martedì 9 febbraio 2010

Grazie Ilvo per la motoscopa



Grazie alla Ilvo, la società che ha acquistato parte dell'area ex-Teksid, che ha donato al Comune - cioè a tutti noi - una motoscopa nuova.
Quella che avevamo era vecchissima, obsoleta, rotta e riparabile soltanto a costi altissimi e si rompeva di nuovo subito. Non avevamo quattrini per acquistarne una nuova, naturalmente.
Grazie Ilvo.

lunedì 8 febbraio 2010

Carnevale, una grande bouffe di fagioli


Carnevale, quel poco che si può, a Crescentino è soprattutto materia di...fagioli.
Ecco i principali appuntamenti:
sabato 13 a pranzo, fagiolata in frazione San Silvestro, nel cortile della Chiesa.

Al pomeriggio, dalle 15 al Polivalente, il Ballo dei Bambini.
Lunedì 15, dalle 5 del mattino fino a oltre mezzogiorno, Enzo Cena il Maturo con la sua band daranno vita alla regina delle Fagiolate, in Piazza Garibaldi: una tradizione che non conosce interruzioni.

Martedì 16, grandi lavori a partire sempre dalle 5 del mattino, nella piazzetta della Chiesa alla Campagna, per una ulteriore kermesse "fagiolistica".
Il martedì grasso è anche la giornata del Pranzo degli Anziani, con tanto di danze a seguire (loro sì, che si divertono).

Ultima fagiolata, al Villaggio Annunziata il sabato successivo - giorno 20 - sempre dall'alba all'ora di pranzo.
Prosit, e buon appetito....

sabato 6 febbraio 2010

Stanno ricostruendo il Mostro



Mi sta bene, così imparo. Il fatto che io me ne sia andata un po' prima dall'ultimo Consiglio Comunale, perché avevo un impegno di lavoro, è diventato il nuovo cavallo di troia di una Opposizione furbetta, furbesca e furbacchiona.
Si sa che l'assenteismo tira, no? E allora, vai!
La storia è questa, la racconto per quei pochi esseri umani che non stanno in Consiglio Comunale e hanno la bontà di passare da qui.
Martedì scorso poco dopo le 17, mentre guardavo le carte in vista dell'imminente Consiglio, mi hanno chiamata da La Stampa dicendomi dell'intervista sulla droga a Morgan, del suo probabile allontanamento da Sanremo, e mi hanno chiesto un pezzo.
Ho guardato l'orologio, ho immaginato che il Consiglio sarebbe finito verso le venti, e dunque avrei avuto tempo di scrivere il mio pezzo: anche perché certe informazioni in materia potevo averle solo io, ed ero dunque indispensabile.
Ma il Consiglio è andato oltre, e poiché mancavano un paio di punti sui quali avevamo come Maggioranza discusso a lungo, e poiché la Maggioranza esiste, sono volata via a scrivere, e prima di tutto ad informarmi perché sul caso Morgan era intanto scoppiato il delirio.
Morale, ho finito alle 11 di sera, e mi sono fatta un tombino pazzesco tra l'altro. Però il pezzo è venuto bene, è stato ripreso da molti blog e ne sono contenta.

La domanda adesso è: un sindaco di un Comune di 8 mila abitanti ha il diritto di avere una responsabilità fuori dal Comune, oppure deve smettere ogni tipo di lavoro? E prendendo 500 euro al mese in Comune, ha il diritto o no di mantenere una occupazione?

E' meglio così, o si preferisce qualcuno più libero, che cerchi di trarre vantaggio dal fatto di essere in Comune per aggiustarsi i fatterelli propri e di famiglia, o procurare lavoro alle proprie imprese, o guadagnarsi clienti nella propria attività professionale?

Siamo a Crescentino, neanche a Chivasso. Ci si comporta come se fossimo alla Knesset. Non abbiamo nemmeno la striscia di Gaza, mannaggia...

Dico tutto questo, perché pare che tre consiglieri si siano scatenati su quella mia partenza anticipata, convocando i giornali locali per lamentarsene. Non ho parole. Ci si attacca a tutto.

Si vuol creare il Mostro, anzi la Mostra. Mi volete in convento, debbo mettere la canadese nel corridoio del Comune o posso andare a dormire a casa? Volete anche che vi venga a cucinare il risotto a casa?

Ma ragazzi, non mi volete? E sparatemi, dai. E' più elegante, tutto sommato.

venerdì 29 gennaio 2010

Si farà il nuovo supermercato, dice il TAR



Il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) ha respinto il ricorso della Conad sul nuovo supermercato. Aspettiamo le motivazioni della sentenza.
Arriveranno, nei prossimi mesi, almeno una trentina di nuovi posti di lavoro.
Sarà messa in ordine tutta la zona, sistemato il viale che ora è soltanto accennato, dall'angolo di Viale IX Martiri verso Casale.
I proprietari si sono anche impegnati a rinnovare l'Archivio Storico, con un impianto di climatizzazione per non far deperire gli antichi manoscritti.


Ragioneria, il consigliere Bizjak ci dà una mano

Il Consigliere Regionale Bizjak, dopo essere intervenuto al Consiglio Comunale sull'affaire Calamandrei, ha inviato questa lettera all'Assessore Regionale all'Istruzione Pentenero.

Gentile Giovanna Pentenero
Assessore regionale all’Istruzione

Gentile Assessore,
come saprà, la Provincia di Vercelli, con la D.G.P. n. 1 dell’11 gennaio 2010, avente ad oggetto “Piano provinciale di dimensionamento scolastico 2010–2011”, ha deciso il trasferimento della sede della Presidenza dell’Istituto Superiore “Calamandrei” dal Comune di Crescentino a quello di Santhià.
La D.G.R. n. 42–12308 del 5 ottobre 2009, contenente i criteri per la definizione del piano di dimensionamento scolastico, disciplina chiaramente la procedura da seguirsi in materia, in particolare prevede che “Le province, individuati ambiti territoriali subprovinciali omogenei (…) convocano una Conferenza provinciale di organizzazione della rete scolastica composta da (…) Sindaci dei Comuni. La Conferenza ha il compito di definire una proposta di Piano Provinciale di organizzazione della rete scolastica che sarà poi approvata dalla Provincia con atto deliberativo a seguito di un processo di partecipazione e concertazione con il territorio”. E’ evidente, dunque, come tale atto fissi e stabilisca la concertazione tra le parti quale punto qualificante della procedura.
Il Comune di Crescentino, pur partecipando a tutti gli incontri indetti dalla Provincia di Vercelli sul dimensionamento della rete scolastica, risulta non essere stato investito, in alcuna occasione, della questione del trasferimento della Presidenza del “Calamandrei”, poiché essa non è mai stata inserita all’ordine del giorno delle riunioni tenutesi in Provincia e citate nella D.G.P. 1/2010.
Il Comune di Crescentino, pertanto, così come il Collegio docenti dell’Istituto, non è stato coinvolto in alcun modo nel processo decisionale, venendo a conoscenza della disposizione solo attraverso gli organi di stampa.
Ho avuto, altresì, notizia che il Comune di Crescentino, contrario in assoluto al trasferimento e disposto a ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale per l’annullamento della D.G.P. 1/2010 nel caso in cui l’Amministrazione Provinciale di Vercelli non provveda alla sua revoca immediata, ha richiesto alla stessa Amministrazione tutta la documentazione citata nella delibera a sostegno della scelta di trasferimento. A tutt’oggi, è pervenuto al richiedente soltanto il verbale della Conferenza provinciale di organizzazione della rete scolastica svoltasi il 13 novembre 2009, dal quale, tuttavia, nulla si evince al riguardo.
Tutto ciò premesso, Le chiedo cortesemente di voler procedere, nel più breve tempo possibile, ad acquisire tutti gli atti propedeutici alla D.G.P. 1/2010, al fine di verificare se da essi risulti che la decisione di trasferire la Presidenza dell’Istituto “Calamandrei” dal Comune di Crescentino a quello di Santhià sia stata una scelta condivisa e, dunque, rispettosa della procedura di cui alla D.G.R. 42–12308.
Certo della Sua attenzione e disponibilità, La ringrazio sentitamente e Le invio i miei più cordiali saluti


Alessandro Bizjak

Nucleare, a Saluggia indagine sui tumori


(Da "La Stampa" del 29-1-2010)

ELVIO CHILELLI
SALUGGIA
Saranno incrociati migliaia di dati, vagliate centinaia di cartelle cliniche e schede di ricovero ospedaliero, certificati di nascita e di morte. Così, con l’analisi e l’approfondimento minuzioso dei report, si cercherà di rispondere definitivamente alla più delicata delle domande: la storia «radioattiva» di Saluggia, che dal 1970 convive con il nucleare, ha comportato un aumento anomalo delle patologie tumorali o di altre malattie? In molti lo temono e l’amministrazione comunale ha impegnato quasi 93 mila euro per finanziare un’indagine epidemiologica, presentata ieri pomeriggio.Lo studio richiederà 18 mesi ed analizzerà stato di salute o la causa di morte di ogni cittadino saluggese residente 1981 al 2008. «La salute e la serenità dei cittadini - sintetizza il sindaco Marco Pasteris - devono avere la priorità su ogni diritto. La mia amministrazione ha scelto compatta di perseguire questo cammino, mirato alla tranquillità dei nostri figli».

Seguiranno il progetto tecnici di Arpa (Agenzia Regionale protezione ambiente), dell’Asl locale, per il municipio l’assessore Paola Leone e la consigliera Denis Romeo.Altre indagini, seppur meno dettagliate, erano state realizzate negli anni scorsi ed avevano «evidenziato indizi che meritano di essere approfonditi», ha spiegato Ennio Cadum di Arpa. In particolare si tratta di patologie leucemiche. Anche per questo il nuovo studio, più approfondito, è particolarmente atteso. La conferenza stampa di ieri è stata anche l’occasione di incontro fra l’assessore regionale all’Ambiente, Nicola de Ruggiero, ed il presidente della Provincia, Renzo Masoero. De Ruggiero ha rincarato la polemica delle settimane scorse, su un altro tema legato al nucleare: «La mia è una pressante richiesta perché, come ha chiesto anche il ministro Scajola, si utilizzino i fondi delle compensazioni nucleari, in particolare quelli in possesso della Provincia, per finanziare il monitoraggio della situazione ambientale intorno al sito di Saluggia».

Fino ad oggi la spesa era a carico della Regione che, come ribadito, si disimpegnerà. Nel dettaglio, si tratta dei controlli che vengono eseguiti sulla falda acquifera. Particolarmente importanti, in quanto, sono da tempo presenti tracce di contaminazione radioattiva. E da Masoero arriva una importante apertura: «La sollecitazione dell’assessore regionale è fondata. La valuteremo presto in giunta».

mercoledì 27 gennaio 2010

Il caso Simion, il giorno dopo



Tanti buoni cronisti nascono, in Crescentino, nei blog. Mauro Novo ha preso una sana febbre che lo porta a resoconti puntuali nel profondo della notte, e anche il blog del PD ha riferito con cura del Consiglio Comunale aperto....
....sono contenta di questa crescita, che testimonia il ritorno di interesse alla politica cittadina, dopo anni per così dire di letargo collettivo.
Del caso Simion, l'assessore della Pubblica Istruzione alla Provincia, di più non si può dire ormai.
Oggi gli ho richiesto per fax i rendiconti di 600 mila euro che - ha affermato egli in Consiglio - la Provincia avrebbe speso negli anni per l'Istituto Calamandrei.
Sul resto dei comportamenti, sta a ciascuno di noi giudicare.
Sono rimasta sorpresa del clamore per la piccola frase finale - ulteriormente annacquata nella stesura definitiva dell'Ordine del Giorno - che allude a un esame della possibilità di cambiare provincia. E' un pensiero che è venuto a tanti, non solo in Municipio, in questi giorni in cui è venuta a galla la trascuratezza nei nostri confronti da parte della Provincia di Vercelli.
Ci si spaventa per nulla, o per ben poco, talvolta. Spaventa di più un capoverso, che gesti e situazioni e condizioni perpetrate negli anni.
Comunque, è ovvio che le persone che si riconoscono nel PDL si siano chiamate fuori. Sono di fazioni diverse, ma appartenenti a un unico ceppo, del tutto legittimamente.
E' anche ovvio che l'assessore Simion, un ragazzo così compìto e assertivo per quel poco che ci ha concesso della sua persona, non appare come molto impegnato nella campagna elettorale per PDL, in questo scorcio pre-elettorale....

giovedì 21 gennaio 2010

Quer pasticciaccio della Ragioneria (e non solo)



Lo sapranno quasi tutti, ormai. Un trafiletto su "La Stampa", pochi giorni fa, diceva che la Presidenza dell'Istituto Calamandrei (meglio conosciuto come Ragioneria e basta...) era passata da Crescentino a Santhià.
Siamo caduti dal pero, noi in Municipio. Nessuno ci aveva avvertiti di nulla, possibile? E' caduto dal pero persino il Preside.
Ho chiamato la dott.ssa Nicoletta Ravarino, delegata all'istruzione, donna di ferro dietro i suoi fragili e impeccabili occhialini quadrati. E' caduta dal pero pure lei: aveva presenziato a tutti gli incontri, a tutte le consulte in Provincia, e mai si era parlato di Crescentino.
E allora?
Telefonata in Provincia, richiesta di delucidazioni, funzionaria imbarazzatissima (almeno lei, bontà sua). Dopo un po', abbiamo fra le mani la delibera di Giunta Provinciale dell'11 gennaio 2010, nella quale - en passant - una riga (UNA RIGA) dice: "Trasferire la sede dell'Autonomia scolastica dell'Istituto Superiore Calamandrei da Crescentino a Santhià". Punto, e basta.
Morale: in Consiglio Docenti, scopriamo, del problema non s'è parlato mai. Non se ne fa cenno in alcun verbale delle consulte provinciali, come Nicoletta aveva del resto anticipato.
Insomma, ci hanno fregati. Così, all'inglese, in quella Giunta Provinciale dell'11 gennaio.
Raccogliamo tutto il materiale. Bisogna ricorrere al TAR, e coinvolgere il Consiglio Comunale. Già non abbiamo neanche gli occhi per piangere, e ci tolgono pure la Presidenza di una scuola frequentata in un raggio di quasi trenta chilometri, e da molti studenti dalla Provincia di Torino, con più indirizzi di studio. Eh no, eh.
Intanto Salvatore Sellaro (come gli accade spesso) precorre i tempi. Manda un fax in Provincia e annuncia di cominciare oggi uno sciopero della fame, che interromperà solo quando il Presidente Masoero e l'Assessore Simion alla P.I. (nel frattempo scopriamo che è di Santhià, ci dicono che si vuole candidare a sindaco) verranno a spiegare in Consiglio Comunale le ragioni di questo spostamento.
Ce lo debbono, no? Tra l'altro, Simion manco aveva risposto a una mail della dott.ssa
Ravarino. Si sa che in politica l'educazione è un optional, spesso.
Morale. Tempo 20 minuti dopo l'invio del fax, Simion chiama chiunque e dice che, per carità, lui verrà senz'altro a spiegare tutto in Consiglio, basta avvertirlo.
Tace il Presidente Masoero.
Faremo prestissimo un Consiglio Comunale.

E intanto che ci siamo, diciamolo. Dalla Provincia, noi Crescentinesi che paghiamo le tasse come gli altri, non abbiamo nulla di nulla di nulla, virgola zero.
Dall'estate deve essere approntato ai Cascinotti un dispositivo per la velocità. Ci son stati incidenti, anche gravi. Ma tutto tace.
Dovevano fare la rotonda a San Silvestro nel 2010, è stata rinviata al 2011.
E la Ragioneria? Vedete tutti com'è conciata. Nelle loro mani, pure quella. Una stalla dei piccioni. Da mesi ci sono le transenne per dare inizio ai lavori, di chiusura del tetto, di studio della facciata per ridipingere. Niente anche qui.
Allora, siamo di serie B.? Bene, basta saperlo.
Se gli facciamo così schifo, a quelli della Provincia, prenderemo i nostri provvedimenti. Anche estremi, se è il caso. In fondo, potremmo essere l'ultimo centro della Provincia di Torino, volendolo.....

lunedì 18 gennaio 2010

Per San Crescentino ciao ciao plastica



Ciao ciao plastica! Liberiamo i fiumi, le strade, i mari, le piante.
Ci vogliono 400 anni per smaltire i sacchetti che sono diventati parte integrante della nostra vita di consumatori: una direttiva dell'Unione Europea, applicata già da molti paesi, impone la fine di una stagione tanto negativa per l'ambiente in cui viviamo, proibendone l'uso.
In Italia tale direttiva diventerà attiva solo a partire dall'inizio del 2011: abbiamo pensato di anticipare tale scadenza all'inizio di giugno, in concomitanza con la festa patronale, per evitare l'inevitabile can can che comporta una partenza in blocco, in una Nazione non del tutto ordinata come la nostra.
Oggi abbiamo tenuto in Comune un incontro con i rappresentanti delle varie associazioni dei commercianti, spiegando il nostro progetto, che è stato studiato nei suoi vari risvolti.
L'accoglienza è stata positiva. I nostri interlocutori hanno aderito all'idea, ci sarà un incontro ulteriore nelle prossime settimane per approfondire i vari punti: ma sei mesi paiono a tutti un tempo utile per finire le scorte dei sacchetti di supermercati e negozi; qualche problema al massimo si potrà riscontrare con i visitatori nei giorni di mercato, i cui operatori saranno comunque debitamente e prontamente informati.

Il vantaggio starà (oltre a quello non piccolo di risparmiare al mondo 6 mesi di sacchetti di plastica da parte di più di 8 mila persone) nel fatto che il Commercio potrà prepararsi al futuro, in questo campo, in una stagione non ancora satura come diventerà invece la fine anno: ci si potrà attrezzare per fornire eventualmente sporte biodegradabili ai clienti, e per trovarli a prezzi ancora calmierati. Le Associazioni potranno stipulare accordi fra loro, risparmiando qualche quattrino.

E, insomma, torneremo da San Crescentino alla vecchia e cara sporta per la spesa, da portarci da casa come si è sempre fatto.
(il che, non ha mai ammazzato nessuno, francamente).

sabato 16 gennaio 2010

Cassa integrazione a 7 milioni nel Vercellese

Cassa integrazione a quota record
I sindacati: mancano i posti promessi
(Da "La Stampa" del 16 gennaio 2010)


Da un milione e mezzo a poco meno di 7 milioni: questo il balzo in avanti nel totale delle ore di cassa integrazione autorizzate nel 2008 rispetto al 2009 per la provincia di Vercelli. I dati sono pubblicati dall’Osservatorio sulla cassa integrazione dell’Inps: si distinguono le ore di cassa ordinaria da quelle di straordinaria, tra operai e impiegati. Le cifre: nel 2009 le ore autorizzate in totale sono state 6.981.6645 contro le 1.480.133 del 2008.
Nel dettaglio, le ore di «ordinaria» per operai e impiegati sono state 5.626.719 nel 2009 contro le 876.031 del 2008; la «straordinaria» è stata rispettivamente di 1.354.954 e 604.102. Per gli operai, le ore in totale sono state 5.862.398 nel 2009 contro le 1.311.615 del 2008; mentre per gli impiegati rispettivamente 1.119.266 contro 168.518.
Molto preoccupati si dichiarano i tre segretari territoriali Gianni Esposito (Cgil), Bruno Ranucci (Cisl) e Giorgio Varini (Uil). «Altro che sviluppo - commenta Esposito - poichè i primi dati del 2010 continuano ad essere allarmanti e proseguono nella crescita. Si vanno man mano aggiungendo quelle piccole aziende che finora avevano resistito; la Cgil raccomanda di evitare i licenziamenti ricorrendo a tutti gli ammortizzatori possibili. Quanto alla mancanza di liquidità, mi sento di invitare gli imprenditori a utilizzare le risorse di famiglia: a gente che guadagna 5-6 mila euro all’anno, non è lecito chiedere ulteriori sacrifici».
Irruente il commento di Ranucci. «Questi dati - dice - potrebbero anche non destare allarme fino a quando non si scaricheranno sull’occupazione. Viviamo una disastrata situazione di partenza: la Confindustria sostiene che la disoccupazione è al 5,3 per cento, ma da tempo per la Cisl è invece al 10,3. Non solo: ma quella autentica è ancora superiore, perchè non si tiene conto di chi non si iscrive più, nè di chi non si è ancora iscritto: a Vercelli il Centro per l’impiego ha censito oltre 11 mila persone di età dai 16 ai 65 anni. Quanto a Vercelli, da anni aspettiamo l’arrivo dei posti di lavoro promessi; invece le aziende chiudono e i contratti a termine non vengono rinnovati. Penso che solo fra 4-5 anni torneremo ai livelli ante-crisi».
Varini: «Le prospettive sono nere, e lo resteranno se non ripartono il mattone con il suo indotto. Occorrono le grandi opere: un anno fa, in campagna elettorale ci era stato promesso che l’ospedale nuovo sarebbe partito. Lo stiamo ancora aspettando".

giovedì 14 gennaio 2010

Crescentino, la dura realtà quotidiana



In pochi giorni, nella nostra piccola comunità, un operaio della Dana (Italcardano) si è incatenato per alcuni minuti fuori dalla fabbrica, per urlare il suo disagio di cassintegrato con tre figli maggiorenni (e probabilmente disoccupati) a carico; e oggi poi un uomo che vive a Crescentino dai primi anni del Duemila, ex carabiniere, ha sparato ferendolo gravemente allo psichiatra che andava a visitarlo.
Siamo un paese che era di campagna, che viveva i ritmi della natura, con una cultura un po' calvinista, con il dovere del lavoro nella testa.
Siamo, dai primi '70, un paese industriale, dove l'immigrazione ha cambiato la natura stessa della comunità, allargandone gli orizzonti ma subendo poi, come ogni altro luogo dove esista l'industria, la coda agghiacciante della crisi.
Questi episodi così poco "crescentinesi" ci mostrano l'altra faccia della nostra piccola città, dura da accettare.
Ci fanno comprendere le difficoltà nel riconoscerci come una unica entità. Ognuno ha un'idea del paese in testa: ma Crescentino oggi è un paese diviso in varie comunità, non sempre dialoganti. Farle convivere, guardare ai problemi di tutti, cercare di alleviare il disagio, è un dovere al quale non ci si può sottrarre.
Marinella

mercoledì 13 gennaio 2010

La scheda prepagata della mensa (e Crescentino on line)



Si è svolto il primo incontro fra i genitori degli studenti delle elementari e delle medie e l'Amministrazione, per spiegare il nuovo criterio di pagamento delle mense scolastiche.
Come si ricorderà, a giugno ci siamo trovati con 42 mila euro di mensa non pagata: per un Comune in gravi difficoltà economiche come il nostro, è una cifra assurda; il rosso è stato ora ridotto a 24 mila euro, solleciti sono ancora in corso e doveroso è il riscontro per chi sostenga di non potersi permettere di pagare.
L'assessore Fabio Ratto, e la consigliera delegata per la scuola Nicoletta Ravarino, hanno dunque incontrato le famiglie.
E Fabio ha spiegato con chiarezza il nuovo metodo di pagamento.
Due sono le possibilità: appoggiarsi a una banca, come già si faceva. Oppure utilizzare i punti di ricarica stabiliti sul territorio, come si fa con i telefonini, con un credito a scalare.
Se succede che una famiglia rimanga molto indietro con i pagamenti, scatta un avviso e un controllo della situazione.
Da lunedì 18, un link sul sito del Comune che sta via via prendendo vita - www.comune.crescentino.vc.it - indicherà la strada per la gestione del Servizio Mensa on line. Adesso c'è un errore di grammatica da sotterrarsi dalla vergogna, ma conto che l'autore si preoccupi di correggerlo presto....
Così, sono cominciati i primi contatti utili con il sito. Si familiarizza con una realtà che non è futuro ma presente per ormai parecchi comuni e nella nostra vita di tutti i giorni.
Piano piano, andiamo avanti. Nel giro di un paio di mesi il sito dovrebbe riempirsi di molti contenuti utili ai cittadini. Vi terremo informati.

Ciò che è necessario non è mai rischioso



Sono ancora in piedi. Ho visto solo sui giornali locali, non di persona, la fotografia di persone con uno striscione, "Dimissioni subito". Amici miei che erano casualmente in sala del Consiglio Comunale sono stati invitati a scendere per tenere su l'opera, ma conosco meglio di altri le leggi dello showbusiness e il plot lo avevo intuito dall'inizio, e mi ero persino divertita un po'.
Ma è stata una sceneggiata sprecata, da tenere da parte per pericoli davvero pesanti. Ricordatevi la storia di "al lupo al lupo".
Mi dispiace, lo dico francamente, per una cosa sola: mi sono augurata dall'inizio di questa avventura che si tornasse a un clima di confronto civile, dove a opporsi sono le diversità di opinioni, dove l'odio non è una categoria. Temo che simili iniziative riportino quel clima guerresco del quale un paese in crisi come il nostro ha tutt'altro che bisogno, e che regnava in campagna elettorale.
E' questa una responsabilità che pesa sulla Maggioranza come sull'Opposizione, e anche sui cittadini. Odiarsi non serve a nulla, ci si fa solo del male. Vi prego, ricordatevene sempre, quando i tribuni del popolo vi arringano.
Per quanto mi riguarda, vado avanti. Ciò che è necessario, non è mai rischioso.

giovedì 7 gennaio 2010

Consiglio al fulmicotone, chiusura drammatica

Non si può dire che sia stata una serata tranquilla. Sul Consiglio Comunale convocato il 7 gennaio alle 18 per una richiesta dei cinque membri della Minoranza, pesava la richiesta della medesima di annullare o ritirare la delibera del 25 novembre scorso che decideva la partnership fra il Comune e un'azienda del settore per la costruzione di una centralina idroelettrica sulla roggia Camera.
Particolarmente eccitato è parso il consigliere Mosca, artefice di gran parte della contestazione al progetto. Ha parlato anche per 25 minuti di seguito (il regolamento prevede 10 minuti per i capigruppo), sfidando di continuo la sindaca Venegoni ("vuol chiamare il gendarme? Faccia pure"); sembrava evidente un'intenzione di diventare il mattatore nella serata: alcune persone fra il numerosissimo pubblico si sono sentite chiedere da lui di scendere in piazza, a sostenere uno striscione che chiedeva le dimissioni della Sindaca.
Nei fatti, il protagonismo di Mosca un po' sopra le righe è sembrato prevaricare il resto dell'Opposizione, che è rimasta educatamente nell'ambito dello spazio a disposizione, e se ne è poi andata (con lui) non partecipando alla votazione dell'emendamento della Maggioranza, che ha deciso di sospendere la tanto chiacchierata delibera del 25 novembre scorso.
Finale di serata traumatico, con seduta interrotta per votazione verso le 20,30, subito dopo che era stato annunciato un incidente d'auto di cui è stata vittima la moglie del consigliere Malara (per fortuna, la Signora se l'è cavata con un ampio taglio sotto un ginocchio: ma le hanno dato 50 punti all'ospedale di Chivasso, e il giovane di Verolengo che le aveva tagliato il passaggio con il suo fuoristrada è purtroppo deceduto).
Pubblichiamo qui sotto l'intervento in apertura della Sindaca Venegoni, che riassume i termini di tutta la vicenda della centralina, e le decisioni della Maggioranza.

"L'Amministrazione Comunale propone stasera di sospendere - non di annullare, né di revocare - la delibera di Consiglio n.50/2009, sostituendo i punti 1 e 2 della parte dispositiva con un'unica proposta, la seguente:
"sospendere l'esecuzione della delibera cc n.50/2009 al fine di accertare la presenza sul mercato di altre imprese qualificate, di esperienza e disponibili alla realizzazione di una centralina idroelettrica "A vite di Archimede" secondo le modalità e alle condizioni indicate nella delibera CC 50/2009, dando mandato all'Ufficio Tecnico LL.PP di esperire idonea procedura ad evidenza pubblica per individuare il soggetto che assicuri all'Ente il maggior vantaggio economico e tecnico".

Finisce per ora dunque l'idea di fare, semplicemente, "Una bella cosa per Crescentino". E finisce il 24 dicembre, alla vigilia di Natale, con una lettera della ditta Roncuzzi di Ravenna - a noi ormai ben conosciuta vista la copiosa documentazione su di essa esibita dal consigliere Mosca - che rivendica di costruire e installare coclee e confuta alcune affermazioni apparse sul blog "Amare Crescentino".

Ora, siccome appare evidente che nessuno della Maggioranza ha pubblicizzato il blog "Amare Crescentino" nel territorio di Ravenna, è chiaro che si è in presenza di un tentativo di intervenire nelle decisioni della Giunta, par di capire a causa di beghe legate a brevetti. Beghe che a noi non interessano, ma l'intervento della ditta di Ravenna potrebbe precludere a denunce verso le nostre decisioni, potremmo esser costretti a cercare un altro avvocato per difendere quelle che noi riteniamo le nostre buone ragioni, si rinfocolerebbero polemiche che in questo momento non ci interessano e non servono al futuro del Paese.

Quella della centralina idroelettrica sul salto della Roggia Camera era una piccola iniziativa per fare subito "una cosa bella per Crescentino". Ma altri problemi ben più cruciali ed importanti per il nostro futuro abbiamo davanti: sfide pesanti sull'area ex Teksid, sulla bonifica di un territorio grande quanto il centro abitato della città. Dobbiamo concentrarci sui temi generali più cruciali.

Il casus belli è stata la decisione della Giunta di avviare una partnership con una ditta che opera sul territorio piemontese, e che ha già esperienza nel settore. Criterio legittimo, ci hanno detto prima la Segretaria Comunale e poi il parere del leggendario Avvocato Monti: ma contestato sia dall'Assessore esterno Sellaro che dall'assessore Angelone, che hanno voluto prendere le distanze da una banale relazione sull'argomento del vicesindaco Allegranza, che in Giunta esponeva l'iniziativa, proponendo di demandare la decisione al Consiglio Comunale.

Subito dopo, l'iniziativa è stata contestata con grande virulenza dal Consigliere Mosca, che ha raggruppato tutta la Minoranza con la richiesta di questo Consiglio Comunale che si celebra oggi, a prendere una decisione che credo per la prima e forse ultima volta nella storia vede d'accordo Greppi e Sellaro, due che non mi risulta abbiano molto in comune.

Breve storia riepilogativa:
Dei fondi Eon arrivati alle Casse Comunali, 550 mila euro sono stati spesi dall'amministrazione Greppi (con la costruzione tra l'altro della fontana), mentre 293 mila sono vincolati a opere di risparmio energetico ad alto impatto ambientale.
Di questi, si è pensato di utilizzarne 140/160 per la famosa "Cosa bella per Crescentino".

Nessuna energia è più pulita di quella che viene dall'acqua, una delle poche risorse locali, peraltro di proprietà del Consorzio Ovest-Sesia. Ma in accordo con esso, e con il piccolo salto dell'ex Mulino, se ci fossimo messi subito in moto, fra poche settimane - com'era l'intenzione, e per questo la necessità di avere subito un partner qualificato - avremmo potuto guadagnare già nel 2010 almeno 18 mila euro puliti, che sarebbero serviti ad alleviare per esempio la condizione di molti indigenti che bussano senza sosta alle porte del Comune. Dovremmo mandarli sotto casa vostra?

Inoltre, si sarebbe avviata immediatamente un'opera di riqualificazione dell'intera area, con il posizionamento della vecchia Ruota in bella mostra, un'area verde, camminamenti. Progetti che ora rinviamo sine die.

L'opposizione, che dall'inizio si è dichiarata Minoranza, delineando così il valore completo di un Consiglio e della sua dialettica complessiva in vista del Bene Superiore della Collettività cui tutti apparteniamo, ha obiettato in massa al progetto, facendone da due mesi a questa parte un cavallo di battaglia contro la Giunta.
Aggiungo: il ruolo della Minoranza, di per sé costruttivo, rischia in questo frangente di costituire solo un interesse politico strumentale a mettere in crisi la Maggioranza, e a non far raggiungere un obiettivo proclamato legittimo come era quello del nostro progetto.

Non è dunque con scorno, ma con un certo orgoglio che ritiro il provvedimento. Il ritiro è una sfida al senso di responsabilità morale di chi contro questo progetto ha tuonato, in un momento economico che richiede altrove il dispendio delle nostre energie.

Il Consigliere Mosca ha quasi disboscato il Borneo inondandoci di relazioni e documentazione reperibili su internet. E' la condanna dell'era Google: che avrà molti vantaggi senz'altro, ma offre una montagna di notizie contro pochissima informazione: e spero non sfugga la differenza.

L'accusa è che il non aver chiesto altri preventivi, e non aver avviato una indagine di mercato, penalizzi le risorse del Comune. Voi pensate che, quando in giugno in Comune siamo arrivati noi, non abbiamo trovato un solo foglio protocollato che si riferisse a incontri con la Lucefin che ha poi acquisito l'area ex Teksid. In questo caso, indagini sono state esperite, da un team messo insieme dal vicesindaco Allegranza, e ci sono state visite alla Centralina già esistente di Occimiano costruita dalla stessa ditta scelta da noi, e sono state fatte indagini sui costi e sulle opportunità e sulle migliori scelte possibili. Ma con un criterio, per scelta del vicesindaco, più leggero e rapido rispetto alle procedure abituali, per arrivare alla decisione che oggi ritiriamo.

Mi sono poi stati forniti i preventivi raccolti dal consigliere Mosca. Quello della ditta la cui lettera ci ha fatto sospendere la decisione, la Roncuzzi, era sì di 121 mila euro contro i 371 e fischia della CPS, ma dalla comparazione dei preventivi nella tabella di Roncuzzi mancano 10 voci, mentre sono 5 le voci che mancano dal preventivo della Energy di Pordenone, che pure con i suoi 221 mila euro più si avvicina alla CPS. Abbiamo chiesto alla Roncuzzi di farci sapere dove possiamo visitare impianti di questo tipo già attivi, come quello di Occimiano costruito dalla CPS: ci è stato risposto due giorni fa che ne sono in costruzione uno a Treviso e due a Vicenza, ma di pronti non ce n'è.

Di questo, e di altri particolari più tecnici di cui vorrete ancora sapere, vi risponderanno più avanti il vicesindaco e il consigliere Graziano, che ha seguito tutta l'operazione.

Quel che mi preme adesso dire al Consigliere Mosca, visto che ormai si parla di acqua passata, è che in questo momento il Comune non possiede su quella porzione di Roggia Camera proprio niente, se non il retaggio di ciò che ci fu ed è andato distrutto: la concessione dell'Ovest Sesia consiste in una balconata che non c'è più, e in una passerella che non c'è più, e in una pista che non c'è più, in un Mulino che non c'è più. Il Comune avrebbe dato, e darà se si potrà ancora, in comodato d'uso i propri ex immobili per ristrutturare un edificio che contenga la coclea. Tutto qui.

Ma a questo punto, da domani, qualunque privato potrebbe chiedere ad Ovest Sesia di costruire una struttura come quella che noi volevamo costruire in gran fretta. Per fare "Una bella cosa per Crescentino".

Ora, decidiamo di sospendere in vista di una nuova procedura più rispettosa dei metodi tradizionali, e molto più lunga. La Minoranza si prenda la responsabilità del proprio battage di questi mesi, e si chieda anche lei se ha fatto la cosa giusta per il bene di tutti. Solo il futuro, a questo punto, ci dirà perdite e ricavi della cosiddetta lotta politica, in questa città travagliata da tanti problemi.



sabato 2 gennaio 2010

Buon anno a Crescentino

(Poesia di Gianni Rodari)

Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno.

mercoledì 23 dicembre 2009

BUON NATALE CRESCENTINO

Tanti auguri di Buon Natale da Amare Crescentino

giovedì 17 dicembre 2009

Chi va al mulino s'infarina

Da Sergio che ama definirsi "Un tecnico" e basta, riceviamo ulteriori informazioni


"Egr. sig. dei vari blog ANONIMI e NON
Rispondo da questo blog perché da qui è partita questa discussione e ritengo giusto che per me qui finisca.
In questi giorni ho letto una miriade di commenti, quasi tutti contrari all’idea di questa Amministrazione per la realizzazione della microcentrale idrica "Mulino di Crescentino".
La contrarietà può essere legata alla forma con la quale è stata gestita dalla Amministrazione, oppure perché ritenuta deturpante dell’ANGOLO PAESAGGISTICO di Crescentino oppure perché inutile.

Risponderò solo ed esclusivamente sulla questione tecnica, argomento che conosco discretamente poiché in questi mesi ho avuto la possibilità, grazie a persone e ditte che mi hanno supportato, di approfondire la conoscenza del settore (consiglio che mi sento di elargire a chi vuole dare giudizi senza conoscenza).
La microcentralina idroelettrica "vite perpetua a forza idraulica" viene prodotta in Europa esclusivamente da Ritz-Atro con brevetto proprio DE4139134 C2 e DE19507149C2.
La proposta fatta da CPS al Comune di Crescentino è composta in sintesi di due parti:
1 Lavori di adattamento del sito per centrale , consolidamento dell’alveo della roggia Camera, sistemazione ruota mulino. Detti lavori saranno oggetto di progettazione da parte del UT del Comune su direttive CPS/RITZ-ATRO.
2 Fornitura di macchinari, paratie di sbarramento per barraggio e di macchina provenienti da Ritz-Atro, apparecchiature elettriche/elettroniche provenienti da Ritz-Atro. Montaggio da parte di personale Ritz-Atro; progettazione su direttive Ritz-Atro e pratiche varie.
Quanto descritto, in modo molto sintetico, sopra è per spiegare il contenuto del progetto CPS, non paragonabile ai due preventivi presentati da "Crescentino Ricomincia", essendo gli stessi mancanti di alcune parti.
E’ molto spiacevole vedere scritto a grandi lettere che il Comune di Crescentino "butta via 100-140.000euro" quando la realtà non è questa."
(il tecnico Sergio)

lunedì 30 novembre 2009

La microcentrale, la Camera, la storia,,,,,

Riceviamo questo contributo chiarificatore da parte di un concittadino tecnico che ha seguito dall'inizio tutta la faccenda della microcentrale sulla roggia Camera al Mulino. Il signore preferisce che non si faccia il suo nome, cosa volete che vi diciamo? Tocca rispettare il desiderio, a fronte di questa esposizione. Ma è una persona ben nota in città, e non faticherete a trovare qualcuno che quel nome non stenterà dirvi a voce (il signore in questione, sul nome a voce, non è contrario: ah, Crescentino Crescentino.....) .
(e naturalmente grazie mille per lo spiegone).


Prima di introdurre l’argomento "Microcentrale idroelettrica Mulino di Crescentino" si ritiene importante fare alcuni accenni sulla Roggia Camera e spiegare cos’è il microidrico per eliminare la confusione creata, forse ad hoc o per ignoranza, in questi giorni.
La roggia Camera che nasce nel comune di Saluggia dal canale del Rotto, è stata realizzata nel 1465 dai Comuni viciniori con il concorso del Marchese del Monferrato e sono stati creati sul territorio del comune di Crescentino tre salti d’acqua per il funzionamento di mulini ( Monte, Crescentino, Caravini).
Le ruote ad acqua di questi mulini hanno funzionato fino agli anni cinquanta per essere poi sostituite prima da motori a scoppio e poi da motori elettrici.
La roggia Camera ha una portata minima di 2 mc/s per mesi 7 (periodo di irrigazione) e di 1,5 mc/s per mesi 3 e un periodo di asciutto di mesi 2. ( dati Consorzio Ovest-Sesia).
L’idraulica dice Ep= 9,81 x Q x H ( Q= mc/s H= altezza in m. del salto da pelo a pelo ) da cui si conclude che il salto del Mulino in periodo di 2 mc/s ha una Ep= 53 Kw.
Le turbine Kaplan o simili, utilizzate normalmente, necessitano di un salto > 5m. quindi non idonee al sito.
La ditta tedesca Ritz-Atro ha realizzato un tipo particolare di turbina basata sul principio della vite del siracusano Achimede (200 a.c.) adatta per salto da 1m. a 5m. e portate max. 5mc/s. con rendimento >75%.
La coclea idraulica non necessita di impianti disgrigliatori e non danneggia la fauna ittica.
L’impianto Microcentrale idroelettrica Mulino di Crescentino, rispettando il progetto di massima elaborato, avrà una potenza elettrica di 40 Kw e una produzione annua di 250Mwh, vita >40 anni con modesta manutenzione legata a una meccanica semplice e robusta e una riduzione di 130 ton.anno di CO2
Impianti di questo tipo sono stati realizzati, a partire dal 2000, in Germania e nel Nord-Est d’Italia, in Piemonte ne esiste uno solo a Occimiano realizzato da Centro Piemonte Servizi entrato in funzione nella primavera del 2009.
Il coefficiente EROEI ( bilancio energetico: rapporto tra energia prodotta durante il suo intero funzionamento e energia impiegata per costruirlo, farlo funzionare e smaltirlo ) è >150 in comparazione con 5 del fotovoltaico e forse <>12%.
Stando alle affermazioni dell’Amministrazione, il Comune dispone solamente di una parte di tale somma e non dispone delle risorse tecniche e umane per sviluppare le varie fasi del progetto e non è facile reperire sul mercato personale con esperienza su una tecnologia nuova.
La scelta di utilizzare la Centro Piemonte Servizi come partner è dettata dalla possibilità, al momento unica, di avere una supporto tecnico e finanziario che garantisca un risultato finale secondo le migliori aspettative.
Da una visura camerale l’attività P della suindicata ditta risulta essere "Intermediazione immobiliare" S impianti elettrici e elettronici; tuttavia stando alle dichiarazioni del ad i proventi di tale attività primaria sono investiti nel settore dell’energia alternativa (vd. Impianto di Occimiano).
Secondo la bozza di convenzione il comune di Crescentino ha il diritto di prelazione sulla quota di impianto proprietà di Centro Piemonte Servizi.

mercoledì 18 novembre 2009

Bioetanolo, i Ghilsolfi Boys in visita al Comune

Prima visita ufficiale, ieri pomeriggio, di tre emissari del Gruppo Mossi&Ghisolfi al Comune di Crescentino. Nella Sala del Consiglio Comunale, in due incontri moderati dalla Sindaca e alla presenza dell'Assessore all'Innovazione della Regione Bairati - ai quali hanno partecipato gli esponenti della Maggioranza, quelli della Minoranza, l'Assessore all'Ambiente della Provincia Fabrizio Finocchi e brevemente i due consiglieri regionali Alessandro Bizjak e Luca Pedrale, due consulenti tecnici scelti dall'Amministrazione (erano stati invitati i Sindacati, ma non si sono presentati), sono state illustrate le linee di massima del progetto del bioetanolo. Una scheda tecnica definitiva e più dettagliata sarà successivamente presentata da Mossi&Ghisolfi alla Provincia, e attraverso questa al Comune, così come prevedono le procedure.
Premessa
Una direttiva europea obbliga a miscelare biocarburanti (da fonti rinnovabili) ai carburanti tradizionali. L'Italia li importa da Brasile, Far East, e da Germania e Francia: non esistono impianti di produzione nel nostro Paese.
M&G (Mossi e Ghisolfi) vuole creare "valore" italiano e puntare su una chimica che trovi sul territorio le sue fonti di approvvigionamento. La bocciatura a livello mondiale di piante per alimentazione (come il mais) usate per produrre il bioetanolo, ha convinto l'azienda a puntare sulla seconda generazione di impianti, con materiale ligneocellulosico. Canna comune (paglia di grano), ci è stato detto, per la quale la M&G si rivolgerebbe ad un marchio specializzato, non possedendo il know-how.
Il territorio previsto per la coltivazione è di 4 mila ettari, nel giro di una sessantina di km.
Dalla materia prima, composta di cellulosa, emicellulosa e lignina, si ricaverebbero sia il bioetanolo che energia elettrica: quest'ultima dalla TERMOVALORIZZAZIONE della lignina, che alimenterebbe l'impianto e sarebbe pure ceduta in rete.
Il materiale arriverebbe su strada, il bioetanolo partirebbe su rotaia (vengono annunciati 2 treni la settimana, che debbono poi tornare).
Userebbero acqua di pozzo solo per raffreddare le attrezzature.
Costruirebbero un depuratore.
**************
Emissioni
vapore acqueo
CO2
Particolato
**************
Rumore
"Le parti più rumorose dell'impianto saranno insonorizzate e saranno protetti i recettori sensibili".
************
Odori
Ci è stato detto che il problema viene risolto all'interno dell'impianto.
************
Hanno parlato di uno stabilimento circondato da piante e disegnato da un architetto con criteri estetici. L'intenzione è di presentare questo primo impianto a potenziali acquirenti per costruirne altri da altre parti.
**************
Stabilimento attivo 24 H, 7 giorni su 7.
***************
"Occuperà più di 100 persone fra giornalieri e turnisti", ma sul numero non ci sono dati certi: hanno parlato dell'indotto, più rilevante dal punto di vista quantitativo.
Ricadute sul settore agricolo, sulla logistica, manutenzione, pulizia, studi professionali locali, attività terziarie: alberghi, ristorazione, cultura "che potranno cogliere l'opportunità legata alla fitta rete di relazioni che il sito saprà e dovrà sviluppare".
********************
M&G non ha ancora acquistato il terreno, sul quale grava il problema della bonifica dopo 30 anni di fonderia. Esami approfonditi sono in corso da parte di tutti gli Enti preposti, dall'Arpa alla Provincia: nessuno ha idea dei tempi tecnici necessari, che sono quelli che comandano. "Se saranno cinque anni, andremo altrove", ha detto il Relatore.
********************
Noi aspettiamo ora i documenti più dettagliati, da sottoporre ai Consulenti Tecnici del Comune, per tutte le necessarie verifiche sulla sicurezza, la salute, l'ambiente e sull'impatto sulla popolazione, prima di prendere una strada.
La popolazione sarà costantemente informata.
Bioetanolo, e termovalorizzatore. Questa è la novità.

lunedì 16 novembre 2009

Natale, 330 buoni spesa e poche luci

Non è facile aiutare tanta gente che in questo periodo se la passa male: c'è chi ha perso il lavoro, chi vede il potere d'acquisto ridotto dall'inflazione, chi deve fare i conti con la pensione, chi ha bimbi piccoli e non vede prospettive rosee davanti a sé. Con l'assessore all'Assistenza Malara e con tutta la Giunta, abbiamo discusso a lungo: alla fine, in prossimità del Natale abbiamo scelto di stanziare - limando qui e là - 10 mila euro per 330 buoni spesa da destinare ai residenti di Crescentino che rientrino nelle seguenti casistiche:

-Utenti del banco solidale
-Famiglie senza reddito i cui componenti non percepiscano ammortizzatori sociali
-Pensionati al minimo senza altri redditi
-Nuclei familiari con ISEE dell'anno 2009, per i redditi 2008, minore o uguale a 5.600 euro.

I moduli di richiesta sono disponibili all'ufficio Anagrafe, e dovranno essere presentati entro il 30 novembre prossimo.

I buoni spesa potranno essere ritirati dagli aventi diritto a partire dal 10 dicembre 2009 presso l'ufficio Anagrafe, e potranno essere spesi esclusivamente negli esercizi commerciali presenti sul territorio di Crescentino che aderiscono all'iniziativa, nei giorni che vanno dal 19 dicembre prossimo al 6 gennaio 2010.

I buoni hanno un valore nominale di 30 euro ciascuno e verranno erogati privilegiando le famiglie con minori o soggetti portatori di handicap.
L'elenco dei negozi che aderiscono verrà consegnato con il buono.

Le luci che fanno tanto Natale? Non potendoci permettere altro, abbiamo pensato di illuminare piazza Caretto che è la casa di tutti i Crescentinesi, con inoltre quattro semplici fili luminosi ai quattro ingressi della città. In Piazza Caretto metteremo a inizio dicembre una giostrina, per divertire un poco i bambini. E speriamo in un futuro migliore...

venerdì 6 novembre 2009

Bioetanolo, non tiratemi la giacchetta

Nel 1998 (o '99) quando vennero i cinesi a visitare la Teksid, in vista dell'apertura di una simile struttura dalla loro parti, il super-capo prefetto dell'area tal-dei-tali mi portò in dono un bel vaso cinese. Lo misi religiosamente nell'ufficio del sindaco, ma poi quando arrivò Fabrizio Greppi lo rimosse piazzandolo altrove: non perché fosse brutto, ché non credo gli manchi il gusto, ma perché - orrore! - l'avevo ricevuto IO, una co-mu-ni-sta.
Scherzi a parte, l'episodio dei cinesi mi è tornato in mente perché, durante un pranzo con la delegazione cinese vai-a-sapere-dove, mi alzai e parlai del problema dell'inquinamento, e del dialogo stretto con la Teksid per abbattere i fumi che - ricorderete tutti - si sprigionavano da laggiù. E il prefetto cinese - che fingeva di non sapere l'inglese - mi guardava come se stessi parlando della luna. Solo che anni dopo, alla vigilia delle Olimpiadi, Pechino ha dovuto ordinare di spegnere tutti i riscaldamenti anche se faceva freddo, e bloccare le auto, perché l'aria della Città era irrespirabile, e l'immagine della Cina agli occhi del mondo che partecipava alle Olimpiadi sarebbe rimasta duramente compromessa.

Sono le vendette della Storia, sì proprio quella maiuscola, che mi stanno venendo in mente ora che tutti mi tirano la giacchetta - da destra e da sinistra - sulla storia di questo insediamento di bioetanolo Mossi&Ghisolfi che vorrebbe albergare qui, nell'area ex Teksid e ora Ilvo.
Riassumiamo. Non ci sono ancora, in Italia, insediamenti di bioetanolo. Questo che vuol venire è sperimentale, dunque. Che cosa vuol dire? Che 40 ingegneri e periti proveranno a tirar fuori da lì, per la prima volta in Italia, la lodevole benzina pulita che inquina di meno.
Ma ci sono invece parecchi stabilimenti del genere in Germania, uno in Belgio, uno a Rotterdam in Olanda, altri in Spagna. Passo le notti su internet, per informarmi. E ho fatto amicizia via mail con due professori del Minnesota, stato degli Stati Uniti nel quale, nel 2000, insediarono uno stabilimento di bioetanolo che poi dovette esser chiuso, perché la gente soffriva di cefalee, eruzioni cutanee, e soprattutto sopportare l'odore del mais divenne intollerabile.
Già. Erano gli impianti di prima generazione, usavano il mais, la "melia". Quello lì del Minnesota fu fra i primi dei primi. I miei professori rimasero così "scioccati", che ancora si occupano, oggi, del bioetanolo. Se non altro, per dare consigli ai pellegrini del web, come io sono. Lo fanno per i posteri. Lodevole.
Il nostro sarebbe invece un impianto di seconda generazione, naturalmente. Che usa non più il mais, per generare bioetanolo. Nessuno quasi lo usa più, il mais. Il "nostro" impianto userebbe invece biomasse ligneocellulosiche, e canne palustri, e paglia di grano.
Puzzerà? Farà fumi?
Quanta puzza, quanti fumi?
Sempre via internet, quelli che sono vicini agli impianti che usano invece le barbabietole, mi hanno detto che alcuni che vivono nei dintorni hanno preferito traslocare.
Degli esiti "nasali" e rumorosi delle nostre sostanze, quelle almeno che ci sono state per ora descritte, non sappiamo ancora nulla. C'è uno stabilimento in Georgia, nel Sud degli Stati Uniti, che le usa. Ma voi credete che io non vada a metterci sopra il naso, prima di decidere?

Nei dintorni della ex Teksid c'è Cerrone. Un po' più lontano, i Galli. Io voglio quella mia gente viva, e vegeta, e allegra per quanto allegri si possa essere. Non voglio che un giorno mi tirino gli accidenti perché hanno la puzza eterna sotto il naso, e il rumore, e i fumi, e vogliono vendere la casa ma nessuno se la compra, etc etc etc.
Io non sono un prefetto cinese, conosco la differenza fra l'aria pulita e quella puzzolente, e non fingo come lui di ignorarla.
Perciò. Nessuna preclusione, assolutamente. Magari le ligneocellulose, la paglia di grano, le canne palustri, sono inodori. Hai visto mai...Però, molta attenzione. Studio, e annusamento estero.
Già Esaù vendette il suo regno per un piatto di lenticchie, e nella Storia non viene ricordato positivamente.
Perciò. Cari amici di destra e di sinistra, occhio. Anzi, naso. Facciamo tutte le indagini, ascoltiamo tutte le ragioni, poi decideremo nell'interesse generale: che è quello della popolazione che vive qui, che siamo tutti noi. Anche un referendum, non ci starebbe male. Pensiamoci.
E, please, smettetela: chi di attaccare manifesti, chi di tirarmi la giacchetta in quel vecchio esercizio di potere maschile che ha fatto il suo tempo. Almeno con me, che sono una navigatrice di lungo corso: non attacca, e non mi spaventa.
(E se non vi piace la mia strada, mandatemi a casa: ormai sapete come si fa, no?)
Marinella Venegoni sindaca

mercoledì 28 ottobre 2009

Al Monte: La panchina dei miracoli.

Ricevo da Pino Rotondo questa storia deliziosa, per me, nella sua freschezza e semplicità. Grazie davvero a Marina che l'ha pensata e raccontata così bene, con tanto di titolo accluso. mv

Da anni, in frazione Monte c'è una panchina verde, vecchia, sgangherata, fatta con assi di recupero e appoggiata su quattro blocchi di cemento.
Questa panchina ha preso sole e pioggia contro il muro di casa di Luigi, quella che una volta era la scuola del paese.
Ci siamo seduti tutti lì sopra, non più di due, per carità....
Comunque, trovandosi in piazza, è sempre stata in ogni caso il "centro" sociale del paese. Quando la dott.ssa Venegoni è passata di qua per la sua campagna elettorale, ha notato lo stato pietoso della panchina e ne ha promessa una nuova. Non appena eletta, la panchina nuova si è materializzata miracolosamente ed è stata messa accanto all'altra (mica la vogliamo buttare via? può sempre tornare utile!).
Poi, su richiesta dei frazionisti, a Pino Rotondo, che ha la delega alle frazioni, è stata avanzata la richiesta di una seconda panchina, che dopo qualche giorno ha soppiantato la vecchia panca verde (che non è stata buttata via....seeee!).
Per tutto questo tempo le panchine sono sempre state affollate di frazionisti ed intorno a loro hanno cominciato a consumarsi merende, chi portava un salame da condividere, chi apriva una bottiglia di vino, e i pomeriggi della nostra estate sono trascorsi così in allegria.
Poi le merende sono diventate merende sinoire, perchè qualcuno ha cominciato a portare la moglie e i manicaretti di quest'ultima, sono spuntati tavolini e sedie; poi lo spazio ha cominciato ad essere insufficiente e allora sono state organizzate vere e proprie cene, a rotazione, a casa dei frazionisti che partecipavano.
Queste due panchine hanno operato una specie di miracolo, anche perchè oggi che il tempo comincia ad essere inclemente, voi penserete che i nonni del paese se ne stiano rintanati al calduccio delle loro case, e invece la vecchia panchina verde è dovuta tornare al lavoro, rimaneggiata e rinforzata (sono spariti i blocchi di cemento per lasciare posto a delle vere gambe di ferro saldate) ed affiancare le due panchine nuove che non bastavano di nuovo più.
Questo, a parere mio, la dice lunga sul fatto che non bisognerebbe mai disfarsi di cose o persone solo per il fatto che sono vecchie, hanno ancora molto da dire e da fare!
MARINA

Il Vercellese, le risaie e le biomasse

Da "La Stampa" del 28 ottobre, articolo di Gianfranco Quaglia (si parla anche di mini-centrali idroelettriche: che il Comune ha allo studio nel territorio di Crescentino...)

VERCELLI
La «Green Economy» non è un’utopia fra le risaie. Anzi, è qualcosa di più concreto. Il Vercellese potrebbe diventare capitale delle energie rinnovabili, collocandosi all’avanguardia in Piemonte.Non è la prima volta che il tema viene affrontato e in alcuni casi è sfociato anche in clamorose prese di posizione contrarie (come a Desana e Caresana, che si sono opposti alla costruzione di impianti a biogas alimentate da paglia di riso). Ora l’argomento torna di attualità. Ieri alla Sala Pastore della Camera di Commercio il convegno «Le energie rinnovabili e le amministrazioni locali» ha tracciato un quadro di possibili applicazioni in tema di agroenergie. Insomma, dall’agricoltura possono derivare nuove fonti di energia alternativa. Ne è pienamente convinto l’ingegner Roberto Isola, consulente di Confindustria, che si occupa del coordinamento tecnico del Polo di Innovazione: «Vercelli è stata scelta come uno dei quattro poli regionali di energia rinnovabile. In Piemonte sono 79 le aziende che operano nel settore dello sfruttamento energetico, una trentina nel Vercellese. Al momento siamo in fase di idee e progetti che vogliono sperimentare tutte le possibilità in questo comparto. Molte di queste iniziative sono direttamente collegate al mondo agricolo (legno, paglie di riso, stocchi di mais, sfalci d’erba). Uno dei capitoli più interessanti riguarda la pirogassificazione (bruciare la biomassa). Questo sistema può avere grosse ricadute su impianti di piccola taglia. E’ sulle piccole centrali di biomassa che noi puntiamo. La provincia di Vercelli può dare un grosso contributo. Anche la paglia di riso, ad esmepio, è da valorizzare in un’ottica di mini-impianti. Insomma, esistono ampi sbocchi di mercato». Isola è anche fautore di un altro progetto ad ampio raggio, che proprio nel Vercellese, grazie alle caratteristiche idrogeografiche, troverebbe vasta applicazione: si chiama «Mini Idro» e vuole sfruttare il sistema di piccoli «salti» realizzati per il deflusso e il controllo delle acque nei canali irrigui che alimentano le risaie. Isola è convinto che da queste opportunità possono essere ricavate decine di mini-centrali idroelettriche in grado di fornire energia, contribuendo alla diversificazione degli impianti tradizionali. Paolo Balsari, dell’Università di Torino, traccia un quadro dell’esistente in Italia: 186 impianti di biogas foraggiati con derivati agricoli, reflui zootecnici, scarti industriali. Di questi, 34 sono in Piemonte. Tutte le province sono praticamente coperte, tranne Novara e Verbania. L’energia che arriva da questi impianti attualmente copre lo 0,6 per cento del fabbisogno nazionale.Ma siamo ancora lontani dalla diffusione capillare che ormai da anni esiste negli altri Paesi europei, soprattutto quelli del Nord. In Germania, ad esempio, gli impianti in funzione sono 4 mila.

lunedì 26 ottobre 2009

E' cominciata la stagione autunno/inverno: le sfilate..

In questi giorni i settimanali locali cominciano a divertirsi. Lasciatelo dire a me, che me ne intendo. Il Consiglio Comunale di venerdì scorso, che aveva come suo punto di forza l'approvazione di un nuovo Supermercato, ha scatenato reazioni che dureranno nei giorni. Per prima è arrivata, nelle lettere a La Stampa edizione di Vercelli, la bordata dell'ex sindaco Fabrizio Greppi. Non lo avete letto? Eccovelo (mv)


Venerdì sera c'è stato a Crescentino un Consiglio comunale dove la maggioranza formata in larga parte dal partito democratico ha già mostrato tutti i propri limiti: in particolare si discuteva dell'approvazione di un centro commerciale di circa 4000 mq. 1) C'erano due assenze di spicco: l'assessore Sellaro e addirittura il capogruppo di maggioranza Pino Rotondo che è un commerciante - impegni precedentemete assunti ha detto il sindaco…Mancando anche il consigliere Ravarino, ad un certo punto i lavori sono stati addirittura sospesi perché non c'era piu neanche la maggioranza!!! 2) Nonostante si discutesse di un piano urbanistico e di una convenzione urbanistica, chi ha illustrato il tutto, chi accettava gli emendamenti, chi rispondeva alle domande è sempre stato il vicesindaco Allegranza che non è l'assessore all'Urbanistica, delega che invece il sindaco ha mantenuto da sempre per sè, ma che non ha praticamente proferito parola sull'argomento..ciò dimostra chiaramente chi comanda in Comune a Crescentino… 3) Questa maggioranza, che in campagna elettorale ha detto che non avrebbe mai approvato questo centro commerciale, penalizzante il commercio crescentinese, l'altra sera ha fatto di tutto per dare la colpa al mio piano commerciale (che io ho ricordato essere fatto assolutamente secondo i dettami imposti dalla Regione - ma quella è di sinistra e quindi non la si può toccare - ma soprattutto con due lettere di approvazione di Ascom e Confesercenti); il leit-motiv d'ordine era «non vorremmo ma siamo obbligati» con relativa faccia funebre di circostanza. 4)Il sindaco però, dietro mia sollecitazione e con una fulgida dimostrazione di real-politik, ha ammesso che nelle casse comunali entreranno ben 160.000 euro di oneri oltre a 482.000 di opere di urbanizzazione (e a questo punto la faccia prima triste dei Consiglieri di maggioranza si è aperta in sorrisi radiosi) . Il Comune ne ha assolutamente bisogno, ha detto, perché il famigerato sottoscritto ha lasciato le casse vuote: mi permetto di ricordare che ho lasciato oltre ad un avanzo di amministrazione 2008 di 140.000 euro anche 570.000 euro dei fondi Scanzano ancora da spendere. L’assessore alle finanze Ratto, che con me sindaco era in minoranza, queste cose dovrebbe averle dette, e per di più si ritrovano facilmente nel bilancio del Comune.Quindi questa maggioranza non ha onorato la cambiale contratta a suo tempo con i crescentinesi ed in particolare con il mondo del commercio e dell'artigianato che se ne dovranno fare una ragione, piaccia o no. FABRIZIO GREPPI CRESCENTINO

Rieccomi. Il supermercato approvato sarà in realtà di 1.500 mq, metratura oltre la quale occorre l'approvazione della Regione.
1) Ci sono state altre assenze altre volte, nella maggioranza; succede che uno abbia un congresso, un altro il turno di notte, un terzo la figlia malata: la gente lavora, oltre a fare il consigliere. Ma spesso non c'era nemmeno Fabrizio Greppi, nei passati consigli, e dunque non ha potuto notarle: del resto, anche l'altra sera si è fermato per quel poco, il tempo del dibattito sul supermercato, la dichiarazione di non partecipare al voto (non si sa perché: è a favore o contro, quel benedetto supermercato?), poi ha detto che aveva mal di testa e se n'è andato. Spero gli sia passato.
2) Ricominciano gli strali verso la sottoscritta, rea di esistere, e di sedere lì: e sì che non l'ho mica sconfitto, alle elezioni è arrivato addirittura dopo Speranza; l'avevano sconfitto semmai i suoi mandandolo a casa, qualche mese fa, è anche di cattivo gusto ricordarlo, ma tant'è. Qui insinua addirittura che io non faccia il sindaco, bravo ragazzo. E siamo solo all'inizio... Certo che io non sono Napoleone, tendenzialmente: non posseggo il Centro Anziani, né la Banda Comunale, insomma è un lavoro di squadra, il nostro.
3) E finalmente abbandoniamo Greppi alle sue cattiverie, e parliamo del super, il cui progetto era stato scoperto dal prode Sellaro in campagna elettorale: durante la quale abbiamo - ho - detto, che Crescentino aveva già un'altissima densità di posti vendita, e dunque non si vedeva la necessità di un altro supermercato. Una volta eletta, ho scoperto con i miei in Comune che la pratica era stata già espletata in gran parte, che il Piano regolatore prevedeva un supermercato in quella zona: un avvocato consultato, ci ha detto che non potevamo ledere un diritto di un privato (vuoi che Greppi non sapesse, di questa idea, nei suoi ultimi giorni di Pompei?).
Bene, ma mentre si acquisivano tutti questi dati, mi sono resa conto che al nostro amato paesello si portava a compimento uno stato di gran crisi, attività economiche lente, gente povera e depressa. L'ingegnere che sovrintende il progetto, mi ha spiegato che il loro target sono gli abitanti a un raggio di 20 minuti di auto. Abbiamo chiesto di non fare negozi, per non danneggiare i nostri delicati commercianti: hanno eliminato quella parte di progetto, e ancora si spera che lì trovi posto un falegname, o qualche attività artigianale che sia carente in città, per ampliare i servizi.
Nel frattempo abbiamo riflettuto che sarebbe stato ben curioso dire di no - potendo - all'apertura di una attività che assume, in un paese con tanti problemi.
Ora il nostro ex sindaco si mostra pure innervosito perché abbiamo gradito che l'azienda metta a posto il viale che va verso le scuole, e aggiungo qui che come gesto di mecenatismo ci sistemeranno gli infissi nell'archivio storico, visto che neanche questo ci possiamo permettere, con un impianto di condizionamento che eviti la distruzione di preziosi, antichi, manoscritti.
Ci ha lasciati senza soldi, già, il De Cuius. La fontana luminosa da 70 mila euro non l'ha inventata mio zio, e le ex Suore della Carità sono costate più di un milione di euro: ce ne vorrebbe un altro per metterla a posto, quando mai li avremo? Con i fondi di Scanzano, modestissimi rispetto a ciò che ci spetterebbe, ci allargheremo ben più che nel centro storico, per rifare le strade, tirando la coperta troppo corta a vantaggio di più cittadini.
Intanto, grazie a Gian Maria Mosca per la consulenza sulla convenzione, prontamente recepita in aula.
Intanto, aspettiamo che qualche raggio di sole invernale scalfisca le nebbie della depressione, e andiamo avanti, con lo scolapasta in testa....

martedì 20 ottobre 2009

Bioetanolo sì o no? Che cosa chiediamo

Mercoledì sera alle 21, è ormai noto, la Lega Ambiente parlerà all'Auditorium del bioetanolo di seconda generazione. La Mossi&Ghisolfi ha messo gli occhi su Crescentino, ma dal nostro esotico e amatissimo angolo di mondo, abbiamo avuto finora informazioni assai superficiali.
L'unico, e primo, contatto ufficiale è avvenuto soltanto la scorsa settimana negli uffici dell'assessore all'Innovazione Andrea Bairati, a Torino.
A quella riunione, la Sindaca si è presentata con un documento che contiene un breve preambolo esplicativo e varie richieste, ancora - ovviamente - in attesa di una risposta.
Ve lo sottoponiamo.
*********************************

Con i suoi 500 mila metri quadri, l'area della ex Teksid è tanto grande quanto l'intera città di Crescentino, che conta 8.100 abitanti. E' per la nostra Comunità, quell'area, contemporaneamente uno spauracchio e una risorsa: uno spauracchio per le scorie Teksid che ancora vi giacciono e che chiediamo siano rimosse definitivamente, uno spauracchio per un futuro oscuro del quale ci sfuggono ancora i contorni; ma anche una risorsa, se il cambiamento sarà gestito in correttezza, guardando all'interesse dei cittadini, già afflitti dalla giacenza dell'80 per cento delle scorie nucleari italiane a Saluggia, 6 chilometri da noi; e dal continuo incubo dell'apertura di una centrale nucleare di cui nessuno sente il bisogno. Noi abbiamo già dato, e per primi, a Trino - a 15 chilometri da qui - fin dal lontano 1968.
L'Amministrazione Comunale della Città, insediatasi il 7 giugno scorso, non è per principio contraria all'installazione di un impianto di bioetanolo di II generazione. Ma l'avvio delle trattative dev'essere preceduto da una serie di impegni sia normativi che economici da parte della Regione, con il coinvolgimento di più assessorati. E' fondamentale, anzi, che venga ascoltata pure l'Unione Europea.

Si richiede perciò una risposta chiara, con presa d'impegno e disponibilità continuativa di collaborazione, sui seguenti punti:

1) Aiuto decisivo della Regione per la rimozione delle scorie della Teksid, nell'area adiacente all'attuale Ilvo.
2) Preparazione da parte della Ilvo di uno Strumento Urbanistico Esecutivo relativo all'intera zona ex Teksid, che ci consenta una visione complessiva del progetto, al momento mancante.
3) Bonifica totale dell'area ex Teksid, in funzione del futuro riuso.
4) Chiediamo alla Regione di darci, come consulenti per la Città, un esperto in bonifiche e un geologo, che ci seguano i lavori.
5) Chiediamo alla Regione di commissionare uno studio sugli effetti strategici, per la città, dei nuovi insediamenti.
6) Trasformazione dell'ex Teksid, da parte della Ilvo e d'intesa con la Regione Piemonte, secondo le linee del progetto Apea, l'ultimo gioiello prodotto dagli uffici regionali: un'area produttiva ecologicamente attrezzata, con sinergie fra le aziende che si insedieranno sia per i rifiuti che per l'uso di energie alternative, e per il riciclo dell'acqua consumata, che esca dai depuratori e possa servire per uso agricolo.
Insomma, un progetto pilota nel quale la Regione, gli Assessorati coinvolti e la UE partecipino con gli indispensabili finanziamenti, e che possa mostrare anche fuori dai nostri angusti confini la qualità della capacità progettuale Made in Piemonte.
7) Chiediamo al dott.Ghisolfi di commissionare uno studio di fattibilità sull'area, sulle condizioni di suolo e sottosuolo, per poter esaminare il progetto che ci presenterà, alla luce dei problemi che emergono.
8) Il dott.Ghisolfi ci dovrà spiegare che cosa intende usare come biomassa. Il nostro territorio è pieno di risaie, è possibile utilizzare gli scarti del riso, creando un circolo virtuoso? E se no, da dove farà arrivare questo materiale? E quali garanzie si avranno sulla composizione autentica di detto materiale?
9) La città di Crescentino, posta sul tratto ferroviario Casale Monferrato/Chivasso, è attraversata da un solo binario che passa in mezzo alle case, nel centro. Che cosa si intende fare?

sabato 3 ottobre 2009

Che cosa ha detto Crescentino a Saluggia

Si è concluso a Saluggia nel tardo pomeriggio di sabato il Convegno sulle scorie nucleari. L'assessore Demetrio Malara ha letto al folto pubblico l'intervento del sindaco di Crescentino, che riportiamo.
*****
"Inutile negare che dietro le decisioni cruciali che aleggiano in questi tempi di paura per la nostra zona, ci sia una storia di ambiguità. Una ambiguità sulla quale progressisti e conservatori si sono misurati nei decenni: è un terreno in cui salute e sicurezza sono state trascurate e via via monetizzate, date in pasto ad interessi che sovrastano la capacità di reazione di una popolazione tendenzialmente arrendevole oltreché pacifica, tendenzialmente pronta a correre rischi purché ben ricompensati (e neanche tanto bene, in verità), esattamente come è accaduto in varie zone del Terzo Mondo non preparate e non consapevoli.
Insomma, né Saluggia né Crescentino sono Scanzano, e dobbiamo farcene una ragione.
Scusate se oggi queste parole possono suonare brutali: ma senza la dovuta sincerità, è impossibile impostare una linea d'azione comune.
Una linea d'azione che parta appunto dall'analisi del carattere locale, per andare indietro alla storia di questo deposito.
Una linea che prescinda dalle scadenze elettorali per guardare impietosamente a che cosa siamo stati, a come siamo e a come potremmo diventare.

In tempi nei quali ognuno è più attento alla qualità dei cibi e delle bevande, alle colture biologiche, all'aria che si respira, in tempi di trionfo delle energie alternative in tutto il mondo, noi qui stiamo facendo i conti con la non remota ipotesi di convivere con la pattumiera nazionale delle scorie. E questo la dice lunga. Per non parlare della sciagurata evenienza di una prossima centrale nucleare da queste parti, che chiuderebbe il cerchio e ci condannerebbe a un futuro recintato.

Per quanto riguarda, nel piccolo, Crescentino, l'attuale Amministrazione è fermamente intenzionata a far rispettare il simbolico cartello "Comune Denuclearizzato", impedendo - con ogni mezzo legale a propria disposizione - il transito verso e da Saluggia dei veicoli che portino materiale sensibile. Lo sappia il Comune vicino, e si attrezzi.

Ma poiché questo è solo, appunto, un dettaglio, la necessità è innanzitutto ora quella di misurare la residua capacità di resistenza delle persone contrarie al proseguimento della politica della scorie sul nostro territorio, indipendentemente dal colore politico: sui numeri e sulla mobilitazione giace l'unica chance delle nostre terre.
Invito pertanto a mettere da parte antichi rancori e rivalità che hanno generato nell'area di centro-sinistra la sindrome di Tafazzi, e a iniziare da oggi la costituzione di un nucleo territoriale aperto a tutte le forze e ai gruppi ambientalisti, in grado di programmare capillarmente un'attività di informazione e mobilitazione, che maturi a tempo breve i suoi frutti.
Per tutto il resto, l'Amministrazione Comunale di Crescentino appoggia in toto la linea dura della Regione, unica garante in questo momento della possibilità di preservare la residua qualità della nostra vita e di quella delle generazioni successive".
Marinella Venegoni, sindaca di Crescentino

venerdì 2 ottobre 2009

Ghisolfi a La Stampa: ecco le biomasse

Da "La Stampa" del 2 ottobre

TORTONA
L’area ex Teksid di Crescentino è uno dei tre siti in pole position per l’insediamento del primo impianto al mondo per la produzione di bioetanolo di seconda generazione, carburante ecologico, ricavato cioè da cellulosa, del gruppo Mossi & Ghisolfi. «Non abbiamo ancora deciso - dice Guido Ghisolfi, vice presidente del gruppo -: posso dire che in questo momento Crescentino è il candidato più serio per l’impianto, un investimento di 80-100 milioni che darà lavoro ad un centinaio di persone dirette ed un altro centinaio nell’indotto. Un’occasione che la provincia di Alessandria si è lasciata scappare».
Per realizzare l’impianto infatti, all’inizio era stata scelta un’area alle porte di Tortona, ma una serie di difficoltà hanno indotto il gruppo a cambiare sito. Al Parco scientifico tecnologico di Rivalta Scrivia, frazione di Tortona, però, è partito l’impianto pilota che produce l’etanolo da canna palustre (arundo donax) su ricerca finanziata da Regione Piemonte e Comunità Europea. Il bioetanolo di seconda generazione è più apprezzato di quello attuale perché ottenuto non più da zucchero ma da cellulosa, dunque da biomasse non food. La linea è stata interamente progettata da Chemtex Italia ed è coperta da cinque brevetti.
La controllata del gruppo M&G ha iniziato a lavorarci alla fine del 2007, quando si è insediata nel Parco scientifico di Rivalta e ha assunto una ventina di ricercatori (chimici, agronomi, ingegneri, biologi). «Questa tecnologia dev’essere industrializzata su un impianto da 40 mila tonnellate - dice Ghisolfi -. Fino a ieri l’etanolo veniva prodotto da mais o canna da zucchero. L’etanolo di prima generazione ha un mercato nel mondo di 80 milioni di tonnellate: 35 in America, 25 in Brasile, 2-3 milioni in Europa e il resto sparso nel mondo. Se bruciamo cibo, però, affamiamo la gente. Così la ricerca si è messa in moto ed è andata verso due soluzioni, sempre partendo da biomasse: o da paglia di grano o da canna palustre. Queste essenze erbacee hanno una serie di vantaggi: la paglia è un residuo agricolo, mentre per coltivare la canna non servono fertilizzanti nè acqua, cresce anche su terreni marginali e si taglia una volta all’anno».
Se l’impianto industriale, dopo tante polemiche e resistenze da parte della popolazione e delle associazioni ambientaliste, alla fine sorgerà fuori, forse a Crescentino.

La sindaca: se utilizzassero gli scarti del riso...

Da "La Stampa" del 2 ottobre

"Un impianto per la produzione di biocarburanti nell’ex area Teksid. Che cosa ne pensa sindaco Venegoni?
«Questa proposta per l’insediamento nell’area che è stata acquistata dall’azienda di logistica Lucefin è giunta sul nostro tavolo da qualche tempo e la stiamo valutando: abbiamo chiesto pareri sul suo insediamento a tecnici esperti in modo che valutino l’impatto ambientale».
Favorevole o contraria ai biocarburanti a Crescentino? «Non salto dalla gioia. A soli sei chilometri da noi, nella vicina Saluggia, ci sono già le scorie nucleari, ed ora che Lucefin farà la bonifica dell’area Teksid ci libereremo finalmente anche dell’amianto, quindi se penso al futuro preferirei una produzione più “rilassante” e salubre per l’ambiente dove vivono i miei cittadini».
Ma si tratterebbe di un impianto di seconda generazione: dovrebbe offrire maggiori garanzie? «Pare sia di tecnologia innovativa con l’utilizzo di sostanze meno dannose, ma valuteranno i tecnici».
Ha in mente qualcosa?
"Proporrei, se fosse possibile, invece di realizzare nuove piantagioni, di sfruttare gli scarti del riso".
Una nuova azienda crea posti di lavoro?
"E’ vero, ma devo dire che la città si sta muovendo: arrivano in Comune richieste di lottizzazioni per costruire villette e palazzi, per aprire attività commerciali e questo è un segnale positivo".