martedì 12 aprile 2011

La prima pietra della M&G

Ci sono giorni che ti passano davanti i mesi. Martedì 12 aprile è stato uno di questi. La posa simbolica della prima pietra della Mossi&Ghisolfi è stata soprattutto una bella botta d'immagine con la quale la famiglia tortonese leader nel mondo delle bottiglie di plastica, ha voluto presentare ai media, alla comunità industriale e politica, ai suoi collaboratori d'Oltreoceano, il progetto sperimentale del primo impianto italiano di bioetanolo che all'ex Teksid verrà costruito, e che servirà anche come modello per i visitatori che ne vogliano acquistare il brevetto. Dopo le spiegazioni riservate alla stampa, nella struttura enorme impiantata dentro gli ex uffici Teksid, hanno salutato gli ospiti il cavaliere del lavoro Vittorio Ghisolfi, patriarca attivissimo della famiglia; e Guido Ghisolfi vicepresidente del gruppo ha spiegato la filosofia del progetto, prima di un incontro moderato da un giornalista del Sole 24 ore, Jacopo Gilberto: hanno partecipato con Guido Ghisolfi il presidente nazionale della Lega Ambiente, Vittorio Cogliati Dezza; il segretario della Commissione Ambiente del Senato Andrea Fluttero, ex sindaco di Chivasso; il vicepresidente della Regione Ugo Cavallera, l'assessore all'innovazione della Regione Massimo Giordano, e anche la vostra Marinella, che ha spiegato le filosofie ormai note che stavano dietro la nostra accettazione: dopo lunghissimi mesi di ansie, conferenze di servizio, attenzione ai punti delicati che sono la salute e la sicurezza della popolazione. Ma ho anche rivendicato (per farci ulteriore pubblicità, ed è stata pubblicamente riconosciuta) la professionalità che un Comune così piccolo come il nostro ha mostrato nell'affrontare rapidamente una montagna di problemi di ordine ambientale, urbanistico, burocratico, grazie alla dedizione dei dipendenti di Comune, Provincia, Arpa, a quel martello del vicesindaco Allegranza, e all'alta qualità dei Consulenti di cui ci siamo circondati. Siamo stati molto attaccati, per questi consulenti: ma mica si facevano delle villette a schiera, all'ex Teksid. Tra l'altro, proprio adesso a Linea Tre del TG3, un operatore che oggi era da M&G ha parlato del nostro caso, come caso virtuoso di una piccola comunità che accetta una novità, concerta la trasformazione, tratta migliorie per la sicurezza: mi ha detto, oggi, questo signore, che solo 300 comuni italiani si sono mostrati aperti sul futuro, e pare ci voglia proporre per un premio... Ora si tratta di seguire il processo di costruzione, e di far diventare opere di interesse collettivo le somme ingenti in arrivo nelle casse comunali. Ne parleremo strada facendo. Altri progetti bollono in pentola, per il resto del terreno ancora sottoposto a bonifica. Il tesoro è lo snodo ferroviario, privato, che la Ilvo vuole ulteriormente valorizzare. Ho tagliato il nastro, a nome di tutti noi, cara gente mia. Debbo aver detto anche frasi sconnesse e romantiche, non lo escludo. Ci si fa prendere anche un po' la mano, quando si è tanto lavorato e tanto si è stati massacrati (io più di chiunque, modestia a parte). Arriveranno posti di lavoro, verrà gente in città e io sono alquanto sconfortata nel pensare che troveranno un Centro Storico poco invitante, scrostato, con le pile dei portici dipinte spesso solo su tre lati, con le facciate che perdono i pezzi nell'indifferenza generale, le (brutte) serrande abbassate dopo l'ora di chiusura dei negozi. So solo io quante telefonate faccio ai proprietari, agli amministratori. Quanto cerco incontri, ma in due anni ho trovato porte al massimo socchiuse. Sigh. Ho visto fra la folla anche qualche membro dell'Opposizione. La Maggioranza c'era tutta. Solo noi sappiamo che cosa abbiamo passato, quante discussioni abbiamo fatto per cercare le strade migliori che ci portassero al primo passo. Possiamo dire che è stata una soddisfazione. Ho pensato, confesso, anche ad Angelone, Pino Rotondo, Dario Gallo, che non vedo mai. Il presidente nazionale di Lega Ambiente che era lì, Cogliati Dezza, ha parlato in termini positivi di questa nuova opportunità per le energie rinnovabili. Mi son detta: ma perché mai? Quale sarà stata la sirena che li ha sedotti? Quella dell'abilità retorica, della furbizia, quella dell'antagonismo a tutti i costi? Poco importa ormai. Nuove sfide ci attendono, adesso (e sempre modestia a parte, io sono attesa anche da un giudice).

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Bravo sindaco, bella domanda. Che fine hanno fatto Angelone, Rotondo, Gallo? Quale proposta stanno facendo alla società crescentinese, loro che si sono chiamati ambiente e società? In consiglio non si vedono, non si sentono, non si sanno proposte. Anche Sellaro li ha mollati e si è messo in proprio.

Anonimo ha detto...

Sono molto contento per Crescentino, direi che per questo nuovo insediamento dobbiamo ringraziare l'amministrazione Venegoni e anche chi era contrario per il contributo che ha comunque portato nel migliorare il progetto iniziale.

MV, ma lei si preoccupa per i muri scrostati? Mai visitatori sono certo che li preferiranno alle opere di "restauro" che sono state fatte, i vecchi almeno sapevano lavorare e non facevano le piazze storte.
Cordiali saluti

mauro novo ha detto...

Il tuo post ha reso in modo totale la giornata di ieri, anch'io ho voluto rendere nel pezzo sul mio blog i miei pensieri e le mie speranze, piu' che i dati tecnici già disponibili su tutti i giornali, ho ritenuto opportuno trasmettere a chi legge il pathos del momento, quella era la ragione, secondo me della mia presenza.
In questo momento sono le polemiche che debbono essere lasciate da parte, per cogliere APPIENO questa opportunità e le altre che son sicuro arriveranno come già alcuni imprenditori crescentinesi ieri hanno auspicato.
mauro novo

3 chi? ha detto...

Ma chi? Quelli che non hanno il coraggio di dire si, no, mi astengo?

Anonimo ha detto...

Il "pathos" del momento se lo tenga pure, è di seconda mano, i crescentinesi avrebbero preferito sentirlo di persona. (compresi quelli contrari)
Saint-Just

MV ha detto...

Ma povero sanjustino, è arrabbiato che non l'hanno invitata!

Anonimo ha detto...

Ecco, il classico commento Illuminato.
Saint-Just non è arrabbiato perchè non esiste, sfottendo Saint-Just si sfottono i normali cittadini di Creescentino, quelli che subiranno gli inconvenienti della Ghisolfi e non camminano sul red carpet.
(ci sono anche gli aspetti positivi, innegabili, per questo sarebbe stata bella una cerimonia più "pubblica")
S.J.