mercoledì 28 luglio 2021

Il Covid, i pericoli, i vaccini, la Notte Bianca e il Prajet

 Non sono stata l'unica che il sabato sera della Notte Bianca, facendo un breve giro per il centro del nostro Paesello con due amici (tutti e tre in mascherina, naturalmente), mi sono inquietata per la promiscuità che avvertivo. Molta gente senza mascherina, riunita fiato a fiato (che come si sa non è il massimo della salute), e anche molti di quelli che erano seduti a tavola in via Mazzini - senza mascherina in quanto a tavola - non rispettavano le distanze e si alitavano addosso.

Tutti come se arrivassero dall'isola di Bengodi, mentre come tutti noi hanno trascorso l'ultimo anno e mezzo così duro. Ma a cosa servono la morte, il dolore, la sofferenza, se poi uno se ne dimentica uscendo in una sera di festa? La pandemia non è finita.

Insomma mi sono spaventata e sono tornata a casa.

Ho letto da poco sull'ottimo blog di Mauro Novo che il Prajet, quest'anno, getta la spugna. Che peccato, è una così bella festa. E le nuove regole dal 6 agosto consentono libertà di circolazione per chi è vaccinato 2 volte ed è in possesso del Green Pass, o Certificato Verde.

Rileggo queste regole con voi, sul sito Arena Digitale. Verifica C19 è una App del Ministero della Salute che certificherà la veridicità del Pass. Due controlli invece di uno: sfiducia no?

Il DPCM del 17 giugno dà il potere di verifica del Green Pass a 

- Pubblici ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni

- Titolari di strutture ricettive e pubblici esercizi che prevedono il Green Pass o loro delegati

- Gestori di strutture che erogano prestazioni sanitarie o sociosanitarie/assistenziali, dov'è richiesto il Green Pass.

Si potrebbe dunque fare, un bel Prajet verde per titolari di Green Pass. 

Ma andatevela a leggere tutta, questa regolamentazione. Capisco anche che a uno scappi la voglia.

Non facciamo più feste, per pietà: né private, né pubbliche.


giovedì 8 luglio 2021

Il nostro uraganetto della Bassa Padana

 









Mica ceci! Quello tuttora in corso è un vero, piccolo uragano, di quelli che passano nei paesi caldi e che vengono laggiù (in caso di nazioni avanzate) annunciati con giorni di anticipo, dando modo alla gente delle zone interessate (e ampiamente note anch'esse qualche giorno prima) di prepararsi, mettere al riparo ciò che si può... e anche... sì, scappare in altri luoghi non toccati dall'evento.

Noi ci acchiappiamo tutto, non siamo pronti agli uraganetti al massimo ai temporali difficilmente così prepotenti. Ma quando capita, capita. Questa volta sta durando due giorni,  anche con lo spazio di bel tempo che viene definito "L'occhio del ciclone", durante il quale la vita sembra quasi normale. 

Qui sopra, dal basso, alcuni ricordi di quel che ci lascia questo "crescentinetto".

1) auto semisotterrata dal muro di cinta del nostro campo sportivo.

2) auto annegata in un fosso di grandine davanti all'Italcardano

3) pavimento di grandine all'interno dell'Italcardano che ha perso un pezzo di tetto

4) I gazebo a gambe all'aria in piazza Caretto

5) Com'è triste Venezia,  quando accade a Crescentino

6) Le foglie dei miei banani nella versione a frange voluta dal "Crescentinetto" (e fosse solo quello) 

martedì 6 luglio 2021

Che magnifica luce al Parco Levi Montalcini


 Non dirò nemmeno sotto tortura chi mi ha mandato questa bellissima foto del Parco Levi Montalcini la sera del 5 luglio, con la scrittrice Margherita Oggero protagonista del variegato Muschin Festival. 

C'è una luce e un cielo chiaro d'estate, fantastico...

Questo mi permette di notare ancora una volta che la cupola del gazebo (molto elegante) è priva di copertura, mentre la definizione è:

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Sostantivo
gazebo m inv

  • (architettura) struttura architettonica coperta internamente ma aperta verso l'esterno, concepita per permettere attività ricreative all'aperto

  • *********************************************************
  • Bene, non era stato concepito come lo vedete, il gazebo. Era stato concepito come da definizione. Però mi hanno fatto uno dei tanti "dispettini". Chi sarà mai stato? E adesso al parco Rita Levi Montalcini c'è tutto, anche quel che nel progetto non c'era, meno che la cupola. 

    Ma non crediate che finisca qui. Qualcosa prima o poi succederà

    lunedì 28 giugno 2021

    L'oratorio e la "riqualificazione" (parola sconosciuta a Greppi)

     Il punto caliente del Consiglio Comunale del 28 giugno lunedì è quello che riguarda l'approvazione dell'acquisto dello storico Oratorio di via San Giuseppe. Dove sono passate generazioni di crescentinesi, dove s'è giocato a calcetto, si sono studiate le lingue (ai tempi della mia adolescenza) e passate le vacanze estive quando  le famiglie non avevano (hanno) i soldi per andare in vacanza davvero. Diventerà un luogo utile per tutta la cittadinanza, dopo le verifiche delle necessità e delle opportunità. 

    L'acquisto dell'Oratorio da parte del Comune era una decisione presa all'inizio del mio secondo mandato, iniziato nel 2009. Sono passati 12 anni. Avevamo dunque messo a bilancio i quattrini, che sarebbero serviti al Parroco per completare il nuovo edificio alla Madonna del Palazzo, costruito con l'aiuto della Cei (Conferenza Episcopale Italiana).  Li ha trovati, quei quattrini, il sindaco Greppi che è arrivato dopo di me,  ma l'Oratorio non l'ha comprato, sostenendo che eran soldi buttati al vento; aveva pensato a una vendita privata da parte del parroco per farci un  bel condominio  (anche i miei poveri 6000 euro della liquidazione, lasciati lì per fare l'ascensore che sale al teatrino, non sono stati usati: ma l'ascensore è ora in costruzione, Ferrero è uno che fa e con i suoi va d'accordo, tutti uniti per far bella Crescentino, meno male. Hanno una larga maggioranza, nessuno si è sfilato come è capitato a me).

    Ha fatto più Ferrero in due anni che Greppi in 15, va detto. Anche noi non abbiamo fatto male. C'erano baruffe (che mica coinvolgevano tutti, per fortuna), ma si pedalava spediti.

    L'ex Sindaco ha un problema culturale, nel senso della visione del mondo. I suoi lunghi anni di amministrazione dimostrano che pare non conoscere il senso della parola "riqualificazione": un'idea della città nel suo insieme, che prende un'area degradata e morta come quella di Oratorio e dintorni, e la trasforma in un'area appetibile per viverla ed abitarci, ed evitare dunque la triste desertificazione del Centro ancora in atto, e generare vita.

    Se un posto è orrendo, bisogna trasformarlo. E' l'ABC delle città grandi e piccole oggi, per troppo tempo non s'è fatto nulla, e guardate con quel poco quanto già la nostra città è cambiata. Perché se tu fai (come abbiamo fatto noi) e quello che viene dopo non fa più niente, il degrado torna come se nulla fosse.

    In questi giorni mi hanno garantito che l'edificio settecentesco Palazzo Lanza di fronte al Comune, dopo 12 anni dei quali 5 di insistenze mie e poi più nulla, poi nuovamente suppongo, sta per iniziare i lavori alla facciata. Ho anche saputo che - Deo Gratias - è stato venduto Palazzo Jona, e ne sono strafelice. Due edifici storici privati del Centro verranno anch'essi riqualificati. 



    mercoledì 23 giugno 2021

    In Senato con il Premio Mimmo Càndito si parla di Assange e altri giornalisti spericolati






    Chi fosse a casa venerdì mattina alle 10 e avesse voglia di seguire un dibattito in Senato a Roma sul giornalismo internazionale più estremo, quello dei cosiddetti Whistleblowers - gente che viene a conoscenza di notizie utili e inquietanti per gli abitanti degli Stati e a volte dell'Umanità, e decide di divulgarle - potrebbe connettersi in streaming su WEBTV.SENATO.IT a questo convegno organizzato dal Premio Mimmo Càndito, e reso possibile dal fondatore dell'Associazione intitolata a Mimmo: il prof. Gian Giacomo Migone, che è stato presidente della Commissione Esteri del Senato, era un grande estimatore di Mimmo e lo volle alla direzione del mensile l'Indice dei Libri, per vent'anni e fino alla fine.

     

    Si parlerà dei casi più eclatanti: Ellsberg, Assange e Snowden, e soprattutto gli ultimi due li avete sentiti nominare. In collegamento ci saranno il papà di Assange, John Shipton (Assange cambiò cognome perché fu adottato dal secondo marito della madre) e il suo avvocato, tradotti in diretta. Ci saranno altri giornalisti di grande prestigio che si occupano di queste tematiche che hanno al centro la libertà di espressione, e la tutela del mestiere di giornalista messo ogni giorno a dura prova, con tanti colleghi che rischiano la vita. 

                  Temi cari a Mimmo, che sono al centro dell'attività dell'Associazione che presiedo.

                 E Mimmo amava Crescentino (e il gelato del Romeo), per questo che ve ne parlo.

                 

     

     

     

    domenica 13 giugno 2021

    Adieu a Don Edoardo (che diventerà parroco di Nepi) e a Don Paolo

     Il parroco Don Edoardo, e Don Paolo, lasceranno la comunità di Crescentino, presumibilmente nel mese di settembre. 

    L'annuncio è stato dato dal mitico Arcivescovo Marco a Vercelli in un incontro con il clero diocesano, nei giorni scorsi.

    Per Don Edoardo si prospetta la parrocchia di Nepi, nel Viterbese: 9.600 abitanti circa, un bel lago, un'aria salubre, una bellissima vegetazione, e la produzione di un'ottima acqua minerale che viene commercializzata con successo. Niente zanzare, se ricordo bene.

    Don Paolo è invece stato destinato in Puglia, a Monte Sant'Angelo in provincia di Foggia.

    Se non ci fosse Radio Portici,  qui le cose si saprebbero con grande ritardo. Ma la tradizione di questo mezzo povero (anche perché non costa niente) è ferrea, e talvolta ci becca.

    Il Parroco è una figura importante, nelle piccole comunità come la nostra, non solo sotto il profilo religioso ma anche per il ruolo sociale, di catalizzatore di energie, di attività che se fatte con efficacia e senza pregiudizi coinvolgono l'intera cittadinanza. Un compito delicato, un punto di riferimento tale che io ancora penso con nostalgia a Don Eusebio che parroco non era ma durante la mia adolescenza si occupava di gioventù:  quando "l'hanno mandato via" come si diceva sbrigativamente, ci ho fatto una malattia (e non solo io,  ci fu persino una manifestazione, di noi papeta, quando si seppe).

    Approfitto per ricordare la figura di Don Luigi Grandi che precedette Don Edoardo: il suo cuore somigliava al suo cognome, non ho mai visto un religioso così generoso con i poveri della sua parrocchia, aiutava con semplicità anche con le parole oltre che con la cassa, finché è stato bene.

    Il mio rapporto con Don Edoardo è stato altalenante; ne ho parlato più volte su questo blog, anche in termini non esaltanti. Durante il mio mandato, siamo stati qualche volta come Peppone e Don Camillo, anche se io non ho i baffi.

    Molti cari auguri a lui e a Don Paolo di un felice e proficuo futuro.

    (Don Gian Maria se ho capito bene resterà qui).

    mercoledì 2 giugno 2021

    Le "care" zanzare e come gli americani stanno lavorando alla loro distruzione

    Incomincia la stagione più bella, e per noi funestata dai famigerati "muschin" che sono in realtà zanzaracce pungenti.

    Qualcosa in Comune avevamo provato a fare, nei miei due mandati. Già nei Novanta iniziò la lotta biologica, in collaborazione con una Università emiliana. In pratica si individuavano le zone dove venivano deposte le uova, e venivano trattate con enzimi che impedivano la riproduzione. Un procedimento non velenoso ma costoso, che abbisognava di anni per aver risultati.

    Però si sa che io dopo 5 anni me ne vado, e arriva Greppi. Il quale cancella tutto e usa la chimica. Se ricordo bene è successo anche nel secondo mandato.

    Adesso non so se l'argomento sia stato affrontato.

    Ma ho trovato questo articolo del Wall Street Journal tradotto da Dagospia che racconta cosa si sono inventati in Florida, dove le zanzare sono qualche volta assassine. Molto interessante, l'esito di questi esperimenti, prima o poi speriamo arrivino anche da noi, e anche per i "muschin" meno molesti....sempre se  non torna Greppi (scherzo)



    ZANZARE KILLER NON CI AVRETE - IN FLORIDA UNA SOCIETA' DI BIOTECNOLOGIE STA RILASCIANDO MIGLIAIA DI ZANZARE GENETICAMENTE MODIFICATE PER CONTRASTARE LA SPECIE CHE DIFFONDE DENGUE, ZIKA E ALTRE MALATTIE INFETTIVE - I MASCHI SONO PROGRAMMATI PER TRASMETTERE UN GENE CHE NON PERMETTE ALLA FEMMINE DI SUPERARE LO STADIO DI LARVA - QUESTI INSETTI SONO ORMAI RESISTENTI AI PRODOTTI CHIMICI E ENTRO IL 2080 SI SARANNO DIFFUSI IN 159 PAESI NEL MONDO 



    Questa settimana, sull’arcipelago delle Florida Keys, le zanzare appena schiuse sciamano nei vasi di fiori umidi, negli pneumatici di scorta impregnati d'acqua, nei bidoni della spazzatura e nei canali di scolo. In sei quartieri, tuttavia, c’è qualcosa di nuovo che ronza nell'aria. Gli scienziati hanno modificato geneticamente migliaia di zanzare e, per la prima volta negli Stati Uniti, le hanno rese libere di riprodursi.

     

    Questi insetti geneticamente modificati, conosciuti con il loro numero di modello OX5034, sono una propaggine di laboratorio della zanzara Aedes aegypti che trasmette dengue, Zika e altre malattie infettive. Dopo un decennio di dibattito pubblico e ritardi normativi, questi insetti vengono rilasciati dalla Oxitec, una società di biotecnologia britannica.

    Utilizzando tecniche di ingegneria genetica, l'azienda ha alterato le zanzare maschio in modo che tramandino un gene che costringe le femmine ad aver bisogno di tetraciclina per sopravvivere. Senza, le femmine, che diffondo le malattie, muoiono quando sono ancora larve. I maschi alterati, che non pungono, cercano femmine selvatiche per accoppiarsi e diffondere il tratto letale alle generazioni future. A poco a poco, muoiono più femmine. Gli sciami si riducono e scompaiono, senza bisogno di insetticidi chimici.

     

    La sperimentazione sul campo a Florida Keys è un passo fondamentale verso l'approvazione federale dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente degli Stati Uniti, che ha concesso alla società un permesso di utilizzo sperimentale per il test. «Questo è un grosso problema», dice il biologo molecolare Anthony James dell'Università della California, Irvine, che sviluppa zanzare bioingegnerizzate ma non è coinvolto nel progetto.

     

    Secondo gli scienziati della Stanford University e dell'Università della Florida , nonché di molti analisti di salute pubblica statunitensi, le zanzare Aedes aegypti stanno diventando resistenti agli insetticidi chimici e l'aumento delle temperature sta creando le condizioni per la loro diffusione in nuove aree.

     

    Nelle Florida Keys, questi insetti, una specie invasiva, costituiscono solo il 4% delle zanzare ma sono la principale causa della diffusione di malattie. «Abbiamo bisogno di nuovi strumenti per combattere questa zanzara», ha detto Andrea Leal, direttore esecutivo del Florida Keys Mosquito Control District, dove è in corso il test.


    Una ricerca dell’Università di Washington ha mostrato che a livello globale, l'incidenza della dengue trasmessa dalle zanzare è aumentata di 30 volte negli ultimi 50 anni, causando fino a 100 milioni di casi di malattia all'anno. Le cause sono l'urbanizzazione, i viaggi e l'aumento delle temperature. Il virus provoca oltre 20.000 morti all'anno. I ricercatori dell'Università di Oxford nel Regno Unito e dell'Università di Harvard prevedono che entro il 2080 la zanzara che trasmette la malattia si sarà diffusa in 159 paesi in tutto il mondo.

     

    Zika, che può causare difetti alla nascita, infetta meno persone, ma circa cinque anni fa si è diffusa come un’epidemia in alcune parti delle Americhe. Finora, la febbre dengue è relativamente rara negli Stati Uniti, l’anno scorso a Key Largo ne sono stati segnalati 70 casi.

     

    rischio dengue in africaRISCHIO DENGUE IN AFRICA

    «Oxitec si sta preparando per i prossimi decenni, quando il cambiamento climatico farà aumentare il numero delle zanzare e le spingerà più a nord», ha detto il biologo Kevin Esvelt, direttore di Sculpting Evolution gruppo del Massachusetts Institute of Technology, che sta sviluppando nuove tecniche di modifica genetica per controllare la malattia di Lyme, le zanzare e altri parassiti.

     

    Più in generale, il test sul campo è un momento critico nell'ingegneria genetica di intere specie di insetti portatori di malattie o di qualsiasi altro animale o pianta che si riproduce sessualmente in natura. Mentre le colture geneticamente modificate sono all'ordine del giorno, gli insetti geneticamente modificati devono ancora essere ampiamente introdotti ovunque.

     

    Gray FrandsenGRAY FRANDSEN

    «È un progetto di riferimento e rappresenta per noi una grande pietra miliare aziendale», afferma Gray Frandsen, CEO di Oxitec. «Penso che sia un passo molto grande per il campo».

     

    I ricercatori di Oxitec stanno sviluppando in tutto otto specie di insetti geneticamente modificati, tra cui due tipi di zanzare che trasmettono la malaria, oltre a vermi, falene e mosche che predano raccolti preziosi. L’azienda è di proprietà della società di capitali di rischio Third Security con sede a Radford, in Virginia, e i suoi progetti sono finanziati da un mix di fondazioni e finanziatori aziendali.

     

    Il 20 maggio Frandsen ha fatto anche sapere che la società si sta impegnando per modificare una particolare zecca, che costa agli imprenditori miliardi di dollari in bestiame perso. Il progetto è finanziato dalla Bill e Melinda Gates Foundation e da Clinglobal, società di servizi per la salute degli animali con sede nella nazione insulare di Mauritius, nell'Oceano Indiano: per il progetto hanno messo sul piatto una sovvenzione di 1,3 milioni di dollari. Come è successo per le zanzare in Florida, la zecca del bestiame è diventata ampiamente resistente alle sostanze chimiche utilizzate per controllarla, anche se si diffonde in nuove aree.

     

     Ad aprile, la britannica Wellcome Trust, una delle più grandi fondazioni sanitarie di beneficenza del mondo, ha finanziato la società con 6,8 milioni di dollari per sviluppare modi per rilasciare più ampiamente le zanzare Aedes aegypti, tra cui un grande progetto pilota in tutta l'area in Brasile della durata di due anni.

     

    Ottenere l'approvazione negli Stati Uniti, tuttavia, è importante per costruire la fiducia internazionale nella nuova tecnologia, afferma il dott. Jones della UC Irvine. «Una delle critiche a Oxitec e al settore in generale in altri paesi è: se questa roba è così buona perché non la usi in casa? La cosa fondamentale era ottenere il permesso di rilasciare queste zanzare negli Stati Uniti».

     

    dengueDENGUE

    Nella guerra biologica del controllo dei parassiti, c'è sicuramente più di un modo per attaccare una zanzara, dicono i funzionari della sanità pubblica. Nelle Florida Keys, i funzionari hanno precedentemente sperimentato una tecnica che utilizza un comune microbo parassita chiamato Wolbachia. Quando le zanzare maschio portatrici di dengue con Wolbachia si accoppiano con zanzare femmine selvatiche che non hanno Wolbachia, le uova non si schiudono, secondo l'EPA e i Centers for Disease Control and Prevention.

     

    Tuttavia, per quanto riguarda la biologia e la genetica di base, la zanzara è un bersaglio sfuggente. «Hanno questa incredibile resilienza nel loro genoma», afferma Flaminia Catteruccia della Harvard TH Chan School of Public Health, che ha contribuito all'ingegneria genetica delle zanzare. «Ciò che ci hanno mostrato più e più volte è [che] se non siamo molto sottili e se cerchiamo solo di ucciderli, troveranno una via d'uscita».

     

    dengue 1DENGUE 1

    A dire il vero, non è solo l'umanità ad armeggiare con la biologia molecolare delle zanzare della Florida. i ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health hanno scoperto che il virus della dengue stesso le sta modificando geneticamente per soddisfare le sue esigenze.

     

    Secondo la loro ricerca pubblicata sulla rivista PLOS Pathogens il virus colpisce i geni che controllano il sistema immunitario dell'insetto, il suo comportamento alimentare e la sua capacità di percepire gli odori, rendendolo più affamato e più incline a mordere. In particolare, il dengue altera due geni costringendo la zanzara ad essere più lenta nel gustare i pasti, e dando al virus il tempo necessario a entrare nel flusso sanguigno umano.

    domenica 16 maggio 2021

    Nostalgia delle Giornate Fai e della prof.Balboni

     La domenica che sta per finire conclude le Giornate FAI (acronimo di Fondo Ambiente Italiano) che per qualche anno hanno allietato anche Crescentino. Quelle giornate nelle quali - come in tutta Italia - si andavano a lucidare e riscoprire i nostri tesori architettonici, che resistono a differenza di Palazzo Lanza (quello tremendo di fronte al Comune, che sarebbe bellissimo se solo i signori proprietari dopo 10 anni che gli si bacia la pantofola si decidessero a ridipingerlo; a proposito, ho visto che è caduta una persiana da Palazzo Jona, giusto per peggiorare il più bel palazzo di Crescentino: spero non sia caduta in testa a qualcuno, e tanto non lo sapremo mai).

    Bene, queste giornate FAI sono durate per tutto il mio mandato, ogni anno con gran gioia e visitatori, ma non per merito mio ci mancherebbe, bensì per merito della Prof. Magda Balboni, che sedeva all'Opposizione (soprattutto di me) in Comune, ma non per questo si ostinava a sperare che il paesello andasse a scatafascio. 

    Donna dalle importanti frequentazioni, mia collega alle Medie di Cigliano dove entrambe insegnavamo in tempi gioviali e sorridenti, la prof. Balboni ci ha fatto godere dell'appartenenza al FAI finché si è ri-ri-aperta la gestione Greppi, e ciao Ninetta come si dice qui. Le storie le sapete tutti, voi che passate di qui, inutile ricordarle.

    Altra expertise della quale ci siamo giovati, nel mio mandato e sempre senza alcun merito mio ma tutto suo di prof. Balboni ,  sono state varie stagioni di teatro all'Angelini,  del circuito regionale, con pièce di spessore e attori di livello, tanto che mi ricordo lo stupore dell'Altafini una volta che si vide entrare al Vickingo niente meno che Paolo Villaggio che voleva mangiare un boccone .

    Che magnifica esperienza pure quella, conclusa con il solito ri-ri-ri arrivo della gestione Greppi.

    Due cose bellissime in città, proposte da una signora che stava all'opposizione. Altre tempre, altri tempi. Quanto mancano. La cultura ci manca, bella gente.



    (P.S.: il Vickingo è un'altra nostalgia prorompente e inutile: anche quello era cultura, ma popolare)


    sabato 8 maggio 2021

    Roberto Rosso, che storia (e povera politica)

    L'altra sera a Linea Notte su Raitre,  quando dalla redazione di Torino ho sentito che al processo per voto di scambio politico-mafioso, l'avvocato dell'imputato Roberto Rosso ha chiesto per il suo assistito la perizia psichiatrica, prima ho pensato "ma che linea difensiva è questa", però poi quando lo stesso Rosso ha dichiarato di avere un disturbo bipolare, un po' mi ha fatto pena.

    Nel disturbo bipolare si alternano, appunto, stati d'animo contrapposti: positività o euforia, e subito dopo depressione e altri umori che possono persino portare al suicidio.

    Può essere una linea di difesa e niente più. 

    Mi sono ricordata che le poche volte che ho incontrato Rosso, a Roma all'aeroporto, o su un volo di linea, o forse anche a Torino, l'ho sempre trovato un po' sopra le righe, di quelli che debbono per forza fare i simpatici e i personaggi: conosco pochissimi politici, ma lui mi è sempre sembrato una persona "esagerata".

    Anche tutti i salti della quaglia che ha fatto, all'improvviso, da un partito all'altro, riflettono secondo me un'attitudine poco concreta, come di qualcuno in preda a se stesso e alla ricerca di un risultato indipendentemente dal percorso che si compie, e non si capisce per quale risultato se non per rimanere a galla. 

    E mi sono detta che un minimo di narcisismo c'è dentro tutti coloro che tentano l'avventura politica: me compresa, che però non ho mai ma mai pensato di saltare il fosso oltre l'incarico di sindaca,  e ho pagato per questo incarico (ben volentieri) prezzi professionali. Invece  Rosso ha fatto un percorso importante, a grandi livelli, è stato deputato di Forza Italia per varie legislature, è stato anche sottosegretario; un politico navigato che poi parte per la tangente e lascia la vicepresidenza della Regione con Cota  per una serie di rocamboleschi cambiamenti che lo fanno arrivare fino a questi tristi giorni. Incredibile. 

    Ha confessato, al processo, che le campagne elettorali lo eccitavano molto:"erano una droga".

    Va bene, linea difensiva. 

    Ma cos'è la politica? "Sangue e merda" dicono alcuni.

    Anche qui nel nostro piccolo, ho visto tanta gente in questi 10 anni di esperienza da sindaca, che durante il mandato si trasfigurava, cambiava carattere, aveva gli occhi fuori dalle orbite, perdeva il senso della realtà, diventava cattiva mentre "dopo" finiva per portare quietamente a spasso il cane.  Ho visto narcisi impenitenti lavorare ai fianchi personaggi deboli per ridurli ai propri fini, e guadagnarci un pugno di mosche. Una tristezza, una miseria umana. 

    Insomma, sono in tanti a perdere di vista la realtà quando entrano nei meccanismi della politica, come se a muovere alcuni fosse una questione personale di vita o di morte, e non il fatto di cercare di dare una mano a migliorare la propria comunità, la regione o l'intero Paese. 

    Mah.



    martedì 4 maggio 2021

    Commissione Edilizia, mamma li turchi

    Ho avuto un sobbalzo leggendo sui giornali locali che l'Amministrazione Comunale di Crescentino ha deciso di ripristinare la famigerata Commissione Edilizia. Con grande fatica e molte parole eravamo riusciti ad eliminarla, e porre così fine a un rituale antico la cui tradizione sembrava non doversi estinguere mai.
    Ma perché, perché? 
    L'unico motivo plausibile può essere che l'ufficio è sguarnito, e non ce la fa a evadere le pratiche. Situazione che proviene dal retaggio di una mentalità precedente,  incapace di pensare al futuro, dalla logica del vivere giorno per giorno.
    Ma anche così mi sembra una decisione molto audace.
    Esserci, nella Commissione, per un professionista - un geometra un architetto un ingegnere - è certo un sovraccarico di lavoro, ma ripagato dalla conoscenza di quanto accade sotto il cielo della Città, e di poter influire nella costruzione di una decisione.
    Il che, di per sé, potrebbe anche essere un vantaggio per la Città stessa, se gli spiriti fossero puri e votati solamente al bene collettivo.
    Ma la natura umana è condizionabile.
    In tanto tempo di presidenza della Commissione, ho ascoltato spesso fino a notte fonda contese sul filo di lana, tradizionalisti contro modernisti, modi diversissimi di intendere la visione di un progetto e la sua realizzazione. Lotte fra chi spaccava il capello in quattro e chi difendeva il senso logico delle cose.
    Ricordo gli elenchi lunghi di progetti di (quasi tutti) coloro che erano all'interno della Commissione, e quelli corti di chi non c'era, in quella situazione privilegiata. Si crea questa logica. 
    E' questo che si vuole?
    Ma perché, perché?



    mercoledì 21 aprile 2021

    Finché c'è Speranza c'è vita

     Nota breve

    "Le decisioni le abbiamo prese insieme, in cabina di regia. Francamente fatico a comprendere", ha detto il Primo Ministro Draghi quando Salvini ha annunciato che la Lega si asterrà sul mantenimento delle ore 22 per la chiusura dei ristoranti e bar, in attesa dei dati dei 15 giorni successivi. 

    Trovo che Salvini sia di una spregiudicatezza grottesca. Non è il solo, c'è un'indifferenza generale pazzesca rispetto ai numeri quotidiani di nuovi contagiati e defunti che ogni giorno vengono resi noti. Anche gli attacchi al ministro Speranza - che fa con serietà e senza cinema il suo difficile mestiere al dicastero della Salute e non della morte - denotano molte appartenenze a quel club del proverbio "Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito".

    La pandemia non è passata, si apre in fondo perché la gente non ne può più: ma non ci sono state le stesse reazioni sconsiderate in Germania o Inghilterra nei lockdown più duri che sono proseguiti anche con numeri molto migliori dei nostri.

    Dove credono di andare queste persone che dovrebbero rappresentarci, se si sfascia questa situazione governativa? Nessun partito ha persone in grado di affrontare ciò che sta affrontando Draghi, stimato in tutto il mondo per le sue capacità.




    giovedì 25 febbraio 2021

    No, non ho il Covid

     ... e aggiungerei al titolo "grazie a Dio", perché sarebbe proprio uno sgarbo del destino se me lo fossi beccato dopo un anno di eremitaggio.

    Però la voce circola e un motivo c'è. Domenica scorsa, stufa davvero di stare a casa, mi sono avventurata in un locale:  non c'erano più di 6 o 7 persone, tutte belle distanziate.  

    Lunedì pomeriggio mi ha telefonato una persona, e mi ha detto che lì dentro, domenica, c'era qualcuno positivo al Covid. 

    Ops.

    Mi sono subito ricordata che il personale era dotato di mascherina e guanti. Mi sono ricordata anche di non esser venuta a contatto con alcuno. Dunque non ho mai avuto seriamente il dubbio di aver preso la bestiaccia, ma come di dovere e come suggerito dal mio medico, ho prenotato un tampone per stamattina, giovedì, e per tre giorni son rimasta in casa senza vedere nessuno.

    Avevo così tanto da scrivere, che mi ha quasi fatto comodo (lo dico adesso che son tranquilla, eh).

    Martedì mattina mi chiama la storica amica Anna Andreotti, che è tradizionalmente una persona sempre informata dei fatti, e dice:

    "Marinella ma l'è vei ca t'ei al Covid?". 

    Io mi sono messa a ridere e le ho raccontato l'episodio. E lei mi ha detto che la domenica crescentinese era stata un'esplosione di contagi, negozi chiusi sotto i portici, e persino due dipendenti del Comune alle prese con la bestiaccia. Sanificazione, e si va avanti. Ormai è così.

    Non sarei stata a raccontare tutta questa storia, se non fosse che oggi all'ora di pranzo mi ha telefonato un altro amico amatissimo, e mi ha fatto la stessa domanda della Anna, ma in italiano.

    Gli ho raccontato della Anna, e lui: "Ma sai, io sono uscito solo stamattina e ne ho sapute di ogni".

    Mi sono messa a ridere: "Sei in ritardo!".

    Ridevo perché stamattina il tampone aveva dato esito negativo. 

    Altrimenti ci sarebbe stato poco da ridere.

    Vediamo tutti che i contagi aumentano, in modo inversamente proporzionale ai vaccini. Dobbiamo stare attenti tutti e stringere i denti. La Quaresima già è stata prorogata fino a dopo Pasqua, con dentro il mio compleanno.

    Tanto io a mangiare fuori non ci vado più, fino a chissà quando. 


    giovedì 11 febbraio 2021

    La recensione permanente di Crescentino

    Mentre i lavori proseguono per cercare di dare con Draghi una via d'uscita all'Italia, mai così in basso purtroppo, si volge lo sguardo al Paesello per trovare un po' di consolazione, e tanta non ce n'è nemmeno qui, in questo periodo amaro di pandemia. Sotto i portici lato destro andando verso il Comune, dalla Angelina del Gianduja fino a Balzala-Tione, non c'è più un negozio aperto: l'ultimo ad alzare bandiera bianca è stato il signore calabrese che avventurosamente aveva aperto un'attività di vendita scarpe e riparazioni, e ha resistito prima di tirare giù la serranda. 

    Aspettiamo dunque che l'Italia, e con essa Crescentino, risorgano sull'onda di ciò che il nuovo Governo riuscirà a rimettere in piedi. Non sarà questione di giorni. 

    Dalle nostre parti, non ho nulla da rimproverare all'Amministrazione. Conosco bene per aver amministrato nell'epoca altrettanto dura seguita alla crisi del 2008 (di tutto il mondo ma anche nostra, coincisa con la chiusura della Teksid). In più, la pandemia che taglia le gambe anche all'economia. Vittorio Ferrero e i suoi, si sono poi ritrovati il Municipio quasi deserto di dipendenti; la gestione precedente non era del genere di quelle che guardano al futuro, i noti vergognosi fatti dell'anagrafe hanno peggiorato la situazione, e meno male che i Ragazzi sono riusciti ora a promuovere due concorsi, uno per la Segreteria e uno per gli Uffici tecnici che sono veramente a mal partito dopo la fuga di alcuni dipendenti cruciali.

    Io non ho niente contro l'ex Vicesindaco (non il mio), solo penso ogni tanto alla Ragioneria appena dipinta che perdeva subito colore. Ma da poco ho letto una intervista nella quale egli accusa l'amministrazione in carica di aver fatto solo il 30 per cento di ciò che - avevano promesso - avrebbero realizzato in cento giorni. E mi viene anche da sorridere, leggendo l'ex vice che si cimenta nel ricordo delle proprie imprese passate, in un elenco che comprende l'ordinaria amministrazione e le minuzie dei lavori pubblici. 

    Al di là di tale querelle, penso che ciò che qualifica l'attività di un Sindaco con la sua Giunta, sia la visione. Cioè, non solo mettere le pezze (i tacun), ma guardare lontano e operare per un progetto di città o paesello. Diverso (meno impegnativo) è mantenere le cose come stanno. 

    Mi sono tante volte avventurata, con i miei compagni di strada, verso progetti che restituissero una dignità visiva e culturale alla città. Molte volte è andata bene, ma ho avuto anche sconfitte che hanno fatto felice tanta gente: perché non pensavano alla città e ai vantaggi dei quali tutti avrebbero potuto godere, ma si divertivano a vedere me in difficoltà. La famosa storia di quello che si taglia gli attributi per far dispetto alla moglie. 

    Con Vittorio e i suoi - partiti con quell' operazione pulizia che ha reso loro onore e ha ridato decenza al nostro ambiente - il tono oppositorio è da recensione permanente: ovvero accompagnare il mandato di chi ti ha seguito, facendogli le pulci nel dettaglio. Il massimo, ho letto, è stato di coloro che si sono vantati di cose che l'amministrazione in carica sta facendo, commentando con malizia: "stanno facendo quella cosa lì che avevo progettato io", come se beccassero uno che gli ha copiato il compito. Ma perché non l'avete fatto voi, brava gente?

    Il mondo va così, noi italiani di più; e lo abbiamo visto bene in questi giorni dell'ennesima e più drammatica crisi del nostro Paese, in piena pandemia. "Noi siamo da sempre calpesti e derisi/perché non siam popolo perché siam divisi", canta il nostro inno nazionale. Qualche ragione ci sarà.


    martedì 2 febbraio 2021

    Mattarella convoca Draghi, finisce l'era della politica pasticciona?

     Il 2 febbraio 2021 sarà ricordato come il giorno più terribile della nostra Repubblica dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Una data che sancisce l'incapacità di una classe politica di essere adeguata a una situazione gravissima sanitaria, sociale, economica. Una situazione mai affrontata, e annegata nelle ragioni di interessi non superiori e collettivi, ma particolari.

    Penso che nulla sarà più come prima: forse... perché i M5S sono spaccati, LEU pensa di non votarlo, etc etc

    Il martirio dell'Italia potrebbe non essere ancora finito.

    Grazie comunque a Mattarella per la bella lavata di capo che ha fatto a tutti i parlamentari, prima di annunciare l'inevitabilità di un Governo tecnico, e  la convocazione di Mario Draghi.


    martedì 26 gennaio 2021

    Le due sindache leghiste che si fanno notare nel Vercellese

     Dopo Michela Rosetta, la sindaca (che si è dimessa dopo l'arresto) di San Germano, ancora ai domiciliari con l'accusa per aver distribuito pacchi alimentari "da sfigati" ai poveri e agli immigrati,  un'altra sindaca leghista è stata svegliata martedì mattina dai carabinieri: è Anna Maria Ranghino, di Olcenengo, al suo secondo mandato, che con l'assessore Menino è indagata (senza manette) per abuso d'ufficio e falso. L'accusa è di avere  nel 2018 approvato in giunta un piano esecutivo convenzionato prima che fosse pubblicato all'Albo Pretorio del Comune e che fosse scaduto il termine per le osservazioni. Il titolare dell'impresa che risulta avvantaggiato dall'operazione è casualmente il vicesindaco di Olcenengo, Luigino Pierin. Una vicenda delicata, resa più sensibile dal fatto che la Ranghino, leggo, è responsabile del servizio di Polizia Stradale della Provincia. 

    Il settore dell'Urbanistica, del resto, è quello che in un Comune più ha bisogno di dipendenti e assessori con la schiena dritta: ci ho fatto una interessante esperienza nel mio primo mandato con personaggi di primo piano nella nostra città, e tante volte ho dovuto frequentare il Tribunale di Vercelli. C'è gente - che non ti aspetteresti mai - che agisce con grande disinvoltura, bisogna sempre stare con le orecchie dritte. 

    Ma se questi sono reati molto sgradevoli sotto il profilo morale oltre che giudiziario, quelli dei quali è accusata l'altra sindaca leghista di San Germano, Michela Rosetta, gridano vendetta anche sotto il profilo umano, e sono il risvolto pratico e agghiacciante sulla terraferma dei comportamenti di Salvini con i migranti a bordo delle ONG. Con l'ex assessore Carrando, intercettati al telefono,  parlavano della distribuzione dei pacchi alimentari decidendo di penalizzare i poveri, per lo più musulmani, dando loro carne di maiale che notoriamente non fa parte della loro dieta, e acquistando invece con 9 mila euro di fondi Covid, mazzancolle e capesante (piatti sopraffini nei ristoranti di pesce) che finivano a chi non ne aveva diritto. E fosse solo quello.

    L'iter giudiziario farà chiarezza. Prendo queste notizie da un reportage del Fatto Quotidiano, dov'è uscito un pezzo tagliente di Gad Lerner, che abitando a Odalengo Grande in Monferrato non proprio lontano da noi, si è fiondato fra le risaie a parlare con i poveretti. Che gli hanno raccontato: <Mi elencano una sequela quotidiana di atti ostili, a cominciare dai certificati di residenza negati... "Torna pure dal tuo negro che tanto io la residenza non te la do'" si è sentita rispondere dalla Rosetta>.

    Ciò che mi stordisce è che una donna, per una ideologia di quel genere, si sbarazzi di ogni tipo di sensibilità umana, di istintiva disponibilità, tipica da sempre delle donne. Non è certo questa la parità che s'insegue. Santo Cielo.


     



    martedì 19 gennaio 2021

    Mimmo Cándito e le sue guerre d’indipendenza: ecco lo streaming del Circolo dei Lettori

    Magari lo 0,01 per cento della popolazione crescentinese potrebbe essere interessata a seguire lo streaming del Circolo dei Lettori che vi posto qui con non poca fatica (sono poco tecnologica) dove si parla del premio "Mimmo Càndito - Giornalismo a Testa Alta" e dei due vincitori della prima edizione, che ascolterete: Simona Carnino e Marco Benedettelli. Gli altri due sono: il prof. Gian Giacomo Migone, che spiega un po' la storia e le caratteristiche di Mimmo. E' lui che ha inventato il premio (ex senatore, professore universitario, fondatore del mensile "L'indice dei libri" che Mimmo ha diretto per 17 anni); e da Roma il prof. Alessandro Triulzi, docente universitario e africanista, presidente della Giuria che ha scelto i vincitori. Una persona straordinaria, per me, e lo capirete subito.





     

    lunedì 18 gennaio 2021

    Il compleanno di un messaggio mai pubblicato

     


    Non state a spezzarvi gli occhi cercando di leggere. Ve lo copio subito:
    "E' proprio vero come dice Mosca da Novo che questo blog non lo caga più nessuno perché era una vera presa in giro messa su per il periodo elettorale etc etc...". Il resto non l'ho capito e ve lo risparmio.

    Il firmatario era "Franco".  Il bello è che il messaggio era arrivato giusto un anno fa, il 17 gennaio 2020, quando ancora la nostra vita era normale e non sapevamo cosa fosse il Covid.
     
    Si trattava evidentemente di un mio fan. Non lo avevo pubblicato ma neanche cancellato, mi sembra carino adesso far gli auguri di compleanno a queste poche righe rimaste lì per tanto tempo, e dire semplicemente a questo Franco che io non ho mai preso in giro nessuno né inteso farlo,  e ho tenuto il blog perché sono appassionata delle cose del mio Paesello e mi piace ogni tanto intervenire, anche se i blog non sono più di moda. Scriverò qui  finché mi verrà l'ispirazione per fare delle considerazioni che magari qualcuno riterrà utili o almeno interessanti. Vedo che le letture non mancano e mi fa piacere. 

    Non so di cosa si parlasse in quel post, tantomeno so di cosa si parlasse da Mauro Novo. In fondo è normale che l'avvocato Mosca ancora nel 2020 facesse delle battute o scrivesse cattiverie su di me, quasi mi preoccuperei del contrario. Ognuno ha le sue fisse, e anche io ho le mie.
    Ma il tempo passa, io ho sofferto abbastanza per dolori seri e anche (ma meno) per il mobbing che ho subito e che comunque non dimentico. 
    Buona settimana





    sabato 9 gennaio 2021

    La cantina delle scorie nucleari? Il Piemonte è sempre il favorito (e Saluggia dimentica se stessa)

     Discorso doloroso, per le nostre parti. Alla vigilia dell'Epifania è stata pubblicata la mappa delle 67 aree sul territorio italiano potenzialmente adatte a ospitare il nuovo deposito dei rifiuti radioattivi italiani. 

    Sappiamo tutti che circa il 90 per cento delle scorie nucleari italiane riposa sotto il cielo romantico di Saluggia; un altro poco a Trino, e quel che resta fra Ispra e non so dove. Dunque siamo i titolari delle scorie italiane, noi piemontesi, e non intendo fare del patriottismo alla rovescia ma dire soltanto che così è.

    Ho perso giorni a leggere tutto quel che è uscito su questo argomento. Sarà colpa mia, avrò saltato qualcosa: ma di Saluggia e della sua primogenitura nella conservazione delle scorie (non certo un trofeo) non sono riuscita MAI a trovare nemmeno il nome.

    Che significa? Che Saluggia non ha aperto bocca, mai. Mai si è lamentata, mai ha fatto una piccolissima protesta in piazza, metti 10 persone con un cartello, che i media avrebbero certo registrato. Dico i cittadini, dei quali uno importante per le tematiche ambientali, di lui ho letto di tutto, sarà distrazione mia ma mai delle scorie del suo paese.

    Che significa, ancora? Significa che quando le rassegne web e stampa arrivano alla Sogin, i Boss leggono che dalle nostre parti è tutto tranquillo, son tutti contenti. E ne tengono conto.

    Non per niente noi comuni intorno a Saluggia prendiamo i fondi di Scanzano a parziale risarcimento del pericolo sempre teorico ma sempre presente: mica si chiamano fondi Saluggia. Quelli incassano e stanno zitti.

    Non a caso, fra le 67 aree individuate in Italia per il deposito, ben 12 ritenute le più idonee sono in Piemonte, alcune a pochi chilometri da Saluggia, come Mazzé, Rondissone e Caluso. Nell'idoneità ci sarà anche la predisposizione della popolazione a non disturbare i lavori della Sogin? Penso di sì.

    Capito cara gente mia come vanno le cose?

    Dell'unico piemontese di cui si parla, il mitico sindaco di Trino, Pane, se ne parla perché le scorie le vorrebbe tutte lui, e che je frega direbbero a Roma se c'è il Po a due centimetri.

    L'ignoranza ci rende servi. Servi sciocchi e pronti al pericolo. Ne abbiamo visti tanti in tv, in questi giorni. 



    giovedì 31 dicembre 2020

    Buon Anno (senza strafare)

    Filastrocca di Capodanno:
    fammi gli auguri per tutto l’anno:

    voglio un gennaio col sole d’aprile,
    un luglio fresco, un marzo gentile;

    voglio un giorno senza sera,
    voglio un mare senza bufera;

    voglio un pane sempre fresco,
    sul cipresso il fiore del pesco;

    che siano amici il gatto e il cane,
    che diano latte le fontane.

    Se voglio troppo, non darmi niente,
    dammi una faccia allegra solamente.


    (filastrocca di Gianni Rodari, la cui morale contemporanea sarebbe che non bisogna pretendere troppo dal 2021 in arrivo, visto ciò che ci sta ancora toccando)

    mercoledì 30 dicembre 2020

    La Spoon River di Crescentino

     Fra il 1914 e il 1915 il poeta statunitense Edgar Lee Master pubblicò sul Mirror di Saint Louis, Missouri, poesie che avrebbero formato l'Antologia di Spoon River, un paesino immaginario. Il successo fu straordinario. Masters immaginava l'epitaffio dei morti di Spoon River, che raccontavano la loro vita prendendosi tutte le libertà di chi, ormai nell'aldilà, non aveva più niente da nascondere. La prima edizione in italiano fu a cura di Fernanda Pivano, nel 1943, dopo una lunga lotta contro il regime che non amava la cultura anglosassone per ovvi motivi.

    Non è che voglio riempirvi le tasche di Spoon River, ma questa antologia mi è venuta in mente questa settimana, passando davanti alla Parrocchia e vedendo 5 manifesti 5 che annunciavano la morte di altrettanti nostri concittadini.

    E poiché noi che abbiamo compiuto 18 anni parecchie volte ci conosciamo tutti, almeno di vista, o magari per ricordi di infanzia, ho sentito dentro un gelo, pensando a una comunità che perde la sua memoria di questi decenni e dell'altro secolo, con queste persone che se ne vanno via.

    Beppe Cipolla, che la memoria coltivava e diffondeva nei suoi libri, che vedevo spesso con il cappello da alpino come mio papà, mi ha stretto il cuore. Si è portato via con sé i miei ricordi di bambina, di quando andavo sempre con mio papà nella cartoleria di famiglia in via Roma, di fronte alla Corona Grossa, e dietro il banco c'era suo padre (un signore distinto, con gli occhiali d'oro) lo stesso Beppe e sua sorella Graziella, che adoravo e non ho mai più visto. Ricordo persino quando dietro il banco si aggiunse sua moglie. 

    Parlava poco, Beppe, almeno con me negli anni più recenti, non so se fosse per diffidenza verso una sinistrorsa un po' sui generis. Lui era un democristiano doc. Ognuno con la sua testa, ma quando lo vedevo mi rallegravo perché pensavo alla mia infanzia. Mi ricordo che gli sorridevo sempre. In fondo, riportiamo tutto a noi.

    L'Emilio Dappiano faceva l'Avviamento quando io ero alle Medie, me lo ricordo timido e buono. Poi la sua immagine è diventata una cosa sola con il suo tamburo, mi piaceva seguirlo singolarmente quando la Banda intonava l'Inno Nazionale e lui lì era perfetto, c'è un passaggio difficile ma non sbagliava mai un colpo. Il suo strumento è importante nell'Inno. Capitava che ci scambiassimo amarezze, lui responsabile della Banda e io Sindaca, ed erano più o meno dello stesso tipo e alla fine sorridevamo anche. 

    Invece il Beppe Moretto, cugino dell'Emilio, è stato la prima persona con la pelle scura che ho visto da bambina. Vivace, gli occhi brillanti, ossuto e pieno di riccioli. Arrivò con la sua famiglia, il fratello che già non c'è più, la bellissima sorella Carla della quale diventai amica. Aveva questa mamma d'ebano, con un portamento che a me pareva regale. Mi raccontavano che suo padre era andato in Etiopia (spero di non sbagliarmi) per lavoro e lì aveva conosciuto questa signora e avevano messo su famiglia. Negli ultimi anni era venuto a trovarmi in Municipio per una cosa che lo faceva arrabbiare, e mi fece impressione vederlo privo di energie, non stava neanche bene e si lamentava. 

    Ecco si potrebbero scrivere chissà quanti epitaffi come per Spoon River, dei nostri concittadini che se ne sono andati in un anno in cui ci sono stati morti a bizzeffe. Ma per me, per esempio loro tre, sono più significativi di Maradona. Perché hanno fatto parte della mia vita, e li penso spesso. 


    giovedì 24 dicembre 2020

    Buon Natale a Crescentino (il Natale più strano dai tempi dei tempi)

     


    ALLA VIGILIA DI NATALE 

    Oggi siamo seduti, alla vigiliaBertolt Brecht
    di Natale, noi, gente misera,
    in una gelida stanzetta,
    il vento corre fuori, il vento entra.
    Vieni, buon Signore Gesù, da noi, volgi lo sguardo:
    perché tu ci sei davvero necessario.


    Bertolt Brecht

    (1898-1956)

    domenica 20 dicembre 2020

    Noi, il virus, il Natale

     Sembra una vendetta divina che Boris Johnson, il leader di Gran Bretagna che un tempo si faceva beffe del virus e poi finì malato, sia anche stato costretto ad autodenunciare una variante del Covid, una mutazione in un'altra versione più veloce, velocissima cioè ad infettare la gente, prima di chiudere a chiave il suo ex Impero. 

    I contatti aerei e i treni dall'Inghilterra con il resto d'Europa sono stati interrotti nella giornata di domenica 20, ma ormai "la bestia nuova" gira già per Danimarca e Olanda, e nel tg7 della sera ho sentito che al Celio di Roma era arrivata una coppia già affetta da questo nuovo Covid di Natale (un bel regalino, eh): ma immunologi hanno poco dopo spiegato che il vaccino in arrivo sarà utile anche per quest'ultimo (mal)venuto. 

    In questo frangente nel quale non si vede ancora una nuova alba, penso spesso ai negazionisti. A quel cretinetti del deputato tedesco Thomas Seitz del partito nazionalista AfD che si è presentato in Parlamento per beffa con una mascherina arancione a rete, ed è stato poi ricoverato puntualmente per Covid. 

    Penso a quei partiti di destra (non sono tutti) che hanno fatto opposizione con  discorsi assurdi, pronunciati da persone non responsabili, mostrando un senso della collettività pari a zero, in una situazione come questa quando arrivavano e arrivano i DPCM (spesso confusi) per cercare di abbassare il tasso di infettività e mortalità che continua ad ammorbare l'Italia. 

    Penso a quell'industriale di Recanati, Guzzini, un altro genio, che lamentandosi della produttività scarsa ha invitato ad andare avanti come se niente fosse dicendo: "E se c'è qualche morto in più, pazienza".

    In ogni angolo di città e anche nel nostro paesello c'è sempre qualcuno che fa il suo piccolo comizio di analogo tenore, come se fosse dotato di superpoteri e avesse in tasca la sicurezza che le cose vanno male perché non si fa come dice lui. Ne ho visti tanti sclerale, spero si ripiglino. 

    Siamo un Paese disperato, senza soldi e fra i primi in Europa per morti di Covid e infettati, e c'è chi fa lo splendido. Sono esempi tristi, malinconici, di intelligenza annebbiata, di gente che non ricorda la storia, e preferisce urlare alla Luna.

    Se ne incontrate qualcuno, intanto mantenete la distanza. E lasciateli parlare, non hanno i nervi saldi, non riescono a far fronte alle circostanze. 

    Intanto il nostro Paesello ha perso tanti suoi abitanti, incappati nelle maglie della Bestiaccia. Un pensiero affettuoso va a Emilio Dappiano,  già dirigente della nostra Banda, che dolore che se ne sia andato, lui con quel sorriso timido e bonario.

    Eppure qui mi sembra il posto più sicuro del mondo. State attenti, ragazzi miei, ragazze mie di tutte le età. Siamo quattro gatti in giro accidenti, come si fa??

    Arriverà, questo benedetto vaccino. E quando tutto questo finirà, tanti di costoro, i negazionisti, i furbacchioni, gli urlanti, saranno in prima fila a spiegare che loro avevano capito tutto fin dagli inizi, ma non erano stati creduti (o più spesso, erano stati mal interpretati). 



    domenica 6 dicembre 2020

    Dal letame nascono i fior

     


    Ho fatto i conti e ho visto che sono 25 anni (dal 1995) che sono preoccupata per il commercio del nostro Paesello. In quell'anno, primo del mio primo mandato, con Enzio Pistochini e altri commercianti mettemmo in piedi il concetto di "Centro commerciale naturale", che vedo si sta propagando nuovamente. Aspettavamo un finanziamento dalla Regione, che era di destra, e l'assessore (forse Picchetto, biellese) mi ricevette ascoltò disse "vedrò" e buonanotte al secchio. La destra fa sempre così, la sinistra no  va detto per onestà nei confronti dei fatti.

    25 anni fa eravamo già preoccupati dei Centri Commerciali, che come si vede sono arrivati in massa e hanno affossato il piccolo e grande commercio nei villaggi e nelle metropoli.

    Ma questo filmato che vedete qui sopra, uscito da pochi giorni, per aiutare i nostri negozi rimasti aperti, che soffrono per l'impatto Covid, mi ha colpita piacevolmente e mi ha fatto ricordare il verso "dal letame nascono i fior" di De André, nella canzone "Via del Campo".

    Da una situazione orribile come quella che stiamo attraversando, è nata infatti la volontà dei commercianti di Crescentino di cercare di prendere in mano il proprio destino, e questo video colleziona i loro visi simpatici e/o timidi, con la solita occhiata perplessa della Angela del Gianduia che anche sotto la mascherina non si smentisce e mi ha fatta sorridere, con Luciano di Pistochini con le mani in tasca nel suo negozio accanto a Patrizia, con Moreno e la moglie, insomma non posso mica citarli tutti, però tutti questi nostri volti crescentinesi collezionati nel video (del quale sia chiaro non so nulla e chiedo scusa alla Compagnia delle Botteghe che ha messo su l'iniziativa) mostrano una volontà di uscire dal "papettismo" e provare a darsi da fare per tirare su almeno la stagione natalizia, e imparare a collaborare com'è avvenuto per il video.
    Coraggio ragazze e ragazzi, noi tutti siamo qui e vi verremo a trovare, sotto le vostre mascherine tornerà il sorriso anche alla Angela, è una lezione che tutti quanti dobbiamo imparare. L'unione ha sempre fatto la forza. 
    Unica obiezione al video: ci voleva una canzone italiana eddai.

    mercoledì 11 novembre 2020

    Spodestiamo Amazon

     Da un bravissimo operatore commerciale del nostro paesello mi è arrivato questo appello accorato, con la preghiera di diffusione


    Per lo shopping natalizio facciamo una cosa utile a noi e non a chi non paga le tasse in Italia.
    *Chiedi ad amici e familiare un buono acquisto per un'attività locale che potrebbe essere in difficoltà.*
    Librerie, ristoranti, parrucchieri, estetisti, teatri, cinema, artigiani, commercianti, qualunque cosa ti interessi o ti serva.
    Sperando che ciò li aiuti a non chiudere le loro attività.
    *Fai girare questo messaggio a tutti i tuoi amici* Se ognuno di noi lo manda a 10 amici possiamo farlo arrivare a tutti in poco tempo e migliorare la situazione della nostra economia facendo sì che i soldi delle tredicesime rimangano in Italia e *non a foraggiare la sanguisuga Amazon*
    **Contro lo spot di Amazon che incoraggia ad anticipare gli acquisti di Natale gira questo messaggio: compra italiano!!!*

    Copia questo messaggio e incollalo ovunque.*
    Grazie, anche da parte di quelli che non ce la fanno più.

    Accolgo volentieri l'appello, e rifletto sul fatto che tutti i negozi chiusi da lockdown in Crescentino potrebbero consorziarsi e costruire (in fretta ormai) un sito dove esporre le loro merci e accettare ordini di magliette, spaghetti, bracciali occhiali frigoriferi e quant'altro con questo metodo e con i dovuti prezzi speciali. Ricevere ordini, prendere la bici (non per il frigorifero, non è consigliabile) e portare le cose a casa agli acquirenti (verificate se è possibile eh) facendosi pagare sulla porta. 

    Secondo me in questo periodo la cosa potrebbe funzionare. Con i tempi che corrono, la faccenda potrebbe essere lunga. Sempre meglio provarci, almeno, invece di stare a casa a lamentarsi. Fatemi sapere, magari vi viene un'altra idea migliore della mia, ma almeno cerchiamo di uscire dal tunnel senza farci del male.