giovedì 11 marzo 2010
Il Consiglio: Bilancio Sociale, il Chico Bum e altri casi
Il Bilancio 2010 del Comune di Crescentino è stato votato mercoledì 10 marzo con le consuete, ovvie schermaglie, e con un finale particolarmente tumultuoso che non mi è piaciuto. Rivolgendosi ai consiglieri di Maggioranza che gli stanno di fronte, il consigliere Mosca che aveva proposto senza fortuna alcuni emendamenti sul regolamento per l'alienazione dei beni immobiliari comunali, li ha invitati con toni concitati a esprimersi e a non stare sempre zitti. Non è la prima volta. Gianni Taverna ha risposto a muso duro che il silenzio era dovuto al fatto che noi questi argomenti li avevamo ormai sviscerati, e decisi. Ho ravvisato nel Consigliere Mosca un tono offensivo, e gli ho chiesto di non trattare i colleghi come imbecilli. Tutti erano molto innervositi. Mi dispiace, non bisognerebbe mai perdere il controllo: in fin dei conti siamo tutti lì per il bene collettivo.... o no?
Riporto qui di seguito il breve preambolo che ho letto come introduzione al Bilancio, serve un po' come riassunto (molto riassunto) delle scelte che abbiamo compiuto, con estenuanti discussioni (sempre serene, però).
Voglio cominciare questa breve introduzione al Bilancio ringraziando la segretaria comunale dott.De Santis per essere sempre al nostro fianco, con la sua esperienza e la precisione. Da quando è entrata in questo Comune, si è cominciato a lavorare seriamente, superando finalmente le difficoltà iniziali inevitabili per ogni nuova Amministrazione, per noi prolungate vista la scarsa presenza del dirigente precedente, imposta da un altro tipo di accordi. Grazie alla ragioniera Cestariolo e al suo team, che hanno portato a termine il lavoro imprescindibile del Bilancio, e grazie all'Assessore Fabio Ratto per la cura con la quale ha seguito ogni risvolto del percorso.
Grazie naturalmente al vicesindaco Allegranza e al suo iperattivismo, e grazie agli Assessori per il lavoro che conducono ogni giorno, e a quei Consiglieri che prendono seriamente i loro incarichi.
E' un lavoro anche frustrante, perché come ben si sa la situazione economica è difficile anche per i Comuni in questi tempi, e più difficile ancora è per Crescentino, ancora oppressa dalla chiusura della Teksid di due anni fa, afflitta da sfratti e povertà per una cospicua fetta della popolazione: tanto che, vedremo presto, questo è soprattutto un "bilancio tecnico" dati gli scarsi mezzi a disposizione. Anche se può essere pure definito un "bilancio sociale", con il 20 per cento delle risorse destinate alle emergenze di chi si dibatte nella crisi.
Dicevo che il Comune versa in problemi economici. Abbiamo tuttavia cercato di soddisfare tutte le esigenze primarie dell'Ente. A nostro parere, grava ancora sulla situazione complessiva la spesa che l'Amministrazione Greppi decise di fare nell'acquisto dell'edificio delle Suore della Carità. Un edificio di valore anche sentimentale ma che - tranne per i locali del piano terra destinati al Centro Anziani e che gli Anziani tengono benissimo - versa in pessimo stato. Ne abbiamo aperto le porte nei mesi scorsi, chiunque ha potuto constatare lo stato di rovina del piano superiore. Ci vuole un milione e mezzo di euro per renderlo funzionante, non ci sono e non è giusto lasciarlo deperire, stiamo quindi studiando una soluzione acconcia: vorrei solo che si smettesse di dire che vogliamo chiudere il Centro Anziani, perché questa è una voce terroristica e priva di buon senso.
Ma veniamo a noi, a quel che siamo riusciti a fare con il nostro Bilancio.
1) Porrei l'accento, per prima, sull'Assistenza. Il primo pensiero è andato ai Crescentinesi in difficoltà che affollano ogni giorno il Comune. A parte i servizi più massicci come l'adesione al Ciss, la spesa per la mensa e altre prestazioni, più o meno 53 mila euro, raccolti sotto varie voci - comprendono anche il danaro al quale come amministratori abbiamo rinunciato - sono destinati al Sociale: con un contributo per gli affitti di chi rischia di esser messo sulla strada, con un investimento per corsi di lavoro, con il proseguimento dei Cantieri di lavoro. Sta poi prendendo forma un progetto per le emergenze abitative, con spazi ben attrezzati per sistemazioni provvisorie, ed è nostra intenzione occuparci anche dei nomadi che vivono qui intorno, spesso ormai da parecchi anni, con una soluzione finalmente dignitosa. E' stato pubblicato dopo 4 anni anche il nuovo Bando per le Case Popolari, che consente di rimettere ordine nella graduatoria di necessità che erano nel frattempo decadute.
2) Questo dispendio di energie riversate sul sociale a causa della situazione economica, finisce per penalizzare le Associazioni. E' con rammarico che lo dico, perché il tessuto delle Associazioni sostiene le attività della Comunità, ma abbiamo dovuto scegliere, e tagliare i finanziamenti: rinunciando così anche a una parte di quel consenso che tiene dietro all'erogazione. Confidiamo nella sensibilità e umanità di tutti per questa scelta.
3) In favore dell'Ambiente. Stiamo muovendoci per il fotovoltaico sugli edifici pubblici, e l'iter è a buon punto.
4) Note dolenti. Non c'è stata la volontà di pressare i contribuenti, fra i quali - non dimentichiamolo - ci siamo anche noi che sediamo qui. Ma è un obiettivo logico arrivare al 100 per cento della copertura per la raccolta rifiuti, e finora questa copertura non c'era. Ci siamo accorti che la TARSU di Crescentino era la più bassa fra i grandi comuni del Vercellese: per diversi anni non è stata toccata, il che avrà premiato - forse - in termini elettorali, ma non si può più andare avanti. Del resto sappiamo tutti che non siamo autonomi, nella gestione dei rifiuti, ma aderiamo a un consorzio, il Covevar, che ha un suo percorso al quale tocca adeguarsi e che fra un po' ci porterà al ritiro porta a porta. Ci sono state polemicuzze, a proposito, sulla gestione dei rifiuti: ma noi riteniamo che sotto il profilo della pulizia e del decoro cittadino, dal nostro arrivo la situazione in città sia decisamente migliorata: occorre tener conto che i cittadini non differenziano in modo corretto, siamo solo al 30 per cento, che pure è un traguardo alto rispetto ad altri centri della nostra provincia, ma ridicolo se si pensa che una Comunità virtuosa arriva al 75 per cento. Nei prossimi mesi, si faranno degli incontri con la popolazione in vista del miglioramento delle prestazioni (anche dei cittadini).
E comunque, a proposito della spesa maggiorata, nel fondo di solidarietà di cui parlavo al primo punto potremo trovare le risorse per chiunque - dal disoccupato al commerciante - si presenterà in Comune con un giustificativo che certifichi la propria impossibilità a far fronte a quegli euro che corrispondono all'aumento della Tarsu. Sono inoltre previste rateizzazioni dei tributi, sempre per chi non ce la fa. Sono previste pure rateizzazioni della mensa scolastica, per chi ha pendenze e non ce la fa a saldare il pregresso in una volta: c'è un regolamento che prevede i casi.
5) Ancora due parole, per progetti che sono nell'aria e dei quali si è discusso anche in apertura. Caso Bioetanolo: la Mossi&Ghisolfi, pur avendo manifestato l'intenzione di insediarsi sul nostro territorio, non ci ha ancora presentato un progetto da far valutare ai nostri esperti, per cautelarci sulla sicurezza e la salute dei cittadini. Ho invitato il dott. Ghisolfi, che mi ha telefonato, a venire a parlarci dell'insediamento, si è detto disposto a un incontro con la cittadinanza prima della fine di questo mese, non appena tornerà da un viaggio in Cina e Sudamerica.
Caso Chico Bum Festival: mi è stato offerto questo Festival musicale, che gode di buona fama e successo in tutto il Nordovest, e che per 9 anni si è fatto a Borgaro. Ci stiamo pensando. Sarebbe a mio parere una buona occasione per portare un po' di vita, movimento e occasioni sia per il commercio che culturali ai quasi duemila giovani crescentinesi che finora non hanno avuto granché: oltretutto la partecipazione alla kermesse per la nostra cittadinanza sarebbe gratuita, e ci sarebbe l'opportunità per le giovani band crescentinesi di suonare come supporter dei nomi di richiamo, e visibilità pure per le scuole di danza e di musica. Occasione inaspettata, che ci permetterebbe con un solo contributo di favorire un'iniziativa di rilievo, invece che polverizzare le risorse in tanti minuscoli eventi.
lunedì 8 marzo 2010
Il mondo che vorrei//Lavori pubblici
Non comunico, o comunico poco. Questa paradossalmente, per me che da tanti anni mi occupo di comunicazione, è l'accusa: mica dei nemici, ma di amici, parenti (mio marito) e sostenitori. Eppure: se hai tanto da fare, come nel mio caso, a volte è difficile riuscire pure a raccontare ciò che sta succedendo nel laboratorio di Piazza Caretto. Ma poiché siamo in tempo di bilanci (il consiglio sarà mercoledì sera ore 21) inevitabilmente - e finalmente - facciamo un po' di elenco di ciò che è stato fatto in questi mesi. Incominciamo dai lavori pubblici, di competenza del Vicesindaco e Assessore Franco Allegranza: una macchina di uomo, un lavoratore pazzesco, con cantieri aperti sulla scrivania e nella mente. Mi ha messo giù questo elenco che giro e sottoscrivo (alcune parentesi sono di miei commenti o precisazioni)
Marinella.
ATTIVITA' dall'8 giugno 2009:
- Raccolta rifiuti: Migliorato il servizio nel rispetto del contratto. Prima, da diversi anni, non avveniva.
- Mensa scolastica: Ottenuto uno sconto di circa € 30.000 in due annualità
- NORDIN: Ottenuto € 80.000,00 di contributo a fondo perduto per la realizzazione di una pista ciclabile in via Faldella
- Ministero degli interni: Ottenuto un contributo a fondo perduto di € 80.500,00 per la sistemazione dell'area della stazione ferroviaria, che servirà per ricavare nuovi parcheggi e bonificare e rendere salubre la zona. (addio al romantico - un tempo - sentiero dell'Appendicite, che era diventato una discarica, mv).
- Piano neve: Gestito la rimozione neve con il nostro apparato tecnico
- Piazzole di ampliamento strada S. Genuario/Cimitero: Ottenuto l'opera gratuitamente da Piemonte scavi.
- Gestito attività varie di manutenzione ordinaria e straordinaria con i nostri uffici tecnici.
- Approvato da Regione Piemonte il progetto di Pista ciclabile da Piazza Marconi a Cascina RAVANERA ( opera finanziata con € 220.000,00 dalla provincia e € 110.000,00 dal Comune )
- Rifatto parte della segnaletica orizzontale nel concentrico ed in alcune frazioni
- Appaltato l'asfaltatura di quasi tutte le strade del concentrico
- Appaltato l'asfaltatura di alcune strade periferiche e delle frazioni
- In corso l'appalto per sistemazione Piazza CARETTO e selciato PORTICI di Via Mazzini (per la prima volta da secoli le pietre dei portici verranno tolte e riposizionate per sicurezza, mentre fra un paio di mesi sarà la piazza del Municipio a esser messa sottosopra e rinnovata, con al centro lo stemma del Comune. mv).
- Rifatto impianto illuminazione Viale villaggio FIAT
- Potato circa il 60% degli alberi dei viali di Crescentino
- In corso di rifacimento alberatura Viale della Rimembranza, che va al Cimitero.
- In corso di rifacimento l'impianto di illuminazione di via Rossini
In accordo e collaborazione con la Sindaca:
- Seguito iter per approvazione PEC - via Bena/Odetti ( giunto a buon fine )
- Seguito iter per approvazione PEC - Via Volta ( giunto a buon fine )
- Seguito iter per approvazione PEC - Via Viotti ottenedo un contributo straodinario di circa € 300,000,00 per miglioramento viabilità e sistemazione viale.
- Ottenuto un contributo a fondo perduto per sistemazione archivio storico - € 25.000,00
Progetti in corso
- Iter per risanamento area ex TEKSID ( Se l'opera andrà in porto al Comune entreranno circa € 2.000.000,00)
- Iter per costruzione centrale idroelettrica
- Iter per rifacimento tetto piscina ( facendo il possibile per non farla gravare sul bilancio comunale installando un impianto fotovoltaico )- Iter per rifacimento tetto Teatro con impianto fotovoltaico.
- Iter per installazione impianto fotovoltaico a terra strada Cascinassa
- Iter per cessione terreni ad ATC e costruzione di dieci alloggi popolari in frazione Campagna
sabato 6 marzo 2010
Donne in cerca di guai, donne che non li cercano...
Saremo una cinquantina, domenica sera al Polivalente detto Palamadur, a cenare per festeggiare quel poco che c'è da festeggiare in tempi di veline, violenze e sopraffazioni su tanti livelli, alla vigilia della Festa della Donna.
"Donne in cerca di guai", abbiamo voluto chiamare la serata pensando a tutte quelle donne che ogni giorno si danno da fare nel loro quotidiano, sempre più impegnativo anche perché noi ragazze (vecchie e giovani) non perdiamo ormai più il vizio di misurarci con la realtà a tutti i livelli. Dunque sindache e candidate, badanti, casalinghe, imprenditrici, operaie, artigiane e insomma tutte coloro che vorranno esserci. Con una cena giallo mimosa, e un po' di musica.
Non vengono respinti i maschietti. Chi volesse ancora prenotarsi, si rivolga alla Pro Loco.
Ma mi piace allegarvi qui anche un programma di conferenze all'Università di Torino, che mi ha mandato la mia carissima amica scrittrice e storica Anna Bravo. Un programma dove i temi scandagliano drammaticità, e risvolti del vivere delle donne nella storia.
State bene, Marinella
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Amnesty International con l'Università di Torino presentano: i lunedì dei diritti umani.
Rettorato via Verdi 8, ore 16.
8 marzo
Le donne nei conflitti: Stupri di guerra.
Con Anna Bravo, Marcello Flores, Marco Di Giovanni, Laura Renzi.
16 marzo
Genere e povertà: il lavoro invisibile delle donne.
Con Silvia Giletti Benso, Maria Laura Di Tommaso, Bruna Sironi, Angela Vitale Negrin.
22 marzo
Donne e globalizzazione: le migrazioni al femminile
Con Franca Balsamo, Cristina Molfetta, Cristiana Cavagna.
29 marzo
Violenza sulle donne: la risposta legislativa.
Con Elisabetta Palici di Suni, Michaela Arcari, Laura Onofri, Christine Weise presidente di Amnesty Italia.
mercoledì 3 marzo 2010
I prodotti di "Libera" al mercatino
Gabriele Cortella, referente del Coordinamento Provinciale di "Libera" di Vercelli, annuncia che sabato 13 marzo, in occasione del mercatino mensile per le vie del centro della Città,un gruppo di ragazze della terza media di Crescentino allestirà un banchetto in cui potranno essere acquistati i prodotti di Libera Terra, frutto del lavoro sui beni confiscati alle mafie. In particolare sarà venduto il miele prodotto a Cascina Caccia di San Sebastiano da Po.
www.vercelli.liberapiemonte.it per informazioni.
Sabato 20 marzo a Milano, sesta giornata nazionale della memoria e dell'impegno in memoria delle vittime delle mafie. Chi fosse interessato a partecipare, consulti www.liberapiemonte.it
Allontaniamo dal nostro territorio la cultura della prevaricazione, lavoriamo per la consapevolezza generale dei diritti di ciascuno indipendentemente dai clan di appartenenza o dalla vicinanza a gruppi di potere o politici.
martedì 2 marzo 2010
Bioetanolo al TG3
Stasera il Tg3 regionale ha dato la notizia del Convegno al Lingotto sul Bioetanolo, e con essa l'informazione dell'intenzione della Mossi&Ghisolfi di fare a Crescentino nell'area Teksid il primo impianto italiano.
Per quanto riguarda il nostro Comune, la posizione è quella spiegata nel post di qualche giorno fa, quando la notizia è comparsa sul "Sole 24 ore". Nessuna preclusione, ma attenta valutazione dell'impatto sulla sicurezza e sulla salute della popolazione prima di prendere qualunque decisione.
Aspettiamo un progetto che non abbiamo ancora avuto.
domenica 28 febbraio 2010
I candidati alla Regione della provincia di Vercelli
(da La Stampa del 28 febbraio 2010)
ALESSANDRO BALLESIO
ROBERTA MARTINI
VERCELLI
Sono 25 le liste e 50 i candidati che in provincia di Vercelli appoggeranno i quattro aspiranti alla presidenza della Regione.
Ieri alle 12, in tribunale, è terminata la presentazione degli schieramenti: dodici sono collegati a Mercedes Bresso, nove a Roberto Cota.
Tre le formazioni a sostegno di Renzo Rabellino, mentre a Davide Bono si riconduce una sola lista, il «Movimento Cinque Stelle» di Beppe Grillo.
Vercelli e provincia hanno due seggi a disposizione in consiglio regionale: quelli che nell’ultima lesiglatura sono stati occupati da Pier Giorgio Comella e Luca Pedrale (che ci riprovano, con Sinistra Ecologia e Libertà e il Pdl). Più gli eletti del «listino», il premio di maggioranza a cui ha diritto il vincitore.
Era entrato così, cinque anni fa, Alessandro Bizjak (anche lui si ripresenta, con il Pd): questa volta - tra i vercellesi - ci sono l’ex assessore comunale Bruno Poy per Bresso, il deputato Roberto Rosso e l’ex coordinatore Pdl, Alberto Cortopassi, che dopo il caso Masoero, è candidato anche nel proporzionale.
In lizza, il più giovane è Gaetano Bonanno della Lega Padana (23 anni), il più anziano Francesco Carcò, ex primario dell’ospedale Sant’Andrea, di Insieme per Bresso (70 anni).
La Lega nel proporzionale schiera il parlamentare e sindaco di Varallo Gianluca Buonanno e il vice presidente della Provincia Paolo Tiramani.
Il Pd, con Bizjak, mette in campo Claudia Demarchi, presidente dell’Agenzia territoriale casa.
**************************************************************************************
Così i «listini»
Ed ecco i nomi dei candidati eletti in caso di successo della lista, come premio di maggioranza. Bresso: Maria Lucia Centillo, Silvana Sanlorenzo, Massimo Turconi, Bruno Poy, Sara Paladini, Roberto Gherscfeld, Dimitri Tasso, Barbara Pizzale, Antonella Morganti, Gavino Redento Olmeo, Vincenzo Vincenzo.
Cota: Elena Maccanti, Daniele Cantore, Massimiliano Motta, Michele Marinello, Rosa Anna Costa, Angiolino Mastrullo, Alberto Cortopassi, Roberto Rosso, Carla Spagnuolo, Cristiano Bussola, Augusta Montaruli.
Bono: Luca Zacchero, Vittorio Bertola, Ivan Della Valle, Marco Rodella, Pier Paolo Cannito, Marcella Perotti, Agostino Formichella, Fabrizio Biolé, Mauro Doppioni, Federica Daga, Marco Scibiona.
Rabellino: Nadia Cota, Gianluca Noccetti, Stefano Saija, Massimo Calleri, Pier Carlo Marengo, Nicola Cassano, Marco Di Nunzio, Alberto Gazzaniga, Stefania Franchi, Luciana Bronzato, Renata Danieli.
Il 28 e 29 marzo si voterà in tutti gli 86 Comuni della Provincia, per un totale di oltre 151 mila elettori. A Tronzano si andrà alle urne anche per il rinnovo del Consiglio comunale.
**************************************************
LEGA NORD. Gianluca Buonanno, Paolo Tiramani.
PDL. Alberto Cortopassi, Luca Pedrale.
LA DESTRA. Roberto Romano, Andrea Barone.
CONSUMATORI. Sydne Bodo, Mario Malacasa.
NUOVO PSI. Dina Penotti, Alfredo Ficini.
PENSIONATISara Franchino, Ferruccio Arietti.
VERDI VERDI. Elisabetta Tarocchiono, Alessandro Lupi.
AL CENTRO CON SCANDEREBECH. Deodato Scanderebech, Michela Antonioli.
DC DI ROTONDI.Luigi Serafini, Rita Musceo.
MOVIMENTO 5 STELLE. Ermes Campifiloni, Marco Rodella.
PD.Alessandro Bizjak, Claudia Demarchi.
UDC. Bruno Poy, Paolo Casagrande.
ITALIA DEI VALORI. Carlo Rossi, Antonino Cordaro.
INSIEME PER BRESSO. Francesco Carcò, Fabrizio Tocchio.
MODERATI PER BRESSO. Renzo Debianchi, Laura Lopez.
SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’. Pier Giorgio Comella, Ilaria Pelligra.
SOCIALISTI UNITI. Leo Alati, Giovanni Troiano.
VERDI. Claudio Fecchio, Mariano Turigliatto.
PIEMONTESÍ. Tiziana Tosi, Gino Corradini.
RADICALI. Roswitha Flaibani, Marco del Ciello.
FEDERAZIONE DI SINISTRA. Iuri Bossuto, Enrico Cassone.
PENSIONATI E INVALIDI. Giorgio Isola, Giuseppe Ancillotti.
LISTA DEL GRILLO-NO EURO. Vincenzo Borrelli, Mirella Maria Scolari.
FIAMMA TRICOLORE DESTRA SOCIALE. Antonino Curcio, Massimo Bosso.
LEGA PADANA. Gaetano Bonanno, Mario Calderara.
ALESSANDRO BALLESIO
ROBERTA MARTINI
VERCELLI
Sono 25 le liste e 50 i candidati che in provincia di Vercelli appoggeranno i quattro aspiranti alla presidenza della Regione.
Ieri alle 12, in tribunale, è terminata la presentazione degli schieramenti: dodici sono collegati a Mercedes Bresso, nove a Roberto Cota.
Tre le formazioni a sostegno di Renzo Rabellino, mentre a Davide Bono si riconduce una sola lista, il «Movimento Cinque Stelle» di Beppe Grillo.
Vercelli e provincia hanno due seggi a disposizione in consiglio regionale: quelli che nell’ultima lesiglatura sono stati occupati da Pier Giorgio Comella e Luca Pedrale (che ci riprovano, con Sinistra Ecologia e Libertà e il Pdl). Più gli eletti del «listino», il premio di maggioranza a cui ha diritto il vincitore.
Era entrato così, cinque anni fa, Alessandro Bizjak (anche lui si ripresenta, con il Pd): questa volta - tra i vercellesi - ci sono l’ex assessore comunale Bruno Poy per Bresso, il deputato Roberto Rosso e l’ex coordinatore Pdl, Alberto Cortopassi, che dopo il caso Masoero, è candidato anche nel proporzionale.
In lizza, il più giovane è Gaetano Bonanno della Lega Padana (23 anni), il più anziano Francesco Carcò, ex primario dell’ospedale Sant’Andrea, di Insieme per Bresso (70 anni).
La Lega nel proporzionale schiera il parlamentare e sindaco di Varallo Gianluca Buonanno e il vice presidente della Provincia Paolo Tiramani.
Il Pd, con Bizjak, mette in campo Claudia Demarchi, presidente dell’Agenzia territoriale casa.
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Così i «listini»
Ed ecco i nomi dei candidati eletti in caso di successo della lista, come premio di maggioranza. Bresso: Maria Lucia Centillo, Silvana Sanlorenzo, Massimo Turconi, Bruno Poy, Sara Paladini, Roberto Gherscfeld, Dimitri Tasso, Barbara Pizzale, Antonella Morganti, Gavino Redento Olmeo, Vincenzo Vincenzo.
Cota: Elena Maccanti, Daniele Cantore, Massimiliano Motta, Michele Marinello, Rosa Anna Costa, Angiolino Mastrullo, Alberto Cortopassi, Roberto Rosso, Carla Spagnuolo, Cristiano Bussola, Augusta Montaruli.
Bono: Luca Zacchero, Vittorio Bertola, Ivan Della Valle, Marco Rodella, Pier Paolo Cannito, Marcella Perotti, Agostino Formichella, Fabrizio Biolé, Mauro Doppioni, Federica Daga, Marco Scibiona.
Rabellino: Nadia Cota, Gianluca Noccetti, Stefano Saija, Massimo Calleri, Pier Carlo Marengo, Nicola Cassano, Marco Di Nunzio, Alberto Gazzaniga, Stefania Franchi, Luciana Bronzato, Renata Danieli.
Il 28 e 29 marzo si voterà in tutti gli 86 Comuni della Provincia, per un totale di oltre 151 mila elettori. A Tronzano si andrà alle urne anche per il rinnovo del Consiglio comunale.
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LEGA NORD. Gianluca Buonanno, Paolo Tiramani.
PDL. Alberto Cortopassi, Luca Pedrale.
LA DESTRA. Roberto Romano, Andrea Barone.
CONSUMATORI. Sydne Bodo, Mario Malacasa.
NUOVO PSI. Dina Penotti, Alfredo Ficini.
PENSIONATISara Franchino, Ferruccio Arietti.
VERDI VERDI. Elisabetta Tarocchiono, Alessandro Lupi.
AL CENTRO CON SCANDEREBECH. Deodato Scanderebech, Michela Antonioli.
DC DI ROTONDI.Luigi Serafini, Rita Musceo.
MOVIMENTO 5 STELLE. Ermes Campifiloni, Marco Rodella.
PD.Alessandro Bizjak, Claudia Demarchi.
UDC. Bruno Poy, Paolo Casagrande.
ITALIA DEI VALORI. Carlo Rossi, Antonino Cordaro.
INSIEME PER BRESSO. Francesco Carcò, Fabrizio Tocchio.
MODERATI PER BRESSO. Renzo Debianchi, Laura Lopez.
SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’. Pier Giorgio Comella, Ilaria Pelligra.
SOCIALISTI UNITI. Leo Alati, Giovanni Troiano.
VERDI. Claudio Fecchio, Mariano Turigliatto.
PIEMONTESÍ. Tiziana Tosi, Gino Corradini.
RADICALI. Roswitha Flaibani, Marco del Ciello.
FEDERAZIONE DI SINISTRA. Iuri Bossuto, Enrico Cassone.
PENSIONATI E INVALIDI. Giorgio Isola, Giuseppe Ancillotti.
LISTA DEL GRILLO-NO EURO. Vincenzo Borrelli, Mirella Maria Scolari.
FIAMMA TRICOLORE DESTRA SOCIALE. Antonino Curcio, Massimo Bosso.
LEGA PADANA. Gaetano Bonanno, Mario Calderara.
venerdì 26 febbraio 2010
L'addio di Masoero, commissario in Provincia e a Livorno
Da La Stampa del 26-2-2010
ROBERTA MARTINI
VERCELLI
Dice subito che è la sua conferenza stampa più difficile. E che, per la prima volta, leggerà. L’addio di Renzo Masoero alla Provincia, e anche al Comune di Livorno Ferraris, si consuma in una cartella dattiloscritta. Pochi minuti di monologo, ma ogni parola pensata a lungo. Alle 11 di ieri mattina, al tavolo più ufficiale della Provincia, in sala Baltaro, con accanto il solo direttore generale Gianfranco Chessa, Renzo Masoero annuncia le sue dimissioni. Irrevocabili. Le presenterà tra pochi giorni, dopo aver sistemato cose «tecniche e banali», come recuperare targhe, carte e fotografie dall’ufficio, restituire il telefonino. I dipendenti li ha già salutati ieri, prima di incontrare i giornalisti. «Già da due giorni mi sento dimesso - dice -. Comincia un nuovo capitolo della mia vita». Nei venti giorni che seguiranno le dimissioni, il periodo in cui in teoria il presidente potrebbe ritirarle, gli subentrerà il vice, Paolo Tiramani. Poi verrà nominato un commissario, così come al Comune di Livorno Ferraris. «Di certo, anche sotto il profilo personale, mi sento un ingenuo prima di tutto. Anche superficiale - continua Masoero, le mani in eterno movimento, ma la voce che non si incrina -. Ma certamente, in piena coscienza, non mi sento un delinquente. E della mia superficialità chiedo scusa a tutti e ai cittadini per primi. Ma resto a schiena dritta e a testa alta». A chi gli chiede conferme sulle voci di patteggiamento (ormai una certezza), Masoero risponde a metà: «Sul piano processuale, farò ulteriori valutazioni con i miei legali. Le ipotesi a questo punto sono due: si va a processo o si patteggia». E cerca di cancellare anche l’immagine di un clima politico avvelenato che ha accompagnato questi giorni: «Non credo a nessun complotto per farmi finire in questa situazione». Il presidente (e sindaco) dimissionario non tralascia uno scatto d’orgoglio: «Anche se l’uscita di scena in questo modo non è certo la cosa migliore, voglio rivendicare con grande forza la mia attività di questi anni... che credo tutti i cittadini possano vedere e giudicare». Un’attività, quella degli ultimi otto anni e mezzo, molto diversa da quella futura: «Ora mi occupo di me, della famiglia e una mia nuova attività, che potrà essere quella del dipendente pubblico o meno. Sono dipendente del Comune di Saluggia, dovremo vedere anche sotto l’aspetto giuridico che cosa succederà».
ROBERTA MARTINI
VERCELLI
Dice subito che è la sua conferenza stampa più difficile. E che, per la prima volta, leggerà. L’addio di Renzo Masoero alla Provincia, e anche al Comune di Livorno Ferraris, si consuma in una cartella dattiloscritta. Pochi minuti di monologo, ma ogni parola pensata a lungo. Alle 11 di ieri mattina, al tavolo più ufficiale della Provincia, in sala Baltaro, con accanto il solo direttore generale Gianfranco Chessa, Renzo Masoero annuncia le sue dimissioni. Irrevocabili. Le presenterà tra pochi giorni, dopo aver sistemato cose «tecniche e banali», come recuperare targhe, carte e fotografie dall’ufficio, restituire il telefonino. I dipendenti li ha già salutati ieri, prima di incontrare i giornalisti. «Già da due giorni mi sento dimesso - dice -. Comincia un nuovo capitolo della mia vita». Nei venti giorni che seguiranno le dimissioni, il periodo in cui in teoria il presidente potrebbe ritirarle, gli subentrerà il vice, Paolo Tiramani. Poi verrà nominato un commissario, così come al Comune di Livorno Ferraris. «Di certo, anche sotto il profilo personale, mi sento un ingenuo prima di tutto. Anche superficiale - continua Masoero, le mani in eterno movimento, ma la voce che non si incrina -. Ma certamente, in piena coscienza, non mi sento un delinquente. E della mia superficialità chiedo scusa a tutti e ai cittadini per primi. Ma resto a schiena dritta e a testa alta». A chi gli chiede conferme sulle voci di patteggiamento (ormai una certezza), Masoero risponde a metà: «Sul piano processuale, farò ulteriori valutazioni con i miei legali. Le ipotesi a questo punto sono due: si va a processo o si patteggia». E cerca di cancellare anche l’immagine di un clima politico avvelenato che ha accompagnato questi giorni: «Non credo a nessun complotto per farmi finire in questa situazione». Il presidente (e sindaco) dimissionario non tralascia uno scatto d’orgoglio: «Anche se l’uscita di scena in questo modo non è certo la cosa migliore, voglio rivendicare con grande forza la mia attività di questi anni... che credo tutti i cittadini possano vedere e giudicare». Un’attività, quella degli ultimi otto anni e mezzo, molto diversa da quella futura: «Ora mi occupo di me, della famiglia e una mia nuova attività, che potrà essere quella del dipendente pubblico o meno. Sono dipendente del Comune di Saluggia, dovremo vedere anche sotto l’aspetto giuridico che cosa succederà».
mercoledì 24 febbraio 2010
Il bioetanolo e il Sole 24 Ore al Lingotto
Parliamo un po', finalmente, delle cose di casa nostra. Grande rumore ha fatto la pagina dedicata oggi dal Sole 24 Ore, quotidiano economico, al progetto di un impianto di bioetanolo - il primo in Italia - della Mossi&Ghisolfi: si è accennato su quella pagina a Crescentino e all'area ex Teksid perché questa è per ora una ipotesi probabile se si realizzeranno una serie di eventi, ma l'azienda ha messo gli occhi su vari altri siti.
Il motivo per il quale il giornale si occupa dell'argomento, è che martedì mattina prossimo, all'Auditorium del Lingotto, Il Sole 24 Ore organizza un convegno scientifico sul Bioetanolo, cui prendono parte scienziati di fama internazionale. Sarà presente, ad ascoltare, una delegazione del vostro Comune.
Abbiamo avuto, in Municipio, un paio di altri colloqui con i rappresentanti della Mossi&Ghisolfi, che stanno aspettando gli esiti della caratterizzazione dell'area Teksid per capire modi e tempi della bonifica, dai quali dipenderà la decisione di insediarsi o meno dalle nostre parti.
Ma naturalmente Mossi&Ghisolfi ci debbono dare il progetto dello stabilimento, i criteri e metodi di lavoro. Che noi sottoporremo ad una qualificata società di consulenza con la quale - qualcuno lo ricorderà - siamo già in contatto. Solo dopo aver avuto le più ampie rassicurazioni da parte degli esperti di questa società, come salute e sicurezza collettiva, potremo muovere i primi passi avanti.
E' chiaro che un impianto di questo tipo non si può fare sulla testa della popolazione. Se il progetto dovesse andare avanti, verranno convocate assemblee informative, si aprirà uno sportello informativo in Comune.
La seconda cosa da considerare è lo stato di crisi economica in cui versa la città, la mancanza di posti di lavoro e la necessità di una iniziativa che faccia da volano ad altre. Di tutto questo dobbiamo occuparci come Comune, e come cittadini. E lo stiamo facendo
Bresso sceglie Poy, Masoero si dimette oggi?
Da "La Stampa" del 24 febbraio 2010
FRANCO COTTINI
VERCELLI
Non c’è pace per gli ambienti politico-amministrativi cittadini. Bruno Poy, Udc, assessore comunale al Personale, eletto un anno fa nella coalizione di centrodestra, è nel listino di Mercedes Bresso, candidata presidente della Regione per il centrosinistra. Ieri sera, dopo un incontro con il sindaco Andrea Corsaro, si è dimesso. «Un gesto di sensibilità istituzionale - dice - che consente alla giunta di Vercelli di proseguire nel suo lavoro con la necessaria serenità, al riparo da polemiche strumentali e pressioni di parte». Questo in un momento in cui «tutti restano abbarbicati alle poltrone anche quando vengono a trovarsi in posizioni indifendibili e dannose per la stessa pubblica amministrazione». Forse una frecciata nei confronti di Renzo Masoero, del quale il centrosinistra compatto chiede da giorni le dimissioni.
La vicenda Poy comporterà l’uscita dell’Udc dalla maggioranza in Comune che comunque resta con ampi numeri per governare: Pierluigi Cortesi e Guglielmo La Mantia passeranno all’opposizione che salirà da 14 a 16 rappresentanti su 40. Poy non lo conferma ancora: «Stasera (ieri sera, ndr) c’è una riunione dell’ufficio politico. Ma anticipo come l’Udc sia compatto sulle mie scelte». E il posto il giunta da lui lasciato libero potrebbe essere rivendicato dalla Lega Nord che un anno fa vi aveva riununciato proprio a favore di Poy.
Alberto Cortopassi e Gianluca Buonanno, i segretari di Pdl e Lega che nelle ore trascorse tra l’ufficializzazione della presenza di Poy nel listino Bresso e le sue dimissioni avevano denunciato una situazione politicamente insostenibile, a sera parlavano di logica conseguenza della scelta di passare al centrosinistra e fine di un equivoco. Chi entra a piedi giunti è Emanuele Pozzolo, capogruppo del Carroccio in Consiglio: «Il comportamento politico di Poy è indecente: non basta che abbia dato le dimissioni, adesso dovrebbe chiedere scusa agli elettori del centrodestra che lo hanno votato proprio come esponente di questo schieramento, consegnandogli così una rendita di posizione che ora fa fruttare con il centrosinistra».
La polemica non è finita qui: «Mi chiedo come il cattolico Poy possa convivere con i suoi nuovi alleati, l’ultralaica Bresso e l’ultrasinistra. Ma questi sono problemi tutti suoi, ormai non ci riguardano più». E ricorda una riunione a fine 2009 in cui «giurava di essere contrario ad ogni forma di alleanza con il centrosinistra».
En attendant Masoero
Poy dunque si è dimesso, tra poche ore dovrebbe annunciare la stessa decisione anche Renzo Masoero. Coinvolto in un affaire di ben altro peso - è accusato di concussione - ha da sciolgere il nodo relativo alla sua permanenza ai vertici della Provincia e del Comune di Livorno Ferraris. L’annuncio, atteso per oggi, è slittato a domani, ma ormai la strada è tracciata e porta alle dimissioni entrambe le cariche. Prima dell’ufficializzazione pare che sia previsto ancora un’altro giro di opinioni con i suoi legali. «Prenderò la decisione più utile per me stesso e per la mia famiglia» ripete da giorni Masoero che lunedì sera a Livorno Ferraris ha avuto un lungo incontro con gli assessori e i consiglieri comunali di maggioranza.«Il comportamento “civile” tenuto in questi giorni da tutti i rappresentanti del Pd non deve essere confuso con la condiscendenza, consideriamo le dimissioni di Masoero un atto più che dovuto». Claudia Demarchi, candidata Pd alle prossime regionali, alza i toni del dibattito politico. E aggiunge: «La vicenda non può restare senza conseguenze per l’intera compagine della maggioranza. Dov’era mentre accadevano certe cose? Da anni vengono sollevate e denunciate innumerevoli questioni su cui la minoranza ha sempre trovato un muro. A partire da una spartizione del territorio sin troppo chiara, con Trino e Terre d’acqua a Forza Italia, Livorno Ferraris e i vari impianti (Eon, cave, maxi-inceneritore) ad An e la Valsesia alla Lega».
FRANCO COTTINI
VERCELLI
Non c’è pace per gli ambienti politico-amministrativi cittadini. Bruno Poy, Udc, assessore comunale al Personale, eletto un anno fa nella coalizione di centrodestra, è nel listino di Mercedes Bresso, candidata presidente della Regione per il centrosinistra. Ieri sera, dopo un incontro con il sindaco Andrea Corsaro, si è dimesso. «Un gesto di sensibilità istituzionale - dice - che consente alla giunta di Vercelli di proseguire nel suo lavoro con la necessaria serenità, al riparo da polemiche strumentali e pressioni di parte». Questo in un momento in cui «tutti restano abbarbicati alle poltrone anche quando vengono a trovarsi in posizioni indifendibili e dannose per la stessa pubblica amministrazione». Forse una frecciata nei confronti di Renzo Masoero, del quale il centrosinistra compatto chiede da giorni le dimissioni.
La vicenda Poy comporterà l’uscita dell’Udc dalla maggioranza in Comune che comunque resta con ampi numeri per governare: Pierluigi Cortesi e Guglielmo La Mantia passeranno all’opposizione che salirà da 14 a 16 rappresentanti su 40. Poy non lo conferma ancora: «Stasera (ieri sera, ndr) c’è una riunione dell’ufficio politico. Ma anticipo come l’Udc sia compatto sulle mie scelte». E il posto il giunta da lui lasciato libero potrebbe essere rivendicato dalla Lega Nord che un anno fa vi aveva riununciato proprio a favore di Poy.
Alberto Cortopassi e Gianluca Buonanno, i segretari di Pdl e Lega che nelle ore trascorse tra l’ufficializzazione della presenza di Poy nel listino Bresso e le sue dimissioni avevano denunciato una situazione politicamente insostenibile, a sera parlavano di logica conseguenza della scelta di passare al centrosinistra e fine di un equivoco. Chi entra a piedi giunti è Emanuele Pozzolo, capogruppo del Carroccio in Consiglio: «Il comportamento politico di Poy è indecente: non basta che abbia dato le dimissioni, adesso dovrebbe chiedere scusa agli elettori del centrodestra che lo hanno votato proprio come esponente di questo schieramento, consegnandogli così una rendita di posizione che ora fa fruttare con il centrosinistra».
La polemica non è finita qui: «Mi chiedo come il cattolico Poy possa convivere con i suoi nuovi alleati, l’ultralaica Bresso e l’ultrasinistra. Ma questi sono problemi tutti suoi, ormai non ci riguardano più». E ricorda una riunione a fine 2009 in cui «giurava di essere contrario ad ogni forma di alleanza con il centrosinistra».
En attendant Masoero
Poy dunque si è dimesso, tra poche ore dovrebbe annunciare la stessa decisione anche Renzo Masoero. Coinvolto in un affaire di ben altro peso - è accusato di concussione - ha da sciolgere il nodo relativo alla sua permanenza ai vertici della Provincia e del Comune di Livorno Ferraris. L’annuncio, atteso per oggi, è slittato a domani, ma ormai la strada è tracciata e porta alle dimissioni entrambe le cariche. Prima dell’ufficializzazione pare che sia previsto ancora un’altro giro di opinioni con i suoi legali. «Prenderò la decisione più utile per me stesso e per la mia famiglia» ripete da giorni Masoero che lunedì sera a Livorno Ferraris ha avuto un lungo incontro con gli assessori e i consiglieri comunali di maggioranza.«Il comportamento “civile” tenuto in questi giorni da tutti i rappresentanti del Pd non deve essere confuso con la condiscendenza, consideriamo le dimissioni di Masoero un atto più che dovuto». Claudia Demarchi, candidata Pd alle prossime regionali, alza i toni del dibattito politico. E aggiunge: «La vicenda non può restare senza conseguenze per l’intera compagine della maggioranza. Dov’era mentre accadevano certe cose? Da anni vengono sollevate e denunciate innumerevoli questioni su cui la minoranza ha sempre trovato un muro. A partire da una spartizione del territorio sin troppo chiara, con Trino e Terre d’acqua a Forza Italia, Livorno Ferraris e i vari impianti (Eon, cave, maxi-inceneritore) ad An e la Valsesia alla Lega».
venerdì 19 febbraio 2010
Diari di un uomo di potere
Da "La Stampa" del 19 febbraio.
Masoero è tornato oggi libero, dopo un ultimo, estenuante interrogatorio, che si è concluso ieri in serata. Ma che cosa hanno sinora accertato i pm, e come si è difeso Masoero?
Ecco alcuni stralci dell’ordinanza (12 pagine) del gip Maria Teresa Guaschino.
La busta di Tomalino
Giovedì 4 febbraio. Una delle «cimici» sistemate nell’ufficio di Masoero in Provincia, registra questa conversazione.Gianni Tomalino: «Ti telefono perché mi hanno telefonato gli amici, dicendo che quelli là vogliono entrare nella partita e vorrebbero un incontro...».Renzo Masoero: «No, ma io parlo italiano? No ma quelli là, allora facciamo così...con quelli devo fare il bastardo...ora quelli portano il contributo».Tomalino: «Dici che hanno abbassato la testa?».Masoero: «E si siedono...no...vedere...eh, come si dice? Fare vedere soldi, dare cammelli...Portano un contributo alla campagna elettorale del presidente e poi si siedono al tavolo...».Ma chi sono «quelli là» di cui si parla? E che dovrebbero portare soldi? Sarebbero l’imprenditore di Pont-Saint Martin Paolo Fresc (che ieri, raggiunto al telefono ha negato tutto, ma non di essere «persona informata sui fatti»).
Mercoledì 10 febbraio. Tomalino invia un sms a Masoero: «Ho ricevuto i tuoi documenti, te li porto domattina?». Non sa che i carabinieri lo hanno seguito al bar Felix di Santhià, dove Paolo Fresc (che con La Stampa nega: «Mai stato quel giorno a Santhià») gli ha consegnato un plico.Giovedì 11 febbraio. Verso le 10, Tomalino si presenta nell’ufficio di Masoero. Intercettazioni.Tomalino: «Ti devo dare una busta, credo che sia quello stabilito, non mi sono permesso di aprirla...».
Scatta il blitz dei carabinieri della Squadra di Pg della procura: sono i famosi 10 mila euro, di cui si è parlato subito dopo il clamoroso arresto.Ma perché Masoero pretendeva quei soldi per finanziarsi la campagna elettorale? Lo spiega il gip.«L’esborso di denaro sarebbe stato ineluttabile per una definizione positiva di procedure amministrative per l’assegnazione alla società...di contratti del valore complessivo di 600 mila euro per la costruzione di due rotonde stradali nella provincia di Vercelli».«E’ evidente - chiosa il gip - come Masoero abbia abusato della posizione di presidente per influire sull’assessore ai Lavori pubblici Zanotti nell’assegnazione dei lavori relativi a rotonde stradali e abbia richiesto finanziamenti alla sua campagna elettorale alle imprese che lavoravano con la Provincia».
Il filone cava Ballina
Sulla cava Ballina di Livorno Ferraris, Masoero, che è anche sindaco del paese, intendeva realizzare una discarica per inerti: un bando da 22 milioni di euro. Masoero, secondo il capo di imputazione, avrebbe chiesto soldi ad alcuni degli imprenditori interessati. Lo ammette lui stesso: «Ho chiesto a Dino Ravarino, della Waste Management di darmi una mano se avesse vinto la sua impresa...Dalla Waste mi aspettavo almeno 40 mila euro. Trattandosi di ditte molto grandi, il cui rapporto sarebbe durato nel tempo, pensavo di poter chiedere un contributo perché so che tali imprese hanno dato contributi a partiti politici in occasione di competizioni elettorali».Ma c’è di più. Sempre sulla Ballina, Masoero ammette di aver consegnato ai dirigenti della Ireos di Genova, una delle ditte concorrenti per l’appalto dei lavori, in particolare a Pier Giulio Porazza, l’elenco delle imprese che avevano partecipato alla gara. «L’ho fatto in buona fede, ritenendo che fosse pubblico». Chi è Pier Giulio Porazza lo spiega Giorgio Levi nell’articolo qui a fianco.L’affaire-Ballina gli stava proprio a cuore: lo attesta, chiaramente, un’intercettazione del 27 gennaio sui ritardi nella procedura di aggiudicazione dei lavori: «Ho tirato quattro Cristi a Livorno perché siccome sono rimasti sostanzialmente in tre nella gara della cava, chiunque dei tre vinca mi dà una mano.
Giustamente dicono: devo almeno vincere, non dico avere l’autorizzazione della Provincia, ma almeno vincere a Livorno. Chiunque vinca, essendo il sindaco e dovendo passare ancora dalla Provincia, sono in grado di dire a chiunque: ‘’Senti, siccome ci sono dei lavori importanti da fare, non ho problemi a dire ad un altro: lo faccio fare a te...E scusa, uno cerca di riconoscere chi ti ha aiutato, non chi ha cercato di metterlo in c...A me sembra sia nella normalità delle cose».
Dichiarazioni, che, ieri hanno fatto esclamare all’assessore Fabrizio Finocchi: «Sono tramortito, queste parole non possono essere state pronunciate dal Renzo Masoero con cui ho lavorato fianco a fianco per otto anni. Penso che sia stato colpito da una grave malattia cerebrale, non mi vengono in mente altre spiegazioni perché gli volevo, perché gli voglio bene».«Soldi da tutti»Al momento del blitz, nell’ufficio del presidente della Provincia sono stati trovati circa 50 mila euro. Il presidente ha detto che aveva chiesto «contributi ad una serie di amici: al mio testimone di nozze, all’Associazioni commercianti, ad alcuni imprenditori della Valsesia, con cui sono in rapporti d’amicizia personali...Ho chiesto soldi anche all’architetto G. di Torino, che non ha mai lavorato per la Provincia, ma che ha restaurato la parrocchia di Livorno Ferraris e partecipato al restauro del cimitero. Mi ha dato tremila euro».
Per giustificarsi, Masoero ha detto che avrebbe provveduto a «legalizzare» quei versamenti. «Tenevo i soldi nel cassetto della scrivania del mio ufficio in attesa di aprire, entro il 28 febbraio, il conto corrente fiduciario». Masoero si aggrappa a questo punto: stava raccogliendo fondi per la campagna elettorale e li avrebbe successivamente regolarizzati. Ma l’accusa è concussione.
Masoero è tornato oggi libero, dopo un ultimo, estenuante interrogatorio, che si è concluso ieri in serata. Ma che cosa hanno sinora accertato i pm, e come si è difeso Masoero?
Ecco alcuni stralci dell’ordinanza (12 pagine) del gip Maria Teresa Guaschino.
La busta di Tomalino
Giovedì 4 febbraio. Una delle «cimici» sistemate nell’ufficio di Masoero in Provincia, registra questa conversazione.Gianni Tomalino: «Ti telefono perché mi hanno telefonato gli amici, dicendo che quelli là vogliono entrare nella partita e vorrebbero un incontro...».Renzo Masoero: «No, ma io parlo italiano? No ma quelli là, allora facciamo così...con quelli devo fare il bastardo...ora quelli portano il contributo».Tomalino: «Dici che hanno abbassato la testa?».Masoero: «E si siedono...no...vedere...eh, come si dice? Fare vedere soldi, dare cammelli...Portano un contributo alla campagna elettorale del presidente e poi si siedono al tavolo...».Ma chi sono «quelli là» di cui si parla? E che dovrebbero portare soldi? Sarebbero l’imprenditore di Pont-Saint Martin Paolo Fresc (che ieri, raggiunto al telefono ha negato tutto, ma non di essere «persona informata sui fatti»).
Mercoledì 10 febbraio. Tomalino invia un sms a Masoero: «Ho ricevuto i tuoi documenti, te li porto domattina?». Non sa che i carabinieri lo hanno seguito al bar Felix di Santhià, dove Paolo Fresc (che con La Stampa nega: «Mai stato quel giorno a Santhià») gli ha consegnato un plico.Giovedì 11 febbraio. Verso le 10, Tomalino si presenta nell’ufficio di Masoero. Intercettazioni.Tomalino: «Ti devo dare una busta, credo che sia quello stabilito, non mi sono permesso di aprirla...».
Scatta il blitz dei carabinieri della Squadra di Pg della procura: sono i famosi 10 mila euro, di cui si è parlato subito dopo il clamoroso arresto.Ma perché Masoero pretendeva quei soldi per finanziarsi la campagna elettorale? Lo spiega il gip.«L’esborso di denaro sarebbe stato ineluttabile per una definizione positiva di procedure amministrative per l’assegnazione alla società...di contratti del valore complessivo di 600 mila euro per la costruzione di due rotonde stradali nella provincia di Vercelli».«E’ evidente - chiosa il gip - come Masoero abbia abusato della posizione di presidente per influire sull’assessore ai Lavori pubblici Zanotti nell’assegnazione dei lavori relativi a rotonde stradali e abbia richiesto finanziamenti alla sua campagna elettorale alle imprese che lavoravano con la Provincia».
Il filone cava Ballina
Sulla cava Ballina di Livorno Ferraris, Masoero, che è anche sindaco del paese, intendeva realizzare una discarica per inerti: un bando da 22 milioni di euro. Masoero, secondo il capo di imputazione, avrebbe chiesto soldi ad alcuni degli imprenditori interessati. Lo ammette lui stesso: «Ho chiesto a Dino Ravarino, della Waste Management di darmi una mano se avesse vinto la sua impresa...Dalla Waste mi aspettavo almeno 40 mila euro. Trattandosi di ditte molto grandi, il cui rapporto sarebbe durato nel tempo, pensavo di poter chiedere un contributo perché so che tali imprese hanno dato contributi a partiti politici in occasione di competizioni elettorali».Ma c’è di più. Sempre sulla Ballina, Masoero ammette di aver consegnato ai dirigenti della Ireos di Genova, una delle ditte concorrenti per l’appalto dei lavori, in particolare a Pier Giulio Porazza, l’elenco delle imprese che avevano partecipato alla gara. «L’ho fatto in buona fede, ritenendo che fosse pubblico». Chi è Pier Giulio Porazza lo spiega Giorgio Levi nell’articolo qui a fianco.L’affaire-Ballina gli stava proprio a cuore: lo attesta, chiaramente, un’intercettazione del 27 gennaio sui ritardi nella procedura di aggiudicazione dei lavori: «Ho tirato quattro Cristi a Livorno perché siccome sono rimasti sostanzialmente in tre nella gara della cava, chiunque dei tre vinca mi dà una mano.
Giustamente dicono: devo almeno vincere, non dico avere l’autorizzazione della Provincia, ma almeno vincere a Livorno. Chiunque vinca, essendo il sindaco e dovendo passare ancora dalla Provincia, sono in grado di dire a chiunque: ‘’Senti, siccome ci sono dei lavori importanti da fare, non ho problemi a dire ad un altro: lo faccio fare a te...E scusa, uno cerca di riconoscere chi ti ha aiutato, non chi ha cercato di metterlo in c...A me sembra sia nella normalità delle cose».
Dichiarazioni, che, ieri hanno fatto esclamare all’assessore Fabrizio Finocchi: «Sono tramortito, queste parole non possono essere state pronunciate dal Renzo Masoero con cui ho lavorato fianco a fianco per otto anni. Penso che sia stato colpito da una grave malattia cerebrale, non mi vengono in mente altre spiegazioni perché gli volevo, perché gli voglio bene».«Soldi da tutti»Al momento del blitz, nell’ufficio del presidente della Provincia sono stati trovati circa 50 mila euro. Il presidente ha detto che aveva chiesto «contributi ad una serie di amici: al mio testimone di nozze, all’Associazioni commercianti, ad alcuni imprenditori della Valsesia, con cui sono in rapporti d’amicizia personali...Ho chiesto soldi anche all’architetto G. di Torino, che non ha mai lavorato per la Provincia, ma che ha restaurato la parrocchia di Livorno Ferraris e partecipato al restauro del cimitero. Mi ha dato tremila euro».
Per giustificarsi, Masoero ha detto che avrebbe provveduto a «legalizzare» quei versamenti. «Tenevo i soldi nel cassetto della scrivania del mio ufficio in attesa di aprire, entro il 28 febbraio, il conto corrente fiduciario». Masoero si aggrappa a questo punto: stava raccogliendo fondi per la campagna elettorale e li avrebbe successivamente regolarizzati. Ma l’accusa è concussione.
giovedì 18 febbraio 2010
Masoero, spunta un imprenditore valdostano
(da "La Stampa" del 18 febbraio)
Sono ore decisive per Renzo Masoero, il presidente della Provincia agli arresti domiciliari da giovedì scorso. Decisive perché, se la procura completerà le indagini sui tre presunti episodi di concussione di cui è accusato, da domattina potrà tornare in libertà. Con la mezzanotte di oggi infatti scade il termine previsto dall’ordinanza del gip Maria Teresa Guaschino, che impone a Masoero di restare nella sua casa di Livorno Ferraris senza incontrare nessuno se non familiari, avvocati e parlamentari, come prevede il Codice in caso di arresto. E almeno una visita, quella del deputato Roberto Rosso, sabato sera il presidente l’ha ricevuta.Anche ieri procura e polizia giudiziaria hanno lavorato senza sosta. Tornando anche a Palazzo dei Barnabiti, negli uffici del presidente. E probabilmente portando ancora qualcosa con sé. Non si sa riferito all’episodio dei diecimila euro che Gianni Tamalino avrebbe consegnato a Masoero per conto di un imprenditore valdostano, incontrato il giorno prima in un bar di Santhià. Secondo l’accusa, in cambio, sarebbero stata promessa l’esecuzione di alcuni lavori. Oppure se è stato sequestrato altro materiale per il maxi appalto della cava Ballina di Livorno Ferraris, dove la richiesta di denaro, per un importo più rilevante, sarebbe stata fatta ad una delle aziende interessate all’appalto. I magistrati comunque non sembrano più intenzionati, a meno che non lo chieda il diretto interessato, ad ascoltare Renzo Masoero. Già sentito due volte in una settimana, ed in un caso, subito dopo l’arresto, con un interrogatorio-fiume. Oggi in Procura è atteso anche Alberto Mittone, il legale torinese che si è affiancato, nel collegio di difesa, ad Andrea Corsaro. «In queste ore Masoero dovrà prendere decisioni importanti», ha anticipato soltanto il legale.Il presidente della Provincia ha detto ai magistrati di non volersi più candidare alle elezioni regionali di maggio. Per la campagna elettorale pare che Masoero stesse cercando aiuti un po’ ovunque, chiedendo soldi anche ai suoi amici più stretti. E nell’ufficio sarebbe stato trovato anche altro denaro contante. Negli ambienti politici vercellesi però in queste ore torna a girare la voce di una possibile autosospensione del presidente. «Come ufficio - sottolinea la procura - non ci aspettiamo dimissioni. Questi sono problemi politici che vanno discussi con i cittadini». Finora però Renzo Masoero ha sempre sostenuto di voler tornare al lavoro. «Da venerdì potrò tornare a fare il presidente della Provincia e il sindaco di Livorno» ha scritto nella lettera che la moglie Betty Vaudagna ha letto martedì sera ai livornesi, riuniti davanti alla casa di viale IV Novembre per fare gli auguri al loro primo cittadino nel giorno del suo quaranteseiesimo compleanno.
Sono ore decisive per Renzo Masoero, il presidente della Provincia agli arresti domiciliari da giovedì scorso. Decisive perché, se la procura completerà le indagini sui tre presunti episodi di concussione di cui è accusato, da domattina potrà tornare in libertà. Con la mezzanotte di oggi infatti scade il termine previsto dall’ordinanza del gip Maria Teresa Guaschino, che impone a Masoero di restare nella sua casa di Livorno Ferraris senza incontrare nessuno se non familiari, avvocati e parlamentari, come prevede il Codice in caso di arresto. E almeno una visita, quella del deputato Roberto Rosso, sabato sera il presidente l’ha ricevuta.Anche ieri procura e polizia giudiziaria hanno lavorato senza sosta. Tornando anche a Palazzo dei Barnabiti, negli uffici del presidente. E probabilmente portando ancora qualcosa con sé. Non si sa riferito all’episodio dei diecimila euro che Gianni Tamalino avrebbe consegnato a Masoero per conto di un imprenditore valdostano, incontrato il giorno prima in un bar di Santhià. Secondo l’accusa, in cambio, sarebbero stata promessa l’esecuzione di alcuni lavori. Oppure se è stato sequestrato altro materiale per il maxi appalto della cava Ballina di Livorno Ferraris, dove la richiesta di denaro, per un importo più rilevante, sarebbe stata fatta ad una delle aziende interessate all’appalto. I magistrati comunque non sembrano più intenzionati, a meno che non lo chieda il diretto interessato, ad ascoltare Renzo Masoero. Già sentito due volte in una settimana, ed in un caso, subito dopo l’arresto, con un interrogatorio-fiume. Oggi in Procura è atteso anche Alberto Mittone, il legale torinese che si è affiancato, nel collegio di difesa, ad Andrea Corsaro. «In queste ore Masoero dovrà prendere decisioni importanti», ha anticipato soltanto il legale.Il presidente della Provincia ha detto ai magistrati di non volersi più candidare alle elezioni regionali di maggio. Per la campagna elettorale pare che Masoero stesse cercando aiuti un po’ ovunque, chiedendo soldi anche ai suoi amici più stretti. E nell’ufficio sarebbe stato trovato anche altro denaro contante. Negli ambienti politici vercellesi però in queste ore torna a girare la voce di una possibile autosospensione del presidente. «Come ufficio - sottolinea la procura - non ci aspettiamo dimissioni. Questi sono problemi politici che vanno discussi con i cittadini». Finora però Renzo Masoero ha sempre sostenuto di voler tornare al lavoro. «Da venerdì potrò tornare a fare il presidente della Provincia e il sindaco di Livorno» ha scritto nella lettera che la moglie Betty Vaudagna ha letto martedì sera ai livornesi, riuniti davanti alla casa di viale IV Novembre per fare gli auguri al loro primo cittadino nel giorno del suo quaranteseiesimo compleanno.
mercoledì 17 febbraio 2010
Caso Masoero, fra interrogatori e malori
(da "La Stampa" del 17 febbraio 2010)
ROBERTA MARTINI
VERCELLI
Gli interrogatori, lunedì, continuano fino a notte fonda. Torna, per la terza volta, Luigi Guelpa, l’addetto stampa della Provincia. Viene riascoltata la dirigente del settore Bilancio, Gianna Maffei. E il corridoio della procura è affollato: probabilmente alcuni imprenditori, che i magistrati vogliono risentire. D’altra parte, da Palazzo di giustizia l’indicazione era chiara: tutti gli elementi sarebbero stati raccolti entro domani, perchè da venerdì il presidente della Provincia Renzo Masoero, accusato di tre diversi episodi di concussione, può lasciare gli arresti domiciliari e tornare in libertà. Anche nel suo ufficio, a palazzo dei Barnabiti. Se lo farà - e che cosa farà in tutta la giornata - non è dato sapere. Forse festeggerà il compleanno, che cadeva ieri, e che a Livorno è stato ricordato con una manifestazione di solidarietà davanti alla sua casa. Luigi Guelpa, l’addetto stampa che sarebbe vittima di uno dei presunti episodi di concussione, ieri ha invece presentato denuncia alla polizia postale per le frasi irriguardose pubblicate nei suoi confronti su Facebook, nelle pagine del gruppo «Sosteniamo Renzo Masoero». Secondo l’ipotesi accusatoria della procura, nel 2004 Guelpa avrebbe versato per quattro mesi parte dello stipendio al presidente, che gli avrebbe chiesto una somma (250 euro) per garantirgli la continuità del posto di lavoro. Diversa la versione di Masoero, che è assistito dagli avvocati Andrea Corsaro e Alberto Mittone, che sosterrebbe come il denaro sarebbe servito per finanziare la sezione di An di Livorno Ferraris. Guelpa in queste ore ha presentato anche le dimissioni dall’incarico di direttore responsabile di «Livorno informa», il giornale del Comune di cui Masoero è sindaco.Un altro episodio di presunta concussione (il terzo si riferirebbe all’appalto per la cava Ballina di Livorno Ferraris) toccherebbe il piccolo imprenditore di Santhià Gianni Tomalino, che si trovava nell’ufficio di Renzo Masoero giovedì scorso all’arrivo dei carabinieri della squadra di polizia giudiziaria. L’imprenditore, che di Masoero sarebbe anche amico, avrebbe consegnato al presidente della Provincia una somma di 10 mila euro. Tomalino, che ieri era a Santhià, non ha voluto andare oltre un laconico: «Per il momento non posso parlare. Sono una persona informata sui fatti».Sempre ieri, in Provincia, il vice presidente Paolo Tiramani, che in questi giorni ha assunto la reggenza, è stato colto da un malore, provocato probabilmente dallo stress. Ieri sera, al telefono, dal Pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea, era però pronto a rassicurare tutti: «Ho avuto solo un malore, mi sono spaventato, ma ora sto meglio».
ROBERTA MARTINI
VERCELLI
Gli interrogatori, lunedì, continuano fino a notte fonda. Torna, per la terza volta, Luigi Guelpa, l’addetto stampa della Provincia. Viene riascoltata la dirigente del settore Bilancio, Gianna Maffei. E il corridoio della procura è affollato: probabilmente alcuni imprenditori, che i magistrati vogliono risentire. D’altra parte, da Palazzo di giustizia l’indicazione era chiara: tutti gli elementi sarebbero stati raccolti entro domani, perchè da venerdì il presidente della Provincia Renzo Masoero, accusato di tre diversi episodi di concussione, può lasciare gli arresti domiciliari e tornare in libertà. Anche nel suo ufficio, a palazzo dei Barnabiti. Se lo farà - e che cosa farà in tutta la giornata - non è dato sapere. Forse festeggerà il compleanno, che cadeva ieri, e che a Livorno è stato ricordato con una manifestazione di solidarietà davanti alla sua casa. Luigi Guelpa, l’addetto stampa che sarebbe vittima di uno dei presunti episodi di concussione, ieri ha invece presentato denuncia alla polizia postale per le frasi irriguardose pubblicate nei suoi confronti su Facebook, nelle pagine del gruppo «Sosteniamo Renzo Masoero». Secondo l’ipotesi accusatoria della procura, nel 2004 Guelpa avrebbe versato per quattro mesi parte dello stipendio al presidente, che gli avrebbe chiesto una somma (250 euro) per garantirgli la continuità del posto di lavoro. Diversa la versione di Masoero, che è assistito dagli avvocati Andrea Corsaro e Alberto Mittone, che sosterrebbe come il denaro sarebbe servito per finanziare la sezione di An di Livorno Ferraris. Guelpa in queste ore ha presentato anche le dimissioni dall’incarico di direttore responsabile di «Livorno informa», il giornale del Comune di cui Masoero è sindaco.Un altro episodio di presunta concussione (il terzo si riferirebbe all’appalto per la cava Ballina di Livorno Ferraris) toccherebbe il piccolo imprenditore di Santhià Gianni Tomalino, che si trovava nell’ufficio di Renzo Masoero giovedì scorso all’arrivo dei carabinieri della squadra di polizia giudiziaria. L’imprenditore, che di Masoero sarebbe anche amico, avrebbe consegnato al presidente della Provincia una somma di 10 mila euro. Tomalino, che ieri era a Santhià, non ha voluto andare oltre un laconico: «Per il momento non posso parlare. Sono una persona informata sui fatti».Sempre ieri, in Provincia, il vice presidente Paolo Tiramani, che in questi giorni ha assunto la reggenza, è stato colto da un malore, provocato probabilmente dallo stress. Ieri sera, al telefono, dal Pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea, era però pronto a rassicurare tutti: «Ho avuto solo un malore, mi sono spaventato, ma ora sto meglio».
martedì 16 febbraio 2010
Masoero e le tre ipotesi. Salta la candidatura
(da "La Stampa" del 16 febbraio 2010)
ROBERTA MARTINI
VERCELLI
Sono tre gli episodi di concussione che la procura contesta al presidente della Provincia, Renzo Masoero. E sarebbero avvenuti in tre tempi diversi. Nell’ipotesi dell’accusa, il presidente avrebbe fatto tutto da solo. Senza coinvolgere altre persone. Da Palazzo di giustizia arrivano le prime conferme all’inchiesta che da giovedì ha provocato uno sconquasso nel modo politico vercellese: la procura non entra nel merito degli episodi, ma sottolinea che la difesa del presidente, agli arresti domiciliari sino a giovedì, «non contesta i fatti nella loro materialità», «ne contesta invece l’interpretazione». «Al momento il gip - aggiunge la procura - ha valutato come corretta la nostra interpretazione, ma noi stessi saremo i primi a cambiare idea se i fatti ci porteranno in questa direzione».Nessuno conferma quali siano i tre episodi, ma potrebbe trattarsi della somma di 10 mila euro, versata dal piccolo imprenditore di Santhià Gianni Tomalino, proprio giovedì, della somma che avrebbe versato (su richiesta) l’addetto stampa della Provincia, Luigi Guelpa, per alcuni mesi del 2004, ed infine una somma collegata all’appalto per la cava Ballina, la grande area alla periferia di Livorno Ferraris, che il Comune vorrebbe trasformare in discarica per inerti. Questa volta a pagare sarebbe stata una delle ditte interessate al mega appalto. «Abbiamo chiesto una misura cautelare per un tempo limitato - sostiene la procura -, un tempo ragionevole anche a tutela dell’indagato. E in questi giorni abbiamo sentito testi dell’accusa ma anche testimoni a difesa». Da venerdì Renzo Masoero potrà tornare libero e la procura, al momento, non sembra pensare ad altre misure interdittive.Dalla sua casa di Livorno Ferraris, il presidente della Provincia non può parlare. Ma si affida al suo avvocato, Andrea Corsaro, che da ieri è stato affiancato dal legale torinese Alberto Vittone: «Il presidente - spiega l’avvocato e sindaco di Vercelli -, pur essendo certo di chiarire la sua posizione, ha deciso di non presentare la sua candidatura alle elezioni regionali». E lo ha detto anche ai magistrati. Già ieri sera il Pdl ha scelto di candidare Alberto Cortopassi tanto nel listino che nel proporzionale.Per la procura però l’inchiesta non sarebbe originata da una faida interna al Pdl: «Non vediamo una relazione con le attuali elezioni amministrative. Anzi ci ha contrariato la necessità di intervenire proprio in questo momento». Ieri sono continuati gli interrogatori (è stato sentito brevemente anche il coordinatore del Pdl provinciale Alberto Cortopassi) e a Palazzo dei Barnabiti sono stati sequestrati i computer nell’ufficio del presidente e in segreteria. Proprio in un computer potrebbe esserci un elemento utile a suffragare una delle ipotesi d’accusa.
ROBERTA MARTINI
VERCELLI
Sono tre gli episodi di concussione che la procura contesta al presidente della Provincia, Renzo Masoero. E sarebbero avvenuti in tre tempi diversi. Nell’ipotesi dell’accusa, il presidente avrebbe fatto tutto da solo. Senza coinvolgere altre persone. Da Palazzo di giustizia arrivano le prime conferme all’inchiesta che da giovedì ha provocato uno sconquasso nel modo politico vercellese: la procura non entra nel merito degli episodi, ma sottolinea che la difesa del presidente, agli arresti domiciliari sino a giovedì, «non contesta i fatti nella loro materialità», «ne contesta invece l’interpretazione». «Al momento il gip - aggiunge la procura - ha valutato come corretta la nostra interpretazione, ma noi stessi saremo i primi a cambiare idea se i fatti ci porteranno in questa direzione».Nessuno conferma quali siano i tre episodi, ma potrebbe trattarsi della somma di 10 mila euro, versata dal piccolo imprenditore di Santhià Gianni Tomalino, proprio giovedì, della somma che avrebbe versato (su richiesta) l’addetto stampa della Provincia, Luigi Guelpa, per alcuni mesi del 2004, ed infine una somma collegata all’appalto per la cava Ballina, la grande area alla periferia di Livorno Ferraris, che il Comune vorrebbe trasformare in discarica per inerti. Questa volta a pagare sarebbe stata una delle ditte interessate al mega appalto. «Abbiamo chiesto una misura cautelare per un tempo limitato - sostiene la procura -, un tempo ragionevole anche a tutela dell’indagato. E in questi giorni abbiamo sentito testi dell’accusa ma anche testimoni a difesa». Da venerdì Renzo Masoero potrà tornare libero e la procura, al momento, non sembra pensare ad altre misure interdittive.Dalla sua casa di Livorno Ferraris, il presidente della Provincia non può parlare. Ma si affida al suo avvocato, Andrea Corsaro, che da ieri è stato affiancato dal legale torinese Alberto Vittone: «Il presidente - spiega l’avvocato e sindaco di Vercelli -, pur essendo certo di chiarire la sua posizione, ha deciso di non presentare la sua candidatura alle elezioni regionali». E lo ha detto anche ai magistrati. Già ieri sera il Pdl ha scelto di candidare Alberto Cortopassi tanto nel listino che nel proporzionale.Per la procura però l’inchiesta non sarebbe originata da una faida interna al Pdl: «Non vediamo una relazione con le attuali elezioni amministrative. Anzi ci ha contrariato la necessità di intervenire proprio in questo momento». Ieri sono continuati gli interrogatori (è stato sentito brevemente anche il coordinatore del Pdl provinciale Alberto Cortopassi) e a Palazzo dei Barnabiti sono stati sequestrati i computer nell’ufficio del presidente e in segreteria. Proprio in un computer potrebbe esserci un elemento utile a suffragare una delle ipotesi d’accusa.
lunedì 15 febbraio 2010
L'addetto stampa pagava per lavorare in Provincia?
(Da "La Stampa" del 15 febbraio)
ROBERTA MARTINI
VERCELLI
E’ stata la seconda persona ad essere sentita, in Procura, giovedì pomeriggio, subito dopo Renzo Masoero. Prima il presidente, poi il responsabile dell’ufficio stampa della Provincia. Non un interrogatorio fiume, come quello dell’esponente politico del Pdl, comunque un colloquio non brevissimo. E sabato mattina Luigi Guelpa, 39 anni, giornalista professionista di Livorno Ferraris, è tornato davanti al procuratore Giorgio Vitari. Questa volta soltanto per pochi minuti, poi il magistrato ha ascoltato altri testimoni. Probabilmente alcuni imprenditori.Partirebbe proprio da Luigi Guelpa, e dal suo lavoro in Provincia, il nuovo filone che emerge dell’inchiesta sul presidente di Palazzo dei Barnabiti, arrestato giovedì pomeriggio dagli uomini della polizia giudiziaria con un’ipotesi accusatoria di concussione. Al giornalista vercellese, incaricato nel 2004, con un contratto di collaborazione, di seguire i rapporti della Provincia con i mass media, Renzo Masoero avrebbe chiesto di versargli ogni mese una somma in denaro. A lavoro cominciato, subito dopo il pagamento del primo mese di stipendio, gli avrebbe chiesto una quota di alcune centinaia di euro per avere garantita la continuità del rapporto di lavoro. Che in effetti è proseguito anche se il giornalista, dopo alcuni mesi, si sarebbe rifiutato di versare questa sorta di «tassa» al suo presidente.Guelpa non entra nel merito dei colloqui, conferma soltanto di essere andato in Tribunale. E di «aver riscontrato nel dottor Vitari una persona cordiale, attenta ed estremamente professionale». Anche questa mattina, così come ha fatto anche in questa settimana difficile in Provincia, sarà al suo posto di lavoro. In un’altra giornata che si annuncia infuocata, a cominciare dalle 9,30 con la seduta del Consiglio provinciale.Renzo Masoero, dopo la convalida dell’arresto, resterà agli domiciliari a Livorno Ferraris fino a giovedì compreso, secondo l’ordinanza del gip Maria Teresa Guaschino. Il presidente dice di avere piena fiducia nell’operato della magistratura e di essere convinto di aver dato spiegazioni obiettive per chiarire la sua posizione, che sta assumendo contorni sempre più clamorosi.
ROBERTA MARTINI
VERCELLI
E’ stata la seconda persona ad essere sentita, in Procura, giovedì pomeriggio, subito dopo Renzo Masoero. Prima il presidente, poi il responsabile dell’ufficio stampa della Provincia. Non un interrogatorio fiume, come quello dell’esponente politico del Pdl, comunque un colloquio non brevissimo. E sabato mattina Luigi Guelpa, 39 anni, giornalista professionista di Livorno Ferraris, è tornato davanti al procuratore Giorgio Vitari. Questa volta soltanto per pochi minuti, poi il magistrato ha ascoltato altri testimoni. Probabilmente alcuni imprenditori.Partirebbe proprio da Luigi Guelpa, e dal suo lavoro in Provincia, il nuovo filone che emerge dell’inchiesta sul presidente di Palazzo dei Barnabiti, arrestato giovedì pomeriggio dagli uomini della polizia giudiziaria con un’ipotesi accusatoria di concussione. Al giornalista vercellese, incaricato nel 2004, con un contratto di collaborazione, di seguire i rapporti della Provincia con i mass media, Renzo Masoero avrebbe chiesto di versargli ogni mese una somma in denaro. A lavoro cominciato, subito dopo il pagamento del primo mese di stipendio, gli avrebbe chiesto una quota di alcune centinaia di euro per avere garantita la continuità del rapporto di lavoro. Che in effetti è proseguito anche se il giornalista, dopo alcuni mesi, si sarebbe rifiutato di versare questa sorta di «tassa» al suo presidente.Guelpa non entra nel merito dei colloqui, conferma soltanto di essere andato in Tribunale. E di «aver riscontrato nel dottor Vitari una persona cordiale, attenta ed estremamente professionale». Anche questa mattina, così come ha fatto anche in questa settimana difficile in Provincia, sarà al suo posto di lavoro. In un’altra giornata che si annuncia infuocata, a cominciare dalle 9,30 con la seduta del Consiglio provinciale.Renzo Masoero, dopo la convalida dell’arresto, resterà agli domiciliari a Livorno Ferraris fino a giovedì compreso, secondo l’ordinanza del gip Maria Teresa Guaschino. Il presidente dice di avere piena fiducia nell’operato della magistratura e di essere convinto di aver dato spiegazioni obiettive per chiarire la sua posizione, che sta assumendo contorni sempre più clamorosi.
Per chi fosse rimasto indietro....
(Da "La Stampa" del 14 febbraio 2010, Festa degli innamorati)
Masoero in libertà dopo il 18
ROBERTA MARTINI
VERCELLI
Le esigenze di indagine termineranno il 18. Fino ad allora Renzo Masoero resterà agli arresti domiciliari, poi potrà tornare in libertà. Lo ha deciso il gip Maria Teresa Guaschino, convalidando l’arresto del presidente della Provincia, accusato di concussione: secondo la procura guidata da Giorgio Vitari, si sarebbe fatto consegnare 10 mila euro da un imprenditore della zona per finanziare la sua campagna elettorale in Regione. E’ un’accusa che però Masoero respinge con fermezza, attraverso la voce del suo avvocato, Andrea Corsaro: «Il presidente ha piena fiducia nell’operato della magistratura. Ha dato tutte le indicazioni necessarie e confida di riprendere al più presto l’attività amministrativa». Non sono stati giorni facili, per l’esponente del Pdl, chiuso da giovedì pomeriggio nella sua casa in viale IV Novembre a Livorno Ferraris, il paese di cui è anche sindaco: «Sono stati giorni di particolare tensione - conferma Corsaro - . In presenza di un’accusa bisogna essere lucidi e dare obiettivamente spiegazioni che portino ad escludere le contestazioni che vengono mosse. Renzo Masoero è convinto di essere sufficientemente forte su un equivoco che andrebbe chiarito».In questi giorni è stato forte anche il tam tam del «non ci posso credere», con tante voci a fare quadrato attorno al presidente: «Renzo Masoero - continua il suo legale - ringrazia tutti per le manifestazioni di solidarietà. E per l’enorme e generosa manifestazione di affetto dei cittadini di Livorno. Anche noi difensori l’abbiamo toccata con mano, in ogni dove». Il Consiglio provinciale di domani mattina sarà guidato dal vice presidente, Paolo Tiramani. E da venerdì Masoero torna in libertà.
Il PD chiede le dimissioni
ENRICO DE MARIA
GLORIA POZZO
VERCELLI
Dimissioni, subito. Il Pd è compatto nel chiedere a Masoero di rinunciare ai propri incarichi di presidente della Provincia e di sindaco. Così, la minoranza compatta in Provincia, prima che si sapesse che il presidente tornerà libero venerdì e che, probabilmente, riprenderà il suo posto al timone della giunta. «Abbiamo atteso alcune ore - dichiara il capogruppo Alessandro Portinaro - ma ora ci sembra quanto mai opportuno un segnale di chiarezza e un gesto di responsabilità da parte del presidente Masoero, e pertanto lo invitiamo a rassegnare le proprie dimissioni». «Abbiamo appreso con un certo stupore - prosegue Mariapia Massa - di una seduta di giunta che ha addirittura approvato lo schema di bilancio per il 2010. Non è possibile immaginare che l’amministrazione provinciale continui a funzionare come se nulla fosse accaduto». Per questo, anticipano i consiglieri, «le nostre azioni al Consiglio provinciale convocato per lunedì (domani, ndr) saranno conseguenti a quanto accadrà nelle prossime ore». Dichiarazioni decisamente più forti quelle che arrivano dalla segreteria del Pd: «Considerato che le amministrazioni guidate da Renzo Masoero hanno nel corso degli anni agito con arroganza in spregio ai valori della dialettica democratica, con scelte amministrative improntate a grande superficialità e parzialità, tanto da essere più volte contestate dai gruppi di minoranza, fino alla denuncia alla corte dei Conti, pur in attesa di ulteriori elementi di giudizio sulla vicenda specifica di questi giorni, riteniamo inevitabili le dimissioni di Renzo Masoero dalle cariche di presidente della Provincia di Vercelli e di sindaco del Comune di Livorno Ferraris con conseguente commissariamento dei due enti». Il segretario Mino Vittone si lascia persino scappare una dichiarazione ripresa da un’agenzia di stampa. «E’ innegabile che a Vercelli si sia creato un circuito perverso tra politica, economia e una parte dei mezzi di comunicazione. E non è escluso che se questa vicenda venisse provata, possa portare a dare uno scossone a una commistione indebita che denunciamo da tempo». Dichiarazione che non accederà di entusiasmo la categoria dei giornalisti vercellesi.E mentre il Pd parte lancia in resta, il Pdl, ai massimi livelli, fa quadrato intorno a Masoero. Ieri, al ristorante l’Agape, il «caso Vercelli» è stato trattato da Maurizio Gasparri, presidente del Gruppo Pdl in Senato, dal coordinatore regionale Enzo Ghigo, dal vice coordinatore Agostino Ghiglia, dai candidati alle regionali Alberto Cortopassi, Luca Pedrale e Roberto Rosso e dal senatore Lorenzo Piccioni. Tutti hanno espresso solidarietà a Masoero. In particolare Gasparri ha detto: «Spero che tutto sarà chiarito in fretta e che Masoero, eletto presidente dal 67 per cento dei vercellesi, possa tornare a svolgere la sua attività politica». Durante la parte pubblica dell’incontro con Gasparri, non è stato affrontato il tema del possibile sostituto di Masoero nella competizione del 28 e 29 marzo. La notizia dell’imminente ritorno in libertà del presidente rischia di riscompaginare tutto perché una parte consistente del Pdl starebbe addirittura pensando di riconfermare lui candidato.
Masoero in libertà dopo il 18
ROBERTA MARTINI
VERCELLI
Le esigenze di indagine termineranno il 18. Fino ad allora Renzo Masoero resterà agli arresti domiciliari, poi potrà tornare in libertà. Lo ha deciso il gip Maria Teresa Guaschino, convalidando l’arresto del presidente della Provincia, accusato di concussione: secondo la procura guidata da Giorgio Vitari, si sarebbe fatto consegnare 10 mila euro da un imprenditore della zona per finanziare la sua campagna elettorale in Regione. E’ un’accusa che però Masoero respinge con fermezza, attraverso la voce del suo avvocato, Andrea Corsaro: «Il presidente ha piena fiducia nell’operato della magistratura. Ha dato tutte le indicazioni necessarie e confida di riprendere al più presto l’attività amministrativa». Non sono stati giorni facili, per l’esponente del Pdl, chiuso da giovedì pomeriggio nella sua casa in viale IV Novembre a Livorno Ferraris, il paese di cui è anche sindaco: «Sono stati giorni di particolare tensione - conferma Corsaro - . In presenza di un’accusa bisogna essere lucidi e dare obiettivamente spiegazioni che portino ad escludere le contestazioni che vengono mosse. Renzo Masoero è convinto di essere sufficientemente forte su un equivoco che andrebbe chiarito».In questi giorni è stato forte anche il tam tam del «non ci posso credere», con tante voci a fare quadrato attorno al presidente: «Renzo Masoero - continua il suo legale - ringrazia tutti per le manifestazioni di solidarietà. E per l’enorme e generosa manifestazione di affetto dei cittadini di Livorno. Anche noi difensori l’abbiamo toccata con mano, in ogni dove». Il Consiglio provinciale di domani mattina sarà guidato dal vice presidente, Paolo Tiramani. E da venerdì Masoero torna in libertà.
Il PD chiede le dimissioni
ENRICO DE MARIA
GLORIA POZZO
VERCELLI
Dimissioni, subito. Il Pd è compatto nel chiedere a Masoero di rinunciare ai propri incarichi di presidente della Provincia e di sindaco. Così, la minoranza compatta in Provincia, prima che si sapesse che il presidente tornerà libero venerdì e che, probabilmente, riprenderà il suo posto al timone della giunta. «Abbiamo atteso alcune ore - dichiara il capogruppo Alessandro Portinaro - ma ora ci sembra quanto mai opportuno un segnale di chiarezza e un gesto di responsabilità da parte del presidente Masoero, e pertanto lo invitiamo a rassegnare le proprie dimissioni». «Abbiamo appreso con un certo stupore - prosegue Mariapia Massa - di una seduta di giunta che ha addirittura approvato lo schema di bilancio per il 2010. Non è possibile immaginare che l’amministrazione provinciale continui a funzionare come se nulla fosse accaduto». Per questo, anticipano i consiglieri, «le nostre azioni al Consiglio provinciale convocato per lunedì (domani, ndr) saranno conseguenti a quanto accadrà nelle prossime ore». Dichiarazioni decisamente più forti quelle che arrivano dalla segreteria del Pd: «Considerato che le amministrazioni guidate da Renzo Masoero hanno nel corso degli anni agito con arroganza in spregio ai valori della dialettica democratica, con scelte amministrative improntate a grande superficialità e parzialità, tanto da essere più volte contestate dai gruppi di minoranza, fino alla denuncia alla corte dei Conti, pur in attesa di ulteriori elementi di giudizio sulla vicenda specifica di questi giorni, riteniamo inevitabili le dimissioni di Renzo Masoero dalle cariche di presidente della Provincia di Vercelli e di sindaco del Comune di Livorno Ferraris con conseguente commissariamento dei due enti». Il segretario Mino Vittone si lascia persino scappare una dichiarazione ripresa da un’agenzia di stampa. «E’ innegabile che a Vercelli si sia creato un circuito perverso tra politica, economia e una parte dei mezzi di comunicazione. E non è escluso che se questa vicenda venisse provata, possa portare a dare uno scossone a una commistione indebita che denunciamo da tempo». Dichiarazione che non accederà di entusiasmo la categoria dei giornalisti vercellesi.E mentre il Pd parte lancia in resta, il Pdl, ai massimi livelli, fa quadrato intorno a Masoero. Ieri, al ristorante l’Agape, il «caso Vercelli» è stato trattato da Maurizio Gasparri, presidente del Gruppo Pdl in Senato, dal coordinatore regionale Enzo Ghigo, dal vice coordinatore Agostino Ghiglia, dai candidati alle regionali Alberto Cortopassi, Luca Pedrale e Roberto Rosso e dal senatore Lorenzo Piccioni. Tutti hanno espresso solidarietà a Masoero. In particolare Gasparri ha detto: «Spero che tutto sarà chiarito in fretta e che Masoero, eletto presidente dal 67 per cento dei vercellesi, possa tornare a svolgere la sua attività politica». Durante la parte pubblica dell’incontro con Gasparri, non è stato affrontato il tema del possibile sostituto di Masoero nella competizione del 28 e 29 marzo. La notizia dell’imminente ritorno in libertà del presidente rischia di riscompaginare tutto perché una parte consistente del Pdl starebbe addirittura pensando di riconfermare lui candidato.
sabato 13 febbraio 2010
Masoero, le cimici, la cava e i 10 mila euro
(Da "La Stampa", cronaca di Vercelli).
GIUSEPPE BUFFA
ROBERTA MARTINI
VERCELLI
Le intercettazioni proseguivano da settimane, ascoltate da un «pool» strettissimo di investigatori. Le cimici erano in sala giunta, nell’ufficio del capo di gabinetto e nella zona riservata al presidente. Hanno ascoltato e registrato tutto. E alcuni testimoni, sentiti subito dopo l’arresto del presidente della Provincia Renzo Masoero, sono stati messi di fronte a quelle registrazioni. A Palazzo di giustizia giovedì è stata una lunga notte di interrogatori. Seguita, ieri, da un’altra giornata piena per il procuratore Giorgio Vitari e il sostituto Antonella Barbera. Al centro dell’inchiesta, che ha portato il presidente della Provincia agli arresti domiciliari con l’accusa di concussione, ci sarebbe l’ex cava Ballina, un’area di 490 mila metri quadrati, alla periferia di Livorno Ferraris, «eredità» della linea ferroviaria ad Alta Velocità, che il Comune vuole trasformare in una discarica per rifiuti inerti.
E soprattutto i diecimila euro, consegnati da un imprenditore di Santhià, Gianni Tomalino, al presidente. E’ proprio questa consegna che viene interrotta, giovedì mattina, dagli uomini della polizia giudiziaria di carabinieri e Fiamme gialle. Arrivano in cinque, armati. Quattro lasceranno poco dopo il palazzo della Provincia, insieme al presidente, il quinto invece resterà a raccogliere carte e documenti.Masoero nella sua abitazione di viale IV Novembre, tace, vincolato dagli arresti.
Ma è la famiglia a fare quadrato: «I soldi sono il contributo volontario di un amico. Renzo non ha mai chiesto niente a nessuno». E parlano di «polpetta avvelenata», di un «trappolone» maturato in casa Pdl, nel momento caldo della campagna elettorale. Gianni Tomalino invece non si trova. Di lui si dice che sia un grande amico del presidente della Provincia, con una conoscenza maturata negli anni, mentre della terza persona presente alla consegna, nell’ufficio di Masoero, si sa che sarebbe sempre legato all’azienda santhiatese.L’inchiesta avviata dalla Procura non si limiterebbe però alla sola cava Ballina ma riguarderebbe anche appalti e concorsi, interni ed esterni, dell’amministrazione provinciale.
E sulla base di tutti i filoni di indagine ieri si è scatenato il tam tam delle notizie. Soprattutto infondate. Ci sono due arresti, a Livorno e a Vercelli. Masoero da Livorno è stato portato in carcere. Macchè. L’inchiesta si allarga (ipotesi invece molto più probabile). Ieri mattina è stato sentito a lungo, sempre come persona informata sui fatti, anche il capo di gabinetto della Provincia Iuri Toniazzo. «Gli inquirenti sono stati molto sensibili e umani - ha detto lasciando Palazzo di giustizia -. Ho vissuto questa vicenda sin dalle prime battute e sono talmente provato che mi sembra una cosa surreale».
GIUSEPPE BUFFA
ROBERTA MARTINI
VERCELLI
Le intercettazioni proseguivano da settimane, ascoltate da un «pool» strettissimo di investigatori. Le cimici erano in sala giunta, nell’ufficio del capo di gabinetto e nella zona riservata al presidente. Hanno ascoltato e registrato tutto. E alcuni testimoni, sentiti subito dopo l’arresto del presidente della Provincia Renzo Masoero, sono stati messi di fronte a quelle registrazioni. A Palazzo di giustizia giovedì è stata una lunga notte di interrogatori. Seguita, ieri, da un’altra giornata piena per il procuratore Giorgio Vitari e il sostituto Antonella Barbera. Al centro dell’inchiesta, che ha portato il presidente della Provincia agli arresti domiciliari con l’accusa di concussione, ci sarebbe l’ex cava Ballina, un’area di 490 mila metri quadrati, alla periferia di Livorno Ferraris, «eredità» della linea ferroviaria ad Alta Velocità, che il Comune vuole trasformare in una discarica per rifiuti inerti.
E soprattutto i diecimila euro, consegnati da un imprenditore di Santhià, Gianni Tomalino, al presidente. E’ proprio questa consegna che viene interrotta, giovedì mattina, dagli uomini della polizia giudiziaria di carabinieri e Fiamme gialle. Arrivano in cinque, armati. Quattro lasceranno poco dopo il palazzo della Provincia, insieme al presidente, il quinto invece resterà a raccogliere carte e documenti.Masoero nella sua abitazione di viale IV Novembre, tace, vincolato dagli arresti.
Ma è la famiglia a fare quadrato: «I soldi sono il contributo volontario di un amico. Renzo non ha mai chiesto niente a nessuno». E parlano di «polpetta avvelenata», di un «trappolone» maturato in casa Pdl, nel momento caldo della campagna elettorale. Gianni Tomalino invece non si trova. Di lui si dice che sia un grande amico del presidente della Provincia, con una conoscenza maturata negli anni, mentre della terza persona presente alla consegna, nell’ufficio di Masoero, si sa che sarebbe sempre legato all’azienda santhiatese.L’inchiesta avviata dalla Procura non si limiterebbe però alla sola cava Ballina ma riguarderebbe anche appalti e concorsi, interni ed esterni, dell’amministrazione provinciale.
E sulla base di tutti i filoni di indagine ieri si è scatenato il tam tam delle notizie. Soprattutto infondate. Ci sono due arresti, a Livorno e a Vercelli. Masoero da Livorno è stato portato in carcere. Macchè. L’inchiesta si allarga (ipotesi invece molto più probabile). Ieri mattina è stato sentito a lungo, sempre come persona informata sui fatti, anche il capo di gabinetto della Provincia Iuri Toniazzo. «Gli inquirenti sono stati molto sensibili e umani - ha detto lasciando Palazzo di giustizia -. Ho vissuto questa vicenda sin dalle prime battute e sono talmente provato che mi sembra una cosa surreale».
giovedì 11 febbraio 2010
Che giornata
Hanno arrestato per concussione il presidente della Provincia di Vercelli Renzo Masoero. E' agli arresti domiciliari nella sua casa di Livorno Ferraris, dov'è sindaco.
La Commissione Consigliare Regionale per l'Istruzione ha esaminato i piani di dimensionamento scolastico delle varie province e ha sospeso il trasferimento della Presidenza del Calamandrei da Crescentino a Santhià in attesa di ulteriore documentazione da parte della Provincia di Vercelli.
Che giornata.
martedì 9 febbraio 2010
Grazie Ilvo per la motoscopa
Grazie alla Ilvo, la società che ha acquistato parte dell'area ex-Teksid, che ha donato al Comune - cioè a tutti noi - una motoscopa nuova.
Quella che avevamo era vecchissima, obsoleta, rotta e riparabile soltanto a costi altissimi e si rompeva di nuovo subito. Non avevamo quattrini per acquistarne una nuova, naturalmente.
Grazie Ilvo.
lunedì 8 febbraio 2010
Carnevale, una grande bouffe di fagioli
Carnevale, quel poco che si può, a Crescentino è soprattutto materia di...fagioli.
Ecco i principali appuntamenti:
sabato 13 a pranzo, fagiolata in frazione San Silvestro, nel cortile della Chiesa.
Al pomeriggio, dalle 15 al Polivalente, il Ballo dei Bambini.
Lunedì 15, dalle 5 del mattino fino a oltre mezzogiorno, Enzo Cena il Maturo con la sua band daranno vita alla regina delle Fagiolate, in Piazza Garibaldi: una tradizione che non conosce interruzioni.
Martedì 16, grandi lavori a partire sempre dalle 5 del mattino, nella piazzetta della Chiesa alla Campagna, per una ulteriore kermesse "fagiolistica".
Il martedì grasso è anche la giornata del Pranzo degli Anziani, con tanto di danze a seguire (loro sì, che si divertono).
Ultima fagiolata, al Villaggio Annunziata il sabato successivo - giorno 20 - sempre dall'alba all'ora di pranzo.
Prosit, e buon appetito....
sabato 6 febbraio 2010
Stanno ricostruendo il Mostro
Mi sta bene, così imparo. Il fatto che io me ne sia andata un po' prima dall'ultimo Consiglio Comunale, perché avevo un impegno di lavoro, è diventato il nuovo cavallo di troia di una Opposizione furbetta, furbesca e furbacchiona.
Si sa che l'assenteismo tira, no? E allora, vai!
La storia è questa, la racconto per quei pochi esseri umani che non stanno in Consiglio Comunale e hanno la bontà di passare da qui.
Martedì scorso poco dopo le 17, mentre guardavo le carte in vista dell'imminente Consiglio, mi hanno chiamata da La Stampa dicendomi dell'intervista sulla droga a Morgan, del suo probabile allontanamento da Sanremo, e mi hanno chiesto un pezzo.
Ho guardato l'orologio, ho immaginato che il Consiglio sarebbe finito verso le venti, e dunque avrei avuto tempo di scrivere il mio pezzo: anche perché certe informazioni in materia potevo averle solo io, ed ero dunque indispensabile.
Ma il Consiglio è andato oltre, e poiché mancavano un paio di punti sui quali avevamo come Maggioranza discusso a lungo, e poiché la Maggioranza esiste, sono volata via a scrivere, e prima di tutto ad informarmi perché sul caso Morgan era intanto scoppiato il delirio.
Morale, ho finito alle 11 di sera, e mi sono fatta un tombino pazzesco tra l'altro. Però il pezzo è venuto bene, è stato ripreso da molti blog e ne sono contenta.
La domanda adesso è: un sindaco di un Comune di 8 mila abitanti ha il diritto di avere una responsabilità fuori dal Comune, oppure deve smettere ogni tipo di lavoro? E prendendo 500 euro al mese in Comune, ha il diritto o no di mantenere una occupazione?
E' meglio così, o si preferisce qualcuno più libero, che cerchi di trarre vantaggio dal fatto di essere in Comune per aggiustarsi i fatterelli propri e di famiglia, o procurare lavoro alle proprie imprese, o guadagnarsi clienti nella propria attività professionale?
Siamo a Crescentino, neanche a Chivasso. Ci si comporta come se fossimo alla Knesset. Non abbiamo nemmeno la striscia di Gaza, mannaggia...
Dico tutto questo, perché pare che tre consiglieri si siano scatenati su quella mia partenza anticipata, convocando i giornali locali per lamentarsene. Non ho parole. Ci si attacca a tutto.
Si vuol creare il Mostro, anzi la Mostra. Mi volete in convento, debbo mettere la canadese nel corridoio del Comune o posso andare a dormire a casa? Volete anche che vi venga a cucinare il risotto a casa?
Ma ragazzi, non mi volete? E sparatemi, dai. E' più elegante, tutto sommato.
venerdì 29 gennaio 2010
Si farà il nuovo supermercato, dice il TAR
Il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) ha respinto il ricorso della Conad sul nuovo supermercato. Aspettiamo le motivazioni della sentenza.
Arriveranno, nei prossimi mesi, almeno una trentina di nuovi posti di lavoro.
Sarà messa in ordine tutta la zona, sistemato il viale che ora è soltanto accennato, dall'angolo di Viale IX Martiri verso Casale.
I proprietari si sono anche impegnati a rinnovare l'Archivio Storico, con un impianto di climatizzazione per non far deperire gli antichi manoscritti.
Ragioneria, il consigliere Bizjak ci dà una mano
Il Consigliere Regionale Bizjak, dopo essere intervenuto al Consiglio Comunale sull'affaire Calamandrei, ha inviato questa lettera all'Assessore Regionale all'Istruzione Pentenero.
Gentile Giovanna Pentenero
Assessore regionale all’Istruzione
Gentile Assessore,
come saprà, la Provincia di Vercelli, con la D.G.P. n. 1 dell’11 gennaio 2010, avente ad oggetto “Piano provinciale di dimensionamento scolastico 2010–2011”, ha deciso il trasferimento della sede della Presidenza dell’Istituto Superiore “Calamandrei” dal Comune di Crescentino a quello di Santhià.
La D.G.R. n. 42–12308 del 5 ottobre 2009, contenente i criteri per la definizione del piano di dimensionamento scolastico, disciplina chiaramente la procedura da seguirsi in materia, in particolare prevede che “Le province, individuati ambiti territoriali subprovinciali omogenei (…) convocano una Conferenza provinciale di organizzazione della rete scolastica composta da (…) Sindaci dei Comuni. La Conferenza ha il compito di definire una proposta di Piano Provinciale di organizzazione della rete scolastica che sarà poi approvata dalla Provincia con atto deliberativo a seguito di un processo di partecipazione e concertazione con il territorio”. E’ evidente, dunque, come tale atto fissi e stabilisca la concertazione tra le parti quale punto qualificante della procedura.
Il Comune di Crescentino, pur partecipando a tutti gli incontri indetti dalla Provincia di Vercelli sul dimensionamento della rete scolastica, risulta non essere stato investito, in alcuna occasione, della questione del trasferimento della Presidenza del “Calamandrei”, poiché essa non è mai stata inserita all’ordine del giorno delle riunioni tenutesi in Provincia e citate nella D.G.P. 1/2010.
Il Comune di Crescentino, pertanto, così come il Collegio docenti dell’Istituto, non è stato coinvolto in alcun modo nel processo decisionale, venendo a conoscenza della disposizione solo attraverso gli organi di stampa.
Ho avuto, altresì, notizia che il Comune di Crescentino, contrario in assoluto al trasferimento e disposto a ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale per l’annullamento della D.G.P. 1/2010 nel caso in cui l’Amministrazione Provinciale di Vercelli non provveda alla sua revoca immediata, ha richiesto alla stessa Amministrazione tutta la documentazione citata nella delibera a sostegno della scelta di trasferimento. A tutt’oggi, è pervenuto al richiedente soltanto il verbale della Conferenza provinciale di organizzazione della rete scolastica svoltasi il 13 novembre 2009, dal quale, tuttavia, nulla si evince al riguardo.
Tutto ciò premesso, Le chiedo cortesemente di voler procedere, nel più breve tempo possibile, ad acquisire tutti gli atti propedeutici alla D.G.P. 1/2010, al fine di verificare se da essi risulti che la decisione di trasferire la Presidenza dell’Istituto “Calamandrei” dal Comune di Crescentino a quello di Santhià sia stata una scelta condivisa e, dunque, rispettosa della procedura di cui alla D.G.R. 42–12308.
Certo della Sua attenzione e disponibilità, La ringrazio sentitamente e Le invio i miei più cordiali saluti
Alessandro Bizjak
Gentile Giovanna Pentenero
Assessore regionale all’Istruzione
Gentile Assessore,
come saprà, la Provincia di Vercelli, con la D.G.P. n. 1 dell’11 gennaio 2010, avente ad oggetto “Piano provinciale di dimensionamento scolastico 2010–2011”, ha deciso il trasferimento della sede della Presidenza dell’Istituto Superiore “Calamandrei” dal Comune di Crescentino a quello di Santhià.
La D.G.R. n. 42–12308 del 5 ottobre 2009, contenente i criteri per la definizione del piano di dimensionamento scolastico, disciplina chiaramente la procedura da seguirsi in materia, in particolare prevede che “Le province, individuati ambiti territoriali subprovinciali omogenei (…) convocano una Conferenza provinciale di organizzazione della rete scolastica composta da (…) Sindaci dei Comuni. La Conferenza ha il compito di definire una proposta di Piano Provinciale di organizzazione della rete scolastica che sarà poi approvata dalla Provincia con atto deliberativo a seguito di un processo di partecipazione e concertazione con il territorio”. E’ evidente, dunque, come tale atto fissi e stabilisca la concertazione tra le parti quale punto qualificante della procedura.
Il Comune di Crescentino, pur partecipando a tutti gli incontri indetti dalla Provincia di Vercelli sul dimensionamento della rete scolastica, risulta non essere stato investito, in alcuna occasione, della questione del trasferimento della Presidenza del “Calamandrei”, poiché essa non è mai stata inserita all’ordine del giorno delle riunioni tenutesi in Provincia e citate nella D.G.P. 1/2010.
Il Comune di Crescentino, pertanto, così come il Collegio docenti dell’Istituto, non è stato coinvolto in alcun modo nel processo decisionale, venendo a conoscenza della disposizione solo attraverso gli organi di stampa.
Ho avuto, altresì, notizia che il Comune di Crescentino, contrario in assoluto al trasferimento e disposto a ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale per l’annullamento della D.G.P. 1/2010 nel caso in cui l’Amministrazione Provinciale di Vercelli non provveda alla sua revoca immediata, ha richiesto alla stessa Amministrazione tutta la documentazione citata nella delibera a sostegno della scelta di trasferimento. A tutt’oggi, è pervenuto al richiedente soltanto il verbale della Conferenza provinciale di organizzazione della rete scolastica svoltasi il 13 novembre 2009, dal quale, tuttavia, nulla si evince al riguardo.
Tutto ciò premesso, Le chiedo cortesemente di voler procedere, nel più breve tempo possibile, ad acquisire tutti gli atti propedeutici alla D.G.P. 1/2010, al fine di verificare se da essi risulti che la decisione di trasferire la Presidenza dell’Istituto “Calamandrei” dal Comune di Crescentino a quello di Santhià sia stata una scelta condivisa e, dunque, rispettosa della procedura di cui alla D.G.R. 42–12308.
Certo della Sua attenzione e disponibilità, La ringrazio sentitamente e Le invio i miei più cordiali saluti
Alessandro Bizjak
Nucleare, a Saluggia indagine sui tumori
(Da "La Stampa" del 29-1-2010)
ELVIO CHILELLI
SALUGGIA
Saranno incrociati migliaia di dati, vagliate centinaia di cartelle cliniche e schede di ricovero ospedaliero, certificati di nascita e di morte. Così, con l’analisi e l’approfondimento minuzioso dei report, si cercherà di rispondere definitivamente alla più delicata delle domande: la storia «radioattiva» di Saluggia, che dal 1970 convive con il nucleare, ha comportato un aumento anomalo delle patologie tumorali o di altre malattie? In molti lo temono e l’amministrazione comunale ha impegnato quasi 93 mila euro per finanziare un’indagine epidemiologica, presentata ieri pomeriggio.Lo studio richiederà 18 mesi ed analizzerà stato di salute o la causa di morte di ogni cittadino saluggese residente 1981 al 2008. «La salute e la serenità dei cittadini - sintetizza il sindaco Marco Pasteris - devono avere la priorità su ogni diritto. La mia amministrazione ha scelto compatta di perseguire questo cammino, mirato alla tranquillità dei nostri figli».
Seguiranno il progetto tecnici di Arpa (Agenzia Regionale protezione ambiente), dell’Asl locale, per il municipio l’assessore Paola Leone e la consigliera Denis Romeo.Altre indagini, seppur meno dettagliate, erano state realizzate negli anni scorsi ed avevano «evidenziato indizi che meritano di essere approfonditi», ha spiegato Ennio Cadum di Arpa. In particolare si tratta di patologie leucemiche. Anche per questo il nuovo studio, più approfondito, è particolarmente atteso. La conferenza stampa di ieri è stata anche l’occasione di incontro fra l’assessore regionale all’Ambiente, Nicola de Ruggiero, ed il presidente della Provincia, Renzo Masoero. De Ruggiero ha rincarato la polemica delle settimane scorse, su un altro tema legato al nucleare: «La mia è una pressante richiesta perché, come ha chiesto anche il ministro Scajola, si utilizzino i fondi delle compensazioni nucleari, in particolare quelli in possesso della Provincia, per finanziare il monitoraggio della situazione ambientale intorno al sito di Saluggia».
Fino ad oggi la spesa era a carico della Regione che, come ribadito, si disimpegnerà. Nel dettaglio, si tratta dei controlli che vengono eseguiti sulla falda acquifera. Particolarmente importanti, in quanto, sono da tempo presenti tracce di contaminazione radioattiva. E da Masoero arriva una importante apertura: «La sollecitazione dell’assessore regionale è fondata. La valuteremo presto in giunta».
mercoledì 27 gennaio 2010
Il caso Simion, il giorno dopo
Tanti buoni cronisti nascono, in Crescentino, nei blog. Mauro Novo ha preso una sana febbre che lo porta a resoconti puntuali nel profondo della notte, e anche il blog del PD ha riferito con cura del Consiglio Comunale aperto....
....sono contenta di questa crescita, che testimonia il ritorno di interesse alla politica cittadina, dopo anni per così dire di letargo collettivo.
Del caso Simion, l'assessore della Pubblica Istruzione alla Provincia, di più non si può dire ormai.
Oggi gli ho richiesto per fax i rendiconti di 600 mila euro che - ha affermato egli in Consiglio - la Provincia avrebbe speso negli anni per l'Istituto Calamandrei.
Sul resto dei comportamenti, sta a ciascuno di noi giudicare.
Sono rimasta sorpresa del clamore per la piccola frase finale - ulteriormente annacquata nella stesura definitiva dell'Ordine del Giorno - che allude a un esame della possibilità di cambiare provincia. E' un pensiero che è venuto a tanti, non solo in Municipio, in questi giorni in cui è venuta a galla la trascuratezza nei nostri confronti da parte della Provincia di Vercelli.
Ci si spaventa per nulla, o per ben poco, talvolta. Spaventa di più un capoverso, che gesti e situazioni e condizioni perpetrate negli anni.
Comunque, è ovvio che le persone che si riconoscono nel PDL si siano chiamate fuori. Sono di fazioni diverse, ma appartenenti a un unico ceppo, del tutto legittimamente.
E' anche ovvio che l'assessore Simion, un ragazzo così compìto e assertivo per quel poco che ci ha concesso della sua persona, non appare come molto impegnato nella campagna elettorale per PDL, in questo scorcio pre-elettorale....
giovedì 21 gennaio 2010
Quer pasticciaccio della Ragioneria (e non solo)
Lo sapranno quasi tutti, ormai. Un trafiletto su "La Stampa", pochi giorni fa, diceva che la Presidenza dell'Istituto Calamandrei (meglio conosciuto come Ragioneria e basta...) era passata da Crescentino a Santhià.
Siamo caduti dal pero, noi in Municipio. Nessuno ci aveva avvertiti di nulla, possibile? E' caduto dal pero persino il Preside.
Ho chiamato la dott.ssa Nicoletta Ravarino, delegata all'istruzione, donna di ferro dietro i suoi fragili e impeccabili occhialini quadrati. E' caduta dal pero pure lei: aveva presenziato a tutti gli incontri, a tutte le consulte in Provincia, e mai si era parlato di Crescentino.
E allora?
Telefonata in Provincia, richiesta di delucidazioni, funzionaria imbarazzatissima (almeno lei, bontà sua). Dopo un po', abbiamo fra le mani la delibera di Giunta Provinciale dell'11 gennaio 2010, nella quale - en passant - una riga (UNA RIGA) dice: "Trasferire la sede dell'Autonomia scolastica dell'Istituto Superiore Calamandrei da Crescentino a Santhià". Punto, e basta.
Morale: in Consiglio Docenti, scopriamo, del problema non s'è parlato mai. Non se ne fa cenno in alcun verbale delle consulte provinciali, come Nicoletta aveva del resto anticipato.
Insomma, ci hanno fregati. Così, all'inglese, in quella Giunta Provinciale dell'11 gennaio.
Raccogliamo tutto il materiale. Bisogna ricorrere al TAR, e coinvolgere il Consiglio Comunale. Già non abbiamo neanche gli occhi per piangere, e ci tolgono pure la Presidenza di una scuola frequentata in un raggio di quasi trenta chilometri, e da molti studenti dalla Provincia di Torino, con più indirizzi di studio. Eh no, eh.
Intanto Salvatore Sellaro (come gli accade spesso) precorre i tempi. Manda un fax in Provincia e annuncia di cominciare oggi uno sciopero della fame, che interromperà solo quando il Presidente Masoero e l'Assessore Simion alla P.I. (nel frattempo scopriamo che è di Santhià, ci dicono che si vuole candidare a sindaco) verranno a spiegare in Consiglio Comunale le ragioni di questo spostamento.
Ce lo debbono, no? Tra l'altro, Simion manco aveva risposto a una mail della dott.ssa
Ravarino. Si sa che in politica l'educazione è un optional, spesso.
Morale. Tempo 20 minuti dopo l'invio del fax, Simion chiama chiunque e dice che, per carità, lui verrà senz'altro a spiegare tutto in Consiglio, basta avvertirlo.
Tace il Presidente Masoero.
Faremo prestissimo un Consiglio Comunale.
E intanto che ci siamo, diciamolo. Dalla Provincia, noi Crescentinesi che paghiamo le tasse come gli altri, non abbiamo nulla di nulla di nulla, virgola zero.
Dall'estate deve essere approntato ai Cascinotti un dispositivo per la velocità. Ci son stati incidenti, anche gravi. Ma tutto tace.
Dovevano fare la rotonda a San Silvestro nel 2010, è stata rinviata al 2011.
E la Ragioneria? Vedete tutti com'è conciata. Nelle loro mani, pure quella. Una stalla dei piccioni. Da mesi ci sono le transenne per dare inizio ai lavori, di chiusura del tetto, di studio della facciata per ridipingere. Niente anche qui.
Allora, siamo di serie B.? Bene, basta saperlo.
Se gli facciamo così schifo, a quelli della Provincia, prenderemo i nostri provvedimenti. Anche estremi, se è il caso. In fondo, potremmo essere l'ultimo centro della Provincia di Torino, volendolo.....
lunedì 18 gennaio 2010
Per San Crescentino ciao ciao plastica
Ciao ciao plastica! Liberiamo i fiumi, le strade, i mari, le piante.
Ci vogliono 400 anni per smaltire i sacchetti che sono diventati parte integrante della nostra vita di consumatori: una direttiva dell'Unione Europea, applicata già da molti paesi, impone la fine di una stagione tanto negativa per l'ambiente in cui viviamo, proibendone l'uso.
In Italia tale direttiva diventerà attiva solo a partire dall'inizio del 2011: abbiamo pensato di anticipare tale scadenza all'inizio di giugno, in concomitanza con la festa patronale, per evitare l'inevitabile can can che comporta una partenza in blocco, in una Nazione non del tutto ordinata come la nostra.
Oggi abbiamo tenuto in Comune un incontro con i rappresentanti delle varie associazioni dei commercianti, spiegando il nostro progetto, che è stato studiato nei suoi vari risvolti.
L'accoglienza è stata positiva. I nostri interlocutori hanno aderito all'idea, ci sarà un incontro ulteriore nelle prossime settimane per approfondire i vari punti: ma sei mesi paiono a tutti un tempo utile per finire le scorte dei sacchetti di supermercati e negozi; qualche problema al massimo si potrà riscontrare con i visitatori nei giorni di mercato, i cui operatori saranno comunque debitamente e prontamente informati.
Il vantaggio starà (oltre a quello non piccolo di risparmiare al mondo 6 mesi di sacchetti di plastica da parte di più di 8 mila persone) nel fatto che il Commercio potrà prepararsi al futuro, in questo campo, in una stagione non ancora satura come diventerà invece la fine anno: ci si potrà attrezzare per fornire eventualmente sporte biodegradabili ai clienti, e per trovarli a prezzi ancora calmierati. Le Associazioni potranno stipulare accordi fra loro, risparmiando qualche quattrino.
E, insomma, torneremo da San Crescentino alla vecchia e cara sporta per la spesa, da portarci da casa come si è sempre fatto.
(il che, non ha mai ammazzato nessuno, francamente).
sabato 16 gennaio 2010
Cassa integrazione a 7 milioni nel Vercellese
Cassa integrazione a quota record
I sindacati: mancano i posti promessi
(Da "La Stampa" del 16 gennaio 2010)
Da un milione e mezzo a poco meno di 7 milioni: questo il balzo in avanti nel totale delle ore di cassa integrazione autorizzate nel 2008 rispetto al 2009 per la provincia di Vercelli. I dati sono pubblicati dall’Osservatorio sulla cassa integrazione dell’Inps: si distinguono le ore di cassa ordinaria da quelle di straordinaria, tra operai e impiegati. Le cifre: nel 2009 le ore autorizzate in totale sono state 6.981.6645 contro le 1.480.133 del 2008.
Nel dettaglio, le ore di «ordinaria» per operai e impiegati sono state 5.626.719 nel 2009 contro le 876.031 del 2008; la «straordinaria» è stata rispettivamente di 1.354.954 e 604.102. Per gli operai, le ore in totale sono state 5.862.398 nel 2009 contro le 1.311.615 del 2008; mentre per gli impiegati rispettivamente 1.119.266 contro 168.518.
Molto preoccupati si dichiarano i tre segretari territoriali Gianni Esposito (Cgil), Bruno Ranucci (Cisl) e Giorgio Varini (Uil). «Altro che sviluppo - commenta Esposito - poichè i primi dati del 2010 continuano ad essere allarmanti e proseguono nella crescita. Si vanno man mano aggiungendo quelle piccole aziende che finora avevano resistito; la Cgil raccomanda di evitare i licenziamenti ricorrendo a tutti gli ammortizzatori possibili. Quanto alla mancanza di liquidità, mi sento di invitare gli imprenditori a utilizzare le risorse di famiglia: a gente che guadagna 5-6 mila euro all’anno, non è lecito chiedere ulteriori sacrifici».
Irruente il commento di Ranucci. «Questi dati - dice - potrebbero anche non destare allarme fino a quando non si scaricheranno sull’occupazione. Viviamo una disastrata situazione di partenza: la Confindustria sostiene che la disoccupazione è al 5,3 per cento, ma da tempo per la Cisl è invece al 10,3. Non solo: ma quella autentica è ancora superiore, perchè non si tiene conto di chi non si iscrive più, nè di chi non si è ancora iscritto: a Vercelli il Centro per l’impiego ha censito oltre 11 mila persone di età dai 16 ai 65 anni. Quanto a Vercelli, da anni aspettiamo l’arrivo dei posti di lavoro promessi; invece le aziende chiudono e i contratti a termine non vengono rinnovati. Penso che solo fra 4-5 anni torneremo ai livelli ante-crisi».
Varini: «Le prospettive sono nere, e lo resteranno se non ripartono il mattone con il suo indotto. Occorrono le grandi opere: un anno fa, in campagna elettorale ci era stato promesso che l’ospedale nuovo sarebbe partito. Lo stiamo ancora aspettando".
I sindacati: mancano i posti promessi
(Da "La Stampa" del 16 gennaio 2010)
Da un milione e mezzo a poco meno di 7 milioni: questo il balzo in avanti nel totale delle ore di cassa integrazione autorizzate nel 2008 rispetto al 2009 per la provincia di Vercelli. I dati sono pubblicati dall’Osservatorio sulla cassa integrazione dell’Inps: si distinguono le ore di cassa ordinaria da quelle di straordinaria, tra operai e impiegati. Le cifre: nel 2009 le ore autorizzate in totale sono state 6.981.6645 contro le 1.480.133 del 2008.
Nel dettaglio, le ore di «ordinaria» per operai e impiegati sono state 5.626.719 nel 2009 contro le 876.031 del 2008; la «straordinaria» è stata rispettivamente di 1.354.954 e 604.102. Per gli operai, le ore in totale sono state 5.862.398 nel 2009 contro le 1.311.615 del 2008; mentre per gli impiegati rispettivamente 1.119.266 contro 168.518.
Molto preoccupati si dichiarano i tre segretari territoriali Gianni Esposito (Cgil), Bruno Ranucci (Cisl) e Giorgio Varini (Uil). «Altro che sviluppo - commenta Esposito - poichè i primi dati del 2010 continuano ad essere allarmanti e proseguono nella crescita. Si vanno man mano aggiungendo quelle piccole aziende che finora avevano resistito; la Cgil raccomanda di evitare i licenziamenti ricorrendo a tutti gli ammortizzatori possibili. Quanto alla mancanza di liquidità, mi sento di invitare gli imprenditori a utilizzare le risorse di famiglia: a gente che guadagna 5-6 mila euro all’anno, non è lecito chiedere ulteriori sacrifici».
Irruente il commento di Ranucci. «Questi dati - dice - potrebbero anche non destare allarme fino a quando non si scaricheranno sull’occupazione. Viviamo una disastrata situazione di partenza: la Confindustria sostiene che la disoccupazione è al 5,3 per cento, ma da tempo per la Cisl è invece al 10,3. Non solo: ma quella autentica è ancora superiore, perchè non si tiene conto di chi non si iscrive più, nè di chi non si è ancora iscritto: a Vercelli il Centro per l’impiego ha censito oltre 11 mila persone di età dai 16 ai 65 anni. Quanto a Vercelli, da anni aspettiamo l’arrivo dei posti di lavoro promessi; invece le aziende chiudono e i contratti a termine non vengono rinnovati. Penso che solo fra 4-5 anni torneremo ai livelli ante-crisi».
Varini: «Le prospettive sono nere, e lo resteranno se non ripartono il mattone con il suo indotto. Occorrono le grandi opere: un anno fa, in campagna elettorale ci era stato promesso che l’ospedale nuovo sarebbe partito. Lo stiamo ancora aspettando".
giovedì 14 gennaio 2010
Crescentino, la dura realtà quotidiana
In pochi giorni, nella nostra piccola comunità, un operaio della Dana (Italcardano) si è incatenato per alcuni minuti fuori dalla fabbrica, per urlare il suo disagio di cassintegrato con tre figli maggiorenni (e probabilmente disoccupati) a carico; e oggi poi un uomo che vive a Crescentino dai primi anni del Duemila, ex carabiniere, ha sparato ferendolo gravemente allo psichiatra che andava a visitarlo.
Siamo un paese che era di campagna, che viveva i ritmi della natura, con una cultura un po' calvinista, con il dovere del lavoro nella testa.
Siamo, dai primi '70, un paese industriale, dove l'immigrazione ha cambiato la natura stessa della comunità, allargandone gli orizzonti ma subendo poi, come ogni altro luogo dove esista l'industria, la coda agghiacciante della crisi.
Questi episodi così poco "crescentinesi" ci mostrano l'altra faccia della nostra piccola città, dura da accettare.
Ci fanno comprendere le difficoltà nel riconoscerci come una unica entità. Ognuno ha un'idea del paese in testa: ma Crescentino oggi è un paese diviso in varie comunità, non sempre dialoganti. Farle convivere, guardare ai problemi di tutti, cercare di alleviare il disagio, è un dovere al quale non ci si può sottrarre.
Marinella
mercoledì 13 gennaio 2010
La scheda prepagata della mensa (e Crescentino on line)
Si è svolto il primo incontro fra i genitori degli studenti delle elementari e delle medie e l'Amministrazione, per spiegare il nuovo criterio di pagamento delle mense scolastiche.
Come si ricorderà, a giugno ci siamo trovati con 42 mila euro di mensa non pagata: per un Comune in gravi difficoltà economiche come il nostro, è una cifra assurda; il rosso è stato ora ridotto a 24 mila euro, solleciti sono ancora in corso e doveroso è il riscontro per chi sostenga di non potersi permettere di pagare.
L'assessore Fabio Ratto, e la consigliera delegata per la scuola Nicoletta Ravarino, hanno dunque incontrato le famiglie.
E Fabio ha spiegato con chiarezza il nuovo metodo di pagamento.
Due sono le possibilità: appoggiarsi a una banca, come già si faceva. Oppure utilizzare i punti di ricarica stabiliti sul territorio, come si fa con i telefonini, con un credito a scalare.
Se succede che una famiglia rimanga molto indietro con i pagamenti, scatta un avviso e un controllo della situazione.
Da lunedì 18, un link sul sito del Comune che sta via via prendendo vita - www.comune.crescentino.vc.it - indicherà la strada per la gestione del Servizio Mensa on line. Adesso c'è un errore di grammatica da sotterrarsi dalla vergogna, ma conto che l'autore si preoccupi di correggerlo presto....
Così, sono cominciati i primi contatti utili con il sito. Si familiarizza con una realtà che non è futuro ma presente per ormai parecchi comuni e nella nostra vita di tutti i giorni.
Piano piano, andiamo avanti. Nel giro di un paio di mesi il sito dovrebbe riempirsi di molti contenuti utili ai cittadini. Vi terremo informati.
Ciò che è necessario non è mai rischioso
Sono ancora in piedi. Ho visto solo sui giornali locali, non di persona, la fotografia di persone con uno striscione, "Dimissioni subito". Amici miei che erano casualmente in sala del Consiglio Comunale sono stati invitati a scendere per tenere su l'opera, ma conosco meglio di altri le leggi dello showbusiness e il plot lo avevo intuito dall'inizio, e mi ero persino divertita un po'.
Ma è stata una sceneggiata sprecata, da tenere da parte per pericoli davvero pesanti. Ricordatevi la storia di "al lupo al lupo".
Mi dispiace, lo dico francamente, per una cosa sola: mi sono augurata dall'inizio di questa avventura che si tornasse a un clima di confronto civile, dove a opporsi sono le diversità di opinioni, dove l'odio non è una categoria. Temo che simili iniziative riportino quel clima guerresco del quale un paese in crisi come il nostro ha tutt'altro che bisogno, e che regnava in campagna elettorale.
E' questa una responsabilità che pesa sulla Maggioranza come sull'Opposizione, e anche sui cittadini. Odiarsi non serve a nulla, ci si fa solo del male. Vi prego, ricordatevene sempre, quando i tribuni del popolo vi arringano.
Per quanto mi riguarda, vado avanti. Ciò che è necessario, non è mai rischioso.
giovedì 7 gennaio 2010
Consiglio al fulmicotone, chiusura drammatica
Non si può dire che sia stata una serata tranquilla. Sul Consiglio Comunale convocato il 7 gennaio alle 18 per una richiesta dei cinque membri della Minoranza, pesava la richiesta della medesima di annullare o ritirare la delibera del 25 novembre scorso che decideva la partnership fra il Comune e un'azienda del settore per la costruzione di una centralina idroelettrica sulla roggia Camera.
Particolarmente eccitato è parso il consigliere Mosca, artefice di gran parte della contestazione al progetto. Ha parlato anche per 25 minuti di seguito (il regolamento prevede 10 minuti per i capigruppo), sfidando di continuo la sindaca Venegoni ("vuol chiamare il gendarme? Faccia pure"); sembrava evidente un'intenzione di diventare il mattatore nella serata: alcune persone fra il numerosissimo pubblico si sono sentite chiedere da lui di scendere in piazza, a sostenere uno striscione che chiedeva le dimissioni della Sindaca.
Nei fatti, il protagonismo di Mosca un po' sopra le righe è sembrato prevaricare il resto dell'Opposizione, che è rimasta educatamente nell'ambito dello spazio a disposizione, e se ne è poi andata (con lui) non partecipando alla votazione dell'emendamento della Maggioranza, che ha deciso di sospendere la tanto chiacchierata delibera del 25 novembre scorso.
Finale di serata traumatico, con seduta interrotta per votazione verso le 20,30, subito dopo che era stato annunciato un incidente d'auto di cui è stata vittima la moglie del consigliere Malara (per fortuna, la Signora se l'è cavata con un ampio taglio sotto un ginocchio: ma le hanno dato 50 punti all'ospedale di Chivasso, e il giovane di Verolengo che le aveva tagliato il passaggio con il suo fuoristrada è purtroppo deceduto).
Pubblichiamo qui sotto l'intervento in apertura della Sindaca Venegoni, che riassume i termini di tutta la vicenda della centralina, e le decisioni della Maggioranza.
"L'Amministrazione Comunale propone stasera di sospendere - non di annullare, né di revocare - la delibera di Consiglio n.50/2009, sostituendo i punti 1 e 2 della parte dispositiva con un'unica proposta, la seguente:
"sospendere l'esecuzione della delibera cc n.50/2009 al fine di accertare la presenza sul mercato di altre imprese qualificate, di esperienza e disponibili alla realizzazione di una centralina idroelettrica "A vite di Archimede" secondo le modalità e alle condizioni indicate nella delibera CC 50/2009, dando mandato all'Ufficio Tecnico LL.PP di esperire idonea procedura ad evidenza pubblica per individuare il soggetto che assicuri all'Ente il maggior vantaggio economico e tecnico".
Finisce per ora dunque l'idea di fare, semplicemente, "Una bella cosa per Crescentino". E finisce il 24 dicembre, alla vigilia di Natale, con una lettera della ditta Roncuzzi di Ravenna - a noi ormai ben conosciuta vista la copiosa documentazione su di essa esibita dal consigliere Mosca - che rivendica di costruire e installare coclee e confuta alcune affermazioni apparse sul blog "Amare Crescentino".
Ora, siccome appare evidente che nessuno della Maggioranza ha pubblicizzato il blog "Amare Crescentino" nel territorio di Ravenna, è chiaro che si è in presenza di un tentativo di intervenire nelle decisioni della Giunta, par di capire a causa di beghe legate a brevetti. Beghe che a noi non interessano, ma l'intervento della ditta di Ravenna potrebbe precludere a denunce verso le nostre decisioni, potremmo esser costretti a cercare un altro avvocato per difendere quelle che noi riteniamo le nostre buone ragioni, si rinfocolerebbero polemiche che in questo momento non ci interessano e non servono al futuro del Paese.
Quella della centralina idroelettrica sul salto della Roggia Camera era una piccola iniziativa per fare subito "una cosa bella per Crescentino". Ma altri problemi ben più cruciali ed importanti per il nostro futuro abbiamo davanti: sfide pesanti sull'area ex Teksid, sulla bonifica di un territorio grande quanto il centro abitato della città. Dobbiamo concentrarci sui temi generali più cruciali.
Il casus belli è stata la decisione della Giunta di avviare una partnership con una ditta che opera sul territorio piemontese, e che ha già esperienza nel settore. Criterio legittimo, ci hanno detto prima la Segretaria Comunale e poi il parere del leggendario Avvocato Monti: ma contestato sia dall'Assessore esterno Sellaro che dall'assessore Angelone, che hanno voluto prendere le distanze da una banale relazione sull'argomento del vicesindaco Allegranza, che in Giunta esponeva l'iniziativa, proponendo di demandare la decisione al Consiglio Comunale.
Subito dopo, l'iniziativa è stata contestata con grande virulenza dal Consigliere Mosca, che ha raggruppato tutta la Minoranza con la richiesta di questo Consiglio Comunale che si celebra oggi, a prendere una decisione che credo per la prima e forse ultima volta nella storia vede d'accordo Greppi e Sellaro, due che non mi risulta abbiano molto in comune.
Breve storia riepilogativa:
Dei fondi Eon arrivati alle Casse Comunali, 550 mila euro sono stati spesi dall'amministrazione Greppi (con la costruzione tra l'altro della fontana), mentre 293 mila sono vincolati a opere di risparmio energetico ad alto impatto ambientale.
Di questi, si è pensato di utilizzarne 140/160 per la famosa "Cosa bella per Crescentino".
Nessuna energia è più pulita di quella che viene dall'acqua, una delle poche risorse locali, peraltro di proprietà del Consorzio Ovest-Sesia. Ma in accordo con esso, e con il piccolo salto dell'ex Mulino, se ci fossimo messi subito in moto, fra poche settimane - com'era l'intenzione, e per questo la necessità di avere subito un partner qualificato - avremmo potuto guadagnare già nel 2010 almeno 18 mila euro puliti, che sarebbero serviti ad alleviare per esempio la condizione di molti indigenti che bussano senza sosta alle porte del Comune. Dovremmo mandarli sotto casa vostra?
Inoltre, si sarebbe avviata immediatamente un'opera di riqualificazione dell'intera area, con il posizionamento della vecchia Ruota in bella mostra, un'area verde, camminamenti. Progetti che ora rinviamo sine die.
L'opposizione, che dall'inizio si è dichiarata Minoranza, delineando così il valore completo di un Consiglio e della sua dialettica complessiva in vista del Bene Superiore della Collettività cui tutti apparteniamo, ha obiettato in massa al progetto, facendone da due mesi a questa parte un cavallo di battaglia contro la Giunta.
Aggiungo: il ruolo della Minoranza, di per sé costruttivo, rischia in questo frangente di costituire solo un interesse politico strumentale a mettere in crisi la Maggioranza, e a non far raggiungere un obiettivo proclamato legittimo come era quello del nostro progetto.
Non è dunque con scorno, ma con un certo orgoglio che ritiro il provvedimento. Il ritiro è una sfida al senso di responsabilità morale di chi contro questo progetto ha tuonato, in un momento economico che richiede altrove il dispendio delle nostre energie.
Il Consigliere Mosca ha quasi disboscato il Borneo inondandoci di relazioni e documentazione reperibili su internet. E' la condanna dell'era Google: che avrà molti vantaggi senz'altro, ma offre una montagna di notizie contro pochissima informazione: e spero non sfugga la differenza.
L'accusa è che il non aver chiesto altri preventivi, e non aver avviato una indagine di mercato, penalizzi le risorse del Comune. Voi pensate che, quando in giugno in Comune siamo arrivati noi, non abbiamo trovato un solo foglio protocollato che si riferisse a incontri con la Lucefin che ha poi acquisito l'area ex Teksid. In questo caso, indagini sono state esperite, da un team messo insieme dal vicesindaco Allegranza, e ci sono state visite alla Centralina già esistente di Occimiano costruita dalla stessa ditta scelta da noi, e sono state fatte indagini sui costi e sulle opportunità e sulle migliori scelte possibili. Ma con un criterio, per scelta del vicesindaco, più leggero e rapido rispetto alle procedure abituali, per arrivare alla decisione che oggi ritiriamo.
Mi sono poi stati forniti i preventivi raccolti dal consigliere Mosca. Quello della ditta la cui lettera ci ha fatto sospendere la decisione, la Roncuzzi, era sì di 121 mila euro contro i 371 e fischia della CPS, ma dalla comparazione dei preventivi nella tabella di Roncuzzi mancano 10 voci, mentre sono 5 le voci che mancano dal preventivo della Energy di Pordenone, che pure con i suoi 221 mila euro più si avvicina alla CPS. Abbiamo chiesto alla Roncuzzi di farci sapere dove possiamo visitare impianti di questo tipo già attivi, come quello di Occimiano costruito dalla CPS: ci è stato risposto due giorni fa che ne sono in costruzione uno a Treviso e due a Vicenza, ma di pronti non ce n'è.
Di questo, e di altri particolari più tecnici di cui vorrete ancora sapere, vi risponderanno più avanti il vicesindaco e il consigliere Graziano, che ha seguito tutta l'operazione.
Quel che mi preme adesso dire al Consigliere Mosca, visto che ormai si parla di acqua passata, è che in questo momento il Comune non possiede su quella porzione di Roggia Camera proprio niente, se non il retaggio di ciò che ci fu ed è andato distrutto: la concessione dell'Ovest Sesia consiste in una balconata che non c'è più, e in una passerella che non c'è più, e in una pista che non c'è più, in un Mulino che non c'è più. Il Comune avrebbe dato, e darà se si potrà ancora, in comodato d'uso i propri ex immobili per ristrutturare un edificio che contenga la coclea. Tutto qui.
Ma a questo punto, da domani, qualunque privato potrebbe chiedere ad Ovest Sesia di costruire una struttura come quella che noi volevamo costruire in gran fretta. Per fare "Una bella cosa per Crescentino".
Ora, decidiamo di sospendere in vista di una nuova procedura più rispettosa dei metodi tradizionali, e molto più lunga. La Minoranza si prenda la responsabilità del proprio battage di questi mesi, e si chieda anche lei se ha fatto la cosa giusta per il bene di tutti. Solo il futuro, a questo punto, ci dirà perdite e ricavi della cosiddetta lotta politica, in questa città travagliata da tanti problemi.
Nei fatti, il protagonismo di Mosca un po' sopra le righe è sembrato prevaricare il resto dell'Opposizione, che è rimasta educatamente nell'ambito dello spazio a disposizione, e se ne è poi andata (con lui) non partecipando alla votazione dell'emendamento della Maggioranza, che ha deciso di sospendere la tanto chiacchierata delibera del 25 novembre scorso.
Finale di serata traumatico, con seduta interrotta per votazione verso le 20,30, subito dopo che era stato annunciato un incidente d'auto di cui è stata vittima la moglie del consigliere Malara (per fortuna, la Signora se l'è cavata con un ampio taglio sotto un ginocchio: ma le hanno dato 50 punti all'ospedale di Chivasso, e il giovane di Verolengo che le aveva tagliato il passaggio con il suo fuoristrada è purtroppo deceduto).
Pubblichiamo qui sotto l'intervento in apertura della Sindaca Venegoni, che riassume i termini di tutta la vicenda della centralina, e le decisioni della Maggioranza.
"L'Amministrazione Comunale propone stasera di sospendere - non di annullare, né di revocare - la delibera di Consiglio n.50/2009, sostituendo i punti 1 e 2 della parte dispositiva con un'unica proposta, la seguente:
"sospendere l'esecuzione della delibera cc n.50/2009 al fine di accertare la presenza sul mercato di altre imprese qualificate, di esperienza e disponibili alla realizzazione di una centralina idroelettrica "A vite di Archimede" secondo le modalità e alle condizioni indicate nella delibera CC 50/2009, dando mandato all'Ufficio Tecnico LL.PP di esperire idonea procedura ad evidenza pubblica per individuare il soggetto che assicuri all'Ente il maggior vantaggio economico e tecnico".
Finisce per ora dunque l'idea di fare, semplicemente, "Una bella cosa per Crescentino". E finisce il 24 dicembre, alla vigilia di Natale, con una lettera della ditta Roncuzzi di Ravenna - a noi ormai ben conosciuta vista la copiosa documentazione su di essa esibita dal consigliere Mosca - che rivendica di costruire e installare coclee e confuta alcune affermazioni apparse sul blog "Amare Crescentino".
Ora, siccome appare evidente che nessuno della Maggioranza ha pubblicizzato il blog "Amare Crescentino" nel territorio di Ravenna, è chiaro che si è in presenza di un tentativo di intervenire nelle decisioni della Giunta, par di capire a causa di beghe legate a brevetti. Beghe che a noi non interessano, ma l'intervento della ditta di Ravenna potrebbe precludere a denunce verso le nostre decisioni, potremmo esser costretti a cercare un altro avvocato per difendere quelle che noi riteniamo le nostre buone ragioni, si rinfocolerebbero polemiche che in questo momento non ci interessano e non servono al futuro del Paese.
Quella della centralina idroelettrica sul salto della Roggia Camera era una piccola iniziativa per fare subito "una cosa bella per Crescentino". Ma altri problemi ben più cruciali ed importanti per il nostro futuro abbiamo davanti: sfide pesanti sull'area ex Teksid, sulla bonifica di un territorio grande quanto il centro abitato della città. Dobbiamo concentrarci sui temi generali più cruciali.
Il casus belli è stata la decisione della Giunta di avviare una partnership con una ditta che opera sul territorio piemontese, e che ha già esperienza nel settore. Criterio legittimo, ci hanno detto prima la Segretaria Comunale e poi il parere del leggendario Avvocato Monti: ma contestato sia dall'Assessore esterno Sellaro che dall'assessore Angelone, che hanno voluto prendere le distanze da una banale relazione sull'argomento del vicesindaco Allegranza, che in Giunta esponeva l'iniziativa, proponendo di demandare la decisione al Consiglio Comunale.
Subito dopo, l'iniziativa è stata contestata con grande virulenza dal Consigliere Mosca, che ha raggruppato tutta la Minoranza con la richiesta di questo Consiglio Comunale che si celebra oggi, a prendere una decisione che credo per la prima e forse ultima volta nella storia vede d'accordo Greppi e Sellaro, due che non mi risulta abbiano molto in comune.
Breve storia riepilogativa:
Dei fondi Eon arrivati alle Casse Comunali, 550 mila euro sono stati spesi dall'amministrazione Greppi (con la costruzione tra l'altro della fontana), mentre 293 mila sono vincolati a opere di risparmio energetico ad alto impatto ambientale.
Di questi, si è pensato di utilizzarne 140/160 per la famosa "Cosa bella per Crescentino".
Nessuna energia è più pulita di quella che viene dall'acqua, una delle poche risorse locali, peraltro di proprietà del Consorzio Ovest-Sesia. Ma in accordo con esso, e con il piccolo salto dell'ex Mulino, se ci fossimo messi subito in moto, fra poche settimane - com'era l'intenzione, e per questo la necessità di avere subito un partner qualificato - avremmo potuto guadagnare già nel 2010 almeno 18 mila euro puliti, che sarebbero serviti ad alleviare per esempio la condizione di molti indigenti che bussano senza sosta alle porte del Comune. Dovremmo mandarli sotto casa vostra?
Inoltre, si sarebbe avviata immediatamente un'opera di riqualificazione dell'intera area, con il posizionamento della vecchia Ruota in bella mostra, un'area verde, camminamenti. Progetti che ora rinviamo sine die.
L'opposizione, che dall'inizio si è dichiarata Minoranza, delineando così il valore completo di un Consiglio e della sua dialettica complessiva in vista del Bene Superiore della Collettività cui tutti apparteniamo, ha obiettato in massa al progetto, facendone da due mesi a questa parte un cavallo di battaglia contro la Giunta.
Aggiungo: il ruolo della Minoranza, di per sé costruttivo, rischia in questo frangente di costituire solo un interesse politico strumentale a mettere in crisi la Maggioranza, e a non far raggiungere un obiettivo proclamato legittimo come era quello del nostro progetto.
Non è dunque con scorno, ma con un certo orgoglio che ritiro il provvedimento. Il ritiro è una sfida al senso di responsabilità morale di chi contro questo progetto ha tuonato, in un momento economico che richiede altrove il dispendio delle nostre energie.
Il Consigliere Mosca ha quasi disboscato il Borneo inondandoci di relazioni e documentazione reperibili su internet. E' la condanna dell'era Google: che avrà molti vantaggi senz'altro, ma offre una montagna di notizie contro pochissima informazione: e spero non sfugga la differenza.
L'accusa è che il non aver chiesto altri preventivi, e non aver avviato una indagine di mercato, penalizzi le risorse del Comune. Voi pensate che, quando in giugno in Comune siamo arrivati noi, non abbiamo trovato un solo foglio protocollato che si riferisse a incontri con la Lucefin che ha poi acquisito l'area ex Teksid. In questo caso, indagini sono state esperite, da un team messo insieme dal vicesindaco Allegranza, e ci sono state visite alla Centralina già esistente di Occimiano costruita dalla stessa ditta scelta da noi, e sono state fatte indagini sui costi e sulle opportunità e sulle migliori scelte possibili. Ma con un criterio, per scelta del vicesindaco, più leggero e rapido rispetto alle procedure abituali, per arrivare alla decisione che oggi ritiriamo.
Mi sono poi stati forniti i preventivi raccolti dal consigliere Mosca. Quello della ditta la cui lettera ci ha fatto sospendere la decisione, la Roncuzzi, era sì di 121 mila euro contro i 371 e fischia della CPS, ma dalla comparazione dei preventivi nella tabella di Roncuzzi mancano 10 voci, mentre sono 5 le voci che mancano dal preventivo della Energy di Pordenone, che pure con i suoi 221 mila euro più si avvicina alla CPS. Abbiamo chiesto alla Roncuzzi di farci sapere dove possiamo visitare impianti di questo tipo già attivi, come quello di Occimiano costruito dalla CPS: ci è stato risposto due giorni fa che ne sono in costruzione uno a Treviso e due a Vicenza, ma di pronti non ce n'è.
Di questo, e di altri particolari più tecnici di cui vorrete ancora sapere, vi risponderanno più avanti il vicesindaco e il consigliere Graziano, che ha seguito tutta l'operazione.
Quel che mi preme adesso dire al Consigliere Mosca, visto che ormai si parla di acqua passata, è che in questo momento il Comune non possiede su quella porzione di Roggia Camera proprio niente, se non il retaggio di ciò che ci fu ed è andato distrutto: la concessione dell'Ovest Sesia consiste in una balconata che non c'è più, e in una passerella che non c'è più, e in una pista che non c'è più, in un Mulino che non c'è più. Il Comune avrebbe dato, e darà se si potrà ancora, in comodato d'uso i propri ex immobili per ristrutturare un edificio che contenga la coclea. Tutto qui.
Ma a questo punto, da domani, qualunque privato potrebbe chiedere ad Ovest Sesia di costruire una struttura come quella che noi volevamo costruire in gran fretta. Per fare "Una bella cosa per Crescentino".
Ora, decidiamo di sospendere in vista di una nuova procedura più rispettosa dei metodi tradizionali, e molto più lunga. La Minoranza si prenda la responsabilità del proprio battage di questi mesi, e si chieda anche lei se ha fatto la cosa giusta per il bene di tutti. Solo il futuro, a questo punto, ci dirà perdite e ricavi della cosiddetta lotta politica, in questa città travagliata da tanti problemi.
sabato 2 gennaio 2010
Buon anno a Crescentino
(Poesia di Gianni Rodari)
Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno.
Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno.
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