giovedì 18 febbraio 2010

Masoero, spunta un imprenditore valdostano

(da "La Stampa" del 18 febbraio)


Sono ore decisive per Renzo Masoero, il presidente della Provincia agli arresti domiciliari da giovedì scorso. Decisive perché, se la procura completerà le indagini sui tre presunti episodi di concussione di cui è accusato, da domattina potrà tornare in libertà. Con la mezzanotte di oggi infatti scade il termine previsto dall’ordinanza del gip Maria Teresa Guaschino, che impone a Masoero di restare nella sua casa di Livorno Ferraris senza incontrare nessuno se non familiari, avvocati e parlamentari, come prevede il Codice in caso di arresto. E almeno una visita, quella del deputato Roberto Rosso, sabato sera il presidente l’ha ricevuta.Anche ieri procura e polizia giudiziaria hanno lavorato senza sosta. Tornando anche a Palazzo dei Barnabiti, negli uffici del presidente. E probabilmente portando ancora qualcosa con sé. Non si sa riferito all’episodio dei diecimila euro che Gianni Tamalino avrebbe consegnato a Masoero per conto di un imprenditore valdostano, incontrato il giorno prima in un bar di Santhià. Secondo l’accusa, in cambio, sarebbero stata promessa l’esecuzione di alcuni lavori. Oppure se è stato sequestrato altro materiale per il maxi appalto della cava Ballina di Livorno Ferraris, dove la richiesta di denaro, per un importo più rilevante, sarebbe stata fatta ad una delle aziende interessate all’appalto. I magistrati comunque non sembrano più intenzionati, a meno che non lo chieda il diretto interessato, ad ascoltare Renzo Masoero. Già sentito due volte in una settimana, ed in un caso, subito dopo l’arresto, con un interrogatorio-fiume. Oggi in Procura è atteso anche Alberto Mittone, il legale torinese che si è affiancato, nel collegio di difesa, ad Andrea Corsaro. «In queste ore Masoero dovrà prendere decisioni importanti», ha anticipato soltanto il legale.Il presidente della Provincia ha detto ai magistrati di non volersi più candidare alle elezioni regionali di maggio. Per la campagna elettorale pare che Masoero stesse cercando aiuti un po’ ovunque, chiedendo soldi anche ai suoi amici più stretti. E nell’ufficio sarebbe stato trovato anche altro denaro contante. Negli ambienti politici vercellesi però in queste ore torna a girare la voce di una possibile autosospensione del presidente. «Come ufficio - sottolinea la procura - non ci aspettiamo dimissioni. Questi sono problemi politici che vanno discussi con i cittadini». Finora però Renzo Masoero ha sempre sostenuto di voler tornare al lavoro. «Da venerdì potrò tornare a fare il presidente della Provincia e il sindaco di Livorno» ha scritto nella lettera che la moglie Betty Vaudagna ha letto martedì sera ai livornesi, riuniti davanti alla casa di viale IV Novembre per fare gli auguri al loro primo cittadino nel giorno del suo quaranteseiesimo compleanno.

6 commenti:

Saint-Just ha detto...

Bresso, la vittoria è servita su un vassoio d'argento.

Anonimo ha detto...

Richiamo del Papa: «Rubare e mentire non è umano»

crabin ha detto...

come diceva Totò
<< siamo Uomini o caporali>>
per il significato
vedi il commento al film su wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Siamo_uomini_o_caporali%3F

Anonimo ha detto...

Purtroppo rubare e mentire è molto umano,niente corretto ma tristemente umano!

papocchio ha detto...

papocchio dice scusate non centra niente con Masoero però ve la voglio dire dopo la dichiarazione sui quotidiani locali con parere favorevole alla delibera per lo spostamento della presidenza del calamandrei da Crescentino a Santhià il consigliere regionale Luca Pedrale visto l'avvicinarsi delle elezioni regionali cerca di recuperare voti a Crescentino chi gli da una mano il suo caro amico Piolatto che a mio avviso non si capisce se è del PDL o della lega nord visto che và alle inaugurazioni delle nuove sedi della lega nord e alle cene di Natale, oggi sulla Sesia giornale locale e precisamente alla pagina dedicata alla nostra città c'è un'articolo che dice : assegni di cura ,la regione stanzia 31milioni di euro, il Piolatto dice grazie alla proposta fatta in commissione Sanità dal Consigliere Pedrale,ennesima bufala da parte del Piolatto nella riunione fatta in sala del consiglio c'ero anchio e l'intervento che ha fatto il vice sindaco di crescentino ha chiarito molte cose in particolare che non si può continuare a vendere del fumo alla gente perchè a Crescentino ci sono minimo 200 famiglie che hanno i requisiti per accedere all'assegno di cura il problema che non c'e solo Crescentino ma tutto il Piemonte ad usufruire dei 31 milioni di euro facendo due conti a Crescentino arriveranno se tutto va bene soldi per 5/6 famiglie ma questo non sicuramente grazie a Pedrale perchè voglio ricordare a tutte le persone che non hanno fatto mai politica che le minoranza sia in Regione che in Provincia che in Comune non decidono nulla tantomeno il consigliere Regionale Pedrale
saluti papocchio

Saint-Just ha detto...

Sig. papocchio, lo faccia per amor di patria, metta un segno di punteggiatura almeno ogni tre righe, non importa quale, faccia lei.
Comunque, non possiamo darle tutti i torti, i fondi per gli assegni di cura sono stati stanziati dall'amministrazione Bresso, anche se sono scarsi.
Molto più interessante il tema della presidenza del Calamandrei, chi è riuscito a salvare la sede di Crescentino, momentaneamente, merita il nostro ringraziamento, ora e al momento del voto. Bizjak, elegantemente e senza troppi strombazzamenti c'è riuscito.
Centrodestra, obiettivamente, questa campagna elettorale è un disastro. Già stati a Lourdes? Sarebbe una buona idea.
Saluti
S.J.