giovedì 9 giugno 2011

Referendum, il dovere del voto

*****************************
I quat­tro que­siti re­fe­ren­dari del 12 e 13 Giu­gno 2011 ri­guar­dano: il le­git­timo im­pe­di­mento, la pri­va­tiz­za­zione di fatto dell’acqua pre­vi­sto dal de­creto «Ron­chi» (due que­siti) e il ri­torno all’energia nucleare.
Cosa sono i referendum
Il re­fe­ren­dum è uno stru­mento della so­vra­nità po­po­lare, san­cita all’articolo 1 della nostra Co­sti­tu­zione, e l’esito re­fe­ren­da­rio vin­cola i le­gi­sla­tori al ri­spetto della vo­lontà del po­polo. Quat­tro le ti­po­lo­gie di re­fe­ren­dum con­tem­plate dalla Co­sti­tu­zione italiana:
il re­fe­ren­dum abro­ga­tivo di leggi e atti aventi forza di legge,
quello sulle leggi co­sti­tu­zio­nali e di re­vi­sione costituzionale,
quello ri­guar­dante la fu­sione di re­gioni esi­stenti o la crea­zione di nuove regioni,
quello ri­guar­dante il pas­sag­gio da una Re­gione ad un’altra di Pro­vince o Comuni.
Il re­fe­ren­dum abro­ga­tivo di leggi e atti aventi forza di legge (ar­ti­colo 75) si uti­lizza come so­lu­zione per abo­lire una legge già esi­stente o parte di questa.
Quando?
Se­condo legge po­te­vano es­sere svolti tra il 15 aprile e il 15 giu­gno; sono stati in­fine fis­sati per il 12 e 13 giu­gno, quindi senza unire il voto con le ele­zioni am­mi­ni­stra­tive del 15–16 maggio.
Tale scelta è stata cri­ti­cata quale enorme spreco di de­naro pub­blico e come ten­ta­tivo di non far rag­giun­gere il quo­rum ai re­fe­ren­dum. Un ten­ta­tivo di boi­cot­tag­gio. In­fatti se non an­dranno a vo­tare il 50% + 1 de­gli aventi di­ritto i re­fe­ren­dum non sa­ranno validi. Di fatto la decisione del de­ci­sione co­sterà alle casse dello Stato, come evi­den­ziano al­cune stime, uno spreco di 400 mi­lioni di euro in più ri­spetto ad un ipo­te­tico ac­cor­pa­mento delle ele­zioni am­mi­ni­stra­tive col referendum.
Re­fe­ren­dum, in campo la so­cietà ci­vile: Quat­tro sì per cam­biare l’Italia
È im­por­tante – il 12–13 giu­gno – rag­giun­gere il quo­rum di 25 mi­lioni di vo­tanti ai Re­fe­ren­dum e sce­gliere il SI a tutti i que­siti. Un suc­cesso dei SI co­strin­ge­rebbe la po­li­tica del Governo a fare i conti con la vo­lontà dei cit­ta­dini. L’impegno delle mo­bi­li­ta­zioni so­ciali non si li­mi­te­rebbe a ma­ni­fe­sta­zioni fi­nora ina­scol­tate, ma can­cel­le­rebbe al­cune delle peg­giori leggi in­tro­dotte dal governo.
Spiegheremo qui di seguito, cercando di essere il più chiari possibile.
*******************************************************************
1) Quesito sul nucleare

Con questo quesito referendario si chiede l'abolizione di una parte del decreto legge ("disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" firmato il 25 giugno 2008 e convertito in legge "con modificazioni" il 6 agosto dello stesso anno) che permette la costruzione e l'utilizzo di nuove centrali per l'energia atomica in Italia.
Cosa cambia col voto:
se vince il SI: in Italia non verranno costruite centrali nuclease vince il NO: rimane valido il permesso di costruire centrali nucleari nellla nostra nazione.
Se vince il NO: Sarà possibile costruire centrali nucleari.

*******************************************************************
Acqua 1 : Quesito sulla privatizzazione della gestione dell'acqua
Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.
"Volete Voi che sia abrogato l'art. 23-bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e finanza la perequazione tributaria", convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato dall'art. 30, comma 26, della legge 23 luglio 2009, n. 99, recante "Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia", e dall'art. 15 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante "Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea", convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n. 166, nel testo risultante a seguito della sentenza n. 325 del 2010 della Corte costituzionale?"
Spiegazione:
L'abrogazione di questo articolo vieterà gli affidamenti di gestione del servizio idrico a società di capitali, concedendo tale gestione ad enti di diritto pubblico con la partecipazione di cittadini e comunità locali.
Cosa cambia col voto:
se vince il SI: il servizio idrico è gestito da enti pubblici.
se vince il NO: la gestione del servizio idrico può essere affidata ad aziende private.

*******************************************************************

Acqua 2 : Quesito sulla privatizzazione della gestione dell'acqua
Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma.
"Volete Voi che sia abrogato il comma 1, dell'art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 "Norme in materia ambientale", limitatamente alla seguente parte: "dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito"?"
Spiegazione:
La parte che si vuol modificare con questo referendum riguarda il comma che permette al gestore del servizio idrico di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% senza collegamento a reinvestimenti per il miglioramento del servizio. Significa che le tariffe dell'acqua possono essere aumentate arbitrariamente, giustificandole con investimenti.
Cosa cambia col voto:
se vince il SI: le aziende possono farsi pagare solo le spese di manutenzione degli impianti.
se vince il NO: le aziende private che gestiscono la fornitura di acqua possono decidere il prezzo ed ottenere profitti garantiti sulla tariffa.

*******************************************************************
Referendum 2011: quesito sul legittimo impedimento
Cancellazione della norma che permette il legittimo impedimento
"Volete voi che siano abrogati l'articolo 1, commi 1, 2, 3, 5 e 6, nonché l'articolo 2, della legge 7 aprile 2010 n. 51, recante Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?"
Spiegazione:
Il referendum chiede la cancellazione totale della legge che permette a premier e ministri di non presentarsi in udienza invocando il legittimo impedimento, ovvero l'impossibilità di presentarsi davanti ai giudici derivante da impegni istituzionali. In origine la norma consentiva al premier e ai ministri di autocertificare il proprio impedimento; dopo la sentenza della Consulta invece l'impedimento deve essere stabilito dal giudice, che tuttavia difficilmente può negarlo.

Cosa cambia col voto:
se vince il SI: il legittimo impedimento viene cancellato, i cittadini sono tutti uguali davanti alla legge.
se vince il NO: il legittimo impedimento rimane invariato, premier e ministri possono invocarlo.
*******************************************************************

Gianni Taverna
Assessore Ambiente
Comune di Crescentino

Referendum, l'appello per i "sì" del Manifesto

La politica italiana si è allontanata dalla società come mai era successo in passato. L’azione del governo è sempre più segnata dagli interessi personali del Presidente del Consiglio, da derive autoritarie, da minacce alla Costituzione.

L’economia del paese non riesce a uscire dalla crisi iniziata tre anni fa, e la politica non riconosce il fallimento di vent’anni di privatizzazioni, che hanno lasciato a poche grandi imprese – sempre più spesso straniere – decisioni chiave sul nostro futuro.

Tutto questo aggrava le minacce alla democrazia, il declino del paese e l’insostenibilità del nostro modello di sviluppo.

Contro questa deriva, negli ultimi anni milioni di uomini e donne – con movimenti, reti, associazioni, sindacati - hanno alzato la loro voce, manifestato e costruito alternative. L’abbiamo fatto sui temi della democrazia, della partecipazione, della giustizia, dell’informazione. L’abbiamo fatto sui temi del lavoro, dei diritti sindacali, dei contratti, del precariato dei giovani. L’abbiamo fatto sui diritti delle donne e sulle disuguaglianze. L’abbiamo fatto sui temi della scuola, dell’università, della ricerca, della cultura. L’abbiamo fatto sulla tutela dell’ambiente e sulla sostenibilità dello sviluppo. L’abbiamo fatto sui temi della legalità e della lotta alle mafie. L’abbiamo fatto sui temi dei diritti, dell’antirazzismo, della solidarietà con profughi e immigrati. L’abbiamo fatto sui temi della pace, del rifiuto delle guerre, della solidarietà con chi lotta per la democrazia in altri paesi.

La politica istituzionale – finora – non ci ha ascoltato. La distanza tra le decisioni del governo e il consenso nella società non è mai stata così grande.

Tutto questo può cambiare. Abbiamo una possibilità nuova per imporre alla politica la volontà dei cittadini, per riprendere il potere di decidere che tipo di democrazia e di sviluppo vogliamo avere.

Il 12-13 giugno 2011 si terranno i Referendum per cancellare le leggi sull’energia nucleare, la privatizzazione dell’acqua e il “legittimo impedimento” che mette i ministri al riparo dalla giustizia.

Il nucleare. Il governo ha voluto riportare l’energia nucleare in Italia dopo un referendum nel 1987 che l’aveva rifiutata. Il nucleare è un cattivo affare: costa troppo, quasi tutti i paesi lo stanno abbandonando e in Italia le centrali non entrerebbero in funzione che tra quindici anni. Dopo gli incidenti di Three Mile Island, Chernobyl e Fukushima l’energia nucleare si è dimostrata una minaccia per la salute delle persone. L'efficienza energetica e le energie rinnovabili come il solare sono la strada che l’Italia deve seguire. Ora il governo – vista l’impopolarità del nucleare - ha fatto una retromarcia che potrebbe far saltare il referendum. E’ un primo parziale successo, ma la decisione del governo non dà garanzie per il futuro. Serve l'impegno perché i cittadini si pronuncino con il voto contro il nucleare.

L’acqua. Il governo impone il passaggio a imprese private del controllo e della gestione dell’acqua, considerandola una merce come le altre, dimenticando che l’acqua è un servizio essenziale, un diritto dei cittadini, un bene comune. Qui i referendum sono due: uno sulla gestione privata e l’altro sui profitti delle imprese - la legge prevede per i gestori un rendimento non inferiore al 7%. La privatizzazione non porterebbe a un miglioramento dell’efficienza, ma alla perdita del controllo da parte delle comunità locali su una risorse essenziale, all’aumento dei profitti e del potere delle multinazionali dell’acqua, al moltiplicarsi dei prezzi pagati dai cittadini. Anche sull’acqua il governo ha prospettato modifiche alla legge per evitare i due referendum senza fare marcia indietro sulla privatizzazione. Anche sull’acqua serve l'impegno perché i cittadini si pronuncino con il voto contro la privatizzazione.

Il legittimo impedimento. Il governo ha introdotto il “legittimo impedimento” che permette al Presidente del Consiglio e ai Ministri di non comparire in udienza penale per la durata della loro carica. E’ un segno dell’arbitrio del potere politico e dell’”impunibilità” dei potenti. La Corte costituzionale ne ha già abrogato le norme portanti; bocciando quel che resta della legge, il referendum metterebbe fine alla legislazione “su misura” fatta apposta per evitare che Silvio Berlusconi affronti i processi in corso.

Per queste ragioni è importante fermare le manovre del governo che puntano a cancellare i referendum su nucleare e acqua.

Per queste ragioni è importante – il 12-13 giugno - raggiungere il quorum di 25 milioni di votanti ai Referendum e scegliere il SI a tutti i quesiti.

E’ un voto che può porre alcuni limiti a un modello di sviluppo insostenibile, che ignora i costi ambientali, sociali e i beni comuni, e a un potere politico che calpesta giustizia e democrazia.

Un successo dei SI al Referendum costringerebbe la politica – sia del governo che dell’opposizione – a fare i conti con la volontà dei cittadini.
L’impegno delle mobilitazioni sociali non si limiterebbe a manifestazioni finora inascoltate, ma cancellerebbe alcune delle peggiori leggi introdotte dal governo.

Oggi è possibile un impegno comune di cittadini, movimenti, reti, associazioni, sindacati per arrivare a una larghissima partecipazione al voto del 12-13 giugno, che porti a raggiungere il quorum e al successo dei SI. Noi vogliamo impegnarci per quest’obiettivo: per mettere l’Italia sulla via di uno sviluppo più sostenibile e di una democrazia più partecipata.

martedì 7 giugno 2011

I fischi e la malafede

Non so quale sarà la sorpresa di oggi, ma mercoledì scorso La Periferia tuonava un titolo "Saggio nelle scuole/Contestato il sindaco: al villaggio Annunziata fischi e grida nei confronti del primo cittadino e dell'Assessore Ravarino".
C'è un signore che ha filmato il mio discorsino. L'audio è pessimo, e i bambini parlano molto e ad alta voce come capita dove ci sono tanti bambini. Ma andate su robertobiscaldi.com e cliccate sulla foto dell'Annunziata. Troverete quell'episodio registrato, e potrete verificare voi stessi l'attendibilità dell'articolo. Un esempio, fra i tanti.

mercoledì 1 giugno 2011

Raccolta porta a porta, entriamo nella civiltà!!

COMUNE DI CRESCENTINO
Raccolta rifiuti porta a porta - servizio di distribuzione kit e contenitori alle utenze.


Vi informiamo che per facilitare l’attivazione del nuovo servizio che partirà in data 01 luglio 2011, la società Aimeri Ambiente S.R.L. sta provvedendo a distribuire tutti i contenitori necessari per effettuare la raccolta differenziata a casa vostra.
Tutto il materiale che Vi verrà consegnato, non dovrà essere utilizzato prima del 01 luglio.
SEGNATE SUL CALENDARIO CHE il 14 e 20 giugno alle ore 21, presso il teatro C. Angelini in via Manzoni, ci saranno le serate informative che illustreranno il funzionamento del servizio. LA VOSTRA PRESENZA E' INDISPENSABILE, SENNO' COME DIAVOLO FAREMO AD IMPARARE!?!


Per qualsiasi informazione è a vostra disposizione il numero verde del Covevar 800.057.577 con i seguenti orari dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00, il sabato dalle 09.00 alle 12.00.



L’assessore all’Ambiente
Gianni Taverna
(Le frasi in maiuscolo sono offerte del sindaco:-))))
CORAGGIO CE LA FAREMO, CE L'HANNO FATTA TUTTI. DAI, DAI.

lunedì 30 maggio 2011

Riva presidente Provincia, Pisapia e De Magistris sindaci

Carlo Riva Vercellotti è il nuovo Presidente della Provincia di Vercelli, con il 50,9 per cento dei voti. Allo sfidante Bobba è andato il 49,1 per cento: un esito con fotofinish, 1.376 i voti di differenza fra i due.
Buon lavoro a Riva Vercellotti, speriamo non si dimentichi di Crescentino, che ci faccia fare le rotonde che aspettiamo da secoli, che ci asfalti le strade, che non metta gli autovelox come sta succedendo copiosamente sulla strada delle Grange, e che insomma non ci tratti male solo perché siamo una amministrazione diversa dalla sua, come purtroppo spesso è costume.


Con il 55,2 per cento dei voti, contro il 44,8 per cento della Moratti, Pisapia è Sindaco di Milano. Ha circa 50 mila voti in più, il neosindaco, rispetto alla ex sindaca. Questo per il 95 per cento dei voti scrutinati finora.



Più clamoroso il risultato a Napoli, con De Magistris che trionfa con il 65,3 dei voti contro il 34,7 per cento di Lettieri (700 sezioni su 886).


Anche Chivasso è andato al centro-sinistra.




venerdì 27 maggio 2011

Sanità piemontese, assessore Ferrero indagata, 7 arresti

Un avviso di garanzia è stato notificato stamane a Caterina Ferrero, assessore regionale pdl della Sanità della Regione Piemonte, per ordine della Procura di Torino.
Si procede per turbativa d'asta.
Nell'ambito della stessa inchiesta, sono stati emessi sette ordini di custodia cautelare a carico di sindaci e imprenditori: cinque in carcere (gli imprenditori Piero Garbarino, Marco Mozzati, Vito Plastino, Pierluigi Camerlengo, il sindaco di Cavagnolo Franco Sampò), due agli arresti domiciliari (Luciano Platter e Marco Cossolo, sindaco di Carignano e presidente e segretario di Federfarma Piemonte)
(Ansa).

lunedì 23 maggio 2011

C'è un'altra destra

Fondo di prima pagina, dal "Corriere della Sera" del 23 maggio 2011
**********************************************
NON SI GOVERNA SOLO CON TV E PROMESSE
Alle radici del malessere
**********************************************
Cascano le braccia davanti alla cecità politica che sta dimostrando in queste ore la destra nella campagna per Milano. Ma davvero si può pensare che dilagare sui telegiornali, promettere ministeri, togliere multe, elargire mance e favori possa rovesciare un risultato che ha cause politiche profonde? Per carità: magari il ballottaggio di domenica assegnerà la vittoria a Letizia Moratti, chi può dirlo?, ma se ciò accadrà sono sicuro che accadrà solo perché, pur di non consegnare la città agli avversari, l’elettorato di destra si ricompatterà e tornerà alle urne che aveva disertato una settimana fa. Non certo perché ammaliato dall’ennesima concione berlusconiana o dal miraggio di qualche improbabile ministero alla Bovisa elargito da Bossi.
La destra dovrebbe convincersi che ciò che soprattutto le sta togliendo il consenso del Paese (Milano inclusa) — oltre qualche intemperanza, chiamiamola così, della vita privata del suo leader: ma in misura che io credo assai poco rilevante— non dipende in realtà dall’economia. Dipende da qualcos’altro che va al di là delle pur non facili condizioni di vita di tanti cittadini. Sostanzialmente dipende dal fatto che molti elettori di destra hanno cominciato a perdere fiducia nella capacità di Berlusconi e dei suoi di capirli e di rappresentarli in generale. Al contrario di ciò che spesso pensa la sinistra, non è per nulla vero, infatti, che a destra ci siano solo interessi, e per giunta quasi sempre bassi e talora inconfessabili.
C’è una visione organica dell’Italia, dello Stato e delle sue amministrazioni, dei valori e dei rapporti sociali (oltre che, va da sé, di quelli economici). È per l’appunto con tutto ciò—proprio del loro elettorato, ma in molti casi non solo — che Berlusconi e i suoi stanno mostrando di non riuscire più a essere in sintonia. Da un’infinità di tempo essi hanno abbandonato le grandi questioni generali, spesso di alto valore simbolico. Si sono spesi solo su due di esse: quelle riguardanti il fine vita e la giustizia. Ma si tratta di due questioni circa le quali era troppo evidente da un lato l’interesse elettoralistico per il voto cattolico, e dall’altro l’interesse personale del leader (senza contare peraltro che in entrambi i casi hanno combinato poco o nulla).
OAS_AD('Bottom1');
Il fatto è che Berlusconi e i suoi non riescono più a dare voce al proprio retroterra, a esprimerne il punto di vista, circa il modo in cui il Paese dovrebbe essere, circa i contenuti virtuosi che un’Italia di destra potrebbe/vorrebbe avere, e che sarebbe sciocca faziosità pensare che non possano esistere. I governi delle democrazie — che siano di destra o di sinistra — non esercitano il potere solo per spendere o per distribuire risorse. Esistono anche per difendere chi si trova in posizioni di svantaggio, per tutelare gli interessi generali, per aiutare a vivere meglio. È su questo piano soprattutto che il governo della destra italiana non è stato capace di agire e di trasmettere un messaggio in grado di arrivare all’opinione pubblica. Innanzitutto alla «sua» opinione pubblica.
Ernesto Galli Della Loggia/23 maggio 2011

domenica 22 maggio 2011

Il parchetto della Madonna vi aspetta


Il parchetto comunale adiacente al Santuario è ora restaurato nei suoi sentieri e nelle sue panchine, e vi aspetta (come avrebbero detto al Club Med nei tempi dorati) per il vostro relax e le passeggiate anti-inciampo.

sabato 21 maggio 2011

Dal Sole 24 ore di ieri 20 maggio

Il sindaco dice «sì» al bioetanolo
****************************
Augusto Grandi
*****************************
CRESCENTINO
********************************
Efficienza subalpina, soprattutto. Quella che ha permesso alla Mossi & Ghisolfi di Tortona (Alessandria) di ottenere in soli 8 mesi il via libera all'insediamento a Crescentino (Vercelli) del primo impianto industriale al mondo per la produzione di bioetanolo di seconda generazione, ricavato dalle canne di fosso. Dopo aver tentato, inutilmente, di realizzare l'impianto in provincia di Alessandria, dove l'azienda si è scontrata con il "no" degli ambientalisti.«Indubbiamente – spiega Marinella Venegoni, sindaco di Crescentino – quando il progetto mi è stato presentato ho avuto notevoli perplessità, anche paura degli impatti ambientali, degli eventuali cattivi odori». Sull'altro piatto della bilancia, però, c'era un investimento da 140 milioni di euro, la creazione di un centinaio di posti di lavoro diretti oltre a quelli indiretti, il recupero dello stabilimento dismesso della Teksid. Difficile opporsi a priori.«Così – prosegue Venegoni – ho contattato i massimi esperti del settore. Ho telefonato negli Stati Uniti, ho parlato con scienziati. Mi hanno spiegato i problemi e le domande da porre all'azienda. E ho potuto valutare gli effetti positivi delle nuove tecnologie rispetto agli impianti di prima generazione». Ovviamente, però, non poteva bastare. I colloqui si sono intensificati, il Comune ha fatto ricorso ad esperti qualificati, si è fatta ogni valutazione di impatto ambientale, di sostenibilità, di ricadute. Conferenze di servizi faticose, impegnative, rigorose. Giuseppe Fano, direttore del gruppo di Tortona – una multinazionale famigliare e maggior produttore mondiale di PET (polietilene terftalato, usato soprattutto per le bottiglie di plastica), con un giro d'affari di 3 miliardi di dollari e 2.500 addetti, concentrati soprattutto all'estero – assicura che il sindaco «ci ha fatto una radiografia completa e minuziosa, ma quando l'amministrazione è stata convinta della bontà del progetto, ci ha sostenuto». E il sostegno è arrivato anche dalla Provincia di Vercelli, dalle due giunte regionali piemontesi che si sono succedute.«Tutti hanno lavorato ventre a terra – conferma il sindaco – quando è stato chiaro che l'iniziativa non avrebbe avuto effetti negativi per il territorio. Così è stato possibile fare in fretta». D'altronde il progetto prevede l'utilizzo della tipiche canne da fosso, assolutamente autoctone. Dunque nessuna sottrazione di campi destinati alla coltivazione di prodotti per l'alimentazione, nessun arrivo di biomasse dall'estero, con effetti negativi sull'atmosfera per il trasporto. Inoltre Crescentino è stata scelta anche per lo scalo ferroviario all'interno della fabbrica dismessa. E anche questo riduce l'inquinamento. Quanto alla resa, da un ettaro a canne si ottengono 10 tonnellate di etanolo. Più che con le canne da zucchero e tre volte la resa del mais.

nota a margine: io al giornalista ho parlato di mail con l'America, lui ha capito telefonate... mv

venerdì 20 maggio 2011

Zingaropoli e Campo Nomadi abusivo e illecito



Preso a borsettate dalla Moratti in un confronto tv su un passato rivelatosi inesistente, il candidato sindaco di Milano, Pisapia, ha poi avuto l'ardire di sopravanzarla nelle votazioni del primo turno. Ora la destra deve tentare di rimediare, ed è il supremo capo Bossi a fare la prima mossa, dandogli del matto e avvertendo i milanesi: "Vuole fare una zingaropoli".
La frase mi è suonata familiare. Mesi fa, con termini meno fioriti e più burocratici, il tema è stato sollevato anche a Crescentino, con gli esiti che tutti conoscono. Quando scatta l'ora, la destra mira dritto alla pancia della gente, qui come là, e poco contano il contesto, l'impegno sociale, l'onestà. La destra avrà mille facce, si vestirà magari di mille motivazioni, ma è sempre lei, a Milano come a Crescentino.

mercoledì 18 maggio 2011

La Sindaca dal PM


Nella giornata di oggi 18 maggio 2011, il sindaco di Crescentino dott. Marinella Venegoni, alla presenza del suo difensore, avvocato Cosimo Palumbo, è stata ascoltata dal P.M. dott. Pianta, titolare dell'indagine sulla vicenda relativa alla posa di 2 containers della Protezione Civile sul terreno della Statale 31 bis.
Durante l'audizione il Sindaco ha esposto la propria versione dei fatti, ribadendo di aver operato a fronte di una situazione di emergenza e per ragioni umanitarie, e rivendicando quindi la correttezza del proprio operato, in ossequio a una Delibera di Giunta.

lunedì 16 maggio 2011

Crescentino da oggi




Con uno spot come quello offerto dall'ex presidente della Provincia Masoero (beccato mentre ritirava la mazzetta nel suo ufficio) non era poi difficile immaginare nel Vercellese l'arrivo di qualche sconquasso dalle elezioni appena concluse. E se a Milano patria del berlusconismo Pisapia (un uomo vero, normale) ha superato al primo turno Letizia Moratti, nella nostra provincia finora conservatrice si può pure prefigurare che il candidato del PD Luigi Bobba possa battersi con chances di vittoria nel prossimo ballottaggio, naturalmente con l'aiuto delle altre forze interessate a far uscire il Vercellese dalla sua stanca pratica di clientele e affari. Mi è piaciuta molto l'idea di Pisapia di rivolgersi, per il ballottaggio, direttamente ai cittadini più che ai gruppi politici; credo che anche Bobba dovrebbe fare così.


Per mio impulso (e naturale predisposizione) Crescentino è stato, ed è, un buon laboratorio per il confronto fra le varie anime del centro-sinistra. Sono tuttora convinta che, se si ha a cuore il bene della città, il suo sviluppo, la sua efficienza, la sua modernità, se si lavora per il suo interesse collettivo, per la difesa dei più deboli (che da noi sono così tanti), si possa tranquillamente convivere superando la logica degli steccati e degli schieramenti, in nome di quei fini sociali e di onesta gestione della vita politica che non possono che essere ampiamente condivisi.


La forte vittoria del PD nei voti crescentinesi degli ultimi due giorni, e lo straordinario successo in termini di voti dell'Assessore Malara, confermano che la Città apprezza il lavoro che è stato fatto in Comune in questi due anni.


Ma non posso non ricordare che nella mia Maggioranza, oltre a rappresentanti del PD che tanto intensamente lavorano, ci sono persone di alta qualità e di forte impegno che sono espressione della società civile, non vincolate da altro progetto che non sia la loro passione per questo nostro programma di rilancio della vita della Città, e che non sono iscritte ad alcun partito ma non per questo si sentono ossessionate (come altri hanno mostrato d'essere) dal desiderio di far concorrenza assatanata al PD medesimo.

I risultati del voto di ieri non solo danno vigore nuovo ed entusiasmo al nostro progetto, confermandone la qualità proprio nella larga conquista del consenso tra i nostri concittadini, ma rassicurano che esso progetto ha tutte le ragioni per andare avanti nella sua realizzazione malgrado quelle defezioni: certamente dolorose per me, anche perché in alcuni casi (Rotondo, Gallo) non sono state mai accompagnate da una franca e responsabile dichiarazione di rottura politica, e sono state consumate in un ambiguo silenzio corroborato da voti di chiara ed evidente marca reazionaria, come nel caso dell'ordine del giorno sui nomadi dell'ultimo consiglio comunale, votato pure da un rifondarolo come Tanino. Cosa che non cessa di stupirmi, vista invece la solidarietà che mi era arrivata da Vercelli da quelle stesse aree per il noto avviso di garanzia sul cosiddetto campo nomadi (ormai sepolto).


Incanti di sirene, ambizioni malcoltivate, sindrome di Stoccolma, o delusioni personali per aspettative che ciascuno si era disegnato sul proprio futuro, tali comportamenti di rottura hanno comunque violato il patto di un lavoro condotto nell'interesse esclusivo della visione solidale d'una città, anteponendogli il tornaconto di parte o la miseria di ritorsioni personali, l'opposizione all'interno della Maggioranza invece della mediazione, la lotta a muso duro e la delazione all'esterno invece della collaborazione. Così, si perde sempre, e si consegna l'Italia ai "Berlusconi".

Noi di "Amare Crescentino" usciamo rafforzati dal voto di ieri. Questo non significa che potremo riposarci, anzi. Le sfide e le scommesse sono appena incominciate, c'è ancora tanto da fare. Malgrado i toni eternamente minacciosi e persecutori di qualcuno, andremo avanti. Grati della fiducia che nel voto la Città ha voluto esprimerci.






sabato 14 maggio 2011

Un discorso alla Camera dei Deputati

"L'Italia vive giornate decisive per la sua maturità civile. La coscienza del paese insorge risolutamente contro l'ignominiosa realtà, che si puntella della vigliaccheria altrui e della violenza propria. Moltissimi uomini di fede, che hanno dormito a lungo, si rivegliano finalmente, e chiedono conto a se stessi, prima che agli altri, delle condizioni in cui versa lo Stato italiano dopo oltre due anni di avventura fascista. E, se non andiamo errati, anche per moltissimi - a proposito dei quali non è il caso di incomodare la buona fede - che hanno considerato quella avventura dal punto di vista di un'arcigna difesa conservatrice, è giunta l'ora di fare, un po' sul serio, i conti con la propria coscienza, ed anche con il proprio interesse. Quello a cui assistiamo in questi giorni è la crisi della concezione cinica, bassamente utilitaria e pseudomachiavellica della vita dello Stato. Vi è stata, nel nostro paese, una così detta classe dirigente la quale ha mostrato di credere che sia possibile mantenere in vita uno Stato, ed in ordine una società, fuori delle leggi della morale: oppure che vi sia una morale che va bene quando si tratta di difendere certi interessi contro certi pericoli, ma va malissimo, invece, quando si tratta di infrenare certi egoismi, e di porre un limite al più feroce tornaconto individuale nell'interesse generale della società, che è rappresentato dalla legge. Vi sono stati e vi sono in Italia taluni «benpensanti» abbastanza sciocchi e canaglie per credere che sia possibile tenere in piedi un codice penale che serva a mandare in galera il delinquente ordinario - sovente misero naufrago di una lotta sociale piena di asprezze e di dolore - per far presentare le armi al delinquente privilegiato che uccide in nome della Patria e dello Stato: e che uccide bestemmiando sinistramente. Vi sono stati e vi sono tra noi uomini politici abbastanza ciechi ed inetti, per credere che sia possibile ottenere da milioni di uomini l'accettazione di limiti e di vincoli che hanno il loro fondamento nella legge morale e nel senso della solidarietà sociale, per poi erigere su questo fondamento, la negazione di ogni legge morale e sociale, a totale beneficio di una ristretta categoria di profittatori cinici e violenti, decisi a far vivere l'immoralità propria sulla moralità altrui. Tutto questo, e molte altre cose ancora, rappresentano un monumento di stupidità e di iniquità che ha disonorato la nostra vita pubblica al conspetto del mondo. Occorreranno molti anni e molte prove per lavarci da questa macchia; occorrerà una lunga e tenace pazienza per rieducare una generazione deviata ed illusa; occorrerà una risoluta energia fondata sulla nobiltà di purissime idealità etiche ed umane, per ridare al popolo la fiducia nella moralità dello Stato, per disperdere dinanzi ai suoi occhi la suggestione dell'incubo infame, per persuaderlo che tutta l'organizzazione dello Stato e della società umana non è un'imboscata vergognosa e selvaggia preparata alla grande maggioranza degli uomini, per indurli, attraverso le illusioni della moralità, a servire l'arbitrio, l'egoismo ed anche il delitto di una piccola aristocrazia criminosa, asserragliata sui fastigi della vita sociale.
Oggi questo monumento di stupidità e di iniquità crolla; e noi viviamo nella polvere delle sue macerie. Tutto è da rifare. Tutto è da fondare su solidissime basi. Bisogna parlare chiaro ed onesto al popolo; bisogna dargli certezze salutari, non ombre insidiose; bisogna prenderlo sotto braccio con mano ferma ed amica, e richiamarlo fuori della selva funesta dell'inganno, della menzogna e del delitto, sul terreno solido su cui la vita umana si è svolta da secoli; e sul quale soltanto la società può vivere, e la cultura e lo spirito possono svolgersi nel loro indefinito progresso.
Noi crediamo in quei valori fondamentali che giustificano la morale sociale, e che assicurano una funzione allo Stato: ma proclamiamo altresì che ogni ulteriore esitazione nel restaurare l'impero di quei valori e di quella funzione al cospetto del popolo italiano può rappresentare un tradimento di fronte all'avvenire del nostro paese. Nessuno sia tanto sciocco da illudersi che quando un popolo ha aperto gli occhi - come li ha aperti il popolo nostro - sull'orrenda verità, la truffa peccaminosa possa durare più a lungo. Malvagia e sciagurata illusione! Essa sarebbe foriera, nella nostra terra, di assai funesti risvegli. Quando un popolo si sveglia e vede chiaro, in questioni di tanta gravità; quando esso vede chiaro che è stato truffato ignominiosamente nella fiducia con la quale considerò Io Stato e `e leggi come cosa sacra, non vi sono che due possibilità: o inchinarsi o essere spazzati.
Tutto ciò va detto con assoluta chiarezza in tempo debito. Noi non crediamo nella possibilità di mantenere in piedi una società ordinata, e tanto meno uno Stato retto in questo o in quel modo, quando al governo venga concessa franchigia, oppure vengano concesse speciali facilitazioni - per il compimento del delitto e per la sua impunità. Se vi è qualcuno che si senta di sostenere una diversa tesi, noi teniamo a differenziarci da costui senza limite di conseguenze. Qui tocchiamo il fondo della vita umana: le reazioni che ne derivano sono imperative e sacrosante. E la rivolta morale del popolo che scaturisce da una zona così profonda ed immortale della coscienza umana, rappresenta la suprema legge di fronte alla quale è necessario inchinarsi - ed ubbidire".
Giovanni Amendola
*G. Amendola, Discorso alla Camera dei deputati, 10 Gennaio 1924.
(Il Governo Mussolini cadde il 25 luglio 1943)

(segnalato da Prof. Marina Milan, Facoltà di Scienze Politiche Università degli studi di Genova)

lunedì 9 maggio 2011

Napolitano, Berlusconi e i giudici

Da "Il Fatto quotidiano" dell8-5-2011
************************************************
Terrorismo, la giornata della memoria
Quegli anni spietati e i manifesti dell’insulto
**************************************************************************
Oggi si celebra la giornata della memoria per le vittime del terrorismo. Giornata dedicata ai magistrati uccisi da "rossi" e "neri". Una giornata che arriva dopo gli slogan della vergogna ("Via le br dalle procure") affissi dal Pdl milanese.

*********************************************************************

I manifesti comparsi nelle vie di Milano contro la procura.

*********************************************************************
Forse la cosa migliore è mettere i nomi uno in fila all’altro, meglio se in ordine alfabetico, perché una graduatoria del dolore non esiste: tra il sorvegliante Carlo Ala morto dissanguato il 31 gennaio 1980 dopo l’assalto alla Framtek di Settimo Torinese, e l’agente Francesco Zizzi, uno dei cinque uomini della scorta di Aldo Moro massacrati in via Fani il 14 marzo 1978, ci sono almeno centottanta nomi. Se poi si aggiungono le vittime delle stragi, il numero triplica. Per non parlare dei feriti (soltanto a Torino più di cinquanta “gambizzati”, uomini costretti per sempre a portare sul proprio corpo lo stigma della violenza ricevuta), di cui troppo spesso ci si dimentica.Basterebbero i numeri per parlare almeno con rispetto di un periodo incredibile della Storia recente.


*****************************************************************************
Invece, il terrorismo italiano viene di nuovo evocato in un modo da insultare l’intelligenza, prima ancora del dolore delle vittime. Giorgio ha 37 anni. Non ne aveva ancora tre quando suo padre Sergio Bazzega, maresciallo di Ps, fu ucciso dal ventenne Walter Alasia. Per anni Giorgio ha girato alla larga da Sesto San Giovanni dove tutto accadde, per evitare il contatto diretto con un dolore a cui non riusciva a dare nemmeno un nome. Oggi Giorgio ha fatto i conti con la memoria: “Purtroppo siamo lontanissimi anche dal minimo rispetto – racconta – basta vedere come il ricordo del terrorismo è stato usato a Milano per fare marketing politico. Una strategia di comunicazione costruita sul sangue dei nostri morti: prima Berlusconi che parla di ‘brigatismo giudiziario’, poi quel Roberto Lassini (candidato alle comunali di Milano nella lista del Pdl, ndr) con i suoi manifesti e la campagna del Giornale in suo favore. Basta capire qualcosa di comunicazione, fare due più due per concludere che si tratta di una strategia studiata a tavolino. Pazienza poi se noi stiamo male”.
Parole condivise da Silvia, figlia di Graziano Giralucci, militante dell’Msi ucciso dalle Brigate rosse a Padova nel 1974. Anche lei aveva soltanto tre anni: “Scrivere ‘Fuori le Br dalle procure’ significa non ricordarsi nulla di quello che è stato”. Silvia è da pochi giorni in libreria con L’inferno sono gli altri – cercando mia padre nella memoria divisa degli anni Settanta, edito da Mondadori: un nuovo, prezioso capitolo di un racconto, cominciato da Mario Calabresi e Benedetta Tobagi, che, da qualche anno, veste la memoria di quegli anni con un abito nuovo e più confortevole: “Siamo la generazione dei figli – racconta Silvia – abbiamo, spero, una giusta distanza e un atteggiamento non vendicativo. Abbiamo cercato di capire. Ora proviamo a seminare”.
*******************************************************************************
I Figli e il Presidente
***************************************************************************

Di sicuro, oltre a seminare, i figli hanno anche raccolto. E il merito va sicuramente al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha fortemente voluto il Giorno della memoria delle vittime del terrorismo, che dal 2008 si celebra ogni 9 maggio (nel 1978 le Brigate rosse assassinarono Aldo Moro, mentre in Sicilia Cosa Nostra spegneva la voce di Peppino Impastato). La giornata del 2008 è già Storia, quando al Quirinale si abbracciarono Licia, vedova di Giuseppe Pinelli, anarchico ingiustamente sospettato della strage di piazza Fontana, volato da un finestra della Questura di Milano tre giorni dopo la bomba, e Gemma, vedova di Luigi Calabresi, che di quella morte fu ingiustamente ritenuto responsabile e ucciso quattro anni dopo. Due nomi che la Storia raccontata ha, da sempre, contrapposto e che una memoria, finalmente condivisa, ha accomunato nella sorte sventurata degli anni spietati.
****************************************************************************
Anche per domani è giunto l’invito al Quirinale alla famiglia Pinelli: “Il riconoscimento del 2008 – racconta Claudia, figlia minore di Giuseppe – lo aspettavamo da trent’anni. Adesso, però, possiamo di nuovo allontanarci dai riflettori e tornare, come sempre, accanto ai familiari delle vittime di piazza Fontana”.Forse è arrivato il momento che la Storia degli anni cosiddetti di piombo, sia raccontata (anche) da chi quei giorni non ha vissuto, o da chi era troppo piccolo per ricordare; non solo da chi – emotivamente o politicamente coinvolto – ricorda soltanto con rabbia o con epica. Memoria condivisa non significa appiattire le differenze, ma riconoscere che tra le tante verità possibili una soltanto è prevalente e ineliminabile: il dolore. Di chi non è potuto invecchiare e di chi è rimasto a ricordare. Vittime dello stragismo fascista, bersagli dell’insensata furia armata di Brigate rosse e Prima linea, giovanissime vite spezzate – di destra e sinistra – da coltelli e chiavi inglesi, caduti di piazza per la violenza delle forze dell’ordine. Sono tutti uguali, attori comuni di un dramma collettivo che, in un modo o nell’altro, entra nelle vite di ciascuno di noi. Una Storia troppo tragica e complessa per meritare un avvilente manifesto elettorale in difesa di imbarazzanti naufragi del potere.

giovedì 5 maggio 2011

Porta a Porta: 6 maggio, prime indagini fra condomini, ditte, bar, negozi

Comunicazione dell'Assessore all'Ambiente Gianni Taverna

Nella giornata di venerdì 6 maggio la cooperativa Erica inizierà in Crescentino le prime indagini territoriali su condomini e utenze non domestiche (ditte, bar, negozi etc), per verificare quali contenitori per la differenziata porta a porta servano ad ognuno.
Ragazzi muniti di cartellino di riconoscimento si presenteranno a chiedere informazioni. In caso di dubbi, o per ulteriori domande, rivolgersi al numero verde del Covevar 8000.57.577.

domenica 1 maggio 2011

Dal Presidente Napolitano fino a Crescentino

"Permettetemi amici delle organizzazioni sindacali - ha detto il presidente Napolitano alle celebrazioni del Primo Maggio - Avverto una preoccupazione crescente dinanzi al tradursi di contrasti, che possono pur sempre sorgere, in reciproche animosità e diffidenze, in irriducibili ostilità".
Il Presidente dunque denunciava una frattura gravissima, ed esortava a ricomporre la guerra aperta fra CGIL da un lato, e CISL e UIL da un altro.
Anche noi, nel nostro piccolo, non abbiamo visto alla manifestazione del Primo Maggio in Crescentino sventolare le bandiera della CISL e della UIL, ma solo quella della CGIL. Un vero peccato, il Primo Maggio è la festa di tutti i lavoratori, tutti.
Ma a Crescentino non abbiamo visto nemmeno la bandiera di Rifondazione, né di SEL, né di Italia dei Valori. Un vero peccato, il Primo Maggio è di tutti, magari suona più naturale che non vi partecipi un partito di destra, ma per quelli del Centro-Sinistra, e della Sinistra tutta, è una giornata densa di significati e di valori irrinunciabili
Cosa sarà successo? Non sia mai che si scambi il Primo Maggio, la grande festa di popolo del Primo Maggio, con la piccola miseranda vicenda dell'attacco strumentale a un sindaco così poco gradito, da quelle parti, che addirittura tre ex esponenti della Maggioranza in Consiglio comunale hanno votato a favore del durissimo Ordine del Giorno "coattivo" di Greppi&Opposizione sul cosiddetto Campo Nomadi: si è schierato con loro, per dire, pure il rifondarolo Tanino Angelone, tradendo e smentendo così il voto che in estate egli stesso aveva dato a favore di più atti tesi a mettere un tetto sulla testa ai Rom per l'inverno che si avvicinava.
Vabbe', uno può anche cambiare idea, per carità. Ma sull'avviso di garanzia per il Campo Nomadi lo stesso sindaco aveva, eppure, ricevuto da Vercelli la solidarietà di SEL. Magari un qualche chiarimento se lo debbono pur dare, perchè dopo l'abbandono ufficiale della maggioranza, anzi - di più - dopo lo schieramento ufficiale dei tre voltagabbana al servizio delle strumentalizzazioni della destra, Sinistra&Libertà di Crescentino evidentemente non è d'accordo con Vercelli, se non tira neanche fuori la bandiera per il corteo.
Ma il Primo Maggio, che cosa c'entra? Diamo al Primo Maggio ciò che è del Primo Maggio, festa di tutti, festa del lavoro, quel lavoro che per alcuni pare essere solo una parola da agitare al momento della richiesta di un voto mentre è il valore fondante della nostra identità nazionale. A costoro ricordo quanto dice la prima frase dell'art.1 della nostraCostituzione. "L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro".

domenica 24 aprile 2011

Il 25 aprile, un antidoto all'indifferenza

Per via della giornata festiva, le celebrazioni del 25 aprile si svolgeranno insieme con quelle del Primo Maggio. Vi aspettiamo NON IN PIAZZA CARETTO COME AVEVO SCRITTO (DISTRATTA!), MA AL MONUMENTO DEI CADUTI ALLE 10,15 DEL MATTINO DEL PRIMO MAGGIO.
Intanto un'ottima riflessione sull'Anniversario della Liberazione si può trovare sul Corriere della Sera di oggi, scritta da Claudio Magris.
Vi ripropongo l'articolo di fondo di Magris, buona Pasquetta a tutti.

Non è stato solo il Terzo Reich a proclamarsi e a credersi destinato a durare mille anni, anche se è durato solo dodici, meno del mio scaldabagno. Ogni potere, soprattutto ma non solo quello totalitario, ogni civiltà, ogni sistema di valori e di costumi si vogliono e si ritengono definitivi; siamo inclini a scambiare il presente, l’assetto delle cose che ci circondano, per l’eterno, qualcosa che non può cambiare. In questo senso, siamo quasi tutti ciechi conservatori, incapaci di credere che il nostro mondo— la politica, le gerarchie sociali, gli usi, le regole — possa mutare.
Se nell’ottobre del 1989 qualcuno ci avesse detto che il muro di Berlino sarebbe presto caduto, lo avremmo preso per un ingenuo sognatore. Forse chi ha il senso religioso dell’eterno è più protetto dalla supina adorazione idolatrica di quel momento di tempo in cui vive e delle momentanee ed effimere forze che in quel momento appaiono vittoriose e insostituibili. Le cose invece cambiano, i muri cadono, ma l’idolatria del momento, che impone di essere «al passo dei tempi» , permane, profondamente radicata nel cuore e nella mente. Caduto il muro di Berlino che pareva eterno e con esso tutto il sistema comunista, uno studioso si è affannato a enunciare, con una celebre frase poco intelligente, che «la storia è finita» e dunque che il mondo sorto dal crollo del comunismo era quello definitivo, destinato a durare — con il suo meccanismo politico, le sue strutture economiche, il suo stile di vita — per sempre. Semmai è vero il contrario; quel muro congelava o cercava di congelare la storia, che invece oggi è vertiginosamente instabile, imprevedibile e mutevole. Sono soprattutto le dittature — quelle «molli» che soggiogano con strumenti economici, mediatici e culturali, e ancor più quelle «dure» che s’impongono direttamente con la forza bruta — che si presentano come l’unico sistema, l’unica realtà possibile. Le dittature invece cadono e il 25 aprile ricorda la caduta di quella fascista in Italia. C’è poco da aggiungere a quanto è stato detto tante volte sull’antifascismo e sulla Resistenza, sull’imperituro significato di quest’ultima quale liberazione nazionale, sulle sue contraddizioni, sulle sue diverse e contrastanti anime, sui suoi eroismi e sui misfatti compiuti in suo nome. Il 25 aprile simboleggia vent’anni di un’altra Italia, differente da quella del regime fascista; una resistenza che non è solo quella partigiana, ma anche quella di coloro che non si sono piegati quando un’altra Italia sembrava impossibile; di coloro che si sono opposti nettamente e clamorosamente, nella lotta clandestina, ma anche di chi, più modestamente, ha cercato di salvare il salvabile di dignità e ragionevolezza, senza eroismi ma con la capacità di non lasciarsi abbagliare dall’ «aria del tempo» , di respingere la tentazione di «marciare con la Storia» , di preservare quell’intelligenza critica che non si lascia sedurre dai belati del gregge, neanche quando sembrano ruggiti di leoni. Ogni resistenza ha una componente pasquale, di resurrezione; è un risorgere dalla morte, da quella falsa vita che si spaccia per immutabile e definitiva ossia finita e dunque morta. Anche oggi, dinanzi al dilagare di confusione, volgarità, prepotenza, corruzione, sconcezza che sommerge il Bel Paese come liquami che salgano dalle fognature, è forte la tentazione di arrendersi, di lasciarsi andare, di credere che l’andazzo disgustoso sia uno stadio ultimo, che una vera mutazione antropologica abbia creato un nuovo tipo d’uomo, un non-cittadino, e che questa specie, nella selezione darwiniana, sia fatalmente dominante.
L’indifferenza che mette in soffitta la Resistenza vera e propria e l’attentato alla Costituzione, che da essa è nata e che è la spina dorsale dell’Italia civile, sono un sintomo fra i tanti di questa involuzione morale. Ma proprio quella data insegna a non scoraggiarsi; ricorda come credere che tutto sia perduto e che non si possa più reagire sia una tentazione, stupida come lo sono in genere le tentazioni. C’è un’altra Italia possibile, rispetto a quella che oggi subiamo. Non è il caso di fare inchini al mondo così com’è e come esso pretende, anche perché, se proprio si è costretti a farlo, ci si può inchinare come Bertoldo, che si piegava davanti ai potenti, ma voltandosi dall’altra parte.



venerdì 22 aprile 2011

ER MERITO (Il Belli, con tanti auguri di Buona Pasqua)



Con tanti auguri di Buona Pasqua a tutti noi (compresi coloro che diffidano della lettura di poesie, o parabole, o insegnamenti filosofici)

Er Merito
(di Gioacchino Belli)

Merito dite? Eh poveri merlotti!
Li quadrini ecco er merito, fratelli.
Li ricchi soli sò bboni, sò bbelli,
sò ggrazziosi sò ggioveni e ssò ddotti.

A l'incontro noantri poverelli
tutti schifenze, tutti galeotti,
tutti deggni de sputi e de cazzotti,
tutti cucuzze in càmmio de scervelli.

Fa' ccomparì un pezzente immezzo ar monno:
fussi magàra una perla orientale,
Presto cacciate via sto vagabbonno.

Tristo chi sse presenta a li cristiani
scarzo e ccencioso. Inzìno pe le scale
lo vanno a mmozzicà puro li cani.

giovedì 21 aprile 2011

Il 28 all'Angelini ci spiegano la raccolta "Porta a porta"


Non prendete impegni la sera del 28 aprile. Alle ore 21, al teatro Angelini, si terrà il primo incontro pubblico del Covevar, il Consorzio dei Comuni, con i cittadini.

Sarà spiegato il funzionamento della raccolta "porta a porta", che ormai incombe, e alcuni aspetti tecnici che riguardano il nostro territorio. A spiegare, rappresentanti della Cooperativa Erika.

Il "porta a porta" cambierà le nostre abitudini in fatto di smaltimento della spazzatura, costringendoci a differenziare correttamente in casa, dove verranno direttamente prelevati i nostri sacchetti.

Non prendete impegni il 28 aprile, tutti al teatro Angelini.
Gianni Taverna, assessore all'Ambiente del Comune di Crescentino

martedì 19 aprile 2011

A lezione di giornalismo



Conosco con qualche precisione il mestiere che mi ha dato da vivere per più di trent'anni, ho lavorato e lavoro in un quotidiano nazionale, ho una quotazione professionale soddisfacente, e non posso non sorprendermi quando il giornale già mio preferito della zona, "La Gazzetta" di Saluggia molto letta a Crescentino (ma anche a Vercelli, ho visto da certa documentazione) mi mette in bocca frasi che non ho detto.
Il titolo di questa edizione in edicola: "Venegoni: questo avviso di garanzia è una medaglia" non fa fede a quanto c'è scritto nel pezzo sotto, dove invece si legge, nel mio virgolettato: "Non pensavo che qualcuno mi desse un premio per aver compiuto un gesto umanitario, ma certo nemmeno attendevo una informazione di garanzia. E comunque in molti mi hanno detto: questo non è un avviso di garanzia, ma una medaglia!".
Almeno, "La Periferia" quando mi attaccava fino a poi la mia denuncia per diffamazione, faceva da sé, senza mettermi in bocca parole che io non avevo detto.
Non penso che l'avviso di garanzia che ho ricevuto - per aver dato un tetto a una famiglia di nomadi che non era possibile mettere da nessun'altra parte - sia una medaglia. La domanda è: perché, che interesse ha La Gazzetta a buttare su di me quest'aura da gradassa? Ritengo quel titolo lesivo, ho tre mesi di tempo per decidere cosa fare di questa malizia del periodico, che mi fa dire in un titolo quello che non penso.
Il pezzo è firmato peraltro da "r.c." che non so chi sia, perché io ho parlato con Silvia Baratto: la quale presumibilmente ha passato le mie dichiarazioni a questo r.c. che non mi pare informato sui fatti, e che nell'ansia di farmi passare per una sprovveduta in preda a se stessa, fa una ricostruzione dei fatti, delle successioni, e delle dichiarazioni, a mio avviso non fedele.
Ingoieremo (per ora) anche questa, oltre alla consueta predica del Direttore almeno malizioso quanto i suoi titoli.

lunedì 18 aprile 2011

Caccia all'"abbandonatore" anonimo di rifiuti

Dall'Assessore all'Ambiente Gianni Taverna **************************************************************************** Avviso Importante : Articolo 34 del decreto legislativo 205/2010da 300 € a 3000€ per abbandono improprio di rifiuti. *************************************************************************************" ************************************************************************************* "A incominciare dai prossimi giorni saranno monitorati diversi cassonetti, isole ecologiche e strade sparse per il territorio. Sto anche verificando la possibilità di usare, come usano altri Comuni, una telecamera mobile. Molti Cittadini Virtuosi in questo periodo mi hanno segnalato l' abbandono di massa di qualsiasi tipo di rifiuto nelle zone sopra citate, ed anche io che giro giornalmente il territorio con la mia punto blu, in questi due mesi passati e ancora tutt'oggi faccio foto, sia per i disservizi della ditta che esegue la raccolta, che prontamente segnalo, sia per le discariche abusive in giro per la nostra città, che altrettanto prontamente segnalo agli uffici e agli operatori in servizio, che giornalmente caricano camion e dico camion di rifiuti e quant'altro di abbandonato. *********************************************************************************** Come dicevo sono in programma da adesso in pratica fino ai primi di Luglio, quando spariranno i cassonetti stradali per l'inizio della raccolta porta a porta, controlli, sopralluoghi congiunti con le autorità competenti e accertazioni di vario genere. ************************************************************************************* Le segnalazioni : sacchetti depositati a terra anche se il contenitore è mezzo vuoto, materiali di ogni genere, ingombranti abbandonati vicino le isole ecologiche e in fine conferimenti errati che pregiudicano la differenziata per tutto il contenitore, ed il rispetto degli orari di conferimento. ************************************************************************************* Sono convinto che gli abbandonatori anonimi siano in pochissimi in percentuale, però rovinano tutto il lavoro di tanti Cittadini che lavorano e tengono sia all' ambiente sia al futuro loro e dei loro figli. ************************************************************************************ Quindi questa settimana si inizia con i controlli, dopo che verranno sistematicamente ripulite tutte le isole ecologiche, ad ogni stazione verrà appena finito la pulizia incollato l'adesivo in formato A3 sui cassonetti, con l'avviso importante ai Cittadini dei controlli, sperando così di evitare le pesanti multe che la legge prevede, visto come l'ho impostata sarebbe il colmo prenderla, e se si prende allora è meritata. ************************************************************************************ Per quanto riguarda i giorni di raccolta, se alle volte vedete i camion della ditta che raccoglie in giorni diversi da quelli prestabiliti è solo perché- informati da me di alcuni disservizi - tornano a rimediare il primo giorno possibile. ************************************************************************************* Un' ultima informazione. Verranno poste sotto controllo anche quelle zone/strade che, secondo il mio punto di vista, sono ritenute discariche legalizzate da chi arriva dai paesi limitrofi.. Confido nel buon senso e nella collaborazione di tutti, la questione ambientale è una questione fondamentale, per il nostro futuro, con un piccolo sforzo possiamo fare tanto per non regalare alle future generazioni distese di discariche e ancora più problemi di quelli che abbiamo oggi.

sabato 16 aprile 2011

martedì 12 aprile 2011

La prima pietra della M&G

Ci sono giorni che ti passano davanti i mesi. Martedì 12 aprile è stato uno di questi. La posa simbolica della prima pietra della Mossi&Ghisolfi è stata soprattutto una bella botta d'immagine con la quale la famiglia tortonese leader nel mondo delle bottiglie di plastica, ha voluto presentare ai media, alla comunità industriale e politica, ai suoi collaboratori d'Oltreoceano, il progetto sperimentale del primo impianto italiano di bioetanolo che all'ex Teksid verrà costruito, e che servirà anche come modello per i visitatori che ne vogliano acquistare il brevetto. Dopo le spiegazioni riservate alla stampa, nella struttura enorme impiantata dentro gli ex uffici Teksid, hanno salutato gli ospiti il cavaliere del lavoro Vittorio Ghisolfi, patriarca attivissimo della famiglia; e Guido Ghisolfi vicepresidente del gruppo ha spiegato la filosofia del progetto, prima di un incontro moderato da un giornalista del Sole 24 ore, Jacopo Gilberto: hanno partecipato con Guido Ghisolfi il presidente nazionale della Lega Ambiente, Vittorio Cogliati Dezza; il segretario della Commissione Ambiente del Senato Andrea Fluttero, ex sindaco di Chivasso; il vicepresidente della Regione Ugo Cavallera, l'assessore all'innovazione della Regione Massimo Giordano, e anche la vostra Marinella, che ha spiegato le filosofie ormai note che stavano dietro la nostra accettazione: dopo lunghissimi mesi di ansie, conferenze di servizio, attenzione ai punti delicati che sono la salute e la sicurezza della popolazione. Ma ho anche rivendicato (per farci ulteriore pubblicità, ed è stata pubblicamente riconosciuta) la professionalità che un Comune così piccolo come il nostro ha mostrato nell'affrontare rapidamente una montagna di problemi di ordine ambientale, urbanistico, burocratico, grazie alla dedizione dei dipendenti di Comune, Provincia, Arpa, a quel martello del vicesindaco Allegranza, e all'alta qualità dei Consulenti di cui ci siamo circondati. Siamo stati molto attaccati, per questi consulenti: ma mica si facevano delle villette a schiera, all'ex Teksid. Tra l'altro, proprio adesso a Linea Tre del TG3, un operatore che oggi era da M&G ha parlato del nostro caso, come caso virtuoso di una piccola comunità che accetta una novità, concerta la trasformazione, tratta migliorie per la sicurezza: mi ha detto, oggi, questo signore, che solo 300 comuni italiani si sono mostrati aperti sul futuro, e pare ci voglia proporre per un premio... Ora si tratta di seguire il processo di costruzione, e di far diventare opere di interesse collettivo le somme ingenti in arrivo nelle casse comunali. Ne parleremo strada facendo. Altri progetti bollono in pentola, per il resto del terreno ancora sottoposto a bonifica. Il tesoro è lo snodo ferroviario, privato, che la Ilvo vuole ulteriormente valorizzare. Ho tagliato il nastro, a nome di tutti noi, cara gente mia. Debbo aver detto anche frasi sconnesse e romantiche, non lo escludo. Ci si fa prendere anche un po' la mano, quando si è tanto lavorato e tanto si è stati massacrati (io più di chiunque, modestia a parte). Arriveranno posti di lavoro, verrà gente in città e io sono alquanto sconfortata nel pensare che troveranno un Centro Storico poco invitante, scrostato, con le pile dei portici dipinte spesso solo su tre lati, con le facciate che perdono i pezzi nell'indifferenza generale, le (brutte) serrande abbassate dopo l'ora di chiusura dei negozi. So solo io quante telefonate faccio ai proprietari, agli amministratori. Quanto cerco incontri, ma in due anni ho trovato porte al massimo socchiuse. Sigh. Ho visto fra la folla anche qualche membro dell'Opposizione. La Maggioranza c'era tutta. Solo noi sappiamo che cosa abbiamo passato, quante discussioni abbiamo fatto per cercare le strade migliori che ci portassero al primo passo. Possiamo dire che è stata una soddisfazione. Ho pensato, confesso, anche ad Angelone, Pino Rotondo, Dario Gallo, che non vedo mai. Il presidente nazionale di Lega Ambiente che era lì, Cogliati Dezza, ha parlato in termini positivi di questa nuova opportunità per le energie rinnovabili. Mi son detta: ma perché mai? Quale sarà stata la sirena che li ha sedotti? Quella dell'abilità retorica, della furbizia, quella dell'antagonismo a tutti i costi? Poco importa ormai. Nuove sfide ci attendono, adesso (e sempre modestia a parte, io sono attesa anche da un giudice).

domenica 10 aprile 2011

Ode ai Gianoli

Forse è una storia strettamente personale, ma nel successo di oggi del video sulla Teksid proiettato al teatro Angelini, nella brillante compilazione del documentario di due ragazze in gamba, Canonica&Ravarino, che ha raccontato gli inizi, gli anni gloriosi e gli anni difficili dell'immensa fonderia che ha cambiato la storia e la vita del nostro Paesello, mi è mancato di sentire una parolina e ammetto di averne sofferto. I Gianoli, cosa sono i Gianoli? Se nessuno li ha nominati, è segno che nessuno lo sa. I Gianoli sono quel mucchietto di case giusto a ridosso dell'immane ex Teksid. Quattro case per così dire normali, più una bellissima cascina del conte Tournon, che sta letteralmente andando in rovina e mi dicono affittata ad un notabile del Consiglio Comunale. Quando sono stati intervistati gli abitanti storici dei Gianoli, Gabriele Vigna ed Enrico Campo, li hanno seduti lì a bordo strada del Ghiaro, ma non s'è detto che quelli erano i Gianoli. Luogo insignificante, si vede. Ma non per chi ci ha vissuto. Io ho passato lì le estati della mia infanzia, dai miei nonni che facevano i marghé: poche famiglie, molto unite fra loro: i Campo, una copiosa dinastia, i più benestanti, che stavano dal Tournon; i Vercellone, nell'ultima cascina in fondo; i Lusso, di fronte ai miei nonni Coggiola. D'estate eravamo nidiate di bambini che giocavano nelle aie, seguivano le donne che lavavano i panni nella roggia. Le mie prime bambole sono state le pannocchie alle quali toglievo i chicchi a formare un volto. Ricordo feste gloriose quando si ammazzava il maiale, o quando c'era la mietitura. La sera, ci si riuniva sulla strada tutti insieme a chiacchierare. E lì ho ascoltato le storie per me misteriose allora di certi ragazzi che i miei nonni e i Campo (per me più che parenti, ancora oggi) nascondevano durante il fascismo, ragazzi scappati per non arruolarsi. Studenti universitari del meridione, con i quali poi sia Teresina Campo che mia mamma mantennero a lungo contatti epistolari. Erano i Cinquanta, certo. E' passata una vita, certo. Gli abitanti se ne sono andati, Teresina ha lasciato la casa durante l'alluvione, e non è mai più tornata. Io ogni tanto ci vado, a guardare la mia infanzia: anche se così proprio non la riconosco. L'enorme struttura si è mangiata tutto, le casette sembrano più piccole, vedere i tetti che crollano della cascina Tournon mi fa stare male. Inoltre: la fila di case che poi si trovano se si percorre la strada del Ghiaro costeggiando la Teksid per andare verso la statale, è una località che si chiama Mugetta (in dialetto, "Migiota"), mentre Giarrea è più verso Saluggia, dopo Cerrone, e non c'entra nulla con la zona Teksid. Vabbé, non importa niente a nessuno, pazienza. Però, i Gianoli. Si chiamano Gianoli, territorio di Crescentino.

mercoledì 6 aprile 2011

domenica 3 aprile 2011

Solidarietà

Parole che mi hanno fatto piacere. Grazie alla mia Maggioranza, e grazie al Pd (e anche al SEL di Vercelli, e alla signora Massa, a Comella e Leo Alati per le loro parole su "La Sesia", e scusate se dimentico qualcuno) mv. "Nei momenti più bui della vita politica, quando tutto sembra congiurare contro le migliori intenzioni, diventa indispensabile fermarsi e analizzare gli eventi. La persecuzione che da mesi il centro-destra crescentinese, in tutte le sue articolazioni, porta avanti contro la persona di Marinella Venegoni segna il primo punto di una campagna di barbarie fatta contro la donna, prima ancora che contro le sue scelte politiche. Attacchi sui giornali, attacchi sui blog, attacchi sui muri con manifesti, sono segnali inequivocabili di una volontà di far male, di uccidere, politicamente e moralmente chi, nella sua assoluta buona fede e trasparenza, cerca di realizzare un progetto per la sua comunità in difesa di una minoranza che non vota. Oggi, nella nostra città, come in tutta la nazione, tira il vento dell’intolleranza verso le minoranze e verso chi cerca di tutelarle. C’è il tentativo di corrompere una comunità naturalmente democratica e pluralista inculcando nella pubblica opinione il germe dell’odio. E’ il frutto di una cultura tollerante verso i corrotti e i corruttori, forcaiola verso i poveri e gli indifesi. Chiediamo a tutti quelli che oggi invocano le dimissioni della sindaca dove sia finito il garantismo che con tanta determinazione chiedono per chi è accusato di ben altri reati, questo garantismo funziona probabilmente solo con alcuni tipi di reato, quali la corruzione, la concussione, la frode fiscale, il peculato. La storia delle idee che ispira questa maggioranza è stata fatta di uomini e donne che, per realizzare gli ideali nati dalla resistenza, hanno sempre accettato il rischio di essere perseguitati e denunciati. Ricordiamo gli operai e i contadini che per difendere la loro dignità ed il loro lavoro furono denunciati e perseguitati. Ma come il tribunale della storia li ha assolti, siamo certi che il tribunale delle coscienze ha già assolto Marinella Venegoni. Pur nell’assoluto rispetto del lavoro della magistratura, riteniamo che la totale estraneità della sindaca rispetto alle ipotesi di reato per le quali ha ricevuto l’avviso di garanzia costituirà l’esito naturale del procedimento in corso".GLI ASSESSORI E I CONSIGLIERI DI MAGGIORANZA COMUNE DI CRESCENTINO ***************************************************************************** Il PD di Crescentino ************************** L’avviso di garanzia (che non è un rinvio a giudizio né una condanna) che ha raggiunto pochi giorni fa la Sindaca Marinella Venegoni è il risultato di una denuncia per un gesto umanitario che condividiamo con forza. Grazie ad esso è stato possibile aiutare una famiglia senza tetto risolvendo in modo dignitoso un disagio che sarebbe stato molto più facile e comodo ignorare. Desideriamo quindi stigmatizzare lo sciacallaggio tenuto da parte dell’opposizione che richiede, ormai di mestiere, le dimissioni del sindaco. In primo luogo la richiesta che arriva dall’ex sindaco Fabrizio Greppi che non avendo ancora digerito la doppia sconfitta (quella di non essere riuscito a portar a termine la legislatura passata perché costretto alle dimissioni dalla sua stessa maggioranza e la sconfitta elettorale susseguente che lo ha visto nel ruolo di unico sindaco uscente a non essere eletto in consiglio) non perde occasione per sputare veleno e ripetere pateticamente che tutto il bene viene per merito suo mentre il resto è male. Adesso fa il moralista ma non ricorda quando ha tentato di vendere una roggia demaniale ad un privato cittadino, ricordandoci in quella occasione Totò quando in un film voleva vendere la Fontana di Trevi a turisti americani. Varcando poi i confini crescentinesi, ricordiamo che parte dell’opposizione, tra cui Greppi, milita nel centro-destra, cioè lo schieramento dell’ex presidente della provincia Masoero e dell’ex assessore Saviolo entrambi arrestati pochi mesi fa per tangenti. Per loro non hanno chiesto le dimissioni. Inoltre il loro leader nazionale è Silvio Berlusconi ormai dedicato a tempo pieno a risolvere, con leggi ad personam, i suoi guai giudiziari venendo meno al suo dovere di trovare soluzione ai problemi di noi italiani. Pensiamo che da persone così, nessun onesto cittadino possa accettare lezioni di moralità e per questo vogliamo esprimere tutta la nostra vicinanza a Marinella Venegoni per una vicenda che non può che finire con una lezione di vera sensibilità al disagio, di solidarietà e autentica umanità.

Gabriele Massa: il Comune e Internet

Parliamo di informatizzazione: grazie al superlativo apporto dell' Ing. Daniele Trinchero del Politecnico di Torino, curatore del progetto “Verrua senza fili”, siamo riusciti ad ottenere un risultato importantissimo, internet gratuito per le nostre scuole primaria e secondaria. Questo permette, chiaramente, un utilizzo didattico e non solo, anche la gestione delle mense tramite sistema di rilevazione delle presenze. E' un punto di partenza, verranno adottate nuove tecnologie di rete all'interno degli uffici comunali che porteranno ad un risparmio annuo di carta ed inchiostri, con posta certificata per gli uffici e linee interne per lo scambio di modulistica senza la necessità di doverla obbligatoriamente stampare.> Verrà sviluppato un nuovo sito internet, molto funzionale rispetto all'attuale , con modulistica scaricabile on-line, sezioni dedicate a commercio, associazioni, sport, tempo libero, turismo e promozione, aggiornabili direttamente dagli addetti ai lavori nell'intento di promuovere la maggior parte delle inziative sfruttando un canale potentissimo, quello del web. Manifestazioni a non finire, in collaborazione con le associazioni Crescentinesi con un programma fitto scaricabile dal sito di Crescentino. Riproporremo il Cineforum, in collaborazione con l'assessore alla cultura Nicoletta Ravarino. Insomma, tutto il possibile per rivitalizzare e rilanciare il nostro paese.

venerdì 1 aprile 2011

Gianrico Graziano: i lavori nelle frazioni

Le frazioni sono una parte consistente del Comune di Crescentino: sette quelle principali alle quali si sommano i nuclei abitati da un minor numero di abitanti. In totale i cittadini che risiedono nelle frazioni ammontano a più di 1950, corrispondenti a quasi 1/4 dell'intera popolazione del Comune. Le deleghe che mi sono state assegnate per Agricoltura e Frazioni mi mettono in continuo contatto con gli abitanti, che avanzano le richieste relative alle necessità che riguardano la loro zona, e ribadiscono di non voler essere trattati come l'ultima ruota del carro, come spesso è successo in precedenza. Per quanto riguarda il futuro posso affermare che nel piano pluriennale degli investimenti si è tenuto conto delle necessità più importanti in ciascuna frazione. Tali investimenti verranno trattati di pari passo con l'avanzamento lavori nelle prossime comunicazioni e negli incontri che si terranno a breve con gli abitanti delle frazioni. Ora cercherò di fare un riesame di ciò che è stato fatto nelle frazioni in questo anno e mezzo di amministrazione comunale. SAN GENUARIO. Sono state asfaltate le vie del centro abitato che si trovavano in stato disastrato. In collaborazione con la Provincia, con il consozio Ovest Sesia e con il Comune, l'impresa Piemonte Scavi ha costruito 3-4 piazzali in corrispondenza del fosso che fiancheggia la strada provinciale che a sua volta si immette sulla strada delle Grange; ciò consente di incrociarsi senza difficoltà con i mezzi in transito. SAN GRISANTE. il circolo ACLI ubificato nelle ex-scuole comunali, che era a rischio chiusura per mancanza di soci è stato rivitalizzato con un nuovo presidente e consiglio di amministrazione, che ha provveduto a ritinteggiare le pareti, ammodernare l'angolo Bar e rendere più fruibile la sala utilizzabile dal medico che incontra i pazienti una volta alla settimana. I due locali sono luogo di incontro per gli abitanti e sono adeguati per organizzare cene sociali in occasione di particolari ricorrenze e festività. Consente così di garantire un luogo di aggregazione alla frazione, che, in sua assenza al contrario rischierebbe di languire. MONTE. Sono state posizionate due nuove panchine nella piazzetta antistante la chiesa e l'edificio delle ex scuole comunali dove abitualmente si incontrano gli abitanti del paese. E' stata avviata una trattativa, ormai in fase conclusiva, con l'Istituto Diocesiano proprietario dell'edificio al fine di creare un locale con servizi al piano terreno che possa servire come punto di ritrovo nella stagione fredda. Sempre nella frazione Monte è ormai conclusa la posa dei tubi in corrispondenza del fosso di fianco alla strada. Si tratta di tubi di ottanta centimetri di diametro autoportanti, al di sopra dei quali e' stata posato uno strato di ghiaia. A breve il tratto verrà ricoperto di asfalto cosicché la strada sia transitabile nei due sensi di marcia. Il lavoro è stato eseguito dal Consorzio Irriguo di Crescentino per l'intero tratto di circa 300m. CAMPAGNA. Si tratta di una frazione che sta diventando una zona residenziale collegata a Crescentino, pertanto la viabilità è particolarmente intensa ed è stata quindi asfaltata la vi interna all'abitato. (Prossimamente si prenderà in considerazione l'ipotesi di installare un rilevatore di velocità sulla strada diretta a Saluggia). GALLI. Dopo diversi incontri con esperti della Provincia, e su richiesta degli abitanti, nella zona Cascinotti è stato installato un autovelox permanente, opportunamente segnalato come richiesto dal codice della strada. Santa Maria. Il lavoro di tombinatura avviato a fianco della strada per creare nuove piazzole è stato sospeso a causa delle avversità atmosferiche dell'ultimo periodo. SAN SILVESTRO. A seguito degli incontri avuti con la provincia la società SII ha provveduto a sistemare gli allacciamenti degli scarichi e dell'acquedotto in previsione dell'asfaltatura delle strada provinciale e della costruzione della rotonda che avverà secondo gli accordi presi e le tempistiche previste dalla Provincia. Colgo l'occasione per rammentare che l'amministrazione promuoverà incontri in ogni frazione nei prossimi mesi durante i quali saranno annunciati gli interventi programmati in tutte le frazioni..

mercoledì 30 marzo 2011

L'accusa, la difesa

Da La Stampa edizione di Vercelli 30 marzo 2011 Abuso d’ufficio e lottizzazione abusiva. Sono due le ipotesi accusatorie mosse al sindaco Marinella Venegoni nell’informazione di garanzia emessa dalla Procura della Repubblica di Vercelli. A far scattare il provvedimento di chiusura delle indagini preliminari a carico del sindaco, difeso da Cosimo Palumbo del Foro di Torino, è la vicenda del campo nomadi di Strada Torino. In qualità di sindaco, avrebbe, secondo l’accusa, realizzato una lottizzazione abusiva con l’insediamento di due container sul terreno di proprietà comunale, che nel piano regolatore ha destinazione agricola. L’abuso d’ufficio si profilerebbe nell’azione di aver ordinato la costruzione di un basamento per i container ad una ditta, utilizzando così fondi comunali per compiere un’opera abusiva. La ditta crescentinese potrebbe essere coinvolta nella vicenda giudiziaria. Si aspettava la notifica da parte della Procura? «Non me lo aspettavo assolutamente. Non pensavo che qualcuno mi desse un premio per aver compiuto un gesto umanitario, ma certo nemmeno attendevo un’informazione di garanzia». E sulle ipotesi d’accusa?«Mi dispiace tantissimo non essere stata interrogata, si potevano chiarire prima diverse inesattezze. Sulla vicenda dell’abuso d’ufficio sono come caduta dal pero: abbiamo richiesto i container alla protezione civile, per ospitare famiglie, con minori, senza un tetto alla vigilia dell’inverno. La realizzazione del basamento è stata disposta dagli uffici su richiesta della Protezione civile: io non ne ero al corrente». Un insediamento che quando è diventata sindaco ha trovato in strada Torino? «Questo campo è lì da oltre 20 anni. C’era un’ordinanza di abbattimento dal 2009 e nella primavera dello stesso anno avevo l’obbligo di farla eseguire. E l’ho fatto, tanto che smantellando le baracche, i rom si sono trovati senza un tetto».I container dovevano essere una soluzione definitiva? «Assolutamente no. Nelle delibere abbiamo sempre scritto che si trattava di un insediamento provvisorio: in attesa di costruire un campo nomadi regolare. Con gli oneri che deriveranno dall’impianto sperimentale di bioetanolo della “Mossi & Ghisolfi” abbiamo in programma la costruzione di un campo nomadi regolare, in zona Gianoli». Quindi si è trattato solo di un intervento sociale? «È stata una scelta umanitaria: queste persone per me sono uguali a tutti gli altri cittadini residenti. Sono da tanti anni regolarmente iscritti all’anagrafe del Comune. Impieghiamo, lo sanno tutti, fondi per gli sfrattati e le altre persone bisognose. E comunque ribadisco che sarebbe stata una soluzione temporanea e lo dimostra il fatto che ora è stato tutto smantellato. I cittadini per me sono tutti uguali, li ho trattati come dice la Costituzione». Dall’opposizione arrivano già le prime richieste di dimissioni... «Chiederle a chi compie un gesto umanitario è davvero un segno di spessore politico». Laura Di Caro

martedì 29 marzo 2011

Aiutare i più deboli: l'assessore Malara

La crisi economica in Italia non accenna a terminare. Anzi la forte disoccupazione soprattutto giovanile,il forte ricorso alla cassa integrazione e la precarietà ci fanno stare in un tunnel dove non si intravvede la via d’uscita. A Crescentino la situazione è ancora più drammatica a causa della chiusura della Teksid e della crisi dell’Italcardano, della Filca e di numerose altre piccole aziende. Di fronte a questo peggioramento della crisi economica il Comune si trova a fronteggiare situazioni drammatiche con pochi mezzi economici soprattutto a causa dei tagli imposti dal governo nazionale. Nonostante ciò l’Amministrazione Venegoni è riuscita a investire una grossa somma di oltre € 500.000 per le politiche sociali. Con queste somme abbiamo cercato di migliorare la qualità della vita e di alleviare le sofferenze delle famiglie crescentinesi. Gli interventi nel 2010 sono stati diversi: 1) Iniziamo dal Natale solidale dove sono stati distribuiti 250 buoni da € 30 caduno a circa 70 famiglie in difficoltà (minimo 2 buoni per nuclei di 1 sola persona fino a un massimo di 6 buoni per famiglie numerose). 2) Si passa poi al Banco Solidale dove 75 famiglie più bisognose ricevono la fornitura mensile di generi alimentari di prima necessità con la collaborazione della locale Protezione Civile e Croce Rossa Italiana. 3) Abbiamo incrementato la consegna a domicilio dei pasti ad anziani soli e in difficoltà. 4) E’ stato effettuato in collaborazione con l’AVULS un progetto per la consegna a domicilio dei farmaci ad anziani soli e senza parenti. 5) Sono stati spesi dal Comune nel 2010 €172.000 per il pagamento totale o parziale delle rette della mensa dei bambini appartenenti a famiglie in difficoltà economiche. 6) Abbiamo stipulato tra Comune e CRI una convenzione per il trasporto gratuito degli ammalati residenti a Crescentino verso le strutture sanitarie con reddito ISEE pari a € 7.500 con spesa a totale carico del Comune. 7)Grazie a un lavoro di sinergia con il CISS sono stati erogati da parte del Consorzio circa € 80.000 di contributi economici per l’anno 2010. Certo molte altre cose hanno bisogno le famiglie crescentinesi che non arrivano alla fine del mese o i giovani che non riescono a crearsi una famiglia per mancanza di un posto di lavoro. Ma come diceva madre Teresa di Calcutta: “Sappiamo bene che ciò che facciamo non è che una goccia nell’oceano. Ma se questa goccia non ci fosse, all’oceano mancherebbe”. Dott. Demetrio MALARA Assessore alle Politiche Sociali e Sanità

Campo Nomadi, avviso all'indagato

Da "La Stampa" edizione di Vercelli, 29 marzo 2011 Di Laura Di Caro ************************************************************************* Avviso di garanzia per il sindaco Marinella Venegoni, che sarebbe accusata di lottizzazione abusiva nel campo nomadi di strada Torino. L’informazione di garanzia della Procura ha raggiunto il primo cittadino ieri pomeriggio. E del suo contenuto non trapela nulla, se non il commento dello stesso sindaco, che ha confermato di aver ricevuto la notifica: «Ho fiducia nella giustizia – commenta Marinella Venegoni –. Mi cercherò un avvocato, andrò al più presto possibile a spiegare le ragioni di quello che ritengo soltanto un gesto umanitario. Abbiamo chiesto i container alla protezione civile di Alessandria per offrirli ad una famiglia senza un tetto sulla testa. Il campo nomadi ora è già stato smantellato, queste famiglie hanno una casa. I container, come da volontà della Regione, sono stati già restituiti: disferemo tutta la zona». «Butteremo il sale - chiosa poi - sulle rovine di Cartagine». Della vicenda del campo nomadi di Crescentino si discute da anni: è dell’agosto del 2010 la notizia che il Comune ha richiesto alla Regione due container da destinare all’emergenza abitativa. Sull’insediamento nomade, presente nell’area da oltre vent’anni, pendeva da tempo un’ordinanza di abbattimento. Lo sgombero delle famiglie slave era stato fissato dall’amministrazione Greppi per il 4 marzo del 2009, ma poco prima la maggioranza di centrodestra era caduta. A cercare una sistemazione per i rom, prima dell’abbattimento, aveva poi provato il commissario straordinario Icardi, con l’intento di spostare le famiglie slave vicino alla Teksid: un’operazione che venne bloccata da una rivolta degli abitanti vicini e dai sinti presenti nella zona. Il sindaco Venegoni decide per l’abbattimento delle baracche e alla fine di agosto richiede 2 container per le 2 famiglie, 16 persone tra cui 12 ragazzi e bambini. Il terreno su cui è insediato il campo nomadi è a destinazione agricola. I container vengono installati in strada Torino e le famiglie nomadi ne fanno la loro casa. La decisione viene contestata da diverse forze politiche, dalla Lega Nord e dal Pdl, e dai consiglieri di opposizione di Crescentino. Nel frattempo Marinella Venegoni promuove una richiesta di contributo alla Regione per costruire un campo nomadi regolare nella zona, un contributo pari a 50 mila euro che sarà poi negato. Il 20 gennaio di quest’anno è proprio la Regione, su impulso della Lega Nord, dopo un sopralluogo, a chiedere la restituzione dei container «perché non ritenevano fossero impiegati per emergenza abitativa». La «lottizzazione abusiva» si profilerebbe proprio nell’aver insediato con i container una zona abitativa su un terreno a destinazione agricola. Più volte Marinella Venegoni ha dichiarato di aver trattato queste persone come gli altri cittadini residenti, per offrire loro un tetto sulla testa, perché «loro sono lì da sempre». E la soluzione di abbattere le baracche dove nel 2003 scoppiò un incendio in cui morì una bambina di soli 3 anni, andava trovata.L’ipotesi d’accusa per la storia infinita delle baracche è lottizzazione abusiva