sabato 28 gennaio 2017

Ma che bel lavoro ha fatto Renzi sul PD (Ravarino batti un colpo)

Sarò di certo una stupida utopista, ma contavo per quel che mi resta da vivere su una sinistra non dico unita ma almeno dialogante intorno ai temi dell'equità, dell'educazione e della protezione dei più deboli, attenta alla macchina dello Stato e a ridurre le  disuguaglianze, e le spese naturalmente. 
Come si sia invece ridotta questa sinistra, con l'apporto fondamentale di Renzi, lo vediamo tutti i giorni. Oggi è giornata di incontri e convegni e discussioni all'interno (interno?) del PD: questa cronaca di Repubblica di Giovanna Casadio ci restituisce una visione mortificante.
E mentre si attende che qualche piccola, anche insignificante notizia arrivi dal PD di Crescentino, a cura del segretario prorogato ad libitum Ravarino che tace dai tempi del referendum, vi invito a leggere  e a dire, se volete, la vostra. 


Giovanna Casadio, La Repubblica

Bastano gli appuntamenti del fine settimana a fotografare il Pd com’è. Il segretario Matteo Renzi sarà a Rimini oggi, all’assemblea dei mille amministratori dem. Dice che non parlerà di legge elettorale e data del voto, ma di ambiente, sicurezza, delle liste d’attesa nella sanità: per sentirsi sindaco tra i sindaci.

Nelle stesse ore a Roma i comitati “Scelgo No” al referendum costituzionale di dicembre, capitanati da Massimo D’Alema, tutt’altro che disposti a sciogliersi, si riuniscono in un Movimento, che avrà un nuovo nome: per la Ricostruzione del centrosinistra. Qui il parterre sarà affollato di leader della minoranza del partito, ci saranno Roberto Speranza, candidato bersaniano alla segreteria, e Michele Emiliano, il governatore della Puglia anche lui in corsa nella sfida a Renzi, il bersaniano Stefano Di Traglia e sindacalisti della Cgil.

In un clima sempre più surriscaldato dalla volontà di Renzi di andare a elezioni a breve, in primavera, e con una blindatura delle liste, il Pd fa i conti con una fibrillazione continua. E la parola scissione non è più un tabù. Se il segretario si irrigidisse nella sua strategia di corsa al voto, di liste bloccate e volesse davvero portare il Pd verso un listone da Alfano alla sinistra di Pisapia, allora la strada «obbligata » non può che essere quella della separazione.

D’Alema l’ha spiegato a più di uno tra gli invitati alla sua kermesse: «Se Renzi pensa di scoraggiare la possibilità di una scissione con soglie di sbarramento alte, come l’8% previsto per il Senato, si sbaglia. Perché noi supereremmo quell’8%. E al Sud prenderemmo più voti di lui». Insomma con liste senza sinistra, la separazione sta nelle cose.

Bersani e i bersaniani si muovono con più cautela. Ripetono sempre più spesso che il Pd deve cambiare, altrimenti è difficile sentirsi a casa propria. Non vogliono neppure sentire nominare l’ipotesi di un listone. Smentita del resto dallo stesso vice segretario dem, Lorenzo Guerini: «Sono scenari fantasiosi, mai pensato a un listone con dentro tutto e il suo contrario». Ma per molti sono giornate in cui si tastano tutte le possibilità. La battaglia per le candidature dentro il Pd sembra già cominciata. Ai bersaniani che contestano la “riserva” di candidature del segretario, i renziani rispondono: «Ma con la segreteria di Bersani ci furono i pre-assegnati e a noi toccò l’8%».

Renzi invita a restare sul concreto: «La gente vuole le nostre proposte, non le nostre polemiche ». A Rimini Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, ha preparato una scaletta di interventi che va da gli amministratori in prima linea nel terremoto a quelli che hanno saputo investire. Il segretario del Pd dirà che da qui si riparte da «una nuova classe dirigente di giovani preparati e con un forte radicamento sul territorio». Dall’altra parte - è l’affondo di Renzi - ci sono i soliti con le «solite vecchie discussioni ». Alla convention con D’Alema andrà oggi anche il bersaniano Miguel Gotor, che assicura: «Non andiamo via dal Pd, ma sfideremo Renzi e possiamo batterlo. La corsa alle elezioni è un errore, il Pd non può fare cadere il terzo governo guidato da un suo esponente».

Però tutto è in movimento. Francesco Boccia pensa a una raccolta di firme per chiedere il congresso anticipato del Pd: «Metteremo un banchetto anche a Pontassieve, sotto casa di Renzi». A Firenze l’11 e il 12 febbraio riunione dem organizzata da Cecilia Carmassi: «Complicato reggere liste blindate e la strategia annunciata da Renzi ». 

3 commenti:

Baglioni ha detto...

a proposito di Ravarino...nel giugno 2014 annunciò l'imminente congresso di circolo. siamo nel 2017 e ancora niente.
Dato che non risponde, Novo potrebbe farsi portavoce e farci sapere.

MAURO AT LARGE ha detto...

con i guai del PD nazionale forse sarebbe il momento di battere qualche colpo, il partito andrà in pezzi secondo me, e' inevitabile, quello che accadrà da noi non e' dato saperlo ora.
Mauro Novo

Antonello ha detto...

Che fine ha fatto il nuovo pd crescentinese che tanto esaltava il Novo?