domenica 10 aprile 2011

Ode ai Gianoli

Forse è una storia strettamente personale, ma nel successo di oggi del video sulla Teksid proiettato al teatro Angelini, nella brillante compilazione del documentario di due ragazze in gamba, Canonica&Ravarino, che ha raccontato gli inizi, gli anni gloriosi e gli anni difficili dell'immensa fonderia che ha cambiato la storia e la vita del nostro Paesello, mi è mancato di sentire una parolina e ammetto di averne sofferto. I Gianoli, cosa sono i Gianoli? Se nessuno li ha nominati, è segno che nessuno lo sa. I Gianoli sono quel mucchietto di case giusto a ridosso dell'immane ex Teksid. Quattro case per così dire normali, più una bellissima cascina del conte Tournon, che sta letteralmente andando in rovina e mi dicono affittata ad un notabile del Consiglio Comunale. Quando sono stati intervistati gli abitanti storici dei Gianoli, Gabriele Vigna ed Enrico Campo, li hanno seduti lì a bordo strada del Ghiaro, ma non s'è detto che quelli erano i Gianoli. Luogo insignificante, si vede. Ma non per chi ci ha vissuto. Io ho passato lì le estati della mia infanzia, dai miei nonni che facevano i marghé: poche famiglie, molto unite fra loro: i Campo, una copiosa dinastia, i più benestanti, che stavano dal Tournon; i Vercellone, nell'ultima cascina in fondo; i Lusso, di fronte ai miei nonni Coggiola. D'estate eravamo nidiate di bambini che giocavano nelle aie, seguivano le donne che lavavano i panni nella roggia. Le mie prime bambole sono state le pannocchie alle quali toglievo i chicchi a formare un volto. Ricordo feste gloriose quando si ammazzava il maiale, o quando c'era la mietitura. La sera, ci si riuniva sulla strada tutti insieme a chiacchierare. E lì ho ascoltato le storie per me misteriose allora di certi ragazzi che i miei nonni e i Campo (per me più che parenti, ancora oggi) nascondevano durante il fascismo, ragazzi scappati per non arruolarsi. Studenti universitari del meridione, con i quali poi sia Teresina Campo che mia mamma mantennero a lungo contatti epistolari. Erano i Cinquanta, certo. E' passata una vita, certo. Gli abitanti se ne sono andati, Teresina ha lasciato la casa durante l'alluvione, e non è mai più tornata. Io ogni tanto ci vado, a guardare la mia infanzia: anche se così proprio non la riconosco. L'enorme struttura si è mangiata tutto, le casette sembrano più piccole, vedere i tetti che crollano della cascina Tournon mi fa stare male. Inoltre: la fila di case che poi si trovano se si percorre la strada del Ghiaro costeggiando la Teksid per andare verso la statale, è una località che si chiama Mugetta (in dialetto, "Migiota"), mentre Giarrea è più verso Saluggia, dopo Cerrone, e non c'entra nulla con la zona Teksid. Vabbé, non importa niente a nessuno, pazienza. Però, i Gianoli. Si chiamano Gianoli, territorio di Crescentino.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi sembra di rivedere Novecento nelle sue parole. Altri tempi.. più belli? Più brutti? Un po l'uno e un po l'altro. Finchè c'è chi ne conserva la memoria i Gianoli vivranno e lo stesso sarà per la Teksid.

mauro novo ha detto...

bellissimo racconto e mi associo al precedente commento
mauro novo

Anonimo ha detto...

Grazie Blogger, è raro che ci si trovi d'accordo.
Chissà che con i nuovi insediamenti, meno invasivi della Teksid, i Gianoli ritornino a rifiorire.
S.J.

MV ha detto...

Credo che invece di sbagliare numero SJ abbia sbagliato blog questa volta.

Anonimo ha detto...

MV è prevenuta... io non sono contro la sua amministrazione ma contro le cose che ritengo fatte male.
Chi fa sbaglia è lo slogan della MV-2, e se sbaglia mi sembra opportuno evidenziarlo.
Ora, il primo anno non c'era un Lira nelle casse del Comune, quindi avete fatto poco e neanche bene (piazza storta), ma le intenzioni buone c'erano, persino il Chicobum se progettato intorno ad un tavolino con tutte le parti coinvolte (commercianti, cittadini, addetti del settore) poteva essere un buona opportunità. Bastava calibrarlo sulle potenzialità della zona e si poteva persino fare in un luogo più vicino al centro. Chiaro che l'idea di farlo pari pari a quello di Borgaro ha preoccupato la gente.
Ora che ci sono i soldi però spendeteli bene, e perchè non ripensare ad un CrescentinoBum?
Saluti
S.J.

Anonimo ha detto...

Sindaca, sei simpatica
Buon lavoro a tutti.

Anonimo ha detto...

Salve sono un ex dipendente Teksid dove si può trovare il video proiettato al teatro Angelini?

Grazie e un saluto a tutti.