sabato 16 luglio 2011

Il Porta a Porta non è il babau: ultime risposte

Da lunedì 18 Luglio, con il nuovo servizio di raccolta rifiuti sistema “porta a porta” nel comune di Crescentino, tutte le utenze potranno cominciare ad esporre i

contenitori ricevuti in dotazione, in base alla zona e i giorni indicati sul calendario.

Qui di seguito cercherò di fare un riassunto di alcune domande dei cittadini che mi sono appuntato in questo mese e mezzo di preparazione all'Avvio.

1 - I condomini, dalla sistemazione dei bidoni all'esposizione dei contenitori nei giorni prefissati, come si fa a risolvere le problematiche?

Poiché esistono grandi complessi di condomini, dai semplici da gestire e quelli con problemi reali, all'inizio si partirà con la sistemazione dei contenitori condominiali secondo le indicazioni dei singoli condomini. Successivamente saranno valutate le migliorie che si potranno adottare ( esempio i più organizzati hanno un incaricato che trasporta fuori i bidoni, mentre alcuni non hanno ancora raggiunto un accordo unanime quindi essi saranno posizionati in prossimità della pertinenza esterna. Penso che ci sarà la possibilità dietro un piccolo compenso annuo alla ditta la possibilità di valutare il ritiro all'interno del condominio: questo però sarà da discutere con la ditta e i condomini, in futuro e in situazioni particolari si potrà valutare la creazione di ministazioni ecologiche. Ma arriva il momento di partire e sperare di raggiungere il 60% di raccolta differenziata per quest'anno, evitando le sanzioni previste dalla legge europea. Verranno quindi valutate le migliori soluzioni in corso d'opera, con molta più tranquillità rispetto a questi due mesi di fuoco. L’esperienza insegna che una soluzione c’è sempre, bisogna solo avere il tempo materiale e un po' di pazienza, per organizzare il cambio del servizio.

Ricordiamo che l'interlocutore unico è il Covevar, al Comune di Crescentino non compete più il servizio di raccolta rifiuti da Febbraio 2011, un appoggio dal Comune in casi di occupazione di suolo pubblico, per impossibilità di spazio, dovrà esserci.

Dunque per tutte le domande e le perplessità si prega di rivolgersi al Numero Verde 800.057.577 ( dalle 09.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00, attualmente devo dire un servizio pessimo ), speriamo nel futuro, tutti i Comuni hanno già esposto lamentele forti, dicono che il servizio migliorerà, si spera.

Il Covevar è il consorzio al quale pagheremo la tassa rifiuti nei prossimi anni, non più al Comune, in pratica funzionerà come il Sii gestore dell'acqua.

2 - Se i bidoncini esposti nella pubblica strada provocano cadute o altri

incidenti ai passanti, chi ne risponde?

Come previsto dal contratto d’appalto, non ne risponde l’utente negli orari di esposizione,

ma quest’ultimo deve: posizionarli correttamente secondo le indicazioni date al momento

dell’affidamento, premurarsi di verificarne la stabilità anche in caso di vento e ritirarli il

prima possibile dal suolo pubblico.

3 - L’organico, a tenerlo 3 o 4 giorni in casa puzza! come fa chi non ha

terrazzini dove tenerlo?

In realtà anche in questo caso l’esperienza insegna che con le dovute semplici accortezze l’organico non da' problemi di maleodoranze : importante è chiudere bene i sacchetti, possibilmente coprendone l’apertura con salviette o tovagliolini usati ed inserirli nel contenitore da esporre. In queste condizioni, anche gli avanzi del pesce non danno di norma problemi per tre giorni. Molti più problemi possono derivare dagli imballaggi in plastica e metalli che possono puzzare molto talvolta, ma anche in questo caso è importante il semplice accorgimento di sciacquarli rapidamente prima di buttarli

(contenitori di latte, Yogurt, pesce, carne e mangimi per cani e gatti). Altra soluzione per

ridurre le maleodoranze dell’organico è quella di conferire sempre e stabilmente nel

contenitore i fondi del caffè. Sarà da verificare durante il nuovo servizio la tenuta e la praticità dei sacchetti consegnati, ricordo che possono anche essere utilizzati i nuovi sacchetti in bio-plastica certificati e compostabili ( Es. " Mater-bi " o " Sumus " ).

4 - Con gli sfalci e l'erba come si deve fare se non si hanno contenitori grandi?

Si deve richiedere al Numero Verde il bidone necessario per la raccolta e lo consegneranno a domicilio, i contenitori sostituiranno man mano i sacchetti gialli usati fino ad ora, i contenitori dovranno essere riempiti di soli sfalci senza nessun sacco e posizionati sulla strada nel giorno indicato dal calendario. Si potranno conferire anche al centro ambiente all' Ex Ente Risi, strada Casale .

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5 - Ma per 4 giorni alla settimana ci saranno le strade piene di bidoncini!

Questo problema sarà mediamente molto inferiore di quello costituito oggi dai cassonetti

stradali, che verranno eliminati con il porta a porta: i piccoli contenitori rimarranno per un

numero limitato di ore di giorno e per la notte, anziché 24 ore su 24 per 7 giorni alla

settimana. Per il nostro comune abituato alla raccolta porta a porta dell’indifferenziato, sarà tutto sommato un inconveniente limitato. Si tenga presente che il ritiro inizierà alle ore 6.00 del mattino a partire dalle aree più problematiche e quindi i bidoncini potranno essere ritirati, in alcune zone, anche prima delle 8.00. Inoltre dopo i primi 3/6 mesi di avviamento ed assestamento, tutti sapranno con una approssimazione di un paio di ore quando passa la ditta a ritirare e, grazie anche a rapporti di buon vicinato, si spera che i bidoncini vuoti verranno recuperati dalla strada in gran parte il prima possibile, tenendo sempre conto della possibilità di ognuno noi, che potranno variare ad esempio a causa dell'orario di lavoro. Quindi alla fine, mediamente si stima che, a regime, i contenitori resteranno in strada poche ore.

6 - Ma non sarebbe meglio adottare bidoni personali per evitare le problematiche nei condomini?

Avere un solo contenitore condominiale per ognuna delle categorie di rifiuti è preferibile

per quasi tutti: questo sarà facile da subito nei condomini dove esiste un buon affiatamento tra i condomini. Negli altri casi, Il problema che potrebbe porsi sarà: se una famiglia separa correttamente ed in modo spinto ed un’altra associata effettua conferimenti difformi o butta tutto nel grigio? Potrebbe succedere, come attualmente, che la cosa potrebbe non funzionare ? In realtà, essendo i contenitori personali o condominiali, via via che il sistema prenderà piede, tutti comprenderanno come comportarsi correttamente, come ci insegna l’esperienza dei moltissimi Comuni italiani ed esteri passati al servizio porta a porta. Da questo punto di vista il ruolo degli amministratori di condominio o dei rappresentanti sarà fondamentale, nell’educare, ma anche nel riprendere, coloro che non si comporteranno correttamente.

7 - Cosa si deve fare se si rompe un contenitore? E se ce lo rubano? E se vorrei cambiare contenitore/i ?

Si deve chiedere alla ditta Aimeri Ambiente sempre tramite il Numero Verde la sostituzione che non è onerosa, ma la richiesta verrà registrata: naturalmente se un utente lo chiede diverse volte ci si domanderà come mai. Quanto ai furti, in realtà i contenitori in circolazione saranno così tanti che è difficile immaginare risultino di qualche interesse per qualcuno, al di fuori dell’utente detentore, anche perché se si capisce durante il nuovo servizio che serve un contenitore in più o più grande lo si richiede al Covevar che lo consegnerà gratuitamente.

Per la sostituzione dei bidoni, per varie problematiche sopravvenute dopo la consegna, bisogna sempre contattare il numero verde e la ditta, valuterà la possibilità, nell'immediato presente o nel prossimo futuro, la sostituzione, per questa problematica dicono, bisogna attualmente avere un po' di pazienza.

8 - E se qualche furbo mette rifiuti nei miei contenitori?

Si consiglia sempre di esporre il contenitore quando è completamente pieno e ben

pressato, anche per evitare questo pur raro inconveniente. Nel caso ci siano conferimenti errati ripetuti, si effettuerà un controllo puntuale all’interno dei sacchetti depositati, fino a risalire in qualche modo al conferitore.Probabilmente, non sarà conveniente fare i furbi, sia per i controlli istituzionali, ma soprattutto per i controlli reciproci che ci devono essere fra i cittadini.

Comunque raramente può succedere ed in questo caso, basterà effettuare una segnalazione del conferimento non conforme al Numero Verde che registrerà il fatto. Se ciò si ripete più volte allo stesso utente si approfondirà e se succede nella stessa via anche questo sarà oggetto di approfondimento. Si tratterà però, di episodi marginali, una volta giunto a regime il servizio.

9 - I contenitori della carta e il sacco degli imballaggi in plastica in certe zone e in certi giorni li potrebbe rovesciare il vento o pioverci dentro!

Anche questo problema è limitato a zone, giornate e nicchie particolari. Altre esperienze ci dicono che ben presto, dopo la prima esperienza negativa, si trovano gli accorgimenti

giusti, come individuare il giusto posto riparato dal vento. Per la carta anche se si bagna non è un problema visto che quando arriverà nel centro di recupero verrà bagnata, per essere rilavorata.

10 - La gente getterà i rifiuti nei cassonetti dei comuni limitrofi o peggio

li abbandonerà dovunque! Sarà peggio di ora!

Dalle esperienze precedenti di altri Comuni,Provincie passati al porta a porta si tratta di fenomeni temporanei ed iniziali perché poi si verifica un circolo virtuoso, contiamo sul fatto che i cittadini, oltre agli organi di controllo preposti, quando vedranno conferimenti irregolari faranno direttamente osservazione dissuadendo chi si comporta così, avendone pieno titolo come diretti danneggiati dalla scorrettezza.

11 - Come fate a far rispettare agli extra-comunitari le regole del porta a

porta? Non ce la faranno mai!

Saranno distribuite guide nelle rispettive lingue. Sarà l’occasione per un contatto capillare. Quando dal 25 Luglio cominceranno a togliere i cassonetti stradali, tutti saremo costretti a porci il problema: “dove li mettiamo questi rifiuti? cosa ne facciamo?” e a quel punto sarà interesse di tutti registrarsi come utenti per avere il ritiro individuale porta a porta. Fenomeni di abbandoni sulla strada ci saranno, inizialmente, da parte di italiani come di immigrati, ma tutti si renderanno ben presto conto che non possono continuare così perché, a quel punto, il controllo lo faranno non solo il corpo di Polizia Municipale, , ma anche tutti i cittadini. Il porta a porta infatti, eliminando l’anonimato del cassonetto cambia radicalmente tutto l’approccio e la mentalità, aumentando l’attenzione di tutti alla questione dei rifiuti.

12 - Ma siamo sicuri che i rifiuti poi non vengono mescolati e buttati tutti

in discarica?

Si tratta di una leggenda metropolitana alimentata da casi sporadici, incidenti e rare

situazioni contingenti e dall’idea che non convenga il loro riciclaggio. In realtà sarebbe

autolesionista per il gestore dei rifiuti mescolare rifiuti separati perché comporterebbe

riduzione di introiti derivanti dalla vendita delle materie seconde e aumento delle spese di smaltimento, in questo caso di più rispetto al sistema precedente, si potrà valutare l' esatta raccolta differenziata da parte del Covevar.

13 - I materiali da rifiuti separati non hanno mercato e quindi poi non si

saprà dove metterli con l’aumentare delle raccolte differenziate!

Falso! Dati alla mano è facile dimostrare che tutte le filiere del riciclaggio sono in forte

espansione in Italia e nel mondo, ma il loro sviluppo è limitato nel nostro paese dalla

scarsa disponibilità di rifiuti separati di buona qualità, tanto che siamo importatori netti di

materie separate da rifiuti. La raccolta porta a porta consente di recuperare dai rifiuti oltre

il 70% di materiali ad un buon livello di qualità e conseguentemente è in grado di attivare,

magari anche localmente il settore del recupero, creando nuove opportunità di

investimento produttivo e nuova occupazione.

14 - I mezzi della raccolta arrivano anche nelle strade private?

Di norma, i mezzi non entrano in strade e piazzali privati, i conferimenti devono essere effettuati su suolo pubblico. Di fatto, almeno spero, non entreranno solo dove la di manovra è particolarmente difficile e dove lo spazio è limitato.

15 - Ma quando vado via per un certo tempo dove li lascio i rifiuti

maleodoranti degli ultimi giorni?

Generalmente questo problema è facilmente risolvibile con accordi reciproci tra vicini in

amicizia, altrimenti si potrà conferirli al centro ambiente , cogliendo

l’occasione per portarci tutti i rifiuti accettabili dal centro di raccolta accumulati negli ultimi

mesi.

16 - E’ vero che i piattini, i bicchieri e le posate di plastica usa e getta

vanno messe nel grigio (indifferenziato)?

Si, purtroppo questi materiali per legge non rientrano nell’accordo del Consorzio Nazionale Imballaggi, pertanto non si possono mettere nel sacco della plastica, così come tutto quanto non è confezione o imballaggio. La soluzione preferibile è non utilizzare questi prodotti, altrimenti andrebbero messi nell’indifferenziato.

17 – Dove si può portare un frigorifero o un televisore ?

Si ricorre al servizio ritiro ingombranti a domicilio: è sufficiente chiamare il n° Verde 800.057.577 per il ritiro Gratuito direttamente a casa in giorni pre-stabiliti. I passaggi rispetto a prima sono aumentati, non più un solo passaggio al mese, ma due passaggi al mese, come previsto dal Capitolato del Covevar.

18 – Verranno fatte altre serate informative durante la nuova raccolta ?

Si, il servizio non è più del Comune, ma sicuramente per cercare di informare più cittadini possibili e per cercare di continuare a migliorare la percentuale della raccolta differenziata, cercherò come Assessore all' Ambiente, di fare la massima informazione sulla questione rifiuti, come differenziare, idee per migliorare il servizio, incrementarlo per chi tiene all'ambiente come me ad esempio per la raccolta dell'olio vegetale, super inquinante se buttato nel lavandino o nel WC, tutte le varie idee e indicazioni sono di lieto gradimento.

19 – Cosa devo fare se non mi svuotano il bidone ?

Bisogna capire perché non l'hanno svuotato, se c'è un adesivo di non conformità, vuol dire che hanno riscontrato un conferimento non idoneo, che non vuol dire multa, bisogna chiamare il numero verde per chiedere delucidazioni, se invece è stato dimenticato, non visto, bisogna chiamare il prima possibile il numero verde 800.057.577 per segnalarlo. Come capita ancora oggi sicuramente capiterà questo inconveniente agli inizi del nuovo servizio.

20 – I contenitori domiciliari sono personalizzabili ?

I contenitori sono personalizzabili e l'utente può renderli identificabili apponendovi un segno di riconoscimento (etichetta o adesivo col proprio nome o indicazione del numero civico). I contenitori sono inoltre direttamente riconducibili al proprietario grazie al transponder identificativo.

21 – E' vero che sarà conteggiata la tariffa puntuale dei rifiuti ?

Attualmente no. Sarà possibile farlo dopo un anno che si è partiti con il porta a porta,se le leggi Nazionali lo permetteranno, a mio avviso sarebbe una bella cosa. La tariffa puntuale dei rifiuti è composta da una parte fissa e da una parte variabile. La parte fissa è calcolata considerando i costi fissi, costi legati al servizio di raccolta (ammortamenti, spazzamento aree pubbliche, costi di gestione…). La parte variabile è calcolata rispetto al numero di svuotamenti del contenitore del rifiuto indifferenziato del cittadino; il cittadino pagherà una cifra per ogni svuotamento: più rifiuto indifferenziato produce, più numerosi saranno gli svuotamenti del contenitore e in proporzione pagherà di più per la sua raccolta e smaltimento. Ciò per andare incontro ad un’esigenza di equità fiscale. Ognuno di fatto pagherà per il quantitativo dei rifiuti non riciclabili che produce, non più in base ai mq. Speriamo succeda il prima possibile.

22 – Quando saranno tolti dalle strade i cassonetti vecchi e le campane del vetro ?

A cominciare da Lunedì 25 Luglio, saranno tolti progressivamente i contenitori stradali e le campane del vetro.

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In questo elenco spero di aver risposto ad alcune problematiche più frequenti, adesso di seguito farò delle considerazioni sul nuovo servizio e perché bisogna farlo.

Il Covevar è un consorzio obbligatorio al quale tutti i Comuni della Provincia di Vercelli hanno in passato dovuto aderire per legge, i Comuni vengono oltrepassati e il servizio dei rifiuti demandato al Consorzio e alle ditte che hanno vinto l' appalto provinciale, tanto che in futuro la tassa rifiuti verrà direttamente pagata al Covevar, in pratica come succede per la gestione dell'acqua già da diversi anni nel nostro territorio. Il mio parere personale è diverso avrei preferito che i Comuni continuassero a gestire i propri rifiuti, magari anche obbligandoci a fare il " porta a porta ".

Il nuovo servizio bisogna farlo per innalzare la percentuale di materiale recuperato, anche per imposizione di una legge Europea, che mette dei paletti ben precisi, per diminuire i conferimenti all'inceneritore e quelli in discarica e riciclare il più possibile.

Sicuramente a sentire tutti i Comuni del Vercellese, compreso il nostro, il Covevar non ha brillato nell' organizzazione e nell' informazione, soprattutto il famoso Numero Verde.

Tutti i Comuni stanno cercando di reindirizzare la macchina su una via che sia diritta, sia per le problematiche del servizio e sia per le problematiche dei costi.

Ma nel frattempo bisogna partire per evitare le dure sanzioni per le basse percentuali di raccolta differenziata inflitte dalla Comunità Europea.

In molte località limitrofe a Crescentino ci sono paesi che da 5/10 anni svolgono già il " Porta a Porta ", sia Paesini da 1.000 abitanti che Città da più di 100.000 abitanti, la cosa sicura che tutti hanno avuto le stesse nostre difficoltà alla partenza, però quasi tutte sparite dopo un periodo che io chiamo di sperimentazione e assestamento e aggiustamento del sistema.

Concludo dicendo :

" Quello che inizieremo a fare oggi sulla questione rifiuti, è una via di miglioramento, perché i rifiuti sono un nostro sotto prodotto e se non cambieremo linea di smaltimento ci ritroveremo a convivere con l'immondizia stessa, con discariche ed inceneritori , dall'altro canto le aziende produttrici dovranno aiutarci ed essere obbligate, in questo processo di cambiamento, ad eliminare tutti i rifiuti ( Imballi, sotto imballi e ancora imballi ) che ci compriamo e magari aiutandoci a differenziare scrivendo sopra ai prodotti la loro destinazione giusta nella nostra raccolta differenziata.

Ma soprattutto vi chiedo un piccolo sforzo e uno sguardo al Futuro, inizialmente non sarà facile e ne sono consapevole, con il tempo però ci sembrerà normale.

Tutto questo sarà sicuramente un concreto aiuto alle Future Generazioni, sperando di lasciargli una gestione più consapevole dei rifiuti e una visione più rispettosa dell' Ambiente che ci circonda ". Di strada c'è ne ancora da fare ma l'importante e provarci ed incominciare tutti!

Per eventuali suggerimenti e per proporre iniziative o idee scrivetemi senza impegno alla mail qui di seguito g.taverna@comune.crescentino.vc.it , risponderò il prima possibile.

Vi ringrazio anticipatamente per il Vostro impegno e per la collaborazione, ringrazio tutti quelli che in una situazione come quella di Crescentino, che più in la spiegherò meglio, mi hanno aiutato a non mollare, ringrazio anche le centinaia o migliaia di persone con cui ho parlato e poche volte discusso, dalle quali ho appreso molto sia in termini di indicazioni delle problematiche sia in termini di crescita personale.

" Colgo l'occasione per porgervi i miei più sentiti saluti e mi raccomando in questa partita facciamo la Differenza! "

Assessore Ambiente

Gianni Taverna

Comune di Crescentino

mercoledì 13 luglio 2011

URGENTE: Il calendario del Porta a Porta


Il 18 luglio partirà la raccolta porta a porta della spazzatura.
SOLO domani 14 luglio saranno in distribuzione i calendari nelle piazze, dalle 8 alle 12:
-Tutte le piazze delle Frazioni
-Villaggio Fiat
-Piazza Caretto
-Piazza Garibaldi
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Successivamente i calendari potranno essere ritirati in Comune.
Si ricorda che dal 25 luglio non ci saranno più cassonetti stradali.

lunedì 11 luglio 2011

Le famose biomasse, ecco la domanda

Si comunica che in data 07 luglio 2011 con nota prot. n. 9762 la società CH4 s.a.s. di Barra Giovanni e Brizio Marco ha presentato presso lo Sportello Unico per L’Edilizia la “Procedura Abilitativa Semplificata” prevista dall’art. 6 (“Procedura Abilitativa Semplificata e comunicazione per gli impianti alimentati da energia rinnovabile”) del D.Lgs. n. 28 del 03 marzo 2011.
La Procedura Abilitativa Semplificata, a differenza della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) che consente l’effettivo inizio lavori contestualmente alla presentazione della pratica presso l’ente competente, deve essere presentata dal proprietario dell’immobile almeno trenta giorni prima dell’inizio dei lavori.
Alla luce di quanto sopra, l’ufficio Edilizia Privata avrà ora dunque a disposizione un periodo di trenta giorni per valutare il progetto.
L’Amministrazione Comunale, nella figura del Responsabile del procedimento, contatterà il servizio competente della Provincia di Vercelli e dell’ARPA per verificare la fattibilità di un tavolo tecnico che valuti il progetto.
L’Amministrazione rassicura tutti i cittadini che abitano nei dintorni, che sta attivando ogni meccanismo di sicurezza, con un attenzione particolare alla salute e alle emissioni odorose. E’ stato anche contattato uno dei proponenti, titolare di un impianto presso la propria abitazione, che si è detto disponibile ad invitare i cittadini che vivono nei pressi dell’Ente Risi a visitare il proprio complesso.
In merito alle fasce di rispetto intorno all’impianto, l’Ufficio urbanistica del Comune ha compiuto una ricerca a livello nazionale dalla quale risulta che soltanto la Regione Umbria ha attivato delle fasce di rispetto, dando un’indicazione di 200 metri di distanza fra abitazioni e impianti di biomassa.
Fra qualche giorno si terrà un incontro con gli Urbanisti del Comune per verificare le problematiche connesse all’ordine del giorno in materia del Consiglio Comunale, approvato all’unanimità.


Crescentino, lì 11.07.2011

Il Sindaco
Dott.ssa Marinella VENEGONI

I miei guai giudiziari per i containers ai nomadi



Apprendo da una comunicazione pervenuta in Comune che nei miei confronti è stata esercitata l'azione penale, per i reati che mi erano stati contestati nell'avviso di conclusione delle indagini.
Spero a questo punto in una fissazione a tempi brevi del processo pubblico.


Potrò finalmente davanti a un giudice e davanti ai cittadini di Crescentino dimostrare la correttezza del mio operato. Sono convinta di aver agito nel pieno rispetto della Legge e delle prerogative connesse alla mia funzione di Sindaco.

domenica 10 luglio 2011

Ma ci sono anche i NEET

Non solo NIMBY e BANANA, cambiando campo e problemi troviamo in Italia due milioni di NEET: sempre acronimo inglese che sta per NOT IN EDUCATION, EMPLOYMENT or TRAINING.
Sono i giovani italiani fra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano e non stanno facendo tirocinio di alcun genere.

(Si rammenta che non vengono pubblicati commenti anonimi, ma qualcuno è di coccio perché continua a mandarli tali)

giovedì 7 luglio 2011

Quelli che dicono sempre no

Dal settimanale del Corriere della Sera "Sette", di Antonio Polito, che è un polemista acuto, un breve articolo per riflettere e discutere.
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"Tutti ormai conosciamo l'effetto NIMBY (acronimo di Not In My Back Yard, non nel mio cortile), e cioè quel reticolo di egoismi locali che si rifiuta di ospitare opere pubbliche di interesse collettivo nel proprio territorio. Ma la protesta contro la TAV in Val di Susa ci introduce ormai a un altro acronimo, il cosiddetto effetto BANANA (Built Absolutely Nothing Anywhere Near Anyone: non costruire assolutamente nulla da nessuna parte vicino ad alcuno), che ne è lo sviluppo ideologico radicale perché si oppone a qualunque opera pubblica, dovunque sia progettata. Il movimento che si era raccolto nella fantomatica "Libera Repubblica della Maddalena" affratella gli estremismi di questa nuova forma di rivolta anticapitalistica: il popolo del No.
No alle ferrovie e alle autostrade, alle centrali nucleari e alle pale eoliche, agli inceneritori e ai rigassificatori. E, ovviamente, no alle basi militari. No a tutto. Un No irragionevole perché non negoziabile, che non dipende dal "dove" o dal "come" dell'opera, ma è pregiudizialmente contrario a ogni nuova infrastruttura destinata alla crescita dell'economia.
Questi movimenti sono in Italia in ascesa (segnaliamo i comitati No TAV, nodalmolin, ChiaiaNOdiscarica, NoExpo, NOtangenziale, NOinceneritori) e sempre più capaci di influenzare le forze politiche della sinistra.
La loro ideologia è un rifiuto dello sviluppo, per un ritorno a condizioni di sottosviluppo che conserverebbero meglio l'ambiente.
Considerano l'essere umano un nemico della Natura, quasi un intruso sulla Terra, che ne sfrutta le risorse per accrescere il proprio benessere, cioè ciò che ha fatto fin dalla notte dei tempi. Uno dei pensatori di riferimento, l'americano Garrett Hardin, teorizzava addirittura l'aborto e il rifiuto di aiutare i popoli affamati come validi strumenti per ridurre la sovrappopolazione, vero male dell'ecosistema. E' un estremismo di tipo nuovo, accattivante perché sembra verde invece che rosso, e perciò anche più pericoloso".

mercoledì 6 luglio 2011

Processo alle intenzioni




(si ricorda che non vengono pubblicati commenti anonimi, grazie)




Quand'è che un'intenzione si trasforma in un fatto? Quando passa dalla fase dell'idea, e delle chiacchiere e delle comunicazioni verbali, a una fase operativa, manifestata nel nostro caso per iscritto.


La trasformazione non è mica da ridere, ci ha fatto su la sua filosofia metafisica Aristotele, distinguendo tra potenza e atto.


Ma la confusione furbettina fra il dire e il fare (questa è la sostanza) ha causato un sacco di accuse ingiuste all'Amministrazione, in questi giorni.


Faccio un esempio fresco come le uova delle mie galline. Mi ha cercata un signore, che è interessato all'acquisto dalla Ilvo di una parte del terreno ex Teksid per farci una attività imprenditoriale. Alla segretaria che chiedeva un appuntamento via mail, ho risposto: "Niente termovalorizzatori, niente inceneritori, attività con dei posti di lavoro grazie". Questo signore non sono ancora riuscita ad incontrarlo, non so cosa voglia fare: debbo diffondere fra la popolazione questa intenzione di incontro, debbo mettere manifesti con stampata la frase della mail? E poi così cominciamo una polemica sul fatto che io cerco di tarpare le ali all'industria e bloccare la possibilità di posti di lavoro?


Su questi temi, dunque, il mio amico Salvatore, e non so chi altro, ci ha accusati di non divulgare alla popolazione notizie sull'impianto a biomasse che secondo loro noi avremmo approvato, del quale abbiamo invece solo sentito raccontare una intenzione, fino a oggi mercoledì 6 luglio compreso.


Altra domanda: è giusto allarmare la popolazione senza aver niente in mano? E soprattutto: è etico allarmare, prima di aver scoperto se c'è da allarmarsi?


Mi spiace dover leggere su La Gazzetta, dal direttore Lorini, l'abituale reprimenda all'olio di ricino cui sono ormai sottoposta quindicinalmente. E questa volta è davvero pesante: "Ogni tanto la sindaca, rievocando il decennio amministrativo trascorso, se la prende con il predecessore Greppi e gli "amici degli amici". E questi qui, che si sono presentati alle elezioni promettendo trasparenza......., che trattano con le ditte e sviluppano progetti tenendone all'oscuro per mesi il Consiglio Comunale (fino a quando qualche rompiscatole come Sellaro non rompe loro le uova nel paniere) come li vogliamo chiamare?"

Ho mandato l'articolo all'avvocato: che altro posso fare?

Tutto ciò premesso, qui sotto troverete riassunta la mia breve apertura del Consiglio Comunale del 5 luglio, dove si parla di tali temi e si fanno considerazioni.




Pare evidente che si tenti di confondere “l’intenzione” di una realizzazione industriale con “il progetto esecutivo” della realizzazione. Tra “l’intenzione” e “il progetto” passano fasi di colloqui, confronti, analisi, e verifiche, che si preferisce ignorare per cavalcare un vero e proprio terrorismo psicologico a puri fini di speculazione politica. Cioè, senza curarsi minimamente della realtà concreta di quello che si vuole realizzare MA CHE E’ ANCORA INTENZIONE. Terrorizzare, insomma, con l’immagine di un attentato all’ambiente, quando la realtà è – SE EFFETTIVAMENTE REALIZZATA - un impatto assolutamente controllato: una realtà che è possibile verificare con i propri occhi se solo non si volesse fare terrorismo, perché è una realtà già esistente da varie parti, con una in fase già di realizzazione, vicino casa dell'ex sindaco Greppi.


1) Una ditta manifesta l’intenzione di realizzare un impianto di biomasse. L’INTENZIONE, NON UN PROGETTO CHE MAI E POI MAI E' STATO PRESENTATO.

2) La ditta sa che la dimensione dell’impianto non prevede una previa approvazione da parte del Comune interessato, ma ugualmente comunica la propria intenzione, NON IL PROGETTO.

3) La Sindaca, che comunque vuol conoscere la dimensione e la natura della possibile realizzazione industriale, va a verificare con i propri occhi e naso visitando un impianto simile.

4) Un volantino anonimo lancia l’allarme di un attacco ambientale, attivando il processo del terrorismo psicologico.

5) La Sindaca spiega sul proprio blog di essersi preoccupata di verificare personalmente, e che comunque c’è la garanzia tecnica della Conferenza dei servizi.

6) Il blog è una comunicazione che non ha alcuna natura istituzionale, non è un atto ufficiale del Comune o del Sindaco, ma serve solo ad attivare alcune prime forme di conoscenza di una realtà.

7) Da qualcuno si preferisce speculare per ragioni politiche, confondendo i diversi piani della comunicazione in modo da poter dare natura ufficiale, e istituzionale, a ciò che invece è un semplice modo di conversare nella dimensione ormai diffusa della comunicazione elettronica.

8) Si muove legittimamente la macchina della parte politica della opposizione, che chiede chiarimenti su un “progetto non protocollato”.

9) Ma il progetto non è protocollato perché …NON C’E’, è ancora la presentazione di una “intenzione” generica, che non ha alcun carattere di esecutività.

10) La Conferenza dei servizi che avrebbe dovuto garantire un controllo tecnico del progetto – una volta che questo fosse stato presentato ufficialmente, cosa ancora non avvenuta – non è però più prevista dallo scorso settembre in Provincia per questo tipo di impianti.

11) L’Amministrazione avvia ALLORA i primi contatti con il Politecnico di Torino per avere da un tecnico di fiducia pareri specifici che confermino il minimo e controllato impatto ambientale. Il tecnico risponde: "Mi mandi il progetto, ed esamineremo". Ma il progetto non c'è.

12) Il blog di un partito che sta nella coalizione della Giunta comunale - il blog del partito, non la Giunta – spiega alcune caratteristiche del possibile impianto, sulla base degli elementi comunicati dalla ditta ma che ancora non costituiscono alcun progetto esecutivo.


13) E’ assoluto e incontestabile diritto della Giunta di avviare processi di conoscenza di una intenzione manifestata, per valutare la realtà concreta di quella intenzione, senza per questo dover sottoporre previamente al giudizio del Consiglio comunale la conoscenza della “intenzione manifestata”: E questa è poi la prassi ASSOLUTAMENTE normale, routinaria, di qualsiasi procedimento nell’attività della Giunta e del Consiglio.

14) La speculazione politica orchestrata dal supporto mediatico manipola la conoscenza delle cose e tenta spudoratamente di confondere la prassi routinaria con certe politiche del passato, denunciate politicamente come appoggio agli “amici degli amici”.

15) In questa amministrazione non ci sono né “amici” né “amici degli amici”: e si sfida chiunque, con la più ampia facoltà di prova, a dimostrare che il comportamento di questa Amministrazione non si sia manifestato nel rispetto assoluto della onestà dei comportamenti.

16) Il terrorismo psicologico messo in campo per puri fini di speculazione politica si dissolverebbe miseramente con la semplice visita a un impianto similare a quello che si vorrebbe realizzare a Crescentino. La semplice conoscenza della realtà cancella tutti i pregiudizi che sono stati montati ad arte, speculando sui legittimi sentimenti della popolazione.

Ma, appunto, il progetto politico che è stato montato MEDIATICAMENTE è ancora una volta quello della speculazione di parte e non un contributo alla conoscenza delle cose.
Speriamo di poter tutti conoscere presto le cose, finalmente.

mercoledì 29 giugno 2011

Le biomasse


(si ricorda alla Spettabile Clientela che i messaggi anonimi non verranno pubblicati)

Ho scritto già, e ripeto. Sono stata a visitare, qualche mese fa, l'impianto a biomasse presso Racconigi, su invito di uno di questi signori che intendono costruirne uno alle porte di Crescentino. Come l'ex sindaco di qui, il signore in questione vive a pochi metri dall'impianto, con la sua famiglia.
Non ho sentito rumori, non ho sentito alcun tipo di odore.
Ma il fatto è: le persone che abitano lì vicino possono credere, ma anche non credere, alle mie parole. Esse vanno coinvolte, bisogna spiegare il principio sul quale si regge l'impianto, dire che non si tratta di incenerire, anzi. E bisogna organizzare una trasferta come quella che ho fatto io, se non a Racconigi, pure a Livorno dove esiste un altro impianto simile ed è assai più vicino.
Ho già detto a questi signori del progetto che l'impianto, se si farà, dovrà essere circondato di piante, si dovrà riqualificare la zona che ora è alquanto brulla.
Prossimamente vedremo di organizzare un incontro con gli abitanti in Comune, con qualche esperto indipendente, perché la conoscenza è indispensabile per la popolazione.
Chi può, vada intanto a fare una gita a Livorno Ferraris.
Ma gente mia, come potete pensare che io vi dica una bugia, per quale interesse poi? Per farmi inseguire con i forconi? Alla mia età?
Però ci vuole conoscenza da parte di tutti. Solo la conoscenza genera tranquillità.

martedì 28 giugno 2011

Raccolta porta a porta: posticipata la data di partenza

E' di questa mattina la notizia inoltrata dal COVEVAR all'assessore all'ambiente Gianni Taverna riguardante il ritardo nella partenza del porta a porta, imputabile, a detta dello stesso COVEVAR, alla mancanza di mezzi e strutture sufficienti per un inizio fisiologico. Nella stessa comunicazione si fa riferimento anche ad un incremento delle date di distribuzione "kit domestici" seguendo il calendario specificato di seguito:

  • giovedì 30 giugno dalle 14:00 alle 17:00
  • lunedì 4 luglio dalle 14:00 alle 17:00
  • giovedì 7 luglio dalle 14:00 alle 17:00

Il luogo di distribuzione resta invariato (Piazza Matteotti), così come restano invariati i sabati comunicati precedentemente (Piazza Matteotti, dalle ore 8:30 alle ore 11:30).


mercoledì 15 giugno 2011

Arrestata Caterina Ferrero, si è dimessa

(si rammenta che non si accettano commenti anonimi)

SANITA': ARRESTI DOMICILIARI PER ASSESSORE PIEMONTE
AVEVA RIMESSO DELEGHE NEI GIORNI SCORSI
(ANSA primo lancio) - TORINO, 15 GIU - L'assessore regionale del Piemonte Caterina Ferrero, che il 27 maggio scorso aveva rimesso le deleghe alla sanità perché coinvolta in un'inchiesta della Procura della Repubblica del capoluogo piemontese, è stata arrestato stamani dalla Guardia di Finanza. La Guardia di Finanza le ha notificato un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del capoluogo piemontese per l'ipotesi di reato di turbativa d'asta, reato per il quale eragià stata iscritta nei giorni scorsi nel registro degliindagati per una gara relativa alla fornitura di pannoloni.(ANSA).


2ANSASANITA': ARRESTI DOMICILIARI PER ASSESSORE PIEMONTE (2)

(ANSA) - TORINO, 15 GIU - La posizione dell'assessore Ferrero(Pdl) potrebbe essersi aggravata dopo gli interrogatori seguitiagli arresti fatti dalla Guardia di Finanza, il 27 maggioscorso, nell'ambito della stessa inchiesta che riguarda singoliepisodi specifici e - come ha più volte sottolineato ilProcuratore Capo di Torino, Giancarlo Caselli - non il sistemasanitario piemontese nel suo insieme. Fra gli arrestati, oltre a sindaci e imprenditori, c'eraanche uno dei suoi più stretti collaboratori, Pietro Gambarino.L'inchiesta era partita dalle vicende relative a una garad'appalto per la fornitura di pannolini per anziani, bandita epoi revocata dalla Regione Piemonte, e si è sviluppata lungovari filoni, ultimo dei quali quello relativo all'apertura di unreparto di emodinamica dell'ospedale di Chivasso (Torino). Ferrero è stata iscritta nel registro degli indagati, oltreche per turbativa d'asta, anche per turbata libertà delprocedimento di scelta del contraente, un reato inserito nelCodice penale nell'agosto del 2010 e del quale questa è unadelle prime applicazioni. Le vicende contestate all'assessore nella prima fase dell'inchiesta sono l'appalto dei pannoloni bloccato - secondo l'accusa con motivazioni pretestuose - per favorire Federfarma eun concorso per una consulenza costruito su misura per unconcorrente.

3°lancio ANSA
SANITA': ARRESTI DOMICILIARI PER ASSESSORE PIEMONTE (3)
(ANSA) - TORINO, 15 GIU - La prima vicenda è legata dallagara, bandita da Scr (la società di committenza della Regione)e ripartita in tre lotti, per la fornitura di tre anni dei"presidi di continenza", nome tecnico con cui si indicano ipannoloni. Il primo lotto, quello dell'importo più elevato(cinquanta milioni) riguardava la fornitura di pannolonidestinata agli anziani. La giunta regionale, dopo una relazionein cui l'assessore parlava di esigenze di "revisione eriorganizzazione", il 23 settembre 2010 ha revocato la gara;nello stesso giorno, come risulta alla Guardia di Finanza, ildirigente Piero Garbarino, consigliere di Scr, si sarebbeaccordato con i vertici di Federfarma per fare in modo che lafornitura venisse assegnata alle farmacie a un prezzo più alto:questa operazione, però, non andò in porto per l'interventodel nuovo direttore generale della sanità, Paolo Monferino. La seconda vicenda alla procedura di selezione per unincarico di consulenza alla direzione regionale. Il bando,affermano gli inquirenti, è stato confezionato in favore unfunzionario di una Asl in scadenza di mandato: erano stateaccolte persino le sue richieste di soldi e di duratadell'incarico (tre anni). (ANSA).

SANITA': ARRESTO PIEMONTE; SI E' DIMESSA ASSESSORE FERRERO
(ANSA) - TORINO, 15 GIU - L'assessore regionale del Piemonte,Caterina Ferrero (Pdl), da stamani agli arresti domiciliari perturbativa d'asta, si è dimessa. Lo ha reso noto il Presidente della Regione Piemonte, RobertoCota (Lega Nord), precisando di aver accettato le dimissioni diFerrero che, il 27 maggio scorso, "aveva già rimesso tutte lesue deleghe che - ha ricordato Cota - avevo assunto io".(ANSA).

lunedì 13 giugno 2011

Tinteggiatura alle Scuole Materne e alle Elementari


Mentre prosegue ai piani di sotto del blog la polemica sul saggio di "Musica in Comune", che si è ormai chiarita in tutti i suoi risvolti, oggi la Giunta Comunale ha dato una ulteriore prova di interessamento verso l'educazione complessiva dei piccoli crescentinesi, stanziando 100 mila euro per la tinteggiatura interna parziale della Scuola Materna e delle Elementari.

Alle Elementari, saranno sottoposte a vivace restyling le aule e le parti che non saranno toccate dai nuovi lavori. Com'è noto, lo stanziamento di 500 mila euro da parte del Cipe permette infatti ora i lavori di messa in sicurezza : il progetto definitivo è stato ampiamente approvato.
E' un ulteriore passo avanti verso la riacquisizione della dignità degli edifici scolastici, e verso la salute complessiva di chi li frequenta, allievi e insegnanti. Dignità imprescindibile per la dignità della scuola stessa, il cui serio degrado dopo anni di incuria imponeva una sterzata decisiva.

SI' SI' SI' SI'


Grande vittoria referendaria a tutto campo, nell'Italia intera, con il 57 per cento di una partecipazione popolare che da 15 anni mancava.
A Crescentino il "sì" contro il nucleare è stato del 95 per cento degli elettori.

domenica 12 giugno 2011

Contro il Festival della Depressione

Ho fatto un salto al Festival della Felicità, a Pesaro. Un nome bellissimo per un Festival, inventato dal presidente della Provincia, Matteo Ricci. All'apertura, c'era Roberto Benigni, che ha cominciato dicendo: . Non sarà mica un caso che abbia citato la nostra Provincia. Sappiamo tutti che essa non ha una grande immagine. Siamo quelli del riso e delle centrali nucleari (che non vorremmo vedere mai più, tra l'altro).
Comunque, l'Istat ha rilevato nel Pesarese un elevato grado di benessere e servizi, e a Ricci è venuto in mente un discorso del 1968 di Bob Kennedy. A proposito del PIL (prodotto interno lordo, che misura la ricchezza di una nazione). Kennedy diceva: .
Da allora, alcuni sociologi ed economisti hanno cominciato a proporre il BIL invece del PIL: benessere interno lordo. In breve, la qualità della vita. Pensiamoci anche noi, nel nostro piccolo: i nostri ragazzi sono contenti della loro scuola, tornano a casa con tante cose da raccontare? Al saggio di Musica in Comune sembravano felici, ma la vigilia è stata un festival del mugugno da parte di alcuni adulti che se ne occupavano.
Nel mugugno siamo fortissimi, dalle nostre parti.
I grandi istruiscono i piccoli e gli adolescenti sulla necessità di non deturpare il bene pubblico, i giardini e il verde?
I proprietari, si preoccupano di mantenere decorose le facciate delle loro case, per non deturpare l'immagine complessiva della città?
I negozi, fanno del loro meglio per essere gradevoli e gentili con i clienti?
Siamo capaci di sederci su una panchina godendo di non avere una macchina davanti, a mezzo metro, con la quale subito ripartire?
Quando fumiamo per strada, spegnamo la sigaretta e cerchiamo poi un cestino, o la buttiamo per terra senza pensarci?
Con i vicini, ci aiutiamo nelle difficoltà, o tendiamo a vedere solo i loro difetti, tagliargli i panni e fargli dispetti appena possibile?
Rispondiamo a queste domande. La qualità della vita dipende dalle città, dai servizi offerti, ma anche da tante piccole cose che vedono protagonisti noi, il nostro senso civico, il nostro atteggiamento quotidiano verso la realtà.
Uscire dal Festival della Depressione di Vercelli non è facile, in questi tempi nei quali ancora lunghe file di sfrattati vengono a bussare alle porte del Comune; tempi nei quali anche il lungo commissariamento della Provincia ha impedito lavori necessari e di sua competenza, come la rotonda di San Silvestro e le strade dissestate. E, a proposito, facciamo i nostri migliori auguri al nuovo Presidente della Provincia Riva Vercellotti: per un buon lavoro, perché provi a farci uscire da quel triste festival che ci ha incollato addosso Benigni. E auguri a noi: che la Provincia non ci tratti più come un luogo remoto ai confini del regno, del quale occuparsi il meno possibile.

giovedì 9 giugno 2011

Referendum, il dovere del voto

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I quat­tro que­siti re­fe­ren­dari del 12 e 13 Giu­gno 2011 ri­guar­dano: il le­git­timo im­pe­di­mento, la pri­va­tiz­za­zione di fatto dell’acqua pre­vi­sto dal de­creto «Ron­chi» (due que­siti) e il ri­torno all’energia nucleare.
Cosa sono i referendum
Il re­fe­ren­dum è uno stru­mento della so­vra­nità po­po­lare, san­cita all’articolo 1 della nostra Co­sti­tu­zione, e l’esito re­fe­ren­da­rio vin­cola i le­gi­sla­tori al ri­spetto della vo­lontà del po­polo. Quat­tro le ti­po­lo­gie di re­fe­ren­dum con­tem­plate dalla Co­sti­tu­zione italiana:
il re­fe­ren­dum abro­ga­tivo di leggi e atti aventi forza di legge,
quello sulle leggi co­sti­tu­zio­nali e di re­vi­sione costituzionale,
quello ri­guar­dante la fu­sione di re­gioni esi­stenti o la crea­zione di nuove regioni,
quello ri­guar­dante il pas­sag­gio da una Re­gione ad un’altra di Pro­vince o Comuni.
Il re­fe­ren­dum abro­ga­tivo di leggi e atti aventi forza di legge (ar­ti­colo 75) si uti­lizza come so­lu­zione per abo­lire una legge già esi­stente o parte di questa.
Quando?
Se­condo legge po­te­vano es­sere svolti tra il 15 aprile e il 15 giu­gno; sono stati in­fine fis­sati per il 12 e 13 giu­gno, quindi senza unire il voto con le ele­zioni am­mi­ni­stra­tive del 15–16 maggio.
Tale scelta è stata cri­ti­cata quale enorme spreco di de­naro pub­blico e come ten­ta­tivo di non far rag­giun­gere il quo­rum ai re­fe­ren­dum. Un ten­ta­tivo di boi­cot­tag­gio. In­fatti se non an­dranno a vo­tare il 50% + 1 de­gli aventi di­ritto i re­fe­ren­dum non sa­ranno validi. Di fatto la decisione del de­ci­sione co­sterà alle casse dello Stato, come evi­den­ziano al­cune stime, uno spreco di 400 mi­lioni di euro in più ri­spetto ad un ipo­te­tico ac­cor­pa­mento delle ele­zioni am­mi­ni­stra­tive col referendum.
Re­fe­ren­dum, in campo la so­cietà ci­vile: Quat­tro sì per cam­biare l’Italia
È im­por­tante – il 12–13 giu­gno – rag­giun­gere il quo­rum di 25 mi­lioni di vo­tanti ai Re­fe­ren­dum e sce­gliere il SI a tutti i que­siti. Un suc­cesso dei SI co­strin­ge­rebbe la po­li­tica del Governo a fare i conti con la vo­lontà dei cit­ta­dini. L’impegno delle mo­bi­li­ta­zioni so­ciali non si li­mi­te­rebbe a ma­ni­fe­sta­zioni fi­nora ina­scol­tate, ma can­cel­le­rebbe al­cune delle peg­giori leggi in­tro­dotte dal governo.
Spiegheremo qui di seguito, cercando di essere il più chiari possibile.
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1) Quesito sul nucleare

Con questo quesito referendario si chiede l'abolizione di una parte del decreto legge ("disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" firmato il 25 giugno 2008 e convertito in legge "con modificazioni" il 6 agosto dello stesso anno) che permette la costruzione e l'utilizzo di nuove centrali per l'energia atomica in Italia.
Cosa cambia col voto:
se vince il SI: in Italia non verranno costruite centrali nuclease vince il NO: rimane valido il permesso di costruire centrali nucleari nellla nostra nazione.
Se vince il NO: Sarà possibile costruire centrali nucleari.

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Acqua 1 : Quesito sulla privatizzazione della gestione dell'acqua
Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.
"Volete Voi che sia abrogato l'art. 23-bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e finanza la perequazione tributaria", convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato dall'art. 30, comma 26, della legge 23 luglio 2009, n. 99, recante "Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia", e dall'art. 15 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante "Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea", convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n. 166, nel testo risultante a seguito della sentenza n. 325 del 2010 della Corte costituzionale?"
Spiegazione:
L'abrogazione di questo articolo vieterà gli affidamenti di gestione del servizio idrico a società di capitali, concedendo tale gestione ad enti di diritto pubblico con la partecipazione di cittadini e comunità locali.
Cosa cambia col voto:
se vince il SI: il servizio idrico è gestito da enti pubblici.
se vince il NO: la gestione del servizio idrico può essere affidata ad aziende private.

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Acqua 2 : Quesito sulla privatizzazione della gestione dell'acqua
Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma.
"Volete Voi che sia abrogato il comma 1, dell'art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 "Norme in materia ambientale", limitatamente alla seguente parte: "dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito"?"
Spiegazione:
La parte che si vuol modificare con questo referendum riguarda il comma che permette al gestore del servizio idrico di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% senza collegamento a reinvestimenti per il miglioramento del servizio. Significa che le tariffe dell'acqua possono essere aumentate arbitrariamente, giustificandole con investimenti.
Cosa cambia col voto:
se vince il SI: le aziende possono farsi pagare solo le spese di manutenzione degli impianti.
se vince il NO: le aziende private che gestiscono la fornitura di acqua possono decidere il prezzo ed ottenere profitti garantiti sulla tariffa.

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Referendum 2011: quesito sul legittimo impedimento
Cancellazione della norma che permette il legittimo impedimento
"Volete voi che siano abrogati l'articolo 1, commi 1, 2, 3, 5 e 6, nonché l'articolo 2, della legge 7 aprile 2010 n. 51, recante Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?"
Spiegazione:
Il referendum chiede la cancellazione totale della legge che permette a premier e ministri di non presentarsi in udienza invocando il legittimo impedimento, ovvero l'impossibilità di presentarsi davanti ai giudici derivante da impegni istituzionali. In origine la norma consentiva al premier e ai ministri di autocertificare il proprio impedimento; dopo la sentenza della Consulta invece l'impedimento deve essere stabilito dal giudice, che tuttavia difficilmente può negarlo.

Cosa cambia col voto:
se vince il SI: il legittimo impedimento viene cancellato, i cittadini sono tutti uguali davanti alla legge.
se vince il NO: il legittimo impedimento rimane invariato, premier e ministri possono invocarlo.
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Gianni Taverna
Assessore Ambiente
Comune di Crescentino

Referendum, l'appello per i "sì" del Manifesto

La politica italiana si è allontanata dalla società come mai era successo in passato. L’azione del governo è sempre più segnata dagli interessi personali del Presidente del Consiglio, da derive autoritarie, da minacce alla Costituzione.

L’economia del paese non riesce a uscire dalla crisi iniziata tre anni fa, e la politica non riconosce il fallimento di vent’anni di privatizzazioni, che hanno lasciato a poche grandi imprese – sempre più spesso straniere – decisioni chiave sul nostro futuro.

Tutto questo aggrava le minacce alla democrazia, il declino del paese e l’insostenibilità del nostro modello di sviluppo.

Contro questa deriva, negli ultimi anni milioni di uomini e donne – con movimenti, reti, associazioni, sindacati - hanno alzato la loro voce, manifestato e costruito alternative. L’abbiamo fatto sui temi della democrazia, della partecipazione, della giustizia, dell’informazione. L’abbiamo fatto sui temi del lavoro, dei diritti sindacali, dei contratti, del precariato dei giovani. L’abbiamo fatto sui diritti delle donne e sulle disuguaglianze. L’abbiamo fatto sui temi della scuola, dell’università, della ricerca, della cultura. L’abbiamo fatto sulla tutela dell’ambiente e sulla sostenibilità dello sviluppo. L’abbiamo fatto sui temi della legalità e della lotta alle mafie. L’abbiamo fatto sui temi dei diritti, dell’antirazzismo, della solidarietà con profughi e immigrati. L’abbiamo fatto sui temi della pace, del rifiuto delle guerre, della solidarietà con chi lotta per la democrazia in altri paesi.

La politica istituzionale – finora – non ci ha ascoltato. La distanza tra le decisioni del governo e il consenso nella società non è mai stata così grande.

Tutto questo può cambiare. Abbiamo una possibilità nuova per imporre alla politica la volontà dei cittadini, per riprendere il potere di decidere che tipo di democrazia e di sviluppo vogliamo avere.

Il 12-13 giugno 2011 si terranno i Referendum per cancellare le leggi sull’energia nucleare, la privatizzazione dell’acqua e il “legittimo impedimento” che mette i ministri al riparo dalla giustizia.

Il nucleare. Il governo ha voluto riportare l’energia nucleare in Italia dopo un referendum nel 1987 che l’aveva rifiutata. Il nucleare è un cattivo affare: costa troppo, quasi tutti i paesi lo stanno abbandonando e in Italia le centrali non entrerebbero in funzione che tra quindici anni. Dopo gli incidenti di Three Mile Island, Chernobyl e Fukushima l’energia nucleare si è dimostrata una minaccia per la salute delle persone. L'efficienza energetica e le energie rinnovabili come il solare sono la strada che l’Italia deve seguire. Ora il governo – vista l’impopolarità del nucleare - ha fatto una retromarcia che potrebbe far saltare il referendum. E’ un primo parziale successo, ma la decisione del governo non dà garanzie per il futuro. Serve l'impegno perché i cittadini si pronuncino con il voto contro il nucleare.

L’acqua. Il governo impone il passaggio a imprese private del controllo e della gestione dell’acqua, considerandola una merce come le altre, dimenticando che l’acqua è un servizio essenziale, un diritto dei cittadini, un bene comune. Qui i referendum sono due: uno sulla gestione privata e l’altro sui profitti delle imprese - la legge prevede per i gestori un rendimento non inferiore al 7%. La privatizzazione non porterebbe a un miglioramento dell’efficienza, ma alla perdita del controllo da parte delle comunità locali su una risorse essenziale, all’aumento dei profitti e del potere delle multinazionali dell’acqua, al moltiplicarsi dei prezzi pagati dai cittadini. Anche sull’acqua il governo ha prospettato modifiche alla legge per evitare i due referendum senza fare marcia indietro sulla privatizzazione. Anche sull’acqua serve l'impegno perché i cittadini si pronuncino con il voto contro la privatizzazione.

Il legittimo impedimento. Il governo ha introdotto il “legittimo impedimento” che permette al Presidente del Consiglio e ai Ministri di non comparire in udienza penale per la durata della loro carica. E’ un segno dell’arbitrio del potere politico e dell’”impunibilità” dei potenti. La Corte costituzionale ne ha già abrogato le norme portanti; bocciando quel che resta della legge, il referendum metterebbe fine alla legislazione “su misura” fatta apposta per evitare che Silvio Berlusconi affronti i processi in corso.

Per queste ragioni è importante fermare le manovre del governo che puntano a cancellare i referendum su nucleare e acqua.

Per queste ragioni è importante – il 12-13 giugno - raggiungere il quorum di 25 milioni di votanti ai Referendum e scegliere il SI a tutti i quesiti.

E’ un voto che può porre alcuni limiti a un modello di sviluppo insostenibile, che ignora i costi ambientali, sociali e i beni comuni, e a un potere politico che calpesta giustizia e democrazia.

Un successo dei SI al Referendum costringerebbe la politica – sia del governo che dell’opposizione – a fare i conti con la volontà dei cittadini.
L’impegno delle mobilitazioni sociali non si limiterebbe a manifestazioni finora inascoltate, ma cancellerebbe alcune delle peggiori leggi introdotte dal governo.

Oggi è possibile un impegno comune di cittadini, movimenti, reti, associazioni, sindacati per arrivare a una larghissima partecipazione al voto del 12-13 giugno, che porti a raggiungere il quorum e al successo dei SI. Noi vogliamo impegnarci per quest’obiettivo: per mettere l’Italia sulla via di uno sviluppo più sostenibile e di una democrazia più partecipata.

martedì 7 giugno 2011

I fischi e la malafede

Non so quale sarà la sorpresa di oggi, ma mercoledì scorso La Periferia tuonava un titolo "Saggio nelle scuole/Contestato il sindaco: al villaggio Annunziata fischi e grida nei confronti del primo cittadino e dell'Assessore Ravarino".
C'è un signore che ha filmato il mio discorsino. L'audio è pessimo, e i bambini parlano molto e ad alta voce come capita dove ci sono tanti bambini. Ma andate su robertobiscaldi.com e cliccate sulla foto dell'Annunziata. Troverete quell'episodio registrato, e potrete verificare voi stessi l'attendibilità dell'articolo. Un esempio, fra i tanti.

mercoledì 1 giugno 2011

Raccolta porta a porta, entriamo nella civiltà!!

COMUNE DI CRESCENTINO
Raccolta rifiuti porta a porta - servizio di distribuzione kit e contenitori alle utenze.


Vi informiamo che per facilitare l’attivazione del nuovo servizio che partirà in data 01 luglio 2011, la società Aimeri Ambiente S.R.L. sta provvedendo a distribuire tutti i contenitori necessari per effettuare la raccolta differenziata a casa vostra.
Tutto il materiale che Vi verrà consegnato, non dovrà essere utilizzato prima del 01 luglio.
SEGNATE SUL CALENDARIO CHE il 14 e 20 giugno alle ore 21, presso il teatro C. Angelini in via Manzoni, ci saranno le serate informative che illustreranno il funzionamento del servizio. LA VOSTRA PRESENZA E' INDISPENSABILE, SENNO' COME DIAVOLO FAREMO AD IMPARARE!?!


Per qualsiasi informazione è a vostra disposizione il numero verde del Covevar 800.057.577 con i seguenti orari dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00, il sabato dalle 09.00 alle 12.00.



L’assessore all’Ambiente
Gianni Taverna
(Le frasi in maiuscolo sono offerte del sindaco:-))))
CORAGGIO CE LA FAREMO, CE L'HANNO FATTA TUTTI. DAI, DAI.

lunedì 30 maggio 2011

Riva presidente Provincia, Pisapia e De Magistris sindaci

Carlo Riva Vercellotti è il nuovo Presidente della Provincia di Vercelli, con il 50,9 per cento dei voti. Allo sfidante Bobba è andato il 49,1 per cento: un esito con fotofinish, 1.376 i voti di differenza fra i due.
Buon lavoro a Riva Vercellotti, speriamo non si dimentichi di Crescentino, che ci faccia fare le rotonde che aspettiamo da secoli, che ci asfalti le strade, che non metta gli autovelox come sta succedendo copiosamente sulla strada delle Grange, e che insomma non ci tratti male solo perché siamo una amministrazione diversa dalla sua, come purtroppo spesso è costume.


Con il 55,2 per cento dei voti, contro il 44,8 per cento della Moratti, Pisapia è Sindaco di Milano. Ha circa 50 mila voti in più, il neosindaco, rispetto alla ex sindaca. Questo per il 95 per cento dei voti scrutinati finora.



Più clamoroso il risultato a Napoli, con De Magistris che trionfa con il 65,3 dei voti contro il 34,7 per cento di Lettieri (700 sezioni su 886).


Anche Chivasso è andato al centro-sinistra.




venerdì 27 maggio 2011

Sanità piemontese, assessore Ferrero indagata, 7 arresti

Un avviso di garanzia è stato notificato stamane a Caterina Ferrero, assessore regionale pdl della Sanità della Regione Piemonte, per ordine della Procura di Torino.
Si procede per turbativa d'asta.
Nell'ambito della stessa inchiesta, sono stati emessi sette ordini di custodia cautelare a carico di sindaci e imprenditori: cinque in carcere (gli imprenditori Piero Garbarino, Marco Mozzati, Vito Plastino, Pierluigi Camerlengo, il sindaco di Cavagnolo Franco Sampò), due agli arresti domiciliari (Luciano Platter e Marco Cossolo, sindaco di Carignano e presidente e segretario di Federfarma Piemonte)
(Ansa).

lunedì 23 maggio 2011

C'è un'altra destra

Fondo di prima pagina, dal "Corriere della Sera" del 23 maggio 2011
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NON SI GOVERNA SOLO CON TV E PROMESSE
Alle radici del malessere
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Cascano le braccia davanti alla cecità politica che sta dimostrando in queste ore la destra nella campagna per Milano. Ma davvero si può pensare che dilagare sui telegiornali, promettere ministeri, togliere multe, elargire mance e favori possa rovesciare un risultato che ha cause politiche profonde? Per carità: magari il ballottaggio di domenica assegnerà la vittoria a Letizia Moratti, chi può dirlo?, ma se ciò accadrà sono sicuro che accadrà solo perché, pur di non consegnare la città agli avversari, l’elettorato di destra si ricompatterà e tornerà alle urne che aveva disertato una settimana fa. Non certo perché ammaliato dall’ennesima concione berlusconiana o dal miraggio di qualche improbabile ministero alla Bovisa elargito da Bossi.
La destra dovrebbe convincersi che ciò che soprattutto le sta togliendo il consenso del Paese (Milano inclusa) — oltre qualche intemperanza, chiamiamola così, della vita privata del suo leader: ma in misura che io credo assai poco rilevante— non dipende in realtà dall’economia. Dipende da qualcos’altro che va al di là delle pur non facili condizioni di vita di tanti cittadini. Sostanzialmente dipende dal fatto che molti elettori di destra hanno cominciato a perdere fiducia nella capacità di Berlusconi e dei suoi di capirli e di rappresentarli in generale. Al contrario di ciò che spesso pensa la sinistra, non è per nulla vero, infatti, che a destra ci siano solo interessi, e per giunta quasi sempre bassi e talora inconfessabili.
C’è una visione organica dell’Italia, dello Stato e delle sue amministrazioni, dei valori e dei rapporti sociali (oltre che, va da sé, di quelli economici). È per l’appunto con tutto ciò—proprio del loro elettorato, ma in molti casi non solo — che Berlusconi e i suoi stanno mostrando di non riuscire più a essere in sintonia. Da un’infinità di tempo essi hanno abbandonato le grandi questioni generali, spesso di alto valore simbolico. Si sono spesi solo su due di esse: quelle riguardanti il fine vita e la giustizia. Ma si tratta di due questioni circa le quali era troppo evidente da un lato l’interesse elettoralistico per il voto cattolico, e dall’altro l’interesse personale del leader (senza contare peraltro che in entrambi i casi hanno combinato poco o nulla).
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Il fatto è che Berlusconi e i suoi non riescono più a dare voce al proprio retroterra, a esprimerne il punto di vista, circa il modo in cui il Paese dovrebbe essere, circa i contenuti virtuosi che un’Italia di destra potrebbe/vorrebbe avere, e che sarebbe sciocca faziosità pensare che non possano esistere. I governi delle democrazie — che siano di destra o di sinistra — non esercitano il potere solo per spendere o per distribuire risorse. Esistono anche per difendere chi si trova in posizioni di svantaggio, per tutelare gli interessi generali, per aiutare a vivere meglio. È su questo piano soprattutto che il governo della destra italiana non è stato capace di agire e di trasmettere un messaggio in grado di arrivare all’opinione pubblica. Innanzitutto alla «sua» opinione pubblica.
Ernesto Galli Della Loggia/23 maggio 2011

domenica 22 maggio 2011

Il parchetto della Madonna vi aspetta


Il parchetto comunale adiacente al Santuario è ora restaurato nei suoi sentieri e nelle sue panchine, e vi aspetta (come avrebbero detto al Club Med nei tempi dorati) per il vostro relax e le passeggiate anti-inciampo.

sabato 21 maggio 2011

Dal Sole 24 ore di ieri 20 maggio

Il sindaco dice «sì» al bioetanolo
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Augusto Grandi
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CRESCENTINO
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Efficienza subalpina, soprattutto. Quella che ha permesso alla Mossi & Ghisolfi di Tortona (Alessandria) di ottenere in soli 8 mesi il via libera all'insediamento a Crescentino (Vercelli) del primo impianto industriale al mondo per la produzione di bioetanolo di seconda generazione, ricavato dalle canne di fosso. Dopo aver tentato, inutilmente, di realizzare l'impianto in provincia di Alessandria, dove l'azienda si è scontrata con il "no" degli ambientalisti.«Indubbiamente – spiega Marinella Venegoni, sindaco di Crescentino – quando il progetto mi è stato presentato ho avuto notevoli perplessità, anche paura degli impatti ambientali, degli eventuali cattivi odori». Sull'altro piatto della bilancia, però, c'era un investimento da 140 milioni di euro, la creazione di un centinaio di posti di lavoro diretti oltre a quelli indiretti, il recupero dello stabilimento dismesso della Teksid. Difficile opporsi a priori.«Così – prosegue Venegoni – ho contattato i massimi esperti del settore. Ho telefonato negli Stati Uniti, ho parlato con scienziati. Mi hanno spiegato i problemi e le domande da porre all'azienda. E ho potuto valutare gli effetti positivi delle nuove tecnologie rispetto agli impianti di prima generazione». Ovviamente, però, non poteva bastare. I colloqui si sono intensificati, il Comune ha fatto ricorso ad esperti qualificati, si è fatta ogni valutazione di impatto ambientale, di sostenibilità, di ricadute. Conferenze di servizi faticose, impegnative, rigorose. Giuseppe Fano, direttore del gruppo di Tortona – una multinazionale famigliare e maggior produttore mondiale di PET (polietilene terftalato, usato soprattutto per le bottiglie di plastica), con un giro d'affari di 3 miliardi di dollari e 2.500 addetti, concentrati soprattutto all'estero – assicura che il sindaco «ci ha fatto una radiografia completa e minuziosa, ma quando l'amministrazione è stata convinta della bontà del progetto, ci ha sostenuto». E il sostegno è arrivato anche dalla Provincia di Vercelli, dalle due giunte regionali piemontesi che si sono succedute.«Tutti hanno lavorato ventre a terra – conferma il sindaco – quando è stato chiaro che l'iniziativa non avrebbe avuto effetti negativi per il territorio. Così è stato possibile fare in fretta». D'altronde il progetto prevede l'utilizzo della tipiche canne da fosso, assolutamente autoctone. Dunque nessuna sottrazione di campi destinati alla coltivazione di prodotti per l'alimentazione, nessun arrivo di biomasse dall'estero, con effetti negativi sull'atmosfera per il trasporto. Inoltre Crescentino è stata scelta anche per lo scalo ferroviario all'interno della fabbrica dismessa. E anche questo riduce l'inquinamento. Quanto alla resa, da un ettaro a canne si ottengono 10 tonnellate di etanolo. Più che con le canne da zucchero e tre volte la resa del mais.

nota a margine: io al giornalista ho parlato di mail con l'America, lui ha capito telefonate... mv

venerdì 20 maggio 2011

Zingaropoli e Campo Nomadi abusivo e illecito



Preso a borsettate dalla Moratti in un confronto tv su un passato rivelatosi inesistente, il candidato sindaco di Milano, Pisapia, ha poi avuto l'ardire di sopravanzarla nelle votazioni del primo turno. Ora la destra deve tentare di rimediare, ed è il supremo capo Bossi a fare la prima mossa, dandogli del matto e avvertendo i milanesi: "Vuole fare una zingaropoli".
La frase mi è suonata familiare. Mesi fa, con termini meno fioriti e più burocratici, il tema è stato sollevato anche a Crescentino, con gli esiti che tutti conoscono. Quando scatta l'ora, la destra mira dritto alla pancia della gente, qui come là, e poco contano il contesto, l'impegno sociale, l'onestà. La destra avrà mille facce, si vestirà magari di mille motivazioni, ma è sempre lei, a Milano come a Crescentino.

mercoledì 18 maggio 2011

La Sindaca dal PM


Nella giornata di oggi 18 maggio 2011, il sindaco di Crescentino dott. Marinella Venegoni, alla presenza del suo difensore, avvocato Cosimo Palumbo, è stata ascoltata dal P.M. dott. Pianta, titolare dell'indagine sulla vicenda relativa alla posa di 2 containers della Protezione Civile sul terreno della Statale 31 bis.
Durante l'audizione il Sindaco ha esposto la propria versione dei fatti, ribadendo di aver operato a fronte di una situazione di emergenza e per ragioni umanitarie, e rivendicando quindi la correttezza del proprio operato, in ossequio a una Delibera di Giunta.

lunedì 16 maggio 2011

Crescentino da oggi




Con uno spot come quello offerto dall'ex presidente della Provincia Masoero (beccato mentre ritirava la mazzetta nel suo ufficio) non era poi difficile immaginare nel Vercellese l'arrivo di qualche sconquasso dalle elezioni appena concluse. E se a Milano patria del berlusconismo Pisapia (un uomo vero, normale) ha superato al primo turno Letizia Moratti, nella nostra provincia finora conservatrice si può pure prefigurare che il candidato del PD Luigi Bobba possa battersi con chances di vittoria nel prossimo ballottaggio, naturalmente con l'aiuto delle altre forze interessate a far uscire il Vercellese dalla sua stanca pratica di clientele e affari. Mi è piaciuta molto l'idea di Pisapia di rivolgersi, per il ballottaggio, direttamente ai cittadini più che ai gruppi politici; credo che anche Bobba dovrebbe fare così.


Per mio impulso (e naturale predisposizione) Crescentino è stato, ed è, un buon laboratorio per il confronto fra le varie anime del centro-sinistra. Sono tuttora convinta che, se si ha a cuore il bene della città, il suo sviluppo, la sua efficienza, la sua modernità, se si lavora per il suo interesse collettivo, per la difesa dei più deboli (che da noi sono così tanti), si possa tranquillamente convivere superando la logica degli steccati e degli schieramenti, in nome di quei fini sociali e di onesta gestione della vita politica che non possono che essere ampiamente condivisi.


La forte vittoria del PD nei voti crescentinesi degli ultimi due giorni, e lo straordinario successo in termini di voti dell'Assessore Malara, confermano che la Città apprezza il lavoro che è stato fatto in Comune in questi due anni.


Ma non posso non ricordare che nella mia Maggioranza, oltre a rappresentanti del PD che tanto intensamente lavorano, ci sono persone di alta qualità e di forte impegno che sono espressione della società civile, non vincolate da altro progetto che non sia la loro passione per questo nostro programma di rilancio della vita della Città, e che non sono iscritte ad alcun partito ma non per questo si sentono ossessionate (come altri hanno mostrato d'essere) dal desiderio di far concorrenza assatanata al PD medesimo.

I risultati del voto di ieri non solo danno vigore nuovo ed entusiasmo al nostro progetto, confermandone la qualità proprio nella larga conquista del consenso tra i nostri concittadini, ma rassicurano che esso progetto ha tutte le ragioni per andare avanti nella sua realizzazione malgrado quelle defezioni: certamente dolorose per me, anche perché in alcuni casi (Rotondo, Gallo) non sono state mai accompagnate da una franca e responsabile dichiarazione di rottura politica, e sono state consumate in un ambiguo silenzio corroborato da voti di chiara ed evidente marca reazionaria, come nel caso dell'ordine del giorno sui nomadi dell'ultimo consiglio comunale, votato pure da un rifondarolo come Tanino. Cosa che non cessa di stupirmi, vista invece la solidarietà che mi era arrivata da Vercelli da quelle stesse aree per il noto avviso di garanzia sul cosiddetto campo nomadi (ormai sepolto).


Incanti di sirene, ambizioni malcoltivate, sindrome di Stoccolma, o delusioni personali per aspettative che ciascuno si era disegnato sul proprio futuro, tali comportamenti di rottura hanno comunque violato il patto di un lavoro condotto nell'interesse esclusivo della visione solidale d'una città, anteponendogli il tornaconto di parte o la miseria di ritorsioni personali, l'opposizione all'interno della Maggioranza invece della mediazione, la lotta a muso duro e la delazione all'esterno invece della collaborazione. Così, si perde sempre, e si consegna l'Italia ai "Berlusconi".

Noi di "Amare Crescentino" usciamo rafforzati dal voto di ieri. Questo non significa che potremo riposarci, anzi. Le sfide e le scommesse sono appena incominciate, c'è ancora tanto da fare. Malgrado i toni eternamente minacciosi e persecutori di qualcuno, andremo avanti. Grati della fiducia che nel voto la Città ha voluto esprimerci.






sabato 14 maggio 2011

Un discorso alla Camera dei Deputati

"L'Italia vive giornate decisive per la sua maturità civile. La coscienza del paese insorge risolutamente contro l'ignominiosa realtà, che si puntella della vigliaccheria altrui e della violenza propria. Moltissimi uomini di fede, che hanno dormito a lungo, si rivegliano finalmente, e chiedono conto a se stessi, prima che agli altri, delle condizioni in cui versa lo Stato italiano dopo oltre due anni di avventura fascista. E, se non andiamo errati, anche per moltissimi - a proposito dei quali non è il caso di incomodare la buona fede - che hanno considerato quella avventura dal punto di vista di un'arcigna difesa conservatrice, è giunta l'ora di fare, un po' sul serio, i conti con la propria coscienza, ed anche con il proprio interesse. Quello a cui assistiamo in questi giorni è la crisi della concezione cinica, bassamente utilitaria e pseudomachiavellica della vita dello Stato. Vi è stata, nel nostro paese, una così detta classe dirigente la quale ha mostrato di credere che sia possibile mantenere in vita uno Stato, ed in ordine una società, fuori delle leggi della morale: oppure che vi sia una morale che va bene quando si tratta di difendere certi interessi contro certi pericoli, ma va malissimo, invece, quando si tratta di infrenare certi egoismi, e di porre un limite al più feroce tornaconto individuale nell'interesse generale della società, che è rappresentato dalla legge. Vi sono stati e vi sono in Italia taluni «benpensanti» abbastanza sciocchi e canaglie per credere che sia possibile tenere in piedi un codice penale che serva a mandare in galera il delinquente ordinario - sovente misero naufrago di una lotta sociale piena di asprezze e di dolore - per far presentare le armi al delinquente privilegiato che uccide in nome della Patria e dello Stato: e che uccide bestemmiando sinistramente. Vi sono stati e vi sono tra noi uomini politici abbastanza ciechi ed inetti, per credere che sia possibile ottenere da milioni di uomini l'accettazione di limiti e di vincoli che hanno il loro fondamento nella legge morale e nel senso della solidarietà sociale, per poi erigere su questo fondamento, la negazione di ogni legge morale e sociale, a totale beneficio di una ristretta categoria di profittatori cinici e violenti, decisi a far vivere l'immoralità propria sulla moralità altrui. Tutto questo, e molte altre cose ancora, rappresentano un monumento di stupidità e di iniquità che ha disonorato la nostra vita pubblica al conspetto del mondo. Occorreranno molti anni e molte prove per lavarci da questa macchia; occorrerà una lunga e tenace pazienza per rieducare una generazione deviata ed illusa; occorrerà una risoluta energia fondata sulla nobiltà di purissime idealità etiche ed umane, per ridare al popolo la fiducia nella moralità dello Stato, per disperdere dinanzi ai suoi occhi la suggestione dell'incubo infame, per persuaderlo che tutta l'organizzazione dello Stato e della società umana non è un'imboscata vergognosa e selvaggia preparata alla grande maggioranza degli uomini, per indurli, attraverso le illusioni della moralità, a servire l'arbitrio, l'egoismo ed anche il delitto di una piccola aristocrazia criminosa, asserragliata sui fastigi della vita sociale.
Oggi questo monumento di stupidità e di iniquità crolla; e noi viviamo nella polvere delle sue macerie. Tutto è da rifare. Tutto è da fondare su solidissime basi. Bisogna parlare chiaro ed onesto al popolo; bisogna dargli certezze salutari, non ombre insidiose; bisogna prenderlo sotto braccio con mano ferma ed amica, e richiamarlo fuori della selva funesta dell'inganno, della menzogna e del delitto, sul terreno solido su cui la vita umana si è svolta da secoli; e sul quale soltanto la società può vivere, e la cultura e lo spirito possono svolgersi nel loro indefinito progresso.
Noi crediamo in quei valori fondamentali che giustificano la morale sociale, e che assicurano una funzione allo Stato: ma proclamiamo altresì che ogni ulteriore esitazione nel restaurare l'impero di quei valori e di quella funzione al cospetto del popolo italiano può rappresentare un tradimento di fronte all'avvenire del nostro paese. Nessuno sia tanto sciocco da illudersi che quando un popolo ha aperto gli occhi - come li ha aperti il popolo nostro - sull'orrenda verità, la truffa peccaminosa possa durare più a lungo. Malvagia e sciagurata illusione! Essa sarebbe foriera, nella nostra terra, di assai funesti risvegli. Quando un popolo si sveglia e vede chiaro, in questioni di tanta gravità; quando esso vede chiaro che è stato truffato ignominiosamente nella fiducia con la quale considerò Io Stato e `e leggi come cosa sacra, non vi sono che due possibilità: o inchinarsi o essere spazzati.
Tutto ciò va detto con assoluta chiarezza in tempo debito. Noi non crediamo nella possibilità di mantenere in piedi una società ordinata, e tanto meno uno Stato retto in questo o in quel modo, quando al governo venga concessa franchigia, oppure vengano concesse speciali facilitazioni - per il compimento del delitto e per la sua impunità. Se vi è qualcuno che si senta di sostenere una diversa tesi, noi teniamo a differenziarci da costui senza limite di conseguenze. Qui tocchiamo il fondo della vita umana: le reazioni che ne derivano sono imperative e sacrosante. E la rivolta morale del popolo che scaturisce da una zona così profonda ed immortale della coscienza umana, rappresenta la suprema legge di fronte alla quale è necessario inchinarsi - ed ubbidire".
Giovanni Amendola
*G. Amendola, Discorso alla Camera dei deputati, 10 Gennaio 1924.
(Il Governo Mussolini cadde il 25 luglio 1943)

(segnalato da Prof. Marina Milan, Facoltà di Scienze Politiche Università degli studi di Genova)

lunedì 9 maggio 2011

Napolitano, Berlusconi e i giudici

Da "Il Fatto quotidiano" dell8-5-2011
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Terrorismo, la giornata della memoria
Quegli anni spietati e i manifesti dell’insulto
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Oggi si celebra la giornata della memoria per le vittime del terrorismo. Giornata dedicata ai magistrati uccisi da "rossi" e "neri". Una giornata che arriva dopo gli slogan della vergogna ("Via le br dalle procure") affissi dal Pdl milanese.

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I manifesti comparsi nelle vie di Milano contro la procura.

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Forse la cosa migliore è mettere i nomi uno in fila all’altro, meglio se in ordine alfabetico, perché una graduatoria del dolore non esiste: tra il sorvegliante Carlo Ala morto dissanguato il 31 gennaio 1980 dopo l’assalto alla Framtek di Settimo Torinese, e l’agente Francesco Zizzi, uno dei cinque uomini della scorta di Aldo Moro massacrati in via Fani il 14 marzo 1978, ci sono almeno centottanta nomi. Se poi si aggiungono le vittime delle stragi, il numero triplica. Per non parlare dei feriti (soltanto a Torino più di cinquanta “gambizzati”, uomini costretti per sempre a portare sul proprio corpo lo stigma della violenza ricevuta), di cui troppo spesso ci si dimentica.Basterebbero i numeri per parlare almeno con rispetto di un periodo incredibile della Storia recente.


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Invece, il terrorismo italiano viene di nuovo evocato in un modo da insultare l’intelligenza, prima ancora del dolore delle vittime. Giorgio ha 37 anni. Non ne aveva ancora tre quando suo padre Sergio Bazzega, maresciallo di Ps, fu ucciso dal ventenne Walter Alasia. Per anni Giorgio ha girato alla larga da Sesto San Giovanni dove tutto accadde, per evitare il contatto diretto con un dolore a cui non riusciva a dare nemmeno un nome. Oggi Giorgio ha fatto i conti con la memoria: “Purtroppo siamo lontanissimi anche dal minimo rispetto – racconta – basta vedere come il ricordo del terrorismo è stato usato a Milano per fare marketing politico. Una strategia di comunicazione costruita sul sangue dei nostri morti: prima Berlusconi che parla di ‘brigatismo giudiziario’, poi quel Roberto Lassini (candidato alle comunali di Milano nella lista del Pdl, ndr) con i suoi manifesti e la campagna del Giornale in suo favore. Basta capire qualcosa di comunicazione, fare due più due per concludere che si tratta di una strategia studiata a tavolino. Pazienza poi se noi stiamo male”.
Parole condivise da Silvia, figlia di Graziano Giralucci, militante dell’Msi ucciso dalle Brigate rosse a Padova nel 1974. Anche lei aveva soltanto tre anni: “Scrivere ‘Fuori le Br dalle procure’ significa non ricordarsi nulla di quello che è stato”. Silvia è da pochi giorni in libreria con L’inferno sono gli altri – cercando mia padre nella memoria divisa degli anni Settanta, edito da Mondadori: un nuovo, prezioso capitolo di un racconto, cominciato da Mario Calabresi e Benedetta Tobagi, che, da qualche anno, veste la memoria di quegli anni con un abito nuovo e più confortevole: “Siamo la generazione dei figli – racconta Silvia – abbiamo, spero, una giusta distanza e un atteggiamento non vendicativo. Abbiamo cercato di capire. Ora proviamo a seminare”.
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I Figli e il Presidente
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Di sicuro, oltre a seminare, i figli hanno anche raccolto. E il merito va sicuramente al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha fortemente voluto il Giorno della memoria delle vittime del terrorismo, che dal 2008 si celebra ogni 9 maggio (nel 1978 le Brigate rosse assassinarono Aldo Moro, mentre in Sicilia Cosa Nostra spegneva la voce di Peppino Impastato). La giornata del 2008 è già Storia, quando al Quirinale si abbracciarono Licia, vedova di Giuseppe Pinelli, anarchico ingiustamente sospettato della strage di piazza Fontana, volato da un finestra della Questura di Milano tre giorni dopo la bomba, e Gemma, vedova di Luigi Calabresi, che di quella morte fu ingiustamente ritenuto responsabile e ucciso quattro anni dopo. Due nomi che la Storia raccontata ha, da sempre, contrapposto e che una memoria, finalmente condivisa, ha accomunato nella sorte sventurata degli anni spietati.
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Anche per domani è giunto l’invito al Quirinale alla famiglia Pinelli: “Il riconoscimento del 2008 – racconta Claudia, figlia minore di Giuseppe – lo aspettavamo da trent’anni. Adesso, però, possiamo di nuovo allontanarci dai riflettori e tornare, come sempre, accanto ai familiari delle vittime di piazza Fontana”.Forse è arrivato il momento che la Storia degli anni cosiddetti di piombo, sia raccontata (anche) da chi quei giorni non ha vissuto, o da chi era troppo piccolo per ricordare; non solo da chi – emotivamente o politicamente coinvolto – ricorda soltanto con rabbia o con epica. Memoria condivisa non significa appiattire le differenze, ma riconoscere che tra le tante verità possibili una soltanto è prevalente e ineliminabile: il dolore. Di chi non è potuto invecchiare e di chi è rimasto a ricordare. Vittime dello stragismo fascista, bersagli dell’insensata furia armata di Brigate rosse e Prima linea, giovanissime vite spezzate – di destra e sinistra – da coltelli e chiavi inglesi, caduti di piazza per la violenza delle forze dell’ordine. Sono tutti uguali, attori comuni di un dramma collettivo che, in un modo o nell’altro, entra nelle vite di ciascuno di noi. Una Storia troppo tragica e complessa per meritare un avvilente manifesto elettorale in difesa di imbarazzanti naufragi del potere.

giovedì 5 maggio 2011

Porta a Porta: 6 maggio, prime indagini fra condomini, ditte, bar, negozi

Comunicazione dell'Assessore all'Ambiente Gianni Taverna

Nella giornata di venerdì 6 maggio la cooperativa Erica inizierà in Crescentino le prime indagini territoriali su condomini e utenze non domestiche (ditte, bar, negozi etc), per verificare quali contenitori per la differenziata porta a porta servano ad ognuno.
Ragazzi muniti di cartellino di riconoscimento si presenteranno a chiedere informazioni. In caso di dubbi, o per ulteriori domande, rivolgersi al numero verde del Covevar 8000.57.577.

domenica 1 maggio 2011

Dal Presidente Napolitano fino a Crescentino

"Permettetemi amici delle organizzazioni sindacali - ha detto il presidente Napolitano alle celebrazioni del Primo Maggio - Avverto una preoccupazione crescente dinanzi al tradursi di contrasti, che possono pur sempre sorgere, in reciproche animosità e diffidenze, in irriducibili ostilità".
Il Presidente dunque denunciava una frattura gravissima, ed esortava a ricomporre la guerra aperta fra CGIL da un lato, e CISL e UIL da un altro.
Anche noi, nel nostro piccolo, non abbiamo visto alla manifestazione del Primo Maggio in Crescentino sventolare le bandiera della CISL e della UIL, ma solo quella della CGIL. Un vero peccato, il Primo Maggio è la festa di tutti i lavoratori, tutti.
Ma a Crescentino non abbiamo visto nemmeno la bandiera di Rifondazione, né di SEL, né di Italia dei Valori. Un vero peccato, il Primo Maggio è di tutti, magari suona più naturale che non vi partecipi un partito di destra, ma per quelli del Centro-Sinistra, e della Sinistra tutta, è una giornata densa di significati e di valori irrinunciabili
Cosa sarà successo? Non sia mai che si scambi il Primo Maggio, la grande festa di popolo del Primo Maggio, con la piccola miseranda vicenda dell'attacco strumentale a un sindaco così poco gradito, da quelle parti, che addirittura tre ex esponenti della Maggioranza in Consiglio comunale hanno votato a favore del durissimo Ordine del Giorno "coattivo" di Greppi&Opposizione sul cosiddetto Campo Nomadi: si è schierato con loro, per dire, pure il rifondarolo Tanino Angelone, tradendo e smentendo così il voto che in estate egli stesso aveva dato a favore di più atti tesi a mettere un tetto sulla testa ai Rom per l'inverno che si avvicinava.
Vabbe', uno può anche cambiare idea, per carità. Ma sull'avviso di garanzia per il Campo Nomadi lo stesso sindaco aveva, eppure, ricevuto da Vercelli la solidarietà di SEL. Magari un qualche chiarimento se lo debbono pur dare, perchè dopo l'abbandono ufficiale della maggioranza, anzi - di più - dopo lo schieramento ufficiale dei tre voltagabbana al servizio delle strumentalizzazioni della destra, Sinistra&Libertà di Crescentino evidentemente non è d'accordo con Vercelli, se non tira neanche fuori la bandiera per il corteo.
Ma il Primo Maggio, che cosa c'entra? Diamo al Primo Maggio ciò che è del Primo Maggio, festa di tutti, festa del lavoro, quel lavoro che per alcuni pare essere solo una parola da agitare al momento della richiesta di un voto mentre è il valore fondante della nostra identità nazionale. A costoro ricordo quanto dice la prima frase dell'art.1 della nostraCostituzione. "L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro".