lunedì 24 luglio 2017

Ma la Boschi si può baciare? Pisapia dice di sì


A parte il fatto che si trattava della Boschi, io mi sono essenzialmente stupita dell'esercizio fisico-muscolare dell'ex sindaco Pisapia (uno che non ho mai visto agitarsi o muoversi o sorridere così apertamente in tanti anni di politica) di fronte alla Sottosegretaria Boschi alla festa del PD. Siccome è tutt'altro che stupido, è evidente che non è impazzito: voleva mandare un segnale. Non tutti sono stati contenti di questo gesto, anzi a sinistra del Pd si sono direttamente incazzati.
Se ne parla molto, ancora. Vi ammollo qui un riassunto dell'Huffington Post, su azioni e reazioni. 



Un abbraccio con la sottosegretaria Maria Elena Boschi. Le parole - "Mi sento a casa" - pronunciate sul palco della Festa dell'Unità di Milano. Giuliano Pisapia ha fatto arrabbiare molti dei suoi sostenitori politici, ma non intende fare passi indietro. Qualcuno è uscito allo scoperto - "Serve un chiarimento politico" ha scritto su Facebook il governatore toscano Enrico Rossi, "Troppo plateale" dice Chiara Geloni, direttrice del sito web di Articolo 1 Mdp - altri hanno semplicemente fatto trapelare il loro malumore.
Oggi parla Pisapia. In un'intervista alla Repubblica ribadisce che il suo intento è quello di unire, non dividere, il centrosinistra. Quella sull'abbraccio con la Boschi, quindi, è "una polemica assurda e irreale, vergognosamente strumentale".
"Il popolo del Pd non sarà mai mio nemico, ma con l'attuale Pd che si ritiene autosufficiente e con un sistema elettorale proporzionale alle elezioni, è evidente ci sarà competizione. Non si può abbaiare alla luna o rinchiudersi in un partitino del 3 o 4 per cento, perché questo non è il nostro progetto. Se lavori su quello che divide, sei condannato a perdere".
Pisapia respinge le accuse di ambiguità.
"Sono sempre stato chiaro e coerente, Campo progressista è nato con l'obiettivo di contribuire, insieme ad altri, alla costruzione di un nuovo centrosinistra (o sinistracentro), con cultura di governo, europeista, radicalmente in discontinuità con le politiche degli ultimi anni. Un nuovo soggetto politico in grado di sconfiggere le destre, la demagogia, il populismo".
Nessuno passo indietro anche sul tema della sua candidatura.
"Sento il peso di aver sollevato delle speranze, ma sono e mi sento fino in fondo un uomo libero e coerente", "non è importante il mio destino personale".
Ettore Rosato, presidente dei deputati del Pd, parla di "abbraccio normale tra due persone che si conoscono" e che "lavorano dalla stessa parte". La presenza di Pisapia alla Festa dell'Unità di Milano è "il segno di un Pd aperto che si confronta e guarda alle cose serie nel nostro campo" e dimostra che "Pisapia è una persona seria".
Matteo Richetti, la persona più vicina a Renzi in questa fase, tende la mano a Giuliano Pisapia. "È un interlocutore naturale per il Pd", afferma ad Affaritaliani.it il responsabile della Comunicazione del Pd. "Il rapporto con Pisapia non è mai stato in dubbio: è stato un nostro sindaco, è stato un nostro amministratore, è un politico di una sensibilità del tutto fine. Le porte stesse del Pd sono spalancate per Pisapia. Sappiamo tutti che il problema è stato un altro che non ha nulla a che vedere con Pisapia", conclude Richetti.

Nessun commento: