domenica 28 febbraio 2016

Il dibattito sotto il cielo della sinistra Piddì. Da Scalfari a Barenghi, il dopo Unioni Civili..




L'approvazione in Senato delle Unioni Civili, con i voti dei Verdiniani, ha provocato le più varie reazioni, non solo negli ambienti che hanno il Centro-Sinistra come punto di riferimento, ma anche fra personaggi che a quel mondo fanno riferimento. 
Per consentire a ciascuno di chiarirsi le idee, cito soltanto come opposti, Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica, e Riccardo Barenghi ex Manifesto e ora notista de La Stampa. 
Com'è noto la sinistra Piddì si è molto adirata per il voto dei Verdiniani ed ha chiesto un Congresso, subito rigettato da sorella Boschi, con sbeffeggiamenti anche da parte di Renzi.
Scalfari ci è diventato renziano? Scrive che il tema della polemica sul contributo di Verdini gli pare "Privo di fondamento": "Se la sinistra ha accettato che Alfano facesse parte della Maggioranza di Governo, non si vede perché non possa accettare Verdini... che è anche più ragionevole di Alfano".
"Il problema - prosegue - è semmai un altro: è di sinistra il PD guidato da Renzi? E che cos'è la sinistra nel ventunesimo secolo? Nell'Europa e nell'Italia di oggi?". Segue lungo riassunto dei progressi di Renzi per la costituzione nel futuro di una vera Europa, e l'apprezzamento del decano dei giornalisti nei confronti del Presidente e delle sue ultime opere, alla luce di questo progetto.

Di tutt'altra pasta i ragionamenti di Riccardo Barenghi, la "Jena". che abbiamo imparato a conoscere.
In un suo corsivo su La Stampa di sabato 27, intitolato "La minoranza e quella lezione di Gaber", Barenghi scrive: 
"la realtà che oggi rappresenta il Pd di Matteo Renzi non è la stessa, tutt’altro, di quella in cui avevano creduto e che avevano costruito coloro i quali oggi sono in minoranza. La sinistra del partito, insomma, i vari Pier Luigi Bersani, Roberto Speranza, Gianni Cuperlo, Miguel Gotor, Walter Tocci, lo stesso Massimo D’Alema da ormai due anni militano in un partito che non è più il loro partito. E ogni giorno che passa lo è sempre di meno. Fino a ieri quando si è concretizzato lo spettro che da mesi si aggirava attorno ai democratici: lo spettro di Denis Verdini. Che insieme all’altro, ossia quello di Angelino Alfano, sta via via mettendo una fortissima ipoteca sull’identità di quel partito tanto faticosamente partorito, da Prodi in poi".
E continua: "E allora non sarebbe meglio per la sinistra prendere atto che quella storia è ormai finita, piuttosto che invocare improbabili congressi in cui discutere proprio di quell'identità?". Se si facesse (dice lui) molto probabilmente Renzi ne uscirebbe vittorioso, "e la minoranza con le ossa ancor più rotte".
Dunque? 

"In certi casi, e questo sembra proprio uno di quei casi, restare in una casa, in una ditta che non ti appartiene più diventa un’operazione autolesionista. Sarebbe meglio prenderne atto e partire armi e bagagli per una nuova avventura politica. Qualche compagno di avventura lo troverebbero sicuramente lì fuori, sulla strada. Certo, ci vuole coraggio: ma i dirigenti della sinistra del Pd non sono don Abbondio. Quello che il coraggio, se non ce l’hai, nessuno te lo può dare".
E qui, gente mia, a ciascuno le proprie riflessioni, prima che si arrivi (prima o poi) alle conclusioni. 

9 commenti:

Luigi ha detto...

Gentile dott.ssa, molto interessante questo riepilogo di due atteggiamenti diversi. Direi che gli interrogativi di Scalfari su cosa sia la sinistra oggi sono da rifletterci sopra, ma capisco anche l'atteggiamento di Barenghi, che parla a nome di quelli che vedono la propria storia franare e cercano un appiglio. Secondo me le due cose si potrebbero conciliare, con un po' di pragmatismo da parte della sinistra, e se Renzi non fosse così tosto nell'annullare qualunque contestazione e guardare invece a destra e basta. Questo è molto brutto. Grazie delle sue riflessioni che aiutano anche noi a pensare.

MAURO AT LARGE ha detto...

Luigi , Renzi non guarda a destra, per far si che il governo vada avanti e' obbligato a volte ad accettare dei compromessi, lo stralcio dalle unioni civili della step child adoption e' solo l'ulitmo dei compromessi.
Questa situazione e' figlia del risultato elettorale che porto' il PD di Bersani alla non vittoria.
Sicuramente poi la riflessione puo' continuare sul fatto che Renzi e' un segretario che proviene dalla Margherita che al massimo era un partito di centro sinistra.
Io non mi scandalizzo poi dei voti verdiniani, peggio Alfano .
La sinistra del partito ha l'arma di trovare un buon candidato al congresso dell'anno prossimo e vincere la partita, Rossi si e' candidato e questo e' per loro un ottimo inizio ed e' anche l'esempio che si puo' stare in un partito pensandola anche su alcune questioni in modo differente. Ricordate che nella DC c'erano tante teste e tante idee ed e' durata piu' di 50 anni.

Mauro Novo

Dubbio ha detto...

Lei Novo dice così perché sarà nato democristiano, ma guardi che con Renzi le umiliazioni della sinistra sono continue, c'è da capire che siano tentati di andarsene.

MAURO AT LARGE ha detto...

non ho mai votato DC , io votavo liberale, ai tempi del compianto Zanone, che poi guarda caso fece anche alcune dichiarazioni pro PD
Mauro Novo

c'era una svolta ha detto...

Uno che governa con i voti di alfano, verdini e cicchitto non guarda a destra?
Mi chiedo cosa ancora ci facciano gli elettori di centro sinistra nella nuova dc.

MAURO AT LARGE ha detto...

C'era una volta le ricordo che Bersani cerco' un appoggio nei 5 Stelle, quando ancora si pensava che fossero di sinistra ( Grillo e Casaleggio sono di destra conclamati e che destra! ) e ne ricevette sberleffi, poi arrivo' Letta che governo' addirittura con Forza Italia, poi Renzi che si adatto a governare con i signori che lei cita, non e' il PD ad essere la nuova DC, e' il risultato elettorale che ha portato a questo governo.
Mauro Novo

giu ha detto...

Zanone dal 2010 in alleanza per l'italia. Quello che si alleo' con fini.
Democraticissimo di sinistrissima

Mario ha detto...

Ora c'è una legge , prima non c'era.
Si poteva scegliere di tenere il senato bloccato ancora per mesi , per magari non fare nulla.
Per fare una legge ci vogliono i voti , è la democrazia.
SE i voti non ci sono bisogna fare compromessi o rimandare alla prossima legislatura.
I criticoni volevano quello ??
Ma i duri e puri lo sono davvero ??
Per le adozioni si seguiranno i tempi della politica , o dei soldi .

c'era una svplta ha detto...

Che brutta cosa sarebbe fare i governi in conformità al voto degli elettori vero blogger?
Se non c'è una maggioranza si torna alle urne.
Certo che per chi è salito al potere in nome della rottamazione, governare con questi individui (alcuni pluricondannati) è una figata pazzesca.
Ma la colpa è di bersani. Certo.