domenica 27 settembre 2020

Trino, Pane al Pane

 Allarme rosso per questa nostra area territoriale che non dice mai di no, e per questo si è trovata in casa un deposito di scorie nucleari (a 6 km da noi, Saluggia), la prima centrale nucleare italiana (a 15 km da noi, Trino), una futura centrale nucleare sulla strada delle Grange, che solo il referendum del 1987 aveva provvidenzialmente bloccato sul nascere. 

Si sa che il mondo sta andando stabilmente verso l'utilizzo di diverse fonti di energia. Nel Nord Europa ma anche in Italia si scaldano con gli impianti di biomasse ricavati dai rifiuti organici, si allargano gli impianti di fotovoltaico e anche il geotermico, che pure è così caro. Ma il sindaco di Trino, Daniele Pane, come ormai sapete tutti, vorrebbe ora trumpianamente tornare a far fruttare il gioiello della sua terra, e candida la città ad ospitare il deposito nazionale di scorie radioattive, per il quale proprio in questi tempi il governo sta cercando un sito adatto in gran segreto.  

Le scorie di Saluggia hanno i piedi nell'acqua della Dora, la centrale Fermi di Trino aspetta ancora lo smantellamento del reattore, e ha i piedi nell'acqua pure lei: ma quella del Po com'è noto sempre più spesso tracima, con una faglia a rischio. La centrale chiusa sulla strada delle Grange è circondata di risaie, che producono riso anche da esportazione di grande qualità.

Si può impostare la vita dei propri concittadini su un pericolo permanente? Gli ha mai detto nulla, a Pane, Chernobyl?

Con questa idea, lanciata nel pericolosissimo momento giusto, Pane mette in vendita per quattro soldi non solo le vite dei suoi concittadini, ma quelle di tutte le zone circostanti; comprese le nostre, perché tutti i rischi che gente come lui prende, poi li colloca sempre ai confini dei propri territori, cosicché il pericolo arrivi soprattutto ai vicini.

Bravo signor Pane, lei è il campione degli incoscienti, degli irresponsabili, dei non curanti.  Spero che questa volta il territorio si sollevi, per proteggere quel poco di integrità che gli è rimasto, e per preservare le proprie vite da un futuro miserando. 


domenica 6 settembre 2020

Il Parco Levi Montalcini cosa vi ha fatto di male?

(Mancata ma ovvia premessa: un parco non si riduce così in un anno...)

Ricordo a tutti che, là dove c'è il parco Levi Montalcini, che fa da cornice all'elegante ancorché un po' moscio palazzo Infermeria Santo Spirito, regnava una immensa discarica di legna e robacce abbandonate che non si poteva guardare. Fu un piacere e un onore poter trasformare quell'abbandono in un elegante giardino dotato di un gazebo per piccoli spettacoli e concerti (con l'ultimo dispetto a me di non costruirci la copertura per accontentare altri che volevano un piccolo edificio da edibire a bar, ora sede degli alpini), un altrettanto elegante labirinto di siepi, più un piccolo parco giochi. 
Questo piccolo gioiello dedicato a Rita Levi Montalcini giace ora chiuso, ed è già ricominciato il degrado. 
Si era riusciti durante il mio ultimo mandato a mettere apertura automatica al cimitero, non dovrebbe essere difficile farlo anche qui. E cos'è successo al labirinto di storica ispirazione, che mi sembra assai malandato?
Che cosa vi ha fatto il parco Levi Montalcini per trattarlo così?

Mentre ci siamo, ricorderei anche che la lunga siepe che costeggia la roggia subito dopo il parco, è infestata di erbe che la soffocano, e che vanno estirpate per evitare che muoia anche la siepe medesima, oltre il labirinto. Già alcuni tratti hanno esalato l'ultimo respiro. Ci saranno cantieri di lavoro, è anche un lavoro che qualche volontario potrebbe fare in mezza giornata.
eddajje, non fate così.

domenica 23 agosto 2020

Il nostro Santuario, il vecchio oratorio e il nuovo (più il Borneo)


La Festa della Madonna del Palazzo si rinnova miracolosamente, in tempo di Covid e di fatiche umane ed esistenziali.
Sulla spianata del nostro amato Santuario il tendone tristemente grigiastro aveva bisogno di una lavata ma pazienza, è grande e protegge tutti da questo caldo tropicale.

Il Santuario, anch'esso, non è che se la passi benissimo. Ha bisogno di rappezzi, di consolidamenti anche (credo), ed è tristissimo che non si riesca a dargli nemmeno una ripulita fuori, e una mano di bianco. Abbiamo tante ditte di imbianchini, potrebbero mettersi d'accordo, fare un'opera buona e  poco per volta ripulirlo: non per fare un favore a nessuno, ma perché è il nostro Santuario. Lo so, i ponteggi costano, la generosità in tempi duri è un miraggio.

Gira che ti rigira, tutta quell'area soffre - è inutile negarlo - per la decisione - anni fa - di tirar su il nuovo oratorio, visto che la Cei offriva un mutuo. Ancora mi viene il magone a pensare a quello splendido parco con alberi alti e freschi tagliati senza pietà, sotto i quali i bambini giocavano, i vecchietti pure ma a bocce, e il povero Bellofatto tirava su qualche soldo facendo caffè. Un saluto a lui, lassù. 

Il mondo è impietoso, a volte, anche nelle dimensioni minime.

Ma l'area soffre soprattutto perché per 5 anni la passata amministrazione ha annullato tutti i progetti che erano in piedi: acquistare l'Oratorio vetusto di via San Giuseppe, e con i 100 mila euro la Parrocchia avrebbe potuto completare i lavori, visto che ormai il nostro piccolo Borneo era stato disboscato e la struttura eretta.

Cos'hanno fatto, i nostri governanti dal '14 al '19, con quei 100 mila euro? Ma niente: neanche, per dire, qualcosa nell'altra struttura da loro acquisita tempo prima, le ex Suore della Carità. Era una questione di principio: per lo più, annientare ciò che si poteva dei progetti messi in piedi dall'amministrazione precedente. 

Per fortuna è stato ora ripreso il filo dall'Amministrazione presente, e l'Oratorio anziano acquistato, e i lavori proseguiranno. Lo ha ben riassunto il Sindaco stamattina al termine della Messa: sono stati dati anche 15 mila euro alla Parrocchia per acquistare gli arredi. Il vecchio Oratorio in centro si riempirà di nuove attività, conoscendo i ragazzi del Comune non ho dubbi. Però, prima bisogna ristrutturarlo. Non son cose che durano due minuti.

Ma sapete cosa? Quell'area è importante per Crescentino perché c'è il Santuario, non solo come edificio di culto ma come edificio storico caro ai cittadini e alla storia della Città, parte delle sue radici più antiche. E lasciarlo in quelle condizioni è veramente triste. 






sabato 15 agosto 2020

Buon Ferragosto e attenti alla settimana che viene (aggiornamento)

Amici miei, tanto per dirvi che facevo sul serio, oggi 20 agosto i casi sono diventati 845 con 6 morti nelle ultime 24 ore...
Io credo (mia opinione) che l'aumento sia frutto delle feste scatenate di Ferragosto, pancia a pancia, fiato a fiato, discoteca a discoteca: pensate che la metà dei contagi in Emilia-Romagna sono sotto i 25 anni. Poi ci sono quelli che sono andati in vacanza all'estero e si sono portati a casa il souvenir.
Ahimè. 
Non andate ai rave, vi prego (scherzo ma non troppo, penso che qui i lettori siano "maturi")
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Post originario del 15 agosto

Oggi i  nuovi contagiati sono 629. Ieri erano 574. Il 13 erano 523. Il 12 "soltanto" 481. E via, a scendere.
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Buon Ferragosto ai crescentinesi e ai loro fans, in questo lungo fine settimana di "per così dire" festa, che ci farà confondere i giorni e le ore (e speriamo non la testa). 
Chi è qui è più fortunato di chi è al mare, anche a Ibiza o perfino a Cortina, dove - mi dicono amici che ci stanno passando le vacanze - non si riesce nemmeno a camminare per strada dalla gente che c'è.
Fortunati siamo, nel senso che siamo pochi e corriamo meno rischi di incontri pericolosi, fiato a fiato. I contagi come si vede stanno aumentando anche da noi, anche se siamo molto più bravi dei francesi, degli inglesi e soprattutto degli spagnoli che sono nuovamente nei guai fino al collo.
Ma la prova del nove per noi Italiani amanti delle feste consacrate come questa, arriverà verso metà della settimana prossima, quando gli eventuali distratti o (anche peggio) negazionisti, potrebbero far salire a livelli di guardia il numero dei contagiati e costringere il Governo a decisioni sagge come quelle di alcune chiusure: sperando che le Regioni la smettano di andare ognuna per la sua strada, con pericolo per tutta la comunità nazionale. 
"Noi siamo da secoli/ calpesti e derisi/ perché non siam popolo/ perché siam divisi", dice il nostro Inno Nazionale. 
Per ora, l'Italia è il Paese che meglio si è comportato con il Covid. Una volta nella vita, dai.
Facciamo ancora un piccolo sforzo. Pensiamo al futuro e non all'eterno presente. 


lunedì 10 agosto 2020

Dove si vacanza questa settimana? Facile


Un mio collega appena arrivato al mare ha twittato questa mattina di avere già consumato tre liti per mancato distanziamento, con i vicini di ombrellone.
Gli ho risposto che in  questa settimana santa delle vacanze COVID NON SI VA AL MARE. Le spiagge sono piene, i ragazzi pensano di essere immortali e stanno stretti, si appiccicano sudano insieme si sussurrano cose. Altri li guardano e si distraggono e fanno come loro. L'imitazione genera mostri, come il sonno della ragione che sembra catturare le masse in questo scorcio di anno.

Sono stata due giorni in montagna fino a stamattina, nelle Valli di Lanzo, anche in alto. E sui sentieri toccava dare la precedenza come in piazza del Plebiscito a Napoli.
Nelle vacanze COVID SI VA IN MONTAGNA CON PRUDENZA ESTREMA

MA VOLETE METTERE CRESCENTINO?
Regna una pace sovrana, qui l'avvicinamento non ce l'hai nemmeno se lo vuoi, perché gli altri indietreggiano (sempre ammesso che incontri qualcuno). Al bar sono tutti attenti e rispettosi,  così come nei supermercati (almeno alla Conad perché com'è noto ad alcuni, al Mercato non ci vado) C'è tutto ciò che serve, la città è pulita checché dica l'ex vicesindaco. Abbiamo i viali per passeggiare all'ombra. C'è un grande silenzio interrotto solo dalle campane e da qualche canto del gallo.
MA DOVE VOLETE ANDARE CHE QUI SI STA COSI' SICURI, OLTRE CHE BENE?

venerdì 24 luglio 2020

Come eravamo: quando sembrava che Palazzo Jona sarebbe stato ristrutturato

Ho visto che parecchi seguaci del blog stanno leggendo di quando, nel '16, speravo che fosse ristrutturato Palazzo Jona. Sono andata a rileggere pure io e ho pensato che magari a qualche altro crescentinese farebbe piacere sognare nuovamente che la cosa avvenisse. Così facciamo anche un pensierino al dott. Alati, l'unico che davvero ci voleva provare. Ciao Leo, dacci una mano da lassù dai! 


MERCOLEDÌ 23 NOVEMBRE 2016

Evviva!!! Lavori a palazzo Jona, finisce la decadenza in Piazza Vische


Vi rompo sempre così tanto le scatole con il Centro Storico che perde i pezzi... e ogni tanto qualcuno se ne ricorda. E mi arriva una bella notizia.
Il palazzo avito già della famiglia Jona a mio parere è il più bello di Crescentino. Non da oggi perde i pezzi, le gelosie sdentate, i mattoni e pezzi di stucco che volano, finestre senza vetri al secondo piano, che sono l'inizio della fine per la piccioneria, l'umidità e il degrado (come si vede in Piazza Caretto: sindaco, sindaco...)
Bene, mi ha chiamata il dott. Leo Alati e mi ha annunciato che c'è un accordo fra i tre proprietari (lui è uno dei tre) per una ristrutturazione che dovrebbe cominciare la prossima primavera. 
L'architetto Carpegna, che si occuperà dei lavori (e che mi deve sempre la cupola del gazebo nei giardini Levi Montalcini) mi ha spiegato che si tratta di una ristrutturazione semplice: per prima cosa sarà rifatto il tetto, poi ci sarà una ripulita generale alla facciata e naturalmente il rifacimento degli infissi che sono diventati una vera schifezza. 
Tutto questo per ora sulla carta, naturalmente. Perché il progetto dovrà passare in Comune, vedersela con l'ing Mascara e diventare un fiore all'occhiello dell'Amministrazione, se mai fosse sensibile al tema.
Già il palazzo giallo della Biverbanca, con i suoi occhioni spalancati vuoti sul nulla, dice che queste non sono priorità. Lo dice in verità anche l'ex scuola guida Vigé, che è stata sventrata completamente ma giace lì come uno scheletro e non succede più niente da tempo, hanno perfino tolto la gru. E' di proprietà del Sindaco, casualmente, e mi è stato persino detto che c'è un problema di violazione di regolamenti e per questo i lavori sono stati bloccati. Ci sarebbero addirittura risvolti penali. Spero che qualcuno si faccio vivo su questo blog a smentire con decisione, ne sarei veramente felice: perché come dicono a Roma, se una casa del Sindaco finisce sotto tiro, annamo bene. 
Sono comunque molto felice di aver molto battuto sul tasto del Palazzo Jona, e grazie a Leo Alati che asfissiato da me su questo problema quando facevo il sindaco, si è ricordato di avvertirmi che il piccolo miracolo in controtendenza sta per avvenire. 
Bravi, ragazzi! 

domenica 5 luglio 2020

Piazza Caretto, la vittoria del senso civico, contro l'indifferenza alla bellezza

La vittoria è di Vittorio, si sa. Ma è anche la vittoria del senso civico: e anche - diciamola tutta - la vittoria del buon senso. Perché un palazzo antico lasciato senza gelosie e senza vetri,  è un palazzo votato a una distruzione rapida, oltre a rappresentare il degrado assoluto: il che è tanto più grave perché questo palazzo è nel cuore della città di Crescentino, in piazza Caretto, di fianco al Comune. 

Già in piazza Vische ci troviamo ad assistere alla morte lenta del più bel palazzo della città, Palazzo Jona. Una tristezza infinita. Qualche anno fa il compianto Leo Alati, uno dei proprietari, aveva pensato di cominciare a provarci, e me lo fece subito sapere anche se non ero più sindaco. Lo avevo martellato. Si trattò purtroppo di un falso allarme. L'indifferenza alla bellezza degli attuali proprietari è evidente. 

Invece è stata una gran gioia, veder riapparire le persiane su quegli occhi vuoti del palazzo giallo di Piazza Caretto. Non so come si sia potuto permettere che vetri e protezioni venissero tolte. Ogni sindaco di buon senso avrebbe fatto l'impossibile perché ciò non accadesse, Vittorio ha fatto anche di più. Le ha fatte rimettere, e grazie pure al proprietario che alla fine ha capito, speriamo non succeda mai più da nessuna altra parte; mi viene anche il nervoso a pensare alla Biver che è stata lì per tanti anni  tronfia sotto la sua brutta insegna senza mai rendersi partecipe del decoro cittadino con qualche iniziativa: che so, magari anche farsi promotrice attiva di una ripulita alla facciata. Ma si sa che le banche fanno altro, e basta. Un'indifferenza incredibile.

Circola tra l'altro la voce che presto potrebbe essere ridipinta la facciata del condominio Lanza, l'altro scandalo storico di Piazza Caretto, di fronte al municipio. Un palazzo bellissimo del Settecento ridotto a un rudere (come me che sono nata proprio lì, al secondo piano), con una parte che era stata rimessa a nuovo ma il tempo aveva già degradato; anni fa avevano persino dipinto un cortile interno perché gli abitanti non lo potevano vedere com'era. E fuori?  

Però ci sono alcuni proprietari che da tempo erano d'accordo sull'operazione facciata, e speriamo che davvero sia arrivato il momento di riannodare il filo del buon senso anche lì, e che questa piazza possa tornare a quella bellezza che doveva esser stata in un lontano passato. 

Intanto, complimenti per il restauro del palazzo ancor più antico, penso, di via Tournon angolo via Clerico. Su quello proprio avevo perso le speranze, e invece eccolo nel suo bel giallo trionfare su tutte le muffe decrepite che gli sono intorno, e ora si vedono ancora di più.

martedì 16 giugno 2020

Se arriva un pericolo pubblico fatevi un po' di coraggio

L'altro ieri mattina ero in un ufficio del nostro Paesello. Un ufficio a modo, impiegati con mascherina e silenziosi, davanti al posto di lavoro il plexiglass che separa dal pubblico. C'erano due clienti (una ero io) con la mascherina. 

E' arrivato un tipo sui trent'anni in canotta arancione, che la mascherina non aveva, e si è piazzato davanti allo sportello libero. Ha cominciato a parlare, mentre parlava ha starnutito e si è pulito il naso con la mano.

Tutti zitti. Pure io, che però minacciosamente mi sono avvicinata a lui e con il dito puntato gli ho mostrato la boccetta del disinfettante davanti all'ingresso.  

Lui ha fatto: "Ehhh?" come se non capisse. Io ho replicato con decisione il gesto e lui ha fatto: "Ahhh" e si è diretto lì, si è alfine disinfettato le mani ed è uscito. 

Un killer,  un untore.  Probabilmente un ignorante, un sordo a tutto o uno alla Trump di quelli che dicono "questi ci raccontano un sacco di palle" e semplicemente se ne frega. Ce ne sono. Infatti...

Roba da bloccarlo e chiamare i carabinieri, mi ha poi detto qualcuno al quale l'ho raccontato.  

Nessuno, dopo la sua l'uscita, ha fatto una parola.

Ma, dico io: non ne abbiamo avuti abbastanza di morti? Non avete ascoltato diecimila volte al giorno in tv radio dal vicino dal medico dal farmacista come ci si deve comportare in questa pandemia che non è finita??

Uffici e negozi  aperti debbono prendersi la responsabilità della salute dei loro clienti, tenere mascherine di riserva da allungare al primo che entra senza, segnalare ai clienti che non lo fanno che si debbono disinfettare le mani all'entrata. 

Non è un gioco, non sono regole stupide. Sono la salute, la salvezza della nostra vita. La vita.

E per timidi che si sia, bisogna tirar fuori le palle quando lavori in un negozio o in un locale pubblico e ti càpita uno del genere. 

Il silenzio è un reato.
Non state zitti, per favore.
Un po' di coraggio può salvare la vita.



martedì 2 giugno 2020

La nostra Italia, la nostra Crescentino


E' passato più di un mese, ma ancora questa foto scattata il 25 Aprile, del nostro Sindaco solo davanti alla lapide dei Nove Martiri della stazione, mi emoziona e mi fa pensare anche alla figura un po' curva e canuta del Presidente Mattarella che piccolo piccolo solo solo sale lo scalone dell'Altare della Patria a rendere omaggio al Milite Ignoto. Vittorio in nome dei Crescentinesi, Mattarella in nome di tutti noi italiani. Ieri sera e stamattina, per la Festa della Repubblica, la scena si ripete, con una rappresentanza un po' più allargata: ma niente assembramenti, non è ancora l'ora; solo gli sprovveduti e gli ignoranti pensano che non sia vero e arzigogolano modelli complottistici da barzelletta. 

"Basta con le risse, adesso serve l'unità morale" ha detto il Presidente in un discorso denso e senza fronzoli, definendo certi comportamenti "inaccettabili".  

L'unità non c'è, come sappiamo. Le liti sorde e cieche, anche nella Maggioranza parlamentare, si sono ripetute nel momento più difficile che l'Italia abbia attraversato dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Gente priva di senso di responsabilità, attenta solo a farsi notare per il proprio tornaconto politico e personale, sulla quale il giudizio sarà dato dalla Storia, mentre il mondo ha già saputo valutare sbrigativamente e senza troppa benevolenza. Eppure anche un grande coro di ammirazione per i medici, di rispetto per il loro sacrificio; e un'obbedienza inconsueta alle regole imposte per salvarci il bene più prezioso, la vita. 

Gesti di generosità, e gesti inconsulti dei giubbotti arancione che speriamo non pesino sulla salute generale in un momento molto delicato. Questa è la dicotomia italiana. 

In questi mesi, la nostra Crescentino si è fatta ancora più deserta in una bellissima primavera fiorita. Ma il senso di sicurezza che ho provato qui in questi lunghi mesi di quarantena, e pure in una solitudine estrema, racconta di quanto sia importante la percezione di una Amministrazione responsabile, sempre connessa, con la gente e con il wi-fi, anche in un mare di guai come quelli che stiamo passando. 

Buona Festa della Repubblica. E buon San Crescentino a tutti.







sabato 25 aprile 2020

Ciao Daniela


Dalla chat del mio gruppo è uscita la notizia che se n'è andata Daniela Mosca, e sono rimasta basita. Veramente dispiaciuta.
Daniela Mosca era un panzer, una donna d'azione con la quale la mia vita si è incrociata tante volte durante i due mandati di sindaca. Durante il mio primo mandato nei Novanta era presidente degli Amici della Biblioteca, dove militava anche Mauro Novo, e ricordo bene un contributo culturale a vasto raggio e di bello spessore.
Più tardi si è poi impegnata nel volontariato, tanto da diventare presidente del Centro Territoriale Volontariato nel Vercellese, un lavoro molto impegnativo che ha esercitato per anni con autorevolezza. 
Nel mio secondo mandato le ho chiesto di far parte del Consiglio d'Amministrazione del Santo Spirito e anche questo aveva accettato, unendolo alle tante altre attività. 
Penso che fosse un poco timida, ma come energia non scherzava. Si buttava su quel che faceva con grande spirito di iniziativa. Era poco ideologica, e più pragmatica. 
La rispettavo molto per questo suo tratto. C'è tanta gente che parla tanto e fa poco, lei faceva tanto e parlava poco.
Mi dispiace davvero di questa scomparsa prematura in questi tempi immondi. 
Ciao  Daniela, e grazie.


giovedì 16 aprile 2020

I nostri tempi bui


Cerco di scrivere in verde speranza, sperando che anche questo aiuti.
Ne ho viste tante nella mia ormai lunga vita, ma mai avrei pensato di vivere ciò che tutti stiamo vivendo.
Questa pandemia è feroce, un killer spietato che si prende con la vita il nostro istinto naturale ad abbracciarci, a parlarci da vicino. 
Ho letto dalle comunicazioni del Sindaco la lunga serie di ammalati e anche defunti, soprattutto nella nostra Infermeria Santo Spirito: sono numeri grandi per la nostra piccola comunità, ma piccolissimi quando ogni sera alle 6 sentiamo il briefing della Protezione Civile, dove il Piemonte sta quasi raggiungendo la Lombardia per numeri di vittime. Terribile.
Anche da noi, chi lavora in queste strutture viene colpito, pensiamo a quanti medici e infermieri sono morti in Italia. Un sacrificio da eroi, e di loro ci dobbiamo soprattutto ricordare quando chi sopravviverà racconterà questo periodo, invece che di quei governatori e politici che scambiano questo disastro per un'occasione promozionale della propria parte politica, e farebbero ridere se non ci fosse da piangere. Miserabili. Da questa storia la politica uscirà ancora peggio di come c'è entrata. 

Per fortuna abbiamo questa giovane Amministrazione che lavora a testa bassa e tutt'intorno a loro vedo un silenzio rispettoso e fiducioso. Io mi sono quasi commossa quando la scorsa domenica sono venuti a suonarmi il campanello il Presidente del Consiglio Comunale e un'Assessora per consegnarmi la mascherina (se penso al Presidente che avevo io, e alla sua sicumera, buonanotte). 

Per fortuna in tutto questo ci sono bellissime giornate e l'aria è tersa e la primavera esplode come a dare una mano agli umani.
Vivere in città un periodo come questo è indubbiamente più pesante, le code ai supermercati lunghissime, i palazzi alti, l'aria sembra mancare. Ringraziamo il cielo che siamo qui in un ambiente piccolo e protetto, pieno di verde. E più silenzioso che mai.
In bocca al lupo a tutti noi. E che Dio ci aiuti.

martedì 24 marzo 2020

Il Corona ha una poesia

(l'autrice dovrebbe essere l'irlandese Kitty O'Meara, ma sulla rete c'è una corsa al riconoscimento da parte di altri sedicenti autori. E' stata scritta dopo lo scoppio della pandemia: vale la pena leggerla, con il suo finale bene augurante)

"E la gente rimase a casa"


E la gente rimase a casa
e lesse libri e ascoltò
e si riposò e fece esercizi
e fece arte e giocò
e imparò nuovi modi di essere
e si fermò
e ascoltò più in profondità
qualcuno meditava
qualcuno pregava
qualcuno ballava
qualcuno incontrò la propria ombra
e la gente cominciò a pensare in modo differente
e la gente guarì.
E nell’assenza di gente che viveva
in modi ignoranti
pericolosi
senza senso e senza cuore,
anche la terra cominciò a guarire
e quando il pericolo finì
e la gente si ritrovò
si addolorarono per i morti
e fecero nuove scelte
e sognarono nuove visioni
e crearono nuovi modi di vivere
e guarirono completamente la terra
così come erano guariti loro.
I

mercoledì 18 marzo 2020

L'anniversario della piazza tricolore

Tengo appesa su varie pareti questa fotografia, che avrei voluto postare il 17 marzo, sono un po' in ritardino e scusatemi.
Era il 17 marzo 2011, cadeva l'anniversario n. 150  della proclamazione del Regno d'Italia, da parte di Vittorio Emanuele II.
Era una mattinata fredda e piovosa, e sul balcone del Comune in piazza Caretto avevo aspettato a lungo l'arrivo degli studenti, che stavano celebrando l'anniversario, e avrebbero chiuso proprio in piazza la loro manifestazione.
I ragazzi arrivarono da tre strade diverse. Ogni strada indossava una maglietta di una sola tinta. Quando si sono riuniti e hanno formato  il Tricolore sono stata presa da un'emozione fortissima e mi sono venute le lacrime agli occhi. 
Una sensazione che non ho dimenticato mai e mai vorrò dimenticare. Di orgoglio per tutti noi, di consapevolezza di un ruolo che mi onorava, .
Uno di quei bei giorni del mio mandato.
Me ne sono ricordata anche questo 17 marzo, e stridente è stato il paragone con queste giornate solitarie, per fortuna con mille cose da fare che scacciano i cattivi pensieri. Un silenzio irreale contro l'allegra caciara di quei deliziosi studenti, il peso di un vuoto contro una vita molto movimentata ma degna di essere vissuta.
Un meraviglioso 17 marzo contro un altro come questo, come ogni giorno di questi giorni pieni di angoscia. 
Finirà



giovedì 5 marzo 2020

Crescentino, Italia

Ricordo vagamente, perché frequentavo le scuole medie, l'Asiatica. Non mi ricordo se a casa mia qualcuno se la prese. Invece mia nonna mi parlava sempre della Spagnola, che fece stragi nel 1918, quando lei ancora non era sposata: mi raccontò che si era ammalata ed era miracolosamente guarita, mentre a casa sua nessuno ci avrebbe scommesso.
Ci risiamo adesso, ma un po' è peggio - perché si sa tutto di questo Coronavirus - però è anche meglio perché ci sono strumenti e scienza che evitano stragi, anche se non possono impedire vittime: non ci sono riusciti nemmeno i cinesi che obbediscono agli ordini, a impedire vittime. Figuriamoci noi, che siamo un popolo anarchico, distratto e purtroppo anche più ignorante di un tempo.
Sapere tutto però non sempre fa bene alla psiche. Si può entrare in stato di agitazione, si possono sviluppare fobie magari latenti. Ho un amico ipocondriaco che mi fa delle telefonate di mezz'ora grondanti terrore.
Non serve.  Bisogna farsene una ragione, e seguite le indicazioni delle autorità sanitarie.  E soprattutto non bisogna farsela sotto dalla paura. 
Neanche ora che anche qui da noi sono arrivate cattive notizie. Il nostro concittadino è ormai ricoverato e al sicuro, anche se il percorso verso la cura è stato alquanto problematico; i suoi cari sono in quarantena. 
Però adesso non svuotiamo le strade, che sono già deserte di per sé ed è difficile riuscire a trovare qualcuno che ti stia lontano un metro, perché è sempre lontano almeno due. 
E i nostri supermercati non sono i Carrefour o le Esselunga, peraltro anch'essi semideserti nelle città. 
Da noi, nei bar più di 4 persone per volta non trovi. 
Qui a Crescentino siamo sempre stati un po' il deserto, negli ultimi anni; e infatti il virus, chi l'ha preso ha dovuto andare a cercarlo fuori città.
Però, anche, non organizziamo gite, passeggiate collettive, mostre, pranzi fuori porta, balli del debuttante. Basta rinviare, è facile. A data da destinarsi, ovvio.
Diamo retta a chi ne sa. La tv ci informa in continuazione, anche troppo. Facciamocene una ragione, e approfittiamo di questa antipatica occasione per ritrovare noi stessi. Ne usciremo rafforzati. Se poi ne approfittiamo per leggere qualche libro, ne usciremo pure migliorati.




venerdì 14 febbraio 2020

Grazie per avermi fatta piangere

Come si fa a tornare qui dopo quasi due mesi facendo finta di nulla?
Potrei trovare una scusa. Mio papà, la sera quando scendevo dopo cena in piazza Garibaldi dicendo: "Vado a ritirare la macchina", mi rispondeva con una battuta: "Vado a comprare le sigarette. E tornò dopo 25 anni". In effetti, ci mettevo parecchio, chiacchieravo in piazza, gironzolavo. Sono sempre stata social, anche quando non esisteva nemmeno il termine.
Intanto penso al teatrino, e penso al destino: gli sono stata dietro 20 anni, a quel teatrino, da quando nel '95 appena eletta salii lassù e ne vidi la bellezza violata. Sempre avrei voluto rimetterlo in sesto, non c'era verso e ci riuscii in extremis a fine mandato 2014, lo inaugurammo il 27 aprile con un concerto per la Liberazione, e il 24 maggio me ne andai da Piazza Caretto.
Il destino ha voluto che ora il gioiellino sia intitolato a Mimmo, e sono grata all'unanimità del Consiglio Comunale e ora al Prefetto che ha dato l'OK (e così Speranza può stare tranquillo che tutto è in ordine, dal punto di vista del regolamento). Ma Grazie Grazie prima di tutti al Sindaco che ha avuto l'idea. Sono onorata.
E grazie a tutti i Crescentini, io lo so che Mimmo piaceva a tutti, tutti lo salutavano e lui salutava tutti. Un uomo meraviglioso, 
e non perché era mio marito. Si è meritato questo teatro, che intanto gli piaceva moltissimo, vi confesso. 
Adesso, a bocce ferme e finito l'iter, vi posso confessare che mi avete fatta piangere (tanto per cambiare). 
Grazie davvero.

mercoledì 25 dicembre 2019

Un Presepe a Crescentino


Buon Natale cari Crescentinesi, ho pensato di fare un omaggio ad alcune della varie comunità regionali italiane che  hanno arricchito il nostro Paesello dagli Anni Settanta. Più sotto se avrete la pazienza di scorrere, troverete poesie natalizie in vari dialetti. E tanti tanti auguri davvero
(ne abbiamo tutti bisogno)

Natal d'Anch'euj
Ooo… Bambin ch’it ciame Gesù
fane ‘s cadò, cala ‘n pòch giù!I

Të spetoma, con ij brass ëslargà,
për Ti ij nòsti cheur a son duvertà,
artorna fra ‘d noi e scapa mai pì,
mach Ti o Gesù, it ses nòst avnì.

Òh… bel Bambin, ch’it vive lassù,
fra un cel ësteilà bordà dë vlù,
nòsta speransa a l’è Tò sorisij
Tò euj a son ël Paradis.

Ël mond antregh l-ha dabzògn ëd Ti,
ma stà bin atent, fid-te pa pi,
tròpi coj ch’a parlo ‘d pas e amor,
da semper a son fàuss e traditor.

Giùtla st’umanità ‘n decadensa,
veuida ‘d valor e pòvra ‘d sostansa,
për noi as basta. Toa santa presens
al’ùnica còsa, sicura speransa.

Natal, a l’è për fé festa
baldòrie, cadò… che argal,
l’ùnica còsa ch’a na parlo pì,
a l’è dël Natal, ch’it ses nassù Ti!
Driano 'd Caval

Per i  crescentinesi di lingua veneta
El me pastore sopo
L'è cascà in tera
e s'à roto 'na gambeta,
finta de gnente,
nissun à visto 'na lagrimeta.
El me pastore,
su le so spale n'agneleto,
l'ò sempre tegnù da conto
col so difeto.

La stradeta de farina,
el lagheto e tuto el resto
e ogni ano, lu,
lo fracà in mezo al mus-cio fresco,
in mezo a le pegore,
'n'anara o 'n'oco:
nissun faséa caso..
che lu el fusse sopo.

Vegnarà el curato
a premiare el presepio pi’ belo
e qualchedun cavarà dal mus-cio
el me pastorelo
el l’à cavà
sbregandome ìa qualcossa dal core
che a mi…
el me piasèa sopo… el me pastore.



Per i crescentinesi di lingua romanesca 
Trilussa, Er Presepe
La gente fa er presepe e nun me sente;
cerca sempre de fallo più sfarzoso,
però cià er core freddo e indifferente
e nun capisce che senza l’amore
è cianfrusaja che nun cià valore.
Ve ringrazio de core, brava gente,
pé ‘sti presepi che me preparate,
ma che li fate a fa? Si poi v’odiate,
si de st’amore non capite gnente…
Pé st’amore sò nato e ce sò morto,
da secoli lo spargo dalla croce,
ma la parola mia pare ‘na voce
sperduta ner deserto, senza ascolto.

Per i Crescentinesi di lingua calabrese
                                       "Cantata adattata alle mosse della pastorale" 
Già sona e canta/ tuttu lu celu: 
jeu non su' jelu,/ su' puru ccà.
'Ntra menzanotti/ si fici jornu: 
tuttu ccà 'ntornu/ scuru no' nc'è.
Chi notti è chista?/ Chi su' 'sti vuci? 
Comu 'sta luci/ cumparìu mo'?
Su' d' allegrizza/ 'sti canti e soni: 
'nc'è cosi bboni,/ furtuna 'nc'è.
Li petri juntanu,/ l'omani abballanu, 
l'Angeli cantanu: lla lla ra rà!
1834
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REPORT THIS

venerdì 20 dicembre 2019

Rosso, la parabola del golden boy della Destra


Non basta andare sempre un po' più a destra, bisogna anche stare attenti a dove si mettono i piedi, perché si rischia di capottare anche senza auto.
Tutti ci auguriamo che Roberto Rosso, vicesindaco di Trino e assessore regionale, sia innocente. L'accusa che ha portato in carcere uno dei pilastri di Fratelli d'Italia è terribile: aver chiesto voti ai clan della famigerata 'ndrangheta, della quale il Procuratore di Catanzaro sta cercando di fare piazza pulita.
Rosso si è dimesso dal mandato in Regione.  Da quello di vicesindaco del Comune di Trino, la sua patria, si era dimesso dall'elezione per la Regione Piemonte. 
Avvocato, 59 anni, ha una lunga esperienza di militanze e onori: è stato 5 volte deputato in Forza Italia, sottosegretario alle politiche agricole e forestali, è capogruppo di Fratelli d'Italia al Comune di Torino.
Ma perché tanta ansia d'incarichi, e perché - se è vero - uno che è nato in mezzo alle risaie decide di rivolgersi alla 'ndrangheta per prendere voti? Che poi sono stati una miseria, 4.806 preferenze.
Possibile che si sia disposti a tutto per rimanere in sella nel mondo della politica?
Domande tristissime. Ne ho viste fare tante,  anche miserabili, anche imbarazzanti, per prendere voti.  Ma questa è terribile. Eppure un avvocato come lui è potrebbe guadagnarsi da vivere serenamente, staccarsi da quel che è stato e iniziare una nuova vita. 
Bisogna tenere gli occhi sempre più aperti, ormai anche dalle nostre parti. 


giovedì 5 dicembre 2019

Un pensiero alla piccola Lucia Fornasiero

Lucia Fornasiero aveva una stretta di mano da donna forte, una stretta che diceva tanto del suo carattere, della sua personalità di donna-mamma-dipendente comunale di Crescentino addetta alla Segreteria Generale.
Ho avuto la fortuna di lavorare con lei, nel mio mandato 1995-99, tribolato come i miei mandati hanno saputo essere.
Lucia che se n'è andata prematuramente negli scorsi giorni, aveva una sensibilità fuori dal comune. Annusava l'aria, sapeva i passi difficili e si dava da fare, veniva a chiedere, approfondiva.
Ci eravamo simpatiche, cosa non così frequente poi nei municipi. Credeva nel mio progetto, nella trasparenza che allora (e non solo in verità) non era merce comune. 
E' stata una collaboratrice preziosissima, una persona preparata e che studiava sempre.
Tutto questo finì quando io lasciai alla fine del primo mandato. Le resero la vita impossibile, sindaco e vicesindaco, se non altro perché era "venegoniana". Mi raccontò episodi poco nobili. Chiese il trasferimento in una biblioteca di Torino. Così, a volte, nei Comuni si perdono gli impiegati in gamba. Trattandoli male, vivendo in un clima di congiura, non sapendo approfittare delle bravure e delle passioni. Ciao Luci, un abbraccio.

giovedì 21 novembre 2019

"Cari populisti, ci avete stufato": firmato, Sardine

Nel bene e nel male, i social network hanno cambiato per sempre la nostra vita. Soltanto una settimana fa solo i più attenti avevano drizzato le orecchie a quel simpatico flash mob, cioè un convenire di persone nello stesso luogo pubblico intorno uno stesso tema, su invito via internet. 
Erano appena nate le Sardine, ad opera di quattro amici. Pensavano che sarebbero stati trecento e sono arrivati in 12 mila, a Bologna, contro Salvini. Adesso è come se fosse saltato il tappo di una bottiglia: si contano centinaia di convocazioni da ogni parte d'Italia, e per ora l'atmosfera è serena perché non si parla di partiti, ma si va in piazza su temi. La politica, se avrà tempo, sappia cogliere questi segnali, invece di postare su Internet il gatto che mangia le sardine, come ha fatto l'ex ministro dell'Interno.
Chissà quanto durerà, ma intanto è anche come se si fosse tolta la polvere e con essa fossero andate via le paure che riempivano gli animi, con gli orrendi segnali sul caso Segre e tutto il resto che ci aveva propinato Salvini. 
Perché le Sardine sono sì di sinistra, ma gente normale non attaccata ai partiti. L'Italia che vuole respirare civiltà si è stufata, l'oscurantismo ignorante viene messo all'angolo.

Nel nostro paesello intanto...
Così dal nostro luogo crescentinese, guardo alla nuova amministrazione sempre in moto e a me paiono delle sardinette ante litteram pure loro: non tirateci la giacca, sembrano dire, c'è un sacco da fare qui. 
Certo, se si aspettano la collaborazione della popolazione, stanno freschi. Quanto siamo generosi noi crescentinesi? 

Ditemelo voi, se ne avete voglia.

Ma intanto, mentre il Governo annaspa in un faticosissimo tentativo di armonia fra le parti che lo compongono, sovrastato da enormi problemi e dagli Ego, mi guardo intorno nel nostro piccolo mondo antico e mi sembrano vecchie le solite polemiche: gli arrembaggi vani alla nave pilota da parte del solitario Salvatore che impugna la spada solo per colpire a sinistra e mai a destra, oppure la partenza della dott. Livia Scuncio dalla Segreteria del Pd per andare fra le braccia di Renzi (non credo conoscendola bene sia mai stata di sinistra in vita sua, ma ognuno vada dove crede, ci mancherebbe: tra l'altro mi è arrivato un commento di uno che non vuole essere pubblicato ma mi diceva: "nemmeno Renzi, del resto, è mai stato di sinistra").
E penso che questa, tutto sommato, sia una buona occasione per il Pd crescentinese, di farsi una bella doccia rinfrescante che si lasci dietro per sempre le ragioni della sconfitta del 2014, peraltro chiarissime. E' tempo di uscire fuori con le potenzialità che questo tempo suscita e direi impone. Se solo le si vuole cogliere, naturalmente. Eddaje, come dicono a Roma.


mercoledì 6 novembre 2019

C'ero anch'io

C'ero pure io, quella notte lì. Ero sola, chissà dov'era Mimmo. Il giorno prima era venuto un amico dalla Liguria, eravamo andati verso il Po e non ci era sembrato un fiume socievole. Gianni era poi ripartito verso Varazze, io avevo deciso di fermarmi ancora un giorno. E all'ora di pranzo, mentre cuocevo un uovo delle mie galline, mi aveva chiamata la Comazzi dalla redazione della Stampa per dirmi che girava voce che si fosse ucciso il mio amico di una vita (già allora) Mario Luzzatto Fegiz: "Dicono che si è impiccato in bagno".
Che colpo. Come approfondire? Con il cuore in gola chiamai tutti i colleghi, che cadevano dal pero. Finché uno (Mangiarotti, del Giorno) ebbe l'idea geniale di chiamare il suicida, per capire se fosse vivo o no. Quello rispose serenamente, e si sparse la notizia così che Fegiz era vivo. Lo chiamai, restammo al telefono a ridere per mezz'ora, io ancora turbatissima. 
Guarda cosa mi viene in mente.
Poi la sera andai verso viale Po, con un senso di angoscia che non mi aveva comunque mollata, perché la storia del fiume pericoloso si era attaccata a quella vissuta durante la giornata.
Nella mia zona non era percepibile il dramma.
Seppi della tragedia il giorno dopo.
L'anno dopo, 23 aprile 1995, diventai sindaca per la prima volta.
Ricordo che in questa stessa stagione quell'anno il Po tornò bello spesso, ed eravamo tutti tremebondi.
Ricordo che passai casa per casa in via Po a bussare e rassicurare, quella sera,  portando le notizie che arrivavano da Vercelli.
Ero davanti alla porta degli Ulla, quando mi suonò il cellulare.
Era Fegiz.
"Dove sei che non sei qui? Io sono dai Take That al Palazzetto tal dei tali", disse.
"Io sono sul Po".
**************
Giusto per stemperare.
Ho vissuto 4 anni, nel mio primo mandato, pappa e ciccia con il Magistrato del Po e con la Protezione Civile che si andava formando. Facemmo un piano di evacuazione, in caso di pericolo montante. Rifacemmo gli argini, il lavoro durò tutto il mandato. Il sacrificio delle Sorelle Ierinò aveva costretto il Magispo a occuparsi del nostro Paesello con particolare dedizione. 

Nel 2001 o 2002, non ricordo, ci fu un altro pienone. Ma gli argini tennero. Com'è noto ai più anziani, anche allora non mi ero voluta ricandidare. Ma mi chiamarono un paio di persone, per sapere come avevo fatto a rendere il Po più sicuro. Risposta scientifica: "Rompendo le palle ogni giorno".
Una piccola soddisfazione.
Sono ancora ovviamente contenta di aver dedicato la piazza, che nasceva nei miei anni, alle sorelle Ierinò, giovanissime vittime di una tragedia che resta ancora con noi. Quando Greppi la inaugurò, volli essere presente. 
Mi dispiace tanto non essere stata oggi a Crescentino.
Ma la mente era lì.
Come adesso, del resto.
Ciao a tutti.



venerdì 4 ottobre 2019

Roberto, l'uomo che non poteva vivere solo

Direte voi che io nel dolore ci sguazzo, perché ancora non ho imparato bene a convivere con il mio.
Ma il proprio dolore aiuta a capire quello altrui, e da tempo ormai vedevo l'amico di tutti Roberto Nervo - un crescentinese doc, un uomo che è un po' la nostra storia e del quale ognuno qui ha un aneddoto da raccontare - troppo solo e nobilmente triste, come quelli che non vogliono dare troppo a vedere. 
Già era stata una botta tremenda la morte prematurissima del figlio    Silvio, ma finché c'è stata Candida, la moglie - un'altra della quale ognuno di noi ha un aneddoto da  raccontare - la vita era sopportabile.
Da molto, per Roberto, s'intuiva che vivere solo era difficilissimo. Ma lo faceva con grande dignità, frequentava il bar, istituzione meritoria nella vita dei paesi, scambiava qualche parola e partecipava alle discussioni che tengono svegli. Finché si può, finché l'anima resiste. Ora la sua anima si è stancata, ha preferito andare dalla Candida. Come non capirlo. 
Ciao Roberto, salutacela tanto. Ci mancherà la tua presenza, anche silenziosa. Ti vogliamo bene tutti, a Crescentino.  

venerdì 13 settembre 2019

Ma Bella Ciao la sanno tutti! (Anche Sebastiano)


Con il mio canonico ritardo, vi confesso che per quel pezzo di corteo dell'8 settembre che sono riuscita a seguire (fino al primo ritorno dalla stazione al Monumento dei Caduti), ho ascoltato soltanto una volta "Bella Ciao" e mi sono sorpresa di avvertire molto sommesso questo inno che è invece un canto di ribaldo coraggio giovanile di fronte all'invasore, dunque carico anche di energia interna.
In questi ultimi anni di fascismi minacciati, e di stili fascisti esibiti fino a poche settimane fa con un pugno del comando alla Trump, con esempli minori anche in Italia (il nome non lo scrivo no) l'inno della Resistenza ha avuto un ritorno di fiamma, è stato cantato da tutti i ragazzi del mondo in inglese sul tema ambientale, è stato ripreso addirittura da Tom Waits che è un grande cantautore americano.

Dunque ho pensato che forse chi suona "Bella Ciao" a Crescentino ha bisogno di un ripasso.
Qui vi presento Sebastiano, 2 anni e mezzo, che l'ha già imparata come ascolterete. Un bimbo incredibile.
E Viva Bella Ciao








giovedì 29 agosto 2019

Piccoli eroismi, dalla Angela del Barin alle zanzare dell'Alessandrino

Prima vi dico una cosa romantica.
Questa mattina ho avuto un afflato di tenerezza, andando a prendere il caffè al Gianduja, perché c'era la Angela (per sempre "del Barin" anche se ora è altrove) con  in mano una ghirlanda di fiori bianchi e verdi, e la porgeva a Walter che su una scala stava incorniciando tutte le vetrine e le porte del bar alla vigilia della Festa del Prajet. 

Queste piccole iniziative amorose (ma la Angela, pur con il suo bel caratterino, è una che da sempre ama decorare il proprio locale) sono un balsamo nello spettro totale dei Portici che non ne vogliono sapere di rinascere, anche se magari ora ci stanno pensando e a breve ci sarà la riapertura del Gran Bar. Voler ingentilire, voler far dimenticare le brutture, voler fare qualcosa di bello per il nostro Paese straordinariamente ripulito come non mai.
Una cosa davvero romantica, che speriamo sia premiata dal futuro. Piccoli segni, che contano molto. Brava Angelina.

Ma l'eroismo più impegnativo ha luogo nell'Alessandrino, dove alcuni sindaci e cittadini, ho letto stamattina su Repubblica, hanno acconsentito a un esperimento che consiste nel sedersi nelle ore più disperate delle zanzare, dalle 19 alle 20, vicino al campo sportivo di Alluvioni Piovera ai bordi della Lomellina, e senza alcun repellente farsi da esse pungere: anzi ,lasciarle "atterrare" sulla pelle e certo ammazzarle prima che pungano, se si riesce, però contandole. Un signore ha contato 84 punture, per dire.

Una parte sola della pelle è coperta da una fascetta, per contare la  differenza che fa. Alcuni invece sono intabarrati in tute di una stoffa speciale, una tela con inserite nano particelle studiata per un progetto della Italian Mosquito Control Association, nata per questo fine, che si ispira al repellente a base di curcuma ed eucalipto usato nelle fibre delle divise dei soldati americani: tiene lontani gli insetti e protegge la pelle.
Mah. 
E la faccia, che ne facciamo della faccia?
Vabbé
Negli anni in cui sono stata sindaco abbiamo sempre (direi sempre, direi con il condizionale) partecipato con altri paesi al progetto dell'Università di Reggio Emilia che individuava i posti dove le zanzare depongono le uova, e le neutralizzava con certi enzimi. Negli anni Novanta l'abbiamo fatto con più determinazione, e qualche risultato a me sembrava che si ottenesse. Costava caro, ma valeva la pena.
Il problema era che appena scappavo dopo il mandato, arrivava Greppi chiudeva il progetto e tornava a usare gli antizanzare  tradizionali, chimici, rendendo inutile tutto il lavoro precedente. Sono tecniche che richiedono tempo, ma quella nostra mi sembrava più utile di questa in atto nell'Alessandrino. 
In fin dei conti delle zanzare si occupano solo quelli che ci vivono dentro, e mai nessuno darà il Nobel a uno che ha inventato qualcosa per eliminarle. Per quello è difficile debellarle, no?


sabato 27 luglio 2019

Che bella idea la Notte Bianca ma...

(questo post è dedicato a una mia amica che mi ha appena sgridata perché non scrivo più. Grazie dell'incoraggiamento)

Ho letto sul leggendario blog di Mauro Novo che si prepara una Notte Bianca per i 40 anni del leggendario Prajet, una compagine e una formula che non ne ha mai sbagliata una.
Ho letto degli ombrelli colorati che animeranno i leggendari portici,   è una bella idea per coprire le sporcizie e le colorazioni impossibili tipo il giallo sfasciato dell'ex Barin, ché tutte le volte che ci passo davanti piango sia per il Barin che per il giallo sfasciato... ma non è solo lì lo sappiamo tutti dai: neanche a dargli il colore in omaggio e a esentarli dalla Tosap, durante il mio ultimo mandato, è servito ad ammorbidire i cuori di pietra dei proprietari che se ne fanno un baffo e una barba.
Mi è venuta un'idea, sperando di non ferire le residue forze dei nostri rigogliosi nuovi amministratori.
Voi che siete pieni di muscoli e di energia, invece di fare la pulitura dei portici che sono già stati lavati da cima a fondo (non benissimo, in verità) da Speranza che ancora sperava nella rielezione, tanto che sono spariti anche i nidi delle rondini, seguendo l'antico proverbio di buttare via il bambino con l'acqua sporca... voi perché, dicevo, non contattate gli ignavi proprietari proponendo loro di fare una reimbiancata di massa? 
Invitate tutti i ragazzi che se la sentano, più Don Edoardo e i suoi e i ragazzi dell'Oratorio e quelli della Croce Rossa, a darvi una mano. Fate un fine agosto da pittori, mettendo qualche chitarra in giro che suona e vi fa compagnia, e dateci sotto.
E fate sti portici nuovi. Sono stata a Cherasco in luglio e vi ci porterei, hanno i portici identici ai nostri vedeste che bellezza: azzurro chiaro il soffitto, azzurro scuro le pile, poi verde chiaro e verde scuro, e via dicendo, cambiando ogni tanto. Un'autentica delizia...
Cosa dite, che sono pazza?
Non lo escludo.

domenica 14 luglio 2019

Un prato sintetico da 200 mila euro? Manco morta



Speriamo che dopo il botto non cadano su un tappeto... sintetico!!!
Ci dia il suo onorevole parere sulla querelle.. 
Tirocross
Caro Tirocross, si figuri se io spenderei 200 mila euro per un tappeto di plastica. Manco morta, a meno di avere una paccata di soldi da spendere, o di trovare uno sponsor, un finanziamento o che ne so. 
Una città, anche piccola come la nostra, deve preservare la propria identità, fanno bene a comprare l'oratorio vecchio: anche noi, avevamo un accordo con la Parrocchia e poi quando Greppi è arrivato lo ha cancellato. C'è l'Archivio Storico di cui non si parla da anni, ci sono le frazioni da tirare su.
Adesso leggo che Speranza scalpita perché la nuova Amministrazione mette in moto il proprio programma: non hanno fatto loro, con Greppi, altrettanto? Penso sempre a quei poveri miei 6 mila euro di fine lavori che avevo lasciato per fare l'ascensore per il teatrino... col cavolo. Almeno, stesse zitto. 
E si figuri se si cade con una maggioranza così coesa. Auguro loro di rimanere tali e di  diventare amici e non farsi i dispetti né i cavoli propri per primeggiare. Ma di napoleoni non ne vedo, certo è presto ma andare d'accordo è una bellissima avventura che vale la pena vivere, anche in nome di chi vota.