lunedì 2 febbraio 2015

Il wi-fi e la ciucca d'acqua del fiume Lete




Dove sarà stato l'intero mio amato paesello quando, negli scorsi anni, si spiegava più e più volte il progetto wi-fi del Comune di Crescentino? Conferenze pubbliche, presentazioni, conferenze stampa, incontri con il prof. Trinchero del Politecnico nonché concittadino nostro, una riunione con i commercianti nella quale spiegavamo come potevano approfittare di questa ormai non più nuova risorsa (parteciparono in 7), la caccia al luogo più alto della città e delle frazioni dove mettere i ricettori. 

Non è che non se ne sia parlato gente mia, anche se poi l'informazione locale era assai restia a dare informazioni su una cosa utile che stavamo facendo, preferendo lo sport del tiro al piccione (io). 

Non so se ci sia stato un tuffo generale nel fiume Lete (quello della Repubblica di Platone nel quale si raccomandava di non buttarsi, perché le sue acque provocavano l'oblio) però quello è stato un gran bel progetto. Ma a leggere il blog di Mauro Novo (che saluto) mi pare sia stato tutto dimenticato. 

Negli ultimi mesi, ho letto che l'attuale Amministrazione bloccava il proseguimento dell'iniziativa per la solita mancanza di fondi (erano impegnati, in realtà) e la riduceva alla fase delle telecamere, per motivi sacrosanti di sicurezza (che però non possono essere i soli a guidare un paese che voglia guardare avanti).

Negli ultimi mesi, ho letto che il prof. Trinchero è finito sul New York Times con l'evoluzione del suo progetto a Verrua, che vede i cittadini attivi diventare loro stessi provider attraverso una associazione. Trinchero è un personaggio immaginifico, ne ha inventate più lui nel suo campo, ha portato il wi-fi nei tepee degli indiani d'America ma al suo paese non ce l'ha fatta... e noi avevamo un'occasione speciale, eravamo i primi in Nord Italia, in un progetto che si associava a Verrua e prendeva Lamporo. E cosa abbiamo fatto? Siamo stati fermi, abbiam fatto marcia indietro e tanto per cambiare abbiamo buttato un po' di cacca in faccia al vecchio sindaco (io).

E' anche vero che di quelle cose lì bisogna capirci qualcosa, bisogna aver seguito le evoluzioni tecnologiche, e utilizzare internet per capirne l'importanza. Noi avevamo Gabriele Massa, che è ingegnere elettronico anche se non piace ad Allegranza, e per così dire giocavamo in casa. Pure io vivo nel mondo di oggi, e la possibilità mi pareva formidabile, ma non avevo fatto i conti con il futuro del mio Paese dopo il 25 maggio. 

Adesso anche le Scuole Medie non hanno più internet, siamo alla canna del gas, noi che avevamo internet free in piazza Caretto. E per fortuna che c'è in municipio un geometra, Borgondo, che se ne sta occupando da quello che capisco. 

Io dico: prima di tutto, bisognerebbe aprire i cervelli e lasciar fluire il mondo che cambia così velocemente. C'è gente che non si è nemmeno accorta di quel che succedeva qualche anno fa, sono assordati dal rumore del proprio continuo brontolio. Altri hanno scordato. Una ciucca di fiume Lete. 

Il fatto è che il mondo non si ferma ad aspettare Crescentino. Va avanti per conto suo, e se ci sei bene, altrimenti peggio per te (anzi, peggio per noi).

9 commenti:

Particella di sodio ha detto...

Se i crescentinesi hanno relegato il suo Gabriele Massa al quarto posto su quattro candidati non è certo colpa di Borgondo e della sua maggioranza.
Avranno (la maggioranza), giustamente, deciso di dedicare risorse a qualcosa di più importante di internet per il semplice fatto che le case di Crescentino in cui non v'è saranno due.

MV ha detto...

Uela, che celerità signor Consigliere/Assessore o non so. Gabriele Massa non è mio per carità, anzi lo ha mostrato molto chiaramente. Il problema non è mio, ma vostro cara gente! Non è con questi giochetti del cavolo che si risolvono i problemi.

MAURO AT LARGE ha detto...

Cari tutti, ho pubblicato tre post in due giorni sul caso wi fi, uno della maggioranza, uno dell'opposizione e uno mio.
Ho spiegato anche a Borgondo con mail personale, che non basta il wi fi pubblico, ma che il comune di Crescentino deve assolutamente aderire al progetto in atto a Verrua e pare tra poco anche a Lamporo.
Le ragioni le ho spiegate nel post mio :
In molte zone di Crescentino l'adsl non arriva, e una lettrice, Rossella Calzolari che vive nel centrale Viale Po lo ha testimoniato, in altre zone come la centrale Via Clerico dove opera e vive il blogger, nelle ore di maggior carico, il serivizo rallenta.
Una efficente rete veloce e' INDISPENSABILE per la sicurezza, il lavoro, il divertimento e....il tutto.
il mio appartamento totalmente coperto dal mio wi fi che deve comandare tv, due computer, uno smartphone e un tablet.....una rete come quella ideata a Verrua sarebbe l'ideale, perchè viaggia quasi come la fibra di Fastweb dove c'è Fastweb e da noi non c'è.
meditare su queste cose non fa male e bene ha fatto Marinella a dedicare anche lei due post all'argomento.
Mauro Novo

Anonimo ha detto...

Se il wifi lavasse anche il pavimento sarebbe a posto...

Peccato che le grandi ed evolute menti degli ex ammistratori, affascinate dal fantasmagorico wufi-pubblico, non siano informate che in molte case l'adsl non c'è per l'ololescenza delle centraline Telecom.in particolare quelle multiplexate che non avranno mai l'adsl. La cui sostituzione costerebbe molto meno alla comunità. Perchè a Crescentino la facenda wifi è stata pensata male e finita peggio, perchè si è pensato più all'apparenza che alla reale fruizione del servizio per chi non ce l'ha. Risultato, a casa continuerò ad essere senza e al parco deserto magari c'è, pagato con i miei soldi. Bravi.

MV ha detto...

Io non so chi lei sia e quanti siano i suoi soldi, ma se si qualificasse riusciremmo anche a capire la differenza o le somiglianze fra lei e il professor Trinchero del Politecnico di Torino. Purtroppo il suo modo di presentarsi non ci consente di far tesoro delle sue osservazioni,e se così è un motivo ci sarà. Cheers.

Anonimo ha detto...

A Crescentino , almeno nel capoluogo, le linee telefoniche ci sono dappertutto e anche la portante adsl, ma una certa parte è collegata a centraline multiplexate alle quali non viene fornito il servizio ADSL. Motivo? Costavano di meno e servivano più utenti. E alla Telecom, nonostante infinite richieste, non passa per la mente di sostituirle. Non c'è da inventarsi niente, Trinchero può usare il suo tempo e capacita tecniche per portare il Wifi dove non c'è diversa possibilità, ma qui, non serve, quello che serve è che gli amministratori facciano una telefonatina alla Telecom e con i soldi che darebbero a Trinchero gli facciano cambiare sti accidenti di centraline. Ma è troppo semplice e non fa fine.. capisco. a sentir voi dovrei trasferirmi al bar col mio pc per collegarmi? Quando lo potrei fare a casa mia e senza troppe complicazioni e spese. Spero di essere stato chiaro madamin... Fatto quello, liberissimi di mettere il wifi dove volete, sarei persino favorevole.
Buondì

Marinella Venegoni ha detto...

Vedo che la mia sollecitazione a presentarsi per quel che è, per poter comprendere la consistenza delle sue affermazioni, è rimasta lettera morta. Se uno non si firma, mentre esibisce teorie così perentorie, che credito gli si può dare? Ci pensi bene, si faccia la domanda e si dia una risposta, come dice il buon Marzullo. Tutto lì.

MAURO AT LARGE ha detto...

intanto la Telecom non lo fa il lavoro, anche se dovesse telefonare Papa Francesco.....non sarebbe meglio invece che il progetto di Trinchero sbarcasse anche qui? Mi sembra la cosa piu' logica, cosi' le case che non possono avere l'adsl potrebbero averla con il wi fi di Trinchero.....e questa e' una constatazione e non una inutile polemica politica.
mauro novo

Sgt.Peppers ha detto...

Tutti gli utenti del nostro paesello, come ha già detto qualcuno, sono collegati a centraline multiplex e questo limita notevolmente la navigazione ad un massimo di 5 Mbps in upload ed 1 Mbps in downlaod. In momenti di particolare congestione stiamo a meno della metà.
Per i trogloditi non vuol dire nulla, ma per chi usa internet (per esempio aziende, scuole, enti pubblici, e lavoratori che operano in telelavoro) questo è un problema serio.

Le chiacchere, seppur in periodo carnevalesco, stanno a zero: o si telefona a Telecom imponendo di modernizzare tutte le centraline e relativi cablaggi oppure ci si inventa qualcosa di innovativo. E il progetto di Trinchero lo è, senza dubbio.

Da esperto del settore credo che avere oggi, nell'era del digitale, una rete internet ad alta velocità che farebbe impallidire persino la tanto pubblicizzata "FIBRA" di Fastweb e Telecom senza dipendere proprio da loro non è cosa da poco: progetto certamente migliorabile, ma comunque valido sotto ogni punto di vista sia tecnico che commerciale.

Certo è che le amministrazioni Comunali devono avere le idee ben chiare, anzichè fare sempre tutto il contrario di tutto affossando magari l'operato dell'amministrazione precedente.