martedì 16 febbraio 2010

Masoero e le tre ipotesi. Salta la candidatura

(da "La Stampa" del 16 febbraio 2010)

ROBERTA MARTINI
VERCELLI
Sono tre gli episodi di concussione che la procura contesta al presidente della Provincia, Renzo Masoero. E sarebbero avvenuti in tre tempi diversi. Nell’ipotesi dell’accusa, il presidente avrebbe fatto tutto da solo. Senza coinvolgere altre persone. Da Palazzo di giustizia arrivano le prime conferme all’inchiesta che da giovedì ha provocato uno sconquasso nel modo politico vercellese: la procura non entra nel merito degli episodi, ma sottolinea che la difesa del presidente, agli arresti domiciliari sino a giovedì, «non contesta i fatti nella loro materialità», «ne contesta invece l’interpretazione». «Al momento il gip - aggiunge la procura - ha valutato come corretta la nostra interpretazione, ma noi stessi saremo i primi a cambiare idea se i fatti ci porteranno in questa direzione».Nessuno conferma quali siano i tre episodi, ma potrebbe trattarsi della somma di 10 mila euro, versata dal piccolo imprenditore di Santhià Gianni Tomalino, proprio giovedì, della somma che avrebbe versato (su richiesta) l’addetto stampa della Provincia, Luigi Guelpa, per alcuni mesi del 2004, ed infine una somma collegata all’appalto per la cava Ballina, la grande area alla periferia di Livorno Ferraris, che il Comune vorrebbe trasformare in discarica per inerti. Questa volta a pagare sarebbe stata una delle ditte interessate al mega appalto. «Abbiamo chiesto una misura cautelare per un tempo limitato - sostiene la procura -, un tempo ragionevole anche a tutela dell’indagato. E in questi giorni abbiamo sentito testi dell’accusa ma anche testimoni a difesa». Da venerdì Renzo Masoero potrà tornare libero e la procura, al momento, non sembra pensare ad altre misure interdittive.Dalla sua casa di Livorno Ferraris, il presidente della Provincia non può parlare. Ma si affida al suo avvocato, Andrea Corsaro, che da ieri è stato affiancato dal legale torinese Alberto Vittone: «Il presidente - spiega l’avvocato e sindaco di Vercelli -, pur essendo certo di chiarire la sua posizione, ha deciso di non presentare la sua candidatura alle elezioni regionali». E lo ha detto anche ai magistrati. Già ieri sera il Pdl ha scelto di candidare Alberto Cortopassi tanto nel listino che nel proporzionale.Per la procura però l’inchiesta non sarebbe originata da una faida interna al Pdl: «Non vediamo una relazione con le attuali elezioni amministrative. Anzi ci ha contrariato la necessità di intervenire proprio in questo momento». Ieri sono continuati gli interrogatori (è stato sentito brevemente anche il coordinatore del Pdl provinciale Alberto Cortopassi) e a Palazzo dei Barnabiti sono stati sequestrati i computer nell’ufficio del presidente e in segreteria. Proprio in un computer potrebbe esserci un elemento utile a suffragare una delle ipotesi d’accusa.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Siamo qui ad aspettare le notizie goccia a goccia, grazie Marinella per portare sul Web un po' di informazione fuori dai pettegolezzi. Voglio vedere come si muoverà ora il Pdl. Solidarietà incondizionata?
Giovanni A.

Saint-Just ha detto...

Come si muoverà..... ma si è già mosso, insieme alla Lega ha approvato una mozione di solidarietà al Presidente.
Più chiaro di così.
Dovrebbe intervenire Napolitano.
Brutto inizio di campagna elettorale per Roberto Cota.
Saluti

Anonimo ha detto...

A costoro ha portato male lo sfilamento della Presidenza della Scuola da Crescentino. Chissà che d'ora in avanti non stiano più attenti, e comunque lei sindaca è avvertita: come minimo, non ci si può fidare, della Provincia di Vercelli. Poveri noi.
Pinotto

Anonimo ha detto...

Marinella ho letto su un altro blog che dicono che qui non passa mai nessuno. A me pare proprio di no, magari non scriveranno ma l'informazione più precisa l'ha data lei, nella cronaca, in tutti questi giorni del dopo casino di Masoero. Bisogna dargliene atto.
Dario B.