sabato 10 ottobre 2015

Ciao Ettore

Non solo ci si dimette, soprattutto si muore. Si muore quando si pensa che sia un po' prestino, e ci si vorrebbe fare ancora un po' di compagnia, con la moglie, con la figlia, con il fratello, con la mamma perfino. Ché Ettore Graziano  ha ancora la mamma, ma lui stamattina - sabato 10 ottobre - verso le 9,30 ha tolto il disturbo con discrezione, e ci ha mollati qui, tutti. 
I suoi familiari, i suoi amici, quelli della sua leva di cui faccio parte (una leva, del 1947, che praticamente non esiste, e non combina mai niente e mai niente ha combinato, e non sarà un caso che siamo così, presi in gruppo), i suoi compagni di scuola delle Medie, di cui nuovamente faccio parte: lui stava nell'ultimo banco verso la porta, e poiché veniva da San Silvestro in bicicletta portava le braghe alla zuava che gli faceva sua mamma, i calzettoni e il maglioncino beige. 
Era già brillante e spiritoso da ragazzetto, studiava, andava bene a scuola. Parlava tanto, mentre tutti gli altri maschi della classe guidata da Nella Gozzola con pugno di ferro, erano per lo più indolenti e un po' imbranati. 
Brillante e spiritoso è rimasto nel resto della vita. Sapeva cantare come pochi, ballava bene, senza di lui non potrò più andare a uno di quei pranzi sotto i portici che finivano in coro. Rimpiangeva di non aver potuto studiare oltre il diploma per laurearsi, ma c'era un altro fratello più piccolo che doveva ancora studiare e i soldi non bastavano. Aveva fatto una bella carriera alla Fiat però, e poi era tornato a rintanarsi a Crescentino, con tutti gli amici di sempre, la paziente e silenziosa Teresa sempre con lui, l'impegno con La Croce Rossa che aveva preso negli ultimi anni, assai seriamente. 
La botta della morte in montagna di Carlo, il figlio amatissimo e spericolato, era stata terribile. Lui e Teresa l'avevano sopportata con un silenzio e una dignità che non ho mai visto in chi abbia avuto a che fare con questi dolori disumani. Credo che quel dolore abbia fatto la sua parte nel male che lo consumava e che lui sopportava con una sorta di rassegnazione eroica ma molto "understatement". 
Un abbraccio a Teresa, che non mi passa mai di mente, e a tutta la sua famiglia. 






14 commenti:

mauro novo ha detto...

L 'ho visto l'ultima volta un mese fa alla commemorazione dei nostri nove Martiri, alla Messa in Piazza, si vedeva che era molto provato, ma non ha voluto mancare presumo a uno di quegli appuntamenti che erano parte dei suoi ideali.
Un caro ricordo
Mauro Novo

Marinella ha detto...

Caro Mauro, uno dei nove Martiri si chiama Ettore Graziano ed era un suo zio, anche per questo non mancava mai all'appuntamento.

mauro novo ha detto...

vero non avevo collegato, il cognome e' molto comune nella nostra citta'

Anonimo ha detto...

Una bella persona, l'Ettore, con cui era bello scambiare due chiacchiere...su qualunque argomento.
Ciau

Mario ha detto...

Un caro ricordo per il compianto Ettore e qualche precisazione.

Il suo caro figlio , era tutt'altro che spericolato. penso che lo fosse quanto lo è lei in bicicletta .
Al destino non si comanda.

Come me la pensano

I consulenti della procura della repubblica

http://www.montagna.tv/cms/34727/la-valanga-di-oropa-non-era-prevedibile

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/05/26/imprevedibile-la-valanga-di-oropa.html

le tre guide che accompagnavano l'escursione

http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/03/06/news/le_guide_i_nostri_amici_morti_per_colpa_di_altri_sciatori-13272281/

La ritengo un'affermazione da meditare , come quella sui suoi
" cari " imbranati e indolenti coscritti

Son convinto che Lei in vita sua ha seminato tanta , ma tanta amicizia , simpatia , diplomazia e buone parole.
Il rancore non alberga a casa sua , riesce persino a farmi sentir felice di avere Greppi sindaco .
Si prenda una vacanza.

Mario


mauro novo ha detto...

La cattiveria umana Mario e' ua brutta cosa e lei la conosce bene perchè la pratica, Marinella non voleva sicuramente dire quello che lei pensa....ma oramai i due gestori dei blogs crescentinesi devono solo essere crocifissi, poi sarete tutti contenti
Mauro Novo

Marinella ha detto...

Eh caro Mario, ha ragione Mauro Novo, temo che l'ultimo capoverso vada applicato piuttosto a lei sa? Carlo era uno che amava la vita non prevedibile e prevista, ho usato l'aggettivo in quel senso, anche in senso di omaggio alla sua intelligenza...io dell'inchiesta non so nulla, lei è invece molto preparato vedo. Buon per lei
In quanto ai miei coscritti, lei pensi ai suoi che io penso ai miei.
E se è contento di Greppi sindaco, sono felice per lei. Non vivo di ricordi, grazie al cielo.

marinella venegoni ha detto...

C'è una pagina Facebook a mio nome ma non l'ho fatta io, che sono invece una "twittarola". Lì escono i miei articoli, alcuni miei tweet pure, per un giro che ha messo su la persona che è stata così gentile da volermi dedicare una pagina: una pagina, mi dicono, da personaggio pubblico e non individuale. Così mi hanno spiegato, perché di Facebook capisco poco e chiedo scusa di questa mancanza.
Il preambolo era doveroso perché mi arriva ora da questa ragazza (che la mia pagina segue) una frase a firma Remo Lanza (mio coscritto, mio compagno di scuola, anche mio avversario - sconfitto - alle elezioni del '95 se dobbiamo dirle tutte) che qui copio e incollo.
REMO LANZA
"Ho letto quello che hai scritto sulla Leva del 47 e mi dispiace contraddirti. Ieri eravamo in tantissimi per le esequie del povero Ettore.
Ti porto a conoscenza che noi ci troviamo con gite e pranzi. Cerchiamo di fare il possibile per avvisare tutti te compresa.
Chi non si interessa è perchè non vuole partecipare ai nostri raduni.
Queste rimostranze te le fanno tutti quelli che ieri erano presenti al funerale e mi hanno incaricato di far tele".

E così Remo Lanza mi ha dato il benservito.

Sono contenta che fossero in tanti al funerale di Ettore, io non ero a Crescentino ma insomma sabato e domenica mi sono dedicata al mio compagno di scuola e ai suoi familiari.
Sono anche contenta di apprendere che la classe 1947 si trovi con gite e pranzi. Meno male. Ma io proprio non lo sapevo, solo una volta Ettore mi aveva parlato di una gita su un lago, della nostra leva. Io però non sono mai stata invitata da nessuno dico nessuno, e sì che il mio numero di cellulare non è il terzo segreto di Fatima e come si è fatto vivo ora Remo, poteva farsi vivo qualcun altro in passato, se mi avesse voluto invitare, e sarei andata ai raduni con tutto il cuore. Però se mai nessuno mi ha invitata un motivo ci sarà, e io questo motivo lo capisco benissimo da tanti anni, mi fa soffrire, ma lo so che la natura umana è fatta così, che certa Crescentino è fatta così, e con dispiacere ne prendo atto.
Quindi fatemi pure le rimostranze, che sono sacrosante. E dimenticatemi, come già avete del resto fatto in tutti questi decenni. Non vi sarà difficile, a quanto pare. Siete ben esercitati.

Cirula ha detto...

"Ti porto a conoscenza che noi ci troviamo con gite e pranzi. Cerchiamo di fare il possibile per avvisare tutti te compresa. Chi non si interessa è perché non vuole partecipare ai nostri raduni". Cara Venegoni, non se la prenda. Il suo coscritto sembra che ci tenga a farle sapere che la colpa è sua, non di chi si raduna senza avvertirla. Il paese è piccolo, la gente mormora ma non abbastanza.

Coscritto ha detto...

Hai 7.300 follower su twitter e ti preoccupi di quelli della tua leva a Crescentino? Tu sei matta, coscritta

tyurgh ha detto...

Forse i followers non sono di crescentino

Gianduja ha detto...

Mi dispiace parlare di cazzate sotto il ritratto di una persona che se ne è andata, ma quelli di fuori Crescentino sono tutti dei cretini? Posso anche voltare la domanda per Tyurgh: gli intelligenti ci sono solo a Crescentino?

tyurgh ha detto...

No ma è fisiologico che un concittadino conosca meglio di un forestiero

Giovanni 4 ha detto...

Nessuno è profeta in patria