lunedì 30 agosto 2010

Tanti saluti dai cittadini di Vische



Ieri a Vische c'è stata la festa di San Bartolomeo, e come sempre una delegazione di Crescentino ha partecipato alla giornata, in una tradizione che dura dal 1529, quando i Vischesi aiutarono la nostra cittadina a sbarazzarsi del comune incubo, i Tizzoni. Come ho detto dal palco dell'ampia struttura costruita per l'occasione, ieri dopo la Messa, un'amicizia così lunga fra due comunità, eternamente rinnovata, varrebbe di essere registrata nei primati Guinness: nel 2029, saranno cinquecento anni giusti, e i sindaci dell'epoca dovranno costruire grandi cerimonie.
Cosa sappiamo, noi Crescentinesi, di Vische? Forse poco. E' un paese nel canavese, poco lontano da Mazzé, con circa 1.500 abitanti, che vive di agricoltura, vigne, qualche fabbrichetta. Fra le colline, i vigneti, piante in fiore. Si respira un'aria di comunità ancora solida, al pranzo nella struttura comunale c'erano il quadruplo dei cittadini che sono venuti per San Crescentino a pranzare sotto i portici, nei loro vestiti da festa. Il sindaco, Mario Pignocchino, è un vigile a Caluso, e andrà in pensione ad aprile; andrà in pensione anche il vigile unico e militante di Vische, a fine anno: si chiama Gino, è un signore alto con i baffi amantissimo della musica, che a fine pranzo ha imbracciato la fisarmonica, mentre un assessore ci dava di banjo, e ha fatto ascoltare una delle tre "curente" che la banda eseguiva storicamente nelle feste comuni. Ho portato un dvd all'Emilio della nostra Banda, perché le vogliono imparare pure loro.
La tradizione è che, dopo la Messa e la processione, ci si raduna sotto questa struttura, in un luna park su un prato che pare uscito da un cartone animato, e si fanno due discorsini senza tediare. Poi la banda attacca una curenta, e la gente balla. E quand'è finita, il sindaco di Vische urla: "Fuori Crescentino, dentro Vische. Fuori Vische, dentro Crescentino". Mi sono dimenticata di parlare di Don Antonio, il parroco che trovo un grande comunicatore, capace di rendere la Messa un rito personale, locale, che entra nel cuore di tutti.
Ho invidiato a Vische che abbiano come cittadino un signore corpulento, Gruner, che è presidente dell'unica banca locale, e che ogni anno non fa mancare piccoli fondi per piccoli problemi. Noi abbiamo sei banche, e da quando Monsieur Tasso ha abbandonato il campo e si è spostato sul nazionale, non abbiamo più visto neanche un soldo: neanche piccoli fondi, per pur grandi problemi, malgrado strazianti lettere prenatalizie.
E comunque è un peccato che il legame con Vische non produca contatti più frequenti, oltre le feste. Vediamo se in inverno riusciremo a organizzare un ulteriore scambio, cui partecipino più persone.
Con questo piccolo post cerco di riprendere nell'avaro tempo libero il blog. Avvertendo che non pubblicherò più i commenti anonimi.
Grazie e buon autunno La Sindaca

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Bel commento signora Sindaca.
Per provare a dare una risposta alle differenze che lei ha evidenziato fra le due cittadine... non sarà che Vische è ancora una comunità di persone mentre Crescentino è un insieme di interessi faziosi?
Cordiali saluti
Saint-Just

Sindaca ha detto...

Gentile Saint-Just, qui ci sono di certo interessi, soprattutto forse faziosi come il suo caso ben evidenzia. Ma il problema, che lei non vuol capire - e non le interessa neanche, credo - è che Crescentino è diventato una realtà complessa e multiculturale, che non ha niente di ciò che contraddistingue un paese come Vische, ancora una comunità unita e piccola, con valori condivisi, non arricchita dalla potente immigrazione che abbiamo avuto noi. Questo dobbiamo metterci in testa, questo ci rende una città non solo di nome ma a tutti gli effetti, ancorché piccola. E sui servizi di cui ha bisogno una piccola città, sulle possibilità e aperture o chiusure mentali ed economiche, bisogna misurarsi

Anonimo ha detto...

Convengo..
Ma lei ricorda sicuramente che Crescentino si è sempre considerata "superiore" anche quando aveva la metà degli abitanti.
Nobile senza averne i pregi ed i difetti. Eterna parvenu, dove si cambia la tradizione per esercitarsi con Photoshop. (Stemma?)
(ma forse lei non lo avrebbe modificato..)
Cordiali saluti
S.J.

nostalgia ha detto...

Cogliendo l'occasione dello spunto della nostra sindaca vorrei ricordare alcune cose sulla storica amicizia e su due care persone che molto contribuirono a rinsaldarla.
Piero e Leo , forti dell' ottima riuscita dei festeggiamenti del 1976 per il bicentenario dell'impresa di mastro Crescentino Serra , sostenuti dal numeroso gruppo che si era formato, animarono il nascente comitato che tre anni dopo' rinsaldo i legami con Vische.
Nel 1979 grandi festeggiamenti , grandi disponibilità e partecipazione da parte dei Crescentinesi e dei Vischesi.
Erano tanti quelli che si spostavano di paese scambiandosi la visita , pure in bicicletta , per non mancare ai numerosi appuntamenti.
E l'anno dopo tornò il carnevale...
tanto divertimento e poca politica

Grazie Piero , grazie Leo.

Sindaca ha detto...

Ma perché, sotto un ricordo così bello e raro, uno non può mettere la propria firma? Questo è proprio il Paese dei misteri.

lorena ha detto...

Che bel carnevale ho fatto a Vische con il "mio professore".Tanta nostalgia ed un poco di rammarico perchè non ci sono più persone che riescono ad unire la gente.Ora si è tutti gli uni contro gli altri armati in una continua guerra intestina.Caro Piero come sono lontani i giorni in cui si cantava insieme "avei na fumna grasa..." davanti al Florian!Altri tempi ma innanzi tutto altre persone.

nostalgia ha detto...

essere e non apparire