E' anche normale che le tentazioni gossipare, con il loro bravo bagaglio ludico, si fermino quando la vita vera irrompe con la sua crudeltà. Italcardano ha annunciato una contrazione del personale, si parla di circa 60 unità, si teme che potranno essere di più. Stamane, l'Amministrazione Comunale ha chiesto un incontro con la dirigenza: andremo all'Italcardano lunedì mattina e ci spiegheranno. Rispetto alle notizie non pessimistiche che avevamo avuto in un incontro con la dirigenza nella scorsa primavera, c'è stata una inversione di tendenza, con uno spostamento in Trentino dell'asse dell'Italcardano, e le decisioni dei tagli verrebbero direttamente dalla casa madre americana.
L'economista Deaglio discettava della crisi a W piuttosto che a L. Finora non abbiamo visto la seconda parte della "V doppia", purtroppo. Speranze di posti di lavoro vengono dalla prossima costruzione del nuovo supermercato verso Casale, dove i lavori dovrebbero cominciare presto, e dal possibile insediamento del primo impianto italiano di bioetanolo, di Mossi&Ghisolfi. Il Comune sta facendo del proprio meglio per rientrare nei tempi richiesti dall'azienza, con la procedura urbanistica avviata, che prevede la riperimetrazione dell'area non inquinata ex Teksid, destinata a MG: sempre nel rispetto e nell'attenzione per la salute e la sicurezza della popolazione, sulla quale vengono chieste garanzie, e per le quali è stata richiesta la supervisione di un nostro esperto.
La speranza è anche che MG diventi un volano per la ripartenza dell'economia locale, con il suo indotto.
Alcune altre idee ha il proprietario dell'intera area ex-Teksid, ma sono ancora lontane dal concretizzarsi. Certo la città risente di questo difficile momento economico, e chi ha quattrini li tiene ben stretti. Una buona notizia: almeno nessuna delle sei banche - prova provata di una discreta ricchezza in città - sta per chiudere. Ma bisogna uscire dal guado.
martedì 7 settembre 2010
lunedì 30 agosto 2010
L'assessore Ratto si è dimesso (ma non cadiamo)
Verde speranza per una vita migliore, e tanti auguri a Fabio Ratto, che aspetta (come ancheTanino Angelone) un maschietto, e ha pure avuto una allettante offerta dal proprio datore di lavoro che lo porterà a viaggiare per l'Italia. Il nuovo impegno lo ha costretto, dopo lunghi pensamenti, a dare le dimissioni dalla carica di Assessore, ma resterà con noi come Consigliere di Maggioranza.
Nessuna crisi, dunque, al momento. Volendo assai valorizzare la scuola, l'educazione, la cultura, e avendo assai apprezzato finora il suo lavoro, ho chiesto alla Dott. Ravarino di diventare assessore con tali deleghe, e lei dopo le opportune riflessioni ha accettato.
Le importanti deleghe di Fabio Ratto saranno ridistribuite. Ho chiesto al vicesindaco Allegranza di occuparsi del Bilancio, che è una sua passione e competenza fin da tempi lontani. Gli ho naturalmente promesso un alleggerimento da altre deleghe, e ci sto studiando sopra: in fase di studio, anche l'attribuzione del Commercio, un altro ramo assai delicato e litigarello. Il Presidente del Consiglio Comunale, Dario Gallo, che aveva la delega a Cultura e Manifestazioni, avendo ribadito di non voler impegnarsi in un Assessorato né ora né dopo la laurea che sarà in ottobre (auguri anche a lui) preferisce occuparsi solo di temi istituzionali, più consoni al suo delicato ruolo. Ho chiesto a Gabriele Massa, per ora, di occuparsi di Web e Comune, dopo l'ottimo lavoro iniziale di Fabio.
Notizie appena ne avrò. Ma ecco la lettera che mi ha mandato Fabio Ratto, protocollata questa mattina:
Con la presente rassegno con effetto immediato le mie dimissioni da Assessore di questo Comune rimettendo nelle tue mani le deleghe a suo tempo conferitemi.
Tale decisione, come già anticipato a voce, è maturata a seguito di un’importante prospettiva di crescita professionale che il mio datore di lavoro mi ha offerto ed alla quale voglio rispondere con tutto il mio impegno. Tali prospettiva comporterà una mia presenza costante in ufficio e frequenti spostamenti sul territorio nazionale non conciliabili con la carica attualmente rivestita.
Non mancherò comunque di dare il mio contributo ed il mio sostegno alla vita dell’Amministrazione Comunale della quale continuerò a far parte come Consigliere.
Colgo l’occasione per ringraziarti della fiducia a suo tempo accordatami, sperando di aver reso un utile servizio in questo anno di mandato.
Con stima
Ratto Fabio
Grazie a Fabio Ratto per il suo impegno e per il suo tempo speso a favore della collettività, e ad maiora.
Sindaca
Tanti saluti dai cittadini di Vische
Ieri a Vische c'è stata la festa di San Bartolomeo, e come sempre una delegazione di Crescentino ha partecipato alla giornata, in una tradizione che dura dal 1529, quando i Vischesi aiutarono la nostra cittadina a sbarazzarsi del comune incubo, i Tizzoni. Come ho detto dal palco dell'ampia struttura costruita per l'occasione, ieri dopo la Messa, un'amicizia così lunga fra due comunità, eternamente rinnovata, varrebbe di essere registrata nei primati Guinness: nel 2029, saranno cinquecento anni giusti, e i sindaci dell'epoca dovranno costruire grandi cerimonie.
Cosa sappiamo, noi Crescentinesi, di Vische? Forse poco. E' un paese nel canavese, poco lontano da Mazzé, con circa 1.500 abitanti, che vive di agricoltura, vigne, qualche fabbrichetta. Fra le colline, i vigneti, piante in fiore. Si respira un'aria di comunità ancora solida, al pranzo nella struttura comunale c'erano il quadruplo dei cittadini che sono venuti per San Crescentino a pranzare sotto i portici, nei loro vestiti da festa. Il sindaco, Mario Pignocchino, è un vigile a Caluso, e andrà in pensione ad aprile; andrà in pensione anche il vigile unico e militante di Vische, a fine anno: si chiama Gino, è un signore alto con i baffi amantissimo della musica, che a fine pranzo ha imbracciato la fisarmonica, mentre un assessore ci dava di banjo, e ha fatto ascoltare una delle tre "curente" che la banda eseguiva storicamente nelle feste comuni. Ho portato un dvd all'Emilio della nostra Banda, perché le vogliono imparare pure loro.
La tradizione è che, dopo la Messa e la processione, ci si raduna sotto questa struttura, in un luna park su un prato che pare uscito da un cartone animato, e si fanno due discorsini senza tediare. Poi la banda attacca una curenta, e la gente balla. E quand'è finita, il sindaco di Vische urla: "Fuori Crescentino, dentro Vische. Fuori Vische, dentro Crescentino". Mi sono dimenticata di parlare di Don Antonio, il parroco che trovo un grande comunicatore, capace di rendere la Messa un rito personale, locale, che entra nel cuore di tutti.
Ho invidiato a Vische che abbiano come cittadino un signore corpulento, Gruner, che è presidente dell'unica banca locale, e che ogni anno non fa mancare piccoli fondi per piccoli problemi. Noi abbiamo sei banche, e da quando Monsieur Tasso ha abbandonato il campo e si è spostato sul nazionale, non abbiamo più visto neanche un soldo: neanche piccoli fondi, per pur grandi problemi, malgrado strazianti lettere prenatalizie.
E comunque è un peccato che il legame con Vische non produca contatti più frequenti, oltre le feste. Vediamo se in inverno riusciremo a organizzare un ulteriore scambio, cui partecipino più persone.
Con questo piccolo post cerco di riprendere nell'avaro tempo libero il blog. Avvertendo che non pubblicherò più i commenti anonimi.
Grazie e buon autunno La Sindaca
giovedì 26 agosto 2010
Dopo Ferragosto
In seguito all’evento alluvionale del 14-15 agosto scorso sul territorio di Crescentino, con successiva proclamazione dello Stato di Calamità, il Sindaco e il Vicesindaco con delega ai LLPP hanno incontrato, nella mattinata del 26 agosto a Vercelli, il Direttore Generale del Consorzio Irriguo dell’Ovest Sesia per chiarire le tematiche più cruciali che hanno portato all’esondazione di rogge, fossi, canali di scolo, laghetti privati, provocando danni ingenti ad abitazioni e aziende.
Nel corso dell’incontro, è emerso che fin dal 2003 Ovest Sesia aveva realizzato un progetto di massima per mitigare l’effetto delle acque in alcuni punti cruciali dello storico reticolo irriguo dei Comuni di Crescentino, Fontanetto, Palazzolo, Trino, ma mentre gli altri Centri hanno richiesto per l’attuazione fondi regionali e ministeriali, da Crescentino c’è stata un’unica richiesta per una piccola modifica di una roggia in Frazione Galli, con un finanziamento di 50 mila euro che solo la presente Amministrazione ha attivato nel 2009.
E’ intenzione del Comune incaricare l’Ovest Sesia di uno studio idrografico dell’intero territorio comunale, che definisca gli interventi necessari e le priorità per prevenire il ricorrere di tali eventi alluvionali.
In questi giorni, d’intesa con la Prefettura, partirà dal Comune di Crescentino la richiesta di un incontro urgente con il Presidente della Regione Cota, con l’Assessore alla Difesa del Suolo e con quello della Protezione Civile, per ottenere il richiesto Stato di Calamità e approntare un programma di difesa e prevenzione per il nostro Territorio.
Nel corso dell’incontro, è emerso che fin dal 2003 Ovest Sesia aveva realizzato un progetto di massima per mitigare l’effetto delle acque in alcuni punti cruciali dello storico reticolo irriguo dei Comuni di Crescentino, Fontanetto, Palazzolo, Trino, ma mentre gli altri Centri hanno richiesto per l’attuazione fondi regionali e ministeriali, da Crescentino c’è stata un’unica richiesta per una piccola modifica di una roggia in Frazione Galli, con un finanziamento di 50 mila euro che solo la presente Amministrazione ha attivato nel 2009.
E’ intenzione del Comune incaricare l’Ovest Sesia di uno studio idrografico dell’intero territorio comunale, che definisca gli interventi necessari e le priorità per prevenire il ricorrere di tali eventi alluvionali.
In questi giorni, d’intesa con la Prefettura, partirà dal Comune di Crescentino la richiesta di un incontro urgente con il Presidente della Regione Cota, con l’Assessore alla Difesa del Suolo e con quello della Protezione Civile, per ottenere il richiesto Stato di Calamità e approntare un programma di difesa e prevenzione per il nostro Territorio.
martedì 10 agosto 2010
Alcune buone ragioni per tacere.
Anonimo ha detto...
Signori..L'errore sullo Stemma dovrebbe essere perdonabile, infatti ho fatto il confronto fra quelli storicamente apposti sulla facciata del Municipio e quello sulla piazza.La modifica del Gonfalone è passata inosservata e quindi non ha dato adito a discussioni.Comunque la polemica ha consentito ai crescentinesi di riprendere confidenza con il loro simbolo e mi sembra positivo.Certo ora ci si trova con due stemmi diversi nella stessa piazza.. attirerà i turisti.x mnCosa vuole, l'opposizione di prima non vedeva la trave e questa invece vede anche le pagliuzze.. sarà mica colpa di Saint-Just..
.x MV
I blog sono al dessert? Non le piacciono certi commenti? Sono d'accordo, ma è la democrazia.. censuriamo?Cordiali salutiSaint-Just
28 luglio 2010 19:34
marinella ha detto...
Vuol mica che vada all'attacco della sua ragione di vita, Saint-Just? Onestamente, ho altro da fare
29 luglio 2010 00:48
Gioacchino ha detto...
Per esempio?
05 agosto 2010 13:25
dispettoso ha detto...
ma lei sindaca, cosa ha da dire in merito alla chiusura della piazza? troppo presa a fare articoli suglio U2 (fonte la Stampa)??? ;-))
06 agosto 2010 16:23
Anonimo ha detto...
La nuova piazza deve essere uno spettacolo vista dal balcone....Per questo non si affaccia nessuno...Ma niente paura, fra poco non la si vedrà più, coperta dai baldacchini dei dehors dei bar.Capisco la profusione di strisce pedonali, è per dare ordine alle folle oceaniche che la attraverseranno in lungo ed in largo, a piedi, per affollare i tavolini ristoratori.Spero succeda presto, la visione dell'architettura orror-pseudo Michelangiolesca mi è insopportabile.Cordiali salutiSaint-Just
psLe cose importanti da fare sono soggettive, non sono un valore assoluto. Dipende dalle situazioni.Come diceva quel tizio... il mio regno per un cavallo, o anche per molto di meno...
08 agosto 2010 14:17
Signori..L'errore sullo Stemma dovrebbe essere perdonabile, infatti ho fatto il confronto fra quelli storicamente apposti sulla facciata del Municipio e quello sulla piazza.La modifica del Gonfalone è passata inosservata e quindi non ha dato adito a discussioni.Comunque la polemica ha consentito ai crescentinesi di riprendere confidenza con il loro simbolo e mi sembra positivo.Certo ora ci si trova con due stemmi diversi nella stessa piazza.. attirerà i turisti.x mnCosa vuole, l'opposizione di prima non vedeva la trave e questa invece vede anche le pagliuzze.. sarà mica colpa di Saint-Just..
.x MV
I blog sono al dessert? Non le piacciono certi commenti? Sono d'accordo, ma è la democrazia.. censuriamo?Cordiali salutiSaint-Just
28 luglio 2010 19:34
marinella ha detto...
Vuol mica che vada all'attacco della sua ragione di vita, Saint-Just? Onestamente, ho altro da fare
29 luglio 2010 00:48
Gioacchino ha detto...
Per esempio?
05 agosto 2010 13:25
dispettoso ha detto...
ma lei sindaca, cosa ha da dire in merito alla chiusura della piazza? troppo presa a fare articoli suglio U2 (fonte la Stampa)??? ;-))
06 agosto 2010 16:23
Anonimo ha detto...
La nuova piazza deve essere uno spettacolo vista dal balcone....Per questo non si affaccia nessuno...Ma niente paura, fra poco non la si vedrà più, coperta dai baldacchini dei dehors dei bar.Capisco la profusione di strisce pedonali, è per dare ordine alle folle oceaniche che la attraverseranno in lungo ed in largo, a piedi, per affollare i tavolini ristoratori.Spero succeda presto, la visione dell'architettura orror-pseudo Michelangiolesca mi è insopportabile.Cordiali salutiSaint-Just
psLe cose importanti da fare sono soggettive, non sono un valore assoluto. Dipende dalle situazioni.Come diceva quel tizio... il mio regno per un cavallo, o anche per molto di meno...
08 agosto 2010 14:17
martedì 20 luglio 2010
Una casa agli sfrattati
Sono 15, fino a questo momento, le famiglie con sfratto esecutivo e spesso alcuni bambini a carico. Nuclei nei quali lavorava solo una persona per lo più: licenziata la quale non è rimasto che non pagare più l'affitto, per poter almeno sopravvivere durante il mese. A Crescentino si sa in questo lungo periodo post-Teksid con aggiunta crisi 2009, non è tempo di vacche grasse.
Dopo lunghi esami della situazione, varie ipotesi, ripetuti incontri con il Questore e con il Prefetto, con grande dispendio di energia e tempo dell'assessore Salvatore Sellaro che qui si ringrazia per la dedizione alla causa (e per aprire la sua porta di casa anche a sera tardi a tante famiglie in preda all'angoscia) e con grande impegno del Segretario Comunale dott. De Santis che è una donna eccezionale, siamo arrivati a una soluzione.
La Giunta ha deciso di far fronte al problema all'unanimità, con una spesa di circa 10 mila 300 euro. Ha stipulato un comodato d'uso per 15 alloggi, per concederli ad altrettante famiglie, tenendo in considerazione tre fattori: sfratto esecutivo, reddito e carichi familiari.
Il contratto fra il Comune e la proprietà dura un anno, propogabile, ed è coperto da una assicurazione a garanzia della proprietà e dei terzi; prevede un affitto mensile di 180 euro per alloggio, comprensivo di acqua e spese condominiali. All'utilizzatore vanno le spese di luce, riscaldamento e manutenzione ordinaria. Chi non ce la farà, si rivolgerà al Cis.
Alcuni nuclei familiari hanno già traslocato, e i curatori degli sfratti futuri non si troveranno davanti mamme con bambini piangenti destinati a non avere un tetto. Perché questo, in un paese civile, non deve accadere.
venerdì 9 luglio 2010
Lunedì dr. Ghisolfi e Godio sul Bioetanolo, poi le solite storie
Lunedì alle 21,30, all'Auditorium Angelini, dibattito con il dott.Guido Ghisolfi e Gianpiero Godio della Lega Ambiente sull'impianto di bioetanolo che la Mossi&Ghisolfi intende insediare sul nostro territorio, dopo la presentazione del progetto in Provincia.
Sono invitati la popolazione, i gruppi consigliari, le associazioni, i comuni vicini, tutti coloro che sono interessati. E' un momento importante di conoscenza per il futuro di Crescentino, chi può davvero non manchi.
Cerchiamo di andare avanti con i nostri problemi di tutti i giorni, dopo il tormentone del Chicobum e di Allegranza che prende la distanza (fa anche rima). Cibo ghiotto per ogni allenatore mancato della Nazionale, per ogni Consigliere di opposizione, per ogni oppositore in generale (e sono tanti), la débacle suona a me personalmente come una pena di contrappasso di stampo dantesco, dopo tanti anni passati a fare le pulci ai (grandi) organizzatori dei concerti per molto, molto, molto meno. Questa storia mi ricorda molto le vicende italiane della musica popolare dei Settanta/Ottanta, quando c'era l'improvvisazione al potere.
Molti fingono che l'organizzatore sia stata io (non il Comune, io), e chiedono le dimissioni oppure che io venda la casa per risarcire i commercianti che hanno deciso di tentare l'impresa di mettere un chiosco sotto il tettoione. Ricordo a tutti i disinformanti che il Comune (e io) abbiam accettato l'offerta di fare questo Festival arrivata dal signor Marceva, pensando fosse un evento positivo per la Comunità, e che ci siamo limitati a dare un contributo, poi dimezzato per le storie che ognuno conosce.
C'è una lettera protocollata (n,4281) del 31 marzo, di invito alla riunione fra Marceca e i commercianti, che dice chiaramente "Si ricorda, inoltre, che la manifestazione è completamente organizzata e gestita dall'Associazione Barrumba".
La débacle è tuttavia altrettanto dolorosa per noi, da un punto di vista politico. In una riunione con i commercianti di 15 giorni fa, quando i buoi erano ormai fuggiti, abbiamo discusso di rimettere in piedi qualcosa a fronte del nuovo programma gratuito. Ma le idee sono volate via di fronte all'assenza dell'organizzatore e di gruppi dopo il famoso outing notturno della cover band degli U2, di fronte alla necessità di spendere ulteriori quattrini, alla mancata pubblicità, all'annullamento dei gruppi, all'impossibilità giuridica per il Comune di metter le mani in una iniziativa privata.
Si può discutere se sia utile ai fini di una causa di rimanere lì fino all'ultimo minuto, e subire tutte le umiliazioni che si stanno subendo, con infine il palco portato via, le maleducazioni continue e oltraggiose della controparte. Tutto questo scalda ancor più gli animi. A ogni provocazione vengono chiamati consiglieri e assessori e vice che sono impotenti quanto gli altri, non essendo appunto parte in causa nell'organizzazione di ciò che è saltato; e saltano anche i nervi, se ne dicono di ogni, e qualcuno si diverte, in questo marasma, a più non posso. Così il fango diventa una montagna, e qualcuno ci guadagna (altra rima infernale). Ma chi ci guadagna? Fate voi uno più uno.
Non sono un avvocato e non posso dare consigli giuridici. Ma il consigliere Mosca, che invece lo è, ha consigliato di resistere a oltranza dopo esser stato contattato dai commercianti. Avrà certamente ragione, non lo metto in dubbio affatto. Però egli dovrà - dovrebbe, avrebbe dovuto - a mio avviso prendere in considerazione quel filo sottile o sottilissimo che separa il suo ruolo di Consigliere di Opposizione da quello di avvocato in una vicenda dove il Comune in qualche modo c'entra per il contributo economico che ha dato (anche se poi dimezzato), e viene comunque sempre tirato in ballo anche a sproposito. Vi ricordo che il consigliere Mosca chiede a me direttamente e personalmente di pagare i danni: ma lo fa da Avvocato o da Consigliere?
giovedì 1 luglio 2010
Bacheca: Porta a porta per gli elettrodomestici
Nei giorni scorsi presso il Centro di raccolta all’ ex Ente Risi è stato sospeso temporaneamente il conferimento di piccoli e grandi elettrodomestici (RAEE) perché è entrato in vigore il sistema di raccolta "uno contro uno" che prevede - nel caso di acquisto di nuovi elettrodomestici - il ritiro del vecchio da parte del commerciante.
I commercianti conferiranno gli elettrodomestici ai centri di raccolta RAEE autorizzati (Vercelli , Trino , Santhià , Chivasso , indirizzi e altri centri reperibili su www.cdcraee.it - n.verde 800894097) , mentre i cittadini - prenotandosi al numero verde 800546171 – usufruiranno del ritiro gratuito presso la propria abitazione ogni ultimo sabato del mese.
La Giunta Comunale ha , intanto , approvato il progetto dei lavori di "Adeguamento di centro per la raccolta differenziata dei rifiuti " finanziato dal Covevar per un importo di circa 159.000,00 euro . Si attende dal Covevar l’annuncio dell’inizio dei lavori .
I commercianti conferiranno gli elettrodomestici ai centri di raccolta RAEE autorizzati (Vercelli , Trino , Santhià , Chivasso , indirizzi e altri centri reperibili su www.cdcraee.it - n.verde 800894097) , mentre i cittadini - prenotandosi al numero verde 800546171 – usufruiranno del ritiro gratuito presso la propria abitazione ogni ultimo sabato del mese.
La Giunta Comunale ha , intanto , approvato il progetto dei lavori di "Adeguamento di centro per la raccolta differenziata dei rifiuti " finanziato dal Covevar per un importo di circa 159.000,00 euro . Si attende dal Covevar l’annuncio dell’inizio dei lavori .
Bacheca: l'Estate degli Anziani
L'assessore alla Sanità e Politiche Sociali dott. Demetrio Malara comunica:
Il Comune di Crescentino, in collaborazione con l'Associazione di volontariato A VULSS, svolge per i cittadini anziani residenti nel Comune, che sono soli e senza parenti o vicini di casa di riferimento, le seguenti attività:
1) Distribuzione farmaci a domicilio
2) Attività di socializzazione e compagnia a domicilio dell'Anziano
3) Trasporti per visite specialistiche o presso lo studio del medico di medicina generale.
Basta rivolgersi all'Ass. A VULLS, signor Giuseppe Cipolla,
tel 0161/84.38.19 - 0161/84.31.94.
mercoledì 30 giugno 2010
Il nostro amigo Simion candidato a Santhià
(Da "La Stampa" del 30 giugno)
GABRIELE MARTELOZZO
SANTHIA’
Le comunali del 2011 sono ancora lontane, ma Santhià - o almeno una sua parte - è già in pieno clima pre-elettorale. Dopo circa due settimane dalla candidatura ufficiale di Angelo Cappuccio, il gruppo che lo sosterrà nei prossimi nove mesi di campagna muove i primi passi presentando le proprie idee. «Il movimento - spiegano i sostenitori - è formato da cittadini di ogni età e di ogni estrazione sociale: studenti, giovani in cerca di lavoro, operai, impiegati, lavoratori autonomi, casalinghe, pensionati». Aggiungono: «Ci siamo aggregati attraverso il passaparola e incontri informali in cui ci siamo confrontati ponendoci una domanda: la nostra città ci piace, così com'è e così dove sta andando?». Evidentemente negativa la risposta, seguita da un «dobbiamo fare qualcosa». «Ecco il primo punto che ci accomuna: la voglia di cambiare e dare una svolta decisiva ed innovatrice alla nostra Santhià, trasformandola in una città per tutti».
Altri punti che legano il gruppo sono l'idea di un'amministrazione trasparente, la salvaguardia dell'ambiente, la difesa delle aziende locali, l'agevolazione dell'insediamento di nuove attività, l'attenzione al problema dei giovani, dei disoccupati e di chi sta vivendo un momento difficile e la volontà di incentivare e coordinare meglio le numerose iniziative di volontariato cittadine.
Gilberto Canova, attuale primo cittadino, esprime ampie perplessità sulla scelta di Cappuccio di candidarsi con così largo anticipo rispetto alle elezioni amministrative 2011. «Secondo noi - spiega - non ha alcun senso partire già da ora con la campagna elettorale, anche perché in Consiglio comunale c'è una minoranza in essere che immagino possa sentirsi sminuiti nel suo ruolo. Noi cominceremo a discuterne dopo l’estate, solo allora si valuterà il nome del candidato».
Tra i santhiatesi e nel mondo politico locale viene dato come certo successore di Canova Massimo Simion, attuale assessore al Bilancio del Comune ed ex assessore provinciale, da anni elemento di spicco del centrodestra santhiatese. E' tra i nomi che si rincorrono anche per le future elezioni provinciali.
GABRIELE MARTELOZZO
SANTHIA’
Le comunali del 2011 sono ancora lontane, ma Santhià - o almeno una sua parte - è già in pieno clima pre-elettorale. Dopo circa due settimane dalla candidatura ufficiale di Angelo Cappuccio, il gruppo che lo sosterrà nei prossimi nove mesi di campagna muove i primi passi presentando le proprie idee. «Il movimento - spiegano i sostenitori - è formato da cittadini di ogni età e di ogni estrazione sociale: studenti, giovani in cerca di lavoro, operai, impiegati, lavoratori autonomi, casalinghe, pensionati». Aggiungono: «Ci siamo aggregati attraverso il passaparola e incontri informali in cui ci siamo confrontati ponendoci una domanda: la nostra città ci piace, così com'è e così dove sta andando?». Evidentemente negativa la risposta, seguita da un «dobbiamo fare qualcosa». «Ecco il primo punto che ci accomuna: la voglia di cambiare e dare una svolta decisiva ed innovatrice alla nostra Santhià, trasformandola in una città per tutti».
Altri punti che legano il gruppo sono l'idea di un'amministrazione trasparente, la salvaguardia dell'ambiente, la difesa delle aziende locali, l'agevolazione dell'insediamento di nuove attività, l'attenzione al problema dei giovani, dei disoccupati e di chi sta vivendo un momento difficile e la volontà di incentivare e coordinare meglio le numerose iniziative di volontariato cittadine.
Gilberto Canova, attuale primo cittadino, esprime ampie perplessità sulla scelta di Cappuccio di candidarsi con così largo anticipo rispetto alle elezioni amministrative 2011. «Secondo noi - spiega - non ha alcun senso partire già da ora con la campagna elettorale, anche perché in Consiglio comunale c'è una minoranza in essere che immagino possa sentirsi sminuiti nel suo ruolo. Noi cominceremo a discuterne dopo l’estate, solo allora si valuterà il nome del candidato».
Tra i santhiatesi e nel mondo politico locale viene dato come certo successore di Canova Massimo Simion, attuale assessore al Bilancio del Comune ed ex assessore provinciale, da anni elemento di spicco del centrodestra santhiatese. E' tra i nomi che si rincorrono anche per le future elezioni provinciali.
domenica 27 giugno 2010
La dèbacle del Chicobum
Giu ha detto...
Ma scherziamo mica: la Sindaca ha portato qui Marceca. La Sindaca ha voluto spendere una fortuna per il disastro Chico. La Sindaca definisce la sua una grande idea. La Sindaca quindi deve restituire alla collettività la montagna di quattrini spesi malamente. Questa volta pieno appoggio alla minoranza perché presenti il conto
Gian Maria Mosca ha detto...
Lo so che non sei blogger per la maggioranza, non dubitarne, pero' non ti indigni nemmeno un po' - e questo mi pare strano - di fronte a ciò che il Sindaco dice e scrive. Perché il rapporto tra maggioranza e opposizione inizi ad essere meno aspro devono farle uscire, prima o poi, le paroline: "ho sbagliato scusate". Invece dalla centralina al Chico, quando qualcosa non va per il verso giusto, non fanno altro che arrampicarsi sugli specchi. La domanda rimane: a questo punto un Sindaco può ancora definire "grande idea" questo fallimento. Per me no e se lei ne fosse davvero convinta penso farebbe bene a dimettersi in questo istante, perché vorrebbe dire che ha perso il contatto con la realtà.Tutto questo per me bisognerebbe farlo notare di più. Ciao a tutti
Ho preso dal blog dell'amico Mauro Novo due commenti significativi sul caso Chicobum che prima ha ammorbato la vita di molte persone contrarie a questo tipo di iniziative, e dopo questo tremendo weekend, con il racconto vivo di Mauro della protesta del giovane aspirante Bono, ammorba pure la mia.
Mi pare che con poca onestà intellettuale si mescolino realtà e odi di parte.
La realtà è stata che, finché il programma è stato rispettato e pure i patti, la città ha risposto bene all'invito a uscire di casa e a vedersi qualche bel concerto di prima classe senza spendere un soldo (su proposta dello stesso organizzatore). Ma i paganti da fuori sono stati pochissimi (450 per i Nomadi e 600 per PFM) a fronte di una spesa ingente, sui 50 mila euro, nelle logiche di mercato.
E' mancato l'arrivo di gente da fuori città, per i motivi più vari: il posto è nuovo, i manifesti erano pochi, il tempo è stato infame per tre lunghi weekend. L'organizzatore si è trovato in profondo rosso e con prevendite dei concerti successivi vicine allo zero: 37 per i Baustelle, 8 per Nina Zilli, zero per i Tambours du Bronx e via discorrendo. Nel frattempo, alcuni di questi nomi sono stati annunciati al concerto gratuito di stasera e dei giorni scorsi di MTV a Torino. E la logica di mercato ha penalizzato il Chicobum crescentinese.
Eppure Ivaldo Marceca non è un nuovo arrivato, ha fatto dieci anni di Chicobum di gran successo a Borgaro.
La nostra città ha avuto una grande occasione, e finché ha potuto seguire il programma l'ha sfruttata
Purtroppo, i giornali e tutti, con quello spirito malevolo che spesso accompagna le nuove iniziative, han cominciato a dire che il Chicobum chiudeva.
Pochissima diffusione hanno avuto le notizie del nuovo programma. Questo è il guaio vero, perché con il caldo finalmente dell'estate, altra gente sarebbe potuta finalmente venire.
Mi spiace anche che, travolto dai suoi guai che debbono esser stati notevoli,
Ivaldo Marceca non sia più riapparso, né abbia dato diffusione del nuovo cartellone se non via internet. Dalle nostre parti non va così.
E mi spiace soprattutto per i nostri commercianti che hanno affrontato il rischio di mercato, in un momento in cui osare è veramente raro. Il mio pensiero in questi giorni va sempre a loro.
In quanto ai 15 mila euro (non ancora completamente) sborsati dal Comune che ora i miei peggiori amici trattano come se fossero un milione, Festival ben più piccoli sparsi in centri ben più piccoli hanno avuto molti finanziamenti in più: lo so di prima mano da colleghi, organizzatori e professionisti che frequento nella mia vita lavorativa.
In sintesi:
1) Il Festival mi è stato offerto da Marceca. Un professionista con una storia inattaccabile.
2) Il progetto era di "risvegliare" la città, come ai tempi di "R/Estate insieme" che suscitò polemiche anche allora ma fu copiato da molti comuni circostanti.
3) Finché il programma è stato rispettato, la città ha risposto positivamente. 4) Le carenze dell'organizzazione non possono essere attribuite al Comune, che ha fatto la sua parte al meglio.
5) Le critiche sono sempre legittime. Quando però non si riflette sulla realtà e la si disegna a proprio comodo, si rischia di far male alla città più che al sindaco che si vorrebbe invece colpire.
Ma scherziamo mica: la Sindaca ha portato qui Marceca. La Sindaca ha voluto spendere una fortuna per il disastro Chico. La Sindaca definisce la sua una grande idea. La Sindaca quindi deve restituire alla collettività la montagna di quattrini spesi malamente. Questa volta pieno appoggio alla minoranza perché presenti il conto
Gian Maria Mosca ha detto...
Lo so che non sei blogger per la maggioranza, non dubitarne, pero' non ti indigni nemmeno un po' - e questo mi pare strano - di fronte a ciò che il Sindaco dice e scrive. Perché il rapporto tra maggioranza e opposizione inizi ad essere meno aspro devono farle uscire, prima o poi, le paroline: "ho sbagliato scusate". Invece dalla centralina al Chico, quando qualcosa non va per il verso giusto, non fanno altro che arrampicarsi sugli specchi. La domanda rimane: a questo punto un Sindaco può ancora definire "grande idea" questo fallimento. Per me no e se lei ne fosse davvero convinta penso farebbe bene a dimettersi in questo istante, perché vorrebbe dire che ha perso il contatto con la realtà.Tutto questo per me bisognerebbe farlo notare di più. Ciao a tutti
Ho preso dal blog dell'amico Mauro Novo due commenti significativi sul caso Chicobum che prima ha ammorbato la vita di molte persone contrarie a questo tipo di iniziative, e dopo questo tremendo weekend, con il racconto vivo di Mauro della protesta del giovane aspirante Bono, ammorba pure la mia.
Mi pare che con poca onestà intellettuale si mescolino realtà e odi di parte.
La realtà è stata che, finché il programma è stato rispettato e pure i patti, la città ha risposto bene all'invito a uscire di casa e a vedersi qualche bel concerto di prima classe senza spendere un soldo (su proposta dello stesso organizzatore). Ma i paganti da fuori sono stati pochissimi (450 per i Nomadi e 600 per PFM) a fronte di una spesa ingente, sui 50 mila euro, nelle logiche di mercato.
E' mancato l'arrivo di gente da fuori città, per i motivi più vari: il posto è nuovo, i manifesti erano pochi, il tempo è stato infame per tre lunghi weekend. L'organizzatore si è trovato in profondo rosso e con prevendite dei concerti successivi vicine allo zero: 37 per i Baustelle, 8 per Nina Zilli, zero per i Tambours du Bronx e via discorrendo. Nel frattempo, alcuni di questi nomi sono stati annunciati al concerto gratuito di stasera e dei giorni scorsi di MTV a Torino. E la logica di mercato ha penalizzato il Chicobum crescentinese.
Eppure Ivaldo Marceca non è un nuovo arrivato, ha fatto dieci anni di Chicobum di gran successo a Borgaro.
La nostra città ha avuto una grande occasione, e finché ha potuto seguire il programma l'ha sfruttata
Purtroppo, i giornali e tutti, con quello spirito malevolo che spesso accompagna le nuove iniziative, han cominciato a dire che il Chicobum chiudeva.
Pochissima diffusione hanno avuto le notizie del nuovo programma. Questo è il guaio vero, perché con il caldo finalmente dell'estate, altra gente sarebbe potuta finalmente venire.
Mi spiace anche che, travolto dai suoi guai che debbono esser stati notevoli,
Ivaldo Marceca non sia più riapparso, né abbia dato diffusione del nuovo cartellone se non via internet. Dalle nostre parti non va così.
E mi spiace soprattutto per i nostri commercianti che hanno affrontato il rischio di mercato, in un momento in cui osare è veramente raro. Il mio pensiero in questi giorni va sempre a loro.
In quanto ai 15 mila euro (non ancora completamente) sborsati dal Comune che ora i miei peggiori amici trattano come se fossero un milione, Festival ben più piccoli sparsi in centri ben più piccoli hanno avuto molti finanziamenti in più: lo so di prima mano da colleghi, organizzatori e professionisti che frequento nella mia vita lavorativa.
In sintesi:
1) Il Festival mi è stato offerto da Marceca. Un professionista con una storia inattaccabile.
2) Il progetto era di "risvegliare" la città, come ai tempi di "R/Estate insieme" che suscitò polemiche anche allora ma fu copiato da molti comuni circostanti.
3) Finché il programma è stato rispettato, la città ha risposto positivamente. 4) Le carenze dell'organizzazione non possono essere attribuite al Comune, che ha fatto la sua parte al meglio.
5) Le critiche sono sempre legittime. Quando però non si riflette sulla realtà e la si disegna a proprio comodo, si rischia di far male alla città più che al sindaco che si vorrebbe invece colpire.
sabato 26 giugno 2010
Assemblea sul progetto Mossi&Ghisolfi il 12 luglio
Il 12 luglio alle 21,30, presso l'Auditorium Angelini, il Comune di Crescentino propone un'assemblea pubblica di informazione e di discussione sul progetto di impianto di Bioetanolo di II generazione, presentato agli uffici della Provincia di Vercelli da Mossi&Ghisolfi il 20 aprile scorso.
Parleranno il proponente dott.Ghisolfi e Gianpiero Godio, rappresentante di Lega Ambiente e di Pro Natura.
Modera il Sindaco.
Sono invitati all'Assemblea i Gruppi Consigliari, i Partiti Politici, i movimenti, le associazioni. la Provincia di Vercelli, l'Arpa di Vercelli e i Cittadini tutti.
mercoledì 23 giugno 2010
Il videogioco che diverte gli oppositori
Succede anche che sfottano perché questo blog resta fermo per alcuni giorni, come se uno (una) non sapesse cosa dire. Forse questi scatenati avversari preferirebbero che stessi qui a dar loro materia per nuovi lazzi, invece di sprecare il mio tempo alla Conferenza dei Servizi sulla proposta Mossi&Ghisolfi per il noto impianto.
Fra i blog di Crescentino c'è chi fa informazione e dibattito, e chi ha ormai acquisito la certezza di essere nella terza camera, il Porta a Porta de noantri, o l'Emilio Fede show ai tempi in cui era all'opposizione.
C'è chi ci coltiva il culto della personalità, con foto di famiglia e parlando di sé in terza persona come il Papa; e c'è chi non aspetta che l'amo per attaccarsi e sparare tutta la bile che ha in corpo. Ci sono i target più diversi, dal Chicobum all'erba alta: un consigliere abilissimo si muove come in un videogioco, all'opposizione. Prende una figurina-assessore (sempre il solito, pare) e spara colpendolo mentre è alle prese con i propri vari doveri. Ta-ra-ta-ta-ta. Poi decide che sta facendo punteggio, e proclama di aver vinto la partita.
E' la libertà che la rete ha consegnato a noi cittadini del Terzo Millennio, regalandoci la possibilità dell'invenzione di nuove dinamiche sociali.
Resta il solito dilemma: quanti saremo, di Crescentinesi, a giocare in questi nuovi videogiochi con il Municipio come target? Si valuta che in Italia il 17,9 per cento abbia accesso quotidiano ad Internet. Conoscendo il nostro paese, fatevi voi i conti.
venerdì 18 giugno 2010
Zanzare e pipistrelli
Dal "Corriere della Sera" di oggi 18 giugno 2010 (Santa Marina....)
Il rifugio da giardino diventa uno dei gadget dell’estate
La riscossa dei pipistrelli Le Bat box in migliaia di case
Vendute contro le zanzare anche nei supermarket
ROMA - Sarà che per le zanzare funziona meglio di un mega-zampirone. O che, anche se sembra un topo con le ali, in fondo è un bruttino che fa tenerezza. La scoperta è che il pipistrello piace agli italiani. Disposti ad ospitarlo sul terrazzo o in giardino, nella sua bella casetta di legno, come fosse un qualunque cucciolo domestico. Almeno secondo i dati di vendita della Coop, che da tre anni commercializza la bat box, ovvero la scatola rifugio dove il piccolo mammifero peloso può appendersi in santa pace a testa in giù.
Tra aprile e maggio, nei supermercati e ipermercati della catena, reparto bricolage, ne sono stati acquistati 12 mila pezzi a 27 euro l’uno, tanto che l’articolo su molti scaffali è quasi esaurito e al produttore (la ditta Demolli di Assago) è stato richiesto un riassortimento urgente. La «cuccia» per pipistrelli è un parallelepipedo di legno di betulla di circa 35 cm per 60, spesso soltanto 5 (i pipistrelli, tolte le ali, sono piccini: lunghi dai 5 ai 7 cm, pesano tra i 5 e i 15 grammi), assemblata senza collanti e coloranti nocivi, e inodore, altrimenti respinge l’aspirante inquilino.
Il progetto «Un pipistrello per amico», nato in collaborazione con il Museo di Storia Naturale dell’università di Firenze, è partito come campagna ecologica: il chirottero è una specie a rischio. Nei primi tre anni, sono state smerciate circa 7 mila casette, ma si trovavano soltanto in tre regioni, Toscana, Lazio ed Emilia Romagna. «Adesso invece le bat box si possono acquistare nei nostri 160 punti vendita in tutta Italia», racconta Antonio Comerci della Coop, che il boom di questo inusuale gadget l’aveva previsto. «Pensi che ne abbiamo spedite almeno 300 ordinate on line, per gente che era rimasta senza. E il 2010 è l’anno della biodiversità, i nostri clienti sono molto sensibili alle tematiche ambientali». La Lombardia è la regione più colpita dalla pipistrellomania: ma ovunque vanno forte anche magliette, cappellini e quaderni con l’animaletto notturno. Alla bat box è allegata una storia a fumetti della Disney con Paperino e il pipistrello Kiro.
Il momento migliore per posizionare la bat-casetta sarebbe marzo e aprile, quando il pipistrello esce dal letargo e cerca casa. Ma è d’estate, come antizanzare, che il nuovo beniamino riscuote maggior successo. «Un solo esemplare mangia più o meno 10 mila insetti per notte», spiega Paolo Agnelli, zoologo del museo fiorentino. «Di questi, grosso modo 2 mila sono zanzare». Un’arma micidiale, dunque. Innocua per l’ambiente: «I sistemi chimici sono veleno per l’aria e uccidono anche api e lucciole». E per l’uomo: «Nonostante una certa fama negativa, le assicuro che il pipistrello è inoffensivo, non è vero che si impiglia nei capelli, non attacca e non morde, anzi è timido». Brutto? «Scherza? L’orecchione, con quegli occhi grandi, è carinissimo».
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La scatola va messa ad almeno 4metri dal suolo, o in pieno sole o all’ombra totale (anche tra i pipistrelli le femmine amano il caldo e i maschi il fresco). All’esterno. Anche se, racconta il rappresentate della Coop, più di una persona «ha chiesto se poteva mettersela sopra il letto». E qualcuno credeva pure che nel kit fosse compresa una coppia in affido. In realtà bisogna montare la bat-cuccia e aspettare che si presenti l’affittuario. Probabilmente arriverà: «C’è crisi degli alloggi anche per loro, le nuove costruzioni non offrono più quelle fessure e quei buchi che un tempo servivano da rifugio», dice lo zoologo Agnelli, convinto che il record di vendite si spieghi con l’animo sempre più ambientalista degli italiani: «La gente sente molto il tema dell’ecologia, ma finora poteva fare ben poco. Con la bat box invece ha la sensazione di aiutare concretamente una specie in pericolo».
Giovanna Cavalli
Il rifugio da giardino diventa uno dei gadget dell’estate
La riscossa dei pipistrelli Le Bat box in migliaia di case
Vendute contro le zanzare anche nei supermarket
ROMA - Sarà che per le zanzare funziona meglio di un mega-zampirone. O che, anche se sembra un topo con le ali, in fondo è un bruttino che fa tenerezza. La scoperta è che il pipistrello piace agli italiani. Disposti ad ospitarlo sul terrazzo o in giardino, nella sua bella casetta di legno, come fosse un qualunque cucciolo domestico. Almeno secondo i dati di vendita della Coop, che da tre anni commercializza la bat box, ovvero la scatola rifugio dove il piccolo mammifero peloso può appendersi in santa pace a testa in giù.
Tra aprile e maggio, nei supermercati e ipermercati della catena, reparto bricolage, ne sono stati acquistati 12 mila pezzi a 27 euro l’uno, tanto che l’articolo su molti scaffali è quasi esaurito e al produttore (la ditta Demolli di Assago) è stato richiesto un riassortimento urgente. La «cuccia» per pipistrelli è un parallelepipedo di legno di betulla di circa 35 cm per 60, spesso soltanto 5 (i pipistrelli, tolte le ali, sono piccini: lunghi dai 5 ai 7 cm, pesano tra i 5 e i 15 grammi), assemblata senza collanti e coloranti nocivi, e inodore, altrimenti respinge l’aspirante inquilino.
Il progetto «Un pipistrello per amico», nato in collaborazione con il Museo di Storia Naturale dell’università di Firenze, è partito come campagna ecologica: il chirottero è una specie a rischio. Nei primi tre anni, sono state smerciate circa 7 mila casette, ma si trovavano soltanto in tre regioni, Toscana, Lazio ed Emilia Romagna. «Adesso invece le bat box si possono acquistare nei nostri 160 punti vendita in tutta Italia», racconta Antonio Comerci della Coop, che il boom di questo inusuale gadget l’aveva previsto. «Pensi che ne abbiamo spedite almeno 300 ordinate on line, per gente che era rimasta senza. E il 2010 è l’anno della biodiversità, i nostri clienti sono molto sensibili alle tematiche ambientali». La Lombardia è la regione più colpita dalla pipistrellomania: ma ovunque vanno forte anche magliette, cappellini e quaderni con l’animaletto notturno. Alla bat box è allegata una storia a fumetti della Disney con Paperino e il pipistrello Kiro.
Il momento migliore per posizionare la bat-casetta sarebbe marzo e aprile, quando il pipistrello esce dal letargo e cerca casa. Ma è d’estate, come antizanzare, che il nuovo beniamino riscuote maggior successo. «Un solo esemplare mangia più o meno 10 mila insetti per notte», spiega Paolo Agnelli, zoologo del museo fiorentino. «Di questi, grosso modo 2 mila sono zanzare». Un’arma micidiale, dunque. Innocua per l’ambiente: «I sistemi chimici sono veleno per l’aria e uccidono anche api e lucciole». E per l’uomo: «Nonostante una certa fama negativa, le assicuro che il pipistrello è inoffensivo, non è vero che si impiglia nei capelli, non attacca e non morde, anzi è timido». Brutto? «Scherza? L’orecchione, con quegli occhi grandi, è carinissimo».
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La scatola va messa ad almeno 4metri dal suolo, o in pieno sole o all’ombra totale (anche tra i pipistrelli le femmine amano il caldo e i maschi il fresco). All’esterno. Anche se, racconta il rappresentate della Coop, più di una persona «ha chiesto se poteva mettersela sopra il letto». E qualcuno credeva pure che nel kit fosse compresa una coppia in affido. In realtà bisogna montare la bat-cuccia e aspettare che si presenti l’affittuario. Probabilmente arriverà: «C’è crisi degli alloggi anche per loro, le nuove costruzioni non offrono più quelle fessure e quei buchi che un tempo servivano da rifugio», dice lo zoologo Agnelli, convinto che il record di vendite si spieghi con l’animo sempre più ambientalista degli italiani: «La gente sente molto il tema dell’ecologia, ma finora poteva fare ben poco. Con la bat box invece ha la sensazione di aiutare concretamente una specie in pericolo».
Giovanna Cavalli
mercoledì 16 giugno 2010
QU.I.P DAY il 19. Venite a cucire al Parco Tournon
Brava Marina, grazie Marina!
Con Comune e Pro Loco, e con la collaborazione di Quiltitalia, associazione di patchwork, lavori d'ago e affini, sabato 19 giugno dalle 10 del mattino alcune signore (e signori, perché no?) si troveranno al Parco Tournon per la terza giornata europea del quilt in luogo pubblico.
In occasione del Solstizio d'Estate, i Quilt si mettono in mostra, e scendono in strada per fare conoscere il magico mondo del Patchwork.
Porta un tuo lavoro iniziato, cuci in compagnia, oppure vieni a scambiare idee e suggerimenti.
Sarà l'occasione per trascorrere un sabato diverso in compagnia di persone che condividono il tuo hobby.
martedì 15 giugno 2010
Il Chicobum fa i conti con il Vercellese
Un signor Lippi che mi chiede: "Prova molta vergogna dott.ssa Venegoni?" è solo la punta dell'iceberg di quelli che si stanno fregando le mani per le difficoltà in cui versa il Chicobum Festival, convinti come sempre di vivere su un'isola che non ha un mondo intorno, come se dopo la Lignola (montagnata) ci fosse l'Iperuranio.
Parlo da professionista, adesso. La musica estiva sta andando male dovunque. A Roma hanno annullato un omaggio a Michael Jackson previsto per il 25 giugno all'Olimpico per scarsezza di biglietti venduti, a Trieste hanno chiuso un piccolo Festival dopo che Irene Grandi ha fatto 300 spettatori paganti, sono in sofferenza le vendite del prossimo Heineken Jammin' Festival di Venezia che ha una caratura europea, con Pearl Jam o Aerosmith. A Venaria non ridono, e nemmeno a Colonia Sonora a Collegno. Un po' sono anche i Mondiali.
La gratuità di alcuni ospiti degli MTV Days a Torino, in comune con il Chicobum (Baustelle, Zilli, Roy Paci), ha messo ulteriormente in crisi un Festival che si è appena insediato in un territorio nuovo e (come si legge sui blog) alquanto ostile ad ogni genere di novità. Ci sono leggi e consuetudini nel mondo delle agenzie, secondo le quali un promoter va avvertito se l'artista che ha scritturato si esibisce a una certa vicinanza gratuitamente, pena la decadenza del contratto. Le prevendite andavano comunque non bene.
Le prime serate del Chicobum sono state per i crescentinesi un immenso successo, e da questo punto di vista non posso che essere soddisfatta, come sindaco di una città che ha accolto una grandissima novità.
Inutile negare che per le tasche dell'organizzatore la scarsa affluenza di paganti da fuori Crescentino è stata fonte di sonoro rosso: 450 per i Nomadi, 600 per la PFM. Una débacle, a fronte di cachet ingenti, trattandosi di artisti che convogliano di solito almeno 2 mila paganti.
Che vogliamo fare, lo vogliamo ammazzare anche noi direttamente, l'Ivaldo, e fare il girotondo intorno al cadavere, immaginando magari che quel cadavere sia il mio, di Marinella Venegoni?
Ieri poi il fortunale del tardo pomeriggio ha investito in pieno l'area del Chico, danneggiando una delle discoteche e la tenda della Croce Rossa, mandando per aria alcuni banchi. Ho consigliato a Ivaldo di andare a farsi benedire. Ci andrò anch'io.
Per quel che so, a questo momento, il Festival è intenzionato a continuare. Sostituendo concerti gratuiti con quelli a pagamento, visto il gradimento che si riscontra il sabato sera. E visto che ci sono contratti con gli stand che vanno onorati. L'organizzatore è al lavoro in questo senso.
Chi ci tiene, abbia fiducia. Gli altri, scaldino pure i ferri per la tortura: soprattutto quella anonima e via blog, che da queste parti è quella più coltivata. Grande segno di civiltà.
Alcuni titoli utili
Da "La Stampa" del 13 giugno:
(1)
Proposta sponsorizzata dal Vicepresidente della Regione Roberto Rosso
Una Provincia federata
fra Vercelli e Casale
Doppio incontro nelle due città per sondare gli umori
(2)
Sgarbi per ventimila euro
Testimonial del Novarese
"Di che vi meravigliate? La cultura ha il suo prezzo"
(3)
Baustelle, Nina Zilli e Roy Paci fra gli artisti in Piazza agli MTV Days di Torino.
MTV Day diventa MTV Days e approda a Torino.
MTV Italia ha deciso di rivoluzionare il suo più classico appuntamento - l’MTV Day - che da oltre dieci anni racconta la musica italiana ed internazionale più amata dai giovani, trasformandolo in MTV Days, tre giorni di appuntamenti dove la musica troverà spazio in tutte le sue forme ed espressioni. Il 25/26/27 Giugno a Torino Mtv Italia per la prima volta regalerà a tutti i suoi fan tre giorni di concerti, dj set, dibattiti e la rappresentazione della musica in tante forme espressive musicali come lo storytelling, le listening sessions e i “panel” in cui la musica, i suoi autori e gli spettatori saranno i veri protagonisti.Per l'occasione viene lanciato anche l'MTV New Generation Contest, concorso per artisti esordienti attraverso il quale MTV Italia selezionerà quindici finalisti. I sei vincitori si esibiranno nel corso degli MTV Days sugli stessi palchi dai quali suoneranno artisti già conosciuti e affermati. Il vincitore otterrà un contratto editoriale e il finanziamento di un videoclip.Tutto il meglio dell’MTVDays 2010 sarà visibile sulle piattaforme di MTV Italia: dalla tv free to air ai canali satellitari, dal web al mobile.
(1)
Proposta sponsorizzata dal Vicepresidente della Regione Roberto Rosso
Una Provincia federata
fra Vercelli e Casale
Doppio incontro nelle due città per sondare gli umori
(2)
Sgarbi per ventimila euro
Testimonial del Novarese
"Di che vi meravigliate? La cultura ha il suo prezzo"
(3)
Baustelle, Nina Zilli e Roy Paci fra gli artisti in Piazza agli MTV Days di Torino.
MTV Day diventa MTV Days e approda a Torino.
MTV Italia ha deciso di rivoluzionare il suo più classico appuntamento - l’MTV Day - che da oltre dieci anni racconta la musica italiana ed internazionale più amata dai giovani, trasformandolo in MTV Days, tre giorni di appuntamenti dove la musica troverà spazio in tutte le sue forme ed espressioni. Il 25/26/27 Giugno a Torino Mtv Italia per la prima volta regalerà a tutti i suoi fan tre giorni di concerti, dj set, dibattiti e la rappresentazione della musica in tante forme espressive musicali come lo storytelling, le listening sessions e i “panel” in cui la musica, i suoi autori e gli spettatori saranno i veri protagonisti.Per l'occasione viene lanciato anche l'MTV New Generation Contest, concorso per artisti esordienti attraverso il quale MTV Italia selezionerà quindici finalisti. I sei vincitori si esibiranno nel corso degli MTV Days sugli stessi palchi dai quali suoneranno artisti già conosciuti e affermati. Il vincitore otterrà un contratto editoriale e il finanziamento di un videoclip.Tutto il meglio dell’MTVDays 2010 sarà visibile sulle piattaforme di MTV Italia: dalla tv free to air ai canali satellitari, dal web al mobile.
sabato 12 giugno 2010
Nuovi indicatori di benessere? Creatività e cultura
(questo blog non risponde ai messaggi anonimi)
Da "Repubblica" di oggi 12 giugno, di Michele Smargiassi
"Da quando, otto anni or sono, il sociologo di Toronto Richard Florida inventò la fortunatissima definizione di "creative class" e ne fece l'indicatore fondamentale della fortuna socio-economica di ogni comunità post-industriale, l'apertura di una discoteca gay o l'insediamento nel vicinato di una comune di ballerini smandrappati è salutata con l'entusiasmo che ai tempi della crescita si riservava all'aumento di uno zerovirgola del Pil.
Lo stesso Florida, nel blog che tiene sul sito della rivista "The Atlantic", continua a rispondere a lettori ansiosi di controllare il rango della propria città nella classifica del Bohemian index, forse il più curioso degli indicatori di prosperità creativa".
In America è prima Los Angeles, e New Orléans terzultima.
In Italia Milano doppia Napoli, città bohemienne per eccellenza.
"In ogni caso, l'idea sarebbe questa: dove ci sono vivacità culturale, inventiva, mobilità sociale e ribollire di idee e intensità di relazioni, c'è anche sviluppo economico.... da qui la frenesia mondiale, vera e propria caccia al reclutamento del preziosissimo creativo: con operazioni urbanistiche, incentivi, finanziamenti per attirare la "creative class" nel proprio territorio. Per aumentare l'indice di sviluppo più che lo sviluppo in sé>.
Da "Repubblica" di oggi 12 giugno, di Michele Smargiassi
"Da quando, otto anni or sono, il sociologo di Toronto Richard Florida inventò la fortunatissima definizione di "creative class" e ne fece l'indicatore fondamentale della fortuna socio-economica di ogni comunità post-industriale, l'apertura di una discoteca gay o l'insediamento nel vicinato di una comune di ballerini smandrappati è salutata con l'entusiasmo che ai tempi della crescita si riservava all'aumento di uno zerovirgola del Pil.
Lo stesso Florida, nel blog che tiene sul sito della rivista "The Atlantic", continua a rispondere a lettori ansiosi di controllare il rango della propria città nella classifica del Bohemian index, forse il più curioso degli indicatori di prosperità creativa".
In America è prima Los Angeles, e New Orléans terzultima.
In Italia Milano doppia Napoli, città bohemienne per eccellenza.
"In ogni caso, l'idea sarebbe questa: dove ci sono vivacità culturale, inventiva, mobilità sociale e ribollire di idee e intensità di relazioni, c'è anche sviluppo economico.... da qui la frenesia mondiale, vera e propria caccia al reclutamento del preziosissimo creativo: con operazioni urbanistiche, incentivi, finanziamenti per attirare la "creative class" nel proprio territorio. Per aumentare l'indice di sviluppo più che lo sviluppo in sé>.
venerdì 11 giugno 2010
Allegranza: "Io nell'occhio del ciclone"
(si rammenta che questo blog non risponde agli anonimi)
Gentili lettori del blog,
con un po’ di ritardo (scusate la mia ingenuità) ho capito che in Italia così come a Crescentino le sedi istituzionali per dibattere i problemi della collettività sono passate di moda.
Oggi ciò che conta è solo avere una esposizione mediatica (che sia tv, giornali o blog) per apparire e quando possibile criminalizzare l’avversario per futili motivi.
Ne prendo atto e cercherò di rispondere ai quesiti ed alle polemiche sterili che mi hanno riguardato in modo sereno e trasparente.
Durante il primo anno di “amministrazione Venegoni” sono finito nell’occhio del ciclone per sei volte.
Prima per aver parcheggiato un mattino nello spazio auto riservato all’ufficio tecnico. Successivamente per la questione centralina idroelettrica, per aver fumato in ufficio, per le luci accese al chicobum festival, per un viaggio al raduno nazionale anziani con l’auto di servizio ed infine per i lavori pubblici eseguiti male.
Ora cerco di rispondere in merito a ciascuna accusa.
Parcheggio nello spazio destinato all’ufficio tecnico:
In un anno ho parcheggiato in quello spazio una sola mattina, oltre che in via del tutto eccezionale, in buona fede, con la convinzione di poterlo fare.
In quel frangente insieme alla mia auto era parcheggiata l’auto dell’assessore Angelone.
Naturalmente nessuno ha minimamente coinvolto il collega, si è preferito “sparare” esclusivamente sul vicesindaco.
Centralina idroelettrica:
E’ stata una scelta di tutta la giunta ed approvata dal Consiglio Comunale. Ad un certo punto due assessori (Angelone e Sellaro) hanno smentito la precedente deliberazione e si sono dissociati (scelta legittima anche se di difficile comprensione se fatta a posteriori).
A questo punto è scoppiato il finimondo.
Ovviamente è stato individuato come unico responsabile il sottoscritto sottoposto ad un linciaggio mediatico, in particolar modo sui blog in cui alcuni commentatori hanno oltrepassato il segno supponendo che in cambio della scelta di quella ditta avrei ricevuto favori economici.
Favori economici che non ho mai preteso né ricevuto nella mia carriera professionale prima da operaio, poi da impiegato ed infine da dirigente d’azienda e che non intendo ricevere in futuro.
Tornando al discorso centralina, Crescentino oggi avrebbe potuto averne una funzionante la quale avrebbe garantito un reddito per il comune, magari limitato ma meglio di nulla (almeno il 7-8 % di utile sul capitale investito), e avrebbe dato un segnale di svolta dal punto di vista ambientale nella produzione di energia elettrica.
Ad ogni la situazione è la seguente:
- la ditta che avrebbe dovuto costruire la centralina ha comunicato al Comune l’intenzione di procedere alla costruzione per conto proprio ed ha richiesto all’ente proprietario del sito (l’ovest sesia) l’autorizzazione.
Come amministrazione ovviamente ci siamo opposti per evitare di correre il rischio di avere la centralina sul nostro territorio ma non poter accedere ai suoi benefici produttivi ed economici. Pensate che beffa sarebbe per Crescentino.
- Per quanto riguarda invece l’iter comunale, ieri sono stato informato dal responsabile dell’ufficio tecnico che siamo quasi al progetto preliminare. Se saremo fortunati tra 1 o 2 anni si potrà procedere all’appalto della tanto attesa centralina (ricordo che nessuno era contrario alla scelta, si contestava solo il modo di procedere). Quando sarà ora di appaltare i lavori qualcuno si accorgerà che buona parte dei fondi saranno stati spesi in consulenze, progettisti, burocrazia, ecc.. e quindi non ci saranno più i fondi per la realizzazione. Bel risultato !!! A quel punto Allegranza spero che non avrà colpe.
Fumo in ufficio:
E’ vero, ho la debolezza di fumare occasionalmente qualche sigaretta in ufficio. Da maggio del 2009 fino a settembre-ottobre mi ero liberato dal vizio del fumo, l’ho ripreso e cercherò quanto prima di smettere nuovamente.
Solo chi è fumatore sa quanto sia difficile farlo.
Bisogna però dire che in ufficio fumano anche la sindaca e gli assessori Angelone e Sellaro (tra l’altro ripreso da un filmato che circola su internet) e qualche sigaretta pure Massa.
Non è mia intenzione giustificare un comportamento sbagliato ma desidero evidenziare come ancora una volta la polemica si sia scatenata esclusivamente nei miei confronti.
Luci Chicobum:
Qui l’accanimento è ancora più evidente.
Come ho già spiegato in un post precedente, vengo fatto oggetto di un’interrogazione consigliare con il tentativo di delineare una mia responsabilità su una materia che esula totalmente dalle mie competenze.
Viaggio con auto di servizio al raduno regionali dei circoli degli anziani
Utilizzare auto di servizio per incarichi di rappresentanza è risaputo essere una cosa legittima che molti hanno praticato prima di me e molti altri faranno dopo.
E’ necessario però dire che normalmente utilizzo la mia auto (non richiedendo a volte neanche il rimborso spese) anche per trasferimenti a Torino o Vercelli.
In un anno ho utilizzato l’auto di servizio in due casi e sempre con l’autista perché non tutte le automobili del comune possano essere utilizzate dagli amministratori per problemi assicurativi.
La prima volta il 21 o 22 dicembre per andare in Prefettura a Vercelli per firmare la convenzione del finanziamento per il recupero dell’area stazione. C’erano 15 centimetri di neve e ho ritenuto che un fuoristrada a doppia trazione fosse più idoneo di un auto a trazione posteriore quale è la mia.
La seconda volta è stato il trasferimento a Bra per il raduno anziani.
Come nei casi precedenti, anche la sindaca ed alcuni assessori periodicamente utilizzano auto di servizio (con o senza autista ) ma come nei casi precedenti la pietra dello scandalo rimango sempre io.
Ritengo utile ricordare ai cittadini che uno degli interroganti (’ex sindaco Greppi) abitualmente non solo utilizzava auto di servizio, ma riteneva legittimo farsi rimborsare il costo del caffè, delle bibite o della colazione consumati duranti i viaggi di rappresentanza (ci sono i rimborsi spesa presso l’ufficio ragioneria del nostro comune).
Lavori pubblici eseguiti male:
E’ solo il caso di ricordare che gli amministratori danno gli indirizzi sui lavori da eseguire e successivamente i funzionari del comune sono i responsabili operativi delle opere. Mi dispiace deludere i miei detrattori, ma anche in questo caso non ritengo di avere responsabilità anche se è pur vero che, abituato alle mie precedenti esperienze di lavoro, abitualmente esprimo il mio parere sul risultato dei lavori svolti intervenendo per farli correggere o rifare come è successo ad esempio in via Dalmazia e via Dappiano (ovviamente a costo zero per il comune) quando eseguiti in modo non consono alle giuste esigenze dei cittadini . E’ necessario però ribadire con chiarezza che la stragrande maggioranza dei lavori, a mio avviso, sono stati eseguiti ad opera d’arte e che i pochi errori sono solo dovuti al troppo carico di lavoro di un funzionario comunale che colgo l’occasione per ringraziare di nuovo per la professionalità che ha e l’impegno che mette nell’espletamento delle sue funzioni.
Cercando di comprendere le cause di questi esclusivi attacchi alla mia persona ed in alcuni casi ad altri assessori di area PD (vedere post su Crescentino Ricomincia” indirizzato a Ratto), sono giunto alla conclusione che abbiano una sola motivazione.
Il fastidio provato da alcuni consiglieri di opposizione per la capacità di fare della nostra amministrazione ed in modo particolare verso il sottoscritto che avendo più deleghe immediatamente visibili (lavori pubblici) sta avendo un discreto credito tra i cittadini. In buona sostanza, a loro modo di vedere, cercano di farmi dimettere per mandare a casa tutta l’amministrazione.
Ci restano ancora 4 anni per amministrare ed intendiamo svolgere fino i fondo il mandato avuto dall’elettorato poi la parola passerà nuovamente ai crescentinesi i quali se eventualmente non saranno soddisfatti non rinnoveranno la fiducia alla coalizione di centro sinistra.
Colgo l’occasione per ringraziare le decine di cittadini diversi che ogni settimana telefonandomi, venendo a trovarmi in ufficio o incontrandomi per la strada mi esprimono la loro gratitudine per il lavoro svolto.
Cordialmente
Franco Allegranza
Gentili lettori del blog,
con un po’ di ritardo (scusate la mia ingenuità) ho capito che in Italia così come a Crescentino le sedi istituzionali per dibattere i problemi della collettività sono passate di moda.
Oggi ciò che conta è solo avere una esposizione mediatica (che sia tv, giornali o blog) per apparire e quando possibile criminalizzare l’avversario per futili motivi.
Ne prendo atto e cercherò di rispondere ai quesiti ed alle polemiche sterili che mi hanno riguardato in modo sereno e trasparente.
Durante il primo anno di “amministrazione Venegoni” sono finito nell’occhio del ciclone per sei volte.
Prima per aver parcheggiato un mattino nello spazio auto riservato all’ufficio tecnico. Successivamente per la questione centralina idroelettrica, per aver fumato in ufficio, per le luci accese al chicobum festival, per un viaggio al raduno nazionale anziani con l’auto di servizio ed infine per i lavori pubblici eseguiti male.
Ora cerco di rispondere in merito a ciascuna accusa.
Parcheggio nello spazio destinato all’ufficio tecnico:
In un anno ho parcheggiato in quello spazio una sola mattina, oltre che in via del tutto eccezionale, in buona fede, con la convinzione di poterlo fare.
In quel frangente insieme alla mia auto era parcheggiata l’auto dell’assessore Angelone.
Naturalmente nessuno ha minimamente coinvolto il collega, si è preferito “sparare” esclusivamente sul vicesindaco.
Centralina idroelettrica:
E’ stata una scelta di tutta la giunta ed approvata dal Consiglio Comunale. Ad un certo punto due assessori (Angelone e Sellaro) hanno smentito la precedente deliberazione e si sono dissociati (scelta legittima anche se di difficile comprensione se fatta a posteriori).
A questo punto è scoppiato il finimondo.
Ovviamente è stato individuato come unico responsabile il sottoscritto sottoposto ad un linciaggio mediatico, in particolar modo sui blog in cui alcuni commentatori hanno oltrepassato il segno supponendo che in cambio della scelta di quella ditta avrei ricevuto favori economici.
Favori economici che non ho mai preteso né ricevuto nella mia carriera professionale prima da operaio, poi da impiegato ed infine da dirigente d’azienda e che non intendo ricevere in futuro.
Tornando al discorso centralina, Crescentino oggi avrebbe potuto averne una funzionante la quale avrebbe garantito un reddito per il comune, magari limitato ma meglio di nulla (almeno il 7-8 % di utile sul capitale investito), e avrebbe dato un segnale di svolta dal punto di vista ambientale nella produzione di energia elettrica.
Ad ogni la situazione è la seguente:
- la ditta che avrebbe dovuto costruire la centralina ha comunicato al Comune l’intenzione di procedere alla costruzione per conto proprio ed ha richiesto all’ente proprietario del sito (l’ovest sesia) l’autorizzazione.
Come amministrazione ovviamente ci siamo opposti per evitare di correre il rischio di avere la centralina sul nostro territorio ma non poter accedere ai suoi benefici produttivi ed economici. Pensate che beffa sarebbe per Crescentino.
- Per quanto riguarda invece l’iter comunale, ieri sono stato informato dal responsabile dell’ufficio tecnico che siamo quasi al progetto preliminare. Se saremo fortunati tra 1 o 2 anni si potrà procedere all’appalto della tanto attesa centralina (ricordo che nessuno era contrario alla scelta, si contestava solo il modo di procedere). Quando sarà ora di appaltare i lavori qualcuno si accorgerà che buona parte dei fondi saranno stati spesi in consulenze, progettisti, burocrazia, ecc.. e quindi non ci saranno più i fondi per la realizzazione. Bel risultato !!! A quel punto Allegranza spero che non avrà colpe.
Fumo in ufficio:
E’ vero, ho la debolezza di fumare occasionalmente qualche sigaretta in ufficio. Da maggio del 2009 fino a settembre-ottobre mi ero liberato dal vizio del fumo, l’ho ripreso e cercherò quanto prima di smettere nuovamente.
Solo chi è fumatore sa quanto sia difficile farlo.
Bisogna però dire che in ufficio fumano anche la sindaca e gli assessori Angelone e Sellaro (tra l’altro ripreso da un filmato che circola su internet) e qualche sigaretta pure Massa.
Non è mia intenzione giustificare un comportamento sbagliato ma desidero evidenziare come ancora una volta la polemica si sia scatenata esclusivamente nei miei confronti.
Luci Chicobum:
Qui l’accanimento è ancora più evidente.
Come ho già spiegato in un post precedente, vengo fatto oggetto di un’interrogazione consigliare con il tentativo di delineare una mia responsabilità su una materia che esula totalmente dalle mie competenze.
Viaggio con auto di servizio al raduno regionali dei circoli degli anziani
Utilizzare auto di servizio per incarichi di rappresentanza è risaputo essere una cosa legittima che molti hanno praticato prima di me e molti altri faranno dopo.
E’ necessario però dire che normalmente utilizzo la mia auto (non richiedendo a volte neanche il rimborso spese) anche per trasferimenti a Torino o Vercelli.
In un anno ho utilizzato l’auto di servizio in due casi e sempre con l’autista perché non tutte le automobili del comune possano essere utilizzate dagli amministratori per problemi assicurativi.
La prima volta il 21 o 22 dicembre per andare in Prefettura a Vercelli per firmare la convenzione del finanziamento per il recupero dell’area stazione. C’erano 15 centimetri di neve e ho ritenuto che un fuoristrada a doppia trazione fosse più idoneo di un auto a trazione posteriore quale è la mia.
La seconda volta è stato il trasferimento a Bra per il raduno anziani.
Come nei casi precedenti, anche la sindaca ed alcuni assessori periodicamente utilizzano auto di servizio (con o senza autista ) ma come nei casi precedenti la pietra dello scandalo rimango sempre io.
Ritengo utile ricordare ai cittadini che uno degli interroganti (’ex sindaco Greppi) abitualmente non solo utilizzava auto di servizio, ma riteneva legittimo farsi rimborsare il costo del caffè, delle bibite o della colazione consumati duranti i viaggi di rappresentanza (ci sono i rimborsi spesa presso l’ufficio ragioneria del nostro comune).
Lavori pubblici eseguiti male:
E’ solo il caso di ricordare che gli amministratori danno gli indirizzi sui lavori da eseguire e successivamente i funzionari del comune sono i responsabili operativi delle opere. Mi dispiace deludere i miei detrattori, ma anche in questo caso non ritengo di avere responsabilità anche se è pur vero che, abituato alle mie precedenti esperienze di lavoro, abitualmente esprimo il mio parere sul risultato dei lavori svolti intervenendo per farli correggere o rifare come è successo ad esempio in via Dalmazia e via Dappiano (ovviamente a costo zero per il comune) quando eseguiti in modo non consono alle giuste esigenze dei cittadini . E’ necessario però ribadire con chiarezza che la stragrande maggioranza dei lavori, a mio avviso, sono stati eseguiti ad opera d’arte e che i pochi errori sono solo dovuti al troppo carico di lavoro di un funzionario comunale che colgo l’occasione per ringraziare di nuovo per la professionalità che ha e l’impegno che mette nell’espletamento delle sue funzioni.
Cercando di comprendere le cause di questi esclusivi attacchi alla mia persona ed in alcuni casi ad altri assessori di area PD (vedere post su Crescentino Ricomincia” indirizzato a Ratto), sono giunto alla conclusione che abbiano una sola motivazione.
Il fastidio provato da alcuni consiglieri di opposizione per la capacità di fare della nostra amministrazione ed in modo particolare verso il sottoscritto che avendo più deleghe immediatamente visibili (lavori pubblici) sta avendo un discreto credito tra i cittadini. In buona sostanza, a loro modo di vedere, cercano di farmi dimettere per mandare a casa tutta l’amministrazione.
Ci restano ancora 4 anni per amministrare ed intendiamo svolgere fino i fondo il mandato avuto dall’elettorato poi la parola passerà nuovamente ai crescentinesi i quali se eventualmente non saranno soddisfatti non rinnoveranno la fiducia alla coalizione di centro sinistra.
Colgo l’occasione per ringraziare le decine di cittadini diversi che ogni settimana telefonandomi, venendo a trovarmi in ufficio o incontrandomi per la strada mi esprimono la loro gratitudine per il lavoro svolto.
Cordialmente
Franco Allegranza
giovedì 10 giugno 2010
Crescentino, Allegranza e le non-auto blu
(si ricorda che in questo blog non si risponde agli anonimi. Sono accettati i nick, detti stranom nella nostra lingua)
Fatto salvo il sacrosanto diritto/dovere della Minoranza di controllare l'operato dell'Amministrazione, resto stupita di tutto il can-can che si è fatto perché il vicesindaco Allegranza è andato al raduno degli Anziani in macchina con il vigile.
Il raduno durava dal mattino presto alla sera, lui aveva da fare per il Comune nel pomeriggio. E' andato con la macchina dei vigili, portato da un vigile, per rappresentare la Città, non per fare una gita; ed è tornato in tempo per i suoi impegni. Altri amministratori hanno usato la macchina dei vigili prima di lui, e prima-prima. Altri lo faranno dopo, e dopo-dopo, quando sarà il loro turno. E' normale che questo avvenga, quando ci sono urgenze o impossibilità a usare la propria auto per i motivi più vari.
Mi rendo conto però che è un argomento suggestivo, quello dell'interrogazione. Se poi ci si mette a usare - giocando a Montecitorio - l'espressione "auto blu", la cosa risulta anche di facile presa demagogica: sia per gli interroganti, e tanto più per un giornale come "La Periferia", che nell'ultimo numero di mercoledì scorso è riuscita persino a mettere una foto della Festa Padronale con il Sindaco di Vische con fascia tricolore in bella mostra, tagliandomi fuori: cosicché i cittadini più distratti avranno pensato di aver cambiato sindaco senza esser stati avvertiti.
Vabbè, sono piccole miserie, e che Dio li protegga.
Ma resto sorpresa, dicevo, dell'accanimento contro Franco Allegranza. Che non avrà un carattere facile, non sarà un compagnone (ma mica deve presentare "Domenica In", no?) però è un grandissimo lavoratore, non per sé ma per il Comune. Nessuno può negarlo.
Lo sapete tutti che è sempre lì, e fa il diavolo a quattro ogni giorno dall'alba al tramonto dietro i problemi, le lentezze, le burocrazie. Questo suo accanimento efficientista darà sui nervi? E comunque, la "gita" a Bra di mezza giornata è semplicemente indicativa del fatto che Allegranza ha fatto il proprio dovere di rappresentanza al mattino, e poi pure il proprio dovere di amministratore al pomeriggio. Certo lui saprà difendersi da solo e non avrà bisogno di me, ma dico solo che veder bastonare una persona che lavora come un mulo mi fa una grande tristezza.
Fatto salvo il sacrosanto diritto/dovere della Minoranza di controllare l'operato dell'Amministrazione, resto stupita di tutto il can-can che si è fatto perché il vicesindaco Allegranza è andato al raduno degli Anziani in macchina con il vigile.
Il raduno durava dal mattino presto alla sera, lui aveva da fare per il Comune nel pomeriggio. E' andato con la macchina dei vigili, portato da un vigile, per rappresentare la Città, non per fare una gita; ed è tornato in tempo per i suoi impegni. Altri amministratori hanno usato la macchina dei vigili prima di lui, e prima-prima. Altri lo faranno dopo, e dopo-dopo, quando sarà il loro turno. E' normale che questo avvenga, quando ci sono urgenze o impossibilità a usare la propria auto per i motivi più vari.
Mi rendo conto però che è un argomento suggestivo, quello dell'interrogazione. Se poi ci si mette a usare - giocando a Montecitorio - l'espressione "auto blu", la cosa risulta anche di facile presa demagogica: sia per gli interroganti, e tanto più per un giornale come "La Periferia", che nell'ultimo numero di mercoledì scorso è riuscita persino a mettere una foto della Festa Padronale con il Sindaco di Vische con fascia tricolore in bella mostra, tagliandomi fuori: cosicché i cittadini più distratti avranno pensato di aver cambiato sindaco senza esser stati avvertiti.
Vabbè, sono piccole miserie, e che Dio li protegga.
Ma resto sorpresa, dicevo, dell'accanimento contro Franco Allegranza. Che non avrà un carattere facile, non sarà un compagnone (ma mica deve presentare "Domenica In", no?) però è un grandissimo lavoratore, non per sé ma per il Comune. Nessuno può negarlo.
Lo sapete tutti che è sempre lì, e fa il diavolo a quattro ogni giorno dall'alba al tramonto dietro i problemi, le lentezze, le burocrazie. Questo suo accanimento efficientista darà sui nervi? E comunque, la "gita" a Bra di mezza giornata è semplicemente indicativa del fatto che Allegranza ha fatto il proprio dovere di rappresentanza al mattino, e poi pure il proprio dovere di amministratore al pomeriggio. Certo lui saprà difendersi da solo e non avrà bisogno di me, ma dico solo che veder bastonare una persona che lavora come un mulo mi fa una grande tristezza.
mercoledì 9 giugno 2010
Il compleanno
Scusate, ho avuto molto da fare e ho trascurato un po' il blog. Leggo il blog del PD, e loro sì, si sono ricordati di celebrare il primo anno della nostra Amministrazione. Vi rimando a quella lettura, per i bilanci e le cose fatte. Il loro giusto rimprovero è di comunicare poco, però basta anche, volendo, guardarsi un po' intorno.
Amministrare un comune significa in fondo la gestione di emergenze che si presentano quotidianamente, con in più il programma da attuare, i contrattempi da combattere, cercando di seguire i meandri della burocrazia, contando sulla buona volontà, superando le mancanze endemiche, e le simpatie e le antipatie che comporta la natura umana.
Un'esperienza bellissima che arricchisce se presa con il giusto spirito di servizio, senza lasciarsi travolgere né far saltare i nervi, senza arroganza, senza fasciarsi la testa se non è necessario. Dando retta all'interesse collettivo e non a quello individuale, sempre.
E' stato comunque un anno molto denso, pieno di casini e di problemi da risolvere. Non è un bel periodo per esser sindaco o assessore, ma sono tutti capaci a farlo quando ci sono tanti soldi e le cose vanno bene.
Dopo tonnellate di incontri con Provincia, Arpa, Ilvo, Mossi&Ghisolfi sempre in attesa, sono cominciati ieri mattina una serie di incontri fra soli tecnici che debbono trovare la strada e il metodo per procedere congiuntamente a una soluzione condivisa e a termini di legge, che risolva il problema della bonifica e della riperimetrazione all'interno delle aree ex Teksid. Il primo incontro è stato positivo, non sono cose facili ma sono ottimista.
E' alla firma la convenzione con un privato per ospitare le famiglie che saranno sfrattate in giugno.
Sono allo studio i cantieri di lavoro.
Il Chicobum Festival ha aperto occasioni di incontro per la comunità crescentinese non solo giovanile. In molti hanno partecipato gratuitamente ai concerti di Nomadi e PFM, due serate di festa che il Comune non si sarebbe mai potuto permettere.
Qualcuno ha cominciato a tinteggiare i portici. Molti pensano che il quarto lato, che dà su via Mazzini, non sia loro: risultato, la via centrale è sempre cadente. Invece è loro, il quarto lato. Più avanti valuteremo il da farsi. Sarà ridipinto finalmente il palazzo antistante il Comune, lavori sono in corso nel lato portici. Ma niente si può fare in poco tempo, bisogna avere pazienza. La gatta frettolosa fa i gattini ciechi, dice il proverbio.
Per festeggiare il compleanno, e dare il mio contributo all'abbattimento del malcostume di lanciare strali o banalità protetti da un comodo anonimato, d'ora in avanti risponderò su questo blog solo a coloro che si firmeranno. Vi invito a scegliervi un nick. E scusate il ritardo.
domenica 6 giugno 2010
E Allegranza interrogato sulle luci risponde....
Gentili lettori del blog,
vista l’interpellanza indirizzata alla mia persona pubblicata sul blog “ Crescentino ricomincia” relativa agli sprechi di energia elettrica nell’area CHICOBUM, premesso che ritengo istituzionalmente non corretto rispondere su un blog o sui giornali prima di averlo fatto ufficialmente in consiglio comunale, darò alcune informazioni in merito perché probabilmente non saranno convocati consigli comunali nelle prossime settimane.
Il mio ruolo nell’organizzazione, per la parte di competenza dell’amministrazione comunale, è delineato e limitato dalle deleghe rilasciatemi dalla sindaca ed in ottemperanza alle deliberazioni della Giunta Comunale.
Nel dettaglio, sono a mio carico:
1. l’organizzazione e gestione della viabilità (segnaletica orizzontale e verticale, camminamenti pedonali, organizzazione delle aree a parcheggio con esclusione della gestione del pagamento).
Tutto ciò è stato fatto in accordo con la dirigente provinciale del settore, con la DIGOS, con il comandante della polizia locale, con il responsabile del servizio comunale della viabilità e con il coordinatore della protezione civile di Crescentino e colgo l’occasione per ringraziarli per l’ottimo lavoro che hanno fatto e che stanno facendo.
2. l’indicazione al gestore dell’area festival di tutte le prescrizioni cui è necessario attenersi per garantire la sicurezza degli spettatori (in quanto presidente della commissione pubblici spettacoli composta dall’ ing. Meda, esperto per la sicurezza degli impianti elettrici, da un ingegnere dirigente del comando provinciale dei V.V.F.F. di Vercelli, dalla dott.ssa Greco dell’ ASL TO4, dall’ Architetto Gallina – Responsabile ufficio tecnico del Comune ed infine dal Comandante della polizia locale Ernesto Monchietto).
E’ evidente quindi come i consiglieri Speranza e Mosca abbiamo commesso un errore nell’indirizzare a me l’interpellanza.
Ciò nonostante, desidero entrare nel merito dell’interpellanza stessa per dovere di informazione verso i cittadini rendendo noto quanto segue.
Come certamente saprete, le spese a carico del Comune per la realizzazione del festival sono state pari a 15.000 euro di contributo all’organizzazione ai quali vanno aggiunte le spese per le attività descritte al punto 1, quantificabili in circa 5.000 euro ed infine il costo per la fornitura dell’ energia elettrica.
Per la fornitura di energia elettrica c’erano due possibilità:
a) Fornitura ENEL con un costo di € 6.000
b) Fornitura dalla rete di una nota azienda crescentinese (che ringraziamo) con un costo stimato di € 2.000/3.000 da definire in base ai consumi a fine manifestazione.
La giunta comunale ha optato ovviamente per la soluzione b ottenendo un teorico risparmio per la collettività del 50%.
L’oggetto dell’interpellanza è sicuramente giustificato perché gli sprechi di energia sono a carico del comune.
Anche se la gestione dell’area interna e gli opportuni controlli non rientra nei miei compiti ho segnalato al gestore con tempestività il problema (lunedì 24 maggio) invitandolo ad una gestione corretta dell’area.
Da tale data i fari rimasti accesi nel corso delle ore diurne ma non durante tutti i giorni sono in totale .
Avendo ciascun faro una potenza di 300 watt, ipotizzando che siano rimasti accesi 8 – 10 giorni per 15 ore al giorno, il consumo complessivo sprecato è stato indicativamente e fino ad ora di 270 KW che tradotto in euro risulta essere di circa 30 euro.
Sicuramente il costo dello spreco è modesto, ma ciò non giustifica comunque il suo perdurare pertanto sarà cura dell’Amministrazione Comunale e dei funzionari del Comune fare tutto il possibile per risolvere il problema.
Cordiali saluti
Franco Allegranza
vista l’interpellanza indirizzata alla mia persona pubblicata sul blog “ Crescentino ricomincia” relativa agli sprechi di energia elettrica nell’area CHICOBUM, premesso che ritengo istituzionalmente non corretto rispondere su un blog o sui giornali prima di averlo fatto ufficialmente in consiglio comunale, darò alcune informazioni in merito perché probabilmente non saranno convocati consigli comunali nelle prossime settimane.
Il mio ruolo nell’organizzazione, per la parte di competenza dell’amministrazione comunale, è delineato e limitato dalle deleghe rilasciatemi dalla sindaca ed in ottemperanza alle deliberazioni della Giunta Comunale.
Nel dettaglio, sono a mio carico:
1. l’organizzazione e gestione della viabilità (segnaletica orizzontale e verticale, camminamenti pedonali, organizzazione delle aree a parcheggio con esclusione della gestione del pagamento).
Tutto ciò è stato fatto in accordo con la dirigente provinciale del settore, con la DIGOS, con il comandante della polizia locale, con il responsabile del servizio comunale della viabilità e con il coordinatore della protezione civile di Crescentino e colgo l’occasione per ringraziarli per l’ottimo lavoro che hanno fatto e che stanno facendo.
2. l’indicazione al gestore dell’area festival di tutte le prescrizioni cui è necessario attenersi per garantire la sicurezza degli spettatori (in quanto presidente della commissione pubblici spettacoli composta dall’ ing. Meda, esperto per la sicurezza degli impianti elettrici, da un ingegnere dirigente del comando provinciale dei V.V.F.F. di Vercelli, dalla dott.ssa Greco dell’ ASL TO4, dall’ Architetto Gallina – Responsabile ufficio tecnico del Comune ed infine dal Comandante della polizia locale Ernesto Monchietto).
E’ evidente quindi come i consiglieri Speranza e Mosca abbiamo commesso un errore nell’indirizzare a me l’interpellanza.
Ciò nonostante, desidero entrare nel merito dell’interpellanza stessa per dovere di informazione verso i cittadini rendendo noto quanto segue.
Come certamente saprete, le spese a carico del Comune per la realizzazione del festival sono state pari a 15.000 euro di contributo all’organizzazione ai quali vanno aggiunte le spese per le attività descritte al punto 1, quantificabili in circa 5.000 euro ed infine il costo per la fornitura dell’ energia elettrica.
Per la fornitura di energia elettrica c’erano due possibilità:
a) Fornitura ENEL con un costo di € 6.000
b) Fornitura dalla rete di una nota azienda crescentinese (che ringraziamo) con un costo stimato di € 2.000/3.000 da definire in base ai consumi a fine manifestazione.
La giunta comunale ha optato ovviamente per la soluzione b ottenendo un teorico risparmio per la collettività del 50%.
L’oggetto dell’interpellanza è sicuramente giustificato perché gli sprechi di energia sono a carico del comune.
Anche se la gestione dell’area interna e gli opportuni controlli non rientra nei miei compiti ho segnalato al gestore con tempestività il problema (lunedì 24 maggio) invitandolo ad una gestione corretta dell’area.
Da tale data i fari rimasti accesi nel corso delle ore diurne ma non durante tutti i giorni sono in totale .
Avendo ciascun faro una potenza di 300 watt, ipotizzando che siano rimasti accesi 8 – 10 giorni per 15 ore al giorno, il consumo complessivo sprecato è stato indicativamente e fino ad ora di 270 KW che tradotto in euro risulta essere di circa 30 euro.
Sicuramente il costo dello spreco è modesto, ma ciò non giustifica comunque il suo perdurare pertanto sarà cura dell’Amministrazione Comunale e dei funzionari del Comune fare tutto il possibile per risolvere il problema.
Cordiali saluti
Franco Allegranza
venerdì 4 giugno 2010
La Crescentino che fu in vetrina da Pin Gorrino
Da venerdì 4 giugno chi percorrendo i portici si fermerà davanti alla vetrina della farmacia Gorrino vedrà qualcosa di diverso , tornerà indietro negli anni .
Purtroppo nessun magico rimedio , sarà un ritorno al passato con gli occhi e i coi ricordi guardando le immagini delle vecchie cartoline di Crescentino scorrere su due cornici digitali .
A cominciare dalle prime cartoline del 1900 si potranno ammirare 150 pezzi , una selezione delle oltre 600 della collezione , scelte privilegiando le immagini più vecchie ed interessanti. -
La collezione è iniziata oltre venti anni fa ed è frutto di una lunga ricerca che non si può considerare finita , ancora recentemente girando i mercatini ho trovato due cartoline " mai viste "e sono sempre interessato a cartoline di Crescentino e del vercellese.
Negli anni ho esposto la collezione in più occasioni , a metà anni novanta in sala consigliare , ricordo poi una trasposizione delle immagini su diapositive all' università della terza età , due esposizioni di ingrandimenti una al parco Tournon con la pro loco e una a san Genuario in collaborazione col circolo F. Francese.
Ho avuto anche il piacere di vedere alcune cartoline da me raccolte in una rassegna de "la Stampa" e di poterle offrire in manifestazioni in collaborazione con la Croce Rossa e gli Amici della Biblioteca. -L'iniziativa proseguirà fino a venerdì 11.
Pin Gorrino
lunedì 31 maggio 2010
San Crescentino: Orchestra in Chiesa, bande, pranzo sotto i portici, Musica in Comune
Vediamo se almeno questa volta riesco a render noto il programma che ho steso prima dell'amico Mauro Novo. Spesso non accade, e non ho nemmeno salutato la fine dei Venerdì Letterari, che cercherò di far ritornare questo autunno.
Domenica, com'è noto, è San Crescentino, nostro Santo Patrono.
I festeggiamenti si aprono SABATO SERA 5 GIUGNO alle 21 nella Chiesa Parrocchiale, dove Don Edoardo gentilmente ospita un concerto dell'Orchestra da Camera A.Vivaldi della Valle Camonica, che arriva grazie al pensiero e all' omaggio del Rag.Buzzi proprietario della Ilvo. Direttore il M°Silvio Maggioni, eseguirà musiche di Bach, Mozart, Mangani e Marcello.
DOMENICA, alle 10,30, ci troviamo in piazza Vische con la Banda Arditi e la delegazione di Vische. Alle 11, Messa e Processione con l'urna del Santo Patrono.
Alle 12,30, pranzo sotto i portici con le Autorità Comunali, la Delegazione di Vische, le Autorità Ecclesiastiche (c'è anche il Parroco di Vische). La cittadinanza è invitata a partecipare: prenotazioni presso Bar In e Pro Loco 347.19.88.096. Costo 20 euro (diciamo subito che noi dell'Amministrazione ci pagheremo il nostro pranzo, che sarà invece offerto ai Vischiani e ai Parroci tutti).
Ore 15. In Piazza Garibaldi, premiazione dei "Bimbi Poeti" a cura della Lega Tumori, Fiduciariato di Crescentino (la cara instancabile Vanna).
Ore 15.30. Ritrovo in piazza Vische delle bande L.Arditi di Crescentino e La Fenice di Brusasco. Sfilata per le vie della Città.
Ore 16, Piazza Vische: Concertone a Bande Unificate.
LUNEDI' 7 GIUGNO
Ore 20,30 Villaggio Annunziata. Saggio Laboratori Musicali - Progetto "Musica in Comune" - Allievi Scuole dell'Infanzia, Elementari e Medie. Coro, strumenti e danza.
(Si raccomanda la puntualità).
sabato 29 maggio 2010
Provincia di Vercelli, il Grande Rischio
(Da "La Stampa" del 29 maggio 2010)
Alessandro Ballesio
VERCELLI
Il giorno dopo la grande illusione (o la grande paura) di Vercelli senza più Provincia, la speranza è bipartisan: «L’accorpamento? È quello che ci serve. Ogni tanto torna d’attualità ma sì, va fatto. È l’unica soluzione».Con i dovuti distinguo è il pensiero di due ex esponenti della Provincia che fino a pochi mesi fa erano in opposte fazioni: vice presidente e reggente, Paolo Tiramani; leader dell’opposizione, Alessandro Portinaro. Dopo i chiarimenti di Berlusconi («Nessun accenno alle province italiane nella manovra») che spazzano via tutti i dubbi, rimangono le riflessioni e le tracce di due giornate convulse. «Che è successo? Certi equilibri politici non hanno permesso di completare la manovra, questo è chiaro - dice Tiramani -. Anche se noi siamo già fortunati ad avere a disposizione le somme dei Fondi Scanzano, troppe piccole province fanno fatica a sopravvivere. Accorparsi è l’unico modo per andare avanti, prima o poi si deve fare perchè il problema c’è». Mentre Portinaro osserva: «Forse una sola provincia per Vercelli, Biella, Verbania e Novara è eccessivo, ma un percorso di aggregazione va fatto. In ogni caso serve un collegamento intermedio tra Comuni e Regione, ma bisogna sedersi attorno a un tavolo e ragionare sul funzionamento. In questi giorni si è consumato soltanto un ridicolo spot».
Alessandro Ballesio
VERCELLI
Il giorno dopo la grande illusione (o la grande paura) di Vercelli senza più Provincia, la speranza è bipartisan: «L’accorpamento? È quello che ci serve. Ogni tanto torna d’attualità ma sì, va fatto. È l’unica soluzione».Con i dovuti distinguo è il pensiero di due ex esponenti della Provincia che fino a pochi mesi fa erano in opposte fazioni: vice presidente e reggente, Paolo Tiramani; leader dell’opposizione, Alessandro Portinaro. Dopo i chiarimenti di Berlusconi («Nessun accenno alle province italiane nella manovra») che spazzano via tutti i dubbi, rimangono le riflessioni e le tracce di due giornate convulse. «Che è successo? Certi equilibri politici non hanno permesso di completare la manovra, questo è chiaro - dice Tiramani -. Anche se noi siamo già fortunati ad avere a disposizione le somme dei Fondi Scanzano, troppe piccole province fanno fatica a sopravvivere. Accorparsi è l’unico modo per andare avanti, prima o poi si deve fare perchè il problema c’è». Mentre Portinaro osserva: «Forse una sola provincia per Vercelli, Biella, Verbania e Novara è eccessivo, ma un percorso di aggregazione va fatto. In ogni caso serve un collegamento intermedio tra Comuni e Regione, ma bisogna sedersi attorno a un tavolo e ragionare sul funzionamento. In questi giorni si è consumato soltanto un ridicolo spot».
martedì 25 maggio 2010
Come siamo fatti noi Crescentinesi
Io capisco tante cose della mia storia e della mia vita, quando leggo questi blog. Blog che - ricordo - ho avuto la fortuna (o la disgrazia) di inaugurare in un lontano dicembre del 2008, con questo che voleva essere un modo di agitare le acque nella palude in cui mi sembrava immersa la mia amata cittadina.
Capisco tante cose. Per esempio, la difficoltà che c'è nel godersi la vita. Non siamo capaci. Dobbiamo sempre guardare il pelo nell'uovo, quel particolare che ci disturba, e a quello ci appendiamo per non dover ammettere la piacevolezza di un attimo di pausa. Le positività, insomma, ci danno fastidio.
Capisco tante cose. Per esempio, la tendenza a dilatare un particolare, a farci sopra una ricerca ossessiva che permea ogni altro angolo del nostro essere. Per esempio, la tendenza a credere al primo gonzo che ne spara una grossa, e ricamarci sopra fino a farla diventare reale.
Capisco tante cose. Che i blog, anche il mio, sono di opposizione, per poter dire indisturbati e protetti dall'anonimato quello che ci aggrada. Cose, anche, che non diremmo mai a viso aperto, se non altro per non fare brutta figura: quella, è l'unica cosa che temiamo.
Capisco tante cose. Che se il Chicobum va male, la colpa sarà mia. E se andrà bene, il merito sarà di sicuro di qualcun altro. Ma io non ho colpe né meriti, ho voluto dare un'opportunità alla mia città, con i miei Amministratori.
Capisco tante cose. Ma una non mi somiglia e non mi va giù. Abbiamo occasione di vedere dei concerti gratis. Nomi mai passati dalle nostre parti e anche nei dintorni, nomi della scena contemporanea e non soltanto del passato.
Ma non vogliamo spendere neanche due euro per un parcheggio. E, a parte il fatto che si potrebbe andare a piedi con una bella pila in mano come fanno in tutti i Festival del mondo che Dio ha creato negli ultimi 50 anni dalla Lapponia fino al Portogallo, a parte che c'è un pullmino (mi risulta almeno), niente da fare. Vogliamo andarci con la macchina, e parcheggiare davanti al tettoione ma senza spendere una lira, e in un posto perfetto, perbacco: che modi sono, come si permettono?
Ecco, questo come crescentinese mi ferisce. Mi dispiace che ci sia tanta gente con il braccino corto, o più che altro propensa a fare la furba sotto le mentite spoglie del diritto. Ma che diritto?
Questo non mi piace, non va bene, non è civile. E mi dispiace per lo spettacolo di Crescentino che stanno offrendo i blog in questo momento. Come ha scritto qualcuno da qualche parte: ma perché non si chiedono più notizie della bonifica della Teksid?
giovedì 20 maggio 2010
Grande successo per negozi aperti di domenica
Grande successo per la proposta di tenere aperti i negozi di domenica fino a metà luglio, in Crescentino.
Una delle Associazioni di Categoria ha sottoposto ai commercianti un questionario: su 39 restituiti , 29 hanno dichiarato di non essere interessati all'iniziativa.
mercoledì 19 maggio 2010
Allegranza, il futuro della Scuola Materna
Nei giorni scorsi, su questo blog, la signora Gillio ha lamentato che non si completino i lavori della Scuola Materna.
Il vicesindaco Franco Allegranza risponde e spiega.
"Signora Piera Gillio, non è mia abitudine rispondere ai commenti dei blog, ma questa volta lo faccio volentieri perchè richiestomi dalla Sindaca e perchè il quesito è di estrema importanza e posto in modo costruttivo.
Cerco di sintetizzare:
1) I lavori avviati alla scuola materna sono un'eredità del commissario prefettizio e della precedente amministrazione. Suppongo fosse noto fin dall'inizio che con i fondi disponibili non sarebbe stato possibile completare la struttura. Comunque, ciò che è stato fatto è meglio di nulla e si tratta ora di completare l'opera per la quale, nuovo tunnel compreso, sono necessari almeno 100.000 euro. In questo momento, purtroppo, non ci sono fondi disponibili per eseguire quanto è necessario al completamento dell'opera ed inoltre, qualora vi fossero i fondi, non sarebbe comunque possibile giungere al termine dei lavori entro ottobre causa i dovuti passaggi burocratici ( teniamo presente che ciò che normalmente si realizza nel privato in pochi giorni nell’ente pubblico necessitano più mesi).
Realisticamente sarà tecnicamente possibile concludere i lavori non prima di 7/9 mesi e quindi non in tempo utile per l’avvio dell’anno scolastico (2010/2011), ma sarà nostra cura fare tutto il possibile affinchè ciò si realizzi.
2) Riguardo i fondi per la messa in sicurezza delle scuole, in questo momento non è possibile dare risposte certe circa il loro utilizzo. A mio avviso sarà difficile poterli utilizzare in parte per adeguare la scuola materna, soprattutto perché i fondi dovranno essere utilizzati per la messa in sicurezza di edifici e impianti e non per ampliamenti o nuove costruzioni e perché sono destinati alla scuola primaria e non a quella dell’infanzia..
Quando avremo notizie certe dal Ministero, comunicheremo in merito. Nell'ipotesi peggiore, ovvero che il Comune non riesca a reperire finanziamenti per completare l'opera, si procederà al completamento dell'opera con fondi comunali (mutuo).
3) I lavori di manutenzione ordinaria, attesi da almeno 5-6 anni, si stanno realizzando, compreso il riscaldamento del vecchio tunnel. L'architetto Gallina ed il geom. Preti sono impegnati tutti i giorni per accelerare gli interventi necessari, nonostante il grande carico di lavoro a cui sono sottoposti per concretizzare le varie iniziative dell’amministrazione ( piazza Caretto, portici, asfaltatura strade, area stazione, ecc..) e per questo colgo l’occasione per ringraziarli.
4) La collega Nicoletta Ravarino sta valutando tutte le possibilità per poter soddisfare, anche se in modo provvisorio, le richieste delle famiglie ed evitare che ad ottobre alcune di esse non possano usufruire del servizio.
Con la speranza di essere stato esauriente, colgo l’occasione per porgere
cordiali saluti
Franco Allegranza
Il vicesindaco Franco Allegranza risponde e spiega.
"Signora Piera Gillio, non è mia abitudine rispondere ai commenti dei blog, ma questa volta lo faccio volentieri perchè richiestomi dalla Sindaca e perchè il quesito è di estrema importanza e posto in modo costruttivo.
Cerco di sintetizzare:
1) I lavori avviati alla scuola materna sono un'eredità del commissario prefettizio e della precedente amministrazione. Suppongo fosse noto fin dall'inizio che con i fondi disponibili non sarebbe stato possibile completare la struttura. Comunque, ciò che è stato fatto è meglio di nulla e si tratta ora di completare l'opera per la quale, nuovo tunnel compreso, sono necessari almeno 100.000 euro. In questo momento, purtroppo, non ci sono fondi disponibili per eseguire quanto è necessario al completamento dell'opera ed inoltre, qualora vi fossero i fondi, non sarebbe comunque possibile giungere al termine dei lavori entro ottobre causa i dovuti passaggi burocratici ( teniamo presente che ciò che normalmente si realizza nel privato in pochi giorni nell’ente pubblico necessitano più mesi).
Realisticamente sarà tecnicamente possibile concludere i lavori non prima di 7/9 mesi e quindi non in tempo utile per l’avvio dell’anno scolastico (2010/2011), ma sarà nostra cura fare tutto il possibile affinchè ciò si realizzi.
2) Riguardo i fondi per la messa in sicurezza delle scuole, in questo momento non è possibile dare risposte certe circa il loro utilizzo. A mio avviso sarà difficile poterli utilizzare in parte per adeguare la scuola materna, soprattutto perché i fondi dovranno essere utilizzati per la messa in sicurezza di edifici e impianti e non per ampliamenti o nuove costruzioni e perché sono destinati alla scuola primaria e non a quella dell’infanzia..
Quando avremo notizie certe dal Ministero, comunicheremo in merito. Nell'ipotesi peggiore, ovvero che il Comune non riesca a reperire finanziamenti per completare l'opera, si procederà al completamento dell'opera con fondi comunali (mutuo).
3) I lavori di manutenzione ordinaria, attesi da almeno 5-6 anni, si stanno realizzando, compreso il riscaldamento del vecchio tunnel. L'architetto Gallina ed il geom. Preti sono impegnati tutti i giorni per accelerare gli interventi necessari, nonostante il grande carico di lavoro a cui sono sottoposti per concretizzare le varie iniziative dell’amministrazione ( piazza Caretto, portici, asfaltatura strade, area stazione, ecc..) e per questo colgo l’occasione per ringraziarli.
4) La collega Nicoletta Ravarino sta valutando tutte le possibilità per poter soddisfare, anche se in modo provvisorio, le richieste delle famiglie ed evitare che ad ottobre alcune di esse non possano usufruire del servizio.
Con la speranza di essere stato esauriente, colgo l’occasione per porgere
cordiali saluti
Franco Allegranza
martedì 18 maggio 2010
Venerdì Letterari: Politica e magistratura
Venerdì 21 alle 18,15, proseguono nella Biblioteca di Villa Tournon i Venerdì Letterari.
Marilena Vittone incontrerà l'ex Procuratore Aggiunto di Torino Bruno Tinti, che dal 2008 ha lasciato la magistratura e fa, come dice lui, il cantastorie: scrive e racconta quello che ha imparato riguardo a leggi, politica, giustizia.
Il suo libro, edito da Chiarelettere, s'intitola "La Questione morale-Perché la politica vuole controllare la magistratura".
sabato 15 maggio 2010
Notiziona, un vecchio miliardo per le Elementari
Notiziona. Colpevolmente ultimo fra i blog, anche "Amare Crescentino" ha il piacere e l'onore di raccontare che il Ministero dell'Istruzione ci ha concesso 500.000 Euro per la messa in sicurezza delle nostre scuole elementari: un bellissimo edificio sul quale però gravano i segni del tempo e tutte le carenze accumulatesi nei decenni.
Fondamentale l'iperattivismo del vicesindaco Franco Allegranza, l'aiuto del sindaco di Verrua Valesio al quale va un grande "grazie", e soprattutto il decisivo intervento dell'ex assessore all'Istruzione della Regione, la prof.Pentenero.
Altri 150 mila euro vengono destinati alla messa in sicurezza dell'Istituto Calamandrei.
Sogni di una scuola più moderna che si possono realizzare.
Siamo contenti, e speriamo pure voi....
venerdì 14 maggio 2010
Piazza Caretto, nuova
Leggo su alcuni blog critiche perché si sta rifacendo piazza Caretto, la piazza del Comune.
Non ci posso credere.
Si vede che piacevano le toppe di asfalto fra i sanpietrini.
Come si fa a non capire che un paese con le strade e le piazze in ordine, con le facciate (magari!) pulite, è più gradevole di un paese cadente e a pezzi?
Ma come si sono abituati, costoro?
Ringraziamo che ci sia offerta questa possibilità di ripristinare un minimo decoro, con i fondi Scanzano.
O si preferisce che nessuno passi più da queste parti, schifato per ciò che vede intorno a sé?
Vogliamo rimanere lontani dal consesso civile?
Noi, no
Marinella
lunedì 10 maggio 2010
Asti, alle Elementari a piedi
(ANSA) - ASTI, 10 MAG - Ad Asti, da questa mattina e per
tutto il mese di maggio per portare i bambini alle elementari
del centro città, non ci saranno le auto dei genitori e neppure
gli autobus, ma i "pedibus". L'iniziativa della civica
amministrazione ha trovato la collaborazione delle autorità
scolastiche e dei genitori.
"Questo progetto - dichiara Diego Zavattaro - potrà rendere
la nostra città più vivibile, meno inquinata e pericolosa".
I genitori potranno partecipare a realizzare "l'autobus che
va a piedi" accompagnando la "carovana" o lasciando i bambini
nei punti di ritrovo, tutte le mattine alle 8. Hanno assicurato
la collaborazione al "pedibus" che naturalmente viaggia
gratuitamente, ecovolontari e personale del settore ambiente del
Comune. (ANSA).
tutto il mese di maggio per portare i bambini alle elementari
del centro città, non ci saranno le auto dei genitori e neppure
gli autobus, ma i "pedibus". L'iniziativa della civica
amministrazione ha trovato la collaborazione delle autorità
scolastiche e dei genitori.
"Questo progetto - dichiara Diego Zavattaro - potrà rendere
la nostra città più vivibile, meno inquinata e pericolosa".
I genitori potranno partecipare a realizzare "l'autobus che
va a piedi" accompagnando la "carovana" o lasciando i bambini
nei punti di ritrovo, tutte le mattine alle 8. Hanno assicurato
la collaborazione al "pedibus" che naturalmente viaggia
gratuitamente, ecovolontari e personale del settore ambiente del
Comune. (ANSA).
domenica 9 maggio 2010
Filca: tagli del 30 per cento
Da "La Stampa" del 9 maggio 2010
Sarà la «Castagna Univel» di Piacenza ad avere l’80% della Filca di Crescentino ed è previsto un calo del 30% del personale. L’accordo tra le società e le rappresentanze della Sic Cgil è stato firmato all’Unione Industriale di Vercelli e domani sarà illustrato ai dipendenti. Sono 89 i dipendenti della Spa crescentinese: «La Filca Spa – spiega la presidente, Stefania Favre – affitterà, a giorni la stipula dei contratti, alla ditta del Piacentino un ramo d’azienda pari all’80 per cento. La decisione scaturisce da una grossa crisi economica della nostra società». Tempo di difficoltà per le tante famiglie crescentinesi impiegate nella multinazionale che realizza imballaggi per gelati, patatine, biscotti e caramelle. A rilevarla sarà appunto la «Castagna Univel» che rivolge la sua produzione sempre agli imballaggi con stampaggio a rotocalco però rivolto al mercato alimentare del fresco con contenitori per ditte come Aia e Rovagnati. Spiega Alberto Soffiati, segretario Sic Cgil: «La Castagna Univel si presenta come una società solida, che già in passato ha rilevato un’altra azienda risanandola, non continuerà l’intera produzione ma si è impegnata, se le cose andranno bene, a reintegrare man mano il personale. L’accordo prevede l’assorbimento di circa 60 persone entro la fine del mese, mentre per gli altri si aprono le possibilità di prepensionamento e la cassa integrazione straordinaria per un anno». Carlo Patrucco, componente della Rsu interna insieme ad Enrico Gafforio, dice: «Domani c’è l’assemblea dei dipendenti e martedì la raccolta firme per la rinuncia da parte del personale dei diritti di rivalsa sulle 2 aziende, condizione, quest’ultima posta dall’azienda che subentra». Con l’affitto del ramo d’azienda viene costituita la «Filca packaging srl»: «La Castagna Univel – aggiunge Stefania Favre – si è impegnata a non spostare la produzione da Crescentino».
Sarà la «Castagna Univel» di Piacenza ad avere l’80% della Filca di Crescentino ed è previsto un calo del 30% del personale. L’accordo tra le società e le rappresentanze della Sic Cgil è stato firmato all’Unione Industriale di Vercelli e domani sarà illustrato ai dipendenti. Sono 89 i dipendenti della Spa crescentinese: «La Filca Spa – spiega la presidente, Stefania Favre – affitterà, a giorni la stipula dei contratti, alla ditta del Piacentino un ramo d’azienda pari all’80 per cento. La decisione scaturisce da una grossa crisi economica della nostra società». Tempo di difficoltà per le tante famiglie crescentinesi impiegate nella multinazionale che realizza imballaggi per gelati, patatine, biscotti e caramelle. A rilevarla sarà appunto la «Castagna Univel» che rivolge la sua produzione sempre agli imballaggi con stampaggio a rotocalco però rivolto al mercato alimentare del fresco con contenitori per ditte come Aia e Rovagnati. Spiega Alberto Soffiati, segretario Sic Cgil: «La Castagna Univel si presenta come una società solida, che già in passato ha rilevato un’altra azienda risanandola, non continuerà l’intera produzione ma si è impegnata, se le cose andranno bene, a reintegrare man mano il personale. L’accordo prevede l’assorbimento di circa 60 persone entro la fine del mese, mentre per gli altri si aprono le possibilità di prepensionamento e la cassa integrazione straordinaria per un anno». Carlo Patrucco, componente della Rsu interna insieme ad Enrico Gafforio, dice: «Domani c’è l’assemblea dei dipendenti e martedì la raccolta firme per la rinuncia da parte del personale dei diritti di rivalsa sulle 2 aziende, condizione, quest’ultima posta dall’azienda che subentra». Con l’affitto del ramo d’azienda viene costituita la «Filca packaging srl»: «La Castagna Univel – aggiunge Stefania Favre – si è impegnata a non spostare la produzione da Crescentino».
sabato 8 maggio 2010
La vecchiaia, la gioventù, la Rita
Ho perso un po' la vista, molto l'udito.
Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene.
Ma penso più adesso di quando avevo vent'anni.
Il corpo faccia quello che vuole.
Io non sono il corpo: io sono la mente.
(Rita Levi Montalcini)
Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene.
Ma penso più adesso di quando avevo vent'anni.
Il corpo faccia quello che vuole.
Io non sono il corpo: io sono la mente.
(Rita Levi Montalcini)
mercoledì 5 maggio 2010
Napolitano, perché celebrare i Mille 150 anni dopo
Intervento del Presidente Napolitano in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario della partenza dei Mille
Genova, 05/05/2010
Non è per caso, e non è solo per ragioni di cronologia storica che l'itinerario delle visite ai "Luoghi della memoria" per il centocinquantenario dell'Unità d'Italia parte dalla spiaggia e dallo scoglio di Quarto a Genova. In effetti, fu qui che il 5 maggio del 1860 prese avvio, con la spedizione dei Mille, la fase conclusiva del lungo percorso del movimento per l'Unità, che sarebbe culminata nella proclamazione, il 17 marzo 1861, di Vittorio Emanuele II Re d'Italia, nella nascita cioè dello Stato unitario.
Si aggiunga che se si ripercorrono gli eventi sfociati nella decisiva scelta dell'impresa garibaldina per la liberazione della Sicilia e del Mezzogiorno, è possibile cogliere le componenti e gli intrecci essenziali del moto unitario, i suoi tratti originali e i motivi del suo successo. L'Unità d'Italia fu perseguita e conseguita attraverso la confluenza di diverse visioni, strategie e tattiche, la combinazione di trame diplomatiche, iniziative politiche e azioni militari, l'intreccio di componenti moderate e componenti democratico-rivoluzionarie. Fu davvero una combinazione prodigiosa, che risultò vincente perché più forte delle tensioni anche aspre che l'attraversarono.
Le tensioni non mancarono anche alla vigilia della decisione di salpare da Quarto per la Sicilia : non mancarono in Garibaldi i dubbi sulle possibilità di riuscita dell'impresa ; non mancarono le preoccupazioni e le riserve di Cavour per una spedizione guidata da Garibaldi, i cui svolgimenti e le cui ricadute potessero sfuggire al controllo politico e diplomatico del massimo stratega del processo unitario. Pesarono, e non poco, diffidenze e rivalità personali nel cui giuoco era ben presente anche Vittorio Emanuele. Al fondo, era in questione, o così sembrava, l'egemonia, l'impronta - moderata o democratica - del movimento per l'Unità e della costruzione del nuovo Stato che ne sarebbe scaturito. Ma su tutto prevalsero le ragioni dettate dallo sviluppo degli avvenimenti, gli imperativi del processo storico, con cui tutti i protagonisti della causa italiana dovettero fare i conti.
La Seconda Guerra d'Indipendenza si era conclusa con una vittoria, costata un pesante tributo di sangue anche alle forze del Regno sardo ; la scelta dell'alleanza con Napoleone III si era rivelata obbligata e feconda, anche se comportò il duro sacrificio della cessione alla Francia di Nizza e della Savoia ; attaccato per questo sacrificio, Cavour poté comprensibilmente vantare per la sua politica "l'averci condotto" - disse - "in così breve tempo a Milano, a Firenze e a Bologna".
In effetti, con l'annessione della Lombardia, dell'Emilia e della Toscana, il regno sabaudo superò gli 11 milioni di abitanti, divenendo un non più trascurabile Regno centro-settentrionale.
Ma questo, come ha scritto un grande storico, Rosario Romeo, restava "troppo lontano dall'ideale, non solo mazziniano, di un'Italia unita, che fosse opera soprattutto degli italiani stessi". Si erano peraltro esauriti, con i risultati ottenuti, i margini dell'iniziativa politica e diplomatica e delle alleanze di guerra fino allora sperimentate. Lo disse chiaramente nel luglio 1859 l'accordo di Villafranca tra Napoleone III e l'Imperatore Francesco Giuseppe, che prospettava per l'Italia la soluzione mortificante di una Confederazione di tutti gli Stati esistenti sotto la presidenza onoraria del Pontefice. A Cavour non restò che rassegnare le dimissioni. Spettava ormai "alle forze democratiche e rivoluzionarie" - è sempre il giudizio del nostro maggiore storico di quegli eventi - "imprimere una nuova spinta in avanti al processo unitario". Era venuto il momento di Garibaldi.
D'altronde, già in vista della II Guerra d'Indipendenza, Garibaldi era stato richiesto da Cavour di reclutare volontari che sarebbero stati chiamati a far parte del corpo dei "Cacciatori delle Alpi" e avrebbero dato un contributo decisivo alla vittoria contro gli austriaci in Lombardia. Al di là di ogni sospetto e circospezione nei confronti di Garibaldi, Cavour non dubitava - così si espresse - che egli fosse una "delle maggiori forze di cui l'Italia potesse valersi". Se non si voleva rinunciare al compimento, in Sicilia e nel Mezzogiorno, dell'unificazione nazionale, e non si voleva dare per chiusa la questione romana - e nessuno dei diversi protagonisti poteva volerlo - anche le incognite di una spedizione in Sicilia guidata da Garibaldi andavano accettate, sia pure con prudenza.
D'altra parte, le aspettative per ulteriori sviluppi del movimento per l'Unità d'Italia erano cresciute e crescevano in tutte le regioni non ancora liberate. E una spinta decisiva venne - mentre a Genova affluivano i volontari - dai moti rivoluzionari scoppiati a Palermo e nel palermitano nell'aprile 1860. Il moto unitario cresceva dal basso, scaturiva dal seno della società civile e non solo dai disegni di ristretti vertici politici. Ne dava la misura il fenomeno del volontariato, stimolato e coordinato dalla Società nazionale creata nel 1857, e incanalato dapprima verso il Piemonte in vista della guerra contro l'Austria.
Senza l'apporto del volontariato non sarebbe stata concepibile la spedizione dei Mille. Esso rifletteva il diffondersi di quel sentimento di italianità che poi affratellò gli imbarcati sulle due navi dirette in Sicilia - Piemonte e Lombardo. Erano in realtà anche più di mille, in grande maggioranza lombardi, veneti, liguri : nelle sue famose e sempre fascinose "Noterelle", Abba dice di udire a bordo "tutti i dialetti dell'Alta Italia", e parla di "Veneti, giovani belli e di maniere signorili", di Genovesi e Lombardi, "gente colta all'aspetto, ai modi e anche ai discorsi". Insomma, italiani che si sentivano italiani e che accorrevano là dove altri italiani andavano sorretti nella lotta per liberarsi e ricongiungersi in un'Italia finalmente unificata.
(dal sito del Quirinale)
Genova, 05/05/2010
Non è per caso, e non è solo per ragioni di cronologia storica che l'itinerario delle visite ai "Luoghi della memoria" per il centocinquantenario dell'Unità d'Italia parte dalla spiaggia e dallo scoglio di Quarto a Genova. In effetti, fu qui che il 5 maggio del 1860 prese avvio, con la spedizione dei Mille, la fase conclusiva del lungo percorso del movimento per l'Unità, che sarebbe culminata nella proclamazione, il 17 marzo 1861, di Vittorio Emanuele II Re d'Italia, nella nascita cioè dello Stato unitario.
Si aggiunga che se si ripercorrono gli eventi sfociati nella decisiva scelta dell'impresa garibaldina per la liberazione della Sicilia e del Mezzogiorno, è possibile cogliere le componenti e gli intrecci essenziali del moto unitario, i suoi tratti originali e i motivi del suo successo. L'Unità d'Italia fu perseguita e conseguita attraverso la confluenza di diverse visioni, strategie e tattiche, la combinazione di trame diplomatiche, iniziative politiche e azioni militari, l'intreccio di componenti moderate e componenti democratico-rivoluzionarie. Fu davvero una combinazione prodigiosa, che risultò vincente perché più forte delle tensioni anche aspre che l'attraversarono.
Le tensioni non mancarono anche alla vigilia della decisione di salpare da Quarto per la Sicilia : non mancarono in Garibaldi i dubbi sulle possibilità di riuscita dell'impresa ; non mancarono le preoccupazioni e le riserve di Cavour per una spedizione guidata da Garibaldi, i cui svolgimenti e le cui ricadute potessero sfuggire al controllo politico e diplomatico del massimo stratega del processo unitario. Pesarono, e non poco, diffidenze e rivalità personali nel cui giuoco era ben presente anche Vittorio Emanuele. Al fondo, era in questione, o così sembrava, l'egemonia, l'impronta - moderata o democratica - del movimento per l'Unità e della costruzione del nuovo Stato che ne sarebbe scaturito. Ma su tutto prevalsero le ragioni dettate dallo sviluppo degli avvenimenti, gli imperativi del processo storico, con cui tutti i protagonisti della causa italiana dovettero fare i conti.
La Seconda Guerra d'Indipendenza si era conclusa con una vittoria, costata un pesante tributo di sangue anche alle forze del Regno sardo ; la scelta dell'alleanza con Napoleone III si era rivelata obbligata e feconda, anche se comportò il duro sacrificio della cessione alla Francia di Nizza e della Savoia ; attaccato per questo sacrificio, Cavour poté comprensibilmente vantare per la sua politica "l'averci condotto" - disse - "in così breve tempo a Milano, a Firenze e a Bologna".
In effetti, con l'annessione della Lombardia, dell'Emilia e della Toscana, il regno sabaudo superò gli 11 milioni di abitanti, divenendo un non più trascurabile Regno centro-settentrionale.
Ma questo, come ha scritto un grande storico, Rosario Romeo, restava "troppo lontano dall'ideale, non solo mazziniano, di un'Italia unita, che fosse opera soprattutto degli italiani stessi". Si erano peraltro esauriti, con i risultati ottenuti, i margini dell'iniziativa politica e diplomatica e delle alleanze di guerra fino allora sperimentate. Lo disse chiaramente nel luglio 1859 l'accordo di Villafranca tra Napoleone III e l'Imperatore Francesco Giuseppe, che prospettava per l'Italia la soluzione mortificante di una Confederazione di tutti gli Stati esistenti sotto la presidenza onoraria del Pontefice. A Cavour non restò che rassegnare le dimissioni. Spettava ormai "alle forze democratiche e rivoluzionarie" - è sempre il giudizio del nostro maggiore storico di quegli eventi - "imprimere una nuova spinta in avanti al processo unitario". Era venuto il momento di Garibaldi.
D'altronde, già in vista della II Guerra d'Indipendenza, Garibaldi era stato richiesto da Cavour di reclutare volontari che sarebbero stati chiamati a far parte del corpo dei "Cacciatori delle Alpi" e avrebbero dato un contributo decisivo alla vittoria contro gli austriaci in Lombardia. Al di là di ogni sospetto e circospezione nei confronti di Garibaldi, Cavour non dubitava - così si espresse - che egli fosse una "delle maggiori forze di cui l'Italia potesse valersi". Se non si voleva rinunciare al compimento, in Sicilia e nel Mezzogiorno, dell'unificazione nazionale, e non si voleva dare per chiusa la questione romana - e nessuno dei diversi protagonisti poteva volerlo - anche le incognite di una spedizione in Sicilia guidata da Garibaldi andavano accettate, sia pure con prudenza.
D'altra parte, le aspettative per ulteriori sviluppi del movimento per l'Unità d'Italia erano cresciute e crescevano in tutte le regioni non ancora liberate. E una spinta decisiva venne - mentre a Genova affluivano i volontari - dai moti rivoluzionari scoppiati a Palermo e nel palermitano nell'aprile 1860. Il moto unitario cresceva dal basso, scaturiva dal seno della società civile e non solo dai disegni di ristretti vertici politici. Ne dava la misura il fenomeno del volontariato, stimolato e coordinato dalla Società nazionale creata nel 1857, e incanalato dapprima verso il Piemonte in vista della guerra contro l'Austria.
Senza l'apporto del volontariato non sarebbe stata concepibile la spedizione dei Mille. Esso rifletteva il diffondersi di quel sentimento di italianità che poi affratellò gli imbarcati sulle due navi dirette in Sicilia - Piemonte e Lombardo. Erano in realtà anche più di mille, in grande maggioranza lombardi, veneti, liguri : nelle sue famose e sempre fascinose "Noterelle", Abba dice di udire a bordo "tutti i dialetti dell'Alta Italia", e parla di "Veneti, giovani belli e di maniere signorili", di Genovesi e Lombardi, "gente colta all'aspetto, ai modi e anche ai discorsi". Insomma, italiani che si sentivano italiani e che accorrevano là dove altri italiani andavano sorretti nella lotta per liberarsi e ricongiungersi in un'Italia finalmente unificata.
(dal sito del Quirinale)
domenica 2 maggio 2010
Che cosa cercano i PM in Provincia a Vercelli
Da "La Stampa" del Primo Maggio
ENRICO DE MARIA
VERCELLI
La procura, l’altro giorno, è stata chiara: «Roberto Saviolo può tornare libero, tanto nessuno può più inquinare le prove». Hanno molto in mano i magistrati: l’hanno raccolto attraverso intercettazioni, interrogatori, indagini informatiche.
E ieri, con un’iniziativa senza precedenti, sono andati in quello che Pasolini avrebbe definito «Il Palazzo» e l’hanno passato al setaccio. Senza anticipare alcunché ai giornali, cercando di tutelare il più possibile il diritto degli indagati a non essere condannati senza appello dall’opionione pubblica. Però il messaggio è stato chiaro: stiamo aggiungendo tassello a tassello, inutile mentire, cercare di cambiare le carte in tavola.
Ma che cosa stanno ancora cercando i pm? Possiamo tentare di mettere a fuoco alcuni filoni dell’indagine partita l’11 febbraio scorso con l’arresto di Masoero.
La vicenda Zanotti
E’ suo è il settore nel mirino, anche se nulla lo lasciava prevedere ai tempi dell’arresto di Masoero. Nell’ordinanza del gip Maria Teresa Guaschino, il nome dell’assessore Zanotti compariva solo in questo passaggio: «E’ evidente come Masoero abbia abusato della sua posizione di presidente per influire sull’assessore ai Lavori pubblici Zanotti nell’assegnazione di lavori stradali relativi a rotonde stradali e abbia richiesto finanziamenti alla sua campagna elettorale a imprese che lavoravano con la Provincia».
Evidentemente c’era dell’altro, visto che Zanotti è poi stato raggiunto da un avviso di garanzia con le ipotesi di concussione e corruzione, che ha avuto gli uffici perquisiti, che è stato interrogato dai pm. Per quanto lo riguarda le indagini sono davvero a 360 gradi: appalti, gare, amicizie. Vincevano sempre le stesse imprese? Tutto da provare, dalla Bassa alla Valsesia.
Promozioni facili
Un filone solo all’apparenza nuovo (con sequestri ad hoc ieri mattina), ma in realtà già datato, perché alcune persone erano già state ascoltate su questo argomento: i pm vogliono capire se ci siano state assunzioni «agevolate» oppure promozioni (in termine tecnico si chiamano «progressioni») ottenute attraverso vie preferenziali.
Fondazione chiacchierata
"Terre d’acqua" è il filone più spinoso perché si tratta della società fondata il 3 gennaio 2005 dall’on. Roberto Rosso, oggi neo vice presidente della Regione. Nacque come società consortile a responsabilità limitata, dopo aver avuto il via dal Consiglio provinciale il 21 dicembre del 2004, con il 62,5 per cento di quote a carico della Provincia e il 37,5 detenute dal Comune di Trino. Successivamente, è diventata una società in house e, di recente, ha avuto l’autorizzazione della Regione per diventare Fondazione. Negli anni, nel Cda si sono succeduti lo stesso Rosso, Alessandro Giolito, Nicola Sirchia, Tino Candeli, Pier Giorgio Ferraris ed Enrico Gasparro, con la supervisione di più assessori.
«Terre d’Acqua della provincia aurea» (è la denominazione completa) si occupa della valorizzazione del territorio attraverso iniziative varie: dal recupero di stabili, a concerti a grandi feste all’aperto. Ha usufruito di forti finanziamenti pubblici.
Il caso-Saviolo
Tornato proprio l’altro giorno in libertà, dopo l’arresto del 19 aprile, è accusato di aver intascato piccole somme, a più riprese, da un imprenditore: dal suo arresto, si sono sviluppate ulteriori indagini nei settori del Lavoro e della Formazione professionale.
ENRICO DE MARIA
VERCELLI
La procura, l’altro giorno, è stata chiara: «Roberto Saviolo può tornare libero, tanto nessuno può più inquinare le prove». Hanno molto in mano i magistrati: l’hanno raccolto attraverso intercettazioni, interrogatori, indagini informatiche.
E ieri, con un’iniziativa senza precedenti, sono andati in quello che Pasolini avrebbe definito «Il Palazzo» e l’hanno passato al setaccio. Senza anticipare alcunché ai giornali, cercando di tutelare il più possibile il diritto degli indagati a non essere condannati senza appello dall’opionione pubblica. Però il messaggio è stato chiaro: stiamo aggiungendo tassello a tassello, inutile mentire, cercare di cambiare le carte in tavola.
Ma che cosa stanno ancora cercando i pm? Possiamo tentare di mettere a fuoco alcuni filoni dell’indagine partita l’11 febbraio scorso con l’arresto di Masoero.
La vicenda Zanotti
E’ suo è il settore nel mirino, anche se nulla lo lasciava prevedere ai tempi dell’arresto di Masoero. Nell’ordinanza del gip Maria Teresa Guaschino, il nome dell’assessore Zanotti compariva solo in questo passaggio: «E’ evidente come Masoero abbia abusato della sua posizione di presidente per influire sull’assessore ai Lavori pubblici Zanotti nell’assegnazione di lavori stradali relativi a rotonde stradali e abbia richiesto finanziamenti alla sua campagna elettorale a imprese che lavoravano con la Provincia».
Evidentemente c’era dell’altro, visto che Zanotti è poi stato raggiunto da un avviso di garanzia con le ipotesi di concussione e corruzione, che ha avuto gli uffici perquisiti, che è stato interrogato dai pm. Per quanto lo riguarda le indagini sono davvero a 360 gradi: appalti, gare, amicizie. Vincevano sempre le stesse imprese? Tutto da provare, dalla Bassa alla Valsesia.
Promozioni facili
Un filone solo all’apparenza nuovo (con sequestri ad hoc ieri mattina), ma in realtà già datato, perché alcune persone erano già state ascoltate su questo argomento: i pm vogliono capire se ci siano state assunzioni «agevolate» oppure promozioni (in termine tecnico si chiamano «progressioni») ottenute attraverso vie preferenziali.
Fondazione chiacchierata
"Terre d’acqua" è il filone più spinoso perché si tratta della società fondata il 3 gennaio 2005 dall’on. Roberto Rosso, oggi neo vice presidente della Regione. Nacque come società consortile a responsabilità limitata, dopo aver avuto il via dal Consiglio provinciale il 21 dicembre del 2004, con il 62,5 per cento di quote a carico della Provincia e il 37,5 detenute dal Comune di Trino. Successivamente, è diventata una società in house e, di recente, ha avuto l’autorizzazione della Regione per diventare Fondazione. Negli anni, nel Cda si sono succeduti lo stesso Rosso, Alessandro Giolito, Nicola Sirchia, Tino Candeli, Pier Giorgio Ferraris ed Enrico Gasparro, con la supervisione di più assessori.
«Terre d’Acqua della provincia aurea» (è la denominazione completa) si occupa della valorizzazione del territorio attraverso iniziative varie: dal recupero di stabili, a concerti a grandi feste all’aperto. Ha usufruito di forti finanziamenti pubblici.
Il caso-Saviolo
Tornato proprio l’altro giorno in libertà, dopo l’arresto del 19 aprile, è accusato di aver intascato piccole somme, a più riprese, da un imprenditore: dal suo arresto, si sono sviluppate ulteriori indagini nei settori del Lavoro e della Formazione professionale.
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