martedì 19 maggio 2009

Il lavoro e le lancette tiranne


Se oggi non abbiamo più tempo, è anche effetto della saturazione del mercato: per guadagnare le imprese impongono giornate lavorative più lunghe e intense.
Fare lavorare meno persone, ma per molte ore in più. Sembra questo il motto delle imprese globalizzate: quindi, perdita di posti di lavoro.
La giornata lavorativa si è allungata in tutto il mondo a discapito dei bisogni sociali e “rigenerativi “ dei lavoratori. Forse qualcuno dovrebbe fermare il tempo, per permettere a tutti di riflettere un po’ sulla situazione…
Lavorare più in fretta e per più ore è diventato strategico per la competitività.
Gli impiegati sono chiamati oggi a svolgere contemporaneamente molte funzioni con un minor numero di addetti e il loro lavoro è divenuto per certi aspetti più stressante di quello della vecchia classe operaia. La quale non è sparita: si è solo trasferita nei Paesi emergenti e del Terzo Mondo, mentre la parte rimasta da noi ha poco visibilità, ma molto da fare.
La delocalizzazione, cioè lo spostamento all’estero della produzione, si basa sul degrado delle condizioni lavorative, a cominciare dai tempi di lavoro, tornati a livelli “ottocenteschi ”. In questi Paesi si lavora di norma dalle 12 alle 16 ore al giorno. Le commesse per i marchi dei paesi ricchi, che hanno trasferito le loro produzioni, costringono anche a 48/72 ore consecutive di lavoro. Nel terzo mondo il costo orario degli occupati può essere abbattuto di 10 volte e lavorare più intensamente vuol dire fare più cose per lo stesso prezzo orario: così, l’azienda risparmia.
E la corsa al ribasso si riflette anche in Occidente. Negli USA la giornata lavorativa è aumentata del 25% rispetto a qualche anno fa. In Giappone le ferie non superano i dieci giorni annuali, si mangia e si dorme in ufficio e talvolta si muore anche per il Superlavoro, per non bastare i salari dipendono per 1/3 da paga fissa, per 2/3 dai risultati dell’azienda e se qualcuno sbaglia paga con la riduzione del salario. Se ci fermiamo a riflettere un attimo e ci guardiamo intorno nella nostra realtà ci accorgiamo di quello che sta succedendo: fabbriche che chiudono e/o in cassa integrazione quando c’è poco lavoro e poi straordinari per recuperare le commesse, artigiani, ditte e negozi che chiudono, il lavoro manca e la gente vaga per il paese sperando di trovare un posto di lavoro, ma ormai è tutto fossilizzato in un contratto di lavoro che varia fra i 3gg e un mese, in pratica siamo senza futuro lavorativo.
Tutti insieme dobbiamo lottare per un futuro migliore per credere che sia possibile cambiare; creare nuovo lavoro e nuove idee per consentire a tutti di poter vivere dignitosamente. Bisogna farci sentire perché il lavoro è un diritto sancito dalla Costituzione e solo la diffusione dei diritti del lavoro può fermare questa competizione basata sui tempi e i bassi salari. Come avrete letto e sentito dagli organi d’informazione in questi giorni, siamo al 23esimo posto su 30, nella classifica della retribuzione dei salari, senza parlare delle tasse che paghiamo che dovremmo essere al primo posto.
Personalmente metterò in campo in questa materia tutta la mia volontà e l’impegno per il lavoro, perché lavorare è un diritto sancito dalla Costituzione e devono essere le istituzioni pubbliche a garantire il Lavoro e i diritti.
Non sarà impresa facile, anche tenendo conto della crisi che sta attraversando il mondo intero, ma con il supporto di tutti è possibile sperare di far tornare alta l’occupazione a Crescentino.

Gianni Taverna, candidato di "Amare Crescentino", 26 anni, operaio e piccolo imprenditore

16 commenti:

Chi a Crescentino ci tiene ha detto...

Finalmente una persona splendida e pura, che non ha mai cambiato identità nella sua vita da quanto lo conosco, l'articolo scritto è a dir poco stupefacente, chiaro e semplice, noi tutti dovremmo imparere l'umiltà di questo ragazzo che nel silenzio lavora per tutti noi.
Io credo al suo impegno in politica per il semplice fatto che è sempre stato e lo sarà sicuramente anche in futuro, una persona con i piedi per terra, perchè viaggia alla stessa altezza di noi Gente comune.
L'ultima cosa che volevo far sapere a tutti , una volta in queste settimane mi è capitato di fargli una domanda : Cosa farai quando e se sarai eletto, farai gli affari tuoi come gli altri? La risposta che non mi sarei mai aspettato : Vedi su una cosa puoi contare, sicuramente se farò qualcosa per me vuol dire che ne beneficeranno tante e tante persone, perchè non mi porto conflitti di interesse, quindi quello che farò sarà Interesse di tutti.
Io come tante persone crediamo in te...non mollare tieni duro e noi con il nostro voto ti aiuteremo a cambiare il paese.
Grazie per darci delle speranze e farci capire che ancora al mondo esistano persone con sani principi collettivi.
Tanti Tanti Auguri
Gianni
VOTA TAVERNA!!!

ITALCARDANO ha detto...

Io dico solo che per la situazione attuale non ci sono più parole...NON POTER andare a lavorare ti fa sentire un "diverso", ti fa sentire impotente e non ti da la possibilità di guardare al futuro..paghiamo la colpa e l'avidità di una classe dirigente che ha svenduto le ns vite lavorative e che ora ci parcheggia in attesa di tempi migliori..la crisi noi la paghiamo sulla ns pelle..ma chi l'ha creata la paga? Come mai sui giornali locali non si parla mai della situazione dell'Italcardano? me lo chiedo spesso...tutto è troppo silenzioso...

Saint-Just ha detto...

Questo è un post finalmente che parla dei problemi veri.
Il lavoro, quello vero, per gli italiani. Alla sinistra finora non è interessato, ideologicamente favorevole alla delocalizzazione delle fabbriche. Adesso il lavoro qui non c'è più e piangono lacrime di coccodrillo. Questo è quello che la gente chiede alla sinistra, non si può pretendere che certe politiche le porti avanti la destra, eppure quel poco che si è fatto va a merito della destra, incredibile.
Anche a Crescentino, a parte la lista dei costruttori, che almeno un lavoro alla gente lo da, tutte le altre liste pensano feste, al turismo (ma di che?), ai negozianti, alle iniziative culturali. Ho perfino assistito a serate con tanto di hostess e presentatori professionisti.
Non ci siamo proprio, qui al lavoro non ci pensano.
Perdonate l'analisi un pò critica, bravo in questa occasione Taverna che ci riporta con i piedi nella realtà.

Cri ha detto...

Penso che TAVERNA prima di essere un politico sia un uomo che a sempre lavorato, che pur essendo un piccolo imprenditore non perde la sua purezza di UOMO. forse lui potrà essere il MESSIA di crescentino ( nella speranza che nessuno gli tagli le ali)... continua cosi :-)

Anonimo ha detto...

Penso che il comune è il mezzo adibito all’organizzazione dei servizi della comunità, non vedo quali servizi superiori, attrattivi, Crescentino offra o sarà in grado di offrire rispetto ai paesi limitrofi. Certo questo paesino….è passato da un’economia agricola ad industriale grazie a Fiat, e quel tipo di attività è arrivata qui perché poteva disporre di ciò che necessitava ;acqua e terreni e un collegamento ferroviario.Chiusa la fonderia….bhe nel frattempo l’economia è cambiata….anche quella agricola.In questa terra o si punta a idee nuove o tutto esiste già ed è altrove.Mi chiedevo come un territorio cosi legato al riso non ha investito sullo studio e la produzione di materiali legati al riso, esempio…. possibile che in giappone fanno un liquore con il riso e in queste zone nessuna traccia?
Un mio amico detto il “filosofo della meccanica”dice: i risicoltori pensano solo a coltivare il riso e di cosa poi ne venga fatto non è loro interesse…quindi gli investivementi del settore vengo spinti da aziende che gestiscono il prodotto a livello globale e creano il seme.. il concime…e tutto ciò che serve per mantenerne il controllo produttivo.
Ho visto con i miei occhi che ogni tanto viene elaborata una varietà nuova a livello locale, pero mi sembra frutto del concetto del produciamo più riso possibile da una spiga.Un lavoro molto scaltro ma fine a se stesso.
In questo indotto del riso è nata una azienda che produceva boccole …..con il tempo diventata Dana Spicer Italcardano, attualmene l’azienda fa parte di una “multinazionale” non vende più direttamente hai risicoltori le crociere o le boccole per le loro metitrebbie, ma dal 1999 al luglio 2008 ha avuto uno continuo progressivo aumento di lavoro…per vari motivi…oggi pur troppo non ci sono “ordini”cosi viene riferito, questo è il dato oggettivo.Anche in questo caso penso il comune non possa farci molto ..piu che chiedere di che avete bisogno….se anche l’azienda decidesse di chiudere e fare i pezzi altrove ma il comune non ha mezzi per contrastare queste scelte.

I problemi del lavoro nascono dai meccanismi che regolano il mondo, esistono decisioni prese da poche persone che non fanno l’interesse di molti ma di pochi.Si riaccendono motti da rivoluzione francese…non è possibile continuare a lasciare spazio a incompetenti in tutti i settori chiave.
Sig.ra Venegoni vorrei suggerirle se diventasse xxxxxxxx , al posto di girare a raccogliere i frutti dell’inciviltà, dopo aver fatto una bella informazione scolastica , mandi i vigili a multare i barbari e un gemellaggio con un paese del trentino ad insegnarci i trucchi non sarebbe male.
Questo raccogliere i rifiuti mi ricorda tanto un bambino sulla spiaggia che faceva un buco e questo buco si riempiva d’acqua…..e lui continuava a toglierla……
by Lady challagher

Gianni Taverna ha detto...

Innanzi tutto ringrazio sia chi ha scritto il primo commento, perchè non me lo sarei mai aspettato, devo dire che sono rimasto a boca aperta, grazie mille di cuore a te e a chiunque la pensi come te.
Sia Italcardano perchè ha dato una visione collettiva, mi spiego l'Italcardano è l'ultima forse realtà occupazionale della zona ed è vero che non ne parla nessuno a parte la nostra lista che effettivamente ha fatto un'incontro con i lavoratori per sentire gli umori, noi tutti dovremmo difendere una delle ultime produttività Crescentinesi con le unghie e con i denti, ma abbiamo anche bisogno di partecipazione della gente comune, per questo ringrazio il tuo commento, per quanto riguarda il NON POTER andare a lavorare ti fa sentire un "diverso", ti fa sentire impotente e non ti da la possibilità di guardare al futuro..
è la pura e semplice verità, capisco benissimo essendo anche io in cassaintegrazione per ben 9mesi!!e chissà, ma con una forza interiore noi possiamo sperare, personalmente ho scelto di aprirmi una Partita iva e cercare in qualche modo di farmi un futuro, non è facile lo ammetto perchè chi ci governa e ha governato, non ha quasi mai pensato al futuro della plebe, come noi lavoratori ma ha solo pensato di farci lavorare sempre più anni sottopagati e sfruttati, come si legge dai giornali, e adesso va ha sfruttare all'estero dove li sfruttano ancora di più e a noi non ci hanno lasciato neanche la dignità di lavorare.
Concludo perchè mi sono dilungato troppo ringrazio Saint-Just e Cri ,che hanno scritto un commento. Ricordando che io sono un ragazzo di Sinistra e penso che la Sinistra deve tornare ad occuparsi della gente comune.
Un'appello rivolto a tutti :
Non perdete le speranze non serve ne a noi ne al nostro futuro, tiriamoci tutti su le maniche e lottiamo tutti insieme per difendere la nostra dignità, in fondo non chiediamo vitto e alloggio, chiediamo di LAVORARE!!!
Ancora grazie a tutti...

Anonimo ha detto...

Bellissima la lettera di Taverna. Peccato che sia solo demagogia. Ragazzi stiamo con i piedi per terra e non andiamo in giro a raccontar frottole per guadagnare qualche preferenza.
Se un giovanotto è operaio ed imprenditore significa che ha un doppio lavoro... e ha il coraggio di fare il moralista....
Ex operaio a tempo determinato ed oggi disoccupato

Anonimo ha detto...

tante belle parole, anche nelle risposte, ma nessuna proposta concreta. Il lavoro non si crea con la fantasia.

Gianni Taverna ha detto...

Ringrazio i due anonimi che fanno i moralisti senza nome, almeno io la faccia c'è la metto, la risposta concreta è l'impegno che ci metterò come ho detto e non le promesse pre-elettorali di portare lavoro sicuro, quelle si che sono Demagogiche.
Ho il coraggio di fare il moralista per il semplice fatto che sono stato messo in cassaintegrazione e per recuperare il divario della busta paga, io Giovanotto, ho aperto un commercio elettronico, pensa tu dal moralista che sono, non lavoro in nero ma pago le tasse con la mia partita iva.
Infine il lavoro si crea anche con la fantasia ma anche con l'impegno di provare qualsiasi soluzione anche quella della fantasia perchè no!
Cmq grazie dei commenti che mi fanno capire tante cose...
saluti Gianni Taverna

Saint-Just ha detto...

Non si può pretendere che Taverna abbia la soluzione per aumentare i posti di lavori in Crescentino, lui fa la sua parte, chi invece qualche idea dovrebbe averla è la candidata a Sindaco, e qui mi sembra che zoppichi un pò.
Non ho sentito delle gran proposte, a parte la solita storia della rivalutazione del centro storico per favorire i commercianti altro non c'è.
Il turismo e le feste, ma si, qualcosa smuovono, ma qui ci vogliono le fabbriche, belle o brutte sono quelle che portano gli stipendi.
Cara Marinella, pensa di dare incentivi solo alle ristrutturazioni delle case del Centro, oppure anche per l'insediamento di attività produttive? E se non saranno abbastanza ecologiche per i gusti dei verdi, dirà di no?
Sono domande sensate credo, e valgono anche per gli altri candidati.
Cordialmente
S.J.

marinella venegoni ha detto...

Caro Saint-Just, vedo che è distratto, non ha letto il programma di Amare Crescentino che c'è, diviso in tre parti, nei post di sotto. Avrebbe almeno potuto notare che uno dei punti PRELIMINARI del programma è quello di destinare ogni capacità e risorsa possibile a favorire nuovi investimenti produttivi. Ma tanto il suo cuore non è qui, lei solo si diverte a farmi gli interrogatori come a scuola. E comunque rispondo volentieri, ci mancherebbe!! Sono qui apposta (si ricorda la barzelletta del dancing? "Tota, a bala?" "Sun qui posta!")

Saint-Just ha detto...

Scrivere in dialetto è un bel problema. Non si riesce a trascrivere il parlato.
Marinella ci prova con grande impegno, con risultati modesti.
La domanda non ha avuto risposta, l'ovvio sta in tutti i programmi, ma io ho chiesto se un insediamento che non piace a Gallo avrebbe diritto all'aiuto del Comune. Solo insediamenti ecologici a Crescentino?
Lo sa che il ciclo di produzione dei pannelli solari è uno dei più inquinanti?

Saint-Just

Dipendente italcardano ha detto...

ITALCARDANO
il 18 è stato fatto un incontro con i dipendenti Italcardano.
sei venuto?

è vero che se ne parla poco (purtroppo)...ma oggettivamente la lista Amare Crescentino è l'unica ad averne parlato.

ITALCARDANO ha detto...

x DIPENDENTE ITALCARDANO:
si c'ero...ma non è da quell'incontro che speravo di salvarmi il CxxO.. mi fa piacere che questa lista ne abbia parlato...anche se di concreto non è venuto fuori molto...

Pipps ha detto...

converrai che un sindaco (qualsiasi esso sarà) riguardo all'italcardano non avrà molti spazi di manovra.

La capacità di un sindaco sta nel creare un tessuto occupazionale che possa sopperire ad eventuali crisi delle aziende già presenti.

marinella venegoni ha detto...

Basta con attività inquinanti, Saint-Just. Ne abbiamo avute abbastanza, e poi i soldi di Scanzano sono andati altrove...E comunque, se di qualcosa bisogna morire, meglio produzione di pannelli che lavorazione di uranio, darling...