(Scusate gente mia: se vi dico che questo blog non pubblica commenti anonimi, perché mandate commenti anonimi? Nel bene e nel male, non li pubblico...)
Con molto sconcerto, stasera ho appreso dalla telefonata d’una giornalista che tre consiglieri della mia lista avevano deciso di staccarsi dal gruppo con cui erano stati eletti dalla Città. Il modo in cui ho conosciuto la notizia mi è apparso molto significativo: evidentemente, quello che anzitutto interessava ai 3 transfughi era mettersi sulla scena, apparire sui giornali con le loro facce e le loro belle dichiarazioni di orgoglio e di autonomia intellettuale, e poi, solo poi, rammentarsi della responsabilità dell’impegno che avevano assunto con me e con la Città.
E’ anche un problema di buona educazione, certamente, ed educazione significa non soltanto “buongiorno” e “buonasera”, ma – per le persone adulte – significa soprattutto rispetto delle forme e dei ruoli. Ma, come diceva in altre circoastanze Manzoni per il povero don Abbondio, uno se l’educazione non ce l’ha non se la può dare.
Ma c’è evidentemente anche un problema politico, e però questa povera ossessione della visibilità ne denuncia amaramente tutti i limiti. Quando si sta in una coalizione, bisogna accettare le regole del dialogo e del confronto, bisogna sapersi battere per difendere i principi nei quali si crede, ma poi – messi da parte narcisismo, voglia di foto sul giornale, dichiarazioni estemporanee (e quanto di tutto ciò si è visto invece nella stampa locale!) – riconoscere il valore prioritario del progetto cui si è aderito, e a questo cedere responsabilmente le proprie diversità.
E’ ovvio che non sempre si può essere tutti d’accordo con le decisioni prese dalla coalizione; ma la responsabilità assunta al momento della formazione della coalizione comporta che il confronto delle idee verrà riproposto (se idee vi sono, naturalmente) sempre, a ogni nuova decisione da prendere, con tenacia immutata, senza mai deflettere, senza mai cedere. Solo i bambini, e i pusillanimi, scappano a lamentarsi di non aver avuto la marmellata che s’aspettavano.
Peccato. Certo, dietro tutto questo si agiteranno le sigle di partiti e di movimenti, per darsi panni credibili e autorevolezza. E non ci si accorge che a non aver imparato la lezione del governo Prodi si regala soddisfazione e speranze di ribaltone a coloro che si dice di voler combattere. A Roma, a inseguire la purezza dell’atto testimoniale e la loro presunta intransigenza di principio, Pecoraro Scanio, Diliberto, Giordano, Bertinotti hanno ottenuto il bel risultato di consegnare il governo e il paese a Berlusconi.. Ma che bravi, quali eroi, quale coraggio!
Nella satira politica c’è un personaggio molto popolare, che si prende a bastonate sui propri attributi maschili, e gode e gode; è Tafazzi, di Aldo Giovanni e Giacomo, che così vogliono rappresentare il masochismo di parte della sinistra italiana, quella che ama narcisisticamente se stessa e la propria sconfitta; e gode, e gode. Può darsi che qualche povero Richelieu di provincia stia pensando di mettersi addosso i panni di Tafazzi, pur di soddisfare il proprio ego; ma i 3 transfughi rischiano di isolarsi mettendo magari in difficoltà quel programma che dichiarano di voler difendere.
Io comunque non credo proprio che Crescentino sia Roma, anche se qualcuno ci pensa e ci sogna su, magari preparando recite demagogiche di forbita retorica. Ma quello che è certo, è che da Roma Tafazzi ora è arrivato anche a Crescentino.
Come se ne esce? Con la serenità e la tranquilla coscienza di sempre. Denunciati i limiti e la inconsistenza del “programma politico” dei transfughi, si continua esattamente come prima, discutendo, dibattendo confrontando le idee e le posizioni personali, e alla fine cedendo alle ragioni della coalizione, e del progetto che questa ha proposto alla Città. Ho già avuto un’esperienza simile nel mio primo mandato come Sindaco, e ho retto la continuità del mio progetto fino alla sua scadenza naturale, resistendo a ogni transfuga e a ogni ricatto di presunte diversificazioni. Chi si apparta nella intransigenza astratta del proprio ego, o ascolta le sirene dei Furbacchioni, fa Tafazzi, non fa politica.
mercoledì 24 novembre 2010
lunedì 22 novembre 2010
Cattivi pensieri e Mark Twain
Può un'Amministrazione comunale forzare la mano su un piano tecnico, andando a dire - essa - a superesperti di un ramo tanto cruciale e complesso quanto quello dell'Ambiente e delle bonifiche, che cosa debbano o non debbano fare, sempre dal punto di vista delle risultanze tecniche?
L'interrogativo non è di poco conto. E in questo Comune - da quando l'anno scorso ha fatto toc-toc la Mossi&Ghisolfi manifestando l'intenzione di far sorgere qui il primo impianto italiano di bioetanolo - si è deciso che, per quanto la proposta fosse economicamente e socialmente appetibile in una comunità in crisi profonda come la nostra, la faccenda andava trattata con le pinze, per dare ai crescentinesi tutte le possibili garanzie che nell'area ex Teksid si sarebbe fatto solo ciò che la legge decide si possa (o no) fare, e comunque e anzitutto nel rispetto della salute e della sicurezza della nostra Città. Che è l'unica condizione che guida le mie decisioni politiche.
Domani mio marito, dopo l'ultima visita specialistica di controllo, avrà gli ultimi riscontri oggettivi della valutazione diagnostica anticipata oggi stesso, a voce, dal professore. E potrò rientrare in Italia. E' cessata quindi la comprensibile condizione di attesa e di angoscia che, ogni volta, mi accompagna in questi periodici "viaggi della speranza".
Mi sento perciò più serena nell'esprimere alcune riflessioni su quanto è accaduto nella mia Città in questi 19 giorni all'estero, nei quali comunque - e ovviamente - ho sempre seguito l'attività dell'Amministrazione e le decisioni che andavano prese.
Vorrei dunque fissare tre punti, per un dovere di chiarezza.
Il primo punto è un problema di metodo.
All'inizio di novembre, avuta la conferma delle date della 4 visite specialistiche negli Usa, ho voluto intervenire personalmente nella periodica riunione dei capigruppo, per informarli della mia partenza e delle ragioni che l'imponevano. L'ho fatto come gesto di cortesia verso coloro che - nel governo dell'Amministrazione o all'Opposizione - curano gli interessi della Città, ricordando a tutti che Miami, se pur nell'idea cinematografica di qualcuno è una città di vacanza, per me è un centro oncologico di altissima qualità mondiale. L'unico - come dicono gli oncologi - che ha saputo salvare la vita di mio marito.
Nei giorni subito successivi alla mia comunicazione, incredibilmente, e anche in forma agghiacciante per chi come me crede nel rispetto e nella solidarietà tra persone, alcuni rappresentanti della Minoranza hanno presentato una richiesta "urgentissima" di convocazione del Consiglio Comunale. A essere maligni, si potrebbe dire che contavano di sfruttare la mia assenza per ricavarne un risultato politico. Io che - come tutti sanno - sono di buon animo, non ho osato pensare che ci potesse essere tanta spregiudicatezza etica e tale indegna precipitazione speculativa; ma non ho potuto fare a meno di valutare i fatti per quello che erano.
Per questo ho voluto far avere al capogruppo Fabio Ratto un messaggio diretto al Consiglio, che è stato letto e mi sembra qui doveroso far conoscere:
"Miei cari concittadini. Egregi Consiglieri.
Purtroppo devo inviare da molto lontano il mio saluto e il mio augurio di buon lavoro a questo Consiglio comunale.
Come alcuni di voi sapranno - e certamente lo sanno coloro che fingono di dimenticarlo e con ignobile strumentalità tentano di sfruttare per biechi fini di propaganda una mia forzata assenza - sono negli Stati Uniti per ragioni terapeutiche e diagnostiche relative al tumore di un mio stretto familiare.
Io non voglio il male di nessuno, e non auguro neppure al più intellettualmente disonesto dei miei avversari di dover provare quello che ho provato, e provo io, in questi miei viaggi negli Stati Uniti.
Ma non saranno i miei problemi familiari a distogliermi dal tentare di instaurare la cultura del fare politica come attività di servizio verso la nostra Comunità. Ribadisco, alla luce di quello che sta accadendo proprio stasera, la necessità di tale cultura come un dovere morale: che a qualcuno forse apparirà inconcepibile, ma è proprio verso costoro che l’esempio della correttezza e della onestà deve imporsi come costume di questo Consiglio Comunale".
Sul piano del metodo, denuncio quindi con indignazione comportamenti che - pur assolutamente legittimi - configurano un esercizio della vita politica mirante esclusivamente a ottenere miseri riscontri elettoralistici (ammesso poi che li si conseguano, e che i crescentinesi non diano anche un giudizio morale sulle spregiudicatezza delle persone pubbliche).
Il secondo punto di questa mia riflessione, nella via del ritorno a casa, fa riferimento al merito, cioè ai contenuti del dibattito politico in corso. Contenuti che si concentrano quasi integralmente sul possibile impianto di bioetanolo a Crescentino.
Ricordo che fin dal primo momento ho detto:
1) Assoluta trasparenza del governo della Città in ogni momento dello svolgimento delle pratiche relative all'esame in progetto.
2) Dovere prioritario di salvaguardare la salute di oggi, e delle generazioni future, della MIA città, commisurando sempre a questo obiettivo le ragioni dell'interesse economico, pur rilevante, del progetto.
L'anno che sta finendo è stato faticosissimo proprio perché la materia dell'area ex Teksid è talmente complessa che fior di esperti e di professori universitari hanno dovuto discutere fra loro per interi mesi, e spiegare a noi amministratori quali fossero le strade che si aprivano per le scelte che vogliamo fare.
Proprio in ragione di queste difficoltà, e della necessità di una chiarezza preventiva, non si è ancora arrivati a una conclusione su quella parte di terreno ex Teksid - non bisognosa di bonifica -nella quale la M&G vuole insediare il suo impianto. Sono tuttora in corso le conferenze dei servizi (la prossima venerdì 26 in Provincia a Vercelli, alla quale prenderò parte a nome della Città, con i tecnici) che sono la struttura istituzionale che supporta e controlla dal punto di vista tecnico e normativo l'esame dei progetti come questo in discussione.
Mi dà l'impressione, a volte, che la Minoranza non abbia seguito con la dovuta attenzione il delicato iter dei mesi scorsi, troppo occupata com'era a cercare polemiche ad ogni costo - sui consulenti che abbiamo dovuto prendere per sorreggere questa complessa vicenda e sul loro onorario - per poter guardare dentro la materia dell'iter in corso. E che ora cerchi di rimontare, andando a spiegare a uno e all'altro di questi esperti che cosa - essi, gli esperti - debbono fare.
Sono convinta che la Commissione che si insedierà se Provincia e Arpa daranno il via libera all'impianto di bioetanolo - con Maggioranza, Opposizioni e Rappresentanti della cittadinanza - servirà a chiarire le idee a tutti. Sempre che ci sia la buona fede e la necessità vera a guidare le richieste di convocazione di Consigli Comunali... urgentissimi.
La mia Amministrazione, che non vuole vendere fumo e chiacchiere elettoralistiche, mentre ribadisce con orgoglio di avere il dovere di dare indirizzi politici alle proprie scelte, anche ribadisce con ovvio riconoscimento della complessità della materia la necessità del parere informativo dei tenici prima di qualsiasi decisione. E difende e garantisce questo interesse sia con la nomina di esperti e di docenti super-partes sia con l'utilizzo dei pareri che gli organi istituzionali previsti dalla legge (Provincia e Arpa) ci vanno fornendo. Pareri che riguardano, ovviamente, anche la possibile necessità di una Vas: una necessità che può nascere solo dalle decisioni di questi organi, anche se qualcuno della Minoranza ci monta su una pleonastica rivendicazione senz'altra plausibile ragione d'una visibilità pubblica. Anzi, proprio in questa pleonastica rivendicazione finiva poi per concentrarsi larga parte della..."urgenza" della convocazione del Consiglio in mia assenza (si voleva addirittura proporre l'approvazione - improponibile ! - di un indirizzo da dare ai tecnici su materia tecnica).
E qui arrivo al terzo punto della mia riflessione.
Ho acquisito nel tempo il forte convincimento - e davvero non credo di essere l'unica in città ad averlo ormai, dopo questi mesi di attività politica - che larga parte dell'attività della Minoranza miri soprattutto a guadagnarsi visibilità, piuttosto che a guardare anzitutto all'interesse reale della Città. E' una scelta legittima, naturalmente, ed è una scelta che corrisponde alla libera espressione del ruolo politico di ogni parte presente in Consiglio.
L'impressione però che le sedute pubbliche e le dichiarazioni pubbliche di parte della Minoranza hanno consolidato in molti è che - vista la inattaccabilità dell'Amministrazione quanto a onestà, correttezza di comportamento, rispetto delle norme, difesa dell'interesse pubblico - si sia scelta la strada della manipolazione della conoscenza, pur di conseguire un risultato di consenso presso una parte dell'opinione pubblica.
Un esempio? Be' a parte questa convocazione...urgente sulla quale stiamo riflettendo, penso all'invito di alcuni giorni fa a discutere pubblicamente sotto il titolo "Ci stanno togliendo anche il mercato". Poichè da quasi 40 anni faccio la giornalista e lavoro nel campo della comunicazione, credo mi debba essere consentita una certa capacità di analisi del significato dei "messaggi". E quel titolo rivelava il progetto d'un condizionamento del pensiero dell'opinione pubblica: dava per scontato che l'Amministrazione abbia già tolto qualcosa (ma quale mai qualcosa?) alla Città, e che addirittura voglia togliere anche il mercato.
Chi quelle cose voleva introiettare nella mente dei crescentinesi sapeva perfettamente che non corrispondono al vero. E dunque praticava una autentica manipolazione della conoscenza.
Come giornalista, so bene che viviamo in un tempo nel quale "la politica dell'annuncio" prevale sulla realtà dei fatti. E ricordo bene quanto scriveva Mark Twain (sono in America e cito uno scrittore americano, ma potrei farlo con mille autori europei): "Nel tempo che una menzogna fa il giro del mondo, la verità ancora sta indossando le scarpe".
E proprio perchè so questo, assisto con disgusto all'opera di manipolazione che talora viene praticata da alcuni, sub specie di attività politica di interesse generale. Il nostro Manzoni (ecco che torno a un autore italiano) aveva creato una indimenticabile figura di manipolatore delle parole, il "dottor Azzeccagarbugli", mestatore di coscienze e di conoscenze. Nell'assistere a certe recite pubbliche, e nel leggere certe dichiarazioni, mi trovo costretta a chiedermi se qualche dottor Azzeccagarbugli non abbia preso residenza nella mia Città.
Io posso sbagliarmi, su tante cose, e certamente sbaglio e ho sbagliato. Ma sempre con onestà e pronta a riconoscere l'errore, se questo ci sia stato. E comunque fin dal primo giorno in Consiglio ho detto che - proprio per questa mia consapevolezza - avrei considerato come apporto prezioso il contributo della Minoranza al dibattito pubblico. Purchè sia un contributo reale, costruttivo, come molte buone intenzioni che talvolta hanno fatto comunque capo in talune dichiarazioni pubbliche.
Mi indignano però i processi di manipolazione della realtà. E pur se da lontano ancora per qualche ora, qui voglio comunicarlo alla mia città, oggi che sono più serena e che ancora una volta dico di non voler che mai nessuno abbia a provare le angosce che prova chi si trova a doversi misurare con la minaccia di un tumore.
L'interrogativo non è di poco conto. E in questo Comune - da quando l'anno scorso ha fatto toc-toc la Mossi&Ghisolfi manifestando l'intenzione di far sorgere qui il primo impianto italiano di bioetanolo - si è deciso che, per quanto la proposta fosse economicamente e socialmente appetibile in una comunità in crisi profonda come la nostra, la faccenda andava trattata con le pinze, per dare ai crescentinesi tutte le possibili garanzie che nell'area ex Teksid si sarebbe fatto solo ciò che la legge decide si possa (o no) fare, e comunque e anzitutto nel rispetto della salute e della sicurezza della nostra Città. Che è l'unica condizione che guida le mie decisioni politiche.
Domani mio marito, dopo l'ultima visita specialistica di controllo, avrà gli ultimi riscontri oggettivi della valutazione diagnostica anticipata oggi stesso, a voce, dal professore. E potrò rientrare in Italia. E' cessata quindi la comprensibile condizione di attesa e di angoscia che, ogni volta, mi accompagna in questi periodici "viaggi della speranza".
Mi sento perciò più serena nell'esprimere alcune riflessioni su quanto è accaduto nella mia Città in questi 19 giorni all'estero, nei quali comunque - e ovviamente - ho sempre seguito l'attività dell'Amministrazione e le decisioni che andavano prese.
Vorrei dunque fissare tre punti, per un dovere di chiarezza.
Il primo punto è un problema di metodo.
All'inizio di novembre, avuta la conferma delle date della 4 visite specialistiche negli Usa, ho voluto intervenire personalmente nella periodica riunione dei capigruppo, per informarli della mia partenza e delle ragioni che l'imponevano. L'ho fatto come gesto di cortesia verso coloro che - nel governo dell'Amministrazione o all'Opposizione - curano gli interessi della Città, ricordando a tutti che Miami, se pur nell'idea cinematografica di qualcuno è una città di vacanza, per me è un centro oncologico di altissima qualità mondiale. L'unico - come dicono gli oncologi - che ha saputo salvare la vita di mio marito.
Nei giorni subito successivi alla mia comunicazione, incredibilmente, e anche in forma agghiacciante per chi come me crede nel rispetto e nella solidarietà tra persone, alcuni rappresentanti della Minoranza hanno presentato una richiesta "urgentissima" di convocazione del Consiglio Comunale. A essere maligni, si potrebbe dire che contavano di sfruttare la mia assenza per ricavarne un risultato politico. Io che - come tutti sanno - sono di buon animo, non ho osato pensare che ci potesse essere tanta spregiudicatezza etica e tale indegna precipitazione speculativa; ma non ho potuto fare a meno di valutare i fatti per quello che erano.
Per questo ho voluto far avere al capogruppo Fabio Ratto un messaggio diretto al Consiglio, che è stato letto e mi sembra qui doveroso far conoscere:
"Miei cari concittadini. Egregi Consiglieri.
Purtroppo devo inviare da molto lontano il mio saluto e il mio augurio di buon lavoro a questo Consiglio comunale.
Come alcuni di voi sapranno - e certamente lo sanno coloro che fingono di dimenticarlo e con ignobile strumentalità tentano di sfruttare per biechi fini di propaganda una mia forzata assenza - sono negli Stati Uniti per ragioni terapeutiche e diagnostiche relative al tumore di un mio stretto familiare.
Io non voglio il male di nessuno, e non auguro neppure al più intellettualmente disonesto dei miei avversari di dover provare quello che ho provato, e provo io, in questi miei viaggi negli Stati Uniti.
Ma non saranno i miei problemi familiari a distogliermi dal tentare di instaurare la cultura del fare politica come attività di servizio verso la nostra Comunità. Ribadisco, alla luce di quello che sta accadendo proprio stasera, la necessità di tale cultura come un dovere morale: che a qualcuno forse apparirà inconcepibile, ma è proprio verso costoro che l’esempio della correttezza e della onestà deve imporsi come costume di questo Consiglio Comunale".
Sul piano del metodo, denuncio quindi con indignazione comportamenti che - pur assolutamente legittimi - configurano un esercizio della vita politica mirante esclusivamente a ottenere miseri riscontri elettoralistici (ammesso poi che li si conseguano, e che i crescentinesi non diano anche un giudizio morale sulle spregiudicatezza delle persone pubbliche).
Il secondo punto di questa mia riflessione, nella via del ritorno a casa, fa riferimento al merito, cioè ai contenuti del dibattito politico in corso. Contenuti che si concentrano quasi integralmente sul possibile impianto di bioetanolo a Crescentino.
Ricordo che fin dal primo momento ho detto:
1) Assoluta trasparenza del governo della Città in ogni momento dello svolgimento delle pratiche relative all'esame in progetto.
2) Dovere prioritario di salvaguardare la salute di oggi, e delle generazioni future, della MIA città, commisurando sempre a questo obiettivo le ragioni dell'interesse economico, pur rilevante, del progetto.
L'anno che sta finendo è stato faticosissimo proprio perché la materia dell'area ex Teksid è talmente complessa che fior di esperti e di professori universitari hanno dovuto discutere fra loro per interi mesi, e spiegare a noi amministratori quali fossero le strade che si aprivano per le scelte che vogliamo fare.
Proprio in ragione di queste difficoltà, e della necessità di una chiarezza preventiva, non si è ancora arrivati a una conclusione su quella parte di terreno ex Teksid - non bisognosa di bonifica -nella quale la M&G vuole insediare il suo impianto. Sono tuttora in corso le conferenze dei servizi (la prossima venerdì 26 in Provincia a Vercelli, alla quale prenderò parte a nome della Città, con i tecnici) che sono la struttura istituzionale che supporta e controlla dal punto di vista tecnico e normativo l'esame dei progetti come questo in discussione.
Mi dà l'impressione, a volte, che la Minoranza non abbia seguito con la dovuta attenzione il delicato iter dei mesi scorsi, troppo occupata com'era a cercare polemiche ad ogni costo - sui consulenti che abbiamo dovuto prendere per sorreggere questa complessa vicenda e sul loro onorario - per poter guardare dentro la materia dell'iter in corso. E che ora cerchi di rimontare, andando a spiegare a uno e all'altro di questi esperti che cosa - essi, gli esperti - debbono fare.
Sono convinta che la Commissione che si insedierà se Provincia e Arpa daranno il via libera all'impianto di bioetanolo - con Maggioranza, Opposizioni e Rappresentanti della cittadinanza - servirà a chiarire le idee a tutti. Sempre che ci sia la buona fede e la necessità vera a guidare le richieste di convocazione di Consigli Comunali... urgentissimi.
La mia Amministrazione, che non vuole vendere fumo e chiacchiere elettoralistiche, mentre ribadisce con orgoglio di avere il dovere di dare indirizzi politici alle proprie scelte, anche ribadisce con ovvio riconoscimento della complessità della materia la necessità del parere informativo dei tenici prima di qualsiasi decisione. E difende e garantisce questo interesse sia con la nomina di esperti e di docenti super-partes sia con l'utilizzo dei pareri che gli organi istituzionali previsti dalla legge (Provincia e Arpa) ci vanno fornendo. Pareri che riguardano, ovviamente, anche la possibile necessità di una Vas: una necessità che può nascere solo dalle decisioni di questi organi, anche se qualcuno della Minoranza ci monta su una pleonastica rivendicazione senz'altra plausibile ragione d'una visibilità pubblica. Anzi, proprio in questa pleonastica rivendicazione finiva poi per concentrarsi larga parte della..."urgenza" della convocazione del Consiglio in mia assenza (si voleva addirittura proporre l'approvazione - improponibile ! - di un indirizzo da dare ai tecnici su materia tecnica).
E qui arrivo al terzo punto della mia riflessione.
Ho acquisito nel tempo il forte convincimento - e davvero non credo di essere l'unica in città ad averlo ormai, dopo questi mesi di attività politica - che larga parte dell'attività della Minoranza miri soprattutto a guadagnarsi visibilità, piuttosto che a guardare anzitutto all'interesse reale della Città. E' una scelta legittima, naturalmente, ed è una scelta che corrisponde alla libera espressione del ruolo politico di ogni parte presente in Consiglio.
L'impressione però che le sedute pubbliche e le dichiarazioni pubbliche di parte della Minoranza hanno consolidato in molti è che - vista la inattaccabilità dell'Amministrazione quanto a onestà, correttezza di comportamento, rispetto delle norme, difesa dell'interesse pubblico - si sia scelta la strada della manipolazione della conoscenza, pur di conseguire un risultato di consenso presso una parte dell'opinione pubblica.
Un esempio? Be' a parte questa convocazione...urgente sulla quale stiamo riflettendo, penso all'invito di alcuni giorni fa a discutere pubblicamente sotto il titolo "Ci stanno togliendo anche il mercato". Poichè da quasi 40 anni faccio la giornalista e lavoro nel campo della comunicazione, credo mi debba essere consentita una certa capacità di analisi del significato dei "messaggi". E quel titolo rivelava il progetto d'un condizionamento del pensiero dell'opinione pubblica: dava per scontato che l'Amministrazione abbia già tolto qualcosa (ma quale mai qualcosa?) alla Città, e che addirittura voglia togliere anche il mercato.
Chi quelle cose voleva introiettare nella mente dei crescentinesi sapeva perfettamente che non corrispondono al vero. E dunque praticava una autentica manipolazione della conoscenza.
Come giornalista, so bene che viviamo in un tempo nel quale "la politica dell'annuncio" prevale sulla realtà dei fatti. E ricordo bene quanto scriveva Mark Twain (sono in America e cito uno scrittore americano, ma potrei farlo con mille autori europei): "Nel tempo che una menzogna fa il giro del mondo, la verità ancora sta indossando le scarpe".
E proprio perchè so questo, assisto con disgusto all'opera di manipolazione che talora viene praticata da alcuni, sub specie di attività politica di interesse generale. Il nostro Manzoni (ecco che torno a un autore italiano) aveva creato una indimenticabile figura di manipolatore delle parole, il "dottor Azzeccagarbugli", mestatore di coscienze e di conoscenze. Nell'assistere a certe recite pubbliche, e nel leggere certe dichiarazioni, mi trovo costretta a chiedermi se qualche dottor Azzeccagarbugli non abbia preso residenza nella mia Città.
Io posso sbagliarmi, su tante cose, e certamente sbaglio e ho sbagliato. Ma sempre con onestà e pronta a riconoscere l'errore, se questo ci sia stato. E comunque fin dal primo giorno in Consiglio ho detto che - proprio per questa mia consapevolezza - avrei considerato come apporto prezioso il contributo della Minoranza al dibattito pubblico. Purchè sia un contributo reale, costruttivo, come molte buone intenzioni che talvolta hanno fatto comunque capo in talune dichiarazioni pubbliche.
Mi indignano però i processi di manipolazione della realtà. E pur se da lontano ancora per qualche ora, qui voglio comunicarlo alla mia città, oggi che sono più serena e che ancora una volta dico di non voler che mai nessuno abbia a provare le angosce che prova chi si trova a doversi misurare con la minaccia di un tumore.
martedì 9 novembre 2010
La macchina del fango
"Vorrei rivolgermi ai giovani, stasera, nella prima puntata di "Vieni via con me" per spiegare che la macchina del fango non è nata oggi, ma lavora da tempo.
Qualunque sia il tuo stile di vita, qualunque sia il tuo lavoro, qualunque sia il tuo pensiero, se ti poni contro certi poteri questi risponderanno sempre con un'unica strategia, delegittimare. Delegittimare il rivale davanti agli occhi della pubblica opinione, cercare di renderlo nudo raccontando storie su di lui, descrivere comportamenti intimi per metterlo in difficoltà.
Questa è disinformazione, più sottile della semplice calunnia che agisce soprattutto con i nemici, seminando quei dubbi e quei sospetti che proprio gli amici debbono temere".
Roberto Saviano
domenica 7 novembre 2010
Leggende metropolitane
Nessuno ha intenzione di spostare il mercato dal centro: come sarà uscita, 'sta leggenda metropolitana?
E' ovvio che la soluzione più semplice, quella che creerebbe meno problemi, sarebbe trasferire il tutto in piazza Matteotti. Ma non è un'ipotesi al momento presa in considerazione dall'Amministrazione. Quel che è vero, è che bisogna razionalizzarlo, il mercato, e fare uno sforzo di fantasia, e studiare una ipotesi che permetta il passaggio -sulle strade ingombrate dai vasti teloni dei banchi - del mezzo dei vigili del fuoco, per evitare il ripetersi di quella funesta occasione di alcuni anni fa, con l'incendio in piazza Caretto nel palazzo Comunale.
Su questo si sta lavorando, con parecchie ipotesi e non da oggi.
domenica 31 ottobre 2010
Peppone, Don Camillo e noi
Oggi sono stata a Brescello, il paese emiliano che fra i '50 e i '60 fu il set dei film di Peppone e Don Camillo, Gino Cervi e Fernandel. I ragazzi neanche sanno di cosa si tratti, ma il sindaco mi ha raccontato che ogni anno 40-50 mila persone continuano a visitare il centro, il museo dedicato ai film, e riempiono negozi e ristoranti procurando un buon indotto economico, e per il Comune 20/30 mila euro di incasso l'anno.
A Brescello c'era Zucchero, il cantautore, che ha deciso di presentare lì il nuovo album, dedicato a sentimenti persi per le strade dell'evoluzione che ci coinvolge tutti, e che non è sempre necessariamente positiva. Lui, che è di quelle parti - Roncocesi - mi raccontava ricordi di bambino: "Avevo uno zio che chiamavano Guerra, era un leninista e maoista sfegatato. Discuteva sempre furiosamente con il parroco, che chiamavano Don Tagliatella, e diceva di non aver mai visto in vita sua un prete magro. Però poi la domenica sera lo invitava a cena, diceva che era solo, poverino, e bisognava fargli compagnia. Ora l'attitudine è di mordere l'avversario, e basta".
Inevitabilmente ho pensato a noi, ai messaggi di odio pesante che leggo spesso sui nostri blog che hanno cambiato il metro della comunicazione, con il loro anonimato che consente a ciascuno di sparare (per fortuna solo virtualmente) una bile spesso velenosa e rivelatrice di attitudini d'animo non positive. Si vive anche male, così.
Ma ho pensato pure alle persone incapaci di confrontarsi dialetticamente, nemici e non avversari politici, pieni di out out ciechi e di pregiudizi che si perdono nelle nebbie del tempo, ognuno perso dentro bandierine e fatti propri.
Ho pensato a sgambetti e falli che vedo perpetrare, non so nemmeno se in nome di ideali o solo per preservare il proprio orto o far rifulgere il proprio ego, o per far vedere che uno è più furbo dell'altro.
E mi è venuta una gran tristezza.
martedì 26 ottobre 2010
I nuovi assessori, e il piccolo Francesco
Habemus Puerum. E' nato Francesco, figlio di Simona e Fabio Ratto. Auguri alla famigliola, e mescoliamo lieti fatti privati e pubbliche cariche, annunciando che Fabio Ratto è stato anche nominato Capogruppo di "Amare Crescentino", visto che Gianni Taverna è diventato assessore.
Gianni Taverna si occuperà di Ambiente, Territorio e Sviluppo Sostenibile, oltre che dei rapporti con il Villaggio Annunziata che erano tenuti finora da Tanino Angelone (auguri anche a lui per la nascita prossima del suo maschietto, tra l'altro).
Il secondo assessore nominato è Fabrizio Casa: a lui Ecologia, Lavoro e Solidarietà, Trasporti.
L'assessore Malara si è intanto preso carico, oltre che dell'Assistenza, anche del complesso problema dell'ATC (edilizia pubblica) e del Centro Anziani.
Grazie a tutti e buon (duro) lavoro.
Gianni Taverna si occuperà di Ambiente, Territorio e Sviluppo Sostenibile, oltre che dei rapporti con il Villaggio Annunziata che erano tenuti finora da Tanino Angelone (auguri anche a lui per la nascita prossima del suo maschietto, tra l'altro).
Il secondo assessore nominato è Fabrizio Casa: a lui Ecologia, Lavoro e Solidarietà, Trasporti.
L'assessore Malara si è intanto preso carico, oltre che dell'Assistenza, anche del complesso problema dell'ATC (edilizia pubblica) e del Centro Anziani.
Grazie a tutti e buon (duro) lavoro.
giovedì 21 ottobre 2010
Le tessere
Da giornalista iscritta dal 1976 all'Albo, debbo spiegare che è un dovere per chi fa il nostro mestiere controllare le notizie.
Su "La Periferia", uscita mercoledì con il consueto pacco di biomasse buttate nel ventilatore ben puntato verso di me, Gabriele De Giovanni scrive che "tutti coloro che restano in Amare Crescentino", dopo i noti fatti, sono iscritti al PD. In pratica, spiega lui, siamo diventati un monocolore.
Ho fatto il lavoro mio in sua vece. Ho chiesto mercoledì mattina ai consiglieri citati se fossero tutti iscritti al PD. Non sono iscritti al PD Nicoletta Ravarino, Gianni Taverna, Gianrico Graziano, Gabriele Massa.
Solo per dire che, per motivi oscuri, si dà una falsa fotografia di una compagine nata anche fra non militanti, intorno alla volontà di tentare di rinnovare la nostra amata cittadina senza alcun interesse personale, come capita anche da altre parti in quella terra di nessuno che sta intorno a Crescentino.
E poi, certo, ci sono gli iscritti al Pd, un partito che è stato importante parte in causa in questo progetto, e che continua a supportare l'Amministrazione.
Dunque, continuiamo ad essere una coalizione.
Tanto per mettere una pezza nel puzzle di stupidaggini e strumentalizzazioni di queste giornate che è davvero faticosissimo sopportare.
sabato 16 ottobre 2010
Brecht
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.
(Bertolt Brecht)
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.
(Bertolt Brecht)
In Consiglio: Cari Consiglieri, cari concittadini
Cari consiglieri, cari concittadini.
Ho dovuto, purtroppo, ritirare le deleghe che avevo assegnato a due assessori, Gaetano Angelone, consigliere della maggioranza eletta da voi con la mia lista "Amare Crescentino", e Salvatore Sellaro, nominato assessore "esterno" con i poteri che la legge mi conferisce.
Ho detto "purtroppo" perchè potete immaginare quanto mi sia costato dover prendere atto alla fine, dopo miei ripetuti tentativi di ricomposizione e di offerta di dialogo, che il loro comportamento creava una insopportabile destabilizzazione del lavoro della Giunta e - con le loro dichiarazioni pubbliche e con gli atteggiamenti tenuti in ogni sede - rischiava di minare di fronte all'opinione pubblica la credibilità stessa del mio operato.
Ero consapevole - e l'ho dichiarato in ogni occasione - che una coalizione di forze diverse comporta elementi potenziali di contrasto e di ottiche non sempre concordanti. Accade in ogni attività, accade nella vita politica. Ma si sta in una coalizione se se ne condividono i progetti e le strategie, avendo sempre la capacità, e l'intelligenza, e la sensibilità, di ricomporre alla fine le singole posizioni, mediando i propri interessi di parte nel più alto obiettivo di conseguire i risultati che una forza di governo si pone in risposta al programma che ha presentato al giudizio degli elettori. E' quello che Max Weber ricordava come "l'etica della responsabilità" che deve guidare le scelte dei governi di una società.
Purtroppo il pensiero di Weber non è apparso molto conosciuto, e i due ex assessori hanno negli ultimi tempi tenuto atteggiamenti di pubblico distacco e presa di distanza dai lavori della mia Giunta, intaccandone la sua capacità di presentazione alla opinione pubblica.
Più e più volte ho fatto presente a Salvatore e Tanino che le loro legittime distinzioni, dalle scelte che io facevo con la collaborazione di tutti i consiglieri eletti, andavano riportate all'interesse generale, e non solo alla personale difesa del loro singolo punto di vista. I "puri e duri" compiono atti testimoniali che gratificano il loro narcisismo, ma non fanno politica, nel senso che tradiscono quell'interesse generale che invece un governo - di un paese o di una città, non fa differenza - deve porsi come obiettivo primario.
Dopo aver ripetutamente tentato di spiegare Max Weber, alla fine ho dovuto prendere atto che il mutamento dei loro comportamenti si stava facendo irrecuperabile. Gli ho posto per ben due volte, oralmente e pubblicamente, il problema del loro dovere di riconfermare la fiducia nelle scelte che stavo conducendo alla guida della Giunta; ma non ho avuto risposta. E già questo era un atto che loro compivano definitivamente. In un ultimo tentativo, ho inviato loro una lettera, sperando che comprendessero quale deriva avevano avviato e come stessero mettendo a rischio la capacità di lavoro della Giunta.
Ancora una volta, non ho avuto alcuna risposta. Di più. Dopo la lettera, ho anche parlato con i due, chiarendo quanto fosse grave nei miei confronti - come Sindaco, oltre che come persona - il loro rifiuto di confermare la fiducia in quanto io e la Giunta facevamo. Sono andata a trovare a casa Salvatore, mio vecchio amico e pure parte in causa decisiva nel mio rientro nell'Amministrazione crescentinese. Ma niente.
E con il dispiacere e l'amarezza per dei compagni di strada che tradiscono lo spirito di una alleanza che avevano essi stessi contributo a costruire ho dovuto alla fine prendere atto della loro decisione, comunicando l'accettazione di questo loro distacco, del quale essi assumono ogni responsabilità di fronte al giudizio dei loro elettori e della Città.
Terrò brevemente la responsabilità delle deleghe che i due ex-assessori avevano ricevuto, e appena possibile comunicherò le nuove nomine.
Ma vi è una nota che devo comunicare alla Città, in coda a questa comunicazione, poichè ai contenuti di quanto ho detto finora è direttamente connessa.
Voi sapete quanta attenta cura io abbia posto nel valutare un importante progetto industriale che veniva presentato alla nostra Città. "Attenta cura" perchè - come ho detto ripetutamente - dovevo trovare un punto di equilibrio tra il risultato economico che il progetto industriale offriva alla Città e, però, dall'altra parte, i problemi che questo tipo di progetto poneva alla difesa della salute di tutti noi e dei nostri figli. Era una valutazione ovviamente ipotetica, non avendo nè io nè coloro che a questo tavolo siedono, nè voi che siete qui presenti questa sera, nè gli abitanti tutti di Crescentino, nessuno di noi la capacità e gli strumenti adeguati a un giudizio che fosse oggettivamente attendibile. E vi ho sempre detto che non intendevo affatto svendere per un relativo risultato economico la salute di neanche uno solo di voi, o di uno solo dei vostri figli, tenendo conto che questo insediamento - se mai ci sarà - resterà stabilmente per anni e decenni nella nostra vita comune.
Come avere, allora, una garanzia a difesa di questo primario interesse? Soltanto attraverso il giudizio di professionisti di alta qualificazione, che fornissero a noi qui seduti - e alla Città tutta - elementi di giudizio sui quali esprimere poi la nostra sovrana decisione.
Il Comune ha fatto quanto ha potuto, finora, chiedendo anche l'assistenza di tutti quegli organismi e di quelle istituzioni che i regolamenti propongono ai governi delle Città, proprio in situazioni come la nostra. Non solo; ma, essendo in gioco assai più che un interesse di poco conto o di breve contingenza, ho deciso di corredare e sostenere il contributo di conoscenze, che questi organismi mi davano, con il supporto di alte professionalità di comprovata sapienza scientifica in materia.
Naturalmente, questa mia difesa di un giudizio che fosse di garanzia per tutti noi crescentinesi - tutti, quale che sia la collocazione politica che pensiamo di avere - comportava e comporta un costo. E poichè le casse del Comune - come ben sapete - sono quel che sono, abbiamo attinto ai fondi arrivati con una donazione dalla stessa società che voleva realizzare il progetto.
Ovviamente, quella società non dà i soldi ai professionisti che ci confortano con la loro professionalità, ma li dà alla Città, perchè questa, la Città, Crescentino, difenda i propri interessi.
La distinzione non è da poco, anche se demagogia, populismo, e interessi di parte - legittimi, ma di parte - fanno un bel salto logico, e propongono all'opinione pubblica l'idea che i controllati pagano i controllori. No, no, nient'affatto: i controllati danno un contributo alla Città perchè questa possa pagare coloro che la Città servono.
Si sono fatte insinuazioni pesanti, a questo proposito, insinuazioni che hanno riguardato perfino la mia stessa persona. Ricordando Manzoni e quanto diceva frate Cristoforo, amo ripetere "omnia munda mundis". O, se preferite, e se Manzoni lo avete dimenticato, vi dico con parole che sono della nostra bella lingua comune che "la vacca di Valenza, come la fa pensa".
Un anno e mezzo fa, con le parole attraverso le quali aprivo la vita di questa Amministrazione, vi avevo detto che ogni mio comportamento sarebbe stato dettato da due obiettivi: l'interesse generale e la trasparenza dei comportamenti.
Si possono legittimamente fare tutti i ricami che demagogia e populismo - ben presenti, come si è visto, in questa sala - infiorano sulla realtà. Fa parte del dibattito politico, e sarà alla fine l'intelligenza dei Crescentinesi a decidere chi sia che parla alla pancia e chi invece preferisce parlare alla testa delle persone. Io non ho altri obiettivi che portare alla realizzazione il programma con cui sono stata eletta, e poi tornare completamente alla mia vita privata. Non debbo fare perciò alcun mercato di demagogia per guadagnarmi future benemerenze.
Ma proprio perchè ho improntato la mia Amministrazione a un obiettivo di responsabilità effettuale, e non strumentale, la mia capacità di sopportazione del legittimo contrasto politico ha un limite. Nell'interesse, sempre, della Città.
E poichè le insinuazioni - le stesse che stavano nello sfondo dei comportamenti e delle dichiarazioni dei due ex-assessori - poichè le insinuazioni lasciate cadere da alcuni all'interno di frasi e dichiarazioni formalmente corrette hanno toccato un punto di non più sopportabilità, essendomi stata fatta leggere ieri pomeriggio una dichiarazione apparsa pubblicamente su Internet che, appunto, metteva in dubbio la mia correttezza personale e la correttezza dell'operato della Giunta, ho deciso anzitutto di far valutare da un legale se in quelle parole vi siano elementi di denigrazione tali da meritare un giudizio in tribunale.
La demagogia, il populismo, la prevalenza di interessi di parte, che stanno inquinando la vita politica nazionale e tendono a far prevalere l'obiettivo del consenso elettorale sulla qualità reale dei fatti, stanno cadendo a pioggia sugi atti della nostra vita quotidiana, e rischiano di distruggere ogni principio di convivenza.
L'imbarbarimento delle coscienze e delle intelligenze è arrivato al punto tale da far dire sottovoce, e poi ora, addirittura, anche in una dichiarazione pubblica, una indecente insinuazione e una delirante ironia sulla grave malattia di mio marito.
Fermatevi. Noi tutti, la Città, ha bisogno di ragionare, di riflettere, di usare la testa, e non la pancia degli umori che vengono scatenati per guadagnarsi facili consensi.
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Ho dovuto, purtroppo, ritirare le deleghe che avevo assegnato a due assessori, Gaetano Angelone, consigliere della maggioranza eletta da voi con la mia lista "Amare Crescentino", e Salvatore Sellaro, nominato assessore "esterno" con i poteri che la legge mi conferisce.
Ho detto "purtroppo" perchè potete immaginare quanto mi sia costato dover prendere atto alla fine, dopo miei ripetuti tentativi di ricomposizione e di offerta di dialogo, che il loro comportamento creava una insopportabile destabilizzazione del lavoro della Giunta e - con le loro dichiarazioni pubbliche e con gli atteggiamenti tenuti in ogni sede - rischiava di minare di fronte all'opinione pubblica la credibilità stessa del mio operato.
Ero consapevole - e l'ho dichiarato in ogni occasione - che una coalizione di forze diverse comporta elementi potenziali di contrasto e di ottiche non sempre concordanti. Accade in ogni attività, accade nella vita politica. Ma si sta in una coalizione se se ne condividono i progetti e le strategie, avendo sempre la capacità, e l'intelligenza, e la sensibilità, di ricomporre alla fine le singole posizioni, mediando i propri interessi di parte nel più alto obiettivo di conseguire i risultati che una forza di governo si pone in risposta al programma che ha presentato al giudizio degli elettori. E' quello che Max Weber ricordava come "l'etica della responsabilità" che deve guidare le scelte dei governi di una società.
Purtroppo il pensiero di Weber non è apparso molto conosciuto, e i due ex assessori hanno negli ultimi tempi tenuto atteggiamenti di pubblico distacco e presa di distanza dai lavori della mia Giunta, intaccandone la sua capacità di presentazione alla opinione pubblica.
Più e più volte ho fatto presente a Salvatore e Tanino che le loro legittime distinzioni, dalle scelte che io facevo con la collaborazione di tutti i consiglieri eletti, andavano riportate all'interesse generale, e non solo alla personale difesa del loro singolo punto di vista. I "puri e duri" compiono atti testimoniali che gratificano il loro narcisismo, ma non fanno politica, nel senso che tradiscono quell'interesse generale che invece un governo - di un paese o di una città, non fa differenza - deve porsi come obiettivo primario.
Dopo aver ripetutamente tentato di spiegare Max Weber, alla fine ho dovuto prendere atto che il mutamento dei loro comportamenti si stava facendo irrecuperabile. Gli ho posto per ben due volte, oralmente e pubblicamente, il problema del loro dovere di riconfermare la fiducia nelle scelte che stavo conducendo alla guida della Giunta; ma non ho avuto risposta. E già questo era un atto che loro compivano definitivamente. In un ultimo tentativo, ho inviato loro una lettera, sperando che comprendessero quale deriva avevano avviato e come stessero mettendo a rischio la capacità di lavoro della Giunta.
Ancora una volta, non ho avuto alcuna risposta. Di più. Dopo la lettera, ho anche parlato con i due, chiarendo quanto fosse grave nei miei confronti - come Sindaco, oltre che come persona - il loro rifiuto di confermare la fiducia in quanto io e la Giunta facevamo. Sono andata a trovare a casa Salvatore, mio vecchio amico e pure parte in causa decisiva nel mio rientro nell'Amministrazione crescentinese. Ma niente.
E con il dispiacere e l'amarezza per dei compagni di strada che tradiscono lo spirito di una alleanza che avevano essi stessi contributo a costruire ho dovuto alla fine prendere atto della loro decisione, comunicando l'accettazione di questo loro distacco, del quale essi assumono ogni responsabilità di fronte al giudizio dei loro elettori e della Città.
Terrò brevemente la responsabilità delle deleghe che i due ex-assessori avevano ricevuto, e appena possibile comunicherò le nuove nomine.
Ma vi è una nota che devo comunicare alla Città, in coda a questa comunicazione, poichè ai contenuti di quanto ho detto finora è direttamente connessa.
Voi sapete quanta attenta cura io abbia posto nel valutare un importante progetto industriale che veniva presentato alla nostra Città. "Attenta cura" perchè - come ho detto ripetutamente - dovevo trovare un punto di equilibrio tra il risultato economico che il progetto industriale offriva alla Città e, però, dall'altra parte, i problemi che questo tipo di progetto poneva alla difesa della salute di tutti noi e dei nostri figli. Era una valutazione ovviamente ipotetica, non avendo nè io nè coloro che a questo tavolo siedono, nè voi che siete qui presenti questa sera, nè gli abitanti tutti di Crescentino, nessuno di noi la capacità e gli strumenti adeguati a un giudizio che fosse oggettivamente attendibile. E vi ho sempre detto che non intendevo affatto svendere per un relativo risultato economico la salute di neanche uno solo di voi, o di uno solo dei vostri figli, tenendo conto che questo insediamento - se mai ci sarà - resterà stabilmente per anni e decenni nella nostra vita comune.
Come avere, allora, una garanzia a difesa di questo primario interesse? Soltanto attraverso il giudizio di professionisti di alta qualificazione, che fornissero a noi qui seduti - e alla Città tutta - elementi di giudizio sui quali esprimere poi la nostra sovrana decisione.
Il Comune ha fatto quanto ha potuto, finora, chiedendo anche l'assistenza di tutti quegli organismi e di quelle istituzioni che i regolamenti propongono ai governi delle Città, proprio in situazioni come la nostra. Non solo; ma, essendo in gioco assai più che un interesse di poco conto o di breve contingenza, ho deciso di corredare e sostenere il contributo di conoscenze, che questi organismi mi davano, con il supporto di alte professionalità di comprovata sapienza scientifica in materia.
Naturalmente, questa mia difesa di un giudizio che fosse di garanzia per tutti noi crescentinesi - tutti, quale che sia la collocazione politica che pensiamo di avere - comportava e comporta un costo. E poichè le casse del Comune - come ben sapete - sono quel che sono, abbiamo attinto ai fondi arrivati con una donazione dalla stessa società che voleva realizzare il progetto.
Ovviamente, quella società non dà i soldi ai professionisti che ci confortano con la loro professionalità, ma li dà alla Città, perchè questa, la Città, Crescentino, difenda i propri interessi.
La distinzione non è da poco, anche se demagogia, populismo, e interessi di parte - legittimi, ma di parte - fanno un bel salto logico, e propongono all'opinione pubblica l'idea che i controllati pagano i controllori. No, no, nient'affatto: i controllati danno un contributo alla Città perchè questa possa pagare coloro che la Città servono.
Si sono fatte insinuazioni pesanti, a questo proposito, insinuazioni che hanno riguardato perfino la mia stessa persona. Ricordando Manzoni e quanto diceva frate Cristoforo, amo ripetere "omnia munda mundis". O, se preferite, e se Manzoni lo avete dimenticato, vi dico con parole che sono della nostra bella lingua comune che "la vacca di Valenza, come la fa pensa".
Un anno e mezzo fa, con le parole attraverso le quali aprivo la vita di questa Amministrazione, vi avevo detto che ogni mio comportamento sarebbe stato dettato da due obiettivi: l'interesse generale e la trasparenza dei comportamenti.
Si possono legittimamente fare tutti i ricami che demagogia e populismo - ben presenti, come si è visto, in questa sala - infiorano sulla realtà. Fa parte del dibattito politico, e sarà alla fine l'intelligenza dei Crescentinesi a decidere chi sia che parla alla pancia e chi invece preferisce parlare alla testa delle persone. Io non ho altri obiettivi che portare alla realizzazione il programma con cui sono stata eletta, e poi tornare completamente alla mia vita privata. Non debbo fare perciò alcun mercato di demagogia per guadagnarmi future benemerenze.
Ma proprio perchè ho improntato la mia Amministrazione a un obiettivo di responsabilità effettuale, e non strumentale, la mia capacità di sopportazione del legittimo contrasto politico ha un limite. Nell'interesse, sempre, della Città.
E poichè le insinuazioni - le stesse che stavano nello sfondo dei comportamenti e delle dichiarazioni dei due ex-assessori - poichè le insinuazioni lasciate cadere da alcuni all'interno di frasi e dichiarazioni formalmente corrette hanno toccato un punto di non più sopportabilità, essendomi stata fatta leggere ieri pomeriggio una dichiarazione apparsa pubblicamente su Internet che, appunto, metteva in dubbio la mia correttezza personale e la correttezza dell'operato della Giunta, ho deciso anzitutto di far valutare da un legale se in quelle parole vi siano elementi di denigrazione tali da meritare un giudizio in tribunale.
La demagogia, il populismo, la prevalenza di interessi di parte, che stanno inquinando la vita politica nazionale e tendono a far prevalere l'obiettivo del consenso elettorale sulla qualità reale dei fatti, stanno cadendo a pioggia sugi atti della nostra vita quotidiana, e rischiano di distruggere ogni principio di convivenza.
L'imbarbarimento delle coscienze e delle intelligenze è arrivato al punto tale da far dire sottovoce, e poi ora, addirittura, anche in una dichiarazione pubblica, una indecente insinuazione e una delirante ironia sulla grave malattia di mio marito.
Fermatevi. Noi tutti, la Città, ha bisogno di ragionare, di riflettere, di usare la testa, e non la pancia degli umori che vengono scatenati per guadagnarsi facili consensi.
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giovedì 7 ottobre 2010
L'assessore Cavallera: ci occuperemo di Crescentino
Questa sera Luca Pedrale mi ha passato al telefono l'assessore della Regione Cavallera, che conoscevo dal mio precedente mandato perché anche allora avevamo avuto problemi "acquatici" (ma con il Po). L'Assessore mi ha garantito che il caso di Crescentino viene valutato nella sua specificità, e verrà inserito in una lista di priorità che si formerà la prossima settimana.
mercoledì 6 ottobre 2010
En attendant il Godot Regionale
Gli inviati della Regione per il post-alluvione di Ferragosto non sono ancora stati inviati.
lunedì 4 ottobre 2010
Luca Pedrale e i famosi 500 mila euro
Lettera
PEDRALE (PDL): “E’ LA POSSIBILITA’ PER IL COMUNE DI SPENDERE 500 MILA EURO AL DI FUORI DEL PATTO DI STABILITA’”
INCONTRO DI PEDRALE CON IL VICESINDACO DI CRESCENTINO ALLEGRANZA E IL SINDACO DI TRINO FELISATI.
“CI SARA’ UN SOPRALLUOGO DEI TECNICI DELLA REGIONE PER LO STATO DI CALAMITA’”
La determina della Regione Piemonte n. 622 del 30/09/2010, che ho sostenuto, consente ad una serie di Comuni piemontesi e vercellesi, fra cui Crescentino, Gattinara, Santhià, Trino, Serravalle Sesia e Vercelli, di poter spendere una serie di importanti risorse al di fuori del patto di stabilità. Quest’ultimo è un vincolo che ha limitato la capacità di spesa di molti Comuni vercellesi e il cui superamento era auspicato dalle stesse amministrazioni comunali.
Sabato mattina, a Trino, con il sindaco Marco Felisati e la sua Giunta, ho presentato in una conferenza stampa. Questa possibilità che la Regione offre. L’amministrazione comunale di Trino, come altri Comuni del Vercellese, sfrutterà questa possibilità, data dalla Regione Piemonte, per ultimare dei lavori pubblici (strade e piazze) e per pagare dei fornitori.
Sempre sabato, ho incontrato anche il vicesindaco di Crescentino Franco Allegranza, e gli ho mostrato la determina n. 622 della Regione Piemonte. Allegranza di ha però detto che il Comune di Crescentino, per la sua particolare situazione finanziaria, difficilmente potrà sfruttare questa possibilità. Peccato, era un’opportunità per Crescentino. Allegranza mi ha assicurato che farà comunque delle ulteriori verifiche e approfondimenti. Gli ho poi ricordato che la Regione Piemonte si sta impegnando per concedere lo stato di calamità a Crescentino. Nei prossimi giorni vi sarà infatti un sopralluogo di funzionari e tecnici regionali. Nel contempo l’assessore Cavallera, che ho sentito sul problema diverse volte, sta cercando nel bilancio regionale risorse da assegnare allo stato di calamità crescentinese. I tempi tecnici e burocratici sono lunghi, ma ce la faremo.
Cordiali saluti.
Luca Pedrale
Torino, 3 ottobre 2010
sabato 2 ottobre 2010
Fra buone intenzioni e tentativi di boicottaggio
C'è chi manifesta buone intenzioni, nei riguardi della propria città, come può essere il caso di Luca Pedrale per l'alluvione di Ferragosto, qualunque sarà il risultato.
E ci sono quelli che invece no: dopo il Consiglio Comunale della scorsa settimana, nel quale abbiamo spiegato l'iniziativa di chiedere per cortesia agli architetti locali un progetto gratuito dell'arredamento di piazza Caretto, impegnandoci a mettere una targa ricordo che onori quello prescelto, un esponente della Minoranza ha telefonato ad alcuni degli architetti medesimi, "consigliando" vivacemente di non sognarsi neanche di aderire alla richiesta.
Qualche riflessione. Chi può essere interessato a vivere in una città maltenuta, trascurata, grigia, senza nessuna apparenza di gradevolezza, senza un luogo pubblico d'incontro piacevole?
Che cosa porta una persona a comportarsi in questo modo, al di là del proprio ruolo politico, ma semplicemente come essere umano?
Questo mi chiedo spesso, in questi giorni.
(SI RICORDA CHE QUESTO BLOG NON PUBBLICA COMMENTI ANONIMI)
E ci sono quelli che invece no: dopo il Consiglio Comunale della scorsa settimana, nel quale abbiamo spiegato l'iniziativa di chiedere per cortesia agli architetti locali un progetto gratuito dell'arredamento di piazza Caretto, impegnandoci a mettere una targa ricordo che onori quello prescelto, un esponente della Minoranza ha telefonato ad alcuni degli architetti medesimi, "consigliando" vivacemente di non sognarsi neanche di aderire alla richiesta.
Qualche riflessione. Chi può essere interessato a vivere in una città maltenuta, trascurata, grigia, senza nessuna apparenza di gradevolezza, senza un luogo pubblico d'incontro piacevole?
Che cosa porta una persona a comportarsi in questo modo, al di là del proprio ruolo politico, ma semplicemente come essere umano?
Questo mi chiedo spesso, in questi giorni.
(SI RICORDA CHE QUESTO BLOG NON PUBBLICA COMMENTI ANONIMI)
venerdì 1 ottobre 2010
Pedrale: Arriva stato di calamità, lunedì capiremo i conti
Ricevo da Luca Pedrale questo comunicato, e ringrazio a nome di tutta la Città per l'interessamento (e, aggiungo, per la buona intenzione. Perché come scrive nei commenti il vicesindaco Allegranza, sul risultato pratico delle decisioni della Regione i controlli sono tutti da fare).
Sindaca
Comunicato Stampa
PEDRALE (PDL): “IN ARRIVO UN CONTRIBUTO DI 500 MILA 441 EURO AL COMUNE DI CRESCENTINO. SARA’ DICHIARATO LO STATO DI CALAMITA’”
“Il Comune di Crescentino riceverà, nell’ambito degli interventi a sostegno dei Comuni soggetti al patto di stabilità per l’anno 2010, il contributo di 500.441 Euro (determina n. 622 del 30 settembre 2010)“. Lo annuncia con soddisfazione il presidente del gruppo consiliare regionale del PdL Luca Pedrale.
“Dopo un’attenta verifica del bilancio – spiega Pedrale – sono state recuperate risorse importanti, che sono state assegnate a una serie di Comuni della provincia di Vercelli e del Piemonte, tra cui Crescentino”.
“Mi auguro – precisa il capogruppo degli azzurri – che l’importante contributo venga utilizzato nel miglior modo possibile, per il bene della comunità crescentinese: aver recuperato risorse finanziarie così sostanziose per Crescentino, in una situazione finanziaria estremamente difficile per la Regione Piemonte, non è stata una cosa di poco conto”.
“Colgo l’occasione – prosegue l’esponente del PdL – per comunicare che sarà dichiarato lo stato di calamità per Crescentino, a seguito degli eventi alluvionali che si sono verificati verso la metà dello scorso agosto. Il ritardo con cui la dichiarazione dello stato di calamità arriva è semplicemente dovuto al fatto che l’assessorato alle Opere Pubbliche e Difesa del Suolo ha dovuto svolgere una serie di accertamenti e verifiche tecniche, peraltro inevitabili per arrivare a dichiarare lo stato di calamità”.
“In varie occasioni – conclude Pedrale – ho parlato con l’assessore Ugo Cavallera, il quale oltre a dichiarare lo stato di calamità vorrebbe anche assegnare al Comune di Crescentino risorse finanziarie adeguate. La previsione di questa ulteriore erogazione sta comportando un attento esame nei capitoli di bilancio per il recupero dei soldi necessari”.
Torino, 1 ottobre 2010
Sindaca
Comunicato Stampa
PEDRALE (PDL): “IN ARRIVO UN CONTRIBUTO DI 500 MILA 441 EURO AL COMUNE DI CRESCENTINO. SARA’ DICHIARATO LO STATO DI CALAMITA’”
“Il Comune di Crescentino riceverà, nell’ambito degli interventi a sostegno dei Comuni soggetti al patto di stabilità per l’anno 2010, il contributo di 500.441 Euro (determina n. 622 del 30 settembre 2010)“. Lo annuncia con soddisfazione il presidente del gruppo consiliare regionale del PdL Luca Pedrale.
“Dopo un’attenta verifica del bilancio – spiega Pedrale – sono state recuperate risorse importanti, che sono state assegnate a una serie di Comuni della provincia di Vercelli e del Piemonte, tra cui Crescentino”.
“Mi auguro – precisa il capogruppo degli azzurri – che l’importante contributo venga utilizzato nel miglior modo possibile, per il bene della comunità crescentinese: aver recuperato risorse finanziarie così sostanziose per Crescentino, in una situazione finanziaria estremamente difficile per la Regione Piemonte, non è stata una cosa di poco conto”.
“Colgo l’occasione – prosegue l’esponente del PdL – per comunicare che sarà dichiarato lo stato di calamità per Crescentino, a seguito degli eventi alluvionali che si sono verificati verso la metà dello scorso agosto. Il ritardo con cui la dichiarazione dello stato di calamità arriva è semplicemente dovuto al fatto che l’assessorato alle Opere Pubbliche e Difesa del Suolo ha dovuto svolgere una serie di accertamenti e verifiche tecniche, peraltro inevitabili per arrivare a dichiarare lo stato di calamità”.
“In varie occasioni – conclude Pedrale – ho parlato con l’assessore Ugo Cavallera, il quale oltre a dichiarare lo stato di calamità vorrebbe anche assegnare al Comune di Crescentino risorse finanziarie adeguate. La previsione di questa ulteriore erogazione sta comportando un attento esame nei capitoli di bilancio per il recupero dei soldi necessari”.
Torino, 1 ottobre 2010
mercoledì 29 settembre 2010
Una lettera alla Regione, dopo il "lieto" Ferragosto
Lì, 29/09/2010
Risposta prot. n. 65490
Del 17/9/2010
Alla Regione Piemonte
Serv. Dec. Opere Pubbliche
e difesa del Suolo
Sezione staccata di Vercelli
Alla c.a. Ing. Crivelli
Via F.lli Ponti 24
13100 – Vercelli
Al Presidente
Della Regione Piemonte
Dott. Roberto Cota
P.za Castello 165
10122 – TORINO
Alla Regione Piemonte Dir. OO.PP
Settore Infrastrutture e Pronto intervento
C.so Bolzano 44
10122 – Torino
e p.c. Alla Presidenza del Consiglio
Dei Ministri
Dipartimento Protezione Civile
Via Ulpiano,11
00193 ROMA
Alla Prefettura di Vercelli
Via San Cristoforo n. 3
13100 – VERCELLI
Al Consigliere Regionale
Dott. Luca Pedrale
Via Michelangelo n. 18
13044 - CRESCENTINO
Gentile Ing. Crivelli,
Come Lei ben saprà, niente è più provvisorio delle Amministrazioni Comunali. La Giunta di Crescentino cadeva tre mesi dopo che la Regione, con DD n.2036 del 16/09/2008, aveva assegnato un finanziamento di 50 mila Euro a questo Comune per "Sistemazione Reticolo idrografico minore a salvaguardia delle Frazioni abitate".
Prima di rifare la storia, perché Lei possa sapere e provvedere in merito, mi lasci dire subito che di tutto un complesso di cose sono vittime i Cittadini, Dopo l'inondazione del 14-15 agosto scorso, infatti, non abbiamo avuto il riconoscimento dello Stato di Calamità da parte della Regione; io ricevo di continuo sollecitazioni da parte di coloro (soprattutto in Frazione Campagna, che non è la Frazione Galli de quo) che hanno avuto danni gravissimi dagli allagamenti, e non hanno danaro per cambiare il frigorifero distrutto o altre indispensabili suppellettili come le stufe, e mi chiedono cosa fare in vista dell'inverno, e io mi ritrovo a girare a Lei la domanda, perché non so cosa rispondere, e sarebbe d'uopo che - dovendoci occupare della gente - noi fossimo in grado di non dire il solito gravoso "mi dispiace". Alla luce di quanto sto per esplorLe, La prego quindi di voler riconsiderare la nostra richiesta di Stato di Calamità.
Seguiva dunque, alla caduta della Giunta, un ovvio Commissariamento, e dal 6-06-09, si è insediata la mia Amministrazione.
Quasi subito è stato dato incarico agli Uffici Competenti di preparare l'iter per avviare i lavori.
1) Ci dice il Tecnico, nella sua relazione:
Nel dicembra 2009 i tecnici incaricati per la progettazione della sistemazione del reticolo idrografico minore a salvaguardia delle Frazioni - in particolare dell'abitato dei Galli - finanziato dai famosi 50 mila euro - hanno rinunciato all'affidamento, non assicurando la riuscita dell'intervento così limitato, quantificando invece un impegno di spesa pari a E.340 mila.
A seguito di gara è stato affidato incarico a Studio Associato Italiana Progetti di Grugliasco che attraverso il capogruppo ing.Maltese ha provveduto alla stesura di un nuovo progetto limitato al fosso "Redano del Gallo", con la spesa di soli E.20 mila, consistente nella formazione di un by pass nel centro abitato della Frazione GALLI per scaricare il volume d'acqua a valle dell'attraversamento stradale sotto cui confluiscono le acque del fosso dal nome così esotico.
Il progetto è stato presentato alla Regione Piemonte, e in data 21/9/2010 i funzionari della Sede Decentrata di Vercelli hanno definito lo stesso "non adeguato", invitando lo stesso progettista a rivedere il progetto stesso con calcoli idraulici.
La Regione Piemonte ha allora chiesto una soluzione contenuta negli ormai tristemente famosi 50 mila euro che consenta di scaricare a valle del centro abitato il volume d'acqua, con la formazione di un nuovo fosso.
E ovviamente adesso occorre fare uno studio più approfondito ed espropriare alcuni terreni per consentire la realizzazione. Tempus fugit.
2) Mentre siamo in attesa di un nuovo incontro per una soluzione definitiva, non siamo stati a pettinare le bambole, e pochi giorni dopo l'alluvione ferragostana - che ci ha trovati ignari e sorpresi - il Vicesindaco ed io siamo andati al Consorzio Irriguo Ovest Sesia, dove ci è stata allargata una mappa che ci ha fatto capire come di ben altri interventi abbia bisogno il nostro suolo: altro che il fosso dei Galli (frazione peraltro a valle dell'altra finita sott'acqua, che si chiama Campagna).
Abbiamo dunque appena riattivato in Consiglio Comunale una convenzione con l'Ovest Sesia, risalente al 2001, e già sottoscritta da altri Comuni sulla Riviera del Po.
Sarà ora il Consorzio Irriguo Ovest Sesia a farsi parte attiva per tutte le ingenti opere necessarie a tenere al riparo da rogge e fossi i numerosissimi abitanti della zona Campagna e non solo.
Alla luce di questi fatti, gentile Ingegner Crivelli Responsabile del Settore (e pazientissimo se è arrivato a leggere fin qui), Lei avrà ormai capito che questa Amministrazione è del tutto innocente rispetto alle velate accuse di negligenza che la Sua Riverita Comunicazione sottintende.
Respingo dunque ogni addebito, e ribadisco la richiesta che Vi prendiate cura di questa periferica landa del Vercellese chiamata Crescentino, e che ci diate una mano ad aiutare i Cittadini gravemente danneggiati dagli eventi ferragostani, proclamando lo Stato di Calamità per la mia Città, o in alternativa attiviate qualche altra procedura che non ci lasci (come spesso accade) cornuti e mazziati.
Grazie dell'attenzione,
LA SINDACA
Marinella Venegoni
Risposta prot. n. 65490
Del 17/9/2010
Alla Regione Piemonte
Serv. Dec. Opere Pubbliche
e difesa del Suolo
Sezione staccata di Vercelli
Alla c.a. Ing. Crivelli
Via F.lli Ponti 24
13100 – Vercelli
Al Presidente
Della Regione Piemonte
Dott. Roberto Cota
P.za Castello 165
10122 – TORINO
Alla Regione Piemonte Dir. OO.PP
Settore Infrastrutture e Pronto intervento
C.so Bolzano 44
10122 – Torino
e p.c. Alla Presidenza del Consiglio
Dei Ministri
Dipartimento Protezione Civile
Via Ulpiano,11
00193 ROMA
Alla Prefettura di Vercelli
Via San Cristoforo n. 3
13100 – VERCELLI
Al Consigliere Regionale
Dott. Luca Pedrale
Via Michelangelo n. 18
13044 - CRESCENTINO
Gentile Ing. Crivelli,
Come Lei ben saprà, niente è più provvisorio delle Amministrazioni Comunali. La Giunta di Crescentino cadeva tre mesi dopo che la Regione, con DD n.2036 del 16/09/2008, aveva assegnato un finanziamento di 50 mila Euro a questo Comune per "Sistemazione Reticolo idrografico minore a salvaguardia delle Frazioni abitate".
Prima di rifare la storia, perché Lei possa sapere e provvedere in merito, mi lasci dire subito che di tutto un complesso di cose sono vittime i Cittadini, Dopo l'inondazione del 14-15 agosto scorso, infatti, non abbiamo avuto il riconoscimento dello Stato di Calamità da parte della Regione; io ricevo di continuo sollecitazioni da parte di coloro (soprattutto in Frazione Campagna, che non è la Frazione Galli de quo) che hanno avuto danni gravissimi dagli allagamenti, e non hanno danaro per cambiare il frigorifero distrutto o altre indispensabili suppellettili come le stufe, e mi chiedono cosa fare in vista dell'inverno, e io mi ritrovo a girare a Lei la domanda, perché non so cosa rispondere, e sarebbe d'uopo che - dovendoci occupare della gente - noi fossimo in grado di non dire il solito gravoso "mi dispiace". Alla luce di quanto sto per esplorLe, La prego quindi di voler riconsiderare la nostra richiesta di Stato di Calamità.
Seguiva dunque, alla caduta della Giunta, un ovvio Commissariamento, e dal 6-06-09, si è insediata la mia Amministrazione.
Quasi subito è stato dato incarico agli Uffici Competenti di preparare l'iter per avviare i lavori.
1) Ci dice il Tecnico, nella sua relazione:
Nel dicembra 2009 i tecnici incaricati per la progettazione della sistemazione del reticolo idrografico minore a salvaguardia delle Frazioni - in particolare dell'abitato dei Galli - finanziato dai famosi 50 mila euro - hanno rinunciato all'affidamento, non assicurando la riuscita dell'intervento così limitato, quantificando invece un impegno di spesa pari a E.340 mila.
A seguito di gara è stato affidato incarico a Studio Associato Italiana Progetti di Grugliasco che attraverso il capogruppo ing.Maltese ha provveduto alla stesura di un nuovo progetto limitato al fosso "Redano del Gallo", con la spesa di soli E.20 mila, consistente nella formazione di un by pass nel centro abitato della Frazione GALLI per scaricare il volume d'acqua a valle dell'attraversamento stradale sotto cui confluiscono le acque del fosso dal nome così esotico.
Il progetto è stato presentato alla Regione Piemonte, e in data 21/9/2010 i funzionari della Sede Decentrata di Vercelli hanno definito lo stesso "non adeguato", invitando lo stesso progettista a rivedere il progetto stesso con calcoli idraulici.
La Regione Piemonte ha allora chiesto una soluzione contenuta negli ormai tristemente famosi 50 mila euro che consenta di scaricare a valle del centro abitato il volume d'acqua, con la formazione di un nuovo fosso.
E ovviamente adesso occorre fare uno studio più approfondito ed espropriare alcuni terreni per consentire la realizzazione. Tempus fugit.
2) Mentre siamo in attesa di un nuovo incontro per una soluzione definitiva, non siamo stati a pettinare le bambole, e pochi giorni dopo l'alluvione ferragostana - che ci ha trovati ignari e sorpresi - il Vicesindaco ed io siamo andati al Consorzio Irriguo Ovest Sesia, dove ci è stata allargata una mappa che ci ha fatto capire come di ben altri interventi abbia bisogno il nostro suolo: altro che il fosso dei Galli (frazione peraltro a valle dell'altra finita sott'acqua, che si chiama Campagna).
Abbiamo dunque appena riattivato in Consiglio Comunale una convenzione con l'Ovest Sesia, risalente al 2001, e già sottoscritta da altri Comuni sulla Riviera del Po.
Sarà ora il Consorzio Irriguo Ovest Sesia a farsi parte attiva per tutte le ingenti opere necessarie a tenere al riparo da rogge e fossi i numerosissimi abitanti della zona Campagna e non solo.
Alla luce di questi fatti, gentile Ingegner Crivelli Responsabile del Settore (e pazientissimo se è arrivato a leggere fin qui), Lei avrà ormai capito che questa Amministrazione è del tutto innocente rispetto alle velate accuse di negligenza che la Sua Riverita Comunicazione sottintende.
Respingo dunque ogni addebito, e ribadisco la richiesta che Vi prendiate cura di questa periferica landa del Vercellese chiamata Crescentino, e che ci diate una mano ad aiutare i Cittadini gravemente danneggiati dagli eventi ferragostani, proclamando lo Stato di Calamità per la mia Città, o in alternativa attiviate qualche altra procedura che non ci lasci (come spesso accade) cornuti e mazziati.
Grazie dell'attenzione,
LA SINDACA
Marinella Venegoni
martedì 21 settembre 2010
Italcardano non chiude
E' già una bella notizia, che Italcardano non chiuda, in questa seconda fase della terribile crisi economica che sta attraversando il mondo e ha colpito tanto duramente la nostra cittadina.
Lo ha assicurato il direttore del personale Severino, nel colloquio in azienda di ieri con il Sindaco, il Vicesindaco e l'Assessore al Lavoro Angelone.
Chiuderanno alcune delle 6 filiali europee della società yankee Dana, ma Crescentino rimane.
I volumi attuali di lavoro, ha spiegato il dirigente, non garantiscono i 419 attuali occupati, ma è impossibile ora sapere quanti saranno lasciati a casa, perché il budget è in trasformazione.
Ci dovrebbe essere un'eccedenza di 15 impiegati, la filiale ha strappato alla multinazionale l'autorizzazione a contratti di solidarietà per 6 mesi.
Sono 186 le persone di Crescentino che lavorano all'Italcardano.
sabato 18 settembre 2010
La fiaccolata di venerdì
Venerdì scorso 17 settembre, h.20. Quando la Fiaccolata che apriva la Festa dello Sport è passata nel tratto di via Mazzini fra Pza Caretto e Piazza Garibaldi, le circa trecento persone che assistevano alla suggestiva cerimonia hanno notato (e riferito a chi non c'era) che neanche un negozio aveva la serranda alzata e/o una luce accesa, e che pure tutti i bar e caffé erano ermeticamente chiusi.
Tutti.
Finanza creativa obbligatoria
Dal quotidiano "La Repubblica" di venerdì 17 settembre
INCHIESTA ITALIANA
Baci vietati e Superenalotto così i sindaci cercano di salvare i bilanci
Trucchi e finanza creativa contro tre miliardi di tagli in 2 anni. 370mila euro in meno a municipio ma con un po' di fantasia si evita il rincaro dei servizi. Ma gli escamotage basteranno per il prossimo anno? La strada più classica è quella di punire le infrazioni: si vieta il cibo ai piccioni ma anche la bevuta all'aperto di PAOLO GRISERI ed EMANUELE LAURIA
ROMA - Per ora il bilancio è in attivo: 40 euro giocati, 60 vinti. Ma è una contabilità a rischio: "Tre estrazioni fa abbiamo centrato un superstar da 20 euro. Senza quello saremmo in pari". A Melito, hinterland di Napoli, i conti comunali quadrano così: sperando di vincere al superenalotto. Provocazione? Non solo. "Se vinco, divento il sindaco più amato d'Italia", dice Antonio Amente, 59 anni, medico di base prestato alla politica: "I soldi delle giocate li prendo dal mio stipendio di primo cittadino. Fortunatamente con il mestiere di medico me lo posso permettere. Gli uffici comunali garantiscono che con 150 milioni di vincita nessuno a Melito pagherà le tasse per dieci anni". Un paese di Bengodi, anche se i problemi non mancano: disoccupazione al 30 per cento, criminalità e carenza di infrastrutture. Per i 43 mila di Melito la vita non è semplice. Soprattutto, non è affatto detto che il superenalotto riempirà le casse del comune: i matematici spiegano che l'eventualità di una vincita è mille volte più rara di quella di veder nascere un paio di gemelli siamesi. Certo, non tutta Italia può affidarsi agli incerti delle estrazioni del lotto. Gli 8.094 municipi del Bel Paese piangono miseria e temono il peggio.
"L'annus horribilis sarà il 2011", pronostica il segretario generale dell'Anci, Angelo Rughetti. Ha fatto i calcoli e c'è poco da stare allegri: "Nel 2010 lo Stato ha trasferito ai Comuni 15 miliardi
di euro. Nel 2011 saranno 13,5 e nel 2012 scenderemo a 12". Tre miliardi in meno in due anni, una bella mazzata. Una media di 370 mila euro in meno a municipio che sono tanti se si considera che solo 150 comuni in Italia hanno più di 50 mila abitanti e tutti gli altri sono di dimensioni molto ridotte. Il taglio avrà conseguenze gravi anche perché per risalire la china non vale fare cassa con l'aumento delle tasse: la Finanziaria 2010 impedisce ai sindaci di aumentare l'Irpef o modificare le aliquote di tributi come l'Ici o la Cosap. Stilare un bilancio è diventato un esercizio da giocolieri: senza un braccio, senza la gamba sinistra, senza la destra, sempre più difficile. "Con questi vincoli - dice Rughetti - l'unica strada per far cassa è quella di aumentare i prezzi dei servizi a domanda individuale".
Cioè far lievitare il costo delle mense scolastiche, dei trasporti pubblici, degli asili nido: "In sostanza - spiega il segretario generale - tutti quei servizi che spesso, in quanto pubblici, sono quelli più richiesti dai cittadini meno abbienti". Nasce così la rincorsa dei sindaci ai cento e più sistemi per cavarsi d'impiccio, dare al bilancio del Comune almeno una parvenza di presentabilità ed evitare il commissariamento per fallimento come accadde nel 2006 all'amministrazione di Taranto guidata da Rossana Di Bello. Ma quali sono gli strumenti più utilizzati per rimpinguare bilanci asfittici?
Non tutti i sindaci hanno la fantasia di Antonio Amente. Per fare cassa la maggior parte segue anzi la cara, vecchia, strada delle multe. Si punisce ogni piccola infrazione con esose richieste di denaro. In molti comuni nutrire gli animali randagi è un lusso che si può pagare parecchio caro. I vigili sono severissimi con chi viene colto mentre lancia mangime ai piccioni: a Bergamo si rischiano 333 euro di multa che salgono a 500 a Venezia e Lucca e addirittura a 520 a Cesena. Per "par condicio" nella cittadina romagnola viene punito con una multa da 520 euro anche chi distribuisce cibo ai gatti randagi. Pasti carissimi dunque. E vigili urbani inflessibili come nella Ginevra di Calvino. Con effetti devastanti sulla vita quotidiana, anche nei momenti intimi. Bisogna essere molto innamorati a Eboli per rischiare la multa da 500 euro prevista per chi viene sorpreso a baciarsi in automobile. Un capitolo a parte meritano le diverse forme di tassazione sui wc e sugli escrementi degli animali. Venezia ha deciso di portare a 3 euro il biglietto d'ingresso nei wc pubblici durante l'alta stagione turistica. Chi non paga non entra perché i tornelli non scattano, con tutte le conseguenze del caso.
A Trieste invece si possono pagare fino a 300 euro di multa se il cane viene sorpreso a fare pipì per strada: sulle ruote delle auto in sosta così come sugli stipiti delle porte e sulle gambe delle panchine. Una delle strade per far accettare i balzelli è quella di legarli alla sempre più gettonata ricerca di sicurezza. Quella che in alcune parti d'Italia è diventata una vera e propria ideologia fornisce un paravento ideale per comminare multe e sanzioni pecuniarie d'ogni genere. A Gallarate, nel Varesotto, il sindaco, Nicola Mucci, aveva impedito ai cittadini di aggirarsi nelle ore notturne per le vie del centro bevendo alcolici: un ragazzo è stato multato per porto abusivo di birra e ha dovuto versare ben 500 euro. Tra i divieti più bizzarri, quello di scavare buche nella sabbia sulla spiaggia di Eraclea (con la scusa che si tratterebbe di "giochi molesti"), quello di passeggiare con gli zoccoli a Capri e Positano (disturbano la quiete pubblica) e quello di sedersi sui gradini dei monumenti di piazza della Loggia a Brescia. A Voghera, dopo le 23 vige il divieto di seduta collettiva sulle panchine: la multa scatta quando si supera il numero di tre persone per panchina.
Se già oggi le ristrettezze di bilancio scatenano la fantasia di sindaci e assessori, c'è da attendersi nei prossimi mesi un fiorire di iniziative più o meno curiose. La meno originale (e certamente tra le meno popolari) di tutte è quella di aumentare le rette delle mense scolastiche e, in generale, le spese delle scuole che dipendono dalle amministrazioni locali. A Roma, a esempio, il costo dei pasti destinati agli alunni delle scuole gestite dal Comune è raddoppiato da 40 a 80 euro mensili. In altre parti d'Italia si escogitano alcune furbizie come quella di abolire il tempo pieno al venerdì concludendo le lezioni a fine mattinata per risparmiare sulla mensa. A Palermo, in primavera, l'amministrazione per ragioni di bilancio cancellò la pasta dal menu dei bambini degli asili nido. Ripristinando un primo piatto energetico solo dopo la rivolta delle mamme. Meno impopolari, perché nell'euforia della cerimonia non si bada a spese, sono le tasse sui matrimoni. Le amministrazioni comunali fanno pagare salate le location più ambite: a Roma si pagano tra i 1.200 e i 1.400 euro per dire sì in Campidoglio o nel complesso di Vignola Mattei dove si può provare il brivido di sposarsi in chiesa anche se si tratta di un matrimonio civile e il tempio è sconsacrato. A Torino il matrimonio alla Mole Antonelliana costa 2.000 euro e c'è naturalmente da sperare che la giornata non sia nebbiosa.
Ma il prossimo anno questi escamotage saranno sufficienti per compensare i tagli pesantissimi previsti? La risposta è scontata: no. Anche in vista della riduzione dei trasferimenti nel settore della cultura e delle mostre: "La finanziaria - osserva Rughetti - prevede per il 2011 un taglio dell'80 per cento sulle spese dei comuni per il settore". Questo significa dare un ruolo sempre maggiore alle fondazioni bancarie e a tutti quei privati che già oggi investono in cultura. "Ma non sempre - fanno notare all'Anci - un territorio dispone di enti e associazioni private in grado di sopperire ai tagli annunciati". È chiaro dunque che uno degli effetti dei tagli ai trasferimenti per la cultura potrà essere quello di aumentare le differenze tra le aree ricche e quelle povere, attirando il turismo nelle prime e allontanandolo dalle seconde. Perché è evidente che i mecenati pronti a investire sono pochi, e quei pochi lo fanno in territori di chiara fama: a Porto Rotondo, per esempio, lampioni e strade nuovi saranno pagati dal re georgiano del gas Manasir Ziyad, che ha firmato un accordo col Comune. Ma altrove?
Altrove il calo dei flussi turistici può trasformarsi in un calo del gettito nelle tasse comunali. I sindaci sono chiamati a rimediare. Come? I balzelli sui dehor e sui tavolini dei bar sono uno dei mezzi più diffusi. A Cagliari l'ira dei commercianti si è sfogata contro l'amministrazione che ha rispolverato una norma di quarant'anni fa per tassare le tende da sole che eccedessero una misura standard: è stata chiamata "la tassa sull'ombra" e la Confesercenti l'ha bollata come "un balzello dal vago sapore borbonico". A Bologna, anni fa, la lotta senza quartiere contro le forme di pubblicità non soggette alla dovuta tassazione portò a effetti parossistici: i commercianti si trovarono a rispondere di uno zerbino con le iniziali del negozio, o degli adesivi incollati in vetrina con le carte di credito ammesse nel ristorante, o dei pannelli con i nomi delle ditte produttrici di gelati: un barista ha ricevuto, per quest'ultima infrazione, una multa da 3.000 euro. Sono stati ben 2.300 i commercianti di Bologna che si sono visti recapitare accertamenti di mancato pagamento della tassa sulla pubblicità.
A tormentare i sindaci c'è anche quel curioso meccanismo del patto di stabilità che si potrebbe definire una vera e propria tassa sulle formiche. Nel senso che i comuni più virtuosi, quelli che sono riusciti a ridurre le spese, sono costretti l'anno successivo a ridurle ancora mentre i comuni spendaccioni, i comuni cicala, per paradosso sono meno penalizzati, nel senso che l'anno successivo devono risparmiare di meno. Alcune amministrazioni seguono quella che si potrebbe definire la strategia di Bubka, se è vero che il grandissimo campione mondiale dell'asta saltava in allenamento più alto di quel che faceva vedere in gara per poter battere il maggior numero possibile di record mondiali. Così qualche sindaco risparmia meno di quel che potrebbe per segnare un miglioramento anche l'anno successivo. Altrimenti il rischio è di fare la fine del primo cittadino di Varese che in un anno ha risparmiato la bella cifra di 2 milioni di euro e, in premio, si è sentito dire da Roma che l'anno successivo avrebbe dovuto risparmiarne di più.
Conclusa in modo non esaltante la stagione della finanza creativa, anche i Comuni hanno finito per abbandonare alcuni sistemi eterodossi utilizzati per far quadrare i bilanci. Molti piangono ancora oggi per le conseguenze di un uso disinvolto di derivati e altre diavolerie finanziarie alla base della crisi economia mondiale. Anche il sistema delle cartolarizzazioni, in sostanza la cessione a società finanziarie della facoltà di vendere una parte del patrimonio immobiliare comunale, ha fatto il suo tempo. È vero che in quel modo si sono turate alcune falle di bilancio ma la vendita del patrimonio di famiglia ha finito per impoverire le amministrazioni. Oggi uno dei pochi polmoni finanziari dei municipi è quello della trasformazione in Spa delle società ex municipalizzate che forniscono servizi, come le multiutilities nei settori dell'energia e dello smaltimento dei rifiuti. Ma pure questo, in fondo, è un modo per cedere una parte del patrimonio pubblico anche se il ritorno economico dura nel tempo.
Uno dei sistemi meno costosi per i cittadini, anzi moralmente virtuoso, è chiamare chi ha creato i buchi di bilancio a ripianare almeno una parte del debito. È successo a Sommatino, in provincia di Caltanissetta, dove l'ex sindaco, Lorenzo Tricoli, è stato obbligato dal suo successore, Salvatore Gattuso, a rifondere 203 mila euro di incarichi professionali e consulenze che la Corte di Conti ha giudicato illegittimi: "Mi sono trovato a dover amministrare in ristrettezze per colpa dell'attività svolta dalla giunta precedente", si è giustificato Gattuso. Ma al di là dei dubbi meccanismi di ingegneria finanziaria e di limitate ritorsioni sugli amministratori del passato, quali strade hanno oggi i Comuni per uscire dall'angolo? La prima è ottenere forme di autonomia fiscale oggi vietate per cercare di stringere nuovi patti con i cittadini e scambiare un aumento delle tasse locali e delle tariffe con il miglioramento dei servizi. In alternativa si possono solo ridurre le prestazioni pubbliche a scapito dei più poveri e a vantaggio dei privati in grado di sostituirsi ai municipi.
Una delle richieste dei sindaci è modificare i criteri del patto di stabilità per evitare la tassa delle formiche che premia le cicale e per escludere, ad esempio, le spese di investimento dal calcolo delle uscite: "Un'amministrazione che investe in infrastrutture o nel miglioramento della qualità urbana - fanno notare all'Anci - non è paragonabile a quella che spende le stesse cifre in iniziative prive di conseguenze per il futuro". Ma non sarà facile convincere Tremonti. Perché anche lui ha un patto di stabilità da rispettare: quello con la Bce, la banca centrale dell'Unione europea.
INCHIESTA ITALIANA
Baci vietati e Superenalotto così i sindaci cercano di salvare i bilanci
Trucchi e finanza creativa contro tre miliardi di tagli in 2 anni. 370mila euro in meno a municipio ma con un po' di fantasia si evita il rincaro dei servizi. Ma gli escamotage basteranno per il prossimo anno? La strada più classica è quella di punire le infrazioni: si vieta il cibo ai piccioni ma anche la bevuta all'aperto di PAOLO GRISERI ed EMANUELE LAURIA
ROMA - Per ora il bilancio è in attivo: 40 euro giocati, 60 vinti. Ma è una contabilità a rischio: "Tre estrazioni fa abbiamo centrato un superstar da 20 euro. Senza quello saremmo in pari". A Melito, hinterland di Napoli, i conti comunali quadrano così: sperando di vincere al superenalotto. Provocazione? Non solo. "Se vinco, divento il sindaco più amato d'Italia", dice Antonio Amente, 59 anni, medico di base prestato alla politica: "I soldi delle giocate li prendo dal mio stipendio di primo cittadino. Fortunatamente con il mestiere di medico me lo posso permettere. Gli uffici comunali garantiscono che con 150 milioni di vincita nessuno a Melito pagherà le tasse per dieci anni". Un paese di Bengodi, anche se i problemi non mancano: disoccupazione al 30 per cento, criminalità e carenza di infrastrutture. Per i 43 mila di Melito la vita non è semplice. Soprattutto, non è affatto detto che il superenalotto riempirà le casse del comune: i matematici spiegano che l'eventualità di una vincita è mille volte più rara di quella di veder nascere un paio di gemelli siamesi. Certo, non tutta Italia può affidarsi agli incerti delle estrazioni del lotto. Gli 8.094 municipi del Bel Paese piangono miseria e temono il peggio.
"L'annus horribilis sarà il 2011", pronostica il segretario generale dell'Anci, Angelo Rughetti. Ha fatto i calcoli e c'è poco da stare allegri: "Nel 2010 lo Stato ha trasferito ai Comuni 15 miliardi
di euro. Nel 2011 saranno 13,5 e nel 2012 scenderemo a 12". Tre miliardi in meno in due anni, una bella mazzata. Una media di 370 mila euro in meno a municipio che sono tanti se si considera che solo 150 comuni in Italia hanno più di 50 mila abitanti e tutti gli altri sono di dimensioni molto ridotte. Il taglio avrà conseguenze gravi anche perché per risalire la china non vale fare cassa con l'aumento delle tasse: la Finanziaria 2010 impedisce ai sindaci di aumentare l'Irpef o modificare le aliquote di tributi come l'Ici o la Cosap. Stilare un bilancio è diventato un esercizio da giocolieri: senza un braccio, senza la gamba sinistra, senza la destra, sempre più difficile. "Con questi vincoli - dice Rughetti - l'unica strada per far cassa è quella di aumentare i prezzi dei servizi a domanda individuale".
Cioè far lievitare il costo delle mense scolastiche, dei trasporti pubblici, degli asili nido: "In sostanza - spiega il segretario generale - tutti quei servizi che spesso, in quanto pubblici, sono quelli più richiesti dai cittadini meno abbienti". Nasce così la rincorsa dei sindaci ai cento e più sistemi per cavarsi d'impiccio, dare al bilancio del Comune almeno una parvenza di presentabilità ed evitare il commissariamento per fallimento come accadde nel 2006 all'amministrazione di Taranto guidata da Rossana Di Bello. Ma quali sono gli strumenti più utilizzati per rimpinguare bilanci asfittici?
Non tutti i sindaci hanno la fantasia di Antonio Amente. Per fare cassa la maggior parte segue anzi la cara, vecchia, strada delle multe. Si punisce ogni piccola infrazione con esose richieste di denaro. In molti comuni nutrire gli animali randagi è un lusso che si può pagare parecchio caro. I vigili sono severissimi con chi viene colto mentre lancia mangime ai piccioni: a Bergamo si rischiano 333 euro di multa che salgono a 500 a Venezia e Lucca e addirittura a 520 a Cesena. Per "par condicio" nella cittadina romagnola viene punito con una multa da 520 euro anche chi distribuisce cibo ai gatti randagi. Pasti carissimi dunque. E vigili urbani inflessibili come nella Ginevra di Calvino. Con effetti devastanti sulla vita quotidiana, anche nei momenti intimi. Bisogna essere molto innamorati a Eboli per rischiare la multa da 500 euro prevista per chi viene sorpreso a baciarsi in automobile. Un capitolo a parte meritano le diverse forme di tassazione sui wc e sugli escrementi degli animali. Venezia ha deciso di portare a 3 euro il biglietto d'ingresso nei wc pubblici durante l'alta stagione turistica. Chi non paga non entra perché i tornelli non scattano, con tutte le conseguenze del caso.
A Trieste invece si possono pagare fino a 300 euro di multa se il cane viene sorpreso a fare pipì per strada: sulle ruote delle auto in sosta così come sugli stipiti delle porte e sulle gambe delle panchine. Una delle strade per far accettare i balzelli è quella di legarli alla sempre più gettonata ricerca di sicurezza. Quella che in alcune parti d'Italia è diventata una vera e propria ideologia fornisce un paravento ideale per comminare multe e sanzioni pecuniarie d'ogni genere. A Gallarate, nel Varesotto, il sindaco, Nicola Mucci, aveva impedito ai cittadini di aggirarsi nelle ore notturne per le vie del centro bevendo alcolici: un ragazzo è stato multato per porto abusivo di birra e ha dovuto versare ben 500 euro. Tra i divieti più bizzarri, quello di scavare buche nella sabbia sulla spiaggia di Eraclea (con la scusa che si tratterebbe di "giochi molesti"), quello di passeggiare con gli zoccoli a Capri e Positano (disturbano la quiete pubblica) e quello di sedersi sui gradini dei monumenti di piazza della Loggia a Brescia. A Voghera, dopo le 23 vige il divieto di seduta collettiva sulle panchine: la multa scatta quando si supera il numero di tre persone per panchina.
Se già oggi le ristrettezze di bilancio scatenano la fantasia di sindaci e assessori, c'è da attendersi nei prossimi mesi un fiorire di iniziative più o meno curiose. La meno originale (e certamente tra le meno popolari) di tutte è quella di aumentare le rette delle mense scolastiche e, in generale, le spese delle scuole che dipendono dalle amministrazioni locali. A Roma, a esempio, il costo dei pasti destinati agli alunni delle scuole gestite dal Comune è raddoppiato da 40 a 80 euro mensili. In altre parti d'Italia si escogitano alcune furbizie come quella di abolire il tempo pieno al venerdì concludendo le lezioni a fine mattinata per risparmiare sulla mensa. A Palermo, in primavera, l'amministrazione per ragioni di bilancio cancellò la pasta dal menu dei bambini degli asili nido. Ripristinando un primo piatto energetico solo dopo la rivolta delle mamme. Meno impopolari, perché nell'euforia della cerimonia non si bada a spese, sono le tasse sui matrimoni. Le amministrazioni comunali fanno pagare salate le location più ambite: a Roma si pagano tra i 1.200 e i 1.400 euro per dire sì in Campidoglio o nel complesso di Vignola Mattei dove si può provare il brivido di sposarsi in chiesa anche se si tratta di un matrimonio civile e il tempio è sconsacrato. A Torino il matrimonio alla Mole Antonelliana costa 2.000 euro e c'è naturalmente da sperare che la giornata non sia nebbiosa.
Ma il prossimo anno questi escamotage saranno sufficienti per compensare i tagli pesantissimi previsti? La risposta è scontata: no. Anche in vista della riduzione dei trasferimenti nel settore della cultura e delle mostre: "La finanziaria - osserva Rughetti - prevede per il 2011 un taglio dell'80 per cento sulle spese dei comuni per il settore". Questo significa dare un ruolo sempre maggiore alle fondazioni bancarie e a tutti quei privati che già oggi investono in cultura. "Ma non sempre - fanno notare all'Anci - un territorio dispone di enti e associazioni private in grado di sopperire ai tagli annunciati". È chiaro dunque che uno degli effetti dei tagli ai trasferimenti per la cultura potrà essere quello di aumentare le differenze tra le aree ricche e quelle povere, attirando il turismo nelle prime e allontanandolo dalle seconde. Perché è evidente che i mecenati pronti a investire sono pochi, e quei pochi lo fanno in territori di chiara fama: a Porto Rotondo, per esempio, lampioni e strade nuovi saranno pagati dal re georgiano del gas Manasir Ziyad, che ha firmato un accordo col Comune. Ma altrove?
Altrove il calo dei flussi turistici può trasformarsi in un calo del gettito nelle tasse comunali. I sindaci sono chiamati a rimediare. Come? I balzelli sui dehor e sui tavolini dei bar sono uno dei mezzi più diffusi. A Cagliari l'ira dei commercianti si è sfogata contro l'amministrazione che ha rispolverato una norma di quarant'anni fa per tassare le tende da sole che eccedessero una misura standard: è stata chiamata "la tassa sull'ombra" e la Confesercenti l'ha bollata come "un balzello dal vago sapore borbonico". A Bologna, anni fa, la lotta senza quartiere contro le forme di pubblicità non soggette alla dovuta tassazione portò a effetti parossistici: i commercianti si trovarono a rispondere di uno zerbino con le iniziali del negozio, o degli adesivi incollati in vetrina con le carte di credito ammesse nel ristorante, o dei pannelli con i nomi delle ditte produttrici di gelati: un barista ha ricevuto, per quest'ultima infrazione, una multa da 3.000 euro. Sono stati ben 2.300 i commercianti di Bologna che si sono visti recapitare accertamenti di mancato pagamento della tassa sulla pubblicità.
A tormentare i sindaci c'è anche quel curioso meccanismo del patto di stabilità che si potrebbe definire una vera e propria tassa sulle formiche. Nel senso che i comuni più virtuosi, quelli che sono riusciti a ridurre le spese, sono costretti l'anno successivo a ridurle ancora mentre i comuni spendaccioni, i comuni cicala, per paradosso sono meno penalizzati, nel senso che l'anno successivo devono risparmiare di meno. Alcune amministrazioni seguono quella che si potrebbe definire la strategia di Bubka, se è vero che il grandissimo campione mondiale dell'asta saltava in allenamento più alto di quel che faceva vedere in gara per poter battere il maggior numero possibile di record mondiali. Così qualche sindaco risparmia meno di quel che potrebbe per segnare un miglioramento anche l'anno successivo. Altrimenti il rischio è di fare la fine del primo cittadino di Varese che in un anno ha risparmiato la bella cifra di 2 milioni di euro e, in premio, si è sentito dire da Roma che l'anno successivo avrebbe dovuto risparmiarne di più.
Conclusa in modo non esaltante la stagione della finanza creativa, anche i Comuni hanno finito per abbandonare alcuni sistemi eterodossi utilizzati per far quadrare i bilanci. Molti piangono ancora oggi per le conseguenze di un uso disinvolto di derivati e altre diavolerie finanziarie alla base della crisi economia mondiale. Anche il sistema delle cartolarizzazioni, in sostanza la cessione a società finanziarie della facoltà di vendere una parte del patrimonio immobiliare comunale, ha fatto il suo tempo. È vero che in quel modo si sono turate alcune falle di bilancio ma la vendita del patrimonio di famiglia ha finito per impoverire le amministrazioni. Oggi uno dei pochi polmoni finanziari dei municipi è quello della trasformazione in Spa delle società ex municipalizzate che forniscono servizi, come le multiutilities nei settori dell'energia e dello smaltimento dei rifiuti. Ma pure questo, in fondo, è un modo per cedere una parte del patrimonio pubblico anche se il ritorno economico dura nel tempo.
Uno dei sistemi meno costosi per i cittadini, anzi moralmente virtuoso, è chiamare chi ha creato i buchi di bilancio a ripianare almeno una parte del debito. È successo a Sommatino, in provincia di Caltanissetta, dove l'ex sindaco, Lorenzo Tricoli, è stato obbligato dal suo successore, Salvatore Gattuso, a rifondere 203 mila euro di incarichi professionali e consulenze che la Corte di Conti ha giudicato illegittimi: "Mi sono trovato a dover amministrare in ristrettezze per colpa dell'attività svolta dalla giunta precedente", si è giustificato Gattuso. Ma al di là dei dubbi meccanismi di ingegneria finanziaria e di limitate ritorsioni sugli amministratori del passato, quali strade hanno oggi i Comuni per uscire dall'angolo? La prima è ottenere forme di autonomia fiscale oggi vietate per cercare di stringere nuovi patti con i cittadini e scambiare un aumento delle tasse locali e delle tariffe con il miglioramento dei servizi. In alternativa si possono solo ridurre le prestazioni pubbliche a scapito dei più poveri e a vantaggio dei privati in grado di sostituirsi ai municipi.
Una delle richieste dei sindaci è modificare i criteri del patto di stabilità per evitare la tassa delle formiche che premia le cicale e per escludere, ad esempio, le spese di investimento dal calcolo delle uscite: "Un'amministrazione che investe in infrastrutture o nel miglioramento della qualità urbana - fanno notare all'Anci - non è paragonabile a quella che spende le stesse cifre in iniziative prive di conseguenze per il futuro". Ma non sarà facile convincere Tremonti. Perché anche lui ha un patto di stabilità da rispettare: quello con la Bce, la banca centrale dell'Unione europea.
giovedì 16 settembre 2010
Parliamone
L'andazzo oppositorio è di considerarmi come una sprovveduta snob che spara stupidaggini a vanvera riferendosi a situazioni esterne che non c'entrano con Crescentino. Un luogo che avrebbe una propria squisita unicità, e dunque non dev'essere accostato o assimilato ad alcun altro, monade immobile nei caratteri e nei confini. E' giusto?
Parliamone.
Viaggiare e conoscere altri luoghi ha significato, nella storia dell'Uomo, un arricchimento. Qui diventa un disvalore da mettere in burletta. Che significa, che non possiamo guardar fuori le mura, e prendere esempli utili? E gli urbanisti, che stanno ridisegnando in tutto il mondo città e cittadine tenendo i Centri Storici al riparo dal traffico, e a disposizione dei cittadini, sono tutti dei pirla?
Che cosa significa che il mondo meno sviluppato e più povero ha le città intasate di auto e parcheggi su tre file, mentre i paesi più progrediti, dalla Svizzera in su, hanno fatto dei Centri a misura d'uomo la loro abituale filosofia? E noi, dove vogliamo stare? Vogliamo guardare indietro, a quelli che stanno peggio di noi, o avanti per disegnarci un futuro migliore?
Io penso che un sindaco con senso di responsabilità debba guardare avanti, a costo di essere impopolare. E penso che questa stessa responsabilità debbano sentire i rappresentanti delle Minoranze, invece di titillare per convenienza di un momento gli istinti più immediati.
Se il modello che viene proposto è quello immobile della situazione attuale, dove si pensa di andare, gente mia?
Quali sono i valori, quali i modelli che mi vengono opposti, riguardo alla piazza Caretto chiusa? Mancano 14 posti macchina, il Portico raccoglie le firme, e così altri commercianti che temono di perdere affari se le auto non si possono fermare a due metri dalla porta, entrare, comprare, uscire.
Ma è questo, il modello di commercio che si propone oggi, per fronteggiare i Centri Commerciali?
Risulta proprio di no. Ci sono alcuni negozi a Crescentino, magari con i parcheggi non comodissimi, che ricevono clienti dal circondario e anche da lontano, per le scelte anche estetiche che hanno saputo fare nel loro business. E costoro tacciono, in questo frangente.
Parlano invece, e molto, gli "stranieri" che vengono in Municipio e si trovano di fronte l'orrendo palazzone grigio di fronte: si scandalizzano di un simile degrado, e dicono anche che sarebbe bellissimo Settecento, se appena lo si mettesse a posto, lo si ridipingesse. Le serrande dei negozi sotto sono arrugginite e scalcagnate, nessuno se ne preoccupa. Sto curando personalmente la questione dal giugno 2009, a settimane dovrebbero cominciare dei lavori. Identico discorso vale per il bellissimo palazzo in piazza Vische, cadente al punto che rischia di essere pericoloso per i passanti. E' dignità, questa, o è degrado, anche per i professionisti che ci lavorano dentro?
Ma qualcuno ha mai alzato gli occhi ai muri, del Centro Storico? Perché tutti fingono di non vedere i palazzi fatiscenti, non ridipinti da più di trent'anni (ma anche da cinquanta) da proprietari che non hanno necessità, né preoccupazione estetica? Perché nessuno dell'opposizione nota le pile dipinte su tre lati, con il quarto - sporco - diretto verso via Mazzini? Eppure, è sempre della stessa proprietà.
Un posto inospitale, non attira. Il Centro Storico deve prima di tutto rivitalizzare se stesso, per far rivivere il commercio. Ci puoi pure fare una manifestazione la settimana, farci passare i camion a doppio senso direttamente sopra le macchine parcheggiate, ma le persone preferiscono i luoghi gradevoli. Non c'è santo.
Le battaglie di retroguardia, l'ironia facile su una sindaca viaggiatrice (che peraltro ha le spalle larghe), gli attacchi personali, non risolvono alcun problema.
Meditate gente, meditate.
martedì 14 settembre 2010
Piazza Caretto
Ogni città che aspiri ad una vita migliore per gli abitanti, ha ormai eliminato da tempo le auto dal Centro Storico. I modelli sono infiniti: provate a chiedere ai commercianti di via Garibaldi a Torino se tornerebbero al traffico, e ai loro colleghi di Chivasso se farebbero altrettanto. Giammai. Il centro convulso e levantino della città a noi vicina, si è trasformato in un salotto elegante dov'è gradevole passeggiare, guardare le vetrine, entrare nei negozi. A Cigliano da anni la piazza centrale, dove ci sono le scuole, è diventata un giardino, eliminando le auto; ogni borgo che abbia la fortuna di aver un bel centro storico (e noi lo abbiamo) si è attrezzato, o si sta attrezzando, nella stessa direzione.
In quest'ottica, l'Amministrazione Comunale di Crescentino ha cominciato a chiudere al traffico Piazza Caretto, che opportunamente attrezzata diventerà il luogo deputato agli incontri, alle passeggiate, alle adunate, alle feste collettive. Una sorveglianza ferma ma discreta è stata avviata contro chi - non volendo fare quattro passi per arrivare ai campetti sportivi disponibili - si ostina a voler giocare a pallone proprio lì, e di notte per giunta.
La cosa curiosa, nei commenti di alcuni, è che non si incolpino queste figure (questi figuri) ma l'Amministrazione che ha chiuso la piazza. Viene in mente il famoso proverbio cinese: "Il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito".
Il progetto a più lungo termine, finiti i lavori del rifacimento delle secolari pietre dei portici, è di chiudere il Centro Storico. I proprietari delle case hanno avuto l'esenzione dalla Tosap per un anno, per ridipingere i palazzi e far tornare la zona al suo antico splendore.
Solo così, si potrà avere una città vivibile, appetibile, dentro la quale sia piacevole stare, al passo con il tempo in cui viviamo, dove si possa ciondolare, guardare le vetrine, entrare nei negozi perciò.
Parcheggi saranno attrezzati per le categorie più deboli, secondo il progetto elaborato dal nuovo capogruppo Gianni Taverna e ormai noto.
Senza questo rinnovamento collettivo, saremmo destinati a rimanere in quella parte di mondo che non vuol cambiare la qualità della vita e del commercio e preferisce guardare al passato, a un mondo sommerso dalle macchine come in Libano o ad Atene, agognando un parcheggio a due metri dal negozio e ignorando la vivibilità collettiva.
Stupisce che alcune intelligenze locali non colgano questi elementari principi ampiamente condivisi da tutte le comunità nazionali e internazionali di urbanisti, ambientalisti, amministrazioni e quant'altro, e preferiscano arroccarsi in posizioni di retroguardia e demagogiche.
lunedì 13 settembre 2010
Buona scuola (e attenti alla Stazione)
E' cominciato l'anno scolastico. Oggi con l'assessore Nicoletta Ravarino abbiamo mandato auguri di buon lavoro a tutti gli ordini, con alcune proposte di collaborazione con il Comune, come già l'anno scorso, che riguardano la Scuola di Musica piuttosto che il Consiglio Comunale per ragazzi, o progetti ad hoc per geometri e ragionieri, perché possano interagire con la collettività della quale fanno parte. Abbiamo proposto alla Ragioneria, uffici e studenti, un ripasso della raccolta differenziata, perché non è che su Piazza Marconi si vedano spettacoli edificanti, vicino ai bidoni...
Piccoli passi, per far crescere cittadini più consapevoli, in grado di partecipare propositivamente alla vita comune.
E notizie sconfortanti, anche. A pochi mesi dalla scoperta di quattro ragazzi che avevano sporcato i muri della sala d'aspetto della stazione, con procedimento d'ufficio come prevede da qualche tempo il codice anche per i minori, altre quattro ragazzette (questa volta) si sono immerse nella stessa bravata, su quegli stessi muri.
Adolescenti, anche qui. Figlie di buone famiglie, dispiaciute e mortificate. E' successo la settimana scorsa, la denuncia è già partita, le famiglie (come nel primo caso) si occuperanno di rimettere a posto le pareti.
Come mai? Che senso di libertà, che bravata è disegnare cuoricini o iniziali sui muri della stazione, o altrove?
Non facciamo gli psicologi da strapazzo, non è il caso di analisi superficiali.
Ma una cosa si può dire. Che è diseducativo il troppo tempo libero, senza un motivo, o una passione per riempirlo. Bisogna coltivare passioni, e occorre farlo da piccoli: le passioni danno disciplina, e calore. Nel nostro piccolo tenteremo di dare una mano, augurandoci che questo incidente nella giovane vita delle colpevoli serva a cogliere l'occasione per un cambiamento di ritmo interiore.
Piccoli passi, per far crescere cittadini più consapevoli, in grado di partecipare propositivamente alla vita comune.
E notizie sconfortanti, anche. A pochi mesi dalla scoperta di quattro ragazzi che avevano sporcato i muri della sala d'aspetto della stazione, con procedimento d'ufficio come prevede da qualche tempo il codice anche per i minori, altre quattro ragazzette (questa volta) si sono immerse nella stessa bravata, su quegli stessi muri.
Adolescenti, anche qui. Figlie di buone famiglie, dispiaciute e mortificate. E' successo la settimana scorsa, la denuncia è già partita, le famiglie (come nel primo caso) si occuperanno di rimettere a posto le pareti.
Come mai? Che senso di libertà, che bravata è disegnare cuoricini o iniziali sui muri della stazione, o altrove?
Non facciamo gli psicologi da strapazzo, non è il caso di analisi superficiali.
Ma una cosa si può dire. Che è diseducativo il troppo tempo libero, senza un motivo, o una passione per riempirlo. Bisogna coltivare passioni, e occorre farlo da piccoli: le passioni danno disciplina, e calore. Nel nostro piccolo tenteremo di dare una mano, augurandoci che questo incidente nella giovane vita delle colpevoli serva a cogliere l'occasione per un cambiamento di ritmo interiore.
martedì 7 settembre 2010
Italcardano e il lavoro a Crescentino
E' anche normale che le tentazioni gossipare, con il loro bravo bagaglio ludico, si fermino quando la vita vera irrompe con la sua crudeltà. Italcardano ha annunciato una contrazione del personale, si parla di circa 60 unità, si teme che potranno essere di più. Stamane, l'Amministrazione Comunale ha chiesto un incontro con la dirigenza: andremo all'Italcardano lunedì mattina e ci spiegheranno. Rispetto alle notizie non pessimistiche che avevamo avuto in un incontro con la dirigenza nella scorsa primavera, c'è stata una inversione di tendenza, con uno spostamento in Trentino dell'asse dell'Italcardano, e le decisioni dei tagli verrebbero direttamente dalla casa madre americana.
L'economista Deaglio discettava della crisi a W piuttosto che a L. Finora non abbiamo visto la seconda parte della "V doppia", purtroppo. Speranze di posti di lavoro vengono dalla prossima costruzione del nuovo supermercato verso Casale, dove i lavori dovrebbero cominciare presto, e dal possibile insediamento del primo impianto italiano di bioetanolo, di Mossi&Ghisolfi. Il Comune sta facendo del proprio meglio per rientrare nei tempi richiesti dall'azienza, con la procedura urbanistica avviata, che prevede la riperimetrazione dell'area non inquinata ex Teksid, destinata a MG: sempre nel rispetto e nell'attenzione per la salute e la sicurezza della popolazione, sulla quale vengono chieste garanzie, e per le quali è stata richiesta la supervisione di un nostro esperto.
La speranza è anche che MG diventi un volano per la ripartenza dell'economia locale, con il suo indotto.
Alcune altre idee ha il proprietario dell'intera area ex-Teksid, ma sono ancora lontane dal concretizzarsi. Certo la città risente di questo difficile momento economico, e chi ha quattrini li tiene ben stretti. Una buona notizia: almeno nessuna delle sei banche - prova provata di una discreta ricchezza in città - sta per chiudere. Ma bisogna uscire dal guado.
L'economista Deaglio discettava della crisi a W piuttosto che a L. Finora non abbiamo visto la seconda parte della "V doppia", purtroppo. Speranze di posti di lavoro vengono dalla prossima costruzione del nuovo supermercato verso Casale, dove i lavori dovrebbero cominciare presto, e dal possibile insediamento del primo impianto italiano di bioetanolo, di Mossi&Ghisolfi. Il Comune sta facendo del proprio meglio per rientrare nei tempi richiesti dall'azienza, con la procedura urbanistica avviata, che prevede la riperimetrazione dell'area non inquinata ex Teksid, destinata a MG: sempre nel rispetto e nell'attenzione per la salute e la sicurezza della popolazione, sulla quale vengono chieste garanzie, e per le quali è stata richiesta la supervisione di un nostro esperto.
La speranza è anche che MG diventi un volano per la ripartenza dell'economia locale, con il suo indotto.
Alcune altre idee ha il proprietario dell'intera area ex-Teksid, ma sono ancora lontane dal concretizzarsi. Certo la città risente di questo difficile momento economico, e chi ha quattrini li tiene ben stretti. Una buona notizia: almeno nessuna delle sei banche - prova provata di una discreta ricchezza in città - sta per chiudere. Ma bisogna uscire dal guado.
lunedì 30 agosto 2010
L'assessore Ratto si è dimesso (ma non cadiamo)
Verde speranza per una vita migliore, e tanti auguri a Fabio Ratto, che aspetta (come ancheTanino Angelone) un maschietto, e ha pure avuto una allettante offerta dal proprio datore di lavoro che lo porterà a viaggiare per l'Italia. Il nuovo impegno lo ha costretto, dopo lunghi pensamenti, a dare le dimissioni dalla carica di Assessore, ma resterà con noi come Consigliere di Maggioranza.
Nessuna crisi, dunque, al momento. Volendo assai valorizzare la scuola, l'educazione, la cultura, e avendo assai apprezzato finora il suo lavoro, ho chiesto alla Dott. Ravarino di diventare assessore con tali deleghe, e lei dopo le opportune riflessioni ha accettato.
Le importanti deleghe di Fabio Ratto saranno ridistribuite. Ho chiesto al vicesindaco Allegranza di occuparsi del Bilancio, che è una sua passione e competenza fin da tempi lontani. Gli ho naturalmente promesso un alleggerimento da altre deleghe, e ci sto studiando sopra: in fase di studio, anche l'attribuzione del Commercio, un altro ramo assai delicato e litigarello. Il Presidente del Consiglio Comunale, Dario Gallo, che aveva la delega a Cultura e Manifestazioni, avendo ribadito di non voler impegnarsi in un Assessorato né ora né dopo la laurea che sarà in ottobre (auguri anche a lui) preferisce occuparsi solo di temi istituzionali, più consoni al suo delicato ruolo. Ho chiesto a Gabriele Massa, per ora, di occuparsi di Web e Comune, dopo l'ottimo lavoro iniziale di Fabio.
Notizie appena ne avrò. Ma ecco la lettera che mi ha mandato Fabio Ratto, protocollata questa mattina:
Con la presente rassegno con effetto immediato le mie dimissioni da Assessore di questo Comune rimettendo nelle tue mani le deleghe a suo tempo conferitemi.
Tale decisione, come già anticipato a voce, è maturata a seguito di un’importante prospettiva di crescita professionale che il mio datore di lavoro mi ha offerto ed alla quale voglio rispondere con tutto il mio impegno. Tali prospettiva comporterà una mia presenza costante in ufficio e frequenti spostamenti sul territorio nazionale non conciliabili con la carica attualmente rivestita.
Non mancherò comunque di dare il mio contributo ed il mio sostegno alla vita dell’Amministrazione Comunale della quale continuerò a far parte come Consigliere.
Colgo l’occasione per ringraziarti della fiducia a suo tempo accordatami, sperando di aver reso un utile servizio in questo anno di mandato.
Con stima
Ratto Fabio
Grazie a Fabio Ratto per il suo impegno e per il suo tempo speso a favore della collettività, e ad maiora.
Sindaca
Tanti saluti dai cittadini di Vische
Ieri a Vische c'è stata la festa di San Bartolomeo, e come sempre una delegazione di Crescentino ha partecipato alla giornata, in una tradizione che dura dal 1529, quando i Vischesi aiutarono la nostra cittadina a sbarazzarsi del comune incubo, i Tizzoni. Come ho detto dal palco dell'ampia struttura costruita per l'occasione, ieri dopo la Messa, un'amicizia così lunga fra due comunità, eternamente rinnovata, varrebbe di essere registrata nei primati Guinness: nel 2029, saranno cinquecento anni giusti, e i sindaci dell'epoca dovranno costruire grandi cerimonie.
Cosa sappiamo, noi Crescentinesi, di Vische? Forse poco. E' un paese nel canavese, poco lontano da Mazzé, con circa 1.500 abitanti, che vive di agricoltura, vigne, qualche fabbrichetta. Fra le colline, i vigneti, piante in fiore. Si respira un'aria di comunità ancora solida, al pranzo nella struttura comunale c'erano il quadruplo dei cittadini che sono venuti per San Crescentino a pranzare sotto i portici, nei loro vestiti da festa. Il sindaco, Mario Pignocchino, è un vigile a Caluso, e andrà in pensione ad aprile; andrà in pensione anche il vigile unico e militante di Vische, a fine anno: si chiama Gino, è un signore alto con i baffi amantissimo della musica, che a fine pranzo ha imbracciato la fisarmonica, mentre un assessore ci dava di banjo, e ha fatto ascoltare una delle tre "curente" che la banda eseguiva storicamente nelle feste comuni. Ho portato un dvd all'Emilio della nostra Banda, perché le vogliono imparare pure loro.
La tradizione è che, dopo la Messa e la processione, ci si raduna sotto questa struttura, in un luna park su un prato che pare uscito da un cartone animato, e si fanno due discorsini senza tediare. Poi la banda attacca una curenta, e la gente balla. E quand'è finita, il sindaco di Vische urla: "Fuori Crescentino, dentro Vische. Fuori Vische, dentro Crescentino". Mi sono dimenticata di parlare di Don Antonio, il parroco che trovo un grande comunicatore, capace di rendere la Messa un rito personale, locale, che entra nel cuore di tutti.
Ho invidiato a Vische che abbiano come cittadino un signore corpulento, Gruner, che è presidente dell'unica banca locale, e che ogni anno non fa mancare piccoli fondi per piccoli problemi. Noi abbiamo sei banche, e da quando Monsieur Tasso ha abbandonato il campo e si è spostato sul nazionale, non abbiamo più visto neanche un soldo: neanche piccoli fondi, per pur grandi problemi, malgrado strazianti lettere prenatalizie.
E comunque è un peccato che il legame con Vische non produca contatti più frequenti, oltre le feste. Vediamo se in inverno riusciremo a organizzare un ulteriore scambio, cui partecipino più persone.
Con questo piccolo post cerco di riprendere nell'avaro tempo libero il blog. Avvertendo che non pubblicherò più i commenti anonimi.
Grazie e buon autunno La Sindaca
giovedì 26 agosto 2010
Dopo Ferragosto
In seguito all’evento alluvionale del 14-15 agosto scorso sul territorio di Crescentino, con successiva proclamazione dello Stato di Calamità, il Sindaco e il Vicesindaco con delega ai LLPP hanno incontrato, nella mattinata del 26 agosto a Vercelli, il Direttore Generale del Consorzio Irriguo dell’Ovest Sesia per chiarire le tematiche più cruciali che hanno portato all’esondazione di rogge, fossi, canali di scolo, laghetti privati, provocando danni ingenti ad abitazioni e aziende.
Nel corso dell’incontro, è emerso che fin dal 2003 Ovest Sesia aveva realizzato un progetto di massima per mitigare l’effetto delle acque in alcuni punti cruciali dello storico reticolo irriguo dei Comuni di Crescentino, Fontanetto, Palazzolo, Trino, ma mentre gli altri Centri hanno richiesto per l’attuazione fondi regionali e ministeriali, da Crescentino c’è stata un’unica richiesta per una piccola modifica di una roggia in Frazione Galli, con un finanziamento di 50 mila euro che solo la presente Amministrazione ha attivato nel 2009.
E’ intenzione del Comune incaricare l’Ovest Sesia di uno studio idrografico dell’intero territorio comunale, che definisca gli interventi necessari e le priorità per prevenire il ricorrere di tali eventi alluvionali.
In questi giorni, d’intesa con la Prefettura, partirà dal Comune di Crescentino la richiesta di un incontro urgente con il Presidente della Regione Cota, con l’Assessore alla Difesa del Suolo e con quello della Protezione Civile, per ottenere il richiesto Stato di Calamità e approntare un programma di difesa e prevenzione per il nostro Territorio.
Nel corso dell’incontro, è emerso che fin dal 2003 Ovest Sesia aveva realizzato un progetto di massima per mitigare l’effetto delle acque in alcuni punti cruciali dello storico reticolo irriguo dei Comuni di Crescentino, Fontanetto, Palazzolo, Trino, ma mentre gli altri Centri hanno richiesto per l’attuazione fondi regionali e ministeriali, da Crescentino c’è stata un’unica richiesta per una piccola modifica di una roggia in Frazione Galli, con un finanziamento di 50 mila euro che solo la presente Amministrazione ha attivato nel 2009.
E’ intenzione del Comune incaricare l’Ovest Sesia di uno studio idrografico dell’intero territorio comunale, che definisca gli interventi necessari e le priorità per prevenire il ricorrere di tali eventi alluvionali.
In questi giorni, d’intesa con la Prefettura, partirà dal Comune di Crescentino la richiesta di un incontro urgente con il Presidente della Regione Cota, con l’Assessore alla Difesa del Suolo e con quello della Protezione Civile, per ottenere il richiesto Stato di Calamità e approntare un programma di difesa e prevenzione per il nostro Territorio.
martedì 10 agosto 2010
Alcune buone ragioni per tacere.
Anonimo ha detto...
Signori..L'errore sullo Stemma dovrebbe essere perdonabile, infatti ho fatto il confronto fra quelli storicamente apposti sulla facciata del Municipio e quello sulla piazza.La modifica del Gonfalone è passata inosservata e quindi non ha dato adito a discussioni.Comunque la polemica ha consentito ai crescentinesi di riprendere confidenza con il loro simbolo e mi sembra positivo.Certo ora ci si trova con due stemmi diversi nella stessa piazza.. attirerà i turisti.x mnCosa vuole, l'opposizione di prima non vedeva la trave e questa invece vede anche le pagliuzze.. sarà mica colpa di Saint-Just..
.x MV
I blog sono al dessert? Non le piacciono certi commenti? Sono d'accordo, ma è la democrazia.. censuriamo?Cordiali salutiSaint-Just
28 luglio 2010 19:34
marinella ha detto...
Vuol mica che vada all'attacco della sua ragione di vita, Saint-Just? Onestamente, ho altro da fare
29 luglio 2010 00:48
Gioacchino ha detto...
Per esempio?
05 agosto 2010 13:25
dispettoso ha detto...
ma lei sindaca, cosa ha da dire in merito alla chiusura della piazza? troppo presa a fare articoli suglio U2 (fonte la Stampa)??? ;-))
06 agosto 2010 16:23
Anonimo ha detto...
La nuova piazza deve essere uno spettacolo vista dal balcone....Per questo non si affaccia nessuno...Ma niente paura, fra poco non la si vedrà più, coperta dai baldacchini dei dehors dei bar.Capisco la profusione di strisce pedonali, è per dare ordine alle folle oceaniche che la attraverseranno in lungo ed in largo, a piedi, per affollare i tavolini ristoratori.Spero succeda presto, la visione dell'architettura orror-pseudo Michelangiolesca mi è insopportabile.Cordiali salutiSaint-Just
psLe cose importanti da fare sono soggettive, non sono un valore assoluto. Dipende dalle situazioni.Come diceva quel tizio... il mio regno per un cavallo, o anche per molto di meno...
08 agosto 2010 14:17
Signori..L'errore sullo Stemma dovrebbe essere perdonabile, infatti ho fatto il confronto fra quelli storicamente apposti sulla facciata del Municipio e quello sulla piazza.La modifica del Gonfalone è passata inosservata e quindi non ha dato adito a discussioni.Comunque la polemica ha consentito ai crescentinesi di riprendere confidenza con il loro simbolo e mi sembra positivo.Certo ora ci si trova con due stemmi diversi nella stessa piazza.. attirerà i turisti.x mnCosa vuole, l'opposizione di prima non vedeva la trave e questa invece vede anche le pagliuzze.. sarà mica colpa di Saint-Just..
.x MV
I blog sono al dessert? Non le piacciono certi commenti? Sono d'accordo, ma è la democrazia.. censuriamo?Cordiali salutiSaint-Just
28 luglio 2010 19:34
marinella ha detto...
Vuol mica che vada all'attacco della sua ragione di vita, Saint-Just? Onestamente, ho altro da fare
29 luglio 2010 00:48
Gioacchino ha detto...
Per esempio?
05 agosto 2010 13:25
dispettoso ha detto...
ma lei sindaca, cosa ha da dire in merito alla chiusura della piazza? troppo presa a fare articoli suglio U2 (fonte la Stampa)??? ;-))
06 agosto 2010 16:23
Anonimo ha detto...
La nuova piazza deve essere uno spettacolo vista dal balcone....Per questo non si affaccia nessuno...Ma niente paura, fra poco non la si vedrà più, coperta dai baldacchini dei dehors dei bar.Capisco la profusione di strisce pedonali, è per dare ordine alle folle oceaniche che la attraverseranno in lungo ed in largo, a piedi, per affollare i tavolini ristoratori.Spero succeda presto, la visione dell'architettura orror-pseudo Michelangiolesca mi è insopportabile.Cordiali salutiSaint-Just
psLe cose importanti da fare sono soggettive, non sono un valore assoluto. Dipende dalle situazioni.Come diceva quel tizio... il mio regno per un cavallo, o anche per molto di meno...
08 agosto 2010 14:17
martedì 20 luglio 2010
Una casa agli sfrattati
Sono 15, fino a questo momento, le famiglie con sfratto esecutivo e spesso alcuni bambini a carico. Nuclei nei quali lavorava solo una persona per lo più: licenziata la quale non è rimasto che non pagare più l'affitto, per poter almeno sopravvivere durante il mese. A Crescentino si sa in questo lungo periodo post-Teksid con aggiunta crisi 2009, non è tempo di vacche grasse.
Dopo lunghi esami della situazione, varie ipotesi, ripetuti incontri con il Questore e con il Prefetto, con grande dispendio di energia e tempo dell'assessore Salvatore Sellaro che qui si ringrazia per la dedizione alla causa (e per aprire la sua porta di casa anche a sera tardi a tante famiglie in preda all'angoscia) e con grande impegno del Segretario Comunale dott. De Santis che è una donna eccezionale, siamo arrivati a una soluzione.
La Giunta ha deciso di far fronte al problema all'unanimità, con una spesa di circa 10 mila 300 euro. Ha stipulato un comodato d'uso per 15 alloggi, per concederli ad altrettante famiglie, tenendo in considerazione tre fattori: sfratto esecutivo, reddito e carichi familiari.
Il contratto fra il Comune e la proprietà dura un anno, propogabile, ed è coperto da una assicurazione a garanzia della proprietà e dei terzi; prevede un affitto mensile di 180 euro per alloggio, comprensivo di acqua e spese condominiali. All'utilizzatore vanno le spese di luce, riscaldamento e manutenzione ordinaria. Chi non ce la farà, si rivolgerà al Cis.
Alcuni nuclei familiari hanno già traslocato, e i curatori degli sfratti futuri non si troveranno davanti mamme con bambini piangenti destinati a non avere un tetto. Perché questo, in un paese civile, non deve accadere.
venerdì 9 luglio 2010
Lunedì dr. Ghisolfi e Godio sul Bioetanolo, poi le solite storie
Lunedì alle 21,30, all'Auditorium Angelini, dibattito con il dott.Guido Ghisolfi e Gianpiero Godio della Lega Ambiente sull'impianto di bioetanolo che la Mossi&Ghisolfi intende insediare sul nostro territorio, dopo la presentazione del progetto in Provincia.
Sono invitati la popolazione, i gruppi consigliari, le associazioni, i comuni vicini, tutti coloro che sono interessati. E' un momento importante di conoscenza per il futuro di Crescentino, chi può davvero non manchi.
Cerchiamo di andare avanti con i nostri problemi di tutti i giorni, dopo il tormentone del Chicobum e di Allegranza che prende la distanza (fa anche rima). Cibo ghiotto per ogni allenatore mancato della Nazionale, per ogni Consigliere di opposizione, per ogni oppositore in generale (e sono tanti), la débacle suona a me personalmente come una pena di contrappasso di stampo dantesco, dopo tanti anni passati a fare le pulci ai (grandi) organizzatori dei concerti per molto, molto, molto meno. Questa storia mi ricorda molto le vicende italiane della musica popolare dei Settanta/Ottanta, quando c'era l'improvvisazione al potere.
Molti fingono che l'organizzatore sia stata io (non il Comune, io), e chiedono le dimissioni oppure che io venda la casa per risarcire i commercianti che hanno deciso di tentare l'impresa di mettere un chiosco sotto il tettoione. Ricordo a tutti i disinformanti che il Comune (e io) abbiam accettato l'offerta di fare questo Festival arrivata dal signor Marceva, pensando fosse un evento positivo per la Comunità, e che ci siamo limitati a dare un contributo, poi dimezzato per le storie che ognuno conosce.
C'è una lettera protocollata (n,4281) del 31 marzo, di invito alla riunione fra Marceca e i commercianti, che dice chiaramente "Si ricorda, inoltre, che la manifestazione è completamente organizzata e gestita dall'Associazione Barrumba".
La débacle è tuttavia altrettanto dolorosa per noi, da un punto di vista politico. In una riunione con i commercianti di 15 giorni fa, quando i buoi erano ormai fuggiti, abbiamo discusso di rimettere in piedi qualcosa a fronte del nuovo programma gratuito. Ma le idee sono volate via di fronte all'assenza dell'organizzatore e di gruppi dopo il famoso outing notturno della cover band degli U2, di fronte alla necessità di spendere ulteriori quattrini, alla mancata pubblicità, all'annullamento dei gruppi, all'impossibilità giuridica per il Comune di metter le mani in una iniziativa privata.
Si può discutere se sia utile ai fini di una causa di rimanere lì fino all'ultimo minuto, e subire tutte le umiliazioni che si stanno subendo, con infine il palco portato via, le maleducazioni continue e oltraggiose della controparte. Tutto questo scalda ancor più gli animi. A ogni provocazione vengono chiamati consiglieri e assessori e vice che sono impotenti quanto gli altri, non essendo appunto parte in causa nell'organizzazione di ciò che è saltato; e saltano anche i nervi, se ne dicono di ogni, e qualcuno si diverte, in questo marasma, a più non posso. Così il fango diventa una montagna, e qualcuno ci guadagna (altra rima infernale). Ma chi ci guadagna? Fate voi uno più uno.
Non sono un avvocato e non posso dare consigli giuridici. Ma il consigliere Mosca, che invece lo è, ha consigliato di resistere a oltranza dopo esser stato contattato dai commercianti. Avrà certamente ragione, non lo metto in dubbio affatto. Però egli dovrà - dovrebbe, avrebbe dovuto - a mio avviso prendere in considerazione quel filo sottile o sottilissimo che separa il suo ruolo di Consigliere di Opposizione da quello di avvocato in una vicenda dove il Comune in qualche modo c'entra per il contributo economico che ha dato (anche se poi dimezzato), e viene comunque sempre tirato in ballo anche a sproposito. Vi ricordo che il consigliere Mosca chiede a me direttamente e personalmente di pagare i danni: ma lo fa da Avvocato o da Consigliere?
giovedì 1 luglio 2010
Bacheca: Porta a porta per gli elettrodomestici
Nei giorni scorsi presso il Centro di raccolta all’ ex Ente Risi è stato sospeso temporaneamente il conferimento di piccoli e grandi elettrodomestici (RAEE) perché è entrato in vigore il sistema di raccolta "uno contro uno" che prevede - nel caso di acquisto di nuovi elettrodomestici - il ritiro del vecchio da parte del commerciante.
I commercianti conferiranno gli elettrodomestici ai centri di raccolta RAEE autorizzati (Vercelli , Trino , Santhià , Chivasso , indirizzi e altri centri reperibili su www.cdcraee.it - n.verde 800894097) , mentre i cittadini - prenotandosi al numero verde 800546171 – usufruiranno del ritiro gratuito presso la propria abitazione ogni ultimo sabato del mese.
La Giunta Comunale ha , intanto , approvato il progetto dei lavori di "Adeguamento di centro per la raccolta differenziata dei rifiuti " finanziato dal Covevar per un importo di circa 159.000,00 euro . Si attende dal Covevar l’annuncio dell’inizio dei lavori .
I commercianti conferiranno gli elettrodomestici ai centri di raccolta RAEE autorizzati (Vercelli , Trino , Santhià , Chivasso , indirizzi e altri centri reperibili su www.cdcraee.it - n.verde 800894097) , mentre i cittadini - prenotandosi al numero verde 800546171 – usufruiranno del ritiro gratuito presso la propria abitazione ogni ultimo sabato del mese.
La Giunta Comunale ha , intanto , approvato il progetto dei lavori di "Adeguamento di centro per la raccolta differenziata dei rifiuti " finanziato dal Covevar per un importo di circa 159.000,00 euro . Si attende dal Covevar l’annuncio dell’inizio dei lavori .
Bacheca: l'Estate degli Anziani
L'assessore alla Sanità e Politiche Sociali dott. Demetrio Malara comunica:
Il Comune di Crescentino, in collaborazione con l'Associazione di volontariato A VULSS, svolge per i cittadini anziani residenti nel Comune, che sono soli e senza parenti o vicini di casa di riferimento, le seguenti attività:
1) Distribuzione farmaci a domicilio
2) Attività di socializzazione e compagnia a domicilio dell'Anziano
3) Trasporti per visite specialistiche o presso lo studio del medico di medicina generale.
Basta rivolgersi all'Ass. A VULLS, signor Giuseppe Cipolla,
tel 0161/84.38.19 - 0161/84.31.94.
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