domenica 12 giugno 2011

Contro il Festival della Depressione

Ho fatto un salto al Festival della Felicità, a Pesaro. Un nome bellissimo per un Festival, inventato dal presidente della Provincia, Matteo Ricci. All'apertura, c'era Roberto Benigni, che ha cominciato dicendo: . Non sarà mica un caso che abbia citato la nostra Provincia. Sappiamo tutti che essa non ha una grande immagine. Siamo quelli del riso e delle centrali nucleari (che non vorremmo vedere mai più, tra l'altro).
Comunque, l'Istat ha rilevato nel Pesarese un elevato grado di benessere e servizi, e a Ricci è venuto in mente un discorso del 1968 di Bob Kennedy. A proposito del PIL (prodotto interno lordo, che misura la ricchezza di una nazione). Kennedy diceva: .
Da allora, alcuni sociologi ed economisti hanno cominciato a proporre il BIL invece del PIL: benessere interno lordo. In breve, la qualità della vita. Pensiamoci anche noi, nel nostro piccolo: i nostri ragazzi sono contenti della loro scuola, tornano a casa con tante cose da raccontare? Al saggio di Musica in Comune sembravano felici, ma la vigilia è stata un festival del mugugno da parte di alcuni adulti che se ne occupavano.
Nel mugugno siamo fortissimi, dalle nostre parti.
I grandi istruiscono i piccoli e gli adolescenti sulla necessità di non deturpare il bene pubblico, i giardini e il verde?
I proprietari, si preoccupano di mantenere decorose le facciate delle loro case, per non deturpare l'immagine complessiva della città?
I negozi, fanno del loro meglio per essere gradevoli e gentili con i clienti?
Siamo capaci di sederci su una panchina godendo di non avere una macchina davanti, a mezzo metro, con la quale subito ripartire?
Quando fumiamo per strada, spegnamo la sigaretta e cerchiamo poi un cestino, o la buttiamo per terra senza pensarci?
Con i vicini, ci aiutiamo nelle difficoltà, o tendiamo a vedere solo i loro difetti, tagliargli i panni e fargli dispetti appena possibile?
Rispondiamo a queste domande. La qualità della vita dipende dalle città, dai servizi offerti, ma anche da tante piccole cose che vedono protagonisti noi, il nostro senso civico, il nostro atteggiamento quotidiano verso la realtà.
Uscire dal Festival della Depressione di Vercelli non è facile, in questi tempi nei quali ancora lunghe file di sfrattati vengono a bussare alle porte del Comune; tempi nei quali anche il lungo commissariamento della Provincia ha impedito lavori necessari e di sua competenza, come la rotonda di San Silvestro e le strade dissestate. E, a proposito, facciamo i nostri migliori auguri al nuovo Presidente della Provincia Riva Vercellotti: per un buon lavoro, perché provi a farci uscire da quel triste festival che ci ha incollato addosso Benigni. E auguri a noi: che la Provincia non ci tratti più come un luogo remoto ai confini del regno, del quale occuparsi il meno possibile.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

volete farvi venire la depressione?
guardate qua
in che mani siamo!!!
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/piemonte/2011/06/4-si-per-la-democrazia.html

mv ha detto...

Conosco troppo bene Grillo, e personalmente, e dagli Anni Ottanta, e conosco le ragioni genovesi dei ritmi che dà alle proprie esternazioni. Ho cenato decine di volte con lui, l'ho visto a un cocktail l'anno scorso l'ultima volta e abbiamo discusso a lungo (parla sempre lui); in questa fase della sua vita sono d'accordo con quanto va dicendo Gino Paoli, un altro amico comune: "Non credo a chi ha la verità in tasca". Diverso discorso va fatto per il movimento Cinquestelle, che ha l'unico torto di partenza di essersi ispirato a lui e al suo qualunquismo prepolitico. Ciò detto, perché l'anonimo non commenta le mie riflessioni? Ci dica per esempio cosa pensa sul Centro Storico di Crescentino.