martedì 19 maggio 2015

Pre-elezioni in Liguria: e io che mi lamentavo della sinistra a Crescentino l'anno scorso...

Si vede che siamo una cittadina-laboratorio. L'anno scorso abbiamo anticipato, ma in modo infinitesimale, gli accadimenti attuali pre-elezioni in Liguria, dove la situazione è quasi comica (se non fosse drammatica) per quanto riguarda il Centro-Sinistra.
Qui sotto, preso da "Il Post", c'è un racconto sereno ed equilibrato della situazione ligure, a pochi giorni dalle elezioni regionali. Continuiamo così, facciamoci del male... evvai.
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Liguria
La situazione del centrosinistra in Liguria è piuttosto complicata. Raffaella Paita del PD, considerata vicina al segretario e presidente del Consiglio Matteo Renzi, ha ottenuto la candidatura a presidente della Liguria dopo aver vinto le primarie superando Sergio Cofferati, che aveva contestato il risultato denunciando irregolarità e annunciando che avrebbe lasciato il Partito Democratico. Paita – che è anche assessore regionale del PD alle Infrastrutture e alla Protezione civile – è indagata per quanto accaduto a Genova durante l’alluvione del 9 e 10 ottobre del 2014 e per il voto del prossimo 31 maggio aveva cercato un’alleanza con partiti di destra per governare in Liguria, similmente a quanto sta accadendo col governo nazionale.
Per gli stessi motivi di Cofferati, a seguito dell’esito delle primarie, Luca Pastorino, sindaco di Bogliasco e parlamentare vicino a Pippo Civati, si è dimesso dal gruppo del PD alla Camera entrando nel gruppo misto e candidandosi alla presidenza della regione appoggiato anche da SEL, da altri partiti di sinistra e da alcuni deputati critici con il PD nazionale. In questi ultimi giorni – anche dopo l’uscita dal PD di Civati, che ha raggiunto Pastorino in Liguria per la campagna elettorale – ci sono state diverse discussioni e polemiche da parte del PD: c’è chi ha invitato gli elettori e le elettrici liguri a «turarsi il naso e a votare PD» e c’è chi ha accusato i “fuoriusciti” di voler far perdere Paita e vincere il centrodestra. Pastorino e Civati hanno risposto: «se Paita non vince non deve certo dare la colpa a chi non la vuole votare. È una tautologia: la volessero votare in molti, vincerebbe».
Il centrodestra ha candidato Giovanni Toti, originario di Viareggio, sostenuto da sette liste: Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Nuovo Psi, Riformisti, Ap-Liguria, Liberali. Alice Salvatore è la candidata del Movimento Cinque Stelle. Gli altri candidati sono Antonio Bruno per Progetto Altra Liguria (lista che si ispira al leader greco Tsipras); Enrico Musso, per la lista di centrodestra Liguria Libera; Matteo Piccardi del Partito comunista dei lavoratori; Mirella Batini per Fratellanza donne.
Sulla Stampa di oggi Amedeo La Mattina fa il punto della situazione in Liguria dove l’esito delle elezioni è piuttosto incerto. E dice:
«I due fuoriusciti dal Pd stanno provocando una preoccupante emorragia di voti che potrebbe far perdere la candidata del Pd o consegnarle una vittoria senza maggioranza. Il primo giugno la Paita rischia di poter contare solo 15 consiglieri regionali su 30 e di non riuscire a governare la Liguria. Sarebbe un’anatra zoppa. A quel punto il vertice del Pd non esclude nulla, anche alleanze con Forza Italia e Ncd».

4 commenti:

panda ha detto...

Perché paragona la Liguria a crescentino? Qui c'erano due liste di centro sinistra la ce ne sono due di centro destra

MV ha detto...

Eh ma caro mio, lei vola basso.

mauro novo ha detto...

Io trovo davvero pazzesca la situazione ligure, e trovo folle l'atteggiamento della sinistra pd, tutto qui
mauro novo

panda ha detto...

Cosa c'è di folle da parte della sinistra nel contestare una politica di destra fatta da un partito che dovrebbe essere di sinistra?