testimoniale, ma intanto un mio amico mi ha detto che Salvatore è molto meglio di Claudio Bisio come uomo di spettacolo, e anche in tv sarebbe andato lontano. Se...E' stato apprezzato che abbia detto la verità a Ferrero sul fatto che la Casa della Salute è pura utopia, perché i medici non la vogliono. Ci avevamo provato pure noi: i 3/4 delle cose prodotte ora in campagna elettorale erano già state, da Amare Crescentino, fatte e poi cancellate da Greppi, oppure tentate e non riuscite come nel caso di questa congrega di medici che sarebbe stata facile e utilissima.
C'era già lo spazio pronto a piano terra in Santo Spirito, poi si sono tirati indietro. Neanche il cane muove la coda per niente, si potrebbe dire, e i medici non fanno eccezione.
Il Sindaco
I miei confidenti hanno trovato tutti assai poco elegante la reprimenda del Sindaco in carica contro Ferrero senior: io ti ho confermato all'Infermeria, tu mi hai tradito e non ti sei neanche dimesso quando tuo figlio è entrato in campo. Una roba brutterrima, che al massimo poteva dire al Beppe a tu per tu, davanti alla macchinetta del caffè all'Infermeria, e anche così sarebbe stata poco elegante.
Bordino Jr.
Sul piano dell'eloquio mi dicono meraviglie del Bordino Jr. Pare sia stato molto convincente e lo ha scritto anche Mauro Novo. Io non so cos'ha detto ma mi congratulo a prescindere, visto il coro degli entusiasmi che sono arrivati a me da ogni parte politica.
domenica 12 maggio 2019
Meloni & C.
Mi ha fatto tristezza vedere venerdì al mercato Gianni Taverna sotto il gazebo sponsorizzato dal logo di Giorgia Meloni e da quello della Lega che lascia morire i migranti in mare.
Ma io sono antica. Le ideologie sono scomparse, soprattutto nelle elezioni comunali si procede per volontà di dare un senso alla propria vita, il che può anche essere ottimo; oppure si procede per conferma di uno status, o per ritrovare un senso di identità; per un senso di rivalsa a volte, come nel caso che ho citato. Si può procedere inoltre perché ci si guarda intorno e si pensa: così non si può andare avanti. A molti, questa volta, penso sia successo.
Questa volta è tutta una transumanza, a Crescentino, comunque.
La lista più eclettica è quella di Ferrero, con molti volti nuovi e con presenze che arrivano dalla lista Allegranza (ben 2) Mosca (ben 2) e 1 dalla lista Greppi: tutti personaggi che si sono fra loro cordialmente odiati, pensa te, e probabilmente ancora è così. Nessuno dalla lista Massa e sono certa che un motivo ci sarà. Ferrero non è un improvvisatore.
La lista più tetragona è quella di Salvatore che ha i suoi fedelissimi storici.
La lista più arcobaleno è quella di Greppi, che ha costruito una compagine a tavolino, fra fedelissimi storici e giovanissimi, fra estrema destra e sinistra (una volta, almeno) con l'alieno Taverna. Greppi non è schizzinoso, aveva già ospitato Alati che era già stato in lista con Bonesso (penso), con Canonica, con Venegoni , con se stesso capolista...etc, che al mercato mia madre comprò. Non ti arrabbiare Leo se cito Branduardi, lo so che per te l'importante è partecipare, se tu lo decidi.
Quella dei M5S è una lista per consolidare il marchio, alla Casaleggio.
E a proposito di paraguru: fra cinque anni, fra tutti questi ragazzi e adulti che avranno (o no) vissuto l'avventura, ci saranno - come ci sono adesso e come sempre ci sono stati - personaggi o soggetti che in campagna elettorale capiranno che debbono stare attenti a non far sapere le loro simpatie, perché potrebbero non essere graditi dal nuovo che avanza. I candidati hanno sempre paura di perdere voti se sono simpatici a qualcuno che ritengono impopolare. Credetemi.
Questa è la vita, ragazzi miei.
Ma io sono antica. Le ideologie sono scomparse, soprattutto nelle elezioni comunali si procede per volontà di dare un senso alla propria vita, il che può anche essere ottimo; oppure si procede per conferma di uno status, o per ritrovare un senso di identità; per un senso di rivalsa a volte, come nel caso che ho citato. Si può procedere inoltre perché ci si guarda intorno e si pensa: così non si può andare avanti. A molti, questa volta, penso sia successo.
Questa volta è tutta una transumanza, a Crescentino, comunque.
La lista più eclettica è quella di Ferrero, con molti volti nuovi e con presenze che arrivano dalla lista Allegranza (ben 2) Mosca (ben 2) e 1 dalla lista Greppi: tutti personaggi che si sono fra loro cordialmente odiati, pensa te, e probabilmente ancora è così. Nessuno dalla lista Massa e sono certa che un motivo ci sarà. Ferrero non è un improvvisatore.
La lista più tetragona è quella di Salvatore che ha i suoi fedelissimi storici.
La lista più arcobaleno è quella di Greppi, che ha costruito una compagine a tavolino, fra fedelissimi storici e giovanissimi, fra estrema destra e sinistra (una volta, almeno) con l'alieno Taverna. Greppi non è schizzinoso, aveva già ospitato Alati che era già stato in lista con Bonesso (penso), con Canonica, con Venegoni , con se stesso capolista...etc, che al mercato mia madre comprò. Non ti arrabbiare Leo se cito Branduardi, lo so che per te l'importante è partecipare, se tu lo decidi.
Quella dei M5S è una lista per consolidare il marchio, alla Casaleggio.
E a proposito di paraguru: fra cinque anni, fra tutti questi ragazzi e adulti che avranno (o no) vissuto l'avventura, ci saranno - come ci sono adesso e come sempre ci sono stati - personaggi o soggetti che in campagna elettorale capiranno che debbono stare attenti a non far sapere le loro simpatie, perché potrebbero non essere graditi dal nuovo che avanza. I candidati hanno sempre paura di perdere voti se sono simpatici a qualcuno che ritengono impopolare. Credetemi.
Questa è la vita, ragazzi miei.
sabato 4 maggio 2019
Notizia falsa (in inglese fake news) da Fabrizio Greppi
Carissimi,
leggo poco Facebook, perfino il mio.
Non faccio la snob se dico perciò che mi hanno mandato per mail una frase di Greppi che copio e incollo:
Cari TRASPARENTI di crescentino viva il PD (ricordo che una della vostre madrine, la Marinella, in altra occasione, disse di voler far pubblicare la dichiarazione dei redditi dei suoi candidati...nessuno lo fece)
Ci tengo a dirvi che io chiesi agli eletti della mia lista, nel 2009, copia della dichiarazione dei redditi. Non per pubblicarla, ma per averla in Municipio come segno di trasparenza. Le buste di tutti furono messe nella cassaforte dell'Ufficio del Segretario, dove rimasero a disposizione per tutto il nostro mandato.
Mentre ci siamo, aggiungo solo che il PD non ha bisogno di me come madrina. Sono poco funzionale in tale ruolo.
Passo, e chiudo
Buona campagna elettorale a tutti.
leggo poco Facebook, perfino il mio.
Non faccio la snob se dico perciò che mi hanno mandato per mail una frase di Greppi che copio e incollo:
Cari TRASPARENTI di crescentino viva il PD (ricordo che una della vostre madrine, la Marinella, in altra occasione, disse di voler far pubblicare la dichiarazione dei redditi dei suoi candidati...nessuno lo fece)
Ci tengo a dirvi che io chiesi agli eletti della mia lista, nel 2009, copia della dichiarazione dei redditi. Non per pubblicarla, ma per averla in Municipio come segno di trasparenza. Le buste di tutti furono messe nella cassaforte dell'Ufficio del Segretario, dove rimasero a disposizione per tutto il nostro mandato.
Mentre ci siamo, aggiungo solo che il PD non ha bisogno di me come madrina. Sono poco funzionale in tale ruolo.
Passo, e chiudo
Buona campagna elettorale a tutti.
martedì 23 aprile 2019
Teatrino Civico: ma fate sto ascensore perdindirindina
Ma visto che il mio adorato teatrino (qui in una foto d'epoca durante il restauro, prima che venissero posizionate le poltroncine di velluto rosso) è stato apprezzato dalla presente Amministrazione, tanto che adesso ci fanno una Galleria d'Arte - saggia quanto tardiva idea, dal momento che il foyer lo permette - esprimerei la seguente richiesta, non nuova.
Dopo critiche a manetta per la mancanza di un ascensore per arrivare fino al piano (anche se c'è comunque il modo di arrivare fin lì con una carrozzella), lasciai nelle casse comunali E. seimila (6.000) del mio fine rapporto di sindaca, con una delibera che li destinava alla costruzione di un ascensore.
Tale delibera è stata naturalmente ignorata, i miei soldi forse dispersi in qualche bigné-rotondina; ed ebbi una risposta un po' piccata una volta, del sindaco attuale pro-tempore che mi diceva stai al tuo posto o giù di lì...
Ecco, visto tutto questo, perché non fate sto cavolo di ascensore o almeno cominciate l'iter, visto che vi lamentavate tutti che non c'era?
Dopo critiche a manetta per la mancanza di un ascensore per arrivare fino al piano (anche se c'è comunque il modo di arrivare fin lì con una carrozzella), lasciai nelle casse comunali E. seimila (6.000) del mio fine rapporto di sindaca, con una delibera che li destinava alla costruzione di un ascensore.
Tale delibera è stata naturalmente ignorata, i miei soldi forse dispersi in qualche bigné-rotondina; ed ebbi una risposta un po' piccata una volta, del sindaco attuale pro-tempore che mi diceva stai al tuo posto o giù di lì...
Ecco, visto tutto questo, perché non fate sto cavolo di ascensore o almeno cominciate l'iter, visto che vi lamentavate tutti che non c'era?
domenica 7 aprile 2019
Chiesa della Resurrezione, la vera storia
A volte mi commuovo. Per esempio adesso, alle 5,31 ora italiana del mattino, c'è qualcuno sul mio blog che sta leggendo questo post del 2014. Mancavano sei giorni alle elezioni, e io mi sono messa a raccontare com'era andata. E' una storia bellissima, riguarda l'ex Chiesa della Resurrezione della quale in questi giorni si inaugura il restauro, grazie a un piccolo miracolo che qualcuno grande grande ha reso possibile perché poteva anche non finire così, la struttura poteva anche rimanere lì e marcire per la seconda volta.
Una storia vera di quei giorni, e grazie mille al signore che legge il blog alle 5.30 del mattino
Lunedì 19 maggio 2014
Una storia vera di quei giorni, e grazie mille al signore che legge il blog alle 5.30 del mattino
Lunedì 19 maggio 2014
- 6. La Resurrezione? Buttiamola giù, c'è bisogno di parcheggi
Mancano 6 giorni alle elezioni
Stamattina ho risposto al presidente del Fai, il Fondo Ambiente Italiano, benemerita associazione che si occupa di riportare in vita le bellezze nascoste del nostro Bel Paese. Mi aveva scritto l'anno scorso, segnalandomi che 7 persone avevano nominato la nostra EX Chiesa della Resurrezione come "luogo del cuore". Alla sua lettera era allegato un conto corrente (non si sa mai) ma noi qui invece abbiamo fatto opere di bene pro domo nostra (per Mosca: in favore delle nostre proprietà).
La Resurrezione è sempre stata un rudere nei miei ricordi, ma da quando sono sindaco si è trasformata in un problema. Un giorno ho chiamato i vigili del fuoco e ne hanno attestato la pericolosità. Così abbiamo chiuso la strada, e quando il Parroco se n'è accorto mi ha telefonato e mi voleva ammazzare (dico così per dire, ma a volte anche i parroci nel loro piccolo s'inc***ano, parafrasando il titolo di un libro divertente).
E comunque quello spazio così degradato (ma dai? ma no? Ma a Crescentino? Ma quando mai?) ispirava anche sentimenti tremendi. Qualcuno che neanche sotto tortura vi dico chi, pensava che spianando il terreno si sarebbe potuto ottenere un bel parcheggio; anche da Vercelli qualche solone ha detto così. Sono i guai dell'(in)cultura.
E invece la mia telefonata ai vigili, calmatosi il Parroco, si è rivelata utile, perché è partito un movimento che ha portato - con una lentezza allucinante, ma tant'è siamo in corsa - al restauro della struttura squisitamente barocca, attribuita al Prunotto allievo dello Juvarra (chi? Chi ca l'è cul lì?). Vi dico che l'architetto Daniele De Luca, responsabile dei Beni Culturali della Diocesi, è un mito: si è lasciato massacrare benevolmente da me, e insieme poco per volta abbiamo fatto il botto. Raccolto soldini, avviati i lavori. Qui sotto, per chi avrà ancora pazienza, c'è la lettera al Fai dove racconto la rava e la fava: interessa anche a voi, ed è uno dei lavori di cui sono fiera in questo quinquennio, anche se la proprietà non è del Comune, sempre Crescentino è. E 'sta Crescentino è da amare, no? E amate Crescentino, perdiana!
Att. Andrea Carandini
Presidente Fai
.................................
Buongiorno Dottore,
a una settimana dalla fine del mio mandato di Sindaco (per mia decisione non mi sono ricandidata), posso rispondere con piacere sul restauro della Chiesa della Resurrezione, che è stata a voi segnalata come "Luogo del Cuore" nel lontano luglio 2013.
Nel mio quinquennio questo "rudere" affascinante, di proprietà della Parrocchia, è stato uno degli highlights.
Prima per l'attribuzione chiara della proprietà, che ha dovuto essere certificata dal Giudice alla Parrocchia di Crescentino.
Poi per la ricerca fondi. Il Comune ha fatto la sua parte, mi sono adoperata per un contributo di E. 80 mila da parte della Compagnia di S.Paolo, contributi minori sono venuti da altre Fondazioni, dalla Cei e da privati.
In questi ultimi anni è stato completamente consolidato il campanile a rischio crollo, con una struttura in ferro invisibile.
E' stata rimossa la cuspide, e rifatta con struttura in acciaio e rame
E' stata ricostruita la volta interna, con tecniche tradizionali in laterizio
E' stata rifatta la copertura del piccolo fabbricato annesso
E' stata completata la copertura della chiesa sconsacrata, che vantava un sonoro buco grazie al quale sono andati perduti gli affreschi, ed è stato ripassato l'intero tetto.
Il portone è attualmente depositato presso un restauratore di legno.
Lei si dirà: ma perché mi racconta tutto ciò?
Perché è stata un'impresa, in un piccolo posto come questo, depresso economicamente e moralmente, nella remota provincia di Vercelli.
Perché la struttura non è di proprietà del Comune.
Ma un'ottima collaborazione con il vivace responsabile dei Beni Culturali della Diocesi arch. De Luca ha reso possibile un'impresa che andava cominciata 50 anni fa, sulla quale in molti hanno speculato, e altri hanno distrutto invece di ricostruire. Insomma, business as usual.
Mi dice l'architetta Corradino, che ho intervistato prima di scrivere questa lettera, che la facciata sarà rifatta entro l'estate.
E così questo piccolo gioiello barocco assai prossimo al crollo quando sono arrivata in Comune, attribuita a Prunotto allievo dello Juvarra, sarà restituito alla vita della città.
Mi faceva piacere che lo sapessero al Fai, che coltiva le bellezze anche minime della nostra povera Italia.
Molti cordiali saluti
Marinella Venegoni
Sindaca di Crescentino
Mancano 6 giorni alle elezioni
Stamattina ho risposto al presidente del Fai, il Fondo Ambiente Italiano, benemerita associazione che si occupa di riportare in vita le bellezze nascoste del nostro Bel Paese. Mi aveva scritto l'anno scorso, segnalandomi che 7 persone avevano nominato la nostra EX Chiesa della Resurrezione come "luogo del cuore". Alla sua lettera era allegato un conto corrente (non si sa mai) ma noi qui invece abbiamo fatto opere di bene pro domo nostra (per Mosca: in favore delle nostre proprietà).
La Resurrezione è sempre stata un rudere nei miei ricordi, ma da quando sono sindaco si è trasformata in un problema. Un giorno ho chiamato i vigili del fuoco e ne hanno attestato la pericolosità. Così abbiamo chiuso la strada, e quando il Parroco se n'è accorto mi ha telefonato e mi voleva ammazzare (dico così per dire, ma a volte anche i parroci nel loro piccolo s'inc***ano, parafrasando il titolo di un libro divertente).
E comunque quello spazio così degradato (ma dai? ma no? Ma a Crescentino? Ma quando mai?) ispirava anche sentimenti tremendi. Qualcuno che neanche sotto tortura vi dico chi, pensava che spianando il terreno si sarebbe potuto ottenere un bel parcheggio; anche da Vercelli qualche solone ha detto così. Sono i guai dell'(in)cultura.
E invece la mia telefonata ai vigili, calmatosi il Parroco, si è rivelata utile, perché è partito un movimento che ha portato - con una lentezza allucinante, ma tant'è siamo in corsa - al restauro della struttura squisitamente barocca, attribuita al Prunotto allievo dello Juvarra (chi? Chi ca l'è cul lì?). Vi dico che l'architetto Daniele De Luca, responsabile dei Beni Culturali della Diocesi, è un mito: si è lasciato massacrare benevolmente da me, e insieme poco per volta abbiamo fatto il botto. Raccolto soldini, avviati i lavori. Qui sotto, per chi avrà ancora pazienza, c'è la lettera al Fai dove racconto la rava e la fava: interessa anche a voi, ed è uno dei lavori di cui sono fiera in questo quinquennio, anche se la proprietà non è del Comune, sempre Crescentino è. E 'sta Crescentino è da amare, no? E amate Crescentino, perdiana!
Att. Andrea Carandini
Presidente Fai
.................................
Buongiorno Dottore,
a una settimana dalla fine del mio mandato di Sindaco (per mia decisione non mi sono ricandidata), posso rispondere con piacere sul restauro della Chiesa della Resurrezione, che è stata a voi segnalata come "Luogo del Cuore" nel lontano luglio 2013.
Nel mio quinquennio questo "rudere" affascinante, di proprietà della Parrocchia, è stato uno degli highlights.
Prima per l'attribuzione chiara della proprietà, che ha dovuto essere certificata dal Giudice alla Parrocchia di Crescentino.
Poi per la ricerca fondi. Il Comune ha fatto la sua parte, mi sono adoperata per un contributo di E. 80 mila da parte della Compagnia di S.Paolo, contributi minori sono venuti da altre Fondazioni, dalla Cei e da privati.
In questi ultimi anni è stato completamente consolidato il campanile a rischio crollo, con una struttura in ferro invisibile.
E' stata rimossa la cuspide, e rifatta con struttura in acciaio e rame
E' stata ricostruita la volta interna, con tecniche tradizionali in laterizio
E' stata rifatta la copertura del piccolo fabbricato annesso
E' stata completata la copertura della chiesa sconsacrata, che vantava un sonoro buco grazie al quale sono andati perduti gli affreschi, ed è stato ripassato l'intero tetto.
Il portone è attualmente depositato presso un restauratore di legno.
Lei si dirà: ma perché mi racconta tutto ciò?
Perché è stata un'impresa, in un piccolo posto come questo, depresso economicamente e moralmente, nella remota provincia di Vercelli.
Perché la struttura non è di proprietà del Comune.
Ma un'ottima collaborazione con il vivace responsabile dei Beni Culturali della Diocesi arch. De Luca ha reso possibile un'impresa che andava cominciata 50 anni fa, sulla quale in molti hanno speculato, e altri hanno distrutto invece di ricostruire. Insomma, business as usual.
Mi dice l'architetta Corradino, che ho intervistato prima di scrivere questa lettera, che la facciata sarà rifatta entro l'estate.
E così questo piccolo gioiello barocco assai prossimo al crollo quando sono arrivata in Comune, attribuita a Prunotto allievo dello Juvarra, sarà restituito alla vita della città.
Mi faceva piacere che lo sapessero al Fai, che coltiva le bellezze anche minime della nostra povera Italia.
Molti cordiali saluti
Marinella Venegoni
Sindaca di Crescentino
Stamattina ho risposto al presidente del Fai, il Fondo Ambiente Italiano, benemerita associazione che si occupa di riportare in vita le bellezze nascoste del nostro Bel Paese. Mi aveva scritto l'anno scorso, segnalandomi che 7 persone avevano nominato la nostra EX Chiesa della Resurrezione come "luogo del cuore". Alla sua lettera era allegato un conto corrente (non si sa mai) ma noi qui invece abbiamo fatto opere di bene pro domo nostra (per Mosca: in favore delle nostre proprietà).
La Resurrezione è sempre stata un rudere nei miei ricordi, ma da quando sono sindaco si è trasformata in un problema. Un giorno ho chiamato i vigili del fuoco e ne hanno attestato la pericolosità. Così abbiamo chiuso la strada, e quando il Parroco se n'è accorto mi ha telefonato e mi voleva ammazzare (dico così per dire, ma a volte anche i parroci nel loro piccolo s'inc***ano, parafrasando il titolo di un libro divertente).
E comunque quello spazio così degradato (ma dai? ma no? Ma a Crescentino? Ma quando mai?) ispirava anche sentimenti tremendi. Qualcuno che neanche sotto tortura vi dico chi, pensava che spianando il terreno si sarebbe potuto ottenere un bel parcheggio; anche da Vercelli qualche solone ha detto così. Sono i guai dell'(in)cultura.
E invece la mia telefonata ai vigili, calmatosi il Parroco, si è rivelata utile, perché è partito un movimento che ha portato - con una lentezza allucinante, ma tant'è siamo in corsa - al restauro della struttura squisitamente barocca, attribuita al Prunotto allievo dello Juvarra (chi? Chi ca l'è cul lì?). Vi dico che l'architetto Daniele De Luca, responsabile dei Beni Culturali della Diocesi, è un mito: si è lasciato massacrare benevolmente da me, e insieme poco per volta abbiamo fatto il botto. Raccolto soldini, avviati i lavori. Qui sotto, per chi avrà ancora pazienza, c'è la lettera al Fai dove racconto la rava e la fava: interessa anche a voi, ed è uno dei lavori di cui sono fiera in questo quinquennio, anche se la proprietà non è del Comune, sempre Crescentino è. E 'sta Crescentino è da amare, no? E amate Crescentino, perdiana!
Att. Andrea Carandini
Presidente Fai
.................................
Buongiorno Dottore,
a una settimana dalla fine del mio mandato di Sindaco (per mia decisione non mi sono ricandidata), posso rispondere con piacere sul restauro della Chiesa della Resurrezione, che è stata a voi segnalata come "Luogo del Cuore" nel lontano luglio 2013.
Nel mio quinquennio questo "rudere" affascinante, di proprietà della Parrocchia, è stato uno degli highlights.
Prima per l'attribuzione chiara della proprietà, che ha dovuto essere certificata dal Giudice alla Parrocchia di Crescentino.
Poi per la ricerca fondi. Il Comune ha fatto la sua parte, mi sono adoperata per un contributo di E. 80 mila da parte della Compagnia di S.Paolo, contributi minori sono venuti da altre Fondazioni, dalla Cei e da privati.
In questi ultimi anni è stato completamente consolidato il campanile a rischio crollo, con una struttura in ferro invisibile.
E' stata rimossa la cuspide, e rifatta con struttura in acciaio e rame
E' stata ricostruita la volta interna, con tecniche tradizionali in laterizio
E' stata rifatta la copertura del piccolo fabbricato annesso
E' stata completata la copertura della chiesa sconsacrata, che vantava un sonoro buco grazie al quale sono andati perduti gli affreschi, ed è stato ripassato l'intero tetto.
Il portone è attualmente depositato presso un restauratore di legno.
Lei si dirà: ma perché mi racconta tutto ciò?
Perché è stata un'impresa, in un piccolo posto come questo, depresso economicamente e moralmente, nella remota provincia di Vercelli.
Perché la struttura non è di proprietà del Comune.
Ma un'ottima collaborazione con il vivace responsabile dei Beni Culturali della Diocesi arch. De Luca ha reso possibile un'impresa che andava cominciata 50 anni fa, sulla quale in molti hanno speculato, e altri hanno distrutto invece di ricostruire. Insomma, business as usual.
Mi dice l'architetta Corradino, che ho intervistato prima di scrivere questa lettera, che la facciata sarà rifatta entro l'estate.
E così questo piccolo gioiello barocco assai prossimo al crollo quando sono arrivata in Comune, attribuita a Prunotto allievo dello Juvarra, sarà restituito alla vita della città.
Mi faceva piacere che lo sapessero al Fai, che coltiva le bellezze anche minime della nostra povera Italia.
Molti cordiali saluti
Marinella Venegoni
Sindaca di Crescentino
martedì 2 aprile 2019
Greppi, laurea in maschilismo
Sono convinta che almeno i due terzi di coloro che hanno letto della laurea in papettologia abbiano colto il senso del discorso che facevo, riferendomi a una signorina che è entrata in una lista per le prossime elezioni: la tendenza cioè, quando si parla delle donne di qualunque età , a porre l'accento su qualità o caratteristiche che raramente hanno a che fare con la loro vita di studio o attività varie. Non ho scritto il nome (non lo sapevo) né la lista (la sapevo).
Discorso, lo ammetto, femminista: per chi sa cosa significhi questa parola, naturalmente. Che un ragionamento così ovvio per qualunque essere ragionante e presente al mondo come va, venga invece distorto, stravolto e usato in funzione della competizione politica in corso mi lascia davvero perplessa.
E non pensavo che il sindaco uscente Fabrizio Greppi si innervosisse tanto, e facesse un papocchio che mette insieme le elezioni e gli attacchi personali. Non pensavo soprattutto che potesse scendere così in basso da mettersi a scrivere di "vecchie zie canute e stanche richiamate in servizio": sono io quella, naturalmente.
Intanto stanca sarà sua sorella, ma questo riferimento alla mia età in senso negativo e denigratorio (da uno che non è poi tra l'altro un ragazzino), è di un maschilismo quasi ottocentesco. Un'espressione rancorosa e inutile tra l'altro, per la quale dovrei rifare lo stesso discorso che ho fatto per la Papetta.
Naturalmente segue la parte di vendetta politica. Vengo raccontata come la regina delle malefatte, e siccome lui il sedere dalla seggiola di Piazza Caretto non lo vuole proprio togliere, giudica gli altri con lo stesso suo metro e prende per "doppia giubilazione finale" le due fughe che ho fatto volontariamente dopo ogni mandato, sempre annunciate con largo anticipo e ognuno sa perché.
Uno che è stato gli ultimi 5 anni in Comune senza alcuna opposizione, solo cercando di disfare quel che di buono c'era, uno che ha sopportato di vivere in una piazza Caretto smantellata di decoro e decenza; che ha lasciato buttare soldi da uno dei suoi premi Nobel per acquistare dei vasi uguali a quelli che giacciono all'Ente Risi; che ha lasciato buttare soldi per fare dei bignè pomposamente chiamati rotonde; che ha ridotto a zero il tessuto culturale della città; che ha cercato di recuperare negli ultimi sei mesi facendo appunto questi capolavori, può parlare delle competenze altrui?
Discorso, lo ammetto, femminista: per chi sa cosa significhi questa parola, naturalmente. Che un ragionamento così ovvio per qualunque essere ragionante e presente al mondo come va, venga invece distorto, stravolto e usato in funzione della competizione politica in corso mi lascia davvero perplessa.
E non pensavo che il sindaco uscente Fabrizio Greppi si innervosisse tanto, e facesse un papocchio che mette insieme le elezioni e gli attacchi personali. Non pensavo soprattutto che potesse scendere così in basso da mettersi a scrivere di "vecchie zie canute e stanche richiamate in servizio": sono io quella, naturalmente.
Intanto stanca sarà sua sorella, ma questo riferimento alla mia età in senso negativo e denigratorio (da uno che non è poi tra l'altro un ragazzino), è di un maschilismo quasi ottocentesco. Un'espressione rancorosa e inutile tra l'altro, per la quale dovrei rifare lo stesso discorso che ho fatto per la Papetta.
Naturalmente segue la parte di vendetta politica. Vengo raccontata come la regina delle malefatte, e siccome lui il sedere dalla seggiola di Piazza Caretto non lo vuole proprio togliere, giudica gli altri con lo stesso suo metro e prende per "doppia giubilazione finale" le due fughe che ho fatto volontariamente dopo ogni mandato, sempre annunciate con largo anticipo e ognuno sa perché.
Uno che è stato gli ultimi 5 anni in Comune senza alcuna opposizione, solo cercando di disfare quel che di buono c'era, uno che ha sopportato di vivere in una piazza Caretto smantellata di decoro e decenza; che ha lasciato buttare soldi da uno dei suoi premi Nobel per acquistare dei vasi uguali a quelli che giacciono all'Ente Risi; che ha lasciato buttare soldi per fare dei bignè pomposamente chiamati rotonde; che ha ridotto a zero il tessuto culturale della città; che ha cercato di recuperare negli ultimi sei mesi facendo appunto questi capolavori, può parlare delle competenze altrui?
martedì 19 marzo 2019
La laurea in papettologia
Stavo pensando che questa signorina che entrerà in lista con Fabrizio Greppi e che viene definita sbrigativamente "Papetta", avrà sicuramente dalla sua qualche studio, qualche titolo, qualche mestiere o passione che possono darle più credibilità presso gli elettori che non aver ricoperto il pur rimarchevole ruolo di reginetta del Carnevale crescentinese.
State attente, ragazze, a non lasciarvi rinchiudere in una gabbietta che in un ruolo amministrativo non offre affidabilità. E studiate, studiate, se siete così fortunate da potervelo permettere. Santo Cielo.
State attente, ragazze, a non lasciarvi rinchiudere in una gabbietta che in un ruolo amministrativo non offre affidabilità. E studiate, studiate, se siete così fortunate da potervelo permettere. Santo Cielo.
lunedì 18 marzo 2019
Scambi destra sinistra, vince Greppi due a uno
Io lo so che venite su questo blog a riposarvi dalla campagna elettorale crescentinese. Mamma mia quanta attività...
Leggo tutto da lontano. Mentre Greppi ha già sciorinato tutti i suoi 12 prodi candidati, e invece Ferrero li presenta a tre per volta come fanno con i candidati del Festival di Sanremo per tenere alta l'audience tv (chiamalo scemo...) l'unica cosa che mi sfugge è che fine faccia il prode avvocato de noantri, l'uomo che sa tutto ma che negli ultimi 5 anni non ci ha voluto dire nulla, dai banchi dell'Opposizione popolati in modo solo virtuale.
Ma che fortuna ha avuto Greppi? C'era da andare a nozze, con una opposizione così. E infatti. Nessuno ha registrato la nullafacenza, e quando nel 2092 qualcuno andrà a rileggere le carte, crederà che in Municipio siano stati anni, dal '14 al '19, di pace suprema. Quasi eterna.
Dunque l'avvocato Mosca non sappiamo quel che fa, lui non si candida, il fratello nemmeno, come faremo... Ma è d'uopo aspettarsi sorprese. Sento dire che hanno messo gli occhi su una candidata donna. Fosse mai.
Che dire? Quel che salta all'occhio sono proprio i salti fra uno schieramento e l'altro, ma ormai anche questa è acqua passata e tutti sanno tutto, inutile stare a impelagarsi. Salta all'occhio anche che se la destra ha perso una pedina, la sinistra ne ha perse due, una che era con me e poi in lista con Massa, e una che era nella lista del mio primo vicesindaco. Certo Giannino un po' il botto l'ha fatto, con la sua svolta clamorosa e polemicissima, se vince Greppi lo vorrò vedere a colloquio con Arlotta in Giunta, lui che è così fumino...
Ma ormai nessuno si scandalizza più per queste cose.
Perché nelle amministrazioni comunali l'importante è vedere quel che non funziona, avere una visione della città e lavorare, una volta che si vince. E quelle che paiono belle presenze in lista, quando si vince debbono anche mostrarsi presenze generose di tempo e di idee, volenterose, di buon carattere che ve lo giuro serve molto ed anzi è la metà dell'opera per andare tutti d'accordo. Questa è l'unica cosa che ho detto a Ferrero: che naturalmente dei miei consigli non saprà cosa farsene e dunque io mi sto guardando bene dal dargliene. Però lui è uno che sa vivere, conosce i suoi polli e non parte mai con la lancia in resta. Vedrete.
Leggo tutto da lontano. Mentre Greppi ha già sciorinato tutti i suoi 12 prodi candidati, e invece Ferrero li presenta a tre per volta come fanno con i candidati del Festival di Sanremo per tenere alta l'audience tv (chiamalo scemo...) l'unica cosa che mi sfugge è che fine faccia il prode avvocato de noantri, l'uomo che sa tutto ma che negli ultimi 5 anni non ci ha voluto dire nulla, dai banchi dell'Opposizione popolati in modo solo virtuale.
Ma che fortuna ha avuto Greppi? C'era da andare a nozze, con una opposizione così. E infatti. Nessuno ha registrato la nullafacenza, e quando nel 2092 qualcuno andrà a rileggere le carte, crederà che in Municipio siano stati anni, dal '14 al '19, di pace suprema. Quasi eterna.
Dunque l'avvocato Mosca non sappiamo quel che fa, lui non si candida, il fratello nemmeno, come faremo... Ma è d'uopo aspettarsi sorprese. Sento dire che hanno messo gli occhi su una candidata donna. Fosse mai.
Che dire? Quel che salta all'occhio sono proprio i salti fra uno schieramento e l'altro, ma ormai anche questa è acqua passata e tutti sanno tutto, inutile stare a impelagarsi. Salta all'occhio anche che se la destra ha perso una pedina, la sinistra ne ha perse due, una che era con me e poi in lista con Massa, e una che era nella lista del mio primo vicesindaco. Certo Giannino un po' il botto l'ha fatto, con la sua svolta clamorosa e polemicissima, se vince Greppi lo vorrò vedere a colloquio con Arlotta in Giunta, lui che è così fumino...
Ma ormai nessuno si scandalizza più per queste cose.
Perché nelle amministrazioni comunali l'importante è vedere quel che non funziona, avere una visione della città e lavorare, una volta che si vince. E quelle che paiono belle presenze in lista, quando si vince debbono anche mostrarsi presenze generose di tempo e di idee, volenterose, di buon carattere che ve lo giuro serve molto ed anzi è la metà dell'opera per andare tutti d'accordo. Questa è l'unica cosa che ho detto a Ferrero: che naturalmente dei miei consigli non saprà cosa farsene e dunque io mi sto guardando bene dal dargliene. Però lui è uno che sa vivere, conosce i suoi polli e non parte mai con la lancia in resta. Vedrete.
domenica 10 marzo 2019
Manca Mattarella nella Sala Consigliare
Si ricorda al Signor Sindaco
e al Segretario Comunale
Del Comune di Crescentino
Che in Sala Consigliare
Non è esposto
il ritratto del Presidente
Sergio Mattarella
(vergogna)
e al Segretario Comunale
Del Comune di Crescentino
Che in Sala Consigliare
Non è esposto
il ritratto del Presidente
Sergio Mattarella
(vergogna)
sabato 9 marzo 2019
I nidi delle rondini distrutti in campagna elettorale (e i vasi in piazza...)
Oggi sotto i portici non si parlava che della scomparsa dei nidi delle rondini a pochi giorni dall'arrivo delle medesime.
Avete presenti quei teneri nidi appesi ai portici, dai quali fra un po' sarebbero svolazzate lievi con i loro garriti le rondini e i loro piccini? Quelli ai quali ogni anno sorridendo facevamo due foto?
Non ci sono più.
Poiché erano le rondini gli unici abitanti permanenti della bella stagione in un paesaggio tetro e respingente, popolato di serrande abbassate, di "vendesi" e di pile giallo-cacchina tutte slabbrate e che nessuno si sogna di ridipingere, a nessun costo e neanche gratis, volete vedere che è stato qualche assessore in vena di campagna elettorale a decidere che turbavano il paesaggio?
Fra poco, arrivate le rondini, sarebbe stato un reato togliere i nidi. C'è una legge che protegge le rondini, che mangiando insetti e zanzare dalle nostre parti soprattutto dovrebbero essere trattate come difensori dell'umanità.
Invece di sforzare la materia grigia e mettere una breve retina sotto i nidi per proteggere dalle deiezioni, qualche intelligentone ha eliminato il problema alla radice.
Brutta cosa
Sempre peggio
E sporcano più le rondini, o i palazzi del Settecento in piazza del Comune con le finestre aperte e senza persiane, a rovinarsi giorno per giorno?
Che cosa altera di più il senso del decoro, che una Amministrazione dovrebbe occuparsi di mantenere?
Inoltre, leggo di sussiegoso restyling della piazza Caretto, ma per quanto mi sia sforzata, ho visto dei vasi nuovi più o meno uguali a quelli deportati all'Ente Risi, ancora con le piantine dentro che fioriscono nella primavera. Debbono averne di soldi (nostri) da spendere, per essere che han pianto miseria per anni, per aver trovato le casse vuote al loro arrivo, i signori al comando.
Potevano anche scomodarsi, visto che sono così ricchi e anche con i soldi miei che ho lasciato all'uopo, a fare l'ascensorino che porta al Teatrino dentro il Comune. Mai nessuno, tra l'altro, si è più lamentato della sua assenza: fino al '14, sembrava una cosa imperdonabile.
Che passi in fretta questa stagione (restano pochi mesi, ormai)
lunedì 4 marzo 2019
Zingaretti e i Crescentinesi che sono andati a votare
Martina 21
Giachetti 27
Zingaretti 116
I 164 crescentinesi che hanno partecipato alle Primarie del PD di domenica 3 marzo hanno votato così, rispettando il verdetto finale del Bel Paese. L'affluenza è stata superiore a quella di altri paesi vicini, da Gattinara a Trino a Varallo, malgrado il nostro Paesello sia governato da una amministrazione di destra.
"Grazie all'Italia che non si piega", ha detto Zingaretti, che ha vinto con più del 60 per cento dei voti.
Il Centro-Sinistra sta dunque tentando di uscire dalla crisi che lo aveva stremato nel post-referendum renziano.
Non sappiamo e vedremo presto come Zingaretti si muoverà, ma
c'è tanta speranza (con la "s" minuscola) in giro.
C'è tanta speranza perché l'Italia di questi mesi, di questo ultimo anno, non è quasi riconoscibile. Valori acquisiti da tutte le società civili vengono messi in discussione, c'è violenza non solo verbale e rigurgiti di fascismo non rintuzzati dal M5S, rivelatosi del tutto inadeguato a governare. C'è ignoranza, tanta, e disprezzo di tutti contro tutti. Ma dove vogliono arrivare? Mi fanno paura.
Ci aspettano le elezioni amministrative, a fine maggio. Resto sempre stupita quando leggo le cronache locali e le trovo zeppe di dichiarazioni sprezzanti nei confronti del PD, come se le altre formazioni fossero zeppe di educande appena uscite dalle Orsoline. Come se Mosca fosse una mammoletta e Greppi la Vispa Teresa.
Non so che tipo di lista stia facendo Ferrero, non lo viene certo a dire a me. Non so da chi sia consigliato, e Dio gli tenga una mano sulla testa perché la formazione di una lista è sempre un po' paludosa, e se poi vinci devi sperare di avere con te persone per bene, interessate non all'Ego ma al bene collettivo.
Però Ferrero è una persona per bene, uno che ha vissuto di volontariato. E' giovane, ha studiato. Questo serve, al nostro Paesello, adesso.
Giachetti 27
Zingaretti 116
I 164 crescentinesi che hanno partecipato alle Primarie del PD di domenica 3 marzo hanno votato così, rispettando il verdetto finale del Bel Paese. L'affluenza è stata superiore a quella di altri paesi vicini, da Gattinara a Trino a Varallo, malgrado il nostro Paesello sia governato da una amministrazione di destra.
"Grazie all'Italia che non si piega", ha detto Zingaretti, che ha vinto con più del 60 per cento dei voti.
Il Centro-Sinistra sta dunque tentando di uscire dalla crisi che lo aveva stremato nel post-referendum renziano.
Non sappiamo e vedremo presto come Zingaretti si muoverà, ma
c'è tanta speranza (con la "s" minuscola) in giro.
C'è tanta speranza perché l'Italia di questi mesi, di questo ultimo anno, non è quasi riconoscibile. Valori acquisiti da tutte le società civili vengono messi in discussione, c'è violenza non solo verbale e rigurgiti di fascismo non rintuzzati dal M5S, rivelatosi del tutto inadeguato a governare. C'è ignoranza, tanta, e disprezzo di tutti contro tutti. Ma dove vogliono arrivare? Mi fanno paura.
Ci aspettano le elezioni amministrative, a fine maggio. Resto sempre stupita quando leggo le cronache locali e le trovo zeppe di dichiarazioni sprezzanti nei confronti del PD, come se le altre formazioni fossero zeppe di educande appena uscite dalle Orsoline. Come se Mosca fosse una mammoletta e Greppi la Vispa Teresa.
Non so che tipo di lista stia facendo Ferrero, non lo viene certo a dire a me. Non so da chi sia consigliato, e Dio gli tenga una mano sulla testa perché la formazione di una lista è sempre un po' paludosa, e se poi vinci devi sperare di avere con te persone per bene, interessate non all'Ego ma al bene collettivo.
Però Ferrero è una persona per bene, uno che ha vissuto di volontariato. E' giovane, ha studiato. Questo serve, al nostro Paesello, adesso.
venerdì 1 marzo 2019
Ciao Mimmo. Il ricordo di Domenico Quirico: "Il giornalista che non fuggiva"
Come qualcuno ricorderà, il 3 marzo di un anno fa Mimmo Càndito, mio marito, se n'è andato lasciandomi davvero in una valle di lacrime. Stasera lo ricordano a Cuneo, dove gli hanno dedicato il ciclo di incontri "Resistenze di oggi" che si apre stasera con un suo ricordo. Domenica mattina alle 11, al Circolo della Stampa di Torino, ho invece invitato Don Ciotti a parlare di lui.
Grazie se anche qualcuno di voi lo ricorderà. Non ho pensato per ora ad alcuna iniziativa a Crescentino, perché mi sembra che non ci sia il clima e non dico altro; e ancora ringrazio Fabrizio Greppi, che voleva intitolargli un premio, ma in vigilia di campagna elettorale (anzi nel ribollire, più che nella vigilia) non mi sembrava il caso.
Nel frattempo, per chi non sa e avesse voglia di capire, eccovi un ricordo di Mimmo scritto da Domenico Quirico, anche lui reporter di guerra a La Stampa, comparso questa mattina su Torino Sette.
Grazie se anche qualcuno di voi lo ricorderà. Non ho pensato per ora ad alcuna iniziativa a Crescentino, perché mi sembra che non ci sia il clima e non dico altro; e ancora ringrazio Fabrizio Greppi, che voleva intitolargli un premio, ma in vigilia di campagna elettorale (anzi nel ribollire, più che nella vigilia) non mi sembrava il caso.
Nel frattempo, per chi non sa e avesse voglia di capire, eccovi un ricordo di Mimmo scritto da Domenico Quirico, anche lui reporter di guerra a La Stampa, comparso questa mattina su Torino Sette.
IL GIORNALISTA CHE NON FUGGIVA
ricordo di mimmo cÀndito a un anno dalla morte

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Pubblicato il 01/03/2019
DOMENICO QUIRICO
Rileggo un eccellente reportage di Mimmo Cándito sulla prima guerra d’Iraq. Il suo scrivere era un pensare ad alta voce. Ma è tremendamente difficile pensare ad alta voce.
Tutte le diatribe insulse sul declino del giornalismo, sul suo affondare in un panorama geologico, minerale, dovrebbero approdare a riletture come questa. Certo le vecchie formule non ci servono più e bisogna cercare un nuovo punto di equilibrio. Ma Càndito ci insegna che scrivere un articolo è anche un obbligarsi a non disertare, a non fuggire sé stessi. Un riaffermare che restiamo presenti. Uno sbarramento opposto alla tentazione del nulla che dilaga intorno a noi.
E ci indica, lui infaticabile viaggiatore fino all’ultimo, che il giornalismo che si distingueva in passato per la vastità del respiro, per lo straordinario potere di vivere sulle strade, quelle prossime e quelle lontane, non deve trasformarsi in una mediocre letteratura di sedentari. Nel suo scrivere c’era il soffrire anche per gli altri, un soffrire quasi per osmosi.
Càndito apparteneva, come pochi altri che fanno questo mestiere, non all’esercito dei cinici ma alla pattuglietta striminzita di chi crede nelle cose grandi, il progresso dell’uomo, la verità, la ragione, la solidarietà, il diritto. Partiva con un taccuino per l’Africa o il vicino oriente con l’imperativo di personalizzare i fatti per capirli, sentirli meglio: sentire i fatti dell’uomo come fatti nostri, convertirli, se occorre, in una offesa per ciascuno. Detestare coloro che imbruttiscono il mondo.
Raccontava spesso guerre feroci e rivoluzioni talora tradite. Indicava senza ipocrisie su chi ricadevano quel sangue e quei fallimenti: le ideologie cieche, i brutali interessi che continuano a travagliare popoli bisognosi di civiltà, gli avventurieri loschi che trasferivano qua e là, per inselvatichire, le loro anime violente. Gli rimaneva in fondo ai suoi pezzi, una specie di grumo che rifiutava di sciogliersi e di versarsi in quelle architetture fredde che si sarebbero lette dopo, in qualche articolo di fondo scritto da altri. Questo grumo si chiama pietà.
sabato 16 febbraio 2019
Shakespeare
"... per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi, Signori, davanti ad una donna"
William Shakespeare
William Shakespeare
3) Il Caso Taverna/ Candidato con Greppi
Eppure non sono troppo stupita che Gianni Taverna abbia saltato il fosso. Mi ero già scandalizzata quando lo aveva fatto Alati, non è che si possa passare la vita a scandalizzarsi.
Quel che non capisco, è come abbia fatto il buon Gianni a scomparire per 5 anni dopo la sconfitta del '14, senza mai un incontro, un pranzo, una cena. E senza partecipare nemmeno una volta o per caso alle riunioni del PD, dal quale nel frattempo si era allontanato anche Allegranza. Un partito che si stava leccando le ferite e tentava anche qualche attività di serate e discussioni non peregrine. Stare lontano 5 anni senza mai farsi vivo con un'idea, una proposta, o anche un grande vaffanculo liberatorio...
Non capisco come abbia potuto, dicevo, scomparire per 5 anni per poi riapparire pochi mesi prima delle elezioni chiedendo di essere candidato sindaco, come mi fu raccontato.
E' chiaro che così non si fa, non si può, non è logico. Non conosco bene i meccanismi di partito ma un po' di senso pratico e anche di savoir faire ci vuole, soprattutto ci vuole una presenza e un'affidabilità che il tempo aveva fatto venire meno.
Non è nemmeno il caso di tirare in ballo Ferrero, al quale io per prima pensai nel 2014 come candidato quando era cominciato il delirio del dopo 18 febbraio. Vittorio Ferrero è uno che è sempre stato sul territorio, ha incrociato per 10 anni la sua vita quotidiana dentro la CRI con attività a favore della popolazione.
Non avendo partecipato mai a nessuna riunione non so in che rapporti sia con il PD.
Come le recenti elezioni in Abruzzo mostrano, non è il tempo per questo partito di fare una lista per le Amministrative, ma in fondo tutte le ultime elezioni comunali locali lo hanno visto coinvolto con le liste civiche. Non so come sarà adesso, ma mi fa rabbia vedere con che furore alcuni personaggi di scaglino contro questo partito, come se a stare vicino alla compagine locale del PD si rischi la lebbra, esattamente come successe a me nel 2014.
La sinistra, il Centro-Sinistra, stanno ridisegnando i loro contorni, si preparano a un mondo che dal 4 marzo 2018 non è più lo stesso, in Italia. E' un momento difficile, sono stati commessi centinaia di sbagli che hanno causato le sconfitte. Occorrerà tessere nuove strategie. Ma sognare di governare guardando alle classi meno agiate, essere attenti ai servizi e ai posti di lavoro, volere una città vivibile e pulita e funzionante credo sia un traguardo degno e che ogni persona degna che voglia fare amministrazione si deve dare.
Poi, Gianni Taverna faccia qual che vuole, e speriamo si trovi bene.
Quel che non capisco, è come abbia fatto il buon Gianni a scomparire per 5 anni dopo la sconfitta del '14, senza mai un incontro, un pranzo, una cena. E senza partecipare nemmeno una volta o per caso alle riunioni del PD, dal quale nel frattempo si era allontanato anche Allegranza. Un partito che si stava leccando le ferite e tentava anche qualche attività di serate e discussioni non peregrine. Stare lontano 5 anni senza mai farsi vivo con un'idea, una proposta, o anche un grande vaffanculo liberatorio...
Non capisco come abbia potuto, dicevo, scomparire per 5 anni per poi riapparire pochi mesi prima delle elezioni chiedendo di essere candidato sindaco, come mi fu raccontato.
E' chiaro che così non si fa, non si può, non è logico. Non conosco bene i meccanismi di partito ma un po' di senso pratico e anche di savoir faire ci vuole, soprattutto ci vuole una presenza e un'affidabilità che il tempo aveva fatto venire meno.
Non è nemmeno il caso di tirare in ballo Ferrero, al quale io per prima pensai nel 2014 come candidato quando era cominciato il delirio del dopo 18 febbraio. Vittorio Ferrero è uno che è sempre stato sul territorio, ha incrociato per 10 anni la sua vita quotidiana dentro la CRI con attività a favore della popolazione.
Non avendo partecipato mai a nessuna riunione non so in che rapporti sia con il PD.
Come le recenti elezioni in Abruzzo mostrano, non è il tempo per questo partito di fare una lista per le Amministrative, ma in fondo tutte le ultime elezioni comunali locali lo hanno visto coinvolto con le liste civiche. Non so come sarà adesso, ma mi fa rabbia vedere con che furore alcuni personaggi di scaglino contro questo partito, come se a stare vicino alla compagine locale del PD si rischi la lebbra, esattamente come successe a me nel 2014.
La sinistra, il Centro-Sinistra, stanno ridisegnando i loro contorni, si preparano a un mondo che dal 4 marzo 2018 non è più lo stesso, in Italia. E' un momento difficile, sono stati commessi centinaia di sbagli che hanno causato le sconfitte. Occorrerà tessere nuove strategie. Ma sognare di governare guardando alle classi meno agiate, essere attenti ai servizi e ai posti di lavoro, volere una città vivibile e pulita e funzionante credo sia un traguardo degno e che ogni persona degna che voglia fare amministrazione si deve dare.
Poi, Gianni Taverna faccia qual che vuole, e speriamo si trovi bene.
2) Il Caso Taverna/ L'anniversario del 18 febbraio
Sta per ricorrere il V (quinto) anniversario della lettera del 18 febbraio 2014 del vicesindaco Allegranza ai giornali: approfittando della mia abituale presenza al Festival di Sanremo, mi attaccava come sindaca, per incapacità generale e per assenteismo (vedo che peraltro è sempre un argomento che si tira in ballo volentieri ancora oggi per chiunque, tra l'altro). Come qualcuno ricorderà, la lettera segnava nei fatti la sua decisione di candidarsi sindaco qualche mese dopo. Segno che altri del Pd sapevano, e non avevano saputo o potuto fermarlo.
Lo sfiduciai nel giro di tre giorni.
Taverna chissà perché era contrarissimo alla mia decisione, ma nessun sindaco al mondo avrebbe potuto far finta di nulla.
Gli ultimi tre mesi in Comune furono problematici. Non sono sicura che Taverna abbian preso bene all'epoca la nomina a Vicesindaco di Gabriele Massa. In pratica non lo vidi più, lo voglio sottolineare.
Ancora adesso ringrazio tutti coloro che in Giunta con senso di responsabilità permisero all'Amministrazione di portare a termine il mandato.
Era chiaro che la strada di Allegranza era segnata come candidato.
Ma purtroppo, pur essendo un fulmine nel suo lavoro, bravissimo nel portare a termine ogni cosa, preparato su ogni fronte, l'ex Vice non aveva fra le sue doti un atteggiamento umanamente gradevole con i compagni di strada. A partire da me, che ero la nemica N. 1.
Io scherzavo ma non troppo dicendo che noi con lui eravamo tutti dipendenti dell'Italcardano da trattare a bacchettate. Alla fine di una scia di reprimende, dispetti e dispettini e anche cose sgradevoli quasi per tutti, fu chiaro che nessuno dei miei sarebbe andato in lista con lui, tranne Fabrizio Casa.
Si era guastato un meccanismo che in mezzo a mille casini aveva retto per 5 anni.
La cosa ovvia era che ci sarebbero state due liste, con gli stessi punti di riferimento culturale. Costituivano un pericolo l'una per l'altra, ma la tensione era tanta, nei due rispettivi campi.
Andai a Vercelli a parlare con Maura Forte allora segretaria PD, esposi le problematiche, suggerii di cercare un candidato gradito a tutti, guardandosi intorno, per uscire dall'impasse. Mi ascoltava come si ascolta il racconto di un western, credo si sia divertita, anche. La Forte avrebbe poi toccato con mano, a Vercelli, che cosa significano i dissidi: ma si vede che non ne ha avuto abbastanza e adesso si ricandida.
Feci la stessa cosa con Bobba, che mi ascoltò pensoso senza aprire bocca, come fanno i democristiani doc. Però secondo me egli pensava soprattutto alla sua, di candidatura, e ai voti da raccogliere a Crescentino. Alle nostre problematiche non fu sensibile.
La segreteria del PD locale era debole, e condizionata indovinate da chi.
Le cose andarono dunque come sapete. Tutte e due le formazioni fecero campagna elettorale come se non ci fosse un domani.
La lista Massa mi tenne ben lontana dal suo percorso e dalle sue attività (credo di aver capito da tempo per iniziativa di chi, ed è un diverso "indovinate chi"). Fu come se nessuno mi conoscesse;
Dalla parte opposta, si faceva campagna elettorale contro la lista di Massa dicendo che era la "mia" lista.
Come se io avessi la peste
Ma io stavo benissimo, e assistevo impotente al disgregarsi della sinistra cinque anni prima del 4 marzo 2018. Al mio Paesello.
Tutto questo, giova ricordarlo, ebbe come inizio la lettera del vicesindaco Allegranza ai giornali.
Lo sfiduciai nel giro di tre giorni.
Taverna chissà perché era contrarissimo alla mia decisione, ma nessun sindaco al mondo avrebbe potuto far finta di nulla.
Gli ultimi tre mesi in Comune furono problematici. Non sono sicura che Taverna abbian preso bene all'epoca la nomina a Vicesindaco di Gabriele Massa. In pratica non lo vidi più, lo voglio sottolineare.
Ancora adesso ringrazio tutti coloro che in Giunta con senso di responsabilità permisero all'Amministrazione di portare a termine il mandato.
Era chiaro che la strada di Allegranza era segnata come candidato.
Ma purtroppo, pur essendo un fulmine nel suo lavoro, bravissimo nel portare a termine ogni cosa, preparato su ogni fronte, l'ex Vice non aveva fra le sue doti un atteggiamento umanamente gradevole con i compagni di strada. A partire da me, che ero la nemica N. 1.
Io scherzavo ma non troppo dicendo che noi con lui eravamo tutti dipendenti dell'Italcardano da trattare a bacchettate. Alla fine di una scia di reprimende, dispetti e dispettini e anche cose sgradevoli quasi per tutti, fu chiaro che nessuno dei miei sarebbe andato in lista con lui, tranne Fabrizio Casa.
Si era guastato un meccanismo che in mezzo a mille casini aveva retto per 5 anni.
La cosa ovvia era che ci sarebbero state due liste, con gli stessi punti di riferimento culturale. Costituivano un pericolo l'una per l'altra, ma la tensione era tanta, nei due rispettivi campi.
Andai a Vercelli a parlare con Maura Forte allora segretaria PD, esposi le problematiche, suggerii di cercare un candidato gradito a tutti, guardandosi intorno, per uscire dall'impasse. Mi ascoltava come si ascolta il racconto di un western, credo si sia divertita, anche. La Forte avrebbe poi toccato con mano, a Vercelli, che cosa significano i dissidi: ma si vede che non ne ha avuto abbastanza e adesso si ricandida.
Feci la stessa cosa con Bobba, che mi ascoltò pensoso senza aprire bocca, come fanno i democristiani doc. Però secondo me egli pensava soprattutto alla sua, di candidatura, e ai voti da raccogliere a Crescentino. Alle nostre problematiche non fu sensibile.
La segreteria del PD locale era debole, e condizionata indovinate da chi.
Le cose andarono dunque come sapete. Tutte e due le formazioni fecero campagna elettorale come se non ci fosse un domani.
La lista Massa mi tenne ben lontana dal suo percorso e dalle sue attività (credo di aver capito da tempo per iniziativa di chi, ed è un diverso "indovinate chi"). Fu come se nessuno mi conoscesse;
Dalla parte opposta, si faceva campagna elettorale contro la lista di Massa dicendo che era la "mia" lista.
Come se io avessi la peste
Ma io stavo benissimo, e assistevo impotente al disgregarsi della sinistra cinque anni prima del 4 marzo 2018. Al mio Paesello.
Tutto questo, giova ricordarlo, ebbe come inizio la lettera del vicesindaco Allegranza ai giornali.
1) L'assessore Gianni Taverna
Io non sono poi stupita più di tanto.
Gianni Taverna, da me cooptato come Assessore all?Ambiente alla fuga di Salvatore quando si pose in pratica l'aut-aut "O io o Allegranza", è stato un bravo Assessore. Da ragazzo volenteroso si è tirato su le maniche, si è preso carico (vi ricordo) della nuova e problematica raccolta differenziata, è andato a litigare con chiunque si dovesse, con un'energia che tutti ammirammo. Ce ne siamo andati nel 2014 che aveva già preparato un posto di ricarica per le auto elettriche, purtroppo ricoperto di ragnatele da una Amministrazione che non aveva la cultura per guardare avanti.
Gianni Taverna, da me cooptato come Assessore all?Ambiente alla fuga di Salvatore quando si pose in pratica l'aut-aut "O io o Allegranza", è stato un bravo Assessore. Da ragazzo volenteroso si è tirato su le maniche, si è preso carico (vi ricordo) della nuova e problematica raccolta differenziata, è andato a litigare con chiunque si dovesse, con un'energia che tutti ammirammo. Ce ne siamo andati nel 2014 che aveva già preparato un posto di ricarica per le auto elettriche, purtroppo ricoperto di ragnatele da una Amministrazione che non aveva la cultura per guardare avanti.
venerdì 1 febbraio 2019
Il fine mandato a Crescentino
Quasi tutti come per incanto
Si ricordano del proprio ruolo
(E magari esagerano pure)
Il Sindaco impazza
sogna spiagge dorate
(e conta i soldi persi
in un lustro disperatamente gratuito)
Più lavori pubblici che non in 5 anni
(anche inutili, con finte rotonde
che sono grandi come bignè)
Più silenzi che non in 5 anni
per l'assessore alla cultura
(L'uomo che riesce a non parlare mai
e a fare ancora meno)
Il Consigliere Mosca
baciato da chissà quale Biancaneve
si sveglia da lungo sonno
(e propone una commissione
a quattro mesi dalle elezioni)
L'opposizione prende iniziative
(Biancaneve ha lavorato sodo
da 5 anni sentivamo solo russare)
La parola d'ordine è "VENDESI"
(ma chi ci compra, in questo stato)
Si ricordano del proprio ruolo
(E magari esagerano pure)
Il Sindaco impazza
sogna spiagge dorate
(e conta i soldi persi
in un lustro disperatamente gratuito)
Più lavori pubblici che non in 5 anni
(anche inutili, con finte rotonde
che sono grandi come bignè)
Più silenzi che non in 5 anni
per l'assessore alla cultura
(L'uomo che riesce a non parlare mai
e a fare ancora meno)
Il Consigliere Mosca
baciato da chissà quale Biancaneve
si sveglia da lungo sonno
(e propone una commissione
a quattro mesi dalle elezioni)
L'opposizione prende iniziative
(Biancaneve ha lavorato sodo
da 5 anni sentivamo solo russare)
La parola d'ordine è "VENDESI"
(ma chi ci compra, in questo stato)
martedì 15 gennaio 2019
Ciao Silvano e viva il Toro
Un grande dolore, personale, la scomparsa prematura di Silvano Finoglietti, che fra meno di 15 giorni avrebbe festeggiato i 70 anni.
Una persona buona, tranquilla, con una simpatica indole polemica e il gusto delle battute.
Ogni domenica ci davamo appuntamento per il caffè, e litigavamo perché tutti e due volevamo offrire.
Un uomo animato da due passioni, il Torino e le bocce, sport nel quale era un campione.
Dovunque fossi, nel giorno della partita mi arrivava a tempo di record il risultato: se era negativo (come spesso è accaduto al Torino) seguivano improperi senza cattiveria, da tifoso deluso.
Ho seguito quotidianamente le sue peripezie nella salute. Era assai esperto di quel che gli succedeva, aveva frequentato per cinque anni la facoltà di medicina e poi aveva mollato. Dal ricovero in poi mi mandava report quotidiani, finché la situazione si è fatta ahinoi troppo seria.
Mi mancherà tantissimo.
Un forte abbraccio a Rossella.
Una persona buona, tranquilla, con una simpatica indole polemica e il gusto delle battute.
Ogni domenica ci davamo appuntamento per il caffè, e litigavamo perché tutti e due volevamo offrire.
Un uomo animato da due passioni, il Torino e le bocce, sport nel quale era un campione.
Dovunque fossi, nel giorno della partita mi arrivava a tempo di record il risultato: se era negativo (come spesso è accaduto al Torino) seguivano improperi senza cattiveria, da tifoso deluso.
Ho seguito quotidianamente le sue peripezie nella salute. Era assai esperto di quel che gli succedeva, aveva frequentato per cinque anni la facoltà di medicina e poi aveva mollato. Dal ricovero in poi mi mandava report quotidiani, finché la situazione si è fatta ahinoi troppo seria.
Mi mancherà tantissimo.
Un forte abbraccio a Rossella.
sabato 12 gennaio 2019
A Crescentino è già primavera
Crescentino si sveglia solo con le elezioni, inutile negarlo. Mauro Novo con il suo blog deve già fare gli straordinari, le persone ricominciano a sentirsi protagoniste della propria vita e anche di quella altrui.
E' una primavera umana e sociale. Si spiega con il fatto che le attività culturali e sportive in città sono purtroppo pochissime e raramente riescono a scalfire il muro che i cittadini ergono intorno al proprio appartamento o alla propria casetta: certo nella mia epoca c'era la festa dello Sport inventata da Gabriele Massa, la festa dei rioni, c'erano tante attività culturali, Nicoletta era un fenomeno a inventarsi eventi a costo quasi zero, Gianni Taverna governava la differenziata e guai connessi, avemmo il primo parcheggio per auto elettrica con ricarica, che i successori chiusero. Si usciva e si comunicava, la città rinasceva anche fisicamente grazie a quel caterpillar che era Allegranza. Eccetera, eccetera, pur nel trionfo di trabocchetti e polemiche, si viveva anche se esplodeva il dramma della povertà.
Tutte cose cancellate dopo le drammatiche elezioni del '14 per fare di Crescentino il deserto dei tartari come diceva una volta Salvatore Sellaro. Il tema dell'Amministrazione invece ancora coinvolge, suscita ottimismi o pessimismi, fa fare il tifo che è l'unica cosa che agli italiani riesca bene.
Dunque l'intervista di Vittorio Ferrero con la quale annuncia su Mauro at Large e sulla Periferia la propria candidatura, ha come tolto il tappo a una bottiglia che da troppo tempo era chiusa.
Che cosa spera, la gente? In ogni elezione, che resti o se ne vada l'odiato inquilino di turno in Piazza Caretto, che arrivi o perda quello che si candida. Che le cose cambino.
Che cosa penso io?
Ve ne racconto una. Negli ultimi mesi del mio ultimo movimentato mandato, qualche tempo dopo che il mio vice dell'epoca mandò ai giornali la famosa lettera per stroncarmi le gambe mentre ero al Festival di Sanremo, e candidarsi come salvatore della patria, venne a trovarmi in Municipio per le sue cose della Cri il prode Ferrero. Lo guardai, così serio ed esperto di ogni argomento che riguardava la sua esperienza, e pensai che poteva essere un credibile candidato. Glielo dissi. Arrossì, non rispose. Forse 5 anni fa era troppo giovane, ma forse no (di questa faccenda della lista PD comunque parlerò prima o poi, perché sono anche stufa di essere accusata di aver mandato il PD a ramengo mentre in realtà cappottava da solo).
Non so come finirà, naturalmente, adesso Aspetto di vedere la lista, se sarà una pasta e fagioli o un delicato soufflé, prima di giudicare. Per una volta nella vita sono d'accordo con Alati che i partiti in sé non fanno schifo e non sono da evitare come la peste, e anzi guardate che bei risultati abbiamo con Di Maio e Toninelli (ultima barzelletta letta oggi: "I carabinieri si sono messi a raccontare le barzellette su Toninelli") che rispondevano al requisito di essere facce nuove e non appartenenti a schieramenti, come auspicherebbe Ferrero. Imbarazzanti per tutta l'Europa e anche per il New York Times che li prende per i fondelli in modo molto serio; se all'estero te ne parlano ti vergogni.
Ci pensi su, Ferrero. L'esperienza è utile, la militanza è utile. Nessuno nasce imparato, diceva quello là.
Però Ferrero si è in questi anni preparato, ha studiato, ha frequentato l'Università, lavora in un Comune e ne conosce i meccanismi. E' una persona per bene, senza interessi personali. Hai detto niente.
E' una primavera umana e sociale. Si spiega con il fatto che le attività culturali e sportive in città sono purtroppo pochissime e raramente riescono a scalfire il muro che i cittadini ergono intorno al proprio appartamento o alla propria casetta: certo nella mia epoca c'era la festa dello Sport inventata da Gabriele Massa, la festa dei rioni, c'erano tante attività culturali, Nicoletta era un fenomeno a inventarsi eventi a costo quasi zero, Gianni Taverna governava la differenziata e guai connessi, avemmo il primo parcheggio per auto elettrica con ricarica, che i successori chiusero. Si usciva e si comunicava, la città rinasceva anche fisicamente grazie a quel caterpillar che era Allegranza. Eccetera, eccetera, pur nel trionfo di trabocchetti e polemiche, si viveva anche se esplodeva il dramma della povertà.
Tutte cose cancellate dopo le drammatiche elezioni del '14 per fare di Crescentino il deserto dei tartari come diceva una volta Salvatore Sellaro. Il tema dell'Amministrazione invece ancora coinvolge, suscita ottimismi o pessimismi, fa fare il tifo che è l'unica cosa che agli italiani riesca bene.
Dunque l'intervista di Vittorio Ferrero con la quale annuncia su Mauro at Large e sulla Periferia la propria candidatura, ha come tolto il tappo a una bottiglia che da troppo tempo era chiusa.
Che cosa spera, la gente? In ogni elezione, che resti o se ne vada l'odiato inquilino di turno in Piazza Caretto, che arrivi o perda quello che si candida. Che le cose cambino.
Che cosa penso io?
Ve ne racconto una. Negli ultimi mesi del mio ultimo movimentato mandato, qualche tempo dopo che il mio vice dell'epoca mandò ai giornali la famosa lettera per stroncarmi le gambe mentre ero al Festival di Sanremo, e candidarsi come salvatore della patria, venne a trovarmi in Municipio per le sue cose della Cri il prode Ferrero. Lo guardai, così serio ed esperto di ogni argomento che riguardava la sua esperienza, e pensai che poteva essere un credibile candidato. Glielo dissi. Arrossì, non rispose. Forse 5 anni fa era troppo giovane, ma forse no (di questa faccenda della lista PD comunque parlerò prima o poi, perché sono anche stufa di essere accusata di aver mandato il PD a ramengo mentre in realtà cappottava da solo).
Non so come finirà, naturalmente, adesso Aspetto di vedere la lista, se sarà una pasta e fagioli o un delicato soufflé, prima di giudicare. Per una volta nella vita sono d'accordo con Alati che i partiti in sé non fanno schifo e non sono da evitare come la peste, e anzi guardate che bei risultati abbiamo con Di Maio e Toninelli (ultima barzelletta letta oggi: "I carabinieri si sono messi a raccontare le barzellette su Toninelli") che rispondevano al requisito di essere facce nuove e non appartenenti a schieramenti, come auspicherebbe Ferrero. Imbarazzanti per tutta l'Europa e anche per il New York Times che li prende per i fondelli in modo molto serio; se all'estero te ne parlano ti vergogni.
Ci pensi su, Ferrero. L'esperienza è utile, la militanza è utile. Nessuno nasce imparato, diceva quello là.
Però Ferrero si è in questi anni preparato, ha studiato, ha frequentato l'Università, lavora in un Comune e ne conosce i meccanismi. E' una persona per bene, senza interessi personali. Hai detto niente.
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